LA SICUREZZA. in ogni ambito di vita e di lavoro. Un fatto individuale e collettivo

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1 LA SICUREZZA in ogni ambito di vita e di lavoro Un fatto individuale e collettivo

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5 DATI SUL DISAGIO GIOVANILE Nell affrontare il tema della sicurezza, non bisogna mai dimenticare che la questione riguarda tutti gli ambiti di vita e di lavoro, come dicono le disposizioni di legge in più occasioni. Si rende opportuna un osservazione di fondo: la sicurezza, nell accezione più ampia del termine, è innanzitutto un fatto di cultura. Partiamo da alcuni dati forniti da D. Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, in merito al disagio giovanile (anno 2001). - Situazione delle scuole nel Sud: il 30% dei bambini non fa attività motorie obbligatorie, perché manca il 50% delle palestre. - Nel 1973 si registra la prima morte per overdose di eroina in Italia. - Il primo morto a causa dell ecstasi risale al 1991 (Mestre). - Fino al 2001 i morti per droga in Italia sono oltre Un dato preoccupante e poco noto riguarda i morti per abuso di alcool, che nel 1998 sono stati oltre (in forte aumento tra i giovani e le casalinghe che non svolgono un lavoro esterno). - Per quanto riguarda l istruzione pubblica, i dati sono altrettanto preoccupanti: ogni anno in Italia bambini non concludono le elementari: abbandonano le medie; abbandonano le superiori; solo il 5% di iscritti all Università arriva alla laurea negli anni di corso.

6 DATI GENERALI SULLA SICUREZZA 3 milioni di infortuni all anno tra le pareti domestiche; morti per incidenti stradali, di cui sono giovani sotto i 30 anni (prima causa di morte tra i giovani); sempre in seguito ad incidenti stradali, mediamente ogni anno, si registrano invalidi e feriti.

7 CARATTERISTICHE DELL INFORTUNIO L infortunio si verifica in modo: IMPROVVISO VIOLENTO RAPIDO La velocità con cui si verifica l evento dannoso è di molto maggiore rispetto ai centesimi di secondo che sono normalmente necessari al completamento del circuito segnale recepimento degli organi di senso invio ai centri nervosi centrali riconoscimento e valutazione del segnale elaborazione risposta messaggio agli organi motori periferici esecuzione della reazione.

8 RICORDARSI SEMPRE CHE IL LAVORATORE E AL TEMPO STESSO OBIETTIVO E DELLA TUTELA STRUMENTO

9 LA PREVENZIONE SI REALIZZA ATTRAVERSO FORMAZIONE INFORMAZIONE CONSULTAZIONE OBBLIGHI DI LEGGE (D.Lgs. n. 81/2008) PARTECIPAZIONE SENSIBILIZZAZIONE COMPORTAMENTO ESEMPIO

10 LE FIGURE DELLA SICUREZZA LAVORATORE PREPOSTO DIRIGENTE DATORE DI LAVORO R.S.P.P. (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione) ADDETTI ALLA SICUREZZA ADDETTI ALL EMERGENZA R.L.S. (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) MEDICO COMPETENTE

11 RESPONSABILITA LE RESPONSABILITA, AI VARI LIVELLI DI COMPETENZA, DEVONO ESSERE ATTRIBUITE IN MODO: CHIARO FORMALIZZATO DIMOSTRABILE

12 PRINCIPIO DELLA DELEGA SI DELEGANO DELLE MANSIONI, MAI DELLE RESPONSABILITA : INFATTI, COLUI CHE DELEGA, SI ASSUME SUBITO DUE RESPONSABILITA : IN ELIGENDO (INDIVIDUAZIONE DELLA PERSONA GIUSTA E QUALIFICATA PER SVOLGERE UN DETERMINATO RUOLO) IN VIGILANDO (VERIFICA PERIODICA DELL OPERATO DEL DELEGATO). UNA DELEGA, PER ESSERE VALIDA, DEVE EVIDENZIARE SEMPRE E CONGIUNTAMENTE 3 REQUISITI FONDAMENTALI: COMPETENZA SPECIFICA AUTONOMIA, ANCHE FINANZIARIA POTERE DECISIONALE

13 RESPONSABILITA PENALI I CANONI DELLA COLPA, CHE FANNO ATTRIBUIRE LA RESPONSABILITA SPECIFICA, SONO: NEGLIGENZA IMPRUDENZA IMPERIZIA

14 PREVENZIONE SI PENSA SI ORGANIZZA SI ATTUA SI COORDINA a vari livelli e in varie forme: TECNICA FORMATIVA INFORMATIVA SANITARIA COLLETTIVA INDIVIDUALE ORGANIZZATIVA PROCEDURALE GESTIONALE

15 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (D.P.I.) LA SIGLA D.P.I. INDICA, A LIVELLO EUROPEO, TUTTI I DISPOSITIVI CHE DEVONO ESSERE INDOSSATI DAL LAVORATORE, PER RIDURRE L ESPOSIZIONE AL RISCHIO SPECIFICO I D.P.I. DEVONO PRESENTARE TRE CARATTERISTICHE FONDAMENTALI, CIOE DEVONO ESSERE: IDONEI misure adatte al singolo lavoratore ADEGUATI al rischio specifico APPROPRIATI prodotti e confezionati in modo da risultare adatti per lo specifico lavoro Occorre, comunque, sempre privilegiare i provvedimenti di natura tecnica ed organizzativa (per eliminare o ridurre il rischio alla fonte) e, solo dopo, per il rischio residuo, ricorrere all uso dei D.P.I. adatti.

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