MOSTRA SUL QUARTIERE DI PRIMAVALLE Marzo 2007 Biblioteca Itis A. Einstein Roma

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1 Commissione Biblioteca I.T.I.S. Albert Einstein Roma in collaborazione con la Biblioteca Comunale Franco Basaglia di Roma MOSTRA SUL QUARTIERE DI PRIMAVALLE Marzo 2007 Biblioteca Itis A. Einstein Roma Prefazione del curatore della mostra...2 Prefazione della Commissione Biblioteca del ITIS A. Einstein Roma...2 Elenco dei testi...3 Fonti della mostra...17 Bibliografia consigliata...17 Elenco delle foto...18

2 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 2 DI 20 Prefazione del curatore della mostra La mostra Primavalle I percorsi della memoria è una mostra fotografica e documentaria sul quartiere di Primavalle, a cura della Biblioteca Comunale Franco Basaglia di Roma. La mostra completa si compone di 150 pannelli formato A3, di testi scritti (circa 70) e di foto (più di 200). Attraverso foto, testimonianze, articoli di giornale, storie di vita e altro materiale, si ripercorre la storia del quartiere che per certi versi è straordinaria nel panorama della periferia romana. Un quartiere che ha rappresentato quasi un laboratorio di idee, di riflessione politica e di esperienze concrete di solidarietà, sia all interno della sinistra storica sia per il mondo cattolico. Il percorso comprende le origini e la storia recente, i più importanti fatti di cronaca, le impressioni e le suggestioni di grandi intellettuali e uomini di fede, da Pier Paolo Pisolini a Curzio Malaparte, da Pietro Ingrao a Luchino Visconti e Roberto Rossellini, da Giovanni Battista Montini a Don Calabria. I testi sono stati redatti da Aldo Coccia della Biblioteca Franco Basaglia. Le circa 200 foto sono state donate da alcune famiglie del quartiere, da eccezione delle prime 50, che sono state donate alla Biblioteca dalla vedova del professor Corsara che alla fine degli anni 90 fece con i suoi alunni della scuola Don Morosini un lavoro sulla memoria del quartiere. Prefazione della Commissione Biblioteca del ITIS A. Einstein Roma Il discorso di Benito Mussolini del 31 dicembre 1925 sancisce ufficialmente l inizio della politica fascista di sventramento del centro storico per avviare la città verso la costruzione della terza Roma.Primavalle nasce dal trasferimento di abitanti delle zone della città interessate dal piano urbanistico Guidi del 1931.Già nel 1938 furono inaugurati i primi 20 edifici. Gli isolati si distinguono con il nome di LOTTI. La tipologia di abitazione è di tipo popolare. Il quartiere, 27 esimo dei 35 quartieri di Roma, ha vissuto tutte le tensioni che hanno percorso la vita nazionale dalla uccisione di Giuseppe Tanas durante lo sciopero della fame del 1947 passando per la morte dei fratelli Mattei nel 1973 e l uccisione di Mario Salvi ad opera della polizia durante degli scontri di piazza nel Negli anni 80 e 90 il quartiere è stato più volte visitato da Giovanni Paolo II. La mostra si compone di 5 pannelli, di 30 foto e 26 testi accogliendo solo una parte di quella organizzata presso la Biblioteca Franco Basaglia di Via Borromeo-Roma. Abbiamo cercato, per quanto ce lo consentiva lo di spazio e di brevità della visita prevista per ciascuna classe, di ripercorre momenti storici salienti della vita del quartiere che ospita il nostro istituto. Un ringraziamento particolare va al curatore della mostra Sig. Aldo Coccia con il quale collaboriamo proficuamente da molti anni. Inoltre un grazie a tutti quei colleghi (docenti e non) che hanno reso possibile: la visita, la collaborazione degli studenti all allestimento della mostra e allo sviluppo del progetto che pubblichiamo sul web intranet e internet dell istituto anche a beneficoi di coloro i quali non hanno potuto visitarla.

3 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 3 DI 20 Elenco dei testi STORIA E CRONACA GLI INIZI Primavalle zona di guerra 4 Gli sventramenti del Centro storico di Roma 5 Le tappe degli sventramenti 5 TESTIMONIANZE La vita di Primavalle negli anni 30 6 STORIA E CRONACA DAGLI ANNI 50 La vita nelle borgate 6 Le casette minime 7 I nuovi lotti 8 Tempi duri dopo la guerra : il caso Tanas 8 Focolai di rivolta per la casa a Primavalle 9 Il rogo di Primavalle 9 La Cerboni prima scuola del quartiere 10 Primavalle : profilo socio-demografico 11 Primavalle terra di Missione per la Chiesa 12 Giovanni Paolo II a Primavalle 13 Il collegino Don Calabria 14 TESTIMONIANZE Vita di Borgata: ricordi 14 Alla scoperta del nostro quartiere :gli alunni raccontano 16

4 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 4 DI 20 STORIA E CRONACA GLI INIZI Primavalle zona di guerra Nel fondamentale volume di Lorenzo di Agostini e Roberto Eorti, Il sole è sorto a Roma (ANPI, 1965), a pag. 115, si ricorda: (..) Il gruppo dei trenta prigionieri sovietici fuggiti da Monterotondo e convogliati a Roma, dopo una nottata di marcia forzata attraverso i campi e le paludi, si nascosero nella tenuta Valchetta-Cartoni a Prima Porta. In seguito, alla spicciolata, sempre guidati dai patrioti italiani, si spostarono verso la Via Aurelia, dove operavano i partigiani della banda Demetrio diretta da Augusto Dominicis del movimento di Bandiera Rossa e composta da una quarantina di elementi residenti nella borgata di Primavalle e Forte Boccea. I russi vennero ospitati dalle famiglie operaie della borgata. Altri russi, undici, poi partigiani a fianco degli italiani, trovarono rifugio nell abitazione dei genitori del comandante garibaldino Antonio Leoni, alla borgata-ottavia: Sabatino ed Angelina Leoni. Anche il primo volume dell Enciclopedia della Resistenza ricorda la banda Demetrio come gruppo operante a Primavalle. Nell appendice 4 de. Il sole è sorto a Roma, si ricorda, senza nominarlo un caduto di tale banda: e la si addita quale banda gappista. I GAP (Gruppi d Azione Patriottica) consistevano in gruppi d assalto per azioni rapide ed erano costituiti da elementi di vara estrazione politica anche se la maggior parte di caduti militava nel PCI e in Bandiera Rossa. Dichiarare quindi che tale banda operante a Primavalle appartenesse a Bandiera Rossa ed ai GAP non è contraddittorio, anzi spiega perché nell epigrafe di San Zaccaria Papa compaiono personalità politiche così eterogenee. Nella stessa appendice compare un documento stilato dal Comandante dei GAP Garibaldi del IV settore della I^ zona, il predetto Antonio Leoni, ed inviato al Centro militare del PCI. Tale zona d operazionicomprendeva Monte Mario, Primavalle, Ottavia, Isola Farnese, Cesano. Vengano elencate azioni contro unità tedesche e fasciste nella zona anzidetta. Alla data Primi giorni di Seftembre 1943 si legge: Si svolgono una serie di riunioni e di incontri tra gruppi di comunisti residenti a M. Mario Ottavia-Primavalle. Le riunioni sono presiedute dai compagni Molimari Pompiliio, Roberto Forti [l autore del libro?] Marini Donato Alla data 3-4 Ottobre 1943 si cercano contatti per creare un CLN locale e comitato di coordinamento. Tale CLN zonale probabilmente apporrà, a guerra ultimata, l epigrafe di San Zaccaria Papa. Se tale ipotesi è giusta i caduti ricordati sono tutti della borgata. Alla data Maggio-4 Giugno 1944 si prepara un piano d attacco suddividendo il territorio in tre zone: la zona B comprende Monte Mario, Torrevecchia, Nebbia e Primavalle. L insurrezione avrebbe avuto luogo a partire proprio da tale zona quando, fra il 3 e 4 giugno giunse la notizia dell arrivo degli alleati venne sferrato l attacco: nei combattimenti, probabilmente, caddero, tra gli altri, Saverio Safina e il bambino Claudio Amati. Un altra vittima innocente dei combattimenti fu il settenne Carrettucci, morto nella zona di M. Arsiccio sotto un cannoneggiamento tedesco. Si dà, inoltre, conto, in tale documento; di un Istituto religioso di Via della Pineta Sacchetti requisito dai tedeschi per farne deposito di viveri: tale Istituto era probabilmente il Don Calabria, al numero 105.

5 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 5 DI 20 Gli sventramenti del centro storico di Roma "(..) tra cinque anni Roma dovrà apparire meravigliosa a tutte,le genti del mondo: vasta, ordinata, potente come ai tempi del primo impero di Augusto. Voi continuerete a liberare il tronco della grande quercia da tutto ciò, che ancora _lo intralcia. Farete dei varchi intorno at teatro Marcello al " Campidoglio,al Pantheon; tutto ciò che vi crebbe attorno nei secoli della decadenza deve scomparire. Entro cinque anni da piazza Colonna per un grande varco deve, essere visibile la mole del Pantheon. Voi libererete anche dalle costruzioni parassitarie i templi maestosi della Roma Cristiana. I monumenti millenari della nostra storia debbono giganteggiare nella necessaria solitudine (..) Dal discorso pronunciato da Benito Mussolini il 31 dicembre 1925 in occasione dell'insediamento del primo governatore di Roma, Filippo Cremonesi. Il discorso di Benito Mussolini sancisce ufficialmente l'inizio della politica degli sventramenti fascisti ed indicano, anche materialmente, gli obiettivi verso i quali dovranno tendere g1i urbanisti per riorganizzare il centro storico secondo la mistica della "terza Roma". In ossequio alla volontà del regime Roma ebbe un volto "imperiale": interi rioni vennero demoliti affinchè i ruderi "giganteggiassero" nel deserto, altri furono sventrati per far posto a strade da parata, altri ancora furono manomessi per riportare alla luce miseri resti di una grandezza ormai passata. Le case medioevali e rinascimentali furono spazzate via con i loro abitanti, che si videro costretti ad abbandonare il proprio lavoro, le proprie relazioni, il proprio ambiente per andare a vivere in una miserabile periferia dove l'istituto Fascista Autonomo per le Case Popolari allestiva le borgate. Le tappe degli sventramenti 1924 Demolizione delle case comprese tra la salita del Grillo e il monumento a Vittorio Emanuele II (nel rione Monti- Campitelli) ; 1925 Demolizioni degli edifici nella zona compresa tra il Tevere e l'arco di Giano; Demolizioni nei quartieri Ponte, Parione. e Regola; 1926 Demolizioni delle case a ridosso del teatro di Marcello; 1927 Demolizione della zona compresa tra Corso Vittorio, via San Nicola dè Cesarini, via Florida e via Torre Arqentina; 1928 Inizio dei lavori di demolizione delle case comprese tra piazza Ara Coeli ed il teatro di Marcello; furono tra l'altro distrutte le chiese di Santa Orsola e di Sant'Andrea in Vincis; 1929 Demolizioni degli manufatti tra piazza Ara Coeli e piazza San Marco; 1930 Si riporta alla luce il Foro di Nerva,con la demolizione delle case; 1932 Decreto per radere al suolo la zona compresa tra il Corso, via della Frezza, via Tomacelli ed il Tevere; Mussolini in persona darà il 22 ottobre 1934 il primo colpo di piccone Inizio delle demolizioni delle case intorno a Piazza San Apollinare e a piazza Sant'Andrea della Valle; demolizione della torre di monte Brianzo, il collegio Clementino e la chiesa di San Gregorio dei muratori Inizio della demolizione della spina di Borgo; 1938 Allargamento di via delle Botteghe Oscure per collegare piazza Venezia (il centro della "terza Roma") con piazza Argentina e Corso Vittorio Emanuele II; inizio dello sventramento di via Giulia.

6 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 6 DI 20 TESTIMONIANZE La vita a Primavalle negli anni 30 Per ordine dell ispettore Balilla ho iniziato oggi un corso serale per adulti analfabeti.numerose sono le adesioni dei giovani che si dimostrano animati da buona volontà.ma il corso non inizi con lieti auspici a causa della mancanza di luce elettrica. La mancanza della luce obbliga l uso dei lumi a petrolio L ambiente che frequenta la scuola è, nella massima parte, per non dire nella totalità, formato dagli esseri più disgraziati della vita, senza terra e senza lavoro ( )I poverissimi della mia scuola dormono al Dormitorio e vivono di carità. Prima necessità, quindi primo mio dovere è quello di conoscere, contemporaneamente alle bambine, le loro famiglie. Sapere le più bisognose e quelle che, pur poverissime, hanno cura delle bambine (Giornali di Classe della scuola Umberto Cerboni, anno 1937 e 1938, riportati nella tesi di laurea di M. Barbara Vari, Origini e sviluppò. di una borgata romana.primavalle,a.a. 2001) STORIA E CRONACA DAGLI ANNI 50 La vita nelle Borgate "( ) le case non hanno acqua e gabinetti: questi ultimi e le fontane (che debbono servire anche come lavato sono sparsi nella zona e debbono servire ad un determinato numero di abitazioni le costruzioni fabbricate con la massima fretta ed economia, sono deteriorate dall'uso e dal tempo; i tetti non riescono ad impedire che l'acqua filtri nei locali sottostanti generando, un'umidità funesta accresciuta dall'acqua che affiora dal pavimento, data la mancanza di vespai che trasuda dai muri e rende tutto madido: gli oggetti domestici le lenzuola dei letti.. non si vede un albero, né un ciuffo verde... ogni tanto, nelle vie laterali si innalzano casotti in cemento a base quadrata, di pochi metri di lato: sono i 25 gabinetti a disposizione di una popolazione di più di 5000 persone; in ciascun lato presentano aperture prive del tutto di porte o chiuse da ripari di lamiera: la sporcizia di questi locali è indescrivibile, per il fatto che sono di tutti e di nessuno e vengono quindi raramente puliti.. manca un mercato... manca anche una farmacia ed un ufficio postale, come pure una macelleria, di cui per altro, gli abitanti date le loro condizioni economiche non sentono una grande mancanza (...) (tratto da li Atti della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla miseria relativa alla borgata Gordiani, citato da I. Insolera in Roma Moderna) (..) la maggior parte dei deportati nelle borgate viveva precedentemente esercitando un piccolo, modesto artigianato a servizio della città dentro cui abitavano: trasportati fuori dalla città venne loro a mancare la clientela e con essa la fonte del poco lavoro. Né potevano sostituirla nella borgata dove tutti gli abitanti erano egualmente indigenti e i loro bisogni ridotti necessariamente al minimo. Le borgate potevano vivere solo in forza di fonti di lavoro a loro esterne; in una città industriale avrebbero potuto servire le industrie, ma in una città borghese era solo la città stessa con le sue complesse relazioni e necessità che poteva offrire lavoro e guadagni: Rotto perciò il rapporto con la città il rapporto con i ceti datori di lavoro e consumatori di beni prodotti, le borgate non potevano diventare che acquartieramenti di povera gente appartenente tutta allo stesso ceto. La vita nelle borgate fu più dura che nei vecchi quartieri: chi aveva potuto conservare un lavoro in città come tramviere o netturbino, come usciere o lavandaia doveva percorrere adesso una decina di chilometri per arrivare al lavoro.mentre le possibilità di guadagno diminuivano, il costo di ogni lavoro aumentava dell'indispensabile mezzo di trasporto: l'autobus dell'atac con corse ad orario, dall'alba alle prime ore della sera. Le disagevoli comunicazioni rendevano impossibile la partecipazione degli abitanti delle borgate alla vita intera della città... /I (tratto da: ltalo lnsolera, Roma Moderna, Torino, 1962)

7 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 7 DI 20 Le casette minime Il 29 novembre 1976 inizia l'abbattimento delle "casette minime" di Via Campeggi (ex Via Ascalesi). Il livello di vita nelle "casette" è al limite della sopravvivenza, Una pubblicazione dello IACP dell'epoca, Bilancio 1971, così descrive la situazione: Lotto 7: " Anno di costruzione 1939 ( ) Totale complessivo dei vani 151. ( ) Fitto medio a vano. al mese L Su questo lotto insistono 38 casette a schiera ad un piano; quasi tutte hanno in dotazione un piccolo orticello. Gli appartamenti sono di 1 o 2 stanze; è inutile far rilevare ancora una volta le condizioni disumane di vita a cui sono costrette le famiglie numerose di 6, 8, 10, 11 componenti. Da informazioni del Comitato di lotta per la casa: 83% operai, 2% piccoli commercianti, 5% disoccupati, 10% pensionati. L'acqua, a cassone, è insufficiente, il riscaldamento manca completamente; ci sono 10 lavatoi ( )." Lotto 15: "Gli edifici che insistono sul lotto sono stati realizzati in due tempi: quelli dal 1 al 12 nel 1939, gli edifici 14, 15, 16 nel 1957, con la legge 640, costruzioni malsane. ( ) Da informazioni,del Comitato di lotta per la casa: 50% operai: 10% impiegati: 40% disoccupati. L'affitto che va da un minimo di L ad un massimo di L mensili non viene pagato dal 12% degli inquilini occupanti. Negli edifici costruiti nel '39 si registrano assurde condizioni di sovraffollamento; gli alloggi sono tutti di 1 o 2 stanze utili mentre ci sono ben 12 famiglie di 6 componenti, 8 famiglie di 7, 5 famiglie di 8, 1 famiglia di fabbricati su 12 sono casette ad un piano, realizzati con criteri di economia ancora più restrittivi di quelli adottati in altre realizzazioni." Lotto 16: "Anno di costruzione (...)Totale complessivo dei vani 164. Le 76 casette ad un piano hanno alloggi di una o due stanze. Notare la distribuzione interna dell'alloggio degli edifici quadrifamiliari; alla seconda stanza si arriva solo attraversando la prima stanza, che perde così ogni possibilità di utilizzazione indipendente, il wc ha dimensioni talmente ridotte che in esso possono trovare spazio solo un lavandino ed un water. In alloggi sfatti ancora oggi convivono 7, 8, 9, 10, 11 persone!.da informazioni del Comitato di lotta per la, casa: 70% operai: 5% impiegati: 25% piccoli commercianti od occupati in lavori saltuari L'acqua è a cassone; ci sono stenditoi all'aperto ed un lavatoio. Con la quasi contemporanea costruzione degli edifici popolari di Via S. Igino Papa si vuole risolvere un altro drammatico problema, quello di tutte le famiglie abitanti in alloggi impropri (scantinati, ex lavatoi ), in condizioni igieniche e di vita spesso inaccettabili. Si tratta dei frutti di una lotta coraggiosamente portata avanti dagli abitanti del quartiere e parte di tutte le forze politiche democratiche che ha portato, in quegli anni in particolare a discussioni sulle decisioni da prendere per riqualificare la borgata. Purtroppo molti dei provvedimenti auspicati in questo senso non sono stati ancora realizzati. (da " Primavalle. I percorsi della Memoria, catalogo fotografico curato da Valerio Corsara e realizzato insieme agli alunni del IPC "Don Morosini" di Roma)

8 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 8 DI 20 I nuovi lotti Il problema delle casa e delle condizioni igienico-sanitarie della borgata restano irrisolti, anche dopo la costruzione dei nuovi lotti 28, 29 e 30, alla fine degli anni '60. Da documento del "Comitato di Iotta per la casa del 72: " (Il Lotto 28, ndr) La sua veste edilizia è migliore di quella degli altri lotti sia come estetica e come materiale; ma esso si trova sulla marrana scoperta, e ciò pregiudica le sue condizioni abitabilità. Inoltre, dietro di esso si trova una stradina sterrata antistante una scarpata che viene utilizzata per lo scarico abusivo dei rifiuti e che, per la sua posizione durante le giornate di pioggia, si trasforma in un fiume di fango maleodorante. Ospita circa 900 persone, di cui il 10% pensionati 11% impiegati, 36% opera il 43% disoccupati. Fra questi ultimi si trovano molti ladri di professione ben conosciuti nel/a zona... L'affitto varia da a mensili, cifra senz'altro molto elevata... infatti esso non viene pagato da circa il 40% degli abitanti (...). (Il Lotto 29, ndr) Questo lotto, tra quelli edificati sulla marrana è il più vicino al fiumiciattolo maleodorante ed infestato dalle zanzare, e gli abitanti si lamentano giustamente di questa vicinanza. Ci sono state anche alcune malattie infantili dovute all'ambiente- malsano che circonda le famiglie. Inoltre, l'adiacenza della marrana provoca spesso l'intasamento delle fognature. E' capitato nel corso dell intervista di trovare un appartamento allagato per questa ragione. Gli abitanti sono circa 900, di cui il 60% operai, il 10% impiegati, il 30% disoccupati dedicati ad illecite attività L'affitto varia da a lire mensili. In questo lotto si registra la più alta percentuale di morosità; il 90% degli abitanti non paga l'affitto (...). (Il Lotto 30, ndr) Anch'esso In adiacenza della marrana scoperta. Si ripetono dunque per esso le stesse considerazioni del lotto precedente. Gli abitanti sono circa 400 di cui 4% impiegati, 80% operai, 16% disoccupati. L'affitto varia da a lire mensili. Esso non è generalmente pagato secondo tali somme, bensì a forfait, mediante invio di vaglia oppure non viene pagato affatto". ( Ipotesi di ristrutturazione della Borgata di Primavalle a Roma uno studio condotto da Franca Bossalino, Fabrizio Bruno, Grazia Michetti e Piero Ostilio Rossi dell'istituto di Edilizia della Facoltà di Architettura dell'università di Roma, negli anni 70). TESTIMONIANZE Tempi duri dopo la guerra: il caso Tanas Parte da lontano la storia del nome Tanas. Dai tempi difficili dell Italia del 47 (...) Era scoppiata la guerra fredda e storie di quotidiane ribellioni tornavano a intrecciarsi con le voci di tanta gente in lotta per il pane e il lavoro. La voglia di normalità si faceva sentire ma erano le brutte notizie a riunificare la nazione. L Unità, 10 lire il foglio, pubblicava, in taglio basso, foto di ragazzini riccioluti in lizza per il concorso de il più bel bambino mentre il titolo su nove colonne raccontava dei braccianti uccisi a Gravina o dell insurrezione a Milano contro la destituzione del prefetto Troilo. (...) La situazione - mi ricorda Mario - non era allegra. Nelle borgate romane si viveva male e code fitte ingolfavano gli uffici dell Eca per le 200 lire di sussidio. Si inventarono gli scioperi alla rovescia. I disoccupati, soprattutto edili, mettevano su i cantieri e costruivano loro case, vie e piazze, anticipando gli stanziamenti del governo. Tutto questo movimento arrivò allo sciopero contro la fame indetto per il 5 dicembre. Una settimana dai fatti di Milano. Gli sturmbatalionen di Polito volevano la rivincita. A Torpignattara, a Testaccio e al centro ci furono scontri. A Primavalle ci scappò il morto. La carica è comandata dal tenente Di Dio Fresco di nomina, l ufficiale non ha nervi saldi e contro la folla, davanti al cantiere Cesarini, partono le raffiche di mitra. Un gruppo di ragazzi è colpito. Cesidio Pellegrini e Sergio Santocesareo, di anni 11, rimangono feriti. Giuseppe Tanas figlio di Antonio è colpito in fronte. Ci sono fatti, anche clamorosi, che si disperdono in fretta, consumati tra il vuoto a perdere della tivvù e il fast food di un informazione più veloce del tempo. (...) La memoria popolare crea i miti ma non disdegna di cambiare loro d abito. Venticinque anni dopo a Primavalle il nome Tanas diventa quello d un campo di calcio e della squadra di quartiere. (Testimonianza di Cludio D Aguanno e Paolo detto Tomas, tratto dal sito

9 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 9 DI 20 Focolai di rivolta per la casa a Primavalle Sin dagli inizi degli anni 50 si sviluppano anche a Primavalle episodi di rivolta finalizzati alla soluzione dei problemi più drammatici del quartiere, come la casa, l isolamento, dalla città, le condizioni igienico- sanitarie, la disoccupazione. Il primo clamoroso ed originalissimo episodio di lotta è il cosiddetto sciopero a rovescio nel primo dopoguerra. Molti abitanti della borgata, soprattutto disoccupati iniziano a lavorare per creare una strada che la colleghi con la Pineta Sacchetti.Il lavoro, spontaneamente intrapreso, è protetto dalla popolazione, che subisce frequenti attacchi da parte della polizia. Nonostante ciò il lavoro viene portato a termine e praticamente la pubblica autorità si ritrova costretta a ratificare la nuova via, costruita autonomamente dagli abitanti: E la prima dimostrazione del fatto che a Primavalle ogni cambiamento e ogni miglioramento sarà ottenuto solo attraverso la tenace battaglia della gente. (..) (ndr. Il 5 marzo 1951 gruppi di disoccupati organizzano scioperi alla rovescia in diverse città italiane, consistenti nella manutenzione di strade; manifestazioni simili si svolgono a Roccagorga - Latina Cerignola ( Volterra, Pietrabuona - Pistoia, Primavalle a Roma, Priverno, Pesaro, Pescarese - Aquila; la polizia e i carabinieri caricano i disoccupati provocando centinaia di arresti. In uno di questi episodi accaduto a Primavalle, muore Giuseppe Tanas, un giovane disoccupato della borgata). L impegno politico come soluzione dei problemi della borgata caratterizza Primavalle almeno fino a pochi anni fa. Gli ultimi risultati di una certa rilevanza sono quelli delle lotte per la casa degli anni 70, che vedono protagonisti il Comitato per la casa e tutte le forze politiche democratiche e di sinistra del quartiere. Negli anni settanta vengono demolite le casette minime, che altro non sono se non delle baracchette in muratura. E la prima tappa di un vero e proprio discorso riguardante la riqualificazione di una delle zone volutamente più trascurate della città. Gli abitanti delle case minime vengono alloggiati soprattutto negli edifici popolari di Via Pasquale II, sorti proprio in quegli anni per risolvere questo problema. Il "rogo di Primavalle" Il 16 aprile 1973 nel quartiere di Primavalle, in una palazzina in via Bibbiena, viene appiccato un incendio, all'abitazione di Mario Mattei, segretario della locale sezione del Msi, oggi Alleanza Nazionale. Erano le 3 di notte di 30 anni fa quando una latta di benzina fu rovesciata sull'uscio della casa di Mario Mattei, netturbino di 48 anni, segretario della sezione del Msi di Primavalle. Mario era a letto quando il bagliore delle fiamme investì le stanze, ma non riuscì a raggiungere i suoi ragazzi e si mise in salvo lanciandosi dal balcone. La moglie prese i figli più piccoli e con loro si rifugiò al piano di sopra dove tutti furono immediatamente soccorsi dai pompieri: Altre due ragazze dei Mattei riuscirono a scampare dall'incendio calandosi da un balcone. Intrappolati e senza scampo, Virgilio di 22 anni e Stefano di 10. Impossibile tentare di scappare dalla porta ormai squagliata perché l'epicentro del rogo era proprio 1ì. Senza vedere nulla e con l'acre del fumo nella gola, riuscirono ad arrivare a una finèstra (...)Virgilio arrivava a sporgersi. Drammatiche foto dell'epoca lo ritrassero annerito e col volto già devastato dalle fiamme, mentre si protendeva verso una impossibile salvezza. Stefano, invece, non arrivava al davanzale. I vigili del fuoco li trovarono carbonizzati e abbracciati (da Il Messaggero del l7 aprile 2003)

10 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 10 DI 20 La Cerboni, prima scuola del quartiere Il 137 Circolo Didattico di Roma, conosciuto oggi come XXV Aprile è al centro della Borgata di Primavalle, lungo il suo asse principale rappresentato da Via Federico Borromeo. E sorto come Regia Scuola Elementare U Cerboni nel 1938, come succursale della Scuola Umberto I di Piazza Risorgimento; questo perché molti dei ragazi che hanno iniziatò a frequentarla provenivano dal Rione Borgo. Durante la seconda guerra mondiale una parte dei locali è stata adibita a ricovero per gli sfollati. Inizialmente l edificio si presentava a ferro di cavallo. Negli anni 50 l edificio è stato amplkito, aggiungendo un ala lungo Via Ascalesi. Ciò nonostante, a causa dell alto numero dei ragazzi, c erano doppi e tripli turni. Nel 1952 venne anche costruito il 1 Circolo P. Maffi. Finita la scuola elementare, alcuni continuavano la scuola andando alla media Bramante di Boccea; molti altri si iscrivevano ai corsi professionali per tipografo o falegname del collegino di Via G.B. Sono (la Casa dei Buoni Fanciulli di bon Calabria) o a quelli per sarte nell altro collegino di Via Sant Igino Papa.. Nel 1963 fu abbattuta una parte del vecchio edificio e fu costruito un nuovo edificio prefabbricato destinato a durare pochi anni, ma tuttora funzionante. Nel 1972 la Cerboni era frequentata da più di 2000 alunni e venne decisa la divisione della scuola. L edificio prefabbricato prese il nome di 137 Circolo XXV Aprile ; il vecchio edificio conservò il nome di scuola elementare Cerboni. Nel 1978 le due scuole furono riunificate e diventarono il 137 Circolo XXV Aprile. Anche se per molti resta ancora la Cerboni. Ancora alla fine degli anni 70 la scuola era molto frequentata e solo nel 1980 furono eliminati i doppi turni. (Le notizie sono state ricavate da: Primavalle. Alla scoperta del nostro quartiere, ricerca realizzata nell a. s.1998/1999 dagli alunni delle classi IV e V del 137 Circolo didattico di Roma)

11 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 11 DI 20 Primavalle Profilo socio - demografico La zona di Primavalle - Quartaccio, con un estensione di 392 ettari una popolazione di residenti (anno 2000), costituisce il 3% di territorio ed in essa risiede il 35% della popolazione del XIX Municipio. Questi dati esprimono una densità residenziale molto alta: 163 abitanti per ettaro, rispetto ai 21,27 ab/ha della media romana e ai 13,3 ab/ha del municipio. Confrontando i dati ricavati dal censimento dl 2001 con quelli del decennio precedente si osserva che la popolazione residente nel municipio è aumentata come peso relativo rispetto alla popolazione romana, passando dal,3% del 1991 a 6,6% del 2001, in un quadro complessivo di ecreento della popolazione romano dell 11.4% rispetto allo stesso periodo. La percentuale dei giovani (0-14 anni) tra il 1995 e il 2000 si è mantenuta sostanzialmente stabile, passando dal 11,98% al 12,27% di tutta la popolazione. Anche la presenza di anziani (età da 65 anni e più) si è mantenuta sostanzialmente stabile, rappresentando il 6% di tutta la popolazione del municipio (12341 unità). Primavalle è comunque la zona del municipio in cui risiede il maggior numero di giovani (7642 unità). E da rilevare che la popolazione anziana al di sopra di 75 anni:, (i cosiddetti anziani fragili, considerati a rischio) è passata dal 35,34% al Le famiglie con un solo componente rappresentano il 25,7% del totale delle famiglie (per il territorio romano il valore è pari al 28,4%). Per quanto riguarda la scolarità risulta una disparità nella distribuzione percentuale sul territorio del municipio dei possessori di diploma di laurea: dal 12,3% di tutto il municipio (superiore al valore romano pari al 5%) al 3,9% di Primavalle. La distribuzione percentuale relativa al possesso di diploma di scuola superiore è leggermente inferiore a quella del municipio e della città. E invece più elevato il numero dei possessori del solo titolo studio relativo alla scuola dell obbligo. Al nel municipio sono presenti imprese, (il 14,3% delle imprese presenti sul territorio comunale), delle quali: 4021 imprese artigiane, 4329 attività commerciali e 2516 imprese di produzione e servizi. Dai dati emerge che le imprese di produzione e servizi sono 5 punti percentuali al di sotto dei valori cittadini, le attività commerciali sono in linea con i valori della città ( 1%), mentre l evidente punto di forza sono le attività artigianali: 6 punti percentuali in più del valore cittadino. Gli occupati sono il 36,7% della popolazione, i disoccupati e coloro che sono in cerca di prima occupazione sono il 9,5%, una percentuale superiore a quella del municipio (pari al 8,3%) e quella romana (8,8%). Tra i lavoratori la percentuale maggiore riguardo lavoratori dipendenti, complessivamente il 77,5%, mentre la percentuale degli imprenditori è del 5,9%. Gli indicatori relativi alle condizioni abitative (stanze per abitazione, numero occupanti per abitazione e mq. per abitante) collocano il quartiere in una fascia mediamente disagiata rispetto ai valori rilevati per Roma per il Municipio XIX. Le case di proprietà sono il 5,2%, sostanzialmente in linea con il valore romano anche la percentuale delle famiglie che vive in abitazione a titolo di locazione 33,5% corrisponde alla media cittadina (35,2%). (dati dell Assessorato alle Periferie del Comune di Roma)

12 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 12 DI 20 Primavalle terra di missione per la Chiesa Il quartiere di Primavalle è stato terra di missione, di visite pastorali e di solidarietà per grandi uomini della Chiesa, sin dai primi anni di nascita del quartiere. E l anno Nelle periferie di Roma abita la gente disoccupata, sfollata, povera.. Accogliendo il desiderio di Papa Pio XI di alleviare la miseria e annunciare il. vangelo dello solidarietà, Madre Orsola Ledochòwska, fondatrice della Congregazione delle Suore Orsoline del S.Cuore di Gesù Agonizzante, decide di aprire una casa a Primavalle. Risalgono agli inizi degli anni 30 le visite dell allora Mons. Giovan Battista Montini alle famiglie povere di Primavalle percorreva le strade rurali del quartiere, insieme ai giovani del SanVincenzo. Giovan Battista Montini diventerà Papa con nome di Paolo VI. Nel 1932 don Giovanni Calabria inizia la sua attività pastorale a Roma, inviando quattro suoi confratelli della Congregazione Poveri Servi della divina Provvidenza proprio a Primavalle dove gestiranno la parrocchia e fonderanno il Collegino. Don Calabria sarà santificato il 18 aprile La presenza delle Suore Sacramentine risale- al Esse furono chieste dall Ente Governatoriale di Assistenza (EGA) di Roma, per prestare la loro opera nel dormitorio pubblico, che accoglieva più di 500 persone sfrattate dal centro storico. Papa Giovanni XXIII, il Papa buono, visiterà la Parrocchia Santa Maria Assunta e San Giuseppe il 20 marzo 1960 e la Parrocchia Santa Maria della Salute il 16 marzo del Don Antonio Mazzi, il fondatore di Exodus, inizierà la sua attività tra i giovani emarginati a Primavalle, giocando a pallone agli inizi degli anni 60. E agli inizi degli anni 70 che i giovani della Comunità di Sant Egidio si affacciano per le strade di Primavalle, facendo doposcuola ai bambini, scuola serale per i giovani lavoratori e assistenza agli anziani. Nel 1980 Giovanni Paolo II consegna a Madre Teresa di Calcutta le chiavi di un edificio a Primavalle destinato a diventare la casa di molti bambini abbandonati. Papa Giovanni Paolo II visiterà la Parrocchia di Santa Maria. della Salute il 15 novembre del 1981 e la parrocchia Santa Maria Assunta e San Giuseppe il 16 gennaio Nel 1987 Don Luigi di Liegro fonda la mensa Caritas di Primavalle, presso l Opera bon Calabria.

13 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 13 DI 20 Giovanni Paolo II a Primavalle Il 15 novembre del 1981, Papa Giovanni Paolo II visita la Parrocchia di Santa Maria della Salute a Piazza Capecelatro. Durante la sua visita pastorale, il Papa celebra la messa. Quello che segue è un breve estratto della sua Omelia. Carissimi fedeli, Beato chi cammina nelle vie del Signore (Sal 127,1). Con queste parole della sacra liturgia vi esprimo la mia gioia di trovarmi quest oggi in mezzo a voi, romani del quartiere di Primavalle, e di potervi manifestare personalmente la mia profonda affezione, realizzando così una promessa da me fatta a una vostra rappresentanza nel dicembre dell anno scorso, in occasione della benedizione in Vaticano della immagine della Madonna del vostro Centro sportivo: avevo detto loro che vi sarei venuto a trovare nella vostra sede parrocchiale. Desidero perciò salutare anzitutto il Cardinale Poletti e il Vescovo Ausiliare di questo settore della diocesi di Roma, Monsignor Remigio Ragonesi; il parroco, padre Cosmo di Mambro, che, insieme ai suoi confratelli del Terz Ordine Regolare, dirige questa parrocchia, che ormai da un trentennio è diventata punto di riferimento spirituale e sociale per la popolazione di questa zona. Rivolgo anche un saluto cordiale a quanti lavorano e si prodigano per l annunzio del Vangelo, per la salvezza e la santificazione della anime, e per l aiuto caritatevole a coloro che hanno bisogno di pane e di conforto. In particolare, saluto le Suore Sacramentine di Bergamo, quelle del Preziosissimo Sangue di Monza, e dell Amore di Dio, le Piccole Operaie dei Sacri Cuori e le Figlie della Sapienza, i cui benemeriti Istituti si dedicano fra voi all educazione dei bambini della Scuola materna e dei ragazzi delle Scuole elementari, oppure attendono all accoglienza dei poveri e dei pellegrini saluto altresì i rappresentanti del Consiglio Pastorale, i Catechisti, i vari gruppi di Azione cattolica e di altre Associazioni ecclesiali tra cui sono il gruppo Caritas parrocchiale e quello dell Impegno Missionario, la Corale Canto Sacro, il gruppo Ministranti, come pure quelli delle Acli. della Crociata anti-blasfema, dei Cristiani nella scuola, della Stampa Giovani d Europa e tanti altri. Estendo il mio saluto poi a tutta la grande famiglia parrocchiale, con particolare pensiero verso i bambini che sono il conforto e la speranza della famiglia, i malati e quelle persone anziane che soffrono per le molteplici difficoltà in cui vengono a trovarsi, a causa della malattia e della solitudine. Tutti stringo al mio cuore, nel nome di Cristo e della Vergine santissima della Salute, vostra celeste Protettrice. Beato l uomo che teme il Signore (Sal 127,4). Nella liturgia dell odierna XXXIII domenica per annum, che ci prepara all Avvento, ormai vicino, la Chiesa ci richiama a un vigile e dinamico impiego dei talenti che il Signore ha affidato a ciascuno di noi e ad essere generosi nella corrispondenza alle grazie e ai doni che Egli ci destina. Non sono degni del Signore, perciò, quella comunità o quel singolo individuo che, per paura di compromettersi, si rinchiudono in se stessi e si alienano dalla realtà di questo mondo. (.) Ma qual è il significato di questi talenti evangelici? (..) In questo quartiere di Primavalle, per esempio, si tratta di operare per trasformare sempre maggiormente la parrocchia in un centro di promazione spirituale, in una vera comunità di redenti che lodano il Signore e che, in suo nome, si amano vicendevolmente, sempre solleciti gli unì delle necessità degli altri. Tale sforzo mira a contribuire alla soluzione dei più gravi problemi sociali che assillano gli abitanti di questa zona, come i problemi della casa, della disoccupazione, della carenza di mezzi di trasporto e di scuole superiori, la tutela dei cittadini di fronte al fenomeno ricorrente della violenza, della droga e del malcostume, che minacciano spesso i più deboli:, inesperti ed innocenti: Questi fenomeni negativi minacciano soprattutto la santità e l integrità della famiglia. Il brano del Libro dei Proverbi e il Salmo responsoriale che abbiamo letto poco fa, sono molto istruttivi, a questo riguardo. In essi viene descritta la donna ideale, in seno alla famiglia, e ne esalta i meriti e la gioia di cui essa sa colmare il suo focolare. Le sue principali qualità: la laboriosità, l interesse per i poveri, la saggezza, la bontà e la donazione totale al marito e ai figli. In questo modo, essa, impiegando sapientemente il suo talento, realizza pienamente la sua vocazione di donna nell_ambito della sua famiglia e in quello più vasto della Chiesa e della società. Ovunque facendo la donna fruttificare il suo talento di fede e di carità operosa, la famiglia, di cui essa è sapiente custode ed ispiratrice, e nella quale le diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a raggiungere una saggezza umana più completa ed a comporre convenientemente i diritti della persona con le altre esigenze della vita sociale, diventa veramente il fondamento della società (Gaudium et Spes, 52). (..) Carissimi fedeli di Primavalle, con questa pace nel cuore anche noi accostiamoci ora al santo altare per prendere parte alla celebrazione eucaristica (..) Che le parole del Signore: Bene, servo buono e fedele... prendi parte alla gioia del tuo padrone (Mt ) si avverino e si realizzino anche per ciascuno di voi! Affido questi voti a Maria santissima della Salute. Ella vi aiuterà a scoprire e a mettere in atto tutti i vostri talenti. Vi aiuterò a farne l uso migliore. Ella, che è salute degli infermi, non mancherò di salvare le vostre anime e di condurvi a Gesù, frutto benedetto del suo seno. Amen. (tratto dal sito

14 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 14 DI 20 Il Collegino di Don Calabria E l anno 1932, Don Giovanni Calabria manda quattro suoi confratelli della Congregazione Poveri Servi della Divina Provvidenza a Roma. La città sfiorava allora un milione di abitanti e si espandeva, per il flusso migratorio, nei quartieri, nel suburbio e nell agro romano. Negli anni , al problema migratorio, si aggiungeva decentramento degli sfrattati dai loro quartieri per permettere l abbellimento della capitale. La popolazione, aumentata a dismisura in una superficie ampia, era senza sacerdoti e senza chiese. Arrivati nell agro romano Aurelio - Boccea -- Primavalle, i religiosi di Don Calabria non trovarono alcun luogo di culto, tranne la chiesetta di San Leone a Boccea. Inizialmente vennero ospitati in una palazzina a due piani al n. 105 di Via della Pineta Sacchetti (all altezza della Via del Forte Braschi), dove adattarono un salone per la cappella e cominciarono a raccogliere e alloggiare qualche ragazzo. Nel frattempo inizia la costruzione della Parrocchia di San Filippo Neri. Da Via della Pineta Sacchetti, i religiosi ogni mattina iniziavano la loro giornata, dividendosi le zone rurali dove svolgere l attività pastorale: un sacerdote si trasferiva alla chiesa di San Leone, a Boccea, e un altro, Don Isaia veniva fino a Primavalle dove, nel 1934, si era cominciato a costruire una piccola chiesa, che diverrà nel 1951 la Parrocchia di San Maria Assunta e San Giuseppe, a Piazza Clemente XI. Intanto nel 1934, terminata la costruzione della chiesa di San Filippo Neri e proclamata parrocchia, i religiosi di Don Calabria vi si trasferirono. Agli inizi degli anni quaranta un benefattore dona alla Congregazione alcuni terreni in Via Giovan Battista Sorìa, è la nascita della Casa dei Buoni Fanciulli, che tutti chiameranno Collegino : viene inaugurato il 25 marzo Nel novembre del 1945 inizia la costruzione del nuovo edificio e nel 1954 viene costruito l attuale fabbricato a tre piani. (liberamente tratto da AAVV., Convento e Parrocchia Santa Maria della Salute a Primavalle, Roma. Il Terzo Ordine regolare di San Francesco nel Lazio, Editrice Franciscanum, Roma, 2001) TESTIMONIANZE Vita di borgata Ricordi Tanti anni fa nelle case, non c era il bagno, stava fuori. Non c era né il gas né l acqua. L autobus arrivava a Via Forte Braschi e chi abitava dove siamo noi, doveva fare una bella camminata! Nel 1940, dove abitavo io era tutto prato, sempre intorno a Via Michele Bonelli c era il commissariato, e vicino c era una medicherai e il dottore era il Sor Ottavio. Io la prima e la seconda l ho fatta dove adesso c è la scuola popolare (era nel ). La terza elementare la feci all Umberto Cerboni perché la costruirono in quell anno. Nel 1950 il mercato stava in Piazza S. Zaccaria Papa. Testimonianza del signor Fabio, anziano, raccolto da Scilla Verna Questa è la testimonianza di mio nonno di anni 70. Negli anni 50 Primavalle era una grande campagna con poche case, nelle case si cucinava con il carbone, il ferro da stiro funzionava con il carbone. C erano pochi negozi e si vendevano generi alimentari sciolti; vuol dire che si vendeva a ettari, ad esempio: 2 etti di pasta, 1 etto di caffè, 2 etti di zucchero e tutto il resto. La luce elettrica era di basso volume e bastava per accendere le lampadine e per sentire la radio. La strada era sempre Via Federico Borromeo e ricorda che anche lui andava nella scuola Umberto Cerboni. Testimonianza raccolta da Simone Cristiani. Mio zio Savino viveva alle casette tanti anni fa; la casa era piccolissima: c era una stanzetta dove dormiva sua madre e sua padre e in un altra stanzetta un po più grande ci dormivano i suoi fratelli. Lui dormiva in cucina perché nell altra stanza non c era il posto perché era molto piccola. Testimonianza raccolta da Claudia Bombelli e Savino Di Palma.

15 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 15 DI 20 Cinquant anni fa Primavalle era tutta prato, poche case basse ad un solo piano, o al massimo due piani. C era la famosa marana dove l acqua era molto sporca a causa della sporcizia che veniva gettata dalle persone. L acqua nelle case non c era e la gente la prendeva dalla fontana dentro bidoncini e bottiglie di plastica e se la portava a casa. Serviva sia per bere che per cucinare e lavarsi, infatti il bagno si faceva in grandi bacinelle. Testimonianza raccolta da Jessica Angela Carnevale. Una volta in Via Pasquale II, dove adesso c è il mercato, c era tutto prato, e quando mia madre era piccola ci veniva tutti gli anni un circo. Nella Piazza Clemente XI a maggio la Chiesa di Santa Maria Assunta festeggiava la Madonna e tutta la piazza, via Federico Borromeo e Piazza Capecelatro si riempiva di bancarelle musica e festoni: era una grande festa dove tutto Primavalle partecipava. In Via Mattia Battistini, dove adesso c è l asilo e le giostre, c era tutto un prato con una casa dove allevavano i polli e là. gente poteva andare a comprare le uova fresche o il pollo che uccidevano all istante. La scuola XXV Aprile era talmente affolata di bambini che si facevano i turni, un mese. si andava a scuola di mattina e un mese di pomeriggio. Testimonianza Patrizio Moretti raccolta da Flavio Francucci. Molti anni fa il nostro quartiere non aveva molti fabbricati ma in compenso c era molto più verde di ora. La piazza principale ospitava il cine Luxor (ex Sultano), dove adesso c è un supermercato Alta c era una trattoria e un alimentari: Ad agosto alla sera molti bambini con le loro mamme uscivano per comprare le varie leccornie. Si festeggiava anche la Madonna dell Assùnta e per un giorno intero tutte le persone, o quasi tutte, seguivano la processione. Alla sera i fuochi d artificio chiudevano la festa. Primavalle sembrava un paese, ancora più di adesso. Quando qualcuno doveva recarsi in centro, diceva: Andiamo a Roma La linea tranviaria del 49 non esisteva; si chiamava H. I bambini salivano sulla giostra all inizio di Via Pasquale II e la strada non era ancora asfaltata. C erano pochissime persone e la domenica ci si ritrovava tutti in piazza. Testimonianza raccolta da Marianna Napoleoni. La presenza di Benito Mussolini a Primavalle viene evocato in alcune interviste: Mia nonna Rossana ricorda: Quando ero piccola e avevo 7 o 8 anni mi ricordo che, dove adesso c è il parcheggio della ASL, in quel posto c era un palazzo da dove parlava Mussolini. Testimonianza raccolta da Gianluca Bucciarelli La USL (INAM) fu costruita nel Era il 1940: costruirono la casa del fascio e quando fù inaugurata venne proprio Mussollni e per non far vedere le casette basse,vennero coperte con dei bandoni Testimonianza raccolta da Scilla Verna. Primavalle prima era una borgata dove sorgevano solo palazzi e casette popolari. C era molto prato, pochi negozi. senza alcun servizio pubblico. Venivano i pastori con il loro gregge e la gente quando doveva andare al centro diceva: Vado a Roma Negli anni cinquanta l autobus era chiamato la Gallaraccia. Da Primavalle arrivava fino a Boccea e quando prendeva la salita del Forte Braschi la gente doveva scendere e spingere fino alla Piazza; Il biglietto costava cinque lire. Il primo nome del cinema in Piazza era il Titanus. Cera un dormitorio pubblico, un depuratore e la strada Torrevecchia si chiamava strada romana dove si facevano le scampagnate. A Via Pietro Bembo c erano i grattacieli di tre piani Alla fine di Pietro Maffi c era un pazzo dove ci fu l omicidio di una bambina di nome Annarella Bracci. In quei tempi i pochi negozi erano aperti anche la domenica. I bambini andavano a farsi il bagno ai tre fontanili dove c era un vascone pieno d acqua. C era il negozio del carbonaro e anche il chiosco delle grattachecche. Delle signore mettevano un banchetto piccolo di legno con sopra mostaccioli, castagnaccio e zeppi dolci davanti alle scuole. Alla festa del quindici agosto tutti i negozi mettevano una quota e si faceva una gran festa con luci sulle strade, musica, bancarelle, giochi come l albero della cuccagna, la corsa con i sacchi ed altri ancora. Testimonianza raccolta da Gabriele Ferrarsi. I brani sono tratti da Primavalle. Alla scoperta del nostro quartiere. La ricerca e la raccolta di foto e documenti è stata realizzata nell a. s. 1998/1999 dagli alunni delle classi IV e V del 137 Circolo didattico di Roma

16 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 16 DI 20 Alla scoperta del nostro quartiere: gli alunni raccontano La Borgata ufficiale di Primavalle viene inaugurata in pompa magna nel 1938 con una manifestazione pubblica dei maggiori gerarchi fascisti. Nelle intenzioni del regime, Primavalle doveva essere una borgata modello, per dare un alloggio agli, abitanti cacciati dalle case di Borgo e di altri quartieri del Centro Storico, che dovevano essere abbattute. Come riferisce in una sua pubblicazione l architetto Giorgio Guidi, che ha ideato il progetto urbanistico: Il regime fascista aveva necessità di creare borgate satelliti, favorendo il deurbamento; (..) funzione principale sarà di accogliere e le famiglie degli operai che lavorano in città: saranno quindi borgate operaie, residenziali ed orticole (...). Nel 1935 la società A.LB.A., proprietaria della tenuta di Primavalle, acquista il terreno di tutta la borgata, fuori dai limiti del Piano regolatore del Si tratta di un altipiano di circa 40 ettari, posto fra due avvallamenti: La località- si legge in un documento dell epoca - così interessante per la sua posizione elevata e, panoramica, è tra le più sane zone periferiche che, per il numero di abitanti ivi i raccolti, per gli impianti pubblici esistenti, merita di essere destinata allo sviluppo di uno dei più moderni centri residenziali e di acquistare una autonomia adeguata alla sua estensione. Anche se veniva rilevato un difetto delle condizioni igienico - sanitarie per l assenza di fognature e scarsezza di acque sorgive. All inizio la borgata viene progettata per sette - ottomila abitanti: nel piano sono incluse la scuola elementare, la chiesetta di Piazza Clemente XI e i dormitori (prima capannoni, poi sostituiti nel 1959 con le attuali palazzine). Altri servizi previsti, ma non realizzati immediatamente sono: una stazione dei carabinieri, un ufficio postale, una palestra, un cinemateatro e due mercati posti nelle due piazze esistenti. Intorno all asse centrale di Via Federico Borromeo vengono costruite, prima della guerra, le prime abitazioni: i lotti 1, 2, 3, 4, 5 e 6, con palazzine fino a tre piani e cortili interni; mentre i lotti 7, 15, 16 e 17, abbattuti negli anni 70, sono semplici baracche in muratura a un piano,costituite da una sola stanza e un disimpegno o cucinino, che cosiddette case minime. Le condizioni igienico - sanitarie erano estremamente precarie, con due fossi di raccolta di acque a cielo aperto ( le marane ) nelle attuali Via Mattia Battistini e Via Pietro Bembo, ai due lati della borgata, vere discariche di rifìuti fognari. Esisteva anche depuratore a decantazione, anch esso a cielo aperto abbattuto solo negli anni 70. Anche il collegamento con la città era difficoltoso: l unica via di comunicazione distava circa due chilometri dalla borgata ed era l innesto della Pineta Sacchetti con l Aurelia; vi si accedeva tramite Via del Forte Braschi. Il vero disegno del regime traspare dalle parole che pronunciò il portavoce del governo di Roma, il principe Boncompagni Ludovisi nel 1936: Occorre trasportare tali famiglie di irregolare composizione e di precedenti morali non buoni ( ) su terreni di proprietà. del governatorato siti in aperta campagna e non visibili dalle grandi arterie stradali. Infine va rilevato che, per strane coincidenze, la borgata risulta inserita in un triangolo che comprende ai lati Forte Braschi, Forte Boccea, Forte Trionfale e la Stazione dei Carabinieri. (Il testo è liberamente tratto da: Primavalle. Alla scoperta del nostro quartiere, ricerca realizzata dagli alunni delle classi IV e V del 137 Circolo Didattico di Roma nell a. s. 1998/1999)

17 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 17 DI 20 Fonti della mostra ISBN: Titolo: Roma moderna. Un secolo di storia urbanistica Autore: Insolera Italo Editore: Einaudi Genere: architettura Collana: Piccola biblioteca Einaudi. Nuova serie Pagine: XII-357 Data pubblicazione: 2001 Disponibilità: 3-5 Giorni "Ipotesi di ristrutturazione della Borgata di Primavalle a Roma uno studio condotto da Franca Bossalino, Fabrizio Bruno, Grazia Michetti e Piero Ostilio Rossi dell'istituto di Edilizia della Facoltà di Architettura dell'università di Roma, negli anni 70. Messaggero del l7 aprile 2003 Atti della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla miseria relativa alla borgata Gordiani (citato da I. Insolera in Roma Moderna) pubblicazione dello IACP dell'epoca, "Bilancio 1971 " Primavalle. I percorsi della Memoria, catalogo fotografico curato da Valerio Corsara e realizzato insieme agli alunni del IPC "Don Morosini" di Roma Bibliografia consigliata Roma fascista nelle fotografie dell'istituto Luce Insolera Italo Editori Riuniti Genere: architettura Collana: L'immagine e la storia Pagine: 271 Data pubblicazione: 2001

18 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 18 DI 20 Elenco delle foto N ANNO DIDASCALIA Mappa indicante la zona destinata alla nuova borgata residenziale di Primavalle. (Da Giorgio Guidi, Piano Urbanistico della nuova borgata residenziale di Primavalle. Primo nucleo di costruzioni, Roma, 1938, Soc. An Cortili interni dei lotti a Primavalle.(Da Giorgio Guidi, Piano Urbanistico della nuova borgata residenziale di Primavalle. Primo nucleo di costruzioni, Roma, 1938, Soc. An. Tipografia Editrice Italia) Piano urbanistico della nuova borgata residenziale di Primavalle. (Da Giorgio Guidi, Piano Urbanistico della nuova borgata residenziale di Primavalle Plastico della nuova borgata residenziale di Primavalle. (Da Giorgio Guidi, Piano Urbanistico della nuova borgata di Primavalle. Primo nucleo di costruzioni, Roma, 1938, Soc. An. Tipografia Editrice Italia) All interno delle baracche le condizioni di vita sono spesso precarie (dall archivio dell Unità) - Mostra fotografica Valerio Crosara Le case minime del Lotto 15 (dall archivio dell Unità) - Mostra fotografica Valerio Crosara La precarietà dei servizi costringono queste bambine a fare il bucato in strada (dall archivio dell Unità) - Mostra fotografica Valerio Crosara Le case minime Mostra fotografica Valerio Corsara Soltanto macerie e vecchie Suppellettili a ricordo delle case minime di Via L.Campeggi (ora Via A. Assalesi) (dall archivio dell Unità) - Mostra fotografica Valerio Crosara immagini del Lotto 15, demolito negli anni 70 Mostra fotografica Valerio Crosara Demolizione del Lotto 16 negli anni 70 - Foto Paolo Carlotti Immagine tratta dal film Europa 51 di Luchino Visconti, con Ingrid Bergman, Via pietro Bembo a Primavalle Immagine tratta dal film Europa 51 di Luchino Visconti, con Ingrid Bergman, Via pietro Bembo a Primavalle Trasloco delle case minime in Via L.Campeggi, ora Via A. Ascalesi - Mostra fotografica Valerio Crosara Trasloco dalla case minime - Mostra fotografica Valerio Corsara Immagini del Lotto 5 negli anni 70 Foto di Paolo Carlotti Spazi pedonali interni ai lotti - Mostra fotografica Valerio Crosara Il Dormitorio di Primavalle nel 1972 Foto di Paolo Carlotti Lavori per la ristrutturazione degli edifici dell ex dormitorio, che da alcuni anni ospitano la Scuola Media Matteotti e l Istituto Professionale Don Morosini (dall Archivio Unità) Mostra fotografica Valerio Crosara Il problema della casa costituisce un importante occasione di lotta (dall archivio dell Unità) - Mostra fotografica Valerio Crosara Espressioni di malcontento - Mostra fotografica Valerio Crosara Degrado e abbandono a Primavalle - Mostra fotografica Valerio Crosara A trent anni dalla fine della guerra, Primavalle rimane completamente abbandonata a se stessa e numerose famiglie sono costrette a vivere in condizioni drammatiche (dall archivio dell Unità) - Mostra fotografica Valerio Crosara Anno scolastico , saggio ginnico alla scuola della Casa dei Buoni Fanciulli, il collegino, a Via G. B. Soria Foto Famiglia Ciocca Veduta di Piazza Clemente XI, nota come Piazza Mario Salvi Mostra Fotografica Valerio Crosara Piazza Clemente XI, più nota come Piazza Mario Salvi Mostra fotografica Valerio Crosara Veduta panoramica di via pasquale II. Sullo sfondo il Collegino. Foto Domenico e Gino Pacilli Processione per la festa di S. Giuseppe a Piazza Capecelatro (ACLI, chiesa Santa Maria della Salute Lavori per la costruzione della nuova chiesa di Santa Maria della Salute ( ACLI, Chiesa di Santa Maria della Salute) - Mostra fotografica Valerio Crosara Scritte sui muri - Mostra fotografica Valerio Crosara Di seguito sono disponibili solo le foto di pubblico dominio

19 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 19 DI 20 Denominazione: Biblioteca Franco Basaglia Soggetto: 1. Primavalle: soltanto macerie e vecchie suppellettili a ricordo delle case minime abbattute nel tratto di via Campeggi che è ora Alessio Ascalesi Luogo ripresa: Roma Data: 1982 Raccolta: Raccolta privata Crosara Valerio Denominazione: Biblioteca Franco Basaglia Soggetto: 2. Primavalle: la precarietà dei servizi nelle abitazioni costringe queste bambine a lavare il bucato in strada, alla fontanella Luogo ripresa: Roma Data: 1954 Raccolta: Raccolta privata Crosara Valerio Denominazione: Biblioteca Franco Basaglia Soggetto: 10. Primavalle: all'interno delle baracche le condizioni di vita sono spesso precarie Luogo ripresa: Roma Data: 1955 Raccolta: Raccolta privata Crosara Valerio Denominazione: 12. Biblioteca Franco Basaglia Soggetto: Processione a Primavalle per la festa di San Giuseppe. Piazza Capecelatro, ACLI, Chiesa di Santa Maria della salute Luogo ripresa: Roma Data: 1955 Raccolta: Raccolta privata Crosara Valerio

20 26-31 marzo 2007 Biblioteca ITIS A. Einstein Roma -MOSTRA SUL QUARTIERE PRIMAVALLE 20 DI 20 Denominazione: Biblioteca Franco Basaglia Soggetto: 21. Primavalle: lavori per la ristrutturazione degli edifici dell'ex dormitorio, che ospitano da alcuni anni la scuola media Matteotti e l'istituto professionale Don Morosini Luogo ripresa: Roma Data: 1980 Raccolta: Raccolta privata Crosara Valerio Denominazione: Biblioteca Franco Basaglia Soggetto: 22. Le case minime del lotto 15 a Primavalle Luogo ripresa: Roma Data: 1972 Raccolta: Raccolta privata Crosara Valerio Denominazione: Biblioteca Franco Basaglia Soggetto:34. Espressioni di malcontento a Primavalle Luogo ripresa: Roma Data: 1989 Raccolta: Raccolta privata Crosara Valerio Denominazione: Biblioteca Franco Basaglia Soggetto:36. Il problema della casa costituisce un'importante occasione di lotta a Primavalle Luogo ripresa: Roma Data: 1976 Raccolta: Raccolta privata Crosara Valerio

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