LESIONI BENIGNE VULVARI E VAGINALI
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1 LESIONI BENIGNE VULVARI E VAGINALI Prof. S. Venturoli e Dott. L. Orazi U.O. Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Prof. S. Venturoli
2 ANATOMIA
3 LESIONI BENIGNE VULVARI E VAGINALI Introduzione. La vagina è una nicchia ecologica normalmente colonizzata da una flora polimicrobica Oltre 70% delle donne asintomatiche presenta in vagina batteri aerobi ed anaerobi potenzialmente patogeni Alcune infezioni del tratto genitale inferiore possono diffondersi verso l alto, causando la malattia infiammatoria pelvica (PID) Gran parte delle lesioni benigne vulvari e vaginali sono il risultato di infezioni microbiche (MTS) Una parte delle lesioni vulvo-vaginali riscontrabili nella pratica clinica riconosce una diversa etiologia (non MTS)
4 LESIONI BENIGNE VULVARI E VAGINALI Patogenesi. Trasmissione sessuale anche da portatore asintomatico (M. S. T.) Interventi ostetrici o ginecologici Contatto con oggetti contaminati Particolari condizioni (deficit immunitari, ipoestrogenismo) Utilizzo di spirali (IUD)
5 FLOGOSI DELL APPARATO GENITALE FEMMINILE: AGENTI PATOGENI COMUNI Miceti Candida albicans Candida glabrata Batteri Neisseria gonorrhoeae Haemophilus Ducrey Treponema pallidum Gardnerella vaginalis Chlamydia trachomatis Stafilococchi Protozoi Trichomonas vaginalis Streptococchi Enterococchi Escherichia coli Peptosteptococchi Bacteroides
6 FLOGOSI DELL APPARATO GENITALE FEMMINILE: AGENTI PATOGENI COMUNI Virus Human papilloma virus Herpes virus tipo 2, tipo 1 Poxvirus (mollusco contagioso)
7 MECCANISMI NATURALI DI DIFESA Anatomici Biologici Muco cervico-vaginale Trofismo delle mucose esterogeno-dipendente Lattobacillo di Doederlein (prevalente nel 65 % delle donne asintomatiche) Acidità vaginale estrogeno-dipendente (ph 4-4,5)
8 FLORA VAGINALE IN DONNE ASINTOMATICHE Lattobacilli % Gram positivi (Stafilo-streptococchi) Gram negativi (E. coli, Klebsiella) % % Anaerobi 5 65 % Se la flora normale saprofita rimane in equilibrio antagonizza lo sviluppo di specie patogene e contrasta l'evoluzione di patologie vulvo vaginali.
9 VULVO-VAGINITI INFETTIVE Candida Albicans La vaginite micotica ha trasmissione sessuale o ambientale più comune in caso di gravidanza, diabete, antibiotici, glucocorticoidi, contraccettivi ormonali, presenza di IUD. Facilmente recidivante in donne predisposte che presentano un deficit di immunità locale cellulo-mediata vagina.
10 Sintomatologia: prurito, arrossamento, bruciore, edema, disuria, dispareunia, leucorrea densa, simile a latte cagliato, acidità vaginale elevata Diagnosi: esame microscopico a fresco con aggiunta di KOH 10% (visibili ife fungine in ammassi + spore), esame colturale Terapia: derivati imidazolici (miconazolo, ketoconazolo, econazolo) topici oppure per os (fluconazolo, itraconazolo), anche per trattare il partner Lavande con bicarbonato di sodio per ridurre l acidità vaginale.
11 VULVO-VAGINITI INFETTIVE Trichomonas Vaginalis Vaginite da protozoo flagellato. Trasmessa sessualmente, in forma asintomatica o acuta o recidivante Estesa all esocervice, alle ghiandole di Skene e di Bartolino Sintomatologia nella forma acuta: eritema, prurito, bruciore, dispareunia, disuria, xantorrea maleodorante e schiumosa, discariosi al Pap-test, ph vaginale alcalino. Sintomatologia nella forma cronica: abbondante leucorrea fetida senza altri sintomi. Diagnosi: esame microscopico a fresco Terapia: Metronidazolo per 15 giorni, per os e applicato localmente; terapia per os anche al partner, spesso asintomatico.
12 Presenza di batteri potenzialmente patogeni, prevalentemente anaerobi, in quantità elevata, senza sintomi di vaginite, causata da: Gardnerella, Bacteroides, Mobiluncus, Peptostreptococchi, Mycoplasma hominis, scarsi lattobacilli. Ecosistema profondamente modificato, ph >4,5. Raramente sintomatiche: prurito e bruciore, solo perdite dense, di colore grigio o giallo, con odore di pesce avariato, prodotto da amine (putrescina, cadaverina) derivanti dal catabolismo batterico, odore che si accentua con aggiunta di KOH 10% Diagnosi: clue cells (cellule vaginali granulose e punteggiate, in ammassi) Terapia: Metronidazolo per 15 giorni, per os e applicato localmente; terapia per os anche al partner, spesso asintomatico. (N. B. : evitare l assunzione di alcool durante la terapia) Clindamicina crema vaginale 2% VULVO-VAGINITI INFETTIVE Vaginosi batteriche
13 Malattia infiammatoria pelvica Pelvic Inflammatory Disease (PID) Alcuni patogeni a trasmissione sessuale come: Chlamydia, Gonococco, Coli, Mycoplasma, aerobi associati ad anaerobi, micobatteri, possono colonizzare la vagina dando infezioni pauci/asintomatiche in ambito vulvo-vaginale. A volte questi patogeni possono risalire attraverso la cervice e la cavità uterina trovando una nicchia biologica a livello tubarico: Malattia Infiammatoria pelvica. Può evolvere in piosalpinge: rischio di infertilità tubarica. Sindrome aderenziale Può evolvere in quadro di pelvi-peritonite DIAGNOSI RAPIDA GESTIONE SPESSO OSPEDALIERA A VOLTE CHIRURGICA Sindrome di Fitz-Huge-Curtis.
14 Herpes simplex virus tipo 2 (HSV2) o tipo 1 (HSV1): LESIONI: producono piccole vescicole sui genitali esterni, confluenti, che si ulcerano CLINICA: Eritema, edema, adenopatia inguinale, dolore, bruciore, prurito, disuria, facili recidive, trasmissione sessuale DIAGNOSI: citologica, nel liquido delle vescicole: cellule a palloncino, gonfie e con molti nuclei TERAPIA VULVO-VAGINITI INFETTIVE: Herpes Aciclo-guanosina (Acyclovir), che inibisce la DNA-polimerasi virale, per via topica, orale, endovenosa Prevenzione delle recidive con terapia orale per 6 mesi o per un anno
15 Herpes oculare: comune infezione a carico dell'occhio. in certi casi l'infezione può provocare cicatrici a livello corneale con compromissione della vista.
16 SIFILIDE La sifilide è una delle più importanti malattie sessualmente trasmissibili. L'infezione è causata da un batterio (Treponema pallidum) che si riproduce facilmente sulle mucose dei genitali e della bocca. Il contagio avviene attraverso rapporti non protetti. Negli ultimi anni la sifilide si è nuovamente diffusa anche in Italia e il rischio di contrarla è aumentato. le lesioni che si manifestano nel corso della malattia possono passare inosservate o essere sottovalutate, poiché sono spesso indolori. Sulla base dei rilievi clinici l'infezione sifilitica viene classificata in diversi fasi: sifilide primaria sifilide secondaria sifilide terziaria Le varie fasi si sovrappongono e vengono utilizzati per indicare i diversi trattamenti ed il followup. La sifilide è una malattia complessa, che, se non curata, può portare a varie complicanze, come cardiopatie, demenza, cecità, paralisi e morte.
17 I sintomi del primo stadio compaiono di solito da 2 a 12 settimane dopo il rapporto sessuale con una persona infetta; una piaga rossa indolore chiamata sifiloma iniziale potrebbe comparire sui genitali, sull area dove si trova l infezione Il secondo stadio inizia di norma settimane o mesi dopo che il sifiloma iniziale è apparso. I batteri della sifilide entrano nel sangue e questa si estende a tutto il corpo, causando sintomi molto diversi (altralgie, mialgie, febbre, esantemi etc). L esantema: Macchie della pelle verdi o bianche simili a una verruca, chiamate sifilodermi, potrebbero apparire nelle aree umide intorno alla bocca, all ano e alla vagina. Queste lesioni sono piene di batteri e molto contagiose. Il terzo stadio o neuro-lue: perdita di memoria, è caratterizzato da problemi mentali, difficoltà di deambulazione, di equilibrio, scarso controllo della vescica, problemi di vista, perdita di sensibilità, specialmente alle gambe. NB: può essere trasmessa da madre a feto in gravidanza. La sifilide primaria non trattata comporta un rischio di trasmissione fetale del %, con possibile morte endouterina fetale fino a 1/3 dei casi.
18 VULVO-VAGINITI INFETTIVE VIRALI Human papilloma virus (HPV): produce condilomi acuminati, piani, endofitici Coinvolto nella cancerogenesi cervicale e vulvare Trasmesso sessualmente Favorito dall immunodepressione (HIV) e dalla gravidanza Lesioni vulvo-perineali spesso asintomatiche Human papilloma virus (HPV): ceppi a basso rischio, a rischio intermedio, ad alto rischio neoplastico. Al momento sono stati identificati oltre 100 tipi di HPV: più del 90% delle lesioni condilomatose (verruche) genitali sono associate ai tipi di HPV 6 e 11. I sottotipi di HPV ad elevato rischio oncogenico sono il 13, 16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 68. ceppi maggiormente a rischio sono 16 (HPV 16) e 18 (HPV 18), responsabili da soli del 70% delle neoplasie della cervice uterina; gli stessi papillomavirus sono altresì responsabili di neoplasie del pene, dell'ano, della vagina, della vulva e dell'orofoaringe e oculari (neoplasie marginale per incidenza rispetto cervice uterina).
19 VULVO-VAGINITI INFETTIVE VIRALI Diagnosi: Pap-test: coilociti (cellule vaginali con una cavità o alone perinucleare, nucleo denso). Colposcopia come secondo livello. I ceppi virali sono identificati mediante sonde molecolari al HPV-DNA-TEST Circa l'1% delle donne positive per HPV ad alto rischio oncogenico sviluppa una neoplasia della cervice uterina. Tempo di insorgenza del cancro è circa paria a 10 anni. SCREENING Ruolo nella diagnosi precoce CONDILOMI (verruche genitali) HPV 6 e 11 Lesioni preneoplastiche L-H SIL HPV 16 e 18
20 VULVO-VAGINITI INFETTIVE VIRALI Condilomi Le lesioni benigne compaiono come eruzioni ruvide, più o meno evidenti, circoscritte all'area genitale. Nella donna, invece, le verruche genitali si manifestano con maggior frequenza a livello di vulva, vagina e collo dell'utero. Nell'uomo interessano prevalentemente il glande, il frenulo ed il meato uretrale. Spesso sono sintomatiche: le verruche genitali comportano dolore, irritazione, prurito e bruciore localizzato, d'intensità variabile, generalmente debole. Il più delle volte presentano dimensioni ridotte. Più raramente possono crescere, aggregandosi e formando gruppetti di condilomi acuminati, decisamente più fastidiosi. Possono avere anche altre localizzazioni (oculari, faringee).
21 TERAPIA Distruzione delle lesioni condilomatose con Laser-CO2 Asportazione chirurgica Crioterapia Uso di creme topiche (Imiquimod) a base di immunomodulatori
22 Condilomatosi perineale prima e dopo laser a CO2
23 Condilomatosi oculare prima e dopo elettrocoagulazione. Condilomatosi perianale prima e dopo Imiquimod (Aldara).
24 VULVO-VAGINITI INFETTIVE VIRALI L-SIL e H-SIL Obiettivo dello screening è individuare il più precocemente possibile eventuali lesioni pre-neoplastiche a livello del collo dell'utero e intervenire in modo adeguato. Si distinguono: L-SIL: lesioni di basso grado - come quelle da HPV o CIN-1 (displasia lieve che interessa solo lo strato basale dell'epitelio) - regrediscono spesso spontaneamente entro due anni e raramente portano al cancro. H-SIL: lesioni di alto grado - come CIN-2 e CIN-3 (displasia media e grave) - comportano invece un rischio più elevato di evolvere nel cancro. Evoluzione a cancro: avviene quando la lesione supera la membrana basale che separa l'epitelio dal connettivo circostante e diventa invasivo.
25 VULVO-VAGINITI INFETTIVE VIRALI L-SIL e H-SIL La maggior parte delle infezioni da HPV resta asintomatica e regredisce spontaneamente. Un atteggiamento di attesa e controllo risulta il più indicato. Nei casi di SIL persistente può essere necessario un intervento terapeutico (conizzazione) in genere è indicata per CIN 2 e 3 (H-SIL). La procedura di conizzazione prevede l asportazione di una parte della cervice con laser o anche con diatermia speciale (metodo LLETZ). Successivamente, il tessuto asportato è sottoposto ad esame istologico.
26 L-SIL H-SIL Carcinoma invasivo
27 L-SIL H-SIL Carcinoma invasivo
28 BARTOLINITE Lesione flemmonosa che poi diventa ascesso della ghiandola del Bartolini. Causata da Mycoplasma, gonococco, piogeni, ecc. Sintomi: dolore e gonfiore sul lato della ghiandola colpita, spesso febbre, difficoltà alla deambulazione Terapia: incisione e drenaggio, antibiotici
29 LICHEN VULVARE I lichen (planus e sclerosus) sono delle patologie cronico degenerative - evolutive che possono interessare la vulva la sintomatologia e le alterazioni anatomiche provocano delle importanti limitazioni alla vita sessuale Il lichen planus: interessa un età compresa tra 30 ei 60 anni la malattia non è contagiosa; è una patologia infiammatoria a base autoimmune. si manifesta con prurito e eruzioni cutanee di vario tipo. la terapia sintomatica si basa sull uso di trattamenti topici al cortisone nelle forme più lievi, se invece la sintomatologia è molto impegnativa vengono associate terapie sistemiche cortisoniche o immunosoppressive con ciclosporina o azatioprina.
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31 LICHEN VULVARE Lichen sclerosus: Patologia infiammatoria cronica. Sintomi: in genere, prurito, bruciore e dispareunia, e potrebbe degenerare a tal punto da fondere le piccole e le grandi labbra della donna. Secchezza vaginale e ragadi sono frequenti. Se presente con lesioni ipercheratosiche (ispessimenti biancastri della cute vulvare) viene considerato un lesione pre-neoplastica che può evolvere verso il carcinoma epidermoide vulvare. Necessario Follow-up e biopsie.
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