La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio

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1 CREDO IN GESÙ CRISTO, IL FIGLIO UNIGENITO DI DIO La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio Incominciamo a sfogliare il Catechismo della Chiesa Cattolica. Ce ne sono tante edizioni. Tra le mani abbiamo quella del Alla pagina 119, dopo il titolo del capitolo, che abbiamo preso in prestito per questa rubrica (Credo in Gesù Cristo, il Figlio Unigenito di Dio), leggiamo: La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio. Buona Novella è la traduzione italiana della parola greca euaggelion, che noi italianizziamo in evangelo, o più semplicemente vangelo. Il Vangelo è dunque una buona notizia, e il Catechismo, da subito, ci aiuta a comprendere quale sia il contenuto di questo notizia e perché sia buona: Dio ha mandato il suo Figlio. Da dove viene questa espressione? Diamo prima un informazione tecnica che ci permetterà di seguire con facilità l esposizione e anche la ricerca personale. I paragrafi in cui è suddiviso il Catechismo sono tutti numerati progressivamente. Qualunque sia l edizione che abbiamo in mano (quindi con probabilità di numeri di pagina differenti), ciò che cerchiamo ha sempre un numero chiaro che lo identifica: quello appunto del paragrafo. Siamo quindi al paragrafo «Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare coloro che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l adozione a figli» (Gal 4,4-5). Ecco la Buona Novella riguardante Gesù Cristo, Figlio di Dio: Dio ha visitato il suo popolo, ha adempiuto le promesse fatte ad Abramo ed alla sua discendenza; ed è andato oltre ogni attesa: ha mandato il suo Figlio prediletto. L inizio di questo paragrafo forse ci sembra un po difficile, soprattutto se abbiamo poca confidenza con la Bibbia. Ma vediamo di capire la sostanza. Prima di tutto, teniamo conto che siamo nel secondo capitolo dell esposizione del Credo. Nel primo, il Catechismo ci ha presentato la figura di Dio Padre. Adesso non ci sembra più così strano l inizio del paragrafo 422. Dopo che abbiamo preso confidenza con Dio Padre, creatore del cielo e della terra (e quindi anche dell uomo), il quale fin dal

2 principio ha voluto stabilire un alleanza con gli uomini, il Catechismo ci presenta ora l opera del Figlio Unigenito: Gesù Cristo. Direte voi, perché non partire dall inizio con Dio Padre? La storia così ci sembra un po confusa. E avete ragione. Ma a parte il fatto che ci vorrebbe troppo tempo per partire dall inizio, in questo momento non è necessario. Dio ha fatto tante cose prima dell apparire di Gesù nel mondo. Ma solo in Gesù si è rivelato personalmente con un volto visibile come il nostro. Possiamo quindi partire con fiducia da Gesù. Il resto si chiarirà strada facendo. Guardiamo le ultime frasi del par. 422: Dio ha visitato il suo popolo ha adempiuto le promesse fatte ad Abramo ed alla sua discendenza ed è andato oltre ogni attesa: ha mandato il suo Figlio prediletto La prima espressione ci viene dal Vangelo di Luca (Lc 1,68), e fa parte del cosiddetto Cantico di Zaccaria, il padre di Giovanni il Battista. Leggiamolo insieme: 68 «Benedetto il Signore, Dio d Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, 69 e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, 70 come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d un tempo: 71 salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. 72 Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, 73 del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, 74 liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, 75 in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. 76 E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, 77 per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. 78 Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall alto, 79 per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell ombra di morte,

3 e dirigere i nostri passi sulla via della pace». Questo canto è come un riassunto dell intervento di Dio nella storia dell uomo ed in particolare del popolo d Israele. In questo canto ritroviamo due personaggi fondamentali, destinatari delle promesse di Dio: Abramo e Davide. Al primo, Dio promette una discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia del mare, al secondo promette che un suo discendente regnerà per sempre sul suo trono. Zaccaria, pieno di gioia per la nascita miracolosa di questo bambino al quale dà il nome di Giovanni, comprende che quello che ha fra le braccia non è solo il frutto del suo amore e l aspirazione più forte del suo cuore, ma è uno strumento specialissimo che Dio stesso si è preparato: E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Giovanni Battista unico fra tutti i profeti d Israele avrà la missione e anche l altissimo onore di mostrare al mondo il Figlio di Dio, che cammina come uomo tra gli uomini, dicendo: Ecco l Agnello di Dio! Ma torniamo all inizio del nostro par. 422: «Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare coloro che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l adozione a figli» Questa espressione così complessa fa parte di una delle numerose lettere che Paolo di Tarso, il più grande evangelizzatore di tutti i tempi, ha scritto ad una delle comunità alle quali aveva annunciato la Buona Notizia. Queste lettere hanno prevalentemente un origine occasionale, servono cioè ad affrontare qualche questione concreta sorta in seno alla comunità appena costituita. Qui Paolo, rivolgendosi ai cristiani della Galazia, una regione al centro dell attuale Turchia, si lamenta con parole molto dure con i suoi amici perché, avendo ricevuto ed accolto l annuncio della salvezza che viene da Gesù, si fanno ricondurre indietro da altre voci. E come se quel cantico di Zaccaria che ci mostra le grandi opere di Dio e la sua fedeltà destinata a manifestarsi come un sole che sorge, i Galati lo vogliano

4 ricomporre all indietro, dimenticando che quel sole è già sorto e risplende. Allora, dopo averli rimproverati per bene, li riprende per mano e riannuncia la Buona Novella. Dopo Abramo e Davide, è arrivato il momento in cui Dio stesso vuole guidare il suo popolo in modo visibile, nella persona di Gesù: questa è la pienezza dei tempi, il senso dell opera che Dio ha cominciato con la creazione. Nato da donna, nato sotto la Legge. Queste espressioni significano due realtà fondamentali: Gesù, il Figlio Unigenito di Dio, è vero uomo nato da donna anche se la sua nascita ha caratteristiche uniche e non paragonabili a quelle di nessun uomo. Gesù si è formato nel corpo di Maria, è venuto alla luce come tutti noi ed è quindi partecipe della comune umanità; nato sotto la Legge (di Mosè), significa l appartenenza di Gesù, nella sua umanità, al popolo d Israele, e la subordinazione dell uomo Gesù alla volontà di Dio che nella Legge si è manifestata (pensiamo solo ai Dieci Comandamenti). Ma il grande salto, la Buona Novella che Paolo vuole comunicare ai Galati e a tutti noi, è che Gesù, perfetta immagine del Padre, ci libera dal peccato. La Legge, nella mente di san Paolo, è quella realtà che ci mostra come noi siamo ben lontani dal compiere la volontà di Dio, siamo peccatori. E Gesù ci libera da questo peso, portandoci ad un livello infinitamente più alto e umanamente inimmaginabile: ci rende, Lui che è il Figlio Unigenito di Dio, figli adottivi, cioè simili a Lui e quindi bene accetti di fronte a Dio Padre. Questa è la Buona Novella!

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