LE BORSE MERCI IN ITALIA:

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1 LE BORSE MERCI IN ITALIA: UN MERCATO A DIMENSIONE D UOMO ROBERTA BON Working Paper n OTTOBRE 2007 DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICHE AZIENDALI E STATISTICHE Via Conservatorio Milano tel (21522) - fax (21505) E Mail: Pubblicazione depositata ai sensi della L. 106/ e del DPR 252/

2 Le Borse Merci in Italia: un mercato a dimensione d uomo Roberta Bon * Abstract: This paper aims to draw a survey about the structure and models of the Stock Exchanges in Italy, underlining all the particular features of these institutes: the first result is that the Italian characteristics do not allow a comparison with the big foreigner Exchanges in terms of activities. Starting from the historical evolution of the Italian Stock Exchange, then we define the actual situation through two significant case studies: the Stock Exchange of Milan and the Borsa Merci Telematica Italiana S.c.p.a.. Finally we analyse the situation on the most important foreigners markets for the cereals: the Chicago Board of Trade, the Kansas City Board of Trade and the London International Financial Futures and Options Exchange. Keywords: Stock Exchange, Floor, contract future, contract spot Jel Classification: F10, N12, N24 Le Borse Merci vengono definite dalla legge italiana quali luoghi d incontro per lo svolgimento delle contrattazioni nel mercato, anche a termine, di merci e di prodotti che possono formare oggetto di scambio, esclusi i beni le cui negoziazioni si svolgono presso le Borse Valori. Detto questo è lecito considerare le Borse Merci come mercati all ingrosso, all interno dei quali gli operatori possono effettuare le loro operazioni di scambio senza la necessità della presenza fisica della merce. A differenza delle Borse Merci estere che trattano principalmente contratti futures, le Borse Merci italiane si concentrano prevalentemente sulle contrattazioni nell effettivo, sia a pronti che a consegna differita e solitamente gli affari vengono conclusi al di fuori dei locali. Proprio quest ultimo aspetto rende impossibile quantificare il volume di affari che annualmente transita per i locali di borsa italiani; l unico dato che ci permette di comprendere l importanza di una piazza è il numero di tesserati che frequentano i locali di borsa nei diversi giorni di mercato. Come si avrà modo di vedere nelle successive pagine, le Borse Merci italiane più che un sistema di scambio rappresentano una struttura per lo svolgimento * Dottore di ricerca di Storia di impresa, Sistemi di impresa e Finanza Aziendale, Università degli studi di Milano. 1

3 degli scambi; la stessa conclusione dell affare viene gestita privatamente dalle parti interessate. ORIGINI DELLE BORSE MERCI Le Borse Merci hanno svolto da sempre un ruolo di primaria importanza nell attività mercantile di industriali, agricoltori, allevatori ed imprenditori. Per mezzo di tali istituti il mercato delle contrattazioni trovò finalmente la sua piena legittimazione: gli scambi venivano regolamentati, non erano più lasciati al libero arbitrio delle parti, ma venivano minuziosamente definiti e garantiti da una struttura pubblicamente riconosciuta; venivano definiti il prezzo, la quantità, la qualità, il tempo e il modo di consegna del prodotto oggetto della negoziazione. Se si intende tracciare la storia delle Borse Merci è d obbligo ricondurre le origini dell istituto alle fiere e ai mercati del Medioevo, pur ammettendo che la pratica della concentrazione degli scambi risale a tempi ancor più remoti: già nel 500 a.c. a Roma nel tempio di Cerere avevano luogo delle adunanze mercantili, dette Collegia Mercatorum 1. Sebbene non si possa ancora parlare di Borsa, è in questi anni che vennero gettate le fondamenta per la nascita di una nuova concezione dello scambio, che si voleva allontanare dai suoi antichi caratteri di sporadicità e di fatalità per permettere agli operatori di pianificare le proprie attività di produzione, trasformazione e vendita. Vista la ricchezza che tali incontri erano in grado di generare fu negli interessi dei Podestà e dei Signori di numerosi Comuni offrire ai mercanti strutture più consone allo svolgimento della loro attività; così, un pò ovunque, sorsero le cosiddette Logge dei mercanti o Logge dei banchi, ossia grandi piazze dotate di portici e colonnati dove i negotiatores avrebbero potuto trovare un adeguata collocazione ai propri banchi o bancherelle per la vendita delle merci. Non a caso il termine stesso di Borsa viene fatto risalire da numerosi studiosi alle Fiandre del Cinquecento, quando era sorta l abitudine tra mercanti e banchieri della città di Bruges di radunarsi per effettuare le loro contrattazioni davanti al palazzo di una importante famiglia veneta, i Della Borsa, cognome tradotto in fiammingo in Van der buerse. 2 1 N. Garrone, La Scienza del Commercio I, Vallardi, Milano 1914, pag Come sostiene Lorenzo Pispisa la sopraccitata spiegazione dell origine del termine non è l unica da annoverarsi in dottrina. Altri difendono la natura olandese del termine ma la riconducono all usanza diffusa tra i cittadini di incontrarsi per concludere i loro affari davanti ad una casa di Amsterdam con scolpite tre borse in marmo. Teorie minori ma non per questo da sottovalutare sostengono che il termine possa essere ricollegato ad un oggetto che veniva 2

4 Un ulteriore passo in avanti nel campo delle contrattazioni venne compiuto nel Seicento e nel Settecento con lo sviluppo delle negoziazioni differite. La tulipomania 3, il Progetto Mississippi 4 e la Compagnia dei Mari del Sud 5 sono tutte esperienze che hanno permesso all uomo di disporre di una nuova forma di contrattazione che poneva alla base delle operazioni di vendita ed acquisto contratti che trascendevano dall esistenza effettiva del prodotto posto alla base della negoziazione. Stava prendendo piede quel fenomeno che tutti gli studiosi odierni avrebbero chiamato la cartolarizzazione del mercato. Questa nuova concezione dello scambio favoriva la nascita non solo di una semplice Borsa merci ma di un istituto ancora più complesso: il Mercato a Termine di Borsa Merci. Infatti, come affermò Lorenzo Pispisa per mercato a termine dobbiamo intendere il complesso di affari promosso dalla possibilità di negoziazioni che prescindono dalla presenza fisica delle merci e la esecuzione dilazionata di queste partite permette un adattamento ambientale dei prodotti, utilizzato per contenere il denaro e che veniva attaccato alla cintura. (L. Pispisa, Le Borse di Commercio nella tecnica delle negoziazioni, Cacucci, Bari 1955, pag.17). 3 La tulipomania prende il nome dal tulipano, un fiore che giunse in Europa occidentale da Costantinopoli intorno al XVI secolo. Immediatamente gli olandesi si appassionarono alla coltivazione dei suoi bulbi, basti pensare che nel 1634 era ritenuto elemento di disonore tra gli aristocratici non possederne una collezione. In poco tempo la passione per il tulipano si diffuse anche fra le classi più basse, le persone erano disposte a vendere tutti i loro averi pur di riuscire a possederne un esemplare. Il prezzo del fiore continuò ad aumentare sino a quando i cittadini iniziarono a domandarsi se effettivamente quel bulbo che avevano acquistato con tanta fatica potesse valere ciò che avevano pagato. Nel settembre del 1636 il prezzo della merce iniziò a calare vertiginosamente e non fu più in grado di risalire. 4 Il Progetto Mississippi venne ideato da uno scozzese John Law nel 1717 in Francia. Tale progetto prevedeva l istituzione di una Compagnia che avrebbe avuto l esclusiva del commercio sul fiume Mississippi e nella provincia della Lousiana e che si sarebbe finanziata mediante l emissione di azioni. La ricchezza proveniente da quelle terre, dipinte come fonti inestimabili di metalli preziosi e la possibilità di riscuoter le tasse fece raggiungere risultati sorprendenti alla Compagnia, al punto che il valore delle sue azioni cresceva a dismisura e la gente continuava a richiederne delle nuove. Nel frattempo un editto sancì il privilegio esclusivo per la Compagnia del Mississippi di commerciare con le Indie Orientali, la Cina e i Mari del Sud. La frenesia all acquisto dei titoli della Compagnia continuò a crescere fino al 1720, anno in cui iniziò a scoppiare la bolla speculativa e tutti gli speculatori seguiti dal resto degli azionisti si affrettarono a vendere. 5 La Compagnia dei Mari del Sud venne creata nel 1711 in Inghilterra dal conte di Oxford con l intento di risanare le finanze dello Stato. La Compagnia sottoscrisse fin dall inizio 10 milioni di sterline del debito pubblico garantendosi una rendita annua del 6%, oltre il monopolio nel commercio con le terre dei Mari del Sud. A sua volta la Compagnia si finanziava mediante l emissione di titoli azionari. La prospettiva di un guadagno facile e di profitti illimitati furono in grado di attirare non solo i risparmi di investitori nazionali ma anche stranieri. Quando nel 1717 il re decise di privatizzare interamente il debito pubblico inglese, la Compagnia si candidò con risultati positivi all acquisto dei titoli di Stato. Il valore delle azioni della Compagnia continuò a gonfiarsi ma, come ogni bolla speculativa che si rispetti, sul finire del 1720 il loro prezzo crollò. 3

5 delle merci, indipendentemente dal loro concentramento geografico dovuto a ragioni di ordine economico, politico o finanziario. 6 Agli esordi dell Ottocento le negoziazioni ad esecuzione differita venivano praticate per diverse tipologie di merci e in diversi mercati. Nel 1848 nacque il Chicago Board of Trade, costituito sottoforma di società per azioni, con l obiettivo di riunire agricoltori e mercanti. In Europa, il primo mercato a termine che comparve per la contrattazione delle materie prime fu il London Metal Exchange. Questo istituto nacque nel 1882 quando i mercanti che erano soliti riunirsi nel Royal Exchange decisero di dotarsi di una struttura solida e pubblicamente riconosciuta, che fosse in grado di garantire alle nuove industrie che erano andate sorgendo un sicuro canale per l approvvigionamento dei metalli e di tutti quei prodotti di cui necessitavano. Come si ha già avuto modo di dire, la Borsa Merci è il luogo fisico in cui si concentrano gli scambi di materie prime e di prodotti dell agricoltura, ove persone qualificate si incontrano periodicamente per concludere i loro affari. A differenza dei raduni di commercianti che si tengono nelle Piazze, nei Broli e nei Broletti, quando si parla di Borse Merci si fa riferimento ad un mercato organizzato in cui le contrattazioni devono rispettare regolamenti e norme di legge. In Italia che cosa accadde? La volontà nutrita dagli operatori italiani di poter disporre di un luogo ben definito, che a cadenze fisse e nel rispetto di determinate regole gli permetesse di adunarsi e di discutere dei propri affari è da considerarsi il leit motive di tutto il ciclo di vita delle nostre Borse Merci. Eredi indiscusse dei mercati e delle fiere medioevali si sono sviluppate intorno alla fine dell Ottocento o ai primi anni del Novecento e ciascuna, anche dopo l Unità di Italia ebbe la possibilità di funzionare con un proprio statuto e regolamento. Solo intorno all anno 1913 con la legge n.272 si è cercato di unificare la disciplina in tutto il paese e proprio in questo periodo venne offerta agli istituti la possibilità di dotarsi di veri e propri mercati a termine. Nonostante gli sforzi compiuti dai legislatori, in Italia non si poté mai parlare di mercati a termine; in realtà nelle imprese italiane non riuscì a svilupparsi una cultura sulle tecniche di copertura, sulla gestione delle scorte e sulla possibilità di ottenere una re-distribuzione della produzione su vasta scala attraverso l utilizzo dei contratti futures. Forse l assenza di informazione da parte degli operatori 6 L. Pispisa, Le Borse di Commercio nella tecnica delle negoziazioni, Cacucci, Bari 1955, pag.39. 4

6 oppure la mancanza di una disciplina giuridica hanno contribuito a limitare le tecniche di contrattazione alle sole operazioni svolte sul mercato dell effettivo. La partecipazione degli operatori alle sedute delle Borse Merci e delle Sale di contrattazione era motivata dalla possibilità di trovare facilmente una controparte per la conclusione dei propri affari, per ottenere informazioni sull andamento del mercato e per usufruire dei contratti-tipo. Solitamente i contratti venivano conclusi in un secondo momento al di fuori dei locali di scambio e le negoziazioni si perfezionavano sempre con l effettiva consegna della merce. Le stesse Borse Merci in Italia ebbero una vita molto difficile; la legge del 1913 se da un lato fu in grado di riconoscere l esistenza dell istituto dall altro non fu capace di disciplinarne l attività, dal momento che pretendeva di regolamentare contemporaneamente due strutture nettamente diverse per principi ed esigenze come la Borsa Valori e la Borsa Merci. Successivamente la crisi del 1929, l avvento del fascismo e lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale provocarono un momento di stasi nel mercato degli scambi. Da non dimenticare in quegli anni la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto 26 luglio 1935 n.1494 firmato da Benito Mussolini e Edmondo Rossoni che sanciva la definitiva chiusura di tutti gli istituti. Intorno agli anni 50 con l avvento della Repubblica e la riaffermazione delle ideologie liberali si aprirono per le Borse Merci nuove prospettive di sviluppo: la legge 374/1950 abrogò il precedente Regio Decreto 26 luglio 1935 n permettendo alle Camere di Commercio locali di ricostituire le Borse Merci, mentre la successiva circolare ministeriale 673/1954 definì un regolamento-tipo con il duplice obiettivo di uniformare il funzionamento delle borse e di offrire alle singole Camere di Commercio la possibilità di adeguare i propri regolamenti ai rispettivi contesti ambientali. Il più delle volte si trattò di Borse Merci e di Sale di Contrattazione e non di veri e propri mercati a termine di Borsa Merci. Costituire Sale di Contrattazione o Borse Merci non era la stessa cosa; seppur dal punto di vista sostanziale entrambi gli istituti facilitano l incontro dell offerta e della domanda per mezzo della concentrazione degli scambi, dal punto di vista formale le Borse di Commercio vengono istituite con Decreto del Presidente della Repubblica dopo essere state approvate dal Ministero dell Industria, Commercio ed Artigianato, su proposta della Camera di Commercio (art.1 legge n.272/1913), mentre le Sale di Contrattazione vengono istituite dalle Camere di Commercio senza alcun riconoscimento presidenziale. 5

7 Intorno agli anni Cinquanta le Borse Merci sorsero nelle città di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Padova, Pisa, Roma, Torino e Venezia. Con l avvento degli anni Sessanta anche le città di Perugia, Verona, Pescara e Parma si dotarono di proprie Borse. In questi mercati, detti dell effettivo, le negoziazioni si concludevano con l esecuzione materiale del contratto per mezzo della consegna immediata o differita della merce (in questo caso si faceva riferimento ad un campione di merce). Erano veri e propri mercati d approvvigionamento, dove l offerta era principalmente di carattere locale. Dal precedente elenco è stata appositamente tralasciata la Piazza di Milano in quanto con la legge del 10 novembre 1954 venne riconosciuta la possibilità di aprire nella città un mercato a termine per i cereali e per la seta. Purtroppo questi mercati ebbero una vita molto breve: il mercato a termine della seta chiuse nel 1961, mentre il mercato a termine dei cereali chiuse nel Interessante è anche la natura della Borsa Merci di Bari, che come affermava a suo tempo Lorenzo Pispisa funziona un modo di negoziare sui generis per consegna differita che in <strictu sensu> non può considerarsi un mercato a termine. 7 Infatti la Borsa di Bari nel suo regolamento stabiliva che la quantità dovesse essere espressa in quintali con tolleranza 5% ma non veniva fatta alcuna esplicita menzione al lotto e al tipo base. Inoltre la cessione del contratto poteva avvenire mediante girata con la clausola ricevere o rivendere. L operazione si concludeva quando il venditore rilasciava all ultimo cessionario la merce dietro consegna della lettera di riconoscimento. Qui risiede la sua peculiarità, nel fatto che si trattava di un mercato a consegna differita e non di un vero e proprio contratto a termine, dal momento che la merce doveva essere obbligatoriamente ritirata e i contratti non venivano standardizzati in tutte le loro parti. Tabella 1- Diffusione Borse Merci e Sale di contrattazione. Borse Merci Sale di Contrattazione Italia Settentrionale Italia Centrale 4 9 Italia Meridionale 3 2 Tot Fonte: La Borsa Merci, Bollettino Camera di Commercio di Mantova, Dicembre Trent anni dopo la situazione venne delineata con precisione dal Bollettino della Camera di Commercio di Modena del In base ai dati riportati si apprende 7 L. Pispisa, Le borse di commercio nella tecnica delle negoziazioni, Cacucci, Bari 1955, pag

8 che in quel periodo funzionavano diciassette Borse Merci e trentacinque Sale di Contrattazione, principalmente localizzate nel Nord del Paese. Le Borse Merci si trovavano presso le seguenti città: Bari, Bologna, Firenze, Genova, Mestre e S. Donà del Piave (VE), Modena, Napoli, Padova, Parma, Perugina, Pescara, Piacenza, Pisa, Roma, Torino, Vercelli e Verona; le Sale di Contrattazione erano localizzate a: Alessandria, Ancona, Arezzo, Asti, Belluno, Bergamo, Bologna, Brescia, Cecina (LI), Cremona, Cuneo, Foggia, Forlì, Grosseto, Latina, Mantova, Milano, Novara, Pavia, Piazzola sul Brenta, Ravenna, Reggio Emilia, Rovigo, S. Benedetto del Tronto, Siena, Taranto, Terni, Trento, Treviso, Udine e Vicenza. Il mercato aveva abbandonato definitivamente la sua funzione di copertura per dedicarsi unicamente alle contrattazioni nell effettivo. La Borsa rappresentava un luogo di incontro, un salotto ove gli operatori effettuavano personalmente le trattative e ottenevano importanti informazioni relative al mercato, alla produzione, all importazione e all esportazione più difficilmente reperibili per altri canali. Significativa risulta essere la denuncia e al medesimo tempo l augurio che la Camera di Commercio di Modena nel 1989 fece a tutta la nazione Di fronte a questo fenomeno le CCIAA possono lasciare passivamente che le cose continuino ad andare in questa direzione oppure cercare di riutilizzare questo istituto, certamente indispensabile per l economia del paese, rompendo il clima di passività attuale ed entrando in una logica che consenta loro di svolgere una azione determinata in questo campo ponendosi come principale punto di riferimento qualificato in questa materia. 8 Negli anni successi vi fu da parte del mondo politico il tentativo di rilanciare l attività delle Borse Merci, ma data l assenza di un organico progetto servì a ben poco la legge di riforma delle Camere di Commercio del 29 dicembre del 1993 n.580 al cui art.2 punto c si affrontava la Regolazione del Mercato e veniva riconosciuto alla singola Camera la facoltà di redigere i Listini per i Prezzi all ingrosso per differenti tipologie di merci. Questi Listini venivano redatti con cadenza settimanale, quindicinale o mensile da ciascuna delle centotre Camere di Commercio nazionali, rappresentavano un ulteriore strumento di informazione offerto agli operatori per garantire la trasparenza del mercato e la sua naturale regolazione. Nonostante il nuovo servizio elargito dalle Camere di 8 B. Dell Arringa, La Borsa Merci, estratto dal Bollettino della Camera di Commercio di Mantova, 1989, pag.27. 7

9 Commercio, in Italia i vecchi Istituti di Borsa non vennero chiusi ma continuarono a funzionare. UNA PANORAMICA SULLA SITUAZIONE ATTUALE Prima di definire un quadro rappresentativo sull attuale stato dell arte delle Borse Merci in Italia è necessario sottolineare che l ordinamento delle Borse Merci in Italia, a differenza di quanto avviene all estero, è improntato a criteri di natura pubblicistica; sono le Camere di Commercio, Industria e Agricoltura delle singole città che propongono al Capo dello Stato l istituzione della Borsa, che ne amministrano l attività e che emanano le norme regolamentari e gli statuti; è il Ministro per l agricoltura, per l industria e il commercio che svolge funzioni di vigilanza e di controllo sull attività dell istituto 9. Per contro in America e in Gran Bretagna le Borse Merci vengono considerate istituti privati a tutti gli effetti anche se sottoposti al controllo e alla vigilanza delle pubbliche autorità. Infatti le Borse americane sono società di capitali il cui oggetto sociale è quello di promuovere il commercio, di garantire e controllare il mercato degli scambi, di facilitare la risoluzione delle controversie e di tutelare i propri membri. Queste società hanno la facoltà di dotarsi di propri regolamenti purché non entrino in contrasto con la legislazione federale e i regolamenti redatti dalla Commodity Futures Trading Commission 10. Le borse inglesi sono associazioni che provvedono ad emanare regolamenti che siano in grado di definire le condizioni d accesso e d esclusione dei propri membri, le modalità di contrattazione, le merci ammesse al mercato, ispirandosi nella formulazione dei loro statuti alla legislazione statale. Attualmente non esiste alcuna analisi sistematica di tutte le Borse Merci e Sale di Contrattazione presenti in Italia. Per cercare di fornire una fotografia attendibile sulla diffusione di tali istituti si è fatto affidamento sui dati forniti dalla società Borsa Merci Telematica Italiana s.c.p.a., sugli elementi ricavati dai siti 9 Le borse di commercio sono sottoposte alla vigilanza del Governo, delle Camere di Commercio, della deputazione di borsa e dei sindacati dei mediatori. I ministri di agricoltura, industria e commercio e del tesoro possono in ogni tempo ordinare di concerto ispezioni alle borse di commercio e, sentita la Camera di Commercio, emanare i provvedimenti reputati di volta in volta necessari, secondo le speciali condizioni del mercato, per assicurare il regolare andamento degli affari nelle singole borse (Legge 20 marzo 191 n..272, art.1). 10 La Commodity Futures Trading Commission, venne istituita dal Commodity Exchange Act del 1922 successivamente modificato nel 1982, ed è una Commissione del Governo degli Stati Uniti alla quale sono stati differiti numerosi poteri di controllo e di regolamentazione delle Borse Merci. 8

10 internet delle Camere di Commercio e sui listini prezzi pubblicati dalla stampa specialistica. In Italia nell anno 2005 risultano operanti 18 Borse Merci e 22 Sale di Contrattazione, la maggior parte delle quali sono localizzate nel Nord del Paese. Dal momento che i contratti vengono conclusi privatamente al di fuori dei locali, l analisi del mercato attuale può limitarsi ad un semplice elenco di tutti gli istituti attivi e delle merci trattate; non si potrà procedere in un analisi più approfondita che possa riguardare il volume degli affari. Tabella 2- Borse Merci e Sale di Contrattazione in Italia. Città Borsa Merci Sala Contrattazione Alessandria Cereali, foraggi, paglie Arezzo Cereali, bestiame, olio, vino Ascoli Piceno Vini, ortofrutticoli, florovivaistici, cereali Asti Cereali, bestiame, vini Bari Cereali, patate, foraggi, legumi, olive, vini Bergamo Cereali, mangimi Bologna Cereali, farine, e sottoprodotti, farine proteiche, leguminose, mediche disidratate Brescia Pollame, vini, uova, suini, prodotti caseari, cereali, foraggi, mangimi. Cremona Cereali, cruscami, farine, foraggi, concimi, mangimi, caseari, vini Cuneo Cereali, farine e semole, polli, uova, conigli Firenze Vini, olio d oliva, cereali e bestiame Foggia Cereali, farine e semole, cruscami, foraggi, concimi, mangimi, legumi, olive, olio d oliva, vini, ortofrutticoli locali Pollame, conigli, uova Cereali, fieno, paglia, olio, bestiame Forlì Grosseto Livorno Cerali, ortofrutticoli locali Macerata cereali, farine, vini, cruscami, sementi, foraggi, bestiame vivo, fertilizzanti. Milano Modena Mortara Napoli Cereali, farine e sottoprodotti, uva, vini, burro e formaggi, suini e carni suine Cereali, farine e sottoprodotti, -Cereali, farine, e semole, cruscami, riso, risone, sottoprodotti della lavorazione del riso, semi oleosi, oli vegetali, farine di estrazione da semi oleosi, foraggi, farine animali -Carni suine, salumi, caseari Risoni 9

11 Città Borsa Merci Sala Contrattazione legumi, vini, oli Novara Padova Parma Pavia Perugia Pescara Piacenza Cereali, farine e sottoprodotti, farine proteiche, sementi da foraggio, vini, uova Pomodori, suini e carni fresche di suino, pollame, uova, burro, formaggi, cereali, patate, ortaggi, uva Cereali, farine e sottoprodotti, legumi, olio d oliva, olio di semi, pomodoro industriale, suini Cereali, farine e sottoprodotti, patate, legumi, foraggi, uova, bestiame, olive, oli, insaccati, caseari Cereali, farine e sottoprodotti, foraggi, farine proteiche, vini, salumi, sementi, insaccati, caseari, ortofrutticoli Pisa Cereali, foraggi, uova, olio d oliva, vini, ortofrutticoli Reggio-Emilia Ravenna Roma Rovigo Torino Treviso Udine Cereali, farine e sottoprodotti, vini, legumi, foraggi, concimi, formaggi, oli Cereali, farine e sottoprodotti, vini, legumi, foraggi, concimi, formaggi Venezia-Mestre Bestiame Vercelli Cereali, foraggi, legumi, caseari, riso, animali da cortile Verona Cereali, farine, sottoprodotti, vini, avicunicoli, uova Vicenza Cereali, bovini da macello, vini locali, formaggi e burro Voghera Cereali, farine, sementi, foraggi, bestiame, fertilizzanti, vini Cereali, risoni, risi, latticini, suini, bovini, pioppi e pioppelle Carni suine, frumento, orzo, segale, avena, mais, riso, soia, parmigianoreggiano, burro vino, uova, farine, mangimi Vino Cereali, bestiame, ortofrutticoli Pollame, conigli, vini, uova, cereali, mangimi, concimi Seduta: giovedì Cereali, farine, foraggi, ortofrutticoli Cereali, farine, foraggi, ortofrutticoli Come si vede dalla tabella non è stata volutamente inserita nell elenco Borsa Merci Telematica Italiana S.c.p.a. in quanto rappresenta nel nostro paese il primo esperimento di creazione di una borsa merci telematica. Per tale ragione 10

12 si è preferito dedicare una sezione apposita per la trattazione di tale istituto in quanto sarebbe risultato difficile inquadrarlo all interno del precedente prospetto. Tornando alla presentazione della tabella sovrastante si nota facilmente che tutte le Borse italiane trattano prodotti del comparto agricolo e agroalimentari. Per quanto concerne la loro natura tutte le venti Borse Merci sono state create e vengono gestite dalle Camere di Commercio di competenza territoriale e la loro esistenza viene resa ufficiale mediante l emanazione di un decreto ministeriale. Questo aspetto permette alle Borse Merci di fregiarsi del titolo di istituti pubblici e di differenziarsi contemporaneamente dalle Sale di Contrattazione. Infatti le Sale di Contrattazione pur nascendo per volere della Camera di Commercio di competenza successivamente non vengono autorizzate a livello ministeriale e di conseguenza non saranno mai soggette a controlli da parte di organi ufficiali come la deputazione per le Borse Merci. Il fatto che le Sale di Contrattazione non vengano autorizzate mediante decreto non significa che non esista al loro interno un regolamento che sia in grado di definire le modalità di accesso al mercato, di rilevamento prezzi, di redazione del listino e di tutte quelle abitudini che con il tempo si sono consolidate. L affluenza ai locali di scambio non è da considerarsi costante durante tutto l anno; in alcune piazze il numero di frequentatori è in grado di variare anche in misura consistente in funzione alle differenti stagioni e cicli produttivi. Infatti essendo le merci trattate di origine prevalentemente agricola o zootecnica, la loro offerta sul mercato cambia in base ai tempi delle campagne agrarie e in base alla relativa domanda. In linea di massima se si vuole azzardare una stima sul numero di operatori si può dire che i frequentatori variano da un minimo di 20 persone a un massimo di Solitamente gli operatori sono imprese di trasformazione, mediatori, produttori, consumatori; in ogni caso sarà difficile se non impossibile incontrare all interno di questi mercati la figura dello speculatore dal momento che tutti gli scambi avvengono nell effettivo. Per quanto concerne la tipologia di merce trattata, quella che mostra una presenza costante in quasi tutte le piazze è il cereale. Inoltre, dato che le Borse merci e le Sale di contrattazione italiane si rivolgono principalmente a un mercato nazionale non potevano mancare alcuni prodotti tipici delle attività economiche e industriali locali, come il Parmigiano Reggiano sulle piazze di Parma e Modena, l olio d oliva sulle piazze di Pisa e Foggia, le olive sulla piazza di Bari e gli insaccati sulle piazze di Piacenza e Pescara. 11

13 Per concludere il quadro sullo stato dell arte delle Borse Merci e delle Sale di contrattazione è d obbligo definire quali sono le piazze che si sono levate nel corso degli anni a piazze di riferimento per alcune categorie di prodotto. Per quanto concerne i cereali le piazze di Bologna, Milano e Verona hanno assunto un ruolo guida a livello nazionale nella fissazione dei prezzi e delle relative forme di contrattazione, mentre per le carni suine Modena con le sue quotazioni ha saputo nel corso degli anni divenire punto di riferimento per la quasi totalità dei contratti che si stipulano sul mercato nazionale e anche europeo. Le negoziazioni che vengono effettuate all interno di tali istituti sono unicamente operazioni a pronti o sull effettivo e solamente nel periodo a cavallo tra le due guerre si è assistito in alcune Piazze allo svolgimento di operazioni a termine o esecuzione differita. IL MERCATO TRA L OGGI E IL DOMANI Oggigiorno il mercato degli scambi si divide nettamente in due parti: da un lato troviamo coloro che custodiscono gelosamente la possibilità di veder rinascere i Mercati a Termine e dall altro coloro che si sono adeguati alla realtà attuale, che hanno iniziato ad operare con le Borse estere e che ritengono un progetto molto ambizioso, seppur interessante, quello di far rinascere i vecchi istituti. In ogni caso non vi è alcun dubbio che l attuale disciplina delle Borse e la loro stessa struttura presentino numerosi punti di debolezza. Con il processo di globalizzazione che investe il nostro mercato le Borse Merci stanno perdendo numerose ragioni d esistere: la necessità di disporre in tempi ridotti di informazioni aggiornate, la possibilità di acquistare partite di prodotto senza doversi spostare dal proprio centro d attività porteranno inesorabilmente al declino delle nostre Borse Merci. Dove vi sono progetti di rinascita di Borsa si parla necessariamente di mercato telematico o di centro distaccato di importanti borse straniere. Ciò non significa che i mercati organizzati simili a quello di Milano saranno destinati a chiudere; gli operatori che ogni martedì si riuniscono nei locali di Milanofiori concepiscono lo scambio nel modo più tradizionale che esista e per loro è fondamentale che ci sia una presenza fisica di entrambe le parti, che venga predisposta una contrattualistica ufficiale e che in caso di controversie ci siano delle Camere Arbitrali a cui appellarsi. Come ricorda Romano Repetto, pubblico mediatore, recentemente è stato tentato di creare una struttura di mercato a termine, basti pensare a Meteora, ma non ha funzionato e non potrà mai funzionare. Il mercato telematico non potrà mai 12

14 funzionare dal momento che si vende a chi non si conosce, si attua la dilatazione nei pagamenti e non ci sono sufficienti garanzie per gli operatori. Gli operatori di vecchio stampo preferiscono agire nella riservatezza, non ritengono necessario rendere pubblici i propri contratti 11. La realtà milanese, come d altronde quella di Bologna, Verona e di molte altre città italiane, sono tutte esperienze di successo ma minimamente paragonabili ai grandi Exchange stranieri; unico aspetto che li accomuna è la capacità di attirare individui che desiderano vendere o comprare ma poi come avvenga in sé il meccanismo di scambio non è in alcun modo confrontabile. In effetti la necessità nutrita da numerosi operatori di poter operare indifferentemente su tutti i mercati sia nazionali che internazionali, senza difficoltà e costrizioni presuppone interventi a livello organizzativo e a livello legislativo per rivedere e aggiornare una legge e una struttura oramai vetusta. Infatti solo l attuazione di un vero e proprio processo di rinnovamento che conduca le nostre borse a adeguarsi alla contrattualistica e alle normative internazionali, ci permetterebbe di collegare i nostri mercati a quelli stranieri; in questo modo le Borse Merci non sarebbero più considerate dei centri di scambio a impronta locale ma dei veri e propri strumenti di gestione e pianificazione dell attività d azienda. Le Borse sono uno strumento poco utilizzato in Italia, sono pochi quelli che hanno esperienza, conoscenza e informazione sulle borse. Infatti le poche aziende che decidono di avventurarsi nelle contrattazioni ufficiali molto spesso non lo fanno direttamente ma per mezzo di trader specializzati. In ogni caso la Borsa è uno strumento che permette agli operatori di effettuare una copertura ma solo raramente vengono acquistate e vendute partire nel disponibile. A questo punto è necessario domandarsi se tale situazione sia dovuta allo scarso interesse nutrito dagli operatori per agire in borsa o il problema sia più profondo e derivi dal fatto che l operatore italiano non dispone di elementari nozioni di finanza o che le Borse Merci in Italia non sono in grado di garantire ai propri operatori servizi simili a quelli delle borse straniere? È indubbio che in Italia non si è mai potuta sviluppare una vera e propria cultura per le contrattazioni borsistiche delle commodities ma ciò non significa che l operatore italiano non sia interessato a operare in borsa se il sistema gli presentasse l occasione giusta per poterlo fare. 11 Intervista effettuata a Genova il 29 giugno del

15 Da qualche anno sono stati introdotti i listini delle Camere di Commercio, uno strumento di indubbio valore a livello nazionale ma minimamente paragonabile all utilità fornita dai listini di borsa. In effetti per tutte quelle aziende che lavorano sia sul mercato nazionale che quello estero non sarebbe possibile basare la propria attività sulle quotazioni interne; è necessario che esse si confrontino con le quotazioni delle maggiori borse estere. Benché le Borse Merci non siano mai riuscite a svilupparsi compiutamente nel nostro paese altre strutture quali i laboratori, le associazioni e le camere arbitrali offrono un servizio che per qualità non ha nulla da invidiare a quelli stranieri. Il processo di revisione e di aggiornamento delle disciplina di borsa potrebbe iniziare dalle informazioni che questi istituti sono riusciti a raccogliere nel corso della loro esistenza, per poi elaborarle e adeguarle ai singoli scenari di riferimento. In questo modo si potrebbe pervenire alla creazione di una legislazione che nasce dalle effettive esigenze di mercato e che in questo modo sarà necessariamente in grado di soddisfarle. Finalmente gli operatori potrebbero disporre di regole che non vengono imposte dall alto ma che vengono ideate e perfezionate con il consenso delle categorie direttamente interessate. Inoltre essendo assente nel nostro paese una vera e propria cultura per la trattazione degli affari nelle Borse Merci, sarebbe auspicabile per l Italia iniziare questo processo di sviluppo ponendosi come supporto a Borse già attive nel mondo ma che desiderano delocalizzare i propri centri d affari in altre zone del mondo. In questo modo le Borse potrebbero godere della stessa credibilità di quelle straniere ma essendo in Italia potrebbero attirare più persone nel meccanismo dello scambio e allo stesso tempo gli operatori verrebbero educati al meccanismo delle contrattazioni a pronti e a termine. In un secondo momento in base ai risultati raggiunti oppure in base all interesse che è stato suscitato si potrebbe pensare di sviluppare una propria Borsa. Altrettanto interessante è il progetto avviato da UnionCamera. Infocamere e alcune Camere di Commercio con la nascita della prima Borsa Merci Telematica per la trattazione delle merci. Un inserimento graduale che inizia con la trattazione delle partite nell effettivo e che solo in un secondo momento, in base ai risultati conseguiti, potrà introdurre i contratti futures. La Borsa Merci Telematica, solo quando offrirà la possibilità di muoversi in entrambi i mercati, quello del differito e quello del disponibile, potrà aprirsi al mercato internazionale e ottenere consensi dagli operatori stranieri. 14

16 UN MERCATO DI INDUBBIO SUCCESSO LA SALA DI CONTRATTAZIONE DI MILANO Milano come si ha già avuto modo di dire in precedenza rappresenta per antonomasia il mercato dei cereali e grazie alla presenza della Granaria fu ed è tutt ora in grado di soddisfare le esigenze dei più importanti operatori cerealicoli nazionali. L attività della Sala continua da più di un secolo e a parere degli operatori non vi è nulla da cambiare. Data la realtà italiana non sarebbe possibile auspicare la rinascita di una vera e propria Borsa Merci per le contrattazioni a termine di fama internazionale; l operatore italiano ha bisogno di avere un contatto diretto con la propria controparte e se si dovesse sviluppare un mercato simile a quello di Winnipeg, gli operatori continuerebbero a frequentare ogni martedì i locali di Milanofiori. Infatti la nascita della Borsa Merci Telematica Italiana non ha minimamente interferito con l attività della Granaria di Milano e a tutt oggi il mercato telematico costituisce una piccola nicchia all interno del mercato degli scambi. La piazza milanese costituisce un importante centro di contrattazione anche in proiezione europea, data l importanza economica e numerica degli oltre mille operatori che frequentano ogni martedì il mercato. Un valore consistente se si tiene da conto che gli operatori degli altri paesi dell Unione Europea prediligono l utilizzo di mezzi di contatto più veloci come il telefono o i computers per effettuare le loro transazioni e le Borse Merci ancora in vita vengono scarsamente frequentate e per di più poche volte all anno. È ragionevole domandarsi per quale ragione l operatore italiano nutra ancora l esigenza di incontrare fisicamente la propria controparte piuttosto che contattarla per mezzo di sistemi informatici. Secondo l esperienza di Nicola Cicchelli 12 la persona che frequenta la Piazza milanese ha la certezza di incontrare da anni sempre gli stessi operatori con i quali concludere i propri affari e con lo scorrere del tempo questo aspetto ha favorito il fenomeno dell incontro della domanda e dell offerta. Inoltre, si apprezza la possibilità di venire a conoscenza di numerose informazioni riguardanti la produzione, l andamento dei prezzi, le aspettative dei raccolti, le quantità disponibili sul mercato, altrimenti difficilmente reperibili per via informatica. Da non dimenticare tra i fattori che hanno favorito lo sviluppo di questo luogo d incontro è la struttura agricolo-commerciale presente in Italia rispetto a 12 Nicola Cichelli, segretario generale dell Associazione e direttore responsabile del bollettino settimanale Il mercato dei cereali sino al 31 dicembre 2004 (intervista effettuata il 5 dicembre del 2003). 15

17 quella degli altri paesi europei. Per esempio, in Francia il commercio dei cereali è concentrato nelle mani delle grandi cooperative agricole e delle grandi case di mediazione che gestiscono la maggior parte della produzione. In Italia non si assiste a questo fenomeno di concentrazione, in quanto il commercio dei cereali è ancora suddiviso in una infinità di operatori che provengono dai più svariati settori 13, ma che tutti nutrono l esigenza di prender parte ad un unico vasto mercato in cui è possibile formulare le proprie domande o offerte contemporaneamente ad una moltitudine di altri operatori. Come è già stato anticipato in precedenza esiste una pluralità di servizi che vengono pensati in stretta collaborazione con gli operatori ma che vengono gestiti in piena autonomia dall Associazione. Tutte queste prestazioni perseguono un obiettivo comune, ossia quello di garantire la trasparenza di mercato nell interesse di entrambe le parti. In dettaglio, i principali servizi offerti ai soci sono: lo studio e la formulazione di contratti-tipo, il controllo qualitativo delle merci, l istituzione di una Camera Arbitrale e l accertamento dei prezzi.. I contratti-tipo rappresentano uno strumento di tutela per tutti gli operatori che agiscono all interno del mercato. Tali contratti, pur riconoscendo ad entrambe le parti la facoltà di definire le condizioni particolari 14, stabiliscono a priori alcune condizioni generali 15 a cui gli operatori dovranno fare riferimento durante tutto il rapporto di compravendita. Mentre le condizioni generali hanno la funzione di regolare il rapporto di scambio nel suo complesso, le condizioni particolari permettono alle parti di definire nello specifico i peculiari standards contrattuali (tipologia di merce, quantità, qualità, tempo di consegna, prezzo). Al fine di facilitare gli operatori che frequentano altri mercati oltre a quello di Milano, si è giunti tramite opportuni accordi con le Associazioni Granarie di Bologna, Genova, Torino e Verona, all adozione di un testo uniforme delle condizioni dei contratto-tipo, con l obiettivo di agevolare l operatività delle 13 Si fa riferimento ai settori della produzione, della trasformazione, della commercializzazione e della mediazione. 14 Le condizioni particolari che vengono inserite nei contratti-tipo sono: la qualità della merce oggetto della compra-vendita, la quantità, il prezzo, il luogo di consegna, le modalità di consegna, le modalità e i termini di pagamento. 15 Le condizioni generali che vengono trattate nei contratti-tipo sono: le tolleranze e gli abbuoni, il campionamento-analisi, i termini e le disposizioni per l esecuzione del contratto, la mancata osservanza dei termini di esecuzione, il luogo e le modalità di consegna, le modalità e i termini di pagamento, la clausola compromissoria. 16

18 diverse piazze. Il progetto ha portato i suoi effetti positivi permettendo la formulazione di normative uniformi per gli adempimenti contrattuali di qualsiasi operatore. Il controllo qualitativo della merce costituisce un'ulteriore garanzia per la controparte sul buon fine dell'operazione di scambio. Il controllo viene svolto per mezzo di un efficiente Laboratorio Chimico e Microbiologico, dotato di sofisticati apparecchi scientifici che permettono di analizzare i campioni delle merci trattate nell ambito del Mercato cerealicolo italiano ed internazionale. L analisi viene effettuata dietro esplicita richiesta di una delle parti ed i risultati forniti dal Laboratorio, ottenuti nel rispetto delle indicazioni delle metodiche ufficiali riportate sui contratti, divengono elementi determinanti per la soluzione delle controversie. Nel caso in cui si dovesse ravvisare una divergenza tra i valori qualitativi pattuiti e quelli reali si dovrà procedere nell applicazione di abbuoni o sconti sui prezzi originariamente accordati dai contraenti. L efficienza e la professionalità attraverso le quali il Laboratorio svolge il proprio lavoro da circa un secolo, gli hanno permesso di acquisire differenti riconoscimenti in ambito nazionale ed internazionale. L accreditamento SINAL (Sistema Nazionale per l Accreditamento dei Laboratori) che certifica la capacità del Laboratorio nel condurre le analisi nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa UNI CEI EN ISO /IEC A livello estero il Laboratorio vanta l accreditamento della GAFTA (Grain and Freed Trade Association di Londra) per quanto concerne le analisi sui mangimi, semi oleosi, olii e i prodotti per l alimentazione zootecnica e del COI (Consiglio Olivicolo Internazionale con sede a Madrid) per le analisi chimiche su olii di oliva di ogni tipo e provenienza. Infine per garantire un buon livello di trasparenza nell imposizione dei prezzi, ogni martedì alle ore si riunisce una apposita Commissione per redigere il listino prezzi della settimana. La commissione è composta da circa 80 persone, provenienti dai differenti settori di attività ed è presieduta da un funzionario della C.c.i.a.a. di Milano. La riunione si svolge a porte aperte, tutti coloro che si trovano nella Piazza possono partecipare e apportare il proprio contributo. 16 La norma UNI CEI EN ISO/IEC è stata emessa nel novembre del Tale normativa presenta tutti i requisiti che un laboratorio deve possedere per dimostrare di attuare un Sistema di Qualità, di essere tecnicamente competente e di essere in grado di produrre risultati validi. 17

19 Nel momento in cui inizia la seduta tutti i commissari hanno preso posto attorno al tavolo e il Vice presidente chiama uno alla volta il prodotto da quotare. A questo punto chi di competenza propone un prezzo e in base al riscontro che si ottiene in aula viene confermato o meno. Il Segretario in caso di approvazione procede nella registrazione del dato. La seduta dura all incirca quarantacinque minuti, trascorsi i quali gli operatori si accingono ad abbandonare la Borsa per farvi ritorno dopo una settimana. Questo listino verrà diffuso su un apposito sito internet, sul quotidiano economico Il Sole 24ORE del giovedì e sul bollettino settimanale Il Mercato dei Cereali. L Istituto della Camera Arbitrale è stato creato dall Associazione al fine di rendere più rapida e meno onerosa la risoluzione delle controversie che possono insorgere tra le parti durante l attività di scambio. L arbitrato che viene adottato è quello irrituale che permette al sodalizio di procedere nella conciliazione senza la necessità di doversi appellare al complesso sistema giuridico nazionale. Infatti, l irritualità dell arbitrato deriva dal fatto che gli arbitri traggono il loro potere dalle parti contendenti e non dalla legge. Sono gli stessi operatori che conferiscono agli arbitri il mandato di decidere sulla controversia in veste di mandatari amichevoli compositori. I tempi di attesa per venire a conoscenza della decisione adottata dagli arbitri non possono superare i sessanta giorni, con notevole anticipo rispetto ai tempi di attesa dell iter giuridico tradizionale. Allo stesso modo anche l esecuzione del lodo arbitrale deve avvenire entro un massimo di dieci giorni se entrambe le parti risiedono in Italia, altrimenti entro un massimo di trenta giorni. Gli arbitri possono essere scelti unicamente tra i membri dell Associazione e devono essere degli esperti del settore. Nel caso in cui il singolo decidesse di non ottemperare agli obblighi impostigli dalla decisione arbitrale verrà immediatamente escluso dal Mercato dei cereali di Milano e dai mercati di Bologna, Genova, Torino e Verona, in base ad un patto di reciprocità. L intervento della Camera Arbitrale viene sancito dall obbligo per ciascun operatore di inserire nel proprio contratto la clausola compromissoria. 17 Tale 17 L obbligo viene sancito dall art.29 dello Statuto sociale dell Associazione del 1902, in cui si afferma che i soci sono tenuti ad inserire nei loro contratti e nelle conferme dei loro affari una clausola che richiami il Regolamento Arbitrale dell Associazione e impegni i contraenti alla sua osservanza in caso di controversia.. Più volte viene sottolineato tale obbligo; anche nel Regolamento del mercato dei cereali di Milano del 1902 all art.3 si sancisce per quanto concerne il rilascio della tessera di riconoscimento dell Associazione che l Associazione 18

20 clausola impegna le parti a fare riferimento alla Camera Arbitrale per la risoluzione delle controversie che potrebbero insorgere durante l operazione di scambio. L obbligo vige anche nei confronti dei terzi, indipendentemente che siano soci o meno dell associazione, purché abbiano sottoscritto un contrattotipo con un membro della Granaria. BORSA MERCI TELEMATICA ITALIANA S.C.P.A. Non si poteva concludere la presentazione sullo stato dell arte delle Borse Merci in Italia senza parlare della Borsa Merci Telematica Italiana primo esperimento in Italia di creazione di una Borsa Merci telematica. La Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) è una società consortile per azioni sorta il 6 aprile del 2006 in seguito all emanazione del decreto ministeriale n.174, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 maggio del 2006, per gestire in via esclusiva la borsa merci telematica dei prodotti agricoli, agroalimentari e ittici, standardizzati e/o tipici e di qualità italiani, comunitari e extracomunitari. BMTI S.c.p.a. porta a compimento un progetto avviato il 26 gennaio del 2000 da Meteora, ovvero una società per azioni creata da Unioncamere, Infocamere, Unione Regionale Puglia e cinquantasei Camere di Commercio per studiare un sistema più efficiente di rilevazione prezzi e una gestione telematica delle borse merci delle diverse Camere di Commercio. A livello generale la formazione in Italia di una piattaforma telematica per la contrattazione di determinati prodotti ha lo scopo di favorire nel mercato l incontro delle offerte di acquisto con quelle di vendita. Nello specifico la società intende realizzare una serie di obiettivi quali la regolamentazione dei mercati del settore agricolo, agroalimentare e ittico attualmente privi di un inquadramento normativo ad hoc, offrire un sistema di scambi che sia in grado di garantire la trasparenza nelle quotazioni, fornire informazioni complete ed affidabili riguardo ai prezzi, alle quantità, alle capacità di stoccaggio e ai trend di settore, aumentare la velocità degli scambi rendendo il mercato più liquido ed efficiente, ottimizzare la struttura dei costi e ridurre i rischi lungo tutte le filiere dei mercati, aumentare la visibilità delle proposte e conseguentemente allargare i confini di business degli operatori. Come afferma Paolo Fagiani, direttore dell azienda viticola Tenuta Roveglia nel Bresciano, la Borsa merci telematica attivata nel 2004 a Brescia per le uve da vino rappresenta innanzi tutto una Granaria di Milano, non deve inoltre rilasciare la tessera di riconoscimento: a chi abbia rifiutato di sottoporre ad arbitri amichevoli compositori la risoluzione di controversie sorte in dipendenza di compra-vendite, affari, commissioni, mediazioni e prestazioni. 19

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