Osservatorio trimestrale sulla crisi di impresa

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1 Settembre 212 Osservatorio trimestrale sulla crisi di impresa Secondo Trimestre 212

2 Nei primi sei mesi del 212 il numero di fallimenti si attesta sui livelli elevati dell anno precedente Secondo gli archivi di Cerved, nel terzo trimestre del I concordati preventivi rialzano la testa I fallimenti Secondo gli archivi di Cerved Group, tra marzo e giugno del 212 sono state aperte circa 3.3 procedure fallimentari, il 3,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 211. Il dato del secondo trimestre, pur interrompendo la lunga corsa dei default (sedici trimestri consecutivi di incrementi su base annua), rimane elevato in termini assoluti (+1% rispetto al dato del 21 e +37% rispetto a quello del 29) e porta a 6.5 il totale dei fallimenti dei primi sei mesi dell anno, in leggero aumento rispetto al primo semestre 211 (+,8%). Quasi tre quarti di questi fallimenti riguardano società di capitali, la forma giuridica d impresa che ha maggiormente risentito della crisi. Nei primi sei mesi del 212 i default sono diminuiti del 7,3% tra le società di persone, del 9,8% tra le imprese individuali e nelle altre forme, mentre hanno continuato ad aumentare proprio tra le società di capitali (+4,6%). I dati di bilancio delle società fallite indicano che i default sono aumentati soprattutto tra le aziende non in grado di depositare un bilancio valido tre anni prima della procedura (+17,2%) e tra le grandi imprese (+17% per quelle con un attivo di bilancio superiore a 5 milioni di euro). Stabili le procedure tra le micro imprese (+,8% per quelle con attivo inferiore a 2 milioni), mentre risultano in calo quelle tra le piccole (2,6% per la fascia 21 milioni) e tra le medie aziende (17,8% per la fascia 15 milioni) % 4% 2% % 2% 4% 6% dati grezzi destagionalizzati e corretti per i giorni lavorativi Il numero di fallimenti ( q2, dati trimestrali) L'andamento dei fallimenti tassi di variazione sul trimestre dell'anno precedente +4,6% +13,2% Fallimenti per forma giuridica numero di procedure e tassi di variazioni sullo sull'anno precedente 211 7,1% 3,9% 5,3% ,2% 1H 21 +4,5% +7,1% 7,3% 9,8% Società di Capitali Società di Persone altre forme +17,2% Fallimenti per dimensione dell'impresa fallimenti e tassi di variazione sullo stesso periodo dell'anno precedente solo società di capitale per classe dell'attivo* +,8% 2,6% 5 17,8% +16,7% senza bilancio 2 milioni 21 milioni 15 milioni >5 milioni (*) valori di bilancio di tre anni prima rispetto all'apertura della procedura; escluso le società finanziarie Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata

3 Sull aumento dei fallimenti registrato nel primo semestre del 212 pesano i dati negativi delle costruzioni (+4,8%), dei servizi (+1,2%) e degli altri settori (+9,5%), mentre continua il calo delle procedure nell industria (8,6%). Nonostante il miglioramento, la manifattura rimane il comparto caratterizzato dalla maggiore diffusione dei fallimenti: l insolvency ratio (IR), il numero di procedure aperte su 1 mila imprese registrate, è pari a 19,8 punti, contro i 16,5 delle costruzioni e i 9,9 dei servizi. In ambito industriale, le procedure sono frequenti soprattutto tra le imprese che producono beni intermedi (IR pari a 41,1), tra quelle che operano nel sistema casa (IR a 3,2 ma in miglioramento rispetto allo stesso periodo del 211) e della meccanica (28,9). La riduzione dei fallimenti nel primo semestre è un fenomeno comune a tutte l industria, ad eccezione della produzione dei beni intermedi. Nel terziario, i fallimenti risultano più diffusi nella logistica e nei trasporti (18,6, in calo rispetto al 19,4 dell anno precedente) e nella filiera informazionecomunicazioneintrattenimento (in aumento da 13,4 a 16,8). Dal punto di vista territoriale, nei primi sei mesi del 212 i fallimenti hanno seguito dinamiche diverse: è continuato a ritmi intensi l aumento dei default nel Nord Ovest e nel Centro Italia (rispettivamente, +5,5% e +7,1%), mentre si registra una lieve riduzione nel Sud e nelle Isole (1,7%) e un calo più consistente nel Nord Est (9,8%). Sull elevata diffusione dei fallimenti nel Nord Ovest che è ,2 21,7 I fallimenti per macrosettore valori assoluti e tasso di crescita sull'anno precedente 1H 21 2% 8,6% +6,3% +4,8% +15,7% +1,2% +34,4% +9,5% industria costruzioni servizi altri settori 19,8 Insolvency ratio per macrosettore fallimenti su 1 mila imprese operative nel macrosettore 15,3 16, 16,5 8,8 1, 1H 21 industria costruzioni servizi altri settori 41,1 37, 32,4 33,9 35,2 3,2 28,9 26,2 27,5 24,9 23,923,7 21,8 19, 17,9 14,3 12, 1,8 7, 6,4 prodotti intermedi 19,4 18,6 logistica e trasporti sistema casa 13,4 meccanica 16,8 informazione, comunicazione e intrattenimento chimica e farmaceutica mezzi di trasporto sistema moda metalli 9,9 Industria: insolvency ratio per settore fallimenti su 1 mila imprese operative nel settore 11, 1,8 1,1 1,8 hi tech Servizi e altri settori: insolvency ratio fallimenti su 1 mila imprese operative nel settore distribuzione immobiliari 9,2 9,4 carburanti, energia e utility 7,3 4,3 altri beni di consumo 6,9 servizi non finanziari 5,8 6, 6,4 largo consumo 4,6 servizi finanziari e assicurativi Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata

4 l area geografica con l IR maggiore, pari a 13,8 pesa molto il dato della Lombardia (la regione con l IR più alto, 16,3). In tutta l area i fallimenti risultano in aumento rispetto allo stesso periodo del 211: +7,9% in Liguria, +6,2% in Lombardia e +2,3% in Piemonte. Nel Centro (IR pari a 12,9), i fallimenti sono particolarmente diffusi in Umbria (IR pari a 15,3) e nelle Marche (14,3), con una tendenza in peggioramento in tutte le regioni dell area (+59,3% in Umbria, +8,2% nel Lazio, +7,7% nelle Marche) ad eccezione della Toscana (4,3%). Il Nord Est, in cui la diffusione dei fallimenti è scesa sotto i livelli di due anni fa (IR a 1,4 contro l 11,7 registrato nei primi sei mesi del 211 e il 1,8 del 21), beneficia dei cali con tassi a due cifre registrati in Veneto (13,2%) e in Emilia Romagna (1,2%), e della diminuzione meno marcata del Friuli (2,1%); in controtendenza il Trentino, che pur facendo registrare un aumento delle procedure (+6,1%), rimane una delle regioni con la minore diffusione dei fallimenti (IR pari a 6,5). Il miglioramento osservato nel Mezzogiorno è attribuibile al calo dei default osservato in solo due regioni: in Basilicata (21%) e in Campania (9,3%). Nel resto dell area i fallimenti sono continuati ad aumentare, con tassi più elevati in Abruzzo, in Sardegna e in Calabria. La presenza di un elevato numero di imprese operative nel territorio, in molti casi microaziende che non raggiungono i requisiti dimensionali minimi di fallibilità, rende gli insolvency ratio delle regioni dell area minori rispetto a quelli osservati nel CentroNord ,8 11,7 1,4 Insolvency ratio per area geografica fallimenti su 1 mila imprese operative nell'area 12,2 13,3 13,8 11,2 1H ,2 12,9 Nord Est Nord Ovest Centro Sud e Isole Basilicata Trentino Alto Adige Valle d'aosta Calabria Molise Sicilia Liguria Sardegna Puglia Campania Emilia Romagna Abruzzo Veneto Piemonte Toscana Lazio Friuli Marche Umbria Lombardia Umbria Valle d'aosta Abruzzo Lazio Liguria Marche Lombardia Trentino Alto Adige Sardegna Calabria Molise Piemonte Sicilia Puglia Friuli Toscana Campania Emilia Romagna Veneto Basilicata I fallimenti per area geografica numero di fallimenti e tasso di crescita sullo stesso periodo dell'anno precedente +8,8% 9,8% Insolvency ratio per regione fallimenti su 1 mila imprese operative nella regione, 3,8 2,1% 4,3% 9,3% 1,2% 13,2% 21,4% +5,5% +1,4% 6,5 7,5 8, 8,2 8,3 8,8 8,9 8,9 1, 1,3 1,4 1,7 1,9 11,5 L'andamento dei fallimenti nelle regioni tassi di crescita, / 1H 21 1,3% 8,2% 7,9% 7,7% 6,2% 6,1% 5,1% 4,5% 3,7% 2,3%,3%,% 1H 21 +7,1% +11,2% 8,3 9,2 8,9 13, 13,8 14,3 15,3 16,3 42,9% +13,2% 1,7% Nord Est Nord Ovest Centro Sud e Isole 59,3% Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata

5 I concordati preventivi Nella prima metà del 212 i concordati preventivi sono tornati a crescere a ritmi preoccupanti. Tra 35 3 Domande di concordato preventivo (25212 q2, dati trimestrali) marzo e giugno si contano infatti 312 domande di concordato (+17% rispetto allo stesso periodo del 211) che portano a 578 il totale delle procedure aperte nei primi sei mesi del 212, contro le 518 dell anno precedente (+11,6%) Il ricorso al concordato preventivo aumenta a ritmi elevati soprattutto nell edilizia (+49% rispetto ai primi sei mesi del 211). Benchè a ritmi inferiori, risultano in crescita anche le domande presentate dalle imprese manifatturiere (+6%), con un inversione di tendenza rispetto alle dinamiche osservate nell industria da quando la prima recessione del 29 era stata superata. In controtendenza il terziario, che pur rimanendo il comparto in cui si concentra il maggior numero di domande fa registrare nel primo semestre 212 un calo dell 1,4% rispetto allo stesso periodo del 211. In ambito manifatturiero, l aumento dei concordati preventivi è attribuibile principalmente alle dinamiche osservate nel sistema moda, settore in cui le domande sono aumentate del 15,8%. In crescita anche i concordati nella meccanica e nella siderurgia, mentre risultano in calo nel sistema casa, nella filiera dei mezzi di trasporto, nel largo consumo e nei prodotti intermedi. La distribuzione è il settore in cui si conta il maggior numero di casi nel primo semestre 212 (più di ), con un aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del Concordati preventivi per macrosettore 2,3% 1,4% +6% 18% 1H 21 +1,9% +49,5% 66,7% % servizi industria costruzioni altri settori I settori con più domande di concordato preventivo nei primi sei mesi del % +8,9% +15,8% +3,2% +4% distribuzione immobiliari sistema moda meccanica servizi non finanziari +5% metalli Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata

6 211. Seguono le società immobiliari, che fanno registrare un incremento pari al 9,9%. L aumento dei concordati preventivi osservato nei primi sei mesi del 212 a livello nazionale è un fenomeno che riguarda tutta la Penisola. L incremento è particolarmente consistente nel Centro Italia (+17,6%) soprattutto per le tendenze osservate nel Lazio (in cui le domande sono più che raddoppiate rispetto ai primi sei mesi del 211) e in Toscana (+9,4%) e nel Nord Ovest (+16,7%), che sconta gli incrementi di Lombardia (+16%) e Liguria (+16%), mentre il Piemonte risulta in controtendenza (17,5%). Più lento l aumento dei concordati nel Mezzogiorno e nelle Isole (+5,7%) e nel Nord Est (+2,8%), nonostante gli andamenti non così positivi osservati in Veneto (+8%) e in Emilia Romagna (+1,6%). I dati per dimensione di impresa indicano che il ricorso al concordato preventivo è aumentato in tutte le fasce dimensionali considerate, ad eccezione delle microimprese con attivo di bilancio inferiore a 2 milioni di euro (14,1% tra primo semestre 212 e 211). Gli incrementi sono con tassi a due cifre tra le medie aziende con un attivo compreso tra 1 e 5 milioni di euro (+26,9%), tra le grandi società che superano i 5 milioni (+19,2%), tra quelle che non avevano presentato un bilancio tre anni prima della domanda (+21,9%). Cresce a un tasso del 6,5% il ricorso al concordato preventivo da parte delle imprese con un attivo di bilancio compreso tra 2 e 1 milioni di euro % Concordati preventivi per area geografica 8,2% +2,8% +16,7% 17,6% +1,1% +17,6% 1H 21 7,7% +5,7% Nord Est Nord Ovest Centro Sud e Isole +9,4% I concordati preventivi per regione regioni in cui sono stati aperti più concordati, numero di domande e tassi di crescita +8% +1,6% Lombardia Toscana Veneto Emilia romagna 15% 17,5% +113% +16% Marche Piemonte Lazio Liguria Concordati preventivi per dimensione di impresa in base al totale dell'attivo* +21,8% 14,1% +6,5% +26,9% +19,2% no bilancio minore di 2 mil tra 2 e 1 mil tra 1 e 5 mil maggiore di 5 mil Nota: valori di bilancio di tre anni prima rispetto all'apertura della procedura; escluso le società finanziarie Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata

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