L Editoriale. Carissimi Amici,

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1 L Editoriale Carissimi Amici, durante gran parte di questo mese vivremo le ultime settimane del tempo di Quaresima, come un invito pressante a disporci a celebrare la Pasqua. Perché tanta attenzione alla preparazione di questa solennità? La risposta la conosciamo bene: la Pasqua è il centro della nostra fede. Essa celebra il mistero fondante del nostro credere, del nostro essere discepoli di Colui che la Pasqua l'ha vissuta in prima persona, offrendosi come agnello per il sacrificio. La tradizione cristiana affonda le sue radici nella Pasqua ebraica che lo stesso Gesù ha celebrato nell'ultima cena con gli Apostoli. Gli ebrei, ancora oggi, celebrano, con questa festa, il memoriale dell'agire salvifico di Dio, che ha liberato il popolo di Israele dalla schiavitù in Egitto (Es 12, ) per condurlo alla Terra Promessa. In questa antica festa ebraica in ogni famiglia si immola un agnello che viene poi consumato, così come leggiamo nel racconto dell'esodo (Es 12, ). I1 Signore Gesù, durante l'ultima cena, dà ai segni della Pasqua ebraica il loro significato pieno. Gesù, infatti, il vero agnello senza macchia, immolato sulla croce, e il suo sangue, come quello degli agnelli uccisi in Egitto, ci salva dalla morte eterna. L'Eucaristia che la Chiesa celebra ogni giorno, e in particolare quella della domenica, è memoriale della Pasqua in cui Cristo, ha ridato al mondo la comunione di vita con Dio. Per noi celebrare la Pasqua non è semplicemente ricordare, ma è rinnovare e attualizzare «qui ed ora» la salvezza operata da Lui una volta per sempre. In ogni Eucaristia, al momento della consacrazione, tutto l'amore, l'obbedienza e le sofferenze di Cristo continuano ad essere presentati al Padre, che li accetta con infinita compiacenza, per la nostra salvezza. Animati da questa fede e purificati nella Riconciliazione, accostiamoci con gioia alle celebrazioni pasquali, e rendiamo concreta la nostra adesione a Cristo con gesti di carità fraterna. Sia Cristo la nostra guida nel cammino quotidiano, portando al mondo, come le donne il mattino di Pasqua, la buona notizia che «Cristo è veramente risorto!». 1

2 È DOMENICA DI PASQUA «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù» (Paolo) PASQUA! Dappertutto ci si sente ripetere: «Auguri!». Tutti sono allegri, tutti fanno festa; ma, che senso ha? È la solita riduzione delle ricorrenze religiose a «feste», a occasioni per evadere dalla normale e noiosa routine giornaliera. Pasqua, per moltissimi Cristiani, significa riposo dal lavoro, vestirsi bene, incontrare amici e parenti, forse anche una bella occasione per qualche gita turistica o per un soggiorno in luoghi di alta villeggiatura. È il divertimento come è inteso da una società egoista e consumista. Per il cristiano, però, cioè per l uomo di Fede, che intende non solo ricordare, ma «rivivere» la risurrezione di Gesù, non può e non deve essere così. Mettiamoci nei panni dei primi discepoli che, dopo tante speranze (tutte terrene, però), erano caduti nello scoraggiamento e nell avvilimento, per aver visto sfumati tutti i loro sogni con la uccisione di Gesù! L annuncio «È risorto!» dovette essere come una luce sfolgorante, nelle tenebre della notte più oscura, tanto che ne rimasero, sul momento, come abbagliati e smarriti; però, dopo, la loro vita cambiò radicalmente. Altro che divertirsi! Essi cominciarono ad annunciare a tutti che «Gesù di Nazaret, il crocifisso, è risorto! «Egli è il Signore!». Questo annuncio varcò i confini ristretti di Gerusalemme e della Palestina e si diffuse in tutto il mondo. Essi non esitarono a testimoniare con il proprio sangue la loro fedeltà a Cristo morto e risorto. E noi? Domandiamoci: la nostra vita sarebbe la stessa, se Cristo non fosse risorto? Cioè: in che maniera la risurrezione di Gesù incide nella nostra vita? Quali cambiamenti produce? La liturgia di questo periodo pasquale, che dura ben cinquanta giorni (una Pasqua di cinquanta giorni!) ci ripete continuamente di «risorgere con Cristo». In che maniera noi «ri sorgiamo» a nuova vita? Se non «sorgiamo di nuovo», la Pasqua si riduce soltanto a una «festa» e lascia il tempo che trova; perciò, è inutile celebrarla: se vogliamo prenderci qualche giorno di relax, per divertirci e riposarci, scegliamo altre occasioni. Facciamo, quindi, un serio esame di coscienza. Per questo la Chiesa fa precedere la Pasqua dalla Quaresima, cioè da quaranta giorni di preparazione. Dopo la Pasqua, si deve vedere che qualcosa è cambiato nella nostra vita, come cambiò la vita dei primi discepoli. dagli scritti di Fausto Varesi EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO È il titolo del documento dei Vescovi italiani che contiene gli «orientamenti pastorali» per il decennio Riconosco, insieme a tantissimi, che vivendo la parola del Vangelo «la vita è buona» nonostante le difficoltà che bisogna affrontare quotidianamente: malattie, problemi economici, incomprensioni. È normale chiedersi come può essere «buona la vita» quando siamo coinvolti in tante difficoltà. Gesù, nel Vangelo, dice che non ci toglie le difficoltà ma ci suggerisce di accettarle «ogni giorno». Prenderle, rimanendo inchiodati sulla croce, significa essere crocefissi accanto a Lui. Ha anche detto: «Prendete su di voi il mio giogo». «Il mio carico è leggero e soave». Infatti, i buoi, quando devono arare, sono uniti dal giogo per fare lo stesso percorso e rendere, a ognuno, meno pesante il tracciato dei solchi. Basterebbe, com è stato detto, vivere un solo insegnamento di Gesù per vedere nel mondo gli effetti meravigliosi della «vita buona del Vangelo». Tantissimi sono convinti di questo. Soprattutto quanti, ogni giorno, si lasciano da lui guidare per farsi carico anche delle difficoltà altrui pur avendone di proprie. È quanto ha fatto Gesù: «L Eterno che entra nel tempo, il Tutto che si nasconde nel frammento, Dio assume il volto dell uomo». È quanto ha lasciato scritto papa Giovanni Paolo II nell Enciclica Fides et ratio. Anhe noi, piccolo gruppo della Caritas Parrocchiale di Lanuvio ci impegniamo, pur con i nostri limiti, a «vivere la vita buona del Vangelo», ogni volta che apriamo la stanza di via Teresa Dionigi, 1. Che cosa abbiamo fatto fino ad ora e che cosa faremo in futuro, non è semplice rispondere perché, in realtà, ciascun volontario fa storia a sé, per motivazioni, vicende personali, servizio svolto. Sappiamo però che tutti possiamo «educare alla vita buona del Vangelo» magari donando soltanto un sorriso, una stretta di mano, camminando e sostenendoci in questo «santo viaggio» della vita terrena, condividendo gioie e dolori in una comunione di tempo, di beni, da porgere a Gesù crocifisso e abbandonato, per vederlo insieme nella gioia, Risorto. Benedetto 2

3 O L angolo della Liturgia sanna è una parola ebraica che la Chiesa ha conservato nella sua preghiera liturgica senza tradurla. Essa viene abitualmente ripetuta nella Santa Messa nel canto del «Santo», ma è soprattutto nella Domenica delle Palme che ritorna più volte nella liturgia in tutta la profondità del suo significato. Cerchiamo di scoprire la ricchezza di questo termine. Osanna: L'invocazione al Dio Salvatore Ci raccontano gli evangelisti che la Domenica delle Palme, la folla degli Ebrei al grido «Osanna» accolse trionfalmente Gesù come Messia promesso da Dio al suo popolo, cioè colui che doveva restaurare il regno di Davide e liberare Israele. «Quelli che andavano innanzi e quelli che venivano dietro gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Benedetto il regno del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli» (Mc 11,1-11). In questo contesto Osanna prendeva il senso policromo di grido di fede in Cristo Messia e invocazione a lui,il Cristo Salvatore; così commentava l'antica liturgia: «Il popolo uscì ad incontrare Gesù gridando: È colui che viene a salvare il popolo, è Lui il Salvatore ed il Redentore! Salve Re e Creatore del Mondo: Tu sei venuto a riscattarci!». Osanna quindi appare come la preghiera del cristiano che esprime la sua fede in Gesù Cristo Messia e Salvatore e chiede il suo aiuto. Osanna: L'evviva dei salvati! Nel momento stesso in cui l'osanna è un appello al Salvatore, diventa anche un'acclamazione trionfale, perché Gesù, al di là della sua apparente sconfitta con la morte in croce, conoscerà la vittoria sfolgorante della resurrezione. Osanna: Il canto della Messa Grido di supplica e di lode è l'osanna che il popolo recita o canta nella Messa con la quale pone termine alla preghiera di azione di grazie iniziata dal celebrante al prefazio. Nel canto del Santo, l'osanna appare ripetuto due volte: la prima è indirizzata al Padre, il Signore Dio dell'universo. È da lui, infatti, che è partita l'iniziativa della salvezza; Osanna potrebbe significare: «Salvaci Tu che sei il nostro Padre che sta nei cieli». E questa invocazione è perfettamente adatta a questo punto in cui sta per iniziare la grande azione liturgica che renderà presente il mistero della nostra salvezza. Il secondo «Osanna» è indirizzato a Cristo cui va il merito di aver compiuto il disegno di Dio per salvare gli uomini: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore, Osanna!». E la lode sale nell'alto dei cieli unendosi alla lode degli eletti come scrive l'autore dell'apocalisse: «L'Agnello che è stato immolato è degno di ricevere la potenza e la gloria e la lode» (Ap 5,12). E questa invocazione è perfettamente adatta a questo punto prima della consacrazione poiché la Messa non è solo il rinnovamento del sacrificio di Cristo, ma è anche «Eucarestia» cioè azione di grazie che rivolgiamo al nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, unendo nella lode cielo e terra. Osanna: Una gioia eterna! Dice bene S. Agostino: «Osanna è la parola di chi supplica il Signore, ma anche di chi gioisce nel Signore. È il grido attraverso il quale la creatura esprime al suo creatore i sentimenti affettuosi della sua anima». a cura della Redazione Arrivederci alla prossima volta! 3

4 CONFRATERNITA MARIA SS. DELLE GRAZIE»iniziato il conto alla rovesciaª N uovo anno, ultimo anno. Il 2012 sarà l'anno dei rinnovi. In primavera tutti i Lanuvini saranno chiamati a decidere il rinnovo o la conferma di coloro che dovranno amministrarli per i prossimi 5 anni. A fine ottobre tutti gli iscritti alla Confraternita dovranno votare il direttivo che rimarrà in carica per i prossimi tre anni. Quando nel 2010 questo Consiglio si è insediato alla guida della Confraternita si è voluto dare un programma di lavoro per rendere il nostro Santuario sempre più bello, più importante e pienamente inserito nel tessuto della Diocesi. La Confraternita «Maria SS. delle Grazie» si è inserita con autorevolezza nel Consiglio direttivo della Consulta delle Confraternite della Diocesi. Avevamo in mente il percorso della Via Matris e con grossi sacrifici economici l'abbiamo realizzato diventando il nostro fiore all'occhiello. La costruzione di un bagno 18 febbraio 2012: In alto: La presidenza della Confraternita, con il parroco, ed il sindaco attendono l arrivo di mons. Semeraro; In basso: Gli Incollatori. all'interno del chiostro per la comodità dei Pellegrini che verranno a visitarlo e lo stiamo realizzando. L'elevazione del Santuario da Minore a «Santuario Diocesano» che in un primo momento sembrava un miraggio, a furia di andare avanti e indietro nella casa Vescovile siamo riusciti ad ottenerlo. Senza contare l'acquisto di tutti gli abiti nuovi degli incollatori; l'acquisto di due gazebi per la festa di maggio; un condizionatore per la Chiesa, etc ; naturalmente, prima della fine del mandato, abbiamo ancora delle cose da fare e ci riusciremo. Ci riusciremo perché «il direttivo, gli iscritti e Lanuvio tutta» abbiamo la consapevolezza, come dice Pietro, di lavorare alla vigna della Madonna nella grande vigna del Signore. L'ultimo anno di mandato lo abbiamo iniziato con la festa dell'epifania. 4

5 La Confraternita Maria SS.ma delle Grazie AUGURA A TUTTI I LANUVINI UNA BUONA E SANTA PASQUA C.G.S. LA FIONDA C.G.S. CYNTHIANUM Gentili lettori di Comunità, vi comunichiamo i titoli della nuova tranche della rassegna Film d'autore che si svolgerà al cinema Cynthianum di Genzano. Molte grazie, a presto e ci vediamo in sala! 29 marzo 2012 Le idi di marzo G. Clooney 12 aprile 2012 Almanya Y. Samdereli 19 aprile 2012 L industriale G. Montaldo 26 aprile 2012 The artist M. Hazanavicius La rassegna continuerà poi fino a giugno 2012; sarà possibile consultare il programma anche su OGNI GIOVEDÌ, ore 17,30 e 21,30 Prezzo unico: 4,00 Anche quest'anno, infatti, i Re Magi, a dorso di cavallo, partendo dalla Chiesa Collegiata, sono giunti al Santuario. E dopo aver omaggiato Gesù Bambino posto ai piedi dell'altare, hanno distribuito a tutti i bambini di Lanuvio 350 calze ricolme di doni. Siamo giunti alla 5ª edizione della festa di S. Antonio Abate «protettore degli animali»; quest'anno, per motivi logistici, sono mancati purtroppo i cavalli ma è stato ugualmente bellissimo vedere i bambini sfoggiare con orgoglio i loro cani, gatti, tartarughe, conigli e perfino galline. Il direttivo, in accordo con il Parroco, ha deciso la data della festa del tesseramento alla Confraternita per il 2012 e la stessa si è tenuta sabato 18 febbraio. Con l'occasione, si è proceduto alla inaugurazione dell elevazione del Santuario a Diocesano dando finalmente il giusto lustro alla casa di Maria Vergine. Dovrà essere una festa da ricordare negli anni a venire. Per l'occasione sono state invitate tutte le 18 febbraio 2012: Un momento della celebrazione per l elevazione del Santuario da «Minore» a «Diocesano». le autorità civili, tutte le associazioni religiose anche perché abbiamo avuto l onore di ospitare Sua Eccellenza il Vescovo Mons. Marcello Semeraro ed il delegato Vescovile per le Confraternite della Diocesi don Salvatore Falbo. Subito dopo, inizieremo a lavorare per preparare i festeggiamenti di maggio. Ma di questo parleremo nel prossimo numero. Per ora chiudo questo piccolo notiziario come sempre al grido di EVVIVA MARIA!!! Il priore della Confraternita Roberto Bracalente 5

6 L impegno della CARITAS AS nel nostro o territorio ritorio A d un anno di lavoro dell attuale gruppo Caritas è bene fare una riflessione sul lavoro svolto. Questo gruppo si è arricchito di nuovi volontari; i volon-tari sono quelle persone che spendono del loro tempo, in maniera assolutamente gratuita, nei valori in cui credono, nel caso specifico nell amore che ha mille sfaccettature; modelli positivi che in questi momenti di crisi e difficoltà, ove molti affascinati in passato da modelli di furbizia restano attoniti pervasi dal senso di impotenza e di smarrimento; ecco il compito di educare nell amore che la Caritas ha. Molte volte non ci sono le risposte per tutti i problemi ma l ascolto, l accoglienza, lo stare accanto a tutti coloro che hanno bisogno di essere ascoltati e accompagnati nel credere che tutti possono farcela, e che Cristo ci è accanto in ogni momento della nostra vita, è quanto l operatore Caritas è chiamato a fare. In momenti come questo che stiamo attraversando è necessario mettere al centro di tutto la persona, il grande valore della vita umana e l etica che l accompagna, dire a tutti che il malessere fa parte della vita, ma bisogna raccoglierlo, ascoltarlo e accompagnarlo con amore. Siamo chiamati ad essere testimoni di verità, è necessario capire che qualsiasi periodo negativo si vive, può diventare positivo, perché si può ripartire per cambiare il modo di credere e operare, mettendo al centro della nostra vita i veri valori, le risorse migliori che l essere umano possiede, il rispetto dell altro che sia italiano o no, l onestà, la responsabilità, la meritocrazia, etc... Ognuno di noi può scegliere il bene o il male, accogliere il messaggio di speranza vivendo l amore tra di noi che porta certamente alla felicità, ce lo insegna Cristo nel Vangelo, noi cristiani dobbiamo soltanto metterlo in pratica, non soltanto come volontari, ma tutti siamo chiamati a fare questo se vogliamo un mondo migliore. È questo lo spirito che accompagna il gruppo Caritas che, oltre al rapportarsi con le persone, ha concretizzato questo realizzando una mostra mercato necessaria a raccogliere dei fondi finalizzati a piccoli aiuti, come comprare dei farmaci ed altro agli indigenti che ne hanno bisogno, specialmente se sono bambini piccoli. La mostra, non ha reso molto, seicento euro, ma io personalmente l ho vista come un grande momento educativo, perché ci hanno aiutato persone 6 di altre parrocchie e paesi come le care amiche di Velletri, Carla, l amica di Ariccia, Maria Laura, le sarte che hanno realizzato tante belle cose, grazie. Per il loro impegno nel gruppo, che è costante, permettetemi di ringraziare Pina, Isabella, Liana, Emola, Marisa, Desy, Giuliana, Suor Gemma, Suor Michela, Rodica, Egle, e infine un benvenuto alla nuova arrivata Oriana. È chiaro che il gruppo è aperto a tutti, uomini e donne che hanno la volontà e il cuore di partecipare concretamente all amore verso l altro, saranno i benvenuti. Ricordo a tutti coloro che in famiglia hanno degli ammalati o anziani gradirebbero la visita di volontari Caritas, possono far pervenire presso il Parroco il nome e l indirizzo; è un servizio che vi assicuriamo nell amore di Dio. Informiamo anche che nella sede Caritas, c è per il secondo lunedì di ogni mese, l ascolto fatto da persone qualificate, che, nella segretezza, sono lì per ascoltare quanti avessero bisogno di tirar fuori i loro crucci, le loro angosce e altro. Vi chiediamo scusa per i nostri errori che certamente ci sono stati e vi chiediamo nell amore di Cristo di farceli notare, pubblichiamo di seguito il nostro programma. Maria Giovanna

7 PROGRAMMA per il triennio In una società in cui perdura l abitudine alla dissacrazione dei valori, in cui aumentano le disuguaglianze, in cui nascono nuove povertà (persone senza casa, senza lavoro, immigrati, tossicodipendenti ecc.). Ove cresce l indifferenza, l insicurezza, la sfiducia e la paura, è necessario far rinascere nella collettività e nel cuore di ogni persona il desiderio di «farsi prossimo, e l impegno per il bene comune». In questa ottica il gruppo Caritas intende dare spazio alla fantasia dell amore non soltanto con le opere, ma a quello stile dell amore effuso dallo Spirito Santo che si rende visibile nella testimonianza, e quindi nello stile di vita che ogni volontario dovrebbe avere. È con questo spirito impegniamo a cominciare un triennio che ci vedrà impegnati nelle seguenti attività e nell educazione all amore come ci suggerisce la chiesa. 1. Primo lunedì del mese, formazione ed informazione. Il secondo, ascolto. 2. Martedì, servizio guardaroba. 3. Mercoledì, ascolto e qualora ci fossero, distribuzione dei viveri di prima necessità. 4. Giovedì, servizio guardaroba. 5. Venerdì, ogni quindici giorni, incontro e preghiera con gli anziani del «Centro Sereno». 6. Si formeranno due o più gruppi di volontari che visiteranno gli ammalati e anziani che lo vorranno. 7. Confezionamento e vendita delle Palme. 8. Almeno tre volte l anno incontro con le Caritas della vicaria per lavorare in sinergia e confrontarsi. È auspicabile anche una volta l anno, una consulta delle associazioni di volontariato presenti sul territorio. Ci saranno anche iniziative per avere dei fondi da usare come aiuti nei casi particolari (mostra mercato, vendita di dolci ed altro...). O Signore, Tu che ci hai creati per amare ed essere amati, fa che ognuno di noi possa seguire il tuo insegnamento; fai di noi il mezzo per servire la tua volontà, fa che ognuno di noi sia strumento di pace, amore, speranza, verità, fede; accetta quel poco che noi ti offriamo e fai che Tu sia la nostra luce per sempre. Il parroco don Bernard Bulai La responsabile Maria Giovanna Luisi La redazione di Comunità Parrocchiale, insieme a coloro che collaborano con articoli, idee, disponibilità AUGURA a tutti i parrocchiani una FELICE e SANTA PASQUA 7

8 Divorziati e risposati, perché no e quando sì alla Comunione Abbiamo chiesto la consulenza spirituale e canonica al nostro Rev.do Parroco Sac. Bernard Bulai. DIVORZIATI Intervista a cura di Barbara Pellegrino Domanda: Se i divorziati non risposati che vivono da soli e nella continenza più assoluta possano ricevere i Sacramenti. Quesito: Caro don Bernard, visto che i divorziati risposati non potrebbero accedere alla Santa comunione se non vivono come fratelli e sorelle, allora Vi chiedo: i divorziati non risposati che vivono da soli e nella continenza più assoluta possono ricevere tale Sacramento? In caso di risposta negativa se uno dei due è il colpevole della rottura coniugale l'altro può accedere a tale Vitale Sacramento? E nella fattispecie come si può dimostrare tale estraneità alla rottura del vincolo coniugale in ispecie nei confronti del sacerdote che deve procedere alla preventiva confessione? Vi ringrazio. Rev. don Bernard. Carissima e carissimi, sono diverse le questioni che mi si pongono. 1. La prima è questa: se i divorziati non risposati che vivono da soli e nella continenza più assoluta possano ricevere l'eucaristia. La risposta è affermativa, soprattutto se uno è stato vittima del divorzio. 2. Mi si chiede anche se il coniuge colpevole della rottura possa fare la santa Comunione. Per fare la Comunione deve essere pentito di ciò che ha fatto. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ricorda che «il divorzio è una grave offesa alla legge naturale. Esso pretende di sciogliere il patto liberamente stipulato dagli sposi, di vivere l'uno con l'altro fino alla morte» (CCC 2384). Ma se chi è responsabile del divorzio si pente e poi vede che è impossibile riprendere la coabitazione, può fare la Santa Comunione. 3. Mi si chiede infine come si possa dimostrare di aver subìto il divorzio davanti al sacerdote confessore. Di per sé è sufficiente la buona coscienza di chi si confessa. E il confessore ne deve prendere atto. Tuttavia spesso succede che anche chi ha subìto il divorzio non si sia sempre comportato in maniera retta e abbia dato motivo all'altra parte di rompere la coabitazione e di giungere al divorzio. Ma anche in questo caso, se è sinceramente pentito, nulla vieta che possa fare la santa Comunione. 4. Devo anche aggiungere che non sempre chi cerca il divorzio è colpevole della situazione. Può darsi che cerchi il divorzio per mettere fine a una situazione che diversamente non è riparabile. Dice il Catechismo della Chiesa cattolica: «Se il divorzio civile rimane l'unico modo possibile di assicurare certi diritti legittimi, quali la cura dei figli o la tutela del patrimonio, può essere tollerato, senza che costituisca una colpa morale» (CCC 2383). 5. Come vedete dalle risposte, il problema grosso è quello del divorziato risposato. Dal momento che si risposa va a stare con una persona che non è suo marito o sua moglie. E in questo modo vive in una situazione permanente di adulterio. Dice il Catechismo della Chiesa Cattolica: 8

9 «Il fatto di contrarre un nuovo vincolo nuziale, anche se riconosciuto dalla legge civile, accresce la gravità della rottura: il coniuge risposato si trova in tal caso in una condizione di adulterio pubblico e permanente» (CCC 2384) Grazie del quesito, vi assicuro la mia preghiera e vi benedico. DIVORZIATI CHE HANNO SUBITO IL DIVORZIO Domanda: Se il divieto di ricevere l'eucarestia per i divorziati valga in senso assoluto. Quesito. Caro Don Bernard, il divieto di ricevere l'eucarestia per i divorziati vale in senso assoluto oppure chi ha subito un divorzio in maniera incolpevole può ricevere l'eucarestia? E cosa succede se una persona divorziata prende comunque l'eucarestia? Rev.do don Bernard. Carissimi, 1. Il divieto di fare la Santa Comunione vale per i divorziati risposati in forma civile, ma non per quelli che hanno subito il divorzio. 2. Non si deve dimenticare poi che talvolta si può chiedere il divorzio come misura estrema, per evitare drammi più grandi, come ricorda il catechismo della Chiesa cattolica: «Se il divorzio civile rimane l'unico modo possibile di assicurare certi diritti legittimi, quali la cura dei figli o la tutela del patrimonio, può essere tollerato, senza che costituisca una colpa morale» (CCC 2383). In questo caso chi ha dato il divorzio, come forma di separazione definitiva che vale solo in foro civile, può fare la Santa Comunione. 3. Anche chi colpevolmente avesse dato il divorzio, ma nel frattempo se ne fosse pentito e giudicasse che non è opportuno o è diventato impossibile riprendere la coabitazione può fare la Santa Comunione. 4. Chi invece è divorziato e risposato civilmente e fa la Santa Comunione compie un sacrilegio. Di fatto quella Comunione con Gesù è è contraddetta platealmente dalla non osservanza della sua legge. Ecco che cosa dice il CCC: «Oggi, in molti paesi, sono numerosi i cattolici che ricorrono al divorzio secondo le leggi civili e che contraggono civilmente una nuova unione. La Chiesa sostiene, per fedeltà alla parola di Gesù Cristo (Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio: Mc 10,11-12), che non può riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il primo matrimonio. Se i divorziati si sono risposati civilmente, essi si trovano in una situazione che oggettivamente contrasta con la legge di Dio. Perciò essi non possono accedere alla Comunione eucaristica, per tutto il tempo che perdura tale situazione. Per lo stesso motivo non possono esercitare certe responsabilità ecclesiali. La riconciliazione mediante il sacramento della Penitenza non può essere accordata se non a coloro che si sono pentiti di aver violato il segno dell'alleanza e della fedeltà a Cristo, e si sono impegnati a vivere in una completa continenza" (CCC 1650). 5. Unica eccezione è quella di chi, non potendo rompere la nuova unione per motivi legittimi (come ad esempio la cura dei figli nati nella nuova unione) si impegna a «vivere in una completa continenza» (CCC 1650). Ma in questo caso, per evitare confusione nella comunità, farà la Santa Comunione dove non è conosciuto come divorziato risposato. Vi ringrazio, vi ricordo al Signore e vi benedico. Domanda: Don Bernard, qual è esattamente la posizione dei separati e dei divorziati di fronte all'accesso ai sacramenti? Carissimi, lascio rispondere all'autorità più alta: CITTÀ DEL VATICANO. Ai divorziati, la comunione non si può dare, ripete il Papa, ma il desiderio di avvicinarsi alla mensa eucaristica li salverà comunque. Proprio ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in vacanza a Porto Rotondo, si era rivolto durante una celebrazione 9

10 liturgica al vescovo locale, chiedendo quando la Chiesa avrebbe rivisto la regola che vieta ai divorziati risposati di prendere la comunione. Presidente ñ rispose mons. Sebastiano Sanguineti ñ lei che ha il potere puú chiedere a chi Ë pi in alto di meª. E «chi è più alto» di lui, oggi ha risposto. Addirittura il Papa. Nel videomessaggio indirizzato al Congresso eucaristico mondiale nel Québec, in Canada, Benedetto XVI non ha ovviamente accennato alla domanda di Berlusconi ma nell'intervento, Ratzinger ha ribadito quali sono le leggi canoniche in vigore nella Chiesa e che valgono per tutti i credenti. Solo i «puri», ha ribadito il Pontefice, coloro che non sono macchiati dal «peccato» possono ricevere l'ostia consacrata: gli altri troveranno comunque «nel desiderio di comunione e nella partecipazione all'eucaristia una forza e una efficacia salvatrice». «Il peccato grave ha proseguito Benedetto XVI si oppone all'azione della grazia eucaristica». Ricevere l'assoluzione prima di avvicinarsi all'eucarestia, è indispensabile per la religione cattolica». Il mio essere cristiano in Cristo Siamo vicini alle festività della Santa Pasqua ed è per noi dell'a.c. molto difficile non fare catechesi; l'azione Cattolica fa formazione e il suo formarsi in Cristo nella Chiesa è lo scopo primario. La Resurrezione di nostro Signore che dà ispirazione e vita all'associazione come linfa vitale alla vite dalle sue radici più profonde, ci introduce in una Catechesi Eucaristica appropriata per il Cristiano, e, a chi dichiara di esserlo sia nel professarlo e sia nel viverlo, è difficile non poter scrivere liberamente una piccola catechesi. Oggi qualsiasi cosa che ci fa mettere in discussione e in gioco davanti alle responsabilità e dove il proprio Io si deve mettere a nudo... si fa fatica ad attualizzarlo; è molto più facile esporsi con il proprio egocentrismo dell'io imponderabile. Ma dove è Cristo? Ma dove è l'amore per il prossimo? Attenzione a noi cristiani che occupiamo nell'ambito della comunità un posto collocato, sia che siamo stati scelti, o predestinati, o semplicemente che ce ne siamo appropriati. «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve (Lc 22,26). Il rispetto dell'altro quando qualcuno di noi rientra in questi ambiti va al di sopra del nostro essere persona in quanto cristiani in Cristo, e se questo, a qualcuno di noi è sfuggito quale 10 occasione migliore della Passione, Morte e Resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo per ritrovarlo. Auguro a noi tutti un cammino spirituale di rinnovamento interiore, incominciando a lasciare l'io imponderabile ed ad accorgerci di chi siamo e cosa vogliamo veramente, ad apprezzare anche le piccole cose, anche le più umili, che forse tutto sommato, sono poi quelle che costruiscono quando sono fatte per amore a Cristo Gesù. Buona e Santa Pasqua anche a nome di tutti i componenti del gruppo parrocchiale di A.C. e che il Signore illumini mente e cuore a noi tutti. Salsiccia Giuseppina Presidente Parrocchiale e Vice Presidente Diocesano di A.C.

11 PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE... ANCHE IN PSICOLOGIA D opo lunghe campagne informative sull'importanza della prevenzione in medicina, le persone finalmente hanno appreso che è fondamentale effettuare esami clinici periodici al fine di tenere sotto controllo l'eventuale insorgenza di malattie e patologie. Lo stesso non avviene in psicologia. Come mai? Spesso le persone si rivolgono allo psicologo «come ultima spiaggia», dopo aver tentato varie soluzioni fai-da-te: cercano sollievo sfogandosi con parenti, amici, vicini di casa, con il rischio di ricevere soltanto consigli, di sentirsi non compresi e giudicati; cercano un farmaco che elimini immediatamente il sintomo; tentano di fare proprie le soluzioni altrui, come assumere farmaci prescritti ad altri pensando: «stessi sintomi, stessa cura»; leggono riviste e giornali pseudo-specialistici o si rivolgono al web per reperire informazioni che permettano l'auto-diagnosi e l'auto-terapia; peregrinano per diversi specialisti, inseguendo e assecondando il sintomo, senza focalizzare il problema; alcuni arrivano addirittura a maghi e guru ciarlatani, nella speranza di soluzioni magiche. Tutto ciò accade perché spesso si ha una considerazione errata della figura dello psicologo, visto non come un professionista della mente, ma come una persona alla quale rivolgersi per farsi una chiacchierata, raccontare i fatti propri oppure delegare il compito di alleviare il proprio disagio, chiedendo aiuto quando non c'è più nient'altro da fare. La psicologia, invece, è una disciplina scientifica e, come tale, dedica particolare attenzione alla prevenzione primaria e secondaria. La prima riguarda tutte quelle attività legate alla promozione del benessere psicologico e relazionale; la prevenzione secondaria si rivolge, invece, a tutti coloro che si trovano a vivere un momentaneo stato di fragilità. Quindi non occorre aspettare di avere un sintomo o un disturbo psicologico conclamato per rivolgersi ad uno psicologo. Si pensi che molti disturbi psicologici, soprattutto nei bambini ma non solo, hanno maggiori possibilità di remissione se si interviene precocemente. Inoltre dal momento che la persona è un tutt'uno, un'insieme di più dimensioni (fisica, psichica, emotiva, sociale, spirituale) tutte collegate tra loro, un disturbo in una dimensione può causare una patologia in un'altra, ad esempio una sofferenza psichica può determinare una malattia fisica, così come è stato individuato dai più recenti studi in psicosomatica. Prevenzione in psicologia significa concedersi la possibilità di intraprendere un percorso psicologico di crescita personale, che permetta di riconoscere le proprie capacità e i propri limiti, acquisire maggiore consapevolezza di sé, migliorare l'autostima e la qualità della vita. L'obiettivo è quello di imparare ad affrontare e gestire in maniera più funzionale le relazioni interpersonali e gli eventi stressanti. Esistono realtà che si occupano di prevenzione in psicologia, ad esempio ad Aprilia è nata PSI.COL. (www. psicologiacolibri.it) un'associazione che promuove il benessere psicologico e relazionale, con le finalità di accrescere la socializzazione, le potenzialità e l'espressione di sé attraverso percorsi rivolti alla persona, alla famiglia e ai gruppi. Se la medicina è riuscita a debellare quasi completamente alcune malattie mortali, proprio grazie alla prevenzione, perché non tentare di realizzare la stessa cosa in psicologia? Dott.ssa E. Lanni psicologa 11

12 Il Soffio dello Spirito attraverso il Rinnovamento Carismatico Cattolico «O Divino Spirito... rinnova nella nostra epoca i prodigi come di una novella Pentecoste», questa preghiera formulata da papa Giovanni XXIII all'atto di indire il Concilio Vaticano II ha avuto come risposta il divampare nella Chiesa di una nuova Pentecoste, nella quale lo Spirito Santo viene riconosciuto e riscoperto come «Realtà presente e operante, e come Principio informatore (cioè che da forma) di tutta la propria vita». Si riscoprono i Carismi e i Doni spirituali, ricevuti nel Battesimo e nella Cresima ma rimasti spesso inoperosi nell'anima, doni che vengono messi al servizio del bene comune. Il termine «movimento» usato per definire il Rinnovamento Carismatico Cattolico, deve essere inteso come il «soffio dello Spirito» che continuamente rinnova e plasma la sua Chiesa. L'Effusione dello Spirito o anche «Battesimo nello Spirito» è l'esperienza che non si pone come un Sacramento, ma come riscoperta, viva, immediata, e- sperienziale di quel sigillo dello Spirito che ci è stato impresso nel Battesimo e nella Cresima. In Italia il Rinnovamento Carismatico arriva nel 1971 dando vita a vari gruppi e Comunità. Nel giugno 1987 nasce a Roma la Comunità Gesù Risorto il cui carisma fondamentale è quello di vivere e annunciare la presenza di Gesù Risorto in mezzo al suo popolo, secondo la promessa evangelica «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). La lode a Dio, unita all'esercizio dei carismi e dell'ascolto della Parola di Dio costituisce la caratteristica fondamentale della Comunità Gesù Risorto. Pregare è fare posto al Signore, è metterlo al centro della nostra vita, è proclamare la sua Signoria su di noi, lasciandoci toccare dal Suo infinito Amore che trasforma il nostro modo di essere e la nostra mentalità. Da questa vita nuova, in cui si è effuso lo Spirito Santo, rigenerata e alimentata da una fedele risposta, da una costante preghiera e dalla ricchezza dei sacramenti, deriva il desiderio di vivere santamente. L'amore gratuito di Dio, infatti, instilla nel profondo del nostro cuore il desiderio di metterci al servizio dei fratelli attingendo forza dal Consolatore, quello stesso Spirito di Vita che abbiamo ricevuto nel Battesimo. Ogni volta, infatti, che moriamo a noi stessi muore in noi l'egoismo, l'amor proprio, la superbia e nasce un cuore nuovo, frutto di un amore rinnovato che diventa donazione di sé. La comunità Gesù Risorto è 12 un'associazione Internazionale di Fedeli di Diritto Pontificio con comunità in Italia, Croazia, Germania, Inghilterra, Spagna, Bolivia, Cile, Colombia, Perù, Stati Uniti, Messico e Puerto Rico. La Comunità Gesù Risorto è presente dal 2011 anche a Lanuvio e si incontra tutti i mercoledì alle 19,30 presso la Chiesa Parrocchiale, per lodare il Signore e invocare la presenza dello Spirito Santo affinché riempia i cuori e doni una nuova e potente effusione. Ci incontriamo per lodare nello Spirito e lasciare che lo Spirito lodi in noi, è un abbraccio tra la grandezza di Dio e la nostra povertà umana. È quindi la lode comunitaria il dono più grande, dove ognuno, alzando le proprie braccia, lodando e invocando lo Spirito Santo, si ritrova insieme ai fratelli davanti al Signore in una lode che non fa guardare più a se stessi ma solo a Lui. La lode è potente, anche se all'inizio ci resta difficile lodare il Signore per le sofferenze, perseverando sentiremo scendere nel nostro cuore la pace di Dio. Benedicendo e lodando il nome del Signore vediamo situazioni capovolgersi: dove prima era la morte torna la vita. Ora

13 preghiamo che il Signore ci faccia vivere una nuova esperienza di risurrezione e ce la faccia interiorizzare, affinché non ci lasciamo mai più prendere dalla morte, per tutto il tempo che ci dona di vivere. Dagli insegnamenti di Jacqueline Dupuy Ancillotti, cofondatrice della Comunità Gesù Risorto: «Il Signore che bussa alla nostra porta è il Signore Risorto, è il Signore onnipresente, dunque sempre presente, in tutti i momenti. Non è che un giorno viene a bussare alla mia porta poi chissà quando tornerà; Lui bussa continuamente. E quale è questa porta, questa casa? È il nostro cuore. È il nostro spirito, siamo noi. Il Signore bussa continuamente alla nostra porta; Gesù onnipotente e glorioso bussa e dice: Forse uno mi sente!. La prima cosa da fare perciò è aprire le orecchie dello spirito, perché tante volte non lo sentiamo nemmeno. Se pensiamo che Gesù bussa sempre, quante volte non lo sentiamo! Allora chiediamogli questo dono dell'ascolto, dell'ascolto spirituale. Questa è la vita carismatica, questa è l'ascetica della resurrezione: offrire continuamente al Signore, momento per momento, situazione per situazione, la nostra morte e aspettare veramente con tutto il cuore, con tutte le forze, lo Spirito di Risurrezione che Gesù risorto ci manda continuamente». Vogliamo salutare tutta la nostra Comunità Parrocchiale con l'augurio pasquale che fa fremere il cuore di noi credenti: CRISTO È RISORTO È VERAMENTE RISORTO PREGARE SEMPRE, PREGARE OVUNQUE «Non ho tempo per pregare». Quante volte avete sentito questa frase? Quante volte l'abbiamo detta anche noi, rapiti dagli impegni familiari, dal lavoro, dalla velocità del ritmo della vita? «Vorrei pregare, ma non posso». Ricordo che era la «mia frase» durante il periodo degli studi all'università: il lungo viaggio in treno e in autobus per arrivare a destinazione, la frequenza obbligatoria, lo studio erano tutti fattori plausibili che mi «impedivano» di pregare. E così quell'abitudine che avevo appreso da bambina lasciava pian piano il posto all'incalzare dei doveri quotidiani. Un giorno mi balenò un pensiero: perché non utilizzare il tempo del viaggio per pregare? Riflettendoci, quello del viaggio può essere considerato un tempo perso. Io, ad esempio, cercavo di recuperarlo leggendo o risistemando gli appunti delle lezioni mentre viaggiavo sul treno. Difficilmente però riuscivo a fare la stessa cosa sull'autobus perché magari non trovavo posto a sedere e quindi, mentre guardavo fuori dal finestrino, spesso mi arrabbiavo per il traffico che mi avrebbe potuto far arrivare in ritardo. E quando la sera tornavo stanca a casa, guardando allo specchio il mio volto alienato, pensavo: «Quanto tempo sprecato!». Oggi riconosco che quel pensiero di utilizzare il tempo del viaggio per pregare fu un'intuizione dello Spirito Santo. Iniziai sull'autobus, recitando un Padre Nostro e un'ave Maria, e anche se era difficile mantenere la concentrazione per l'andirivieni delle persone, pian piano senza accorgermene, passai ad una decina di Ave Maria e poi ad un intero rosario. E i frutti della preghiera si sono visti subito, perché tornando a casa la sera il mio volto non era più alienato! Pregare sempre, pregare ovunque. Da lì il passo è stato breve. Mi sono detta: «Se posso pregare mentre viaggio, lo posso fare sempre e ovunque». Oggi riesco a pregare mentre cucino, spazzo per terra o spolvero i mobili... Una preghiera semplice, un Padre Nostro e un'ave Maria, oppure una preghiera di lode, comunque un momento di grazia che ci avvicina a Dio e alla nostra Mamma Celeste. È lei stessa che in ogni sua apparizione ci ricorda di pregare sempre e incessantemente. Qualche giorno fa una mia amica mi ha detto: «Parli bene tu, io non ho tempo per pregare». Mi è venuto da sorridere e le ho raccontato quello che state leggendo ora. Ma soprattutto ho pregato per lei, perché il Signore le faccia sperimentare la gioia di pregare sempre e ovunque. Emanuela Lanni Comunità Maria 13

14 Notizie in breve dal mondo, dalla Diocesi e dal territorio GLI SPOSI DEL 2011 Spinella Alessandro e Iafrate Luana, il 26 febbraio Schiavella Maurizio e De Maggi Daniela, il 28 maggio Colò Francesco e Agliocchi Paola, il 2 giugno Della Bina Simone e De Santis Manuela, il 4 giugno Capogrossi Alessandro e Giovannucci Loredana, il 18 giugno Ciolfi Daniele e Varesi Chiara, il 24 giugno Di Nicola Fabrizio e Di Biase Maria Antonietta, il 2 luglio Castelli Pietro e Marchese Valentina, il 9 luglio Mennechelli Marco e Di Fazio Francesca, il 10 luglio Condizi Mirco e Funari Valentina, il 16 luglio Middei Gianluca e Semprucci Michela, il 22 luglio Di Ruzza Roberto e Monteleone Cinzia, il 27 agosto Garofalo Alessandro e Magni Emanuela, il 3 settembre Tavanti Danilo e Pomponi Alessia, il 3 settembre Abbate Angelo e Menotti Federica, il 10 settembre Basile Massimiliano e Simonella Viviana, il 24 settembre Bonotto Emanuele e Passamonti Martina, il 2 ottobre Rombolà Pasquale e Noemi Terribili, il 3 dicembre Nota Christian e Vasile Georgeta Viluta, l 8 dicembre L 11 febbraio, memoria liturgica delle apparizioni della Vergine Maria a Lourdes, è stata celebrata la XX Giornata Mondiale del Malato. Il tema del messaggio del Santo Padre è: «Alzati e va; la tua fede ti ha salvato!» Il 18 febbraio 2012: Il Santuario della Madonna delle Grazie diventa Santuario Diocesano con il titolo di Beata Vergine Maria delle Grazie. Milano, 30 maggio-3 giugno 2012: Settimo incontro mondiale delle famiglie. Il gruppo di Padre Pio, si riunisce in Parrocchia tutti i mercoledì alle ore 9,30 per pregare insieme a chi lo desidera luglio 2012: Pellegrinaggio a Fatima. Per le iscrizioni ed informazioni rivolgersi al Sig. Umberto Di Pietro, ai seguenti recapiti telefonici ( ; ); oppure al nostro parroco don Bernard Bulai ( ). La Comunità Maria del Rinnovamento Carismatico Cattolico si riunisce per la preghiera di lode ogni domenica dopo la messa serale. AAA Volontari cercasi L Associazione Primavera, costituita da genitori con figli diversamente abili, a cui si sono integrati numerosi volontari, in questo 2012 compie 25 anni dalla sua costituzione. I confini geografici della Associazione da Lanuvio si sono allargati anche ai paesi limitrofi: Genzano, Ariccia, Albano, Velletri, attualmente con 50 famiglie e 20 volontari; ma in questi 25 anni sono passate più di 80 famiglie e più di 100 volontari. Servono volontari: giovani e adulti per affiancare i ragazzi nelle numerose attività/laboratori creativi (cemica, canto, teatro, cucina, sport...) fatti dall Associazione e avendo come obiettivo primario la crescita del ragazzo diversamente abile nell autonomia e stima di se stesso, e di essere una risorsa affettiva per i genitori. Venite a conoscerci, ci trovate il lunedì dalle ore 16,00 alle 18,30 in via Mons. V. Massaccesi 16, presso OASI EMANUEL DE GIORGI - LANUVIO Tel. Associazione: ; o telefonate per incontrarci in altri giorni ed orari 14

15 Sono diventati Figli e Figlie di Dio (2011) Gennaio: Middei Flavio, di Gianluca e Semprucci Michela, il 9; D Ettore Massimiliano e Diego, di Pierluigi e De Ita Rosalinda, il 16; Muscedere Viola, di Marco e Gneo Stefania, il 30. Febbraio: Baldazzi Alessandro, di Mauro e Castellani Cristina, il 20; Bartelli Cristina, di Sandro e Caldarini Silvia, il 20; Perilli Leonardo, di Angelo e Errico Maria Teresa, il 20. Marzo: Formichella Lorenzo, di Davide e Ferruzzi Manila, il 13; Di Pietro Arianna, di Mario e Leoni Cristina, il 20; Spagnuolo Chiara, di Giuseppe e Fabi Alessandra, il 27. Aprile: Minucci Veronica, di Valter e Allegri Federica, il 3; Barbaliscia Giulia e Giorgia, di Massimo e Patruno Nadia, il 24; Sabeni Sofia, di Alessio e Colò Daria, il 24. Maggio: Mattei Damiano, di Roberto e Amatori Alessandra, il 1 ; Nasti Nicole, di Andrea e Cianfanelli Simona, il 1 ; Giudice Methnarith, di Lucio e Occhiuto Patrizia, il 7; Occhiuto Bruno, di Francesco e Gulusci Maria Rosa, il 7; Zurlo Alberto, di Luigi e Cristina Ippolito, l 8; Frediani Giulia, di Luca e La Fortezza Enrica, l 8; Proietti Necci Sofia, di Giancarlo e Daniela Crisci, il 28. Giugno: Fabiani Iacopo, di Fabrizio e Vanessa Cascapera, il 4; Morelli Yari, di Alfonso e Francesca Bernardi, l 11; Salviani Arianna, di Simone e Salviani Viktoria, l 11; Nardi Cristian, Camilla e Viola, di Mirko e Rossi Francesca, l 11; Ciambrone Leonardo, di Gianfranco e Ciampanella Jessica, il 12; Perciballi Viola, di Roberto e Mattei Tiziana, il 12; Erra Andrea Giulia, di Andrea e Valentina Noro, il 12; Spagnolello Giorgia, di Alfo e Manuela Colò, il 19; Cimini Sara, di Emilio e Simona Venettacci, il 26; Catena Vittoria, di Christian e Alessandra Clazzer, il 26 giugno; Rezzolini Diego, di David e Frezza Manuela, il 26. Luglio: Contardi Olivia, di Maurizio e Laura Faccia, il 2; Ciccarone Thomas, di Francesco e Debora Renzoni, il 3; Crescenzi Ivan, di Roberto e Gigliola Battisti, il 16; Ceccarelli Marta, di Pierangelo e Floriana Matteucci, il 16; Dal Poz Flavia, di Paolo e Grazia Montagna, il 16; Bertucci Manuel, di Mauro e Renzi Francesca, il 17; Affi Nito Ludovica, di Luca e Paluzzi Elisabetta, il 17; Isabella Flavio, di Antonino e Frezza Marta, il 20; Vischetti Diego, di Igor e Brunori Manila, il 23; Maggi Lorenzo, di Marco e Valentina Maroni, il Settembre: Bulai Emanuel, di Ionut Iosif e Mariana Bulai, il 4; Palmieri Riccardo, di Giovanni e Rosa Battaglia, l 11; Caratelli Martina, di Fabio e Sabina Pandolfi, l 11; Cervellara Edoardo Giovanni Paolo, di Alessandro e Ilaria Esposito, l 11; Spaziani Alessio, di Umberto e Morelli Elisabetta, il 18; Linari Francesca, di Marco e De Camillis Patrizia, il 18; Carotti Michelle, di Fabrizio e Tamara Sistopaolo, il 18; De Sanctis Francesco, di Gregorio e Rita Marazzotti, il 18; Valleriani Viola, di Pietro e De Filippis Michela, il 18; Cardinali Francesco Carol, di Yuri e Fiandra Barbara, il 25; Pietropaolo Flavia, di Mario e Imperato Maria Rosaria, il 25; Bellotti Alessandro, di Emiliano e Debora Sistopaolo, il 25; Ceccarelli Andrea, di Alberto e Maria Grazia Ventafridda, il 25. Ottobre: D'Andreis Matteo, di Gianluca e Laura Previtali, il 2; Cinicola Vincenzo, di Luca e Angela Lazzari, l 8; Farina Emma, di Giancarlo e Middei Natascia, l 8; Celli Giada, di Massimiliano e Roberta Fugante, il 9; Lisi Miranda, di Massimo e Vergili Catia, il 9; Tortora Nicolas, di Diego e Selvaggia Tarquini, il 9; Mariani Andrea, di Luca e Carotti Tania, il 15; Anzalone Sofia, di Simone e Longo Ilenia, il 23; Travaglini Riccardo, di Mirko e Rasa Angela, il 23; Caselli Matteo, di Umberto e Menichelli Anna, il 23; D'Alessio Leonardo, di Valentino e Romina Caporro, il 30. Novembre: Sergenti Emma, di Cristiano e Paola Iorio, il 13. Dicembre: Di Santo Emma, di Marco e Costantini Tania, il 4; Fagiolo Penelope, di Luca e Cenci Valentina, il 4; Barbarossa Flavio, di Marco e De Franco Anna, l 8; D'Alessio Viola, di Danilo e Frezza Alissa, l 8; Vecchioni Marco, di Fabio e Saccoccia Alessandra, l 8; Silipigni Flavio, di Placido e Lindstrom Jenny Margita, l 11; Petrocchi Eleonora, di Marco e Mazzella Eva, il 18; Montanari Matteo, di Marco e Fiandra Alessia, il 18.

16 Essere allenatori... nella società D a qualche anno sono l'allenatore di calcio a 5 di una delle categorie dei «piccoli», e dopo il mio breve trascorso agonistico passato, e la mia grandissima passione per il calcio, mi sono messo a disposizione di queste piccole «leve». La mia visione sportiva è da subito molto cambiata: lo sport non come sistema, ma come tempo libero e motivo di aggregazione. La mia squadra è composta da ragazzi tra i 10 e i 12 anni, molto diversi tra loro, non solo fisicamente, ma anche caratterialmente, tutti uniti da un forte legame consolidato da diverse esperienze vissute di gruppo dalla gioia estrema della vittoria del Campionato COD categoria under 10, alla tristezza dello sconforto della finale persa alle Interregionali. Tutto fa crescere! Il piacere, ed il dispiacere! E soprattutto, tutto fa aumentare l'unità e l'appartenenza al gruppo! Nell'immaginario collettivo, lo sport è sempre sinonimo di lealtà, rispetto delle regole e dell'avversario, possibilità di competere alla pari, aggregazione, gioia, divertimento, solidarietà, educazione e formazione del carattere, al punto che oggi non ha più senso definire lo sport come un semplice elenco di discipline. Niente come lo sport riesce, a mio umile parere, ad appassionare, unire, aiutare le persone al di là di ogni barriera sociale, culturale, etnica e religiosa. Non esiste, nella società, un'altra attività in grado di coinvolgere, senza sostanziali distinzioni di sesso, età, reddito, lavoro, istruzione. Mi rendo sempre più conto che le situazioni di disagio sociale, oggi giorno, toccano un numero maggiore di persone, manifestandosi in forme sempre più variegate e complesse rispetto al passato, colpendo la maggioranza e non la minoranza delle persone e in una società come quella odierna dove siamo dipendenti e schiavi di cellulari, internet, play station, ecc., il rischio di esclusione sociale è a livelli sempre più alti. Essere o sentirsi parte di un gruppo è importantissimo, accettare ed essere accettato a prescindere dal colore della pelle, della religione, dello status sociale è divenuto fondamentale per cercare di avere una società civile e corretta... Perché non usare come strumento lo sport per favorirlo? Sono uno di quelli che sostiene che lo sport ed il «movimento» sono strumenti educativi quando sono utilizzati per sviluppare e realizzare la personalità di ciascuno,valorizzandone le attitudini ed esaltando le possibilità relazionali. Io ringrazio i miei piccoli giocatori che, a loro volta, mi insegnano, ogni giorno, in ogni seduta di allenamento e in ogni partita, la spensieratezza e la gioia di correre «li beri» in un campo di calcio. Il mister Salvatore R. Dicembre 2011: I piccoli giocatori, in parrocchia, per l inizio delle attività sportive. Oltre al parroco, sono presenti il sindaco e gli allenatori. 16

17 FESTA IN ONORE DI S. GIOVANNI BOSCO Alcuni momenti della giornata dedicata al Santo dei giovani: Foto in alto: Ore 12,00; Cerchio mariano; Preghiera a Maria Ausiliatrice. Foto centrale: Pomeriggio in Oratorio: giochi, preghiere, canti, estrazione lotteria. Foto di lato: Dopo una solenne celebrazione eucaristica, tutti in processione verso l Oratorio; Giù dai colli.

18 MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA QUARESIMA 2012 Fratelli e sorelle, la Quaresima ci offre ancora una volta l opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. Infatti questo è un tempo propizio affinché, con l aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il nostro cammino di fede, sia personale che comunitario. È un percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio e dal digiuno, in attesa di vivere la gioia pasquale. Quest anno desidero proporre alcuni pensieri alla luce di un breve testo biblico tratto dalla Lettera agli Ebrei: «Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (10,24). È una frase inserita in una pericope dove lo scrittore sacro esorta a confidare in Gesù Cristo come sommo sacerdote, che ci ha ottenuto il perdono e l accesso a Dio. Il frutto dell accoglienza di Cristo è una vita dispiegata secondo le tre virtù teologali: si tratta di accostarsi al Signore «con cuore sincero nella pienezza della fede» (v. 22), di mantenere salda «la professione della nostra speranza» (v. 23) nell attenzione costante ad esercitare insieme ai fratelli «la carità e le opere buone» (v. 24). Si afferma pure che per sostenere questa condotta evangelica è importante partecipare agli incontri liturgici e di preghiera della comunità, guardando alla meta escatologica: la comunione piena in Dio (v. 25). Mi soffermo sul versetto 24, che, in poche battute, offre un insegnamento prezioso e sempre attuale su tre aspetti della vita cristiana: l attenzione all altro, la reciprocità e la santità personale. 1. «Prestiamo attenzione»: La responsabilità verso il fratello. Il primo elemento è l invito a «fare attenzione»: il verbo greco usato è katanoein, che significa osservare bene, essere attenti, guardare con consapevolezza, accorgersi di una realtà. Lo troviamo nel Vangelo, quando Gesù invita i discepoli a «osservare» gli uccelli del cielo, che pur senza affannarsi sono oggetto della sollecita e premurosa Provvidenza divina (cfr Lc 12,24), e a «rendersi conto» della trave che c è nel proprio occhio prima di guardare alla pagliuzza nell occhio del fratello (cfr Lc 6,41). (...) 2. «Gli uni agli altri»: Il dono della reciprocità. Tale «custodia» verso gli altri contrasta con una mentalità che, riducendo la vita alla sola dimensione terrena, non la considera in prospettiva escatologica e accetta qualsiasi scelta morale in nome della libertà individuale. Una società come quella attuale può diventare sorda sia alle sofferenze fisiche, sia alle esigenze spirituali e morali della vita. Non così deve essere nella comunità cristiana! (...) 3. «Per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone»: Camminare insieme nella santità. Questa espressione della Lettera agli Ebrei (10,24) ci spinge a considerare la chiamata universale alla santità, il cammino costante nella vita spirituale, ad aspirare ai carismi più grandi e a una carità sempre più alta e più feconda (cfr 1Cor 12,31-13,13). L attenzione reciproca ha come scopo il mutuo spronarsi ad un amore effettivo sempre maggiore, «come la luce dell alba, che aumenta lo splendore fino al meriggio» (Pr 4,18), in attesa di vivere il giorno senza tramonto in Dio. (...) Di fronte ad un mondo che esige dai cristiani una testimonianza rinnovata di amore e di fedeltà al Signore, tutti sentano l urgenza di adoperarsi per gareggiare nella carità, nel servizio e nelle opere buone (cfr Eb 6,10). Questo richiamo è particolarmente forte nel tempo santo di preparazione alla Pasqua. Con l augurio di una santa e feconda Quaresima, vi affido all intercessione della Beata Vergine Maria e di cuore imparto a tutti la Benedizione Apostolica. Dal Vaticano, 3 novembre 2011 «Comunità Parrocchiale» è presente anche on-line: clicca sul sito per prenderne visione

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