Il decentramento delle competenze in materia di governo del territorio

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1 Il decentramento delle competenze in materia di governo del territorio Tre fasi principali: L istituzione delle regioni a statuto speciali e delle province autonome (1946) L istituzione delle regioni a statuto ordinario e i successivi decreti delegati sul trasferimento di funzioni ( ) L ondata di riforme degli enti locali degli anni novanta Il decentramento delle competenze in materia di governo del territorio: la regionalizzazione I decreti del 1972 (n. 1-11) e del 1977 (n. 616) trasferiscono alle regioni le principali funzioni amministrative e tra queste le materie riguardanti: musei, biblioteche ed enti locali tranvie, strade di interesse regionale turismo e industrie alberghiere urbanistica e lavori pubblici di interesse regionale 1

2 Il decentramento delle competenze in materia di governo del territorio: le riforme degli anni novanta La legge 142/1990 sull ordinamento delle autonomie locali La legge 81/1993 sull elezione diretta del sindaco e del presidente della provincia Le quattro leggi Bassanini (59/97, 127/97, 191/98, 50/99) e i successivi decreti di attuazione Il Testo Unico sugli Enti locali (267/00) La riforma del Titolo V della Costituzione ( ) Le riforme degli anni novanta: la legge 142/90 Ordinamento delle Autonomie locali La legge definisce: Funzioni e compiti di programmazione di comuni e province Funzioni e compiti di programmazione delle aree metropolitane Forme associative e di cooperazione tra comuni 2

3 Legge 142/90: Autonomia dei comuni e delle province (Art.2) 1. Le comunità locali, ordinate in comuni e province, sono autonome. 2. Il comune è l ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo. 3. La provincia, ente locale intermedio tra comune e regione, rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi, ne promuove e ne coordina lo sviluppo. 4. I comuni e le province hanno autonomia statutaria, normativa, organizzativa ed amministrativa, nonché autonomia impositiva e finanziaria nell ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica. Legge 142/90: Rapporti tra regioni ed enti locali (Art. 3) La regione indica gli obiettivi generali della programmazione economico sociale e territoriale e su questa base ripartisce le risorse destinate al finanziamento del programma di investimenti degli enti locali. Comuni e province concorrono alla determinazione degli obiettivi contenuti nei piani e programmi dello Stato e delle regioni e provvedono, per quanto di propria competenza, alla loro specificazione ed attuazione. La legge regionale indica i criteri e fissa le procedure per gli atti e gli strumenti della programmazione socioeconomica e della pianificazione territoriale dei comuni e delle province rilevanti ai fini dell attuazione dei programmi regionali. 3

4 Legge 142/90: funzioni amministrative della provincia4) Spettano alla provincia le funzioni amministrative di interesse provinciale nei seguenti settori: difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell'ambiente e prevenzione delle calamità; tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche; valorizzazione dei beni culturali; viabilità e trasporti; protezione della flora e della fauna, parchi e riserve naturali; caccia e pesca nelle acque interne; Legge 142/90: Compiti di programmazione della provincia (Art. 15) La provincia: raccoglie e coordina le proposte avanzate dai comuni, ai fini della programmazione economica, territoriale ed ambientale della regione; concorre alla determinazione del programma regionale di sviluppo e degli altri programmi e piani regionali secondo norme dettate dalla legge regionale; formula e adotta, con riferimento alle previsioni e agli obiettivi del programma regionale di sviluppo, propri programmi pluriennali sia di carattere generale che settoriale e promuove il coordinamento dell'attività programmatoria dei comuni. 4

5 Legge 142/90: Compiti di pianificazione della provincia (Art. 15) La provincia predispone ed adotta il piano territoriale di coordinamento che ( ) determina indirizzi generali di assetto del territorio e, in particolare, indica: le diverse destinazioni del territorio in relazione alla prevalente vocazione delle sue parti; la localizzazione di massima delle maggiori infrastrutture e delle principali linee di comunicazione; le linee di intervento per la sistemazione idrica, idrogeologica ed idraulico-forestale ed in genere per il consolidamento del suolo e la regimazione delle acque; le aree nelle quali sia opportuno istituire parchi o riserve naturali. Legge 142/90: Aree metropolitane (Art. 17) Sono considerate aree metropolitane le zone comprendenti i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli e gli altri comuni i cui insediamenti abbiano con essi rapporti di stretta integrazione territoriale e in ordine alle attività economiche, ai servizi essenziali alla vita sociale, nonchè alle relazioni culturali e alle caratteristiche territoriali. Restano ferme le città metropolitane e le aree metropolitane definite dalle regioni a statuto speciale. 5

6 Legge 142/90: Città metropolitana (Art. 18) Su iniziativa degli enti locali interessati, il sindaco del comune capoluogo e il presidente della provincia convocano l assemblea degli enti locali interessati ( ) che adotta una proposta di statuto della città metropolitana, che ne indichi il territorio, l organizzazione, l articolazione interna e le funzioni. La città metropolitana acquisisce le funzioni della provincia; attua il decentramento previsto dallo statuto, salvaguardando l identità delle originarie collettività locali. Legge 142/90: Città metropolitana (Art. 18) La proposta di istituzione della città metropolitana è sottoposta a referendum a cura di ciascun comune partecipante ( ). Se la proposta riceve il voto favorevole della maggioranza degli aventi diritto al voto espressa nella metà più uno dei comuni partecipanti, essa è presentata dalla regione ad una delle due Camere per l approvazione con legge. La città metropolitana, comunque denominata, acquisisce le funzioni della provincia; attua il decentramento previsto dallo statuto, salvaguardando l identità delle originarie collettività locali. 6

7 Legge 142/90: Esercizio delle funzioni nell area metropolitana (Art. 19) Fino all'istituzione della città metropolitana, la regione ( ) può definire ambiti sovra-comunali per l esercizio coordinato delle funzioni degli enti locali, attraverso forme associative e di cooperazione, nelle seguenti materie: pianificazione territoriale; reti infrastrutturali e servizi a rete; piani di traffico intercomunali; tutela e valorizzazione dell ambiente e rilevamento dell inquinamento atmosferico; interventi di difesa del suolo e di tutela idrogeologica; raccolta, distribuzione e depurazione delle acque; smaltimento dei rifiuti; grande distribuzione commerciale; attività culturali; Le aree metropolitane in Sicilia: Legge Regionale 9/86 Possono essere dichiarate aree metropolitane le zone del territorio regionale che presentino le seguenti caratteristiche: siano ricomprese nell ambito dello stesso territorio provinciale; abbiano, in base ai dati ISTAT relativi al 31 dicembre dell' anno precedente la dichiarazione, una popolazione residente non inferiore a 250 mila abitanti; siano caratterizzate dall aggregazione, intorno ad un comune di almeno 200 mila abitanti, di più centri urbani aventi fra loro una sostanziale continuità di insediamenti; presentino un elevato grado di integrazione in ordine ai servizi essenziali, al sistema dei trasporti e allo sviluppo economico e sociale. 7

8 Le aree metropolitane in Sicilia Palermo 27 comuni abitanti (1991) Catania 27 comuni abitanti (1991) Messina 51 comuni abitanti (1991) 8

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