Capitolo 16. Commercio interno

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1 Capitolo 16 Commercio interno

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3 16. Commercio interno Per saperne di più... ISTAT. I consumi delle famiglie: anno. Roma, 4. (Annuari n. 9). ISTAT. La nuova indagine sulle vendite al dettaglio: aspetti metodologici e contenuti innovativi. Roma, (Metodi e norme n. 3). ISTAT. Statistiche del commercio interno: anno Roma, (Annuari n. 36). Il settore del commercio interno comprende i due comparti del commercio all ingrosso e del commercio al dettaglio. L Istat, avendo recepito il regolamento dell Unione europea sulle statistiche congiunturali, conduce correntemente una rilevazione per ciascuno dei suddetti comparti. Si tratta, in particolare, della Rilevazione mensile sulle vendite al dettaglio, che nel 1997 è stata rinnovata assumendo la struttura attuale, e della Rilevazione trimestrale del fatturato e dell occupazione delle imprese del commercio all ingrosso e dell intermediazione commerciale, che ha preso avvio nel. La prima produce numeri indice mensili del valore delle vendite al dettaglio per settore merceologico, forma distributiva e ripartizione geografica, mentre la seconda fornisce numeri indice trimestrali di fatturato per gruppo di attività economica. Nel comparto del commercio al dettaglio predominano ancora imprese di piccolissime dimensioni con un numero di addetti molto basso. Sulla base delle informazioni provenienti dall archivio statistico delle imprese attive dell Istat (Asia) relative alla situazione a fine anno 3 (Tavola 16.), il comparto commerciale al dettaglio in sede fissa era composto da imprese, che occupavano oltre un milione e 579 mila addetti, con una media di,67 addetti per impresa. Di queste, sono imprese non specializzate operanti prevalentemente nella vendita di prodotti alimentari che impiegano mediamente 6,45 addetti e.14 sono imprese despecializzate 1 a prevalenza non alimentare, con una media di 16,76 addetti. Le rimanenti sono costituite da esercizi specializzati che impiegano in media,18 addetti. I dati sulle consistenze confermano la predominanza degli esercizi specializzati. Nel 3 il numero delle imprese despecializzate a prevalenza alimentare (per lo più appartenenti alla grande distribuzione) si è ridotto dell 11,9 per cento rispetto all anno precedente; quello delle despecializzate a prevalenza non alimentare è invece aumentato del 6,8 per cento, mentre il numero delle imprese specializzate non ha registrato un aumento consistente, pertanto, in media, il comparto del commercio al dettaglio in sede fissa si è contratto, in termini di numero di imprese, dell 1,3 per cento. Quanto al numero degli addetti, la dinamica del loro numero medio per impresa ha registrato una tendenza inversa: è aumentato per le imprese despecializzate a prevalenza alimentare ed è diminuito per quelle a prevalenza non alimentare. In media, nel comparto del commercio al dettaglio in sede fissa ha registrato un lieve aumento del numero medio di addetti, passando da,56 a,67. Questa tendenza inversa osservata nel numero degli addetti delle imprese despecializzate potrebbe essere spiegata dalle dinamiche organizzative in cui esse sono coinvolte. L insieme degli esercizi commerciali al dettaglio in sede fissa (Tavola 16.1) non ha mostrato sostanziali mutamenti strutturali a livello territoriale: al 31 dicembre 4 erano attivi, sull intero territorio nazionale, esercizi, il 38,4 per cento dei quali localizzato nel Nord, il 19,4 nel Centro e il 4, nel Mezzogiorno. Nel confronto con l anno precedente la loro distribuzione territoriale è rimasta pressoché invariata, mentre, per quan- 1 Il concetto di impresa o esercizio despecializzato è definito dalla classificazione delle attività economiche (Ateco) e si basa sulle modalità con cui viene esercitata l attività di vendita. In particolare, sono despecializzati tutti quegli esercizi che vendono articoli appartenenti a più settori merceologici. Sulla base di tale definizione tutti gli esercizi della grande distribuzione sono classificati tra quelli despecializzati. 393

4 Annuario statistico italiano 5 to riguarda la consistenza del comparto, si osserva un aumento di unità. In particolare, a fronte di un incremento medio nazionale del, per cento, nel Nord si è registrato un aumento dell 1,3 per cento (con un inversione della tendenza manifestatasi negli anni precedenti); nel Centro e nel Mezzogiorno si sono verificate crescite del numero di esercizi commerciali al dettaglio rispettivamente del,6 e del,8 per cento. Il comparto del commercio all ingrosso e degli intermediari del commercio (Tavola 16.3) a fine 3 era, invece, composto da imprese, che occupavano circa un milione e 74 mila addetti. Il 59,7 per cento di tali imprese è classificato tra gli intermediari del commercio. La presenza di un elevato numero di società individuali spiega il numero medio assai ridotto di addetti per impresa, pari a,57 unità per l intero comparto. Si può osservare, tuttavia, come la dimensione media di impresa, misurata in termini di addetti, vari a livello di gruppo di attività economica passando da un minimo di 1,7 addetti negli intermediari del commercio a un massimo di 5,17 addetti nel gruppo del commercio all ingrosso di macchinari e attrezzature. La figura 16.1 confronta, per gli anni e 3, la struttura delle imprese del commercio al dettaglio con quella delle imprese del commercio all ingrosso di beni di consumo, tenendo conto del settore merceologico cui esse appartengono. All interno delle imprese operanti nel comparto del commercio all ingrosso quelle che commerciano beni alimentari di consumo erano nel il 37,4 per cento del totale, la quota è salita di circa un punto percentuale nel 3; nel comparto al dettaglio, con riferimento ai due anni considerati, la quota di imprese che vendono prodotti alimentari è rimasta sostanzialmente stabile. Per quanto riguarda la densità territoriale (Tavola 16.3), per ogni mille abitanti si è registrata al 31 dicembre 3 una media di 7, imprese operanti prevalentemente nel commercio all ingrosso o nell intermediazione per il commercio. A livello di gruppo di attività economica, la densità territoriale varia da un minimo di,11 imprese per mille abitanti nel comparto del commercio all ingrosso di altri prodotti a un massimo di 4,31 nel gruppo degli intermediari del commercio. La consistenza del numero dei punti di vendita al dettaglio della grande distribuzione ha registrato un discreto incremento nel numero dei supermercati (aumentati di 317 unità), mentre il numero di ipermercati e grandi magazzini è cresciuto in misura più contenuta (Tavola 16.4). Al 1 gennaio 4 risultavano attivi 7.9 supermercati, 1.1 grandi magazzini e 388 ipermercati. I supermercati rappresentano la forma di vendita della grande distribuzione maggiormente diffusa su tutto il territorio nazionale e quella che impiega in assoluto il maggior numero di addetti. Gli ipermer- Figura 16.1 Struttura delle imprese del commercio al dettaglio e del commercio all ingrosso per settore merceologico - Anni e 3 (valori percentuali) ,3 6,6 69, 61,5 3,7 37,4 3,8 38,5 Dettaglio Ingrosso di beni di consumo e intermediazione Dettaglio 3 Ingrosso di beni di consumo e intermediazione Alimentari Non alimentari 394

5 16. Commercio interno cati, invece, si caratterizzano per il più alto numero di addetti per impresa, pari a 18,3 contro 18,8 dei supermercati e,6 dei grandi magazzini. L indice delle vendite al dettaglio ha segnato, nella media del 4 (Tavola 16.5), una diminuzione del valore degli acquisti pari allo,4 per cento; si tratta della prima variazione negativa dal 1996, anno di inizio dell attuale rilevazione. A fronte di un risultato lievemente positivo della grande distribuzione (+,9 per cento nella media del 4), il calo complessivo deriva dalla diminuzione significativa (-1,3 per cento) segnata dalle imprese tradizionali di piccola superficie. A livello merceologico, si osserva una contrazione dello,7 per cento per le vendite dei prodotti non alimentari e una variazione nulla per quelli alimentari; riguardo a questi ultimi, emerge un calo particolarmente marcato (-1,9 per cento) nella distribuzione tradizionale (Figura 16.). Tra le tipologie della grande distribuzione (Figura 16.3), quelle che hanno maggiormente contribuito al positivo risultato del 4 sono gli ipermercati (+3, per cento rispetto al 3), gli hard discount e i grandi magazzini, per i quali l incremento è stato rispettivamente del,9 e del,5 per cento. I supermercati e le altre imprese specializzate della grande distribuzione hanno registrato, invece, un andamento delle vendite meno favorevole. Le diverse tipologie di vendita della grande distribuzione possono essere classificate secondo la prevalenza merceologica dei prodotti, effettuando un confronto tra la loro dinamica e quella del totale delle vendite relativo Figura 16. Indici del valore delle vendite a prezzi correnti delle imprese del commercio al dettaglio in sede fissa per settore merceologico. Base =1 (variazioni percentuali) Totale /1 3/ 4/3 Grande distribuzione Altre imprese Totale Alimentari /1 3/ 4/3 Grande distribuzione Altre imprese Totale Non alimentari /1 3/ 4/3 Grande distribuzione Altre imprese Totale 395

6 Annuario statistico italiano 5 Figura 16.3 Indici del valore delle vendite a prezzi correnti delle imprese della grande distribuzione. Base =1 (variazioni percentuali) Grandi magazzini Supermercati Hard discount Ipermercati Altre imprese Totale 3/ 4/3 al corrispondente gruppo merceologico (Figura 16.4). La flessione dello,1 per cento delle vendite dei supermercati è in linea con il risultato relativo al totale delle vendite di prodotti alimentari, che ha segnato una variazione nulla. Viceversa, gli hard discount hanno mostrato nel 4 una dinamica positiva, con una crescita del,9 per cento delle vendite. Per quel che riguarda i grandi magazzini (la forma distributiva non food più tradizionale e radicata) si osserva un aumento del,4 per cento delle vendite, che si contrappone al calo dello,7 per cento registrato dal totale delle vendite nell intero settore non alimentare. Gli ipermercati, che rappresentano la forma di vendita di dimensioni maggiori, sia in termini di addetti per impresa sia di superficie di vendita, hanno mostrato una crescita del 3, per cento. Inoltre, anche per il 4 si è confermata la relazione positiva tra dimensione aziendale delle imprese del commercio al dettaglio e dinamica del Figura 16.4 Indici del valore delle vendite a prezzi correnti dei supermercati, dei grandi magazzini, hard discount e degli ipermercati. Base =1 (variazioni percentuali) Supermercati e hard discount 3/ 4/3 Supermercati Hard discount Settore alimentare Grandi magazzini 3/ 4/3 Grandi magazzini Settore non alimentare Ipermercati 3/ 4/3 Ipermercati Totale imprese al dettaglio 396

7 16. Commercio interno Per saperne di più... ISTAT. Gli indici delle vendite al dettaglio nel 1. Roma,. (Informazioni n. 48). ISTAT. Gli indici delle vendite al dettaglio per ripartizione geografica: metodologie e risultati. Roma,. (Argomenti n. 19). ISTAT. Indice del valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio. In Comunicati stampa. Roma, 5. valore delle vendite delle stesse (Figura 16.5). Tuttavia, a fronte della diminuzione complessiva del valore delle vendite, soltanto le imprese con almeno addetti hanno segnato una crescita. La flessione più marcata ha riguardato le piccole imprese (con uno o due addetti), le cui vendite sono diminuite del, per cento. Gli indici delle vendite relativi alle ripartizioni territoriali Nord-est, Nord-ovest, Centro, Sud e Isole forniscono informazioni sulle dinamiche a livello locale, espressione di modelli di offerta e di comportamenti di consumo differenziati. La figura 16.6 mette in evidenza come nel 4 si siano registrate dinamiche negative in tutte le ripartizioni, eccetto che al Nord-ovest. Per quanto riguarda l andamento del fatturato del commercio all ingrosso e degli intermediari del commercio nel 4 (Tavola 16.6) si è registrata una crescita rispetto all anno precedente del,7 per cento, con aumenti più consistenti nei comparti del commercio all ingrosso di prodotti intermedi non agricoli, cascami e rottami (+8,3 per cento) e di altri prodotti (+4,6 per cento). Marcate diminuzioni hanno riguardato, invece, il comparto del commercio all ingrosso di prodotti alimentari, bevande e tabacco (-,3 per cento). Figura 16.5 Indici del valore delle vendite a prezzi correnti delle imprese del commercio al dettaglio in sede fissa per classe di addetti. Base =1 (variazioni percentuali) Fino a e oltre Totale imprese 3/ 4/3 Figura 16.6 Indici del valore delle vendite a prezzi correnti delle imprese del commercio al dettaglio in sede fissa per area geografica. Base =1 (variazioni percentuali) 3,,5, 1,5 1,,5, -,5-1, -1,5 Nord-ovest Nord-est Centro Mezzogiorno Italia 3/ 4/3 397

8 Annuario statistico italiano 5 Sulla base delle variazioni tendenziali trimestrali (Figura 16.7) è possibile valutare l evoluzione complessiva dell intero comparto. Dopo il progressivo rallentamento della crescita registrato nel corso del 3 e culminato con una variazione tendenziale negativa nel quarto trimestre, nella prima metà del 4 è emerso un marcato recupero. Successivamente, la crescita è tornata a rallentare, mantenendo tuttavia ritmi discreti; nel quarto trimestre l incremento tendenziale è stato pari al,8 per cento. Le informazioni diffuse da Eurostat permettono di effettuare confronti sui risultati delle imprese del commercio interno relativi ai diversi paesi dell Unione europea. A seguito dell entrata in vigore del regolamento europeo sulle statistiche congiunturali (Ce n.1165/98) sono disponibili, infatti, gli indici del valore delle vendite trasmessi dai paesi membri, elaborati sulla base di criteri comuni, che garantiscono, tra l altro, una sufficiente uniformità delle classificazioni e delle definizioni utilizzate. Nella tavola 16.9 sono riportate le variazioni degli indici del valore delle vendite al dettaglio in alcuni paesi dell Unione europea, per gli anni, 3 e 4 e per i singoli mesi del 4. Nella media dell ultimo anno i paesi caratterizzati dagli incrementi più marcati sono risultati: Lettonia, Estonia e Lituania; solo Italia e Paesi Bassi hanno segnato un calo del valore delle vendite. Se si considerano, invece, i risultati relativi al fatturato delle imprese del commercio all ingrosso nell insieme dell Unione europea (Tavola 16.1) si rileva una crescita annua del 4,5 per cento nel 4, si tratta dell incremento più marcato dal 1. Tra i maggiori paesi europei l Italia è quello che ha registrato il tasso di crescita del fatturato più contenuto. Figura 16.7 Fatturato delle imprese del commercio all ingrosso e degli intermediari del commercio - Anni 1-4 (variazioni tendenziali trimestrali) I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV

9 16. Commercio interno Tavola Esercizi commerciali al dettaglio in sede fissa per regione (a) - Anni -4 REGIONI Valori assoluti e percentuali (b) Variazioni percentuali 3 4 3/ 4/3 Piemonte ,9 1,1 6,9 6,8 6,7 Valle d'aosta ,4,1,3,3,3 Lombardia ,9 1,6 11,9 11,7 11,7 Provincia autonoma di Bolzano ,8 1,1,6,6,6 Provincia autonoma di Trento ,4,7,8,8,8 Veneto , 1,3 6,9 6,8 6,8 Friuli-Venezia Giulia ,1 -,1 1,9 1,9 1,9 Liguria ,1,6 3,3 3,4 3,3 Emilia-Romagna , 1,6 6,6 6,5 6,4 Toscana ,5,9 6,8 6,7 6,6 Umbria ,4 1,3 1,6 1,6 1,6 Marche ,3,9,6,6,6 Lazio ,6 4,8 8,3 8,4 8,6 Abruzzo ,3,3,5,5,5 Molise , 3,,7,7,7 Campania ,9 3, 1,5 1,7 1,8 Puglia , 3,5 7,5 7,6 7,7 Basilicata ,7 1,7 1, 1, 1, Calabria ,4 3, 4,4 4,4 4,4 Sicilia ,7, 9,4 9,5 9,5 Sardegna ,,6 3,5 3,5 3,5 ITALIA ,3, 1, 1, 1, Nord ,5 1,3 39,1 38,7 38,4 Centro ,1,6 19,3 19,3 19,4 Mezzogiorno ,,8 41,6 4, 4, Fonte: Struttura degli esercizi commerciali al dettaglio in sede fissa (E) (a) Gli esercizi sono rilevati sulla base dell attività economica prevalente al 31 dicembre. (b) L istituzione dell Osservatorio nazionale del commercio (d.lgs. n. 114 del 31 marzo 1998) ha introdotto delle novità nelle modalità di rilevazione dei dati. A seguito di ciò possono riscontrarsi delle differenze con i dati precedentemente pubblicati. 399

10 Annuario statistico italiano 5 Tavola Principali caratteristiche delle imprese commerciali al dettaglio in sede fissa per forma di vendita e gruppo di prodotti venduti al 31 dicembre 3 FORME DI VENDITA GRUPPI DI PRODOTTI Imprese Addetti Numero Per 1. Numero Per impresa abitanti Imprese despecializzate a prevalenza alimentare (a) , ,45 Imprese despecializzate a prevalenza non alimentare (a).14, ,76 Imprese specializzate , ,18 Alimentari e bevande , ,83 Prodotti farmaceutici 18.88, ,1 Abbigliamento e pellicceria , ,33 Calzature, articoli di cuoio e da viaggio 1.553, ,51 Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa 47.17, ,3 Elettrodomestici, radio, tv e registratori , ,1 Dotazioni per l'informatica, la telefonia e le telecomunicazioni 8.354,14.515,46 Foto-ottica e pellicole 1.944, ,34 Generi casalinghi durevoli e non durevoli.58, ,8 Utensileria per la casa e ferramenta 36.54, ,6 Prodotti di profumeria e cura della persona 17.34, ,5 Cartoleria, libri, giornali e riviste , ,74 Supporti magnetici audio-video, strumenti musicali 3.89, ,89 Giochi, giocattoli, articoli per sport e campeggio 3.469, ,3 Altri prodotti 5.64, ,73 COMMERCIO AL DETTAGLIO IN SEDE FISSA , ,67 Fonte: Caratteristiche delle imprese commerciali al dettaglio (E) (a) Le imprese sono rilevate sulla base dell attività economica prevalente. Tavola Principali caratteristiche delle imprese commerciali all ingrosso e degli intermediari del commercio per gruppo di attività economica al 31 dicembre 3 Imprese (a) Addetti GRUPPI DI ATTIVITÀ ECONOMICA Numero Per 1. Numero Per impresa abitanti Intermediari del commercio , ,7 Materie prime agricole e animali vivi 1.17, ,76 Prodotti alimentari, bevande e tabacco , ,39 Altri beni di consumo finale , ,33 Prodotti intermedi non agricoli, rottami e cascami , ,15 Macchinari e attrezzature.718, ,17 Altri prodotti 6.655, ,56 Commercio all'ingrosso e intermediari del commercio , ,57 Fonte: Caratteristiche delle imprese del commercio all ingrosso e degli intermediari del commercio (E) (a) Le imprese sono rilevate sulla base dell attività economica prevalente. Tavola Principali caratteristiche dei supermercati, grandi magazzini e ipermercati per regione e ripartizione geografica al 1 gennaio 4 REGIONI Supermercati Grandi magazzini Ipermercati RIPARTIZIONI Numero Addetti Numero Addetti Numero Addetti Piemonte Valle d'aosta Lombardia Liguria Nord-ovest Trentino-Alto Adige Friuli-Venezia Giulia Veneto Emilia-Romagna Nord-est Toscana Umbria Marche Lazio Centro Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Mezzogiorno ITALIA Fonte: Struttura degli esercizi commerciali al dettaglio in sede fissa (E) 4

11 16. Commercio interno Tavola Indici del valore delle vendite delle imprese commerciali al dettaglio per forma di vendita e gruppo di prodotti. Base =1 - Anni -4 (a) (indici e variazioni percentuali rispetto allo stesso periodo dell anno precedente) FORME DI VENDITA Indici Variazioni percentuali GRUPPI DI PRODOTTI 3 4 3/ 4/3 Forme di vendita Grande distribuzione 19,3 114,4 115,4 4,7,9 Alimentare 19,6 115,4 116, 5,3,5 Non alimentare 17,9 11,6 113,4,5,5 Imprese tradizionali di piccola superficie 1,8 1,9 11,6,1-1,3 Alimentare 13, 15,4 13,4,3-1,9 Non alimentare 1,7 1,5 11,3 -, -1, Gruppi di prodotti Alimentari e bevande 18,1 113,1 113,1 4,6, Prodotti farmaceutici 15,7 16, 16,4,3,4 Abbigliamento e pellicceria 13, 1,8 11,8 -, -1, Calzature, articoli di cuoio e da viaggio 13, 1,5 11,4 -,7-1,1 Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa 1,7 13,1 13,,4 -,1 Elettrodomestici, radio, tv e registratori 13, 13,7 13,4,5 -,3 Dotazioni per l'informatica, la telefonia e le telecomunicazioni 1,4 1,7 1,1,3 -,6 Foto-ottica e pellicole 13,7 14,3 13,8,6 -,5 Generi casalinghi durevoli e non durevoli 14, 14,8 14,,6 -,6 Utensileria per la casa e ferramenta 1,7 1,9 1,, -,7 Prodotti di profumeria e cura della persona 13,3 13,6 1,3,3-1, Cartoleria, libri, giornali e riviste 13,8 14,1 1,4,3-1,6 Supporti magnetici audio-video, strumenti musicali 13, 13,1 1,9,1 -, Giochi, giocattoli, articoli per sport e campeggio 13,6 14,4 13,,8-1,3 Altri prodotti 1,9 1,9 11,9, -1, TOTALE 15, 17,3 16,9, -,4 Fonte: Rilevazione mensile delle vendite al dettaglio (R) (a) Le imprese sono rilevate sulla base dell attività economica prevalente. Tavola Indici del fatturato delle imprese del commercio all ingrosso e degli intermediari del commercio per gruppo di attività economica. Base =1 - Anno 4 (indici e variazioni percentuali rispetto allo stesso periodo dell anno precedente) ANNI TRIMESTRI Intermediari del commercio Materie prime agricole e animali vivi Prodotti alimentari, bevande e tabacco Altri beni di consumo finale Prodotti intermedi non agricoli, cascami e rottami Macchinari e attrezzature Altri prodotti Commercio all'ingrosso e intermediari del commercio INDICI 1, 1, 1, 1, 1, 1, 1, 1, 1 13,3 13,5 16, 15,3 1,9 14, 15,6 13,9 11,8 14,4 18,1 15,1 1,3 15,1 17,6 14,7 3 13,7 1, 111,6 14,7 15,5 98,3 19,8 15,6 I 16,5 117,8 96,1 14, 111, 1, 17,8 14,8 II 113,3 1,7 11,5 16,3 114,1 1,1 114,6 19,5 III 96,3 8,9 11,9 95, 16,9 83, 17,8 1,8 IV 13,4 16,8 116,5 118,8 14,9 117, 19,1 118,6 4 14,9 1,6 19, 16,1 114,3 1,5 114,8 18,4 VARIAZIONI PERCENTUALI 1 3,3 3,5 6, 5,3,9 4, 5,6 3,9-1,5,9, -, 1,4 1,1 1,9,8 3 1,9 -,3 3, -,4 3,1-6,5,,9 I,7 1,8-1,9 1, 4, 1, 8,6 1,6 II,7 3,1-3,,9 11,1 3,7 4,8 4, III,3 -,4 -,8 1,3 8,9,7 4,5, IV,9 -,8-1,4,4 9,3 3, 1,6,8 4 1,,6 -,3 1,3 8,3, 4,6,7 Fonte: Rilevazione trimestrale del fatturato e dell occupazione delle imprese del commercio all ingrosso e dell intermediazione commerciale (R) 41

12 Annuario statistico italiano 5 Tavola Indici del valore delle vendite delle imprese commerciali al dettaglio per ripartizione geografica e settore merceologico. Base =1 - Anno 4 (variazioni percentuali rispetto allo stesso periodo dell anno precedente) TRIMESTRI MESI Alimentari Nord-ovest Nord-est Centro Non alimentari Totale Alimentari Non alimentari Totale Alimentari Non alimentari Totale Alimentari Mezzogiorno Non alimentari Totale I,8 1, 1,8, -,4,8 3,9 -, 1,3,6 -,,9 II,3,3,4 -,3 -,5 -,4 1,,5,6 -,4-1,7-1,3 III -,4 1,5 -, -3, -,3-1,5,5 -,1-1,1-1,5-3, -,4 IV -,9,4 -, -1,9-1,1-1,5 -,6-1,8-1,3 -,5 -,6-1,8 Gennaio 6,8 3,9 5,3 6,4 1,5 3,7 4,7, 1,8 6,4 1, 3,3 Febbraio,9 -,8,,4-1,9 -,8 4,3,1 1,7,5-1,4 -,6 Marzo 1,,,5 -,1 -,9 -,6,7 -,6,5 1, -,,3 Aprile, 1,4 1,7 1,1,4,7 3,3,7 1,6, -1, -,7 Maggio -3,4-1,9 -,5-3,7-3,5-3,6-3,7 -,7-3,1-3, -3,9-3,7 Giugno,9,1,5 1, 1,8 1,5 3,4 3,5 3,4 1,6,3,9 Luglio -,6, 1, -1,,3 -,4 3,4 -,,, -,4-1,6 Agosto -4,,6-1,9-4,7 1, -1,6 -,1-1,1-1,4 -,1 -,6 -,4 Settembre -, 1,4 -, -3,1 -, -,5 -,3-3,1-1,9 -,5-3,8-3,3 Ottobre -,6-1, -1,8-3,7-3,1-3,3 -, -3,8 -,3 -,6-4,1-3,5 Novembre -1,6 1,6,3 -,, -,8,1 -,6 -,3, -1,7-1, Dicembre,8,5,6 -,3 -,6 -,5-1,3-1, -1,3,6 -,1-1, Fonte: Rilevazione mensile delle vendite al dettaglio (R) 4 - PER MESE Tavola Quantità e valore di tabacchi venduti al 31 dicembre 4 ANNI TRIMESTRI Quantità (Kg) Nazionali Esteri Totale Introiti (mgl di euro) Quantità (Kg) Introiti (mgl di euro) Quantità (Kg) Introiti (mgl di euro) PER MESE Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Fonte: Vendite, quantità e valore di tabacchi lavorati (E) (a) I dati relativi ai tabacchi si riferiscono alle quantità e agli introiti dei prodotti trasferiti dai magazzini di deposito a quelli di distribuzione. (b) Al netto degli aggi spettanti ai rivenditori. 4

13 16. Commercio interno Tavola Indici del valore delle vendite al dettaglio di alcuni paesi dell Unione europea. Base =1 - Anno 4 (a) (variazioni percentuali rispetto allo stesso periodo dell anno precedente) ANNI MESI Italia Austria Belgio Cipro Danimarca Estonia Finlandia Francia Grecia Lettonia Lituania /1,5,6,9 -,1 4,5 15,5 4,,8 9,6 13,3 7,1 3/, 1,5,9, 4,5, 4,,6 8,1 16,5 8,8 4/3 -,4,4 3, 6,1 6,7 14,1 4,1,4 6, 18, 1,1 4/3 - PER MESE Gennaio 3,6,4,9 11,6 4,7 13,1 5,9 4,,6 14,9 1, Febbraio,1,8,4 5,8 5,3 1,4 4,4 1,8 5,3 16,4 1,4 Marzo, 3,6 1,7 8,7 1,7 13,9 7,,1,7 19,3 15,9 Aprile,8 3,4,9 8,1 5,3, 6,5 1,8 -,6,3 16,4 Maggio -3, -3,6 -,6 -,9 -,8 14,,8-1,6 1,3 17,9 9,9 Giugno, 7,1 6, 7,7 1, 1,3 3,8 8, 14,4 16,5 13, Luglio -,3 4, 3, 7,9 5,3 1,7 5, 3, 3,5 15, 8,8 Agosto -1,9 3,9,4,9 4,4 13,8,3 1,7 8, 18,5 1,1 Settembre -,,9 3,5 4,9 6,6 15,6 4,1,6 1, 18,5 13,9 Ottobre -,7 -,6,5, 6, 8,9-1,, 3,3 14,8 1,8 Novembre -,4 6,7 5,6 1,7 1,7 16,4 7,1 3,9 1,3,1 13, Dicembre -,5,4 6,8 5,8 9,7 15,9 4,9 3,3 3,6 19, 9,8 ANNI MESI Lussem- Paesi Polonia Portogallo Regno Repubblica Slovacchia Slovenia Spagna Svezia Ungheria burgo Bassi Unito Ceca /1 8,1 3,1 -, 1,7 5,,7 8,9 1,9 5,7 6,1 1,7 3/ 5,5 -,1 5,5 -,7,1,6-1,3 9, 5,7 3,5 1,8 4/3 3,1-3,4 8,1 3,1 4,7 3,6 9,9 5, 5,5 3, 9,5 4/3 - PER MESE Gennaio -,3-1,6 6,3,3 5,4 1, 5,9 6,8 6,, 1,1 Febbraio 3, -4,5 9,3 1,1 4,4 3,9 9, 1,5 6,9 5,9 1,6 Marzo 5,7 -,5 11,3 3,8 4,8 4,7 1, 6,8 7,1 4,5 9,8 Aprile 4,9 -,,4 4,7 4,3 4, 1,,7 6, 4, 1, Maggio, -6, 4,4 -,3 7,,5 1,6 4,3 3,,1 1, Giugno 4,1,1 8,9 5,7 5,5 4,6 14,6 8,7 7,3 4,9 15,4 Luglio 4, 1,9 9,6,3 4,7 1,6 17, 4, 6,4,7 1,3 Agosto 4, -5,1 8, 5, 5,4 6, 11,8 5,4,6,1 1,1 Settembre,4 -,8 8, 3,9 5,,9 11,6 4,3 3,8 3,5 8,5 Ottobre -1,5-6, 1,4,1 3,8 1,9 5, 1,5,6-1,1 6,4 Novembre 3, -,5 3,1,8 4, 6, 6, 7,4 8,5 7, 7,4 Dicembre 7, 1, 6,1 4,7,8 3,3 3,7 7, 5,6 3,6 5,9 Fonte: Vendite al dettaglio dei paesi dell Unione europea (E) (a) Le variazioni sono state calcolate a partire da indici a prezzi correnti. 43

14 Annuario statistico italiano 5 Tavola Indici del fatturato delle imprese del commercio all ingrosso e degli intermediari del commercio per alcuni paesi europei e per il complesso dell Unione europea. Base =1 - Anno 4 (indici e variazioni percentuali rispetto allo stesso periodo dell anno precedente) ANNI TRIMESTRI Italia Francia Germania Regno Unito Unione europea INDICI 1, 1, 1, 1, 1, 1 1,7 11,9 97,5 98,8 1,7 14,7 13,4 93, 1,8 11,6 3 15,6 1,7 94, 1,7 1,8 I 14,8 15,3 91,9 13,8 13, II 19,5 16,3 96,5 14,1 17, III 1,8 11,7 98,5 19,6 16, IV 118,6 111,9 13, 113,7 113,8 4 18,4 16,3 97,5 17,8 17,4 VARIAZIONI PERCENTUALI 1,7 1,9 -,5-1,,7 3,9 1,4-4,4,,8 3,9 -,7 1, -,1 1,3 I 1,6,5,5 1,6,7 II 4, 5,,8 8,3 5, III, 3,3 3,4 1,4 5, IV,8 3,3 5, 8, 4,9 4,7 3,5 3,5 7,1 4,5 Fonte: Fatturato delle imprese del commercio all ingrosso e degli intermediari del commercio dei paesi dell Unione europea (E) 44

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