ISPEZIONI PROGRAMMATE RETI GAS

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1 ISPEZIONI PROGRAMMATE RETI GAS

2 Ai sensi della Delibera dell Autorità per l Energia Elettrica e il Gas n. 120/08 (art. 12 Obblighi di servizio relativi alla sicurezza), il Distributore deve annualmente sottoporre ad ispezione la propria rete gas secondo i seguenti criteri: L impresa distributrice ottempera ai primi due obblighi di servizio indicati nella tabella C: a) purché nel biennio costituito dall anno di riferimento e da quello ad esso precedente abbia eseguito l ispezione su una percentuale della rete maggiore di almeno il 10% del doppio della percentuale indicata nella tabella C, con riferimento alla lunghezza totale della rete al 31 dicembre precedente al biennio stesso; b) purché nel triennio costituito dall anno di riferimento e dal biennio ad esso precedente abbia eseguito l ispezione su almeno il 95% della rete, con riferimento alla lunghezza totale della rete al 31 dicembre precedente al triennio stesso.

3 L impresa distributrice è tenuta ad effettuare l ispezione di ogni tratto della rete almeno con le frequenze indicate nella tabella D:

4 LINEE GUIDA Le linee guida AEEG CIG UNI sono dedicate al servizio di distribuzione del gas; le raccomandazioni contenute all interno delle linee guida costituiscono i requisiti essenziali per l effettuazione delle attività trattate per aspetti non coperti o non sufficientemente regolamentati da norme tecniche nazionali o europee - ESECUZIONE DELLE ISPEZIONI PROGRAMMATE DELLA RETE PER GAS CON DENSITA 0,8 - CLASSIFICAZIONE DELLE DISPERSIONI DI GAS

5 ISPEZIONE DELLA RETE SECONDO LE LINEE GUIDA ATIG - CIG - UNI PROGRAMMAZIONE PRELOCALIZZAZIONE MEDIANTE ASPIRAZIONE DALLA SUPERFICIE STRADALE LOCALIZZAZIONE MEDIANTE ASPIRAZIONE DAI FORI DI SONDAGGIO CLASSIFICAZIONE DELLA DISPERSIONE IN BASE ALLA PERICOLOSITA

6 ORIGINE DELLE DISPERSIONI Le dispersioni di gas possono essere causate da diverse situazioni: - perdite da raccordi delle giunzioni - perdite da punti di spillamento (prese) - perdite dovute alla corrosione - perdite dovute a cedimenti strutturali

7 PRELOCALIZZAZIONE La prelocalizzazione delle dispersioni è l insieme delle operazioni mediante le quali si individua un area in prossimità della rete caratterizzata da una presunta dispersione di gas. L attività di prelocalizzazione deve essere eseguita con i metodi di seguito riportati, utilizzati singolarmente o in combinazione tra loro: - Mediante autoveicolo attrezzato - Mediante strumentazione portatile

8 STRUMENTAZIONE UTILIZZATA L autoveicolo attrezzato è costituito da: sistema di aspirazione frontale che preleva i campioni di aria da analizzare al livello del suolo strumento di analisi del campione di aria prelevato

9 SISTEMA A IONIZZAZIONE DI FIAMMA (FID) Il principio di funzionamento dei sensori a ionizzazione di fiamma si basa sulla capacità di una fiamma di idrogeno di ionizzare gli idrocarburi. Il gas da analizzare viene fatto entrare in una camera in cui è mantenuta una fiamma di idrogeno opportunamente separata dall'ambiente. La nube ionica dei prodotti della combustione viene trasformata in corrente tra due elettrodi mantenuta ad una prestabilita differenza di potenziale: l'intensità di corrente risulta proporzionale alla concentrazione di metano presente nella camera.

10 SISTEMA LASER Il sensore è costituito da una sorgente laser che proietta il fascio di luce tramite una serie di specchi attraverso la miscela di gas da analizzare e da un rilevatore che misura la frazione di luce assorbita dal gas metano. La misura del grado di attenuazione del fascio laser consente di ricavare la concentrazione del gas.

11 PRE-LOCALIZZAZIONE La fase di prelocalizzazione consiste nel passaggio dell automezzo a velocità ridotta sulla sede stradale in prossimità della tubazione di distribuzione del gas per prelevare campioni di aria a livello del suolo e verificare la presenza di metano. Tutta l attività viene gestita dall operatore tramite PC che gestisce lo strumento di analisi e il posizionamento spaziale sulle tubazioni tramite GPS. La procedura analizza ed associa automaticamente le coordinate GPS ai parametri di rilievo delle tubazioni interrate rappresentate in un sistema GIS. La rappresentazione cartografica della rete di distribuzione viene visualizzata nel software tramite files shape (*.SHP) nei quali vengono automaticamente compilate le tabelle degli attributi arricchendole di dati essenziali (data ispezione, nome via, lunghezza tratta tubazione, eventuale punto di rilevamento della dispersione di gas). Tale sistema risulta molto utile all operatore che riesce in questo modo a gestire le zone della rete gas già ispezionate, quelle ancora da ispezionare, aggiungere al file SHP note relative all attività eseguita, ecc.

12 PRE-LOCALIZZAZIONE

13 LOCALIZZAZIONE Per localizzare la dispersione il personale addetto deve effettuare le seguenti operazioni: - Individuare la zona in cui, durante la fase di prelocalizzazione è stato rilevato un segnale presumibilmente attribuibile ad una dispersione di gas; - realizzare una serie di fori di uguale profondità, disposti possibilmente sulla generatrice della tubazione in prossimità del punto segnalato in fase di prelocalizzazione. - inserire la sonda dello strumento di misura della concentrazione di gas nei fori; - misurare i valori di concentrazione presenti in corrispondenza di ciascun foro; - individuare il punto di massima concentrazione (foro di localizzazione) realizzando, se necessario, ulteriori fori.

14 LOCALIZZAZIONE Dopo avere localizzato la dispersione, il personale addetto deve procedere alla sua classificazione in conformità a quanto previsto dalle linee guida per la classificazione delle dispersioni di gas.

15 CLASSIFICAZIONE DISPERSIONI SU TUBAZIONI INTERRATE Ciascuna dispersione di gas deve essere classificata in funzione della situazione di pericolosità in atto e della probabilità che la dispersione stessa possa dar origine ad una situazione pericolosa (es. esplosione, incendio, asfissia), in modo tale da poter fissare un ordine di priorità per la sua eliminazione.

16 ESPLOSIVITA GAS NATURALE SCALA 0-100% 0 % vol. GAS 100 % vol. GAS 0 3,93 % 17,50 % 100 % 100 % LIE 3,93 % vol. Limite Inferiore Esplosività 17,50 % vol. Limite Superiore Esplosività

17 ESPLOSIVITA GAS NATURALE SCALA 0-100% LIE LSE 0 3,93 % 17,50 % 0 % LIE 80 % LIE 100 % LIE

18 CLASSIFICAZIONE DISPERSIONI SU TUBAZIONI INTERRATE LOCALIZZAZIONE A1 SI A giudizio del distributore la dispersione costituisce pericolo immediato? NO Valutazione della dispersione in funzione della distanza D del foro di localizzazione da fabbricati e/o cavità prossimi al foro stesso e del valore di concentrazione di gas X misurato all interno del foro. D < 0,5 m 0,5 m < D < 4 m D > 4 m

19 COMUNICAZIONE DISPERSIONI SU TUBAZIONI INTERRATE Comunicazione alle Pubbliche Autorità competenti per le azioni di loro pertinenza, tra le quali ad esempio: - evacuazione dell'edificio o del luogo a rischio di incidente; - divieto di accesso e transito nella zona a rischio di incidente; - deviazione del traffico stradale dalla zona a rischio di incidente.

20 DISTANZA DEL FORO DI LOCALIZZAZIONE D < 0,5 m DA FABBRICATI E/O CAVITA Concentrazione di gas X nel foro >80 % LIE? SI A1 NO SI Presenza di gas nei fabbricati o cavità prossimi al foro di localizzazione? NO A2 locali interni al fabbricato 0,5 m cavità Punto di dispersione condotta gas intercapedine del fabbricato

21 DISTANZA DEL FORO DI LOCALIZZAZIONE 0,5 m < D < 4 m DA FABBRICATI E/O CAVITA Presenza di gas nei fabbricati o cavità? SI A1 NO A2 Esecuzione foro classificazione a 0,5 m da fabbricati/cavità Concentrazione di gas X nel foro >80 % LIE? B locali interni al fabbricato 4 m 0,5 m Punto di dispersione cavità intercapedine del fabbricato condotta gas

22 DISTANZA DEL FORO DI LOCALIZZAZIONE D > 4 m DA FABBRICATI E/O CAVITA Foro di classificazione a 4 m da fabbricati o cavità. Presenza di gas? NO C SI Esecuzione foro di classificazione a 0,5 m da fabbricati o cavità. Presenza di gas? NO B Presenza di gas nei SI SI A1 fabbricati o cavità? NO Concentrazione di gas X nel foro >80 % LIE? NO SI 4 m B 0,5 m A2 locali interni al fabbricato Punto di dispersione Fori di classificazione cavità Intercapedine del fabbricato

23 DOCUMENTAZIONE DELL ATTIVITA SVOLTA Il rapporto di localizzazione e classificazione della dispersione deve includere: - I dati ed il codice univoco di identificazione dei segnali rilevati in fase di prelocalizzazione; - La data e l ora di effettuazione della localizzazione; - I dati che permettono di individuare la dispersione (via, numero civico, rappresentazione grafica); - Il nome del personale addetto; - I dati identificativi della strumentazione (es. marca, modello e numero di matricola); - Il valore massimo della concentrazione di gas rilevato; - La tipologia della tubazione sulla quale è stata individuata la dispersione; - La classe attribuita alla dispersione; - L eventuale riclassificazione specificando la nuova classe, la data di assegnazione e le motivazioni della riclassificazione.

24 DOCUMENTAZIONE DELL ATTIVITA SVOLTA

25 OFFERTA CPL CPL è in grado di offrire un servizio completo e all avanguardia per l'ispezione delle reti di distribuzione gas. La prelocalizzazione, la localizzazione e la classificazione delle dispersioni sono eseguite con automezzi attrezzati, con mezzi pedonali e con strumenti rilevatori FID ad altissima sensibilità che possono integrare sistemi di georeferenziazione per garantire la massima fruibilità dei dati per aziende dotate di cartografia informatizzata. Le attività previste per l'esecuzione delle prestazioni tecniche relative per l'ispezione delle reti di distribuzione gas, sono le seguenti: Ispezione e prelocalizzazione dispersioni gas con automezzo Ispezione e prelocalizzazione dispersioni gas mezzo pedonale Localizzazione e classificazione delle dispersioni Classificazione delle dispersioni secondo linee guida ATIG

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