Introduzione 10 INTRODUZIONE

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1 Introduzione Il Rapporto 2002 sull Economia romana consente di trarre qualche considerazione positiva sull andamento del sistema produttivo e del tessuto sociale dell area romana. Come si vedrà, da questa edizione del Rapporto si è intrapresa la strada di una attenzione maggiormente ravvicinata ai fenomeni più strettamente economici cercando di legare a questi anche gli aspetti di natura diversa quali l evoluzione e la struttura della popolazione, gli interventi in campo sociale e la politica del territorio. L esito sarà naturalmente valutato dal lettore ma a noi sembra che un tale approccio abbia consentito una maggiore compattezza analitica pur nei limiti di una produzione statistica ancora molto migliorabile per quanto concerne i dati disaggregati a livello locale - e, dunque, una maggiore capacità di evidenziare obiettivi e limiti delle azioni di politica economica intraprese e, soprattutto, da intraprendere da parte dei decisori locali e a livello nazionale. L economia romana, anche nel 2002, ha prodotto risultati nel complesso migliori di quelli registrati a livello nazionale ed anche con riguardo al confronto con altre grandi città: il valore aggiunto a prezzi correnti è cresciuto del 4.4% a Roma contro il 3.6% di Milano e il 3.4% della media nazionale; l occupazione nel suo complesso è cresciuta a Roma del 3.1% a fronte di un dato medio nazionale dell 1.5% nonostante un drammatico calo degli occupati in agricoltura pari al 14.3%, molto superiore a quello verificatosi a livello nazionale pari al 2.7%. Anche il tasso di attività dell area romana risulta migliore del valore medio nazionale: 49.3% contro 48.8% e, inoltre, la crescita del tasso di attività nella nostra città è interamente dovuto alla maggiore occupazione femminile. Tali dinamiche dell occupazione e del tasso di attività hanno determinato, pur in presenza di un aumento delle forze di lavoro, una ulteriore riduzione del tasso di disoccupazione, passato dal 10% del 2001 (9.5% in Italia) al 7.9% nel 2002 (9% in Italia) e del numero dei disoccupati, passato da 161mila nel 2001 a 128mila nel La crescita dell occupazione comparativamente superiore non sembra dunque dipendere da una maggiore densità, nell area romana, dei settori a più bassa produttività come invece una persistente anche se ingiustificata iconografia vorrebbe accreditare. Infatti, come è bene evidenziato nel 10 INTRODUZIONE

2 paragrafo 1.1 del presente Rapporto la specializzazione industriale della provincia di Roma è cresciuta nei settori dell industria del tabacco; dell estrazione di petrolio e gas naturale; della raccolta, depurazione e distribuzione d acqua; delle macchine per ufficio e dei sistemi informatici; della raffinazione del petrolio e della produzione di coke; degli apparecchi medicali e della strumentazione di precisione; dell industria chimica e delle fibre sintetiche; delle altre industrie estrattive; delle costruzioni; della fabbricazioni di apparecchiature radiotelevisive e di comunicazione; dell estrazione di minerali metalliferi; dell industria alimentare e delle bevande; della fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici; della fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo; della fabbricazione di autoveicoli; dei prodotti della lavorazioni di minerali non metalliferi; del mobilio; del legno e dei prodotti in legno; del recupero e del riciclaggio; della fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici; delle industrie tessili; delle pelli e degli articoli in cuoio; e dell abbigliamento e pellicceria. Questa lunga lista offre un quadro efficace del dinamismo mostrato dall industria delle provincia di Roma nel periodo , durante il quale sistemi industriali più forti (quali ad esempio quelli di Milano e Torino) non hanno fatto registrare progressi altrettanto significativi. I dati relativi al mercato del credito, peraltro, rafforzano il quadro di un economia romana che anche nel 2002 ha proseguito nel mostrare una dinamica maggiormente vivace rispetto al dato medio nazionale e, anche, rispetto alle altre grandi città: nel 2002 il numero degli sportelli bancari è cresciuto del 2.87% a Roma dell 1.91% A Milano e del 2.23 in Italia, confermando una tendenza in atto almeno dal Anche la dinamica degli impieghi è coerente con questo quadro: a Roma nel 2002 sono cresciuti del 3.74% a fronte di una contrazione dello 0.3% registratasi a Milano. La struttura economica romana, analogamente a quanto accade nel resto del paese, ivi comprese le altre maggiori città, è caratterizzata da imprese di piccola e piccolissima dimensione. Tuttavia la dimensione media delle imprese residenti nell area romana è sensibilmente superiore al valore medio nazionale: 4.72 contro 3.69 addetti ed anche questo dato smentisce un luogo comune legato alla economia romana come totalmente dipendente dalle attività burocratiche legate al suo ruolo di capitale amministrativa, oltre che politica vale la pena sottolinearlo della nazione. In particolare, Roma conferma il suo ruolo di capitale dell industria elettrica, grazie all importanza di ENEL e ACEA, con una dimen- 11 INTRODUZIONE

3 sione media di addetti contro un valore medio nazionale di che determina una sua maggiore dimensione media anche nell industria in senso stretto con una valore di addetti contro un dato medio nazionale di 8.84 addetti. Anche nei servizi, con una dimensione media di 4.44 addetti contro un valore medio nazionale di 3.69, Roma mostra di avere caratteristiche lontane da quella marginalità che spesso, malevolmente, si cerca di attribuirle. Sul fronte delle variabili creditizie, invece, l economia romana mostra qualche segno di difficoltà sia sul versante della domanda che su quello dell offerta. Dal lato dell offerta si vede un valore del credito utilizzato in rapporto all accordato sensibilmente superiore al dato nazionale e a quello relativo alla maggioranza delle altre grandi città; questo indicatore pur in sé non esaustivo quale misuratore del razionamento del credito, lascia supporre una maggiore difficoltà di accesso al credito e, dunque, una maggiore tensione dal lato finanziario per le imprese romane che, certamente, non contribuisce ad una maggiore domanda di investimenti. Dal lato della domanda risulta lievemente superiore al dato medio nazionale e sensibilmente superiore al dato di Milano il rapporto tra sofferenze e finanziamenti concessi; a dimostrazione di una certa fragilità finanziaria della realtà economica romana. I tassi di interesse rispecchiano questo quadro, con differenziali positivi per l Italia centrale rispetto sia al totale nazionale che alle aree settentrionali, sia nel comparto dei tassi a breve che in quello dei tassi a medio e lungo termine. Il maggiore sviluppo dell economia romana si è associato con un tasso di inflazione pari al 2.65% (3% nel 2001) che, anche nel 2002, si è mantenuto più elevato di quello medio nazionale pari al 2.34% (2.68% nel 2001). La maggiore inflazione romana emerge con migliore chiarezza se la si confronta con quella registratasi nel 2002 a Milano, pari all 1.91%. Come viene bene evidenziato nel paragrafo 2.2 del Rapporto, le tre principali cause della maggiore inflazione romana sembrano doversi ricondurre alle caratteristiche strutturali della distribuzione di generi alimentari a Roma; alla dinamica nazionale che interessa un settore di particolare importanza per l economia romana, come quello del turismo; all incremento dei tassi di rendimento sul capitale investito a Roma che emerge dall analisi del mercato immobiliare. Proprio questo ultimo elemento sembra, fra tutti, il maggiormente rilevante nel determinare la maggiore inflazione romana, a dimostrazione della sensibile crescita della rendita urbana. 12 INTRODUZIONE

4 Sul tema della rendita urbana oltre che dell uso razionale del territorio, si concentra il paragrafo 4.2, dedicato al piano regolatore. Il piano regolatore, si sottolinea nel Rapporto, ha una natura ed una importanza che lo portano ad essere un bene pubblico particolare, tale da dover essere collocato al di sopra delle correnti vicende politiche e amministrative. Inoltre, si sottolinea come il piano regolatore debba essere informato non soltanto dagli interessi, pur rilevanti, della salvaguardia del territorio ma anche dal forte legame esistente tra uso del territorio e possibilità di sviluppo del tessuto economico e sociale di Roma e distribuzione del reddito e della ricchezza fra categorie di cittadini attraverso l impatto sulla rendita urbana. Roma è la Capitale d Italia ed è anche, come viene mostrato nel Rapporto, una realtà economica di prima grandezza. Il capitolo 3 pone in luce come il bilancio dello Stato non riconosca adeguatamente il ruolo di Capitale alla città di Roma e, soprattutto, come le politiche economiche poste in essere dai Governi nazionali abbiano, con intensità crescente, determinato inefficienti restrizioni nei gradi di libertà a disposizione della politica economica sviluppata dagli enti locali a favore dei propri cittadini e del tessuto economico del territorio. In realtà delle dimensioni di Roma, ciò costituisce una minaccia al percorso di sviluppo su cui la nostra città si è incamminata. Daniele Pace Economista 13 INTRODUZIONE

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