Medicine e pratiche non convenzionali

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1 Osservazioni alla Proposta di Legge A.C. 137 e abbinate Medicine e pratiche non convenzionali nella stesura del Testo Unificato elaborato dal relatore e adottato come nuovo testo base in data 27 gennaio 2005 CAPO I - REGOLAMENTAZIONE DELLE MEDICINE E DELLE PRATICHE NON CONVENZIONALI Per prima cosa si chiede di sostituire ovunque nella proposta di Legge il termine medicine non convenzionali con il termine medicine complementari Come più volte rappresentato dalla SIOMI e da tutte le Sigle aderenti al Coordinamento Nazionale per la Medicina Omeopatica fin dall anno 2003, si ritiene che la dizione Medicine non convenzionali non sia opportuna. Infatti, tale dizione continua a promuovere distinzioni nell ambito della fondamentale unitarietà della professione medica, continua a contrapporre inopportunamente e inappropriatamente medici per così dire convenzionali e non convenzionali. Tale contrapposizione tra medici avviene a discapito della medicina e dei cittadini utenti dell una e dell altra medicina, i quali per primi desiderano farsi curare da un medico che sia tale, che utilizzi la medicina accademica e le medicine complementari di sua conoscenza, che scelga con scienza e coscienza quale sistema terapeutico sia più opportuno utilizzare per la loro salute. La dizione convenzionale e non contribuisce di fatto all isolamento delle medicine complementari che così vengono recepite ingiustamente e inopportunamente come altro dalla medicina. Sia a livello nazionale che internazionale il termine non convenzionale è sempre meno utilizzato, cossicome il termine alternativo. Si cita a tale proposito il documento OMS dal titolo Guidelines on developing Consumer Information on proper use of Traditional, Complementary and Alternative Medicine pubblicato nel Neanche nel Glossario proposto dall OMS è riportato il termine medicine non convenzionali mentre è riportato il termine CAM. La SIOMI, in qualità di Società Scientifica di medici esperti in Omeopatia, non ritiene possa esistere in Medicina

2 una medicina convenzionale e una non. Non si ritiene rispettoso, inoltre, definire una medicina come un non qualcos altro. Ogni disciplina medica complementare ha il proprio soggetto, il proprio corpus metodologico, la propria dignità, la propria autonomia culturale. E più corretto dunque parlare di medicine complementari, questo anche per richiamare il concetto portante della pratica di queste medicine, le quali sono pratiche terapeutiche utilizzate soltanto dal laureato in medicina e chirurgia, in medicina veterinaria e in odontoiatria, a fianco e a complemento della medicina accademica. Per questo stesso motivo, anche il termine medicina alternativa deve essere definitivamente abbandonato: tra l altro è proprio la successiva e appropriata qualifica di esperto in (medicine non convenzionali) a chiarire ulteriormente il ruolo di queste medicine a fianco della medicina accademica. Art. 4 - Commissione permanente delle medicine e delle pratiche non convenzionali Si ritiene fuorviante e ambiguo accomunare le medicine complementari con altre pratiche sanitarie riservate ad operatori non medici, come più volte rappresentato sia dalla SIOMI che dal Coordinamento Nazionale per l Omeopatia. Tutte queste Scuole e Associazioni fin dalla prima presentazione del progetto di Legge hanno rappresentato al Relatore la necessità di stralciare il Capo 4 dalla Legge e approntare più opportunamente due progetti normativi autonomi. Questo premesso si osserva che al comma 4, punto o), avendo opportunamente riconosciuto le due correnti di pensiero della medicina omeopatica (l unicismo, più diffuso in SudAmerica e il pluralismo, più diffuso in Europa) i membri sono 10, anziché 9 come riportato. Al punto m) si cita testualmente: due docenti universitari esperti nelle medicine e nelle pratiche non convenzionali. Non è ritenuto verosimile che un solo docente universitario possa essere competente in tutte le Medicine complementari. Tralasciamo di giudicare la competenza del docente in tutte le pratiche sanitarie non convenzionali poiché tale osservazione fuoriesce dalle nostre competenze, ma si propone di eliminare dal suddetto punto m) la parola due e prevedere un numero di esperti universitari quanti ne occorrano per tutte le medicine complementari previste per Legge. Art. 5 - Compiti della Commissione permanente Al comma 1, lettera o) si cita: nomina un rappresentante per ciascuna delle medesime discipline all interno della Commissione nazionale per la formazione continua di cui all articolo 16-ter del decreto decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni... A questo punto è necessario aggiungere: eccetto che per la medicina omeopatica dove i rappresentanti dovranno essere due in rappresentanza delle due correnti di pensiero. Come di fatto è stato specificato al punto o) (opportunamente corretto) dell Art. 4. Pagina 2

3 Art. 6 - Istituzione della qualifica di esperto nelle medicine non convenzionali esercitate dai laureati in medicina e chirurgia, in odontoiatria e in medicina veterinaria Così riportata questa frase si presta alla ambigua interpretazione di un medico esperto in tutte le discipline complementari. Si propone una modifica in: qualifica di esperto in una o più delle medicine.... Art. 7 - Comunicazione agli Ordini professionali dei laureati in medicina e chirurgia, in odontoiatria ed in medicina veterinaria Al comma 1 si legge: I laureati (omissis) che hanno conseguito, ai sensi dell articolo 8, il master di esperto delle professioni sanitarie non convenzionali. Così recitato potrebbe sembrare che un medico consegua un unico titolo di esperto per tutte le medicine complementari riconosciute dalla Legge. Il termine professioni sanitarie è utilizzato per la regolamentazione dei chiropratici e degli osteopati. Dunque è possibile che si crei confusione di terminologia e per conseguenza degli specifici ruoli. Si propone una modifica in: I laureati... che hanno conseguito, ai sensi dell articolo 8, il (master) diploma in una o più delle medicine complementari contemplate dalla legge.... Art. 8 - Formazione degli esperti e commissione per la formazione nelle medicine non convenzionali esercitate dai laureati in medicina e chirurgia, in odontoiatria e in medicina veterinaria Al comma 1 si introduce il Master di esperto nelle medicine non convenzionali. In nessuna realtà europea è previsto una Master in medicine complementari. In nessuna realtà europea è prevista una formazione in medicina complementare che preveda almeno 600 ore di lezioni frontali. Nel momento in cui ci si appresta a normare la formazione, avendo fatto riferimento nella Legge all Unione Europea, non è pensabile ignorare la realtà esistente in altri paesi dell Unione nei quali queste medicine hanno uno stato di sviluppo più avanzato. Si fa a questo proposito riferimento alla illustrazione della situazione europea sulla formazione in medicina omeopatica oggetto della nostra lettera inviata all On. Lucchese nel gennaio 2005 e qui riallegata. Si propone di sostituire il termine Master con il termine Corso di Formazione per la qualifica di esperto in medicina complementare. Qualora si voglia fare riferimento ad una qualifica universitaria, proponiamo di fare riferimento al Corso di Perfezionamento: a tal fine si allega una proposta elaborata dal Comitato Scientifico della SIOMI. Al comma 4, punto i), si legge testualmente: Due docenti universitari esperti nelle medicine e pratiche non convenzionali. A questo proposito i fa riferimento a quanto già espresso a proposito del punto m) stesso comma dell Art. 4. Pagina 3

4 Art. 9 - Compiti della commissione per la formazione nelle medicine non convenzionali esercitate dai laureati in medicina e chirurgia, in odontoiatria e in medicina veterinaria Al comma 2, punto c), si concorda sul fatto che il corso di formazione non debba avere una durata inferiore ai tre anni. Non c e invece identità di vedute sul fatto che il numero minimo di crediti debba essere non inferiore ai 60 crediti formativi per le motivazioni riportate nella lettera di cui al punto precedente. Tra l altro il MIUR, nel prevedere la formazione Master di I e II livello, fissa in 60 il numero dei crediti ma non stabilisce il numero di ore di lezioni frontali, né prevede una formazione da svolgersi per un numero di anni superiore a uno. E altresì importante sottolineare che la proposta del Master non terrebbe in considerazione la attuale situazione delle scuole italiane, né la attuale disponibilità di risorse nel nostro territorio, né le fattibilità di poter usufruire di questa formazione da parte dei medici che già lavorano. E utile ribadire ancora una volta che la qualifica di medico esperto in medicina complementare non configura una nuova medicina, come il termine alternativo o non convenzionale farebbe presupporre; a praticare le medicine complementari è infatti un medico già abilitato all esercizio della professione medica, il quale non potrà prescindere dall applicare per la cura dei suoi pazienti anche le conoscenze diagnostiche e terapeutiche imparate all Accademia. Art Medicinali non convenzionali Si chiede di sostituire la dizione medicinali non convenzionali con la dizione medicinali in uso alle Medicine complementari Non reputiamo corretta questa dizione almeno per quanto riguarda i medicinali omeopatici. I medicinali omeopatici infatti sono riconosciuti ufficialmente dalla Unione Europea, da una Legge Italiana e iscritti in Farmacopea. Tali medicinali inoltre non sono di esclusiva competenza dei medici che praticano medicine cosidette non convenzionali ma sono uno strumento a disposizione di ogni medico, prescrivibili dal medico e suggeribili, con le dovute limitazioni e precauzioni, anche dal farmacista, come avviene per ogni altro medicinale disponibile per la cura dell uomo e dell animale. Altro è invece la qualifica di medico esperto in medicina omeopatica da riservare soltanto,come opportunamente contemplato nella proposta di Legge, ai medici che hanno percorso un adeguato iter formativo in questa materia specifica. Al comma 2, lettera f), riguardo alla autorizzazione all immissione in commercio di nuovi medicinali in uso alle medicine complementari proponiamo di sostituire la frase:...sulla base dei risultati delle prove tossicologiche, farmacologiche e cliniche con la frase:...sulla base dei risultati delle specifiche prove tossicologiche, farmacologiche e cliniche. Questo viene effettivamente previsto per i medicinali omeopatici dal Decreto Legislativo 185. Ai medicinali omeopatici infatti non potrebbero applicarsi, data la loro peculiarità, le prove utilizzate per la verifica dei farmaci convenzionali. Pagina 4

5 Al comma 4 la Commissione consultiva tecnico-scientifica per la valutazione dei farmaci in uso alle medicine complementari prevede l integrazione di soli tre membri esperti di medicine non convenzionali. Come rappresentato a proposito di altri contenuti della Legge, ci sembra improprio prevedere tre esperti che conoscano farmaci in uso alle sette contemplate dall articolo 10. A tal fine si propone di prevedere l inserimento di tanti membri quante sono le medicine complementari che utilizzano farmaci specifici. CAPO IV - OPERATORI PROFESSIONALI DELLE DISCIPLINE BIO-NATURALI Viene qui reiterata reiterare la contrarietà alla presentazione di un unico Progetto di Legge che accomuna professione mediche e pratiche di area non medica (si leggano in proposito le Osservazioni alla proposta di Legge, relatore On. Lucchese presentata dalla SIOMI e dal CNO nel maggio 2003 e qui riallegata). Come appartenenti ad una Società Scientifica di area medica, non ci sentiamo di commentare le pratiche sanitarie che si intendono regolamentare per Legge; in particolare, poco si sa della pranoterapia e non si conosce l utilità del Reiki nei percorsi di benessere e di salute. Anche altre pratiche, peraltro, sono in uso all uomo. Si tratta di credenze o di esperienze, diverse da paese a paese. Per esempio, in ogni parte del mondo l Astrologia è stata utilizzata da sempre dall uomo per prevedere la sua sorte e i comportamenti da adottare anche per la preservazione della sua vita e dunque, fors anche in questa pratica si potrebbe individuare una qualche finalità di benessere. Tuttavia non sembra opportuno regolamentare questa o altre discipline per Legge, particolarmente in un progetto normativo che intende normare anche discipline di carattere medico-scientifico. Pagina 5

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