Zoonosi occupazionali storia

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1 Zoonosi come malattie occupazionali DSPVPA storia Fin dall antichità malattie associate ad attività lavorative a contatto con animali: 425 a.c. Tito Livio scabbia in contadini e schiavi IV sec. Renato Vegezio morva dei cavalli e del personale addetto Medio Evo Senato di Venezia divieto macellazione e consumo di carni di animali affetti da carbonchio 1705 Ramazzini carbonchio (?) in lavoratori del cuoio 1796 Jenner vaiolo bovino/mungitori Breschet e Rujer carbonchio in veterinari, stallieri, studenti di veterinaria 1894 Galli-Valerio tricofitosi, actinomicosi, carbonchio 1

2 storia con carbonchio e morva fu introdotto concetto di zoonosi occupazionali interesse esteso a tutte le malattie associate ad attività lavorative con animali, nei loro ambienti di vita, in processi di trasformazione di prodotti di o.a. (allergie, intossicazioni, traumi) e OMS dal 1948 interesse per le zoonosi e la salute dei lavoratori 1975 Comitato di Esperti OMS/FAO in SPV riconosce zoonosi e traumi da animali come rischi professionali 1982 Comitato di Esperti OMS/FAO sulle Zoonosi Virali e Batteriche individua e classifica le categorie a rischio, in particolare occupazionale 2

3 e OMS 1983 OMS, Washington: Consultazione sulle attività e competenze veterinarie nell assistenza sanitaria di base vengono identificati: categorie di lavoratori a rischio (nei settori zootecnico e para-zootecnico) condizioni di lavoro e tipologia degli ambienti (allevamenti, macelli, industrie di trasformazione ) fattori di rischio (di natura biologica e non) interventi sanitari di I livello per la prevenzione della patologia occupazionale e OMS 1995 dichiarazione di salute occupazionale per tutti: promozione e protezione della salute dei lavoratori 200 agenti biologici in attività lavorative 1999 Teramo - OMS/FAO/OIE: futuro della SPV malattie occupazionali associate al lavoro con animali e loro prodotti = argomento emergente di competenza della SPV 3

4 aspetti legislativi La legislazione italiana si è evoluta a partire dal D.P.R. 303 Norme generali per l igiene del lavoro 1965 Testo unico delle disposizioni per l assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali distinzione tra malattie occupazionali ed infortuni aspetti legislativi MALATTIA PROFESSIONALE processo morboso per esposizione prolungata ad agenti nocivi durante il lavoro sotto il profilo assicurativo sono malattie, per le quali la professione è riconosciuta come la causa più probabile, e passibili quindi di risarcimento (specifiche tabelle, 1973) INFORTUNIO SUL LAVORO evento accidentale che si verifica per una causa violenta in occasione del lavoro, dal quale sia derivata una inabilità temporanea o assoluta che comporti l astensione dal lavoro per più di 3 gg (deve essere dimostrato il nesso di causalità con la professione) Zoonosi che si verificano durante il lavoro rientrano tra gli infortuni 4

5 aspetti legislativi Solo di recente colmate carenze normative D.M. 27 aprile 2004 Elenco delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia inserisce negli elenchi molte zoonosi occupazionali del settore zootecnico e parazootecnico. DM 27 aprile 2004 aggiornato dal D.M. 14 gennaio 2008 Elenco delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia inserimento di molte zoonosi del settore zootecnico e parazootecnico, nell elenco delle malattie passibili di risarcimento assicurativo Lista I : malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità Gruppo 3 = malattie da agenti biologici (tot. n. 39) QUASI LA META SONO ZOONOSI, TRA LE QUALI Tetano, Brucellosi, Tubercolosi, Streptococcosi da St. suis, Carbonchio ematico, Febbre Q, Salmonellosi, Listeriosi, Mal rosso, Psittacosi/Ornitosi, Malattia di Lyme, Leptospirosi, Echinococcosi cistica, Leishmaniosi, Criptococcosi, Scabbia 5

6 aspetti legislativi D. Lvo 19 settembre 1994 n. 626 attuazione delle direttive CEE.riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro rischio biologico nell ambiente di lavoro in attività lavorative a contatto con animali, loro organi e prodotti danno di natura biologica: allergie e malattie trasmissibili zoonosi occupazionali o professionali aspetti legislativi Il D.L.vo 626/94 è sostituito dal DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. (GU n. 101 del Suppl. Ordinario n.108) 6

7 D. Lvo 9 aprile 2008 n. 81 Titolo X ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI Agente biologico: qualsiasi microrganismo anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni D. Lvo 9 aprile 2008 n. 81 Art. 268: Classificazione degli agenti biologici secondo il rischio di infezione (P x D), diffusibilità e disponibilità o meno di misure terapeutiche e profilattiche Gruppo 1: probabilità molto bassa di causare malattia nell uomo Gruppo 2: malattia nell uomo e rischio per i lavoratori; scarsa possibilità di propagazione; disponibili efficaci misure profilattiche e terapeutiche Gruppo 3: malattia grave nell uomo e serio rischio per i lavoratori; possibilità di propagazione; disponibili efficaci misure profilattiche e terapeutiche Gruppo 4: malattia grave nell uomo e serio rischio per i lavoratori; elevato rischio di propagazione; non disponibili efficaci misure profilattiche e terapeutiche 7

8 Esempi di agenti zoonosici Allegato XLVI: Elenco degli agenti biologici classificati VIRUS Classificazione Virus della coriomeningite linfocitaria (ceppi neurotropi) 3 Virus della febbre emorragica di Crimea/Congo 4 Virus della febbre della Valle del Rift 3 Virus di Ebola 4 Virus di Marburg 4 TBE (Virus dell encefalite da zecca dell Europa Centrale) 3 Herpesvirus simiae (B virus) 3 Virus della malattia di Newcastle 2 Virus della rabbia 3(**) Virus di West Nile 3 Encefalomielite equina del Venezuela 3 Encefalomielite spongiforme (BSE) ed altre TSE degli 3(**) animali a queste associate BATTERI Classificazione Bacillus anthracis 3 Borrelia burgdorferi 2 Brucella abortus 3 Brucella canis 3 Brucella melitensis 3 Brucella suis 3 Campylobacter spp. 2 Chlamydia psittaci (ceppi aviari) 3 Chlamydia psittaci (ceppi non aviari) 2 Clostridium tetani 2 Coxiella burnetii 3 Ehrlichia spp 2 Erysiphelotrix rhusiopathiae 2 Escherichia coli (ad eccezione dei ceppi non patogeni) 2 Escherichia coli, ceppi vericitotossigenici 3(**) 8

9 BATTERI Classificazione Leptospira interrogans (tutti i sierotipi) 2 Listeria monocytogenes 2 Mycobacterium avium/intracellulare 2 Mycobacterium bovis (ad eccezione dei ceppo BCG) 3 Pasteurella multocida 2 Rickettsia conorii 3 Rickettsia rickettsii 3 Salmonella enteritidis 2 Salmonella typhimurium 2 Staphilococcus aureus 2 Streptobacillus moniliformis 2 Streptococcus suis 2 Yersinia pestis 3 Yersinia pseudotuberculosis 2 FUNGHI Classificazione Cryptococcus neoformans var. neoformans 2 Cryptococcus neoformans var. gattii 2 Histoplasma capsulatum duboisii 3 Histoplasma capsulatum var. capsulatum 3 Microsporum spp. 2 Tricophyton spp. 2 9

10 PARASSITI Classificazione Cryptosporidium spp. 2 Diphyllobothrium latum 2 Echinococcus granulosus 3(**) Echinococcus multilocularis 3(**) Leishmania spp. 2 Opisthorchis felineus 2 Taenia saginata 2 Taenia solium 3(**) Toxocara canis 2 Toxoplasma gondii 2 Trichinella spiralis 2 (**):comportano un rischio di infezione limitato perché normalmente non sono veicolati dall aria. D. Lvo 81/2008 Allegato XLVII: Specifiche sulle misure di contenimento e sui livelli di contenimento alle diverse classi di rischio corrispondono diverse misure e livelli di contenimento Attività deliberate: sperimentazioni e produzioni con utilizzo di agenti trasmissibili all uomo necessari misure e livelli di contenimento come da allegato XLVII Presenza di agenti trasmissibili in materiali biologici e in animali art. 274: misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie adozione di misure di 3 o 4 livello nei servizi che ospitano animali che sono o possono essere infetti da agenti biologici del gruppo 3 o 4 art. 275: misure specifiche per laboratori e stabulari adozione di misure almeno di 2 livello nei laboratori comportanti l uso di materiali con possibile contaminazione da agenti patogeni per l uomo e nei locali destinati ad animali da esperimento, possibili portatori di tali agenti 10

11 2 CONDIZIONI (1) Agente zoonosico negli animali (2) Esposizione efficace Zoonosi occupazionale Influenza aviare e rischi occupazionali 11

12 Rischio al macello attività zootecniche e correlate: altri rischi di natura biologica Microrganismi ambientali Allergeni (miceti, acari, proteine di o.a., fibre vegetali) - presenti nell aria su polveri inorganiche o costituenti essi polveri organiche - presenti su animali, loro alimenti, attrezzature, macchinari e strutture [ animalizzazione dell ambiente ] INFEZIONI, ALLERGIE, IRRITAZIONI DSPVPA 12

13 E di natura non biologica Agenti fisici (rumori, vibrazioni, umidità, escursioni termiche ) Sostanze chimiche (disinfettanti, farmaci, fumi, gas, pesticidi ) Allergeni (antibiotici, disinfettanti ) Infortuni, incidenti, patologia muscolo-scheletrica, neoplasie Fattori psicologici e sociali 13

da protozoi criptosporidiosi, leishmaniosi, sarcosporidiosi, toxoplasmosi, tripanosomosi.

da protozoi criptosporidiosi, leishmaniosi, sarcosporidiosi, toxoplasmosi, tripanosomosi. in base all agente eziologico Batteriche: borreliosi di Lyme, brucellosi, carbonchio, clamidiosi, febbre bottonosa, febbre Q, leptospirosi, listeriosi, salmonellosi, tbc, tularemia... Virali: coriomeningite

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