VALUTAZIONE DEI RISCHI
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- Lia Di Martino
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1 Il Documento di Valutazione dei Rischi 3.1 CORSO DI FORMAZIONE PER DIRIGENTI SCOLASTICI E PER DIRETTORI DEI SERVIZI GENERALI ED AMMINISTRATIVI
2 VALUTAZIONE DEL RISCHIO CONCETTI E DEFINIZIONI VALUTAZIONE DEI RISCHI Valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell ambito dell organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza (D.Lgs. 81/08, art. 2)
3 VALUTAZIONE DEL RISCHIO CONCETTI E DEFINIZIONI 1. PERICOLO O FATTORE DI RISCHIO (HAZARD) 2. ESPOSIZIONE (EXPOSURE) 3. DANNO (INJURY, DAMAGE) 4. RISCHIO (RISK) CORRELATI TRA LORO NELLA SEQUENZA LOGICO-CRONOLOGICA PERICOLO ESPOSIZIONE DANNO RISCHIO
4 VALUTAZIONE DEL RISCHIO CONCETTI E DEFINIZIONI I FATTORI DI RISCHIO PER LA SICUREZZA (Rischi di natura infortunistica) Strutture Macchine Impianti Elettrici Incendio-esplosioni PER LA SALUTE (Rischi di natura igienico ambientale) Agenti Chimici Agenti Fisici Agenti Biologici PER LA SICUREZZA E LA SALUTE (Rischi trasversali) Organizzazione del lavoro Fattori psicologici Fattori ergonomici
5 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI (DVR) D.Lgs. 81/08, art. 28: oggetto della valutazione Relazione su tutti i rischi, inclusi quelli correlati a stress, differenze di genere, età, provenienza da altri Paesi, precisando i criteri di valutazione Indicazioni delle misure di prevenzione e protezione, compresi DPI Programma delle misure per garantire il miglioramento nel tempo della sicurezza Individuazione delle procedure e dei ruoli aziendali per l attuazione delle misure Indicazione dell organigramma aziendale della sicurezza Individuazione delle mansioni che espongono a rischi specifici, che richiedono competenze ed esperienza specifiche
6 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI (DVR) D.Lgs. 81/08, art. 29: modalità di effettuazione della valutazione A cura del datore di lavoro, con la collaborazione del RSPP e del MC, previa consultazione del RLS Aggiornamento in occasione di modifiche del processo produttivo o dell organizzazione del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, o a seguito di infortuni significativi o dei risultati della sorveglianza sanitaria
7 CONTENUTI Criteri e procedure di valutazione Oggetto della valutazione: ambiti, mansioni, attività Individuazione e quantificazione dei rischi Misure di prevenzione Priorità e tempistica degli interventi di miglioramento Soggetti coinvolti nella valutazione Definizione di un sistema per il controllo dell efficienza e dell efficacia nel tempo delle misure adottate - Piano di riesame - Raccolta documentazione
8 TECNICHE E STRUMENTI INFORMATIVI misure strumentali (rumore, polveri, solventi) registri acquisto o scarico osservazione delle lavorazioni (tempo di esposizione e numero di esposti, disponibilità e utilizzo di misure di protezione, comportamenti lavorativi) interviste ai lavoratori (percezione dei rischi) registro infortuni e relazione sanitaria (probabilità e gravità del danno) schede tecniche di sicurezza dei prodotti manuale d istruzione e d uso di macchine ed impianti
9 RIFERIMENTI LINEE GUIDA Regionali Coordinamento Tecnico Regioni Norme Comunitarie Circolari Ministeriali ISPESL / INAIL / ISS Comitati Paritetici, Enti di Certificazione Organismi Internazionali (Es. ACGIH, OSHA, NIOSH) Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro
10 RIFERIMENTI PER L IDENTIFICAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO LEGISLAZIONE (D.Lgs. 81/08) LINEE GUIDA (Nazionali, Regionali, ISPESL, ecc) NORME TECNICHE (UNI EN) STATISTICHE/ANALISI DI COMPARTO (SPISAL, INAIL, ISPESL) DATI BIBLIOGRAFICO/SCIENTIFICI (SIMLII, ACGIH, OSHA, ecc.)
11 Comprende la valutazione delle attività DVR DINAMICO Aggiornato in tempo reale
12 CRITERI PROCEDURALI INDIVIDUAZIONE DEI RISCHI DI ESPOSIZIONE ELENCO dei fattori di rischio CONFRONTO con entità (concentrazione, intensità) tempo esposizione misure di sicurezza attuate RISULTATO rischio residuo = reale rischio cui è soggetto il lavoratore
13 VALORE DEL RISCHIO R = P X G P = PROBABILITÀ G = GRAVITÀ
14 GRIGLIA DI LETTURA non significativo moderato non moderato probabilità grave danno
15 INDIVIDUAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Correlazione tra valore del rischio ed azioni da intraprendere R > 8 Azioni correttive indilazionabili R R R = 1 Azioni correttive necessarie da programmare con urgenza Azioni correttive/migliorative da programmare nel breve-medio termine Azioni migliorative da programmare nel medio-lungo termine Definire
16 INDIVIDUAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE RISCHI PER LA SICUREZZA Strutture attrezzature Impianti elettrici Sostanze pericolose Incendio-esplosioni RISCHI PER LA SALUTE Agenti chimici Agenti fisici Agenti biologici RISCHI DI TIPO ORGANIZZATIVO Organizzazione del lavoro Fattori psicologici Fattori ergonomici Condizioni di lavoro Sup. antisdrucciolo Ripari Segregazione Sostituzione Separazione Circuito a ciclo chiuso Insonorizzazione dei macchinari Vaccinazione Definire delle procedure Preparazione postazione di lavoro Adeguato rapporto Uomo / Lavoro Scarpe Occhiali Salvavita Grembiule Estintori Aspirazioni localizzate Tappi auricolari Stivali Schermi
17 PREVENZIONE CONCETTI E DEFINIZIONI PREVENZIONE PRIMARIA Eliminare le cause di rischio alla fonte o, se ciò non è possibile, ridurne la portata in modo che il potenziale danno non abbia a verificarsi o sia comunque meno grave e rilevante
18 PREVENZIONE CONCETTI E DEFINIZIONI PREVENZIONE SECONDARIA Individuare in fase molto precoce, subclinica o preclinica, eventuali alterazioni dello stato di salute, per consentire di prendere provvedimenti che evitino l insorgere della malattia conclamata.
19 INTERVENTI DI PREVENZIONE PRIMARIA (esempio relativo ad inquinanti aerodispersi) Eliminazione sostanza nociva Interventi alla sorgente Modifica processo produttivo Modifica impianto Modifica organizz. del lavoro Manutenzione Pulizia Controllo ritmi produttivi
20 INTERVENTI DI PREVENZIONE PRIMARIA (esempio relativo ad inquinanti aerodispersi) Aspirazione localizzata Interventi sulla propagazione Ventilazione generale Modifica organizz. lavoro Spazio Lay-out
21 INTERVENTI DI PREVENZIONE SECONDARIA SORVEGLIANZA SANITARIA per gli esposti a fattori di rischio professionali
22 INTERVENTI DI PROTEZIONE (collettiva e individuale) (esempio relativo ad inquinanti aerodispersi) Dispositivi di protezione individuale Interventi sull uomo Chiusura in cabina Modifica organizz. lavoro Riduzione tempo di esposizione Informazione
23 ASPETTI GESTIONALI PROGRAMMA DELLE MISURE PER MIGLIORARE LA SICUREZZA DESCRIZIONE DELLA MISURA DA ATTUARE ENTRO IL MISURA TEMPORANEA SOSTITUTIVA RESPONSABILE DATA VERIFICHE
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