Blocchi atrioventricolari
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- Emilia Marrone
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1 Blocchi atrioventricolari
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7 Frequenza di scarica dei pace maker cardiaci intrinseci Pacemaker primario Nodo seno-atriale ( bpm) Pacemaker ausiliari Giunzione AV (40-60 bpm) Ventricolare (<40 bpm)
8 Analisi del ritmo cardiaco Domande chiave Ci sono complessi QRS? Ci sono onde P Qual è la relazione tra onda P e complesso QRS
9 Bradicardia: definizione La parola bradicardia deriva dal greco e significa cuore lento. Attualmente il termine bradicardia è usato per identificare tutte le alterazioni del ritmo cardiaco che determinano una riduzione della frequenza cardiaca. Nella pratica medica quotidiana la bradicardia è di frequente riscontro Essa rappresenta un importante test per il medico in quanto le sue conseguenze spaziano tra una condizione fisiologica e una patologia a grave prognosi Pertanto per poter stabilire la terapia adeguata è necessario valutare il tipo di bradicardia, la presenza di sintomi, identificare le cause potenzialmente reversibili e stabilire la prognosi
10 Classificazione delle bradiaritmie Disordine della formazione dell impulso Disordine della conduzione dell impulso Arresto sinusale Bradicardia sinusale SindromeBradi/Tachicardia Blocco seno-atriale Blocco AV di 1 grado Blocco AV di 2 grado -Mobitz I (Luciani-Wenckebach) -Mobitz II Blocco AV di 3 grado
11 Blocco atrioventricolare di I grado (BAV I ) L intervallo PR misura il tempo di conduzione dell impulso elettrico tra gli atri e i ventricoli. Include: -L onda P che misura la conduzione intraatriale -Segmento PR determinato dal tempo di conduzione dell impulso elettrico attraverso il nodo atrioventricolare e il sistema di His Purkinje Il blocco atrioventricolare di primo grado (BAV I ) non è un vero e proprio blocco ma un rallentamento della trasmissione del impulso elettrico attraverso il sistema di conduzione cardiaco.
12 Criteri diagnostici del BAV I Ci devono essere le onde P Ci devono essere i QRS Le onde P e i QRS devono avere morfologia e asse abituali Ci deve essere una P per ogni QRS L intervallo PR deve essere costante L intervallo PR deve essere allungato e superiore a 200 ms.
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14 -Blocco AV di alto grado: una o alcune P non vengono condotte. Rispetto al blocco AV totale o di terzo grado vi è la presenza di alcune onde P condotte a livello ventricolare BAV II Alcuni battiti atriali non vengono condotti a livello ventricolare. Wenckebach per la prima volta descrisse il progressivo incremento dell intervallo PR associato a battiti atriali non condotti. Mobitz successivamente, in base agli aspetti ECG, suddivise il blocco AV di secondo grado in due categorie: -Blocco AV II grado tipo MOBITZ 1: vi è un progressivo incremento dell intervallo PR seguito da un battito atriale non condotto. Il battito atriale successivo al blocco conduce a livello ventricolare con un intervallo PR di durata inferiore rispetto ai battiti atriale seguenti. Tipicamente deriva da blocco nodale. -Blocco AV II grado MOBITZ II: vi è un alternanza di onde P bloccate con onde P condotte a livello ventricolare con intervallo PR stabile. Tipicamente blocco sottonodale.
15 Criteri diagnostici BAV II MOBITZ 1 Presenza di onde P sinusali Intervallo PR: il PR iniziale sarà normale o allungato. Il PR condotto successivo sarà progressivamente piu lungo fino a quando un onda P non è seguita dal QRS. In seguito il ciclo ricomincia. Il PR più lungo è quello immediatamente precedente la P bloccata e il PR piu breve e quello immediatamente successivo alla P bloccata. Onda P non condotta
16 Blocco II grado Mobitz 1
17 Criteri diagnostici del BAV I Mobitz 2 Rispetto al Mobitz 1 non vi è un prolungamento progressivo del intervallo PR. I battiti che precedono le P bloccate hanno un PR costante (normale o prolungato) -Le onde P hanno una morfologia abituale. -L intervallo PR (nei battiti condotti) potrebbe essere normale o prolungato ma sempre costante -I QRS possono avere una morfologia normale con blocco a livello del HIS o contemporaneamente nella branca destra e sinistra. Molto meno frequente il blocco può essere a livello del nodo AV. Se la morfologia è a BBdx, il blocco tipo II può indicare un disturbo di conduzione a livello della branca sn e viceversa. P non condotta P non condotta
18 Blocco A-V II grado Mobitz 2
19 Blocco AV 2 grado - Mobitz II
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21 Blocco AV di grado avanzato Blocco AV di secondo grado in cuì il rapporto di conduzione AV e di 3:1 o superiore. Rispetto al blocco AV totale vi è la presenza di alcuni battiti atriali condotti con un intervallo PR costante. Il rapporto di conduzione nel blocco di alto grado dipende dal numero delle P non condotte intramezzate dalle P seguite da QRS (3:1; 4:1;6:1; piu frequenti i blocchi con un numero pari) Il blocco avanzato la localizzazione avviene solitamente a livello del fascio di HIS o nelle branche di sn o dx
22 Blocco AV di grado avanzato Criteri diagnostici Ci devono essere le onde P e i QRS con morfologia abituale Alcune P non sono seguite da QRS e alcune lo sono Il rapporto di conduzione AV (tra le P e i QRS) deve essere 3:1 o superiore Il PR dei battiti in cuì un QRS segue una P deve essere normale o allungato ma sempre costante.
23 Blocco AV di terzo grado (BAV totale) Disturbo caratterizzato dall assenza completa di conduzione AV. I battiti ventricolari avvengono solamente in virtù allo scappamento ventricolare e non vi è alcun rapporto tra l attività elettrica atriale e ventricolare. I battiti atriali e quelli ventricolari avranno una FC determinata dal proprio segnapassi. I battiti atriali solitamente hanno morfologia sinusale (a meno che non vi sia un ritmo atrial ectopico). I battiti ventricolari solitamente hanno una morfologia alterata e QRS allungato (solitamente in caso di ritmo di scappamente idioventricolare oppure situato sotto alla biforcazione del fascio di HIS). Raramente la durata e la morfologia del QRS possono essere quelle abituali (in caso di insorgenza al di sopra del fascio di HIS-con conduzione intraventricolare normale)
24 Aspetti ECG del BAV totale (1) Non vi è alcun rapporto tra l attività elettrica atriale e ventricolare- >dissociazione AV. La frequenza ventricolare è più bassa di quella atriale e solitamente il ritmo ventricolare è di scappamento Le onde P piu frequentemente sono di origine sinusale con morfologia abituale. In caso di blocco totale la FC delle onde P tende ad essere superiore alla FC abituale a causa della portata cardiaca bassa e dell ipertono simpatico riflesso. L intervallo PR non ha alcun significato in quanto non vi è alcuna correlazione tra le onde P e i QRS
25 Aspetti ECG del BAV totale (2) I complessi QRS sono conseguenti all attività di scappamento ventricolare. La sede anatomica del ritmo dipenderà dalla sede anatomica del blocco e determinerà di conseguenza la morfologia del QRS. In caso di blocco a livello del nodo AV o nella parte prossimale del fascio di HIS, si potrà avere un QRS con durata e morfologia normale e frequenza abitualmente tra bpm. In caso di blocco situato al di sotto della biforcazione del fascio di HIS i QRS hanno una morfologia allargata con una FC di scappamento ventricolare tra bpm. Per definizione nel BAV totale non vi è alcun battito condotto e il rapporto di conduzione AV è infinito
26 Aspetti ECG del BAV totale (3) Il rapporto tra gli intervalli RR dipende dalla sede e il meccanismo di scappamento ventricolare. Solitamente gli RR sono regolari a meno che non vi sia un focus di scappamento accessorio (solitamente con QRS di morfologia differente). La FC di scappamento ventricolare potrebbe variare da 20 bpm in caso di origine dalle fibre di Purkinje fino a 60 bpm in caso di ritmo da scappamento a livello del fascio di HIS. Gli intervalli PP solitamente sono stabili e determinato dalla frequenza del nodo del seno.
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