TRAUMATOLOGIA SPORTIVA
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- Gianpiero Carletti
- 9 anni fa
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1 CENTRO QUALIFICAZIONE NAZIONALE TRAUMATOLOGIA SPORTIVA Modulo 01 D Corso Allievo Allenatore
2 FATTORI DI RISCHIO FATTORI OCCASIONALI O ACCIDENTALI Traumi Generici FATTORI SPECIFICI Traumi specifici da Sport
3 TRAUMATOLOGIA SPORTIVA Qualsiasi lesione ai tessuti provocata da un agente vulnerante meccanico, fisico, termico, radiante, etc. Tratta solo Lesioni Meccaniche TRAUMI ESOGENI TRAUMI ENDOGENI Tutto ciò sollecita problemi di PREVENZIO- NE, TRATTAMENTO e RIABILITAZIONE conosciuti non solo dal Medico Sportivo ma anche da Allenatori ed Educatori Fisici.
4 TRAUMI In rapporto allêintensità debbono essere distinti in: TRAUMI ACUTI (Agente vulnerabile unico, violento, immediato e sopramassimale) TRAUMI CRONICI (Non di meno invalidanti, sollecitazioni microtraumatiche, sottomassimali, agiscono con meccanismo cumulativo)
5 TRAUMI DA SPORT CONTUSIONI FERITE TRAUMI MUSCOLARI CRAMPO MUSCOLARE TRAUMI ARTICOLARI FRATTURE
6 CONTUSIONI Lesioni traumatiche provocate da un agente esterno che schiaccia i tessuti molli, al di sotto della pelle, senza rovinare lêintegrità dei tessuti superficiali. Generalmente si produce stravaso ematico che può assumere caratteristiche: ECCHIMOSI (1À Grado) EMATOMA (2À Grado) ISCHEMIA (3À Grado)
7 CONTUSIONI TRATTAMENTO Somministrare ghiaccio; Non effettuare massaggi; Periodo di riposo della parte lesa; Dopo 2 o 3 giorni si possono usare dei vasodilatatori).
8 FERITE Per ferita si intende lêinterruzione di continuità della cute. La gravità di una ferita dipende da fattori definiti come: profondità, estensione e localizzazione. Maggiore è la gravità più importanti sono le conseguenze, le più impegnative sono: PERDITA DI SANGUE possibilità di ematoma, emorragia imponente ed eventualmente shock (es: ferita lacero-contusa)
9 FERITE PENETRAZIONE DI MICROBI con possibile conseguente infezione. In tal caso due possono essere i casi più pericolosi: A. SETTICEMIA (Stato infettivo caratterizzato dalla penetrazione e permanenza nel sangue di agenti patogeni); B. TETANO (condizione morbosa dovuta allêeffetto sul SNC dalla tossina prodotta dallêagente microbico responsabile).
10 FERITE TIPI DI FERITE Abrasione; Ferita da punta; Ferita da taglio; Ferita lacero-contusa.
11 FERITE TRATTAMENTO Detergere e asciugare la ferita dal centro verso la periferia usando garza e disinfettante (no alcool); Somministrazione di polvere antibiotica o sulfamidica; Se la ferita continua a sanguinare, bloccare con laccio a monte (se sangue arterioso) o a valle (se sangue venoso); Coprire la ferita con garze sterili e fasciare; Sorvegliare sempre la ferita cercando i segni di infezioni (arrossamento, febbre, dolore, gonfiore, etc.)
12 FERITE ANEMIA Primi sintomi dopo il 15-20% di perdita di sangue: Pallore; Sudore freddo; Nausea; Aumento frequenza cardiaca e atti respiratori e Vertigini. SHOCK Alterazione del microcircolo dei tessuti; le cellule vanno incontro ad IPOSSIA (diminuzione dellêossigeno), le cause: Traumatica; Disidratazione; Cardiogena; Allergica. Caratteristiche evolutive di aggravamento: la COMPETENZA DIAGNOSTICA è del MEDICO!
13 TRAUMI MUSCOLARI Per TRAUMI MUSCOLARI si intendono lêinterruzione di continuità di parti muscolari, i più noti sono: STIRAMENTO MUSCOLARE (Rottura di alcune fibrille muscolari, con stravaso ematico più o meno abbondante). STRAPPO MUSCOLARE (Rottura di uno o più fasci muscolari con stravaso ematico abbondante). CAUSE FREDDO; RICHIESTA DI LAVORO IMPROVVISO; MANCANZA DI ALLENAMENTO; AFFATICAMENTO MUSCOLARE.
14 TRAUMI MUSCOLARI SINTOMI Dolore locale, tumefazione locale e impotenza funzionale. TRATTAMENTO Somministrare ghiaccio e/o impacchi freddi; Riposo ed immobilizzazione della parte lesa con fasciatura contenitiva; Utilizzare pomate antidolorifiche ed antiinfiammatorie; Successivamente (dopo 3-4 giorni) effettuare impacchi caldo-umidi. Nel caso di STRAPPI MUSCOLARI cêè bisogno di INTERVENTO CHIRURGICO.
15 CRAMPO MUSCOLARE Contrazione improvvisa e involontaria, dolorosa di fibre muscolari scheletriche (striate ad innervazione volontaria). CAUSE DEFICIT CIRCOLATORI LOCALI: in RAGAZZI in età evolutiva (squilibrio cardiovascolare e maturazione auxologica) in ADULTI (vasculopatia); PERDITA ECCESSIVA DI LIQUIDI; ALTERAZIONE COMPOSIZIONE SANGUIGNA (farmacologica o patologica).
16 CRAMPO MUSCOLARE TRATTAMENTO Manovra senzêaltro utile per alleviare il dolore è lo stiramento forzato del gruppo muscolare che si è contratto; Reintegrazione salina; Per i RAGAZZI in Età Evolutiva possono essere utili minuti al giorno di attività isometrica per qualche giorno; Per gli ADULTI è consigliabile il riposo e rivolgersi ad uno specialista in casi di alterazione della composizione sanguigna.
17 TRAUMI ARTICOLARI Per TRAUMI ARTICOLARI si intendono le conseguenze di movimenti bruschi e violenti che forzino le articolazioni. I Traumi più noti sono: DISTORSIONE LUSSAZIONE
18 DISTORSIONE Fuoriuscita di un capo osseo dalla sua sede articolare seguita dallêimmediato rientro (spontaneo) con possibile lesione delle strutture circostanti: capsule articolari, legamenti, tendini, fibre muscolari e fibre nervose. SINTOMI Dolore; ecchimosi e/o ematoma; infiammazione; gonfiore e riduzione dei movimenti articolari. COMPLICAZIONI EMARTRO (raccolta di sangue allêinterno dellla capsula articolare); IDRARTO (stravaso di liquido sieroso, infiammatorio, dentro lêarticolazione).
19 DISTORSIONE TRATTAMENTO Somministrare applicazioni di ghiaccio; Immobilizzare tramite bendaggio, previa applicazione di pomata o gel (per favorire il riassorbimento dello stravaso ematico e ridurre lêinfiammazione e il dolore) la parte articolare colpita; Periodo di riposo della parte lesa; Consultare il Medico e il Fisioterapista per le cure e la riabilitazione.
20 LUSSAZIONE Fuoriuscita di un capo osseo dalla sua sede articolare con possibile lesione delle strutture circostanti: capsule articolari, legamenti, tendini, fibre muscolari e fibre nervose. SINTOMI Dolore molto intenso; deformazione e impotenza funzionale. COMPLICAZIONI EMARTRO (raccolta di sangue allêinterno dellla capsula articolare); IDRARTO (stravaso di liquido sieroso, infiammatorio, dentro lêarticolazione).
21 LUSSAZIONE TRATTAMENTO NON TENTARE LA RIDUZIONE se non si è esperti; Immobilizzare lêarticolazione deformata, (immobilizzando sia lêarticolazione a valle sia quella a monte); Trasporto immediato in un Centro Ospedaliero; Consultare il Medico e il Fisioterapista per le cure e la riabilitazione.
22 FRATTURE Per FRATTURE si intendono le interruzioni della continuità di un osso. Si distinguono diversi tipi di Fratture: FRATTURA INCOMPLETA od INFRAZIO- NE (lêosso non è interessato in tutto il suo spessore dalla lesione); FRATTURA COMPLETA (lêosso è interrotto in tutto il suo spessore) con tre varianti: COMPOSTA; SCOMPOSTA; ESPOSTA. COMMINUTA (lêosso nella zona di lesione è praticamente sbriciolato).
23 FRATTURE TRATTAMENTO Sdraiare il ferito e tranquillizzarlo; Tamponare eventuali sanguinamenti imponenti; Immobilizzare la regione lesa, muovendo il meno possibile i monconi. MAI TENTARE DI RIDURRE una Frattura! Coprire con un panno pulito, se si tratta di frattura esposta; Provvedere al trasporto al più vicino Centro Ospedaliero, sempre garantendo lêimmobilità della parte lesa.
24 CENTRO QUALIFICAZIONE NAZIONALE FINE LEZIONE Modulo 02 B Corso Allievo Allenatore
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