Appunti redatti da Ing. Prof. Antonio Pontillo. Le termocoppie
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- Costanza Costanzo
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1 Le termocoppie È raro imbattersi in un processo industriale che non necessiti del controllo di una temperatura; in effetti, basta pensare che ben il 25% del mercato mondiale dei sensori riguarda sensori di temperatura per rendersi conto della diffusione che presenta la misura di una temperatura. Esistono diversi tipi di senso ri di temperatura; noi analizzeremo le termocoppie. La termocoppia è un sensore di temperatura autogenerante che sfrutta l'effetto Seebeck presente in un circuito termoelettrico. Se giuntiamo due conduttori di materiale diverso alle loro due estremità e scaldiamo uno dei due giunti come mostrato in figura seguente, utilizzando strumenti opportuni possiamo osservare il passaggio di corrente nel circuito termoelettrico che si è così realizzato. La corrente è dovuta alla presenza di una differenza di potenziale generata per effetto Seebeck tra i due giunti sottoposti a temperature diverse. pag.1 8
2 Thomas Seebeck, il fisico che per primo nel 1821 studiò il fenomeno, dimostrò che il potenziale elettrico V, che nasce in un giunto è funzione della temperatura del giunto e tale potenziale dipende dalle caratteristiche fisiche della giunzione, secondo la relazione: V =α T dove α è il coefficiente di J J Seebeck, che dipende dalla temperatura e dalle caratteristiche fisiche della giunzione. Nel caso del circuito termoelettrico dell'esempio, ciascuno dei due giunti genera un potenziale elettrico proporzionale alla temperatura a cui si trova; dunque la corrente elettrica generata è proporzionale alla tensione presente tra i due giunti, pari alla differenza dei due potenziali elettrici generati: Di conseguenza la tensione tra i due giunti è, quindi, funzione della differenza di temperatura presente tra i due giunti e può costituire la grandezza di uscita del trasduttore. V Trasd = α T α T J 1 J 2 Perché ciò accada il giunto caldo è sottoposto alla temperatura da misurare, in corrispondenza dei due elettrodi che costituiscono il giunto freddo si preleva la tensione V Trasd. come si nota dalla figura seguente pag.2 8
3 Lo standard ANSI riporta le sigle delle varie termocoppie costituite dalla giunzione dei metalli riportati in tabella ed il campo di temperatura di funzionamento delle medesime. range di temperatura in 0 C L andamento della tensione con la temperatura per le varie termocoppie é ri portato in figura. Tali andamenti non mostrano una forte non linearità ma, in realtà, il coefficiente di Seebeck é anch esso funzione della temperatura p er cui T ( T T ) V ( T ) = α ( T ). Un altra caratteristica neg ativa Jcaldo freddo delle termocoppie é la b as sa sensibilità per cui la tensione di uscita oltre ad essere linearizzata deve esser e anche molto amplificata. pag.3 8
4 pag.4 8
5 Come si può osservare il segnale V =α T T ).Di TC ( Jc JF conseguenza il termine che dipende dalla temperatura da misurare si esprime α T = V + α T Jc TC JF. Per poter ottenere un segnale in tensione proporzionale alla temperatura del giunto caldo è necessario s ommare alla tensione generata dalla termocoppia una tensione di compensazione pari alla componente in tensione dovuta al giunto freddo. Ciò si effettua mediante delle tecniche di compensazione che possono essere realizzate in due modi distinti: tecniche hardw are e softw are. Per via hardw are un apposito circuito genera una tensione proporzionale alla temperatura del giunto freddo che va sommata alla V TC. Per via softw are la temperatura del giunto freddo e la tensione V TC é acquisita dal calcolatore. Di poi un programma si incarica di compensar e sommando alla tensione V TC l equivalente in volt della temperatura del giunto freddo. Il programma e la routine che effettua la correzione prevede che si conosca il tipo di termocoppia utilizzata. pag.5 8
6 I vantaggi e gli svan taggi d ei due approcci sono riportati in tabella seguente. L A TERMOCOPPIA K(CROMEL ALUMEL) Dall analisi della dipendenza del coefficiente di Seebeck in funzione della temperatura si deduce che nel range [0:1000] 0 C la termocoppia K ha un comportamento pressoché lineare in quanto α é approssimativamente piatto. Di conseguenza queste termocoppie sono molto usate perché non necessitano del circuito di linearizzazione. pag.6 8
7 In figura seguente é riportato uno schema che illustra una acquisizione di un segnale di temperatura mediante una termocoppia. Concludendo possiamo affermare che la diffusione delle termocoppie in ambito industriale ha convinto le case costruttrici come la Analog Devices a produrre componenti pag.7 8
8 integrati che condizionano il segnale prelevato da un determinato tipo di termocoppie. In genere all interno di tali integrati vi sono circuiti di linearizzazione, compensazione del giunto freddo ed amplificazione. pag.8 8
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