UNITA STRATIGRAFICHE
|
|
|
- Gina Nicolosi
- 6 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 UNITA STRATIGRAFICHE
2 STRATOTIPI Stratotipo: è un intervallo o un punto in una specifica successione di corpi rocciosi, che costituisce lo standard per la definizione e la caratterizzazione di un unità stratigrafica o per definirne il limite. Si distinguono 3 categorie di stratotipi: Stratotipo dell unità Stratotipo del limite Stratotipo composito
3 Monte dei Corvi (AN) - Stratotipo della base del Tortoniano (limite Serravaliano Tortoniano) da
4 UNITA LITOSTRATIGRAFICHE Litostratigrafia: disciplina che si occupa di suddividere e gerarchizzare le successioni rocciose in unità formali distinte sulla base della loro litologia Unità litostratigrafica: corpo roccioso separabile da quelli adiacenti in base alle caratteristiche litologiche ed alla posizione stratigrafica. Sono definite dai solo caratteri fisici, facilmente riconoscibili sul terreno. É richiesta una complessiva omogeneità litologica o la presenza di caratteri litologici peculiari. Anche il contenuto fossilifero, se particolarmente rappresentativo, può essere utile nella distinzione di unità litostratigrafiche (es.: Rosso Ammonitico, Scisti ad Aptici, Encrinite di Fanes). Non vengono presi in considerazione gli aspetti genetici e la storia geologica dei corpi litologici considerati. Sono indipendenti dal concetto di tempo. Le unità litostratigrafiche rappresentano le unità fondamentali per gli studi geologici di base e la cartografia geologica.
5 FORMAZIONE: corpo roccioso distinguibile da quelli adiacenti sulla base delle caratteristiche litologiche. E definita unicamente dalla sua litologia (composizione, tessitura, strutture, colore) e dalla sua posizione stratigrafica. Può essere costituita da un qualsiasi tipo di roccia (sedimentaria, ignea, metamorfica o, in alcuni casi, associazioni di due o più tipi di roccia) e può includere anche discontinuità deposizionali, a meno che non coincidano con significativi cambiamenti litologici. (Guida Italiana alla Classificazione e Terminologia Stratigrafica - Quaderni III serie Volume 9. ISPRA, ex APAT) LA DESIGNAZIONE FORMALE DI UNA FORMAZIONE PREVEDE L INDICAZIONE ANCHE DI: Stratotipo e sezioni di riferimento o affioramenti caratteristici Caratteri litologici, eventuali strutture sedimentarie, spessore, geometria esterna del corpo (e variazioni laterali di questi caratteri documentate da sezioni di riferimento) Limiti stratigrafici (criterio litologico) con formazioni a tetto, a letto e i rapporti laterali; loro descrizione (contatto netto, brusco, transizionale graduale, interdigitazione ); descrizione criterio/i utilizzati per loro ubicazione (es.: prima comparsa di selci in una successione calcarea). I limiti devono essere riconoscibili sul terreno. Contenuto fossilifero ed età
6 DENOMINAZIONE FORMALE DI UN UNITA UNITA LITOSTRATIGRAFICA: rango dell unità + nome geografico appropriato/toponimo (lettera maiuscola) (es.: località/area tipo chiaramente ubicabile su carta) es.: Formazione di Livinallongo qualora l unità sia caratterizzata da litologia omogenea/dominante e diagnostica: termine litologico + nome geografico appropriato/toponimo (lettera maiuscola) (es.:località/area tipo chiaramente ubicabile su carta) es.: Dolomia dello Sciliar, Encrinite di Fanes, Arenarie di Ranzano Ma permangono nomi formazionali fortemente radicati nella letteratura geologica (ante procedure formali): es: Rosso Ammonitico, Biancone
7 Rosso Ammonitico Lombardo Stefano Cuzzilla
8 Le unità litostratigrafiche formali risultano così gerarchizzate (in ordine decrescente): Supergruppo Gruppo Formazione (unità fondamentale: riconoscibile e cartografabile) Membro Strato, Orizzonte Ovvero, salvo eccezioni (es. Arenaria glauconitica di Belluno), spessore di almeno qualche decina di metri (con riferimento scala carta geologica 1:50.000) Unità litostratigrafiche informali sono la lente e la lingua. Gerarchia delle unità litostratigrafiche ( da C. Holland, 1978)
9 Orizzonte litostratigrafico (litoorizzonte, livello guida): superficie distinta per le sue peculiari caratteristiche litologiche (es.: un limite di un unità litostratigrafica o una superficie all interno dell unità stessa), oppure un livello marker di limitato spessore con litologia distintiva a scala apprezzabile (es.:; Livello Selli; Livello Bonarelli; Orizzonte di Andraz, nella Formazione di Werfen). Lente: corpo lenticolare distinto litologicamente dall unità litostratigrafica che lo racchiude. Lingua: parte di unità litostratigrafica che si protende al di fuori del corpo principale dell unità stessa (Guida Italiana alla Classificazione e Terminologia Stratigrafica - Quaderni III serie Volume 9. ISPRA, ex APAT)
10 UNITA BIOSTRATIGRAFICHE Biostratigrafia: è lo studio della distribuzione stratigrafica dei fossili. Lo scopo della biostratigrafia è quello di organizzare gli strati in unità basate sul loro contenuto in fossili (IUGS, 1976). Le unità biostratigrafiche, sono di tipo descrittivo. Devono essere ritenute presenti solo quando siano effettivamente esistenti gli elementi paleontologici che le identificano (la pura somiglianza di litologia, l equivalenza di età o di ambiente deposizionale non giustificano l inclusione di una successione di strati in una data unità biostratigrafica). Lo stesso intervallo stratigrafico può essere classificato in modo diverso, attraverso unità biostratigrafiche basate su gruppi fossili diversi. I limiti tra le zone di queste diverse scale non sono di regola coincidenti. La classificazione biostratigrafica prevede: Superbiozona (o superzona) Biozona (unità fondamentale) Sottobiozona (o sottozona)
11 BIOZONA: intervallo stratigrafico caratterizzato da un peculiare contenuto fossilifero che consente, in una determina area, di differenziarlo dagli intervalli stratigrafici adiacenti. Si distinguono i seguenti tipi principali di biozona: Zona di associazione o cenozona Zona di distribuzione Zona di distribuzione di un taxon Zona di distribuzione concomitante Zona oppeliana Zona filetica Zona di Acme Zona di intervallo In genere, il nome di una biozona va riferito al più a due nomi zonali (es.: Biozona di distibuzione di Paraceratites trinodosum)
12
13 UNITA CRONOSTRATIGRAFICHE Cronostratigrafia: parte della stratigrafia che studia l età degli strati e le loro relazioni temporali (ISG, 1976) suddividendo, classificando e correlando gli strati e gli eventi geologici sulla base di intervalli di tempo isocroni e orizzonti temporali sincroni (Schoch, 1989) Scopo della classificazione cronostratigrafica: 1. Individuare un sistema di riferimento temporale per collocare qualunque evento geologico 2. Favorire la correlazione temporale ed il confronto tra successioni coeve deposte in aree geograficamente differenti 3. Costruire la Scala Cronostratigrafica Standard (SCS), nella quale sono comprese tutte le unità cronostratigrafiche di applicazione globale, organizzate temporalmente e gerarchicamente in modo da ricoprire la sequenza stratigrafica senza lacune e sovrapposizioni (Guida Italiana alla Classificazione e Terminologia Stratigrafica - Quaderni III serie Volume 9. ISPRA, ex APAT)
14
15 UNITA CRONOSTRATIGRAFICHE UNITA CRONOSTRATIGRAFICA: corpo roccioso che si è formato durante un specifico intervallo di tempo. Le unità cronostratigrafiche sono delimitate da superfici sincrone. L UNITA CRONOSTRATIGRAFICA èlamaterializzazione di un certo periodo del tempo geologico; il corrispondente periodo di tempo in cui l unità si è formata è definito come UNITA GEOCRONOLOGICA Sabbia che scorre in un determinato intervallo di tempo = unità cronostratigrafica Intervallo di tempo durante il quale la sabbia scorre = unità geocronologica Attenzione, si può dire che la durata del flusso dura un certo intervallo di tempo, ma non si può affermare che la sabbia stessa sia quel determinato intervallo di tempo
16 Ad ogni unità cronostratigrafica corrisponde un unità geocronologica Unità cronostratigafiche Eonotema Eratema Sistema Serie Piano (unità fondamentale) Cronozona Unità geocronologiche Eon Era Periodo Epoca Età Crono PIANO: unità cronostratigrafica gerarchicamente meno elevata. Durata temporale: variabile, generalmente compresa tra 2 e 10 milioni di anni. Spessore: non rappresentativo, può variare da luogo a luogo. Nome del piano: di norma deriva da un toponimo geografico relativo alla località dove si trovano lo stratotipo o l area tipo (Oxfordiano, da Oxford; Langhiano, dall area delle Langhe - Piemonte), oppure dall unità litostratigrafica che lo rappresenta. ETA prende lo stesso nome del piano corrispondente. Il piano rappresenta l unità di maggior utilità pratica nelle correlazioni interregionali e la più piccola unità riconoscibile a livello globale.
17 CRONOZONA: unità cronostratigrafica formale, non gerarchica. Rappresenta un corpo roccioso che si è formato ovunque nel mondo durante l intervallo temporale corrispondente ad un unità stratigrafica o ad un evento geologico. (Guida Italiana alla Classificazione e Terminologia Stratigrafica - Quaderni III serie Volume 9. ISPRA, ex APAT) Ad esempio, se la cronozona: è definita su basi biostratigrafiche, rappresenta l estensione temporale massima di una biozona si riferisce ad un unità per la quale è stato definito uno stratotipo, la sua estensione temporale può corrispondere a quella dello stratotipo oppure all estensione massima dell unità. L uso delle cronozone in stratigrafia corrisponde a criteri di praticità, derivanti dal loro carattere non gerarchico. Vengono utilizzate soprattutto per stabilire l età relativa delle successioni stratigrafiche a scala regionale-locale, indipendentemente dalle unità della Scala Cronostratigrafica Standard (che sono invece gerarchiche). Sono tanto più utili quanto più corrispondono a brevi intervalli temporali.
18
19 da ISG, 1976
20
21 Tratto da Raffi & Serpagli, 1993
22 CORRELAZIONI e SCHEMI CRONOSTRATIGRAFICI CORRELAZIONE STRATIGRAFICA insieme di procedure e metodologie attraverso le quali si dimostra la corrispondenza di parti geograficamente separate di una o più unità geologiche. CORRELAZIONI CRONOSTRATIGRAFICHE (o CRONOCORRELAZIONI) hanno lo scopo di riconoscere le relazioni temporali delle unità stratigrafiche o, in generale, delle rocce. Una unità cronostratigrafica può essere estesa oltre al suo areale geografico: Per definizione infatti i suoi limiti sono sincroni e possono perciò delimitare ovunque rocce che rappresentano lo stesso intervallo di tempo. Diversi sono i metodi a cui si ricorre per correlare un limite cronostratigrafico al di fuori della sua area di definizione: Relazioni fisiche tra gli strati, Litologia, Paleontologia, Determinazione isotopiche dell età delle rocce, Inversione di polarità magnetica, Cambiamenti climatici, Paleogeografia e variazioni eustatiche, Discontinuità, Orogeni In senso stretto, le correlazioni cronostratigrafiche devono esser basate su crono-orizzonti: consento massima precisione e risoluzione stratigrafica possibile (tuttavia le correlazioni hanno generalmente valore locale). CRONO-ORIZZONTE: superficie stratigrafica o interfaccia isocrona o, al più, intervallo molto sottile e distintivo, isocrono. Corrispettivo geocronologico: MOMENTO o ISTANTE se fuori scala tempo geologico
23
24 spazio tempo
25 Documenta le relazioni spazio-temporali tra le diverse unità (ovvero tra i gruppi di rocce) Non registra lo spessore dell unità ma l intervallo di tempo in cui le stesse si sono accumulate Da G.B. Carulli, 2006
26
27 CORRELAZIONI e SCHEMI LITOSTRATIGRAFICI La LITOCORRELAZIONE collega unità di litologia e posizione stratigrafica simile Tratto da Raffi & Serpagli, 1993 Due unità possono avere la stessa posizione stratigrafica rispetto ad altre unità litostratigrafiche e possono anche esser collegabili lateralmente, ma nel contempo possono aver avuto origine in tempi diversi. La cronocorrelazione viene ottenuta tramite altre metodologie, possibilmente integrate (biostratigrafia, magnetostratigrafia )
28 da Bosellini et al., 1989
29
30 Schema litostratigrafico (vette feltrine Dolomi Bellunesi)
31 Confronto tra schema litostratigrafico e cronostratigrafico
32 Schema litostratigrafico o cronostratigrafico?
33 Schema litostratigrafico o cronostratigrafico?
Paleontologia Stratigrafica
Paleontologia Stratigrafica Stratigrafia Scienza che studia la disposizione, la successione nel tempo e la struttura chimico fisica dei corpi rocciosi Moti delle placche Vulcanesimo Cosmo, Sole Rotazione
GEOLOGIA STRATIGRAFICA
ITG A. POZZO LICEO TECNOLOGICO GEOLOGIA STRATIGRAFICA INDIRIZZO: Costruzioni, Ambiente, Territorio - opzione B GEOLOGIA E TERRITORIO Classe 4^ - 3 ore settimanali Schede a cura del prof. Romano Oss GEOLOGIA
STRATI E STRATIFICAZIONE
Concetto di strato. STRATI E STRATIFICAZIONE Definizione Fisica: uno STRATO rappresenta uno corpo costituito da un accumulo di sedimenti, fisicamente delimitato alla base (letto) ed al tetto da superfici
GUIDA ITALIANA ALLA CLASSIFICAZIONE E ALLA TERMINOLOGIA STRATIGRAFICA 75
GUIDA ITALIANA ALLA CLASSIFICAZIONE E ALLA TERMINOLOGIA STRATIGRAFICA 75 8. - UNITÀ CRONOSTRATIGRAFICHE Le unità cronostratigrafiche sono corpi rocciosi che si sono formati durante un determinato intervallo
DEFINIZIONE E OBBIETTIVI DELLA STRATIGRAFIA
DEFINIZIONE E OBBIETTIVI DELLA STRATIGRAFIA Lo scopo della stratigrafia é quello di ordinare nel tempo e nello spazio i diversi corpi litologici che costituiscono la porzione accessibile della crosta terrestre;
Strati e stratificazione
Strati e stratificazione Definizione Fisica: uno STRATO rappresenta uno corpo costituito da un accumulo di sedimenti, fisicamente delimitato alla base (letto) ed al tetto da superfici di discontinuità,
GEOLOGIA STRATIGRAFICA
DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIOLOGICHE, GEOLOGICHE E AMBIENTALI Corso di laurea in Scienze geologiche Anno accademico 2017/2018-1 anno GEOLOGIA STRATIGRAFICA GEO/02-9 CFU - 2 semestre Docente titolare dell'insegnamento
Modulo 2: Nozioni di base di Geologia
Modulo 2: Nozioni di base di Geologia Il principio dell attualismo in Geologia la stratigrafia e le sue leggi fondamentali cenni sulla Paleogeografia dell appennino centrale dal Mesozoico ad oggi 1) Principio
PRINCIPI DI STRATIGRAFIA
PRINCIPI DI STRATIGRAFIA STRATIGRAFIA: parte della Geologia che studia la successione delle rocce sedimentarie secondo l ordine di deposizione e cerca di ricostruire gli originari ambienti di sedimentazione.
Stratigrafia e Unità di Classificazione Internazionali
Corso di Geologia Stratigrafica e Sedimentologia Cap. VII Stratigrafia e Unità di Classificazione Internazionali La Stratigrafia è la sub-disciplina delle Scienze Geologiche che studia, descrive e classifica
GEOLOGIA DI SOTTOSUOLO
GEOLOGIA DI SOTTOSUOLO Silvia Rosselli Il territorio di Milano nella nuova cartografia geologica Milano, 12 maggio 2017 1) Quadro geologico di riferimento: la collaborazione con ENI Ricostruzione dell
Concetti introduttivi alla stratigrafia sequenziale. Variazioni relative del livello marino
Concetti introduttivi alla stratigrafia sequenziale Variazioni relative del livello marino Considerando le curve che indicano la variazione nel tempo degli onlap costieri entro un determinato bacino,
1. Le rocce e la loro età
1. Le rocce e la loro età Roccia - Materiale che costituisce un opera d arte - Corpo geologico - Aggregato di fasi mineralogiche - Associazione di fasi mineralogiche - Sistema chimico - insieme di parti
Il ciclo delle rocce
Stratigrafia In una serie rocciosa lo strato è l unità elementare. Uno strato è limitato da superfici generalmente parallele, dette giunti di stratificazione. Il ciclo delle rocce Principi di Stratigrafia
Negli ultimi anni nuovi criteri e metodi per definire i depositi quaternari continentali: Unità Allostratigrafiche e UBSU
La stratigrafia del Quaternario - 2 Abbiamo visto come per vari motivi le unità della stratigrafia classica, ma anche le unità morfologiche, pedologiche NON siano del tutto adatte al rilevamento del Quaternario,
Geologia Stratigrafica
Geologia Stratigrafica DEFINIZIONE E SCOPO deriva dall unione tra il termine latino stratum ed il greco graphia quindi significa descrizione degli strati La stratigrafia comprende lo studio di tutti i
PARTE 1 DI 2 NUOVA CARTOGRAFIA GEOLOGICA DI SOTTOSUOLO DELLA PIANURA EMILIANO-ROMAGNOLA ALLA SCALA 1:50.000
Conferenza del Dott. Paolo Severi di Giovedì 18 Marzo 2010 ore 15.00 tenuta presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell Università di Parma PARTE 1 DI 2 NUOVA CARTOGRAFIA GEOLOGICA DI SOTTOSUOLO
Sistemi Deposizionali (parte III)
Corso di Geologia Stratigrafica e Sedimentologia Cap. VI Sistemi Deposizionali (parte III) Una SPIAGGIA può progradare, costruendo una sequenza sedimentaria di tipo coarsening-upward Il suo spostamento
Sedimentologia & Stratigrafia
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI FERRARA Dipartimento di Scienze della Terra Sedimentologia & Stratigrafia Dr. Michele Morsilli SEDIMENTOLOGIa Disciplina geologica che studia la composizione e tutti gli altri
Caratterizzazione geologica e geotecnica del sottosuolo della Città di Roma
Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria Caratterizzazione geologica e geotecnica del sottosuolo della Città di Roma Moscatelli M. (1), Milli S. (2), Patera A.
Taratura dei dati sismici con pozzi
Taratura dei dati sismici con pozzi I dati di pozzo, qualora disponibili, sono di fondamentale interesse per la taratura di sommità e base di una sequenza stratigrafica (unconformities e relativa durata
Terre emerse nell ultima glaciazione (15000 anni fa)
Terre emerse nell ultima glaciazione (15000 anni fa) Sezione geologica della Piana Costiera Ionica Trasgressioni e regressioni e quantità di apporti Stazionamento alto (highstand): periodi durante
Corso di GEOLOGIA STRATIGRAFICA E SEDIMENTOLOGIA AA Modulo di SEDIMENTOLOGIA
Corso di GEOLOGIA STRATIGRAFICA E SEDIMENTOLOGIA AA 2015-2016 Modulo di SEDIMENTOLOGIA A cura di Ester Colizza Testi di consultazione suggeriti e/o consultati Sedimentary Petrology - M.E.Tucker Sedimentology
ORDINE DEI GEOLOGI DELL ORDINE DEI GEOL A TOSCANA
ORDINE DEI GEOLOGI DELLA TOSCANA 9 dicembre 2008 Elaborato a se stante, autonomo La relazione idrogeologica Mirata al tipo di progetto da supportare ma deve comunque sempre contenere informazioni sulla
Esercizio A B A C. Scala 1:10.000
Esercizio 10 1 2 Tenendo conto della disposizione dei limiti stratigrafici, riconoscere: a) la successione stratigrafica delle tre formazioni A, B e C (disegnare colonnina stratigrafica), con A: arenarie,
LE ROCCE. (seconda parte) Lezioni d'autore. di Simona Mazziotti Tagliani
LE ROCCE (seconda parte) Lezioni d'autore di Simona Mazziotti Tagliani VIDEO VIDEO Le rocce sedimentarie (I) Le rocce sedimentarie, seppur in quantità minore nella crosta terrestre rispetto alle metamorfiche
Capitolo 5 Elementi fondamentali di tettonica e stratigrafia
Capitolo 5 Elementi fondamentali di tettonica e stratigrafia Studia l assetto della crosta terrestre, le dislocazioni che ha subìto attraverso le ere geologiche e le deformazioni delle rocce. Deformazioni
^"^^iul^^- Alfonso Bosellini - Emiliano Mutti Franco Ricci Lucchi ROCCE E SUCCESSIONI SEDIMENTARIE UTET
Alfonso Bosellini - Emiliano Mutti Franco Ricci Lucchi ^"^^iul^^- ROCCE E SUCCESSIONI SEDIMENTARIE UTET SOMMARIO \ - Premessa P- xv 1. INTRODUZIONE «1 1.1. Come si forma una roccia sedimentaria «2 1.2.
A2.1 - Tabelle per il calcolo dei coefficienti di amplificazione sismica (secondo livello di approfondimento)
ALLEGATO A2 TABELLE E FORMULE PER LA VALUTAZIONE DEI FATTORI DI AMPLIFICAZIONE SISMICA PER LE ANALISI DEL SECONDO LIVELLO DI APPROFONDIMENTO E PER LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI TOPOGRAFICI. A2.1 - Tabelle
Geologia Stratigrafica e Sedimentologia
Università degli Studi della Basilicata Corso di Laurea Triennale in Scienze Geologiche Anno Accademico 2007/2008 Corso di Geologia Stratigrafica e Sedimentologia A cura del Prof. Sergio Longhitano Crediti
Università La Sapiena di Roma. Corso di Laurea in Scienze Naturali A.A. 2015/16. Paleontologia. Prof.ssa Letizia Di Bella
Università La Sapiena di Roma Corso di Laurea in Scienze Naturali A.A. 2015/16 Paleontologia Prof.ssa Letizia Di Bella La Paleontologia PALEONTOLOGIA E la scienza che si occupa dello studio dei fossili
Studio di PERICOLOSITÀ SISMICA: definizione di scuotimento atteso
Studio di PERICOLOSITÀ SISMICA: definizione di scuotimento atteso La definizione della pericolosità di un sito viene separata in due fasi distinte: da una parte lo studio di sorgenti e propagazione profonda,
L analisi stratigrafica delle murature in elevato
Rilievo dell architettura. Il rilievo per l archeologia L analisi stratigrafica delle murature in elevato Rilevare la struttura muraria ed i suoi corredi funzionali ed estetici, costituisce una operazione
COMUNE DI GUASILA. Provincia di CAGLIARI
Timbri: COMUNE DI GUASILA Provincia di CAGLIARI Impianto di recupero rifiuti non pericolosi della ditta C.AP.R.I. s.c. a r.l. Sig. Carlo Schirru Tecnico: Dott. Ing. Pierpaolo Medda Dott. Geol. Fabio Sanna
Le Rocce e i Minerali
Le Rocce e i Minerali Le Rocce Che cos è una roccia? Per roccia si intende un aggregato solido di diversi minerali. Malachite Le rocce sono classificate per il processo di formazione, per la loro composizione
ELEMENTI DI TETTONICA E STRATIGRAFIA
A cura di V. Francani ELEMENTI DI TETTONICA E STRATIGRAFIA ROCCE CRISTALLINE Nella catena alpina affiora il basamento cristallino costituito da rocce metamorfiche e intrusive e da una copertura di formazioni
Indagini geologiche, idrogeologiche e archeologiche preliminari
Indagini geologiche, idrogeologiche ed archeologiche preliminari 2 INDICE PREMESSA Tali indagini hanno lo scopo dell accertamento e della verifica delle caratteristiche geologiche ed idrogeologiche dei
Successioni concordanti e discordanti, continue e discontinue
LAUREA TRIENNALE IN GEOLOGIA E RISORSE NATURALI Successioni concordanti e discordanti, continue e discontinue Modificato da F. Podda; 2015 SUCCESSIONI CONCORDANTI E DISCORDANTI Dal punto di vista puramente
SEZIONI GEOLOGICHE. Esempio di rappresentazione di una sezione geologica
SEZIONI GEOLOGICHE Una volta costruita, correttamente, la sezione topografica, il passo successivo è costituito dalla rappresentazione della successione di formazioni geologiche che sono presenti nel sottosuolo
COMUNE DI CAPOLONA PROVINCIA DI AREZZO. Progetto: Piano di Recupero in zona A. Committente: Amministrazione Comunale di Capolona.
Dott. Franco Bulgarelli - Geologo - Via del Gavardello n 73 (Arezzo) /fax - 0575/380676 E-mail: [email protected] COMUNE DI CAPOLONA PROVINCIA DI AREZZO Progetto: Piano di Recupero in zona A. Località:
FUSINA S.R.L. INDAGINI NEL SOTTOSUOLO
FUSINA S.R.L. INDAGINI NEL SOTTOSUOLO COMMITTENTE : CENTRO GRAFICO DG SPA MARCALLO CON CASONE (MI) 1844_13 RELAZIONE IDROGEOLOGICA DI DETTAGLIO IN SUPPORTO AL PROGETTO DI UN CAPANNONE INDUSTRIALE A MARCALLO
Stratigrafia Sequenziale
Corso di Geologia Stratigrafica e Sedimentologia Cap. IX Stratigrafia Sequenziale Stratigrafia Sequenziale La Stratigrafia Sequenziale si basa sul seguente concetto: Nelle aree marine, la sedimentazione
PLACCA AFRICANA GEOLOGIA DEL TICINO
PLACCA AFRICANA GEOLOGIA DEL TICINO Placca Africana. Durante il periodo successivo al Triassico (da 225 a 190 milioni di anni fa), l apertura di grandi fessure nel Pangea segnò l inizio della disgregazione
Lineamenti idrogeologici e geotermici della. Sicilia Occidentale
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PALERMO Scuola delle Scienze di Base e Applicate ORDINE REGIONALE DEI GEOLOGI DI SICILIA Partinico, 10 05-17 Lineamenti idrogeologici e geotermici della Sicilia Occidentale Prof.
SISTEMI INFORMATIVI GEOGRAFICI IN GEO- LOGIA
MARIA TERESA MELIS SISTEMI INFORMATIVI GEOGRAFICI IN GEO- LOGIA [email protected] ANNO ACCADEMICO 2016/ 2017 LEZIONE 2 INTRODUZIONE AL GIS Corso di Sistemi Informativi Geografici in Geologia a cura di
Capitolo 6 Rilevamento geologico
Capitolo 6 Rilevamento geologico Rilevamento geologico: finalizzato a fornire informazioni sulle caratteristiche geologiche (litologia rocce affioranti, datazione, rapporti spaziali) di una determinata
Modulo 1: Nozioni di base di Geologia
Modulo 1: Nozioni di base di Geologia La Terra (Parametri fisici -Origine-Struttura Dinamica) Metodi di datazione assoluta e relativa Il Tempo Geologico e le sue principali suddivisioni La Terra: le principali
32 COMMISSIONE ITALIANA DI STRATIGRAFIA DELLA SOCIETÀ GEOLOGICA ITALIANA
32 COMMISSIONE ITALIANA DI STRATIGRAFIA DELLA SOCIETÀ GEOLOGICA ITALIANA 5. - LITOSTRATIGRAFIA 5.1. - INTRODUZIONE La litostratigrafia si occupa di suddividere e gerarchizzare le successioni rocciose in
Lezione La Carta Geologica
Lezione La Carta Geologica Obiettivi La lezione che stiamo per affrontare ci consentirà di conoscere meglio lo strumento fondamentale su cui si basa la conoscenza strutturale di un territorio, ovvero la
STRUTTURA INTERNA DELLA TERRA
STRUTTURA INTERNA DELLA TERRA Informazioni sulla struttura interna della Terra si possono ottenere con metodi diretti e indiretti. metodi diretti dalle miniere (3000 m di profondità) dalle trivellazioni
5. Regola delle fasi
5. Regola delle fasi Regola delle fasi di Gibbs V = C-f+v V = varianza (o numero dei gradi di libertà) = numero di fattori che possono variare indipendentemente senza modificare il numero di fasi presenti
ORDINE DEI GEOLOGI DEL LAZIO
ORDINE DEI GEOLOGI DEL LAZIO CORSO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE Roma 26 settembre 2013 CONFRONTI DELLE CATEGORIE DI SOTTOSUOLO FRA LE NTC08 E LE NUOVE FUTURE NTC: CASI APPLICATIVI Geol. Antonio Colombi
CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN PROSPEZIONI GEOLOGICHE E CARTOGRAFIA
CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN PROSPEZIONI GEOLOGICHE E CARTOGRAFIA 1. Obiettivi formativi I laureati nel corso di Laurea Specialistica in Prospezioni geologiche e cartografia acquisiranno: - un elevata
Estratto da un quaderno di riflessioni scritto da Alfredo Bini.
Estratto da un quaderno di riflessioni scritto da Alfredo Bini. Con questo modello Alfredo Bini faceva riflettere gli studenti sull inconsistenza logica delle correlazioni fra anfiteatri differenti
LO SCAVO PALEONTOLOGICO PER OTTENERE TUTTI I DATI POSSIBILI DAI FOSSILI OCCORRE RACCOGLIERLI
LO SCAVO PALEONTOLOGICO PER OTTENERE TUTTI I DATI POSSIBILI DAI FOSSILI OCCORRE RACCOGLIERLI MA SI DEVE CONSIDERARE IL FOSSILE, O MEGLIO, L ASSOCIAZIONE DEI FOSSILI (TANATOCENOSI), ANCHE IN RELAZIONE ALLA
Proposta su: CONTENUTI MINIMI DELLA RELAZIONE GEOLOGICA, DELLA MODELLAZIONE GEOTECNICA E DELLA RELAZIONE SULLA MODELLAZIONE SISMICA
Proposta su: CONTENUTI MINIMI DELLA RELAZIONE GEOLOGICA, DELLA MODELLAZIONE GEOTECNICA E DELLA RELAZIONE SULLA MODELLAZIONE SISMICA (NTC D.M. 14.01.2008 e la CIRCOLARE C.S.LL.PP. N 617 del 02.02.2009 Linee
LA CARTOGRAFIA GEOLOGICA DEI MARI ITALIANI ALLA SCALA 1: 250.000. Annamaria Correggiari
LA CARTOGRAFIA GEOLOGICA DEI MARI ITALIANI ALLA SCALA 1: 250.000 Annamaria Correggiari Progetto a cura di F. Trincardi, A. Argnani, A. Correggiari con contributi di Informatizzazione: F. Foglini Carta
I paleontologi utilizzano numerosi metodi per la datazione dei fossili. Datazione relativa Scala temporale geologica
I paleontologi utilizzano numerosi metodi per la datazione dei fossili Datazione relativa Scala temporale geologica Gli strati di rocce sedimentarie permettono di attribuire un età relativa ai fossili
L interno di un pezzo cavo puó essere rappresentato con linee tratteggiate. Se la geometria del pezzo é complessa questo metodo non garantisce peró
SEZIONI L interno di un pezzo cavo puó essere rappresentato con linee tratteggiate. Se la geometria del pezzo é complessa questo metodo non garantisce peró una facile interpretazione del disegno. Si ricorre
COMUNE DI CORTONA PROVINCIA DI AREZZO. Progetto: Variante al Piano di Recupero n 401/ Demolizione e
Dott. Franco Bulgarelli - Geologo - Via del Gavardello n 73 (Arezzo) - 0575/912745 E-mail: [email protected] COMUNE DI CORTONA PROVINCIA DI AREZZO Progetto: Variante al Piano di Recupero n 401/2008 - Demolizione
PERICOLOSITA SISMICA 2 VITA NOMINALE E CLASSE D USO 4 AZIONE SISMICA 5 CATEGORIA DEL SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE 6
INDICE PERICOLOSITA SISMICA 2 VITA NOMINALE E CLASSE D USO 4 AZIONE SISMICA 5 CATEGORIA DEL SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE 6 SPETTRI E PARAMETRI DI STRUTTURA 7 1 PERICOLOSITA SISMICA L azione sismica
