Generatori di numeri casuali

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Generatori di numeri casuali"

Transcript

1 Statistica computazionale Generatori di numeri casuali Alberto Lusoli Distribuito sotto licenza Creative Common Share Alike Attribution

2 La generazione dei numeri casuali è troppo importante per essere lasciata al caso Robert R. Coveyou

3 Concetti fondamentali I campi di studio della probabilità e della statistica si fondano sul concetto di spazio delle probabilità e variabile casuale. Quando questi concetti vengono implementati in elaboratori nasce il problema di simulare variabili casuali mediante algoritmi deterministici.

4 Definizione intuitiva Un algoritmo RNG (Random Number Generator) è un software il cui output è difficilmente distinguibile dal comportamento di una variabile "veramente casuale".

5 Definizione intuitiva Ovvero, osservando una serie di output forniti dall'algoritmo non si dovrebbero avere informazioni circa il successivo valore generato.

6 Quando si utilizzano numeri random? Nei linguaggi di programmazione sono presenti funzioni per la generazione di numeri casuali. Tra quelli che abbiamo affrontato in altri corsi citiamo: Matlab rand ANSI C rand()

7 Processi fisici Variabili casuali possono scaturire anche dall osservazione di processi fisici come il tempo di decadimento atomico o l'analisi del thermal noise (disturbo termico) nei semiconduttori.

8 Processi fisici I RNG basati su processi fisici hanno molti svantaggi rispetto alla loro controparte software: sono difficili da realizzare, sono costosi, lenti e non sono in grado di riprodurre la stessa sequenza di output a partire dal medesimo stato iniziale.

9 Processi fisici Questi metodi sono spesso utilizzati insieme a algoritmi RNG per la selezione del seme iniziale (vedi dopo). Rappresentano infatti una fonte di entropia esterna utile per certe applicazioni dove è frequente il reseeding, ovvero la reinizializzazione della sequenza di output (criptologia e macchine da gioco).

10 Algoritmi RNG e numeri pseudo casuali Centro della nostra analisi sono i software per la generazione di numeri casuali (abbreviati in RNG) Si tratta di algoritmi deterministici in grado di generare un output avente le stesse proprietà statistiche di una sequenza di numeri generata da un processo casuale.

11 Numeri Pseudo casuali L output fornito, come accennato in precedenza, imita ma non è propriamente una variabile casuale. Per questo motivo è più corretto parlare di numeri pseudo-casuali (PRNG, dall'inglese pseudo-random numbers generator).

12 Caratteristiche dei numeri pseudo-casuali Una sequenza di numeri pseudocasuali deve soddisfare, al minimo, le seguenti proprietà statistiche: Distribuzione Indipendenza

13 Distribuzione Distribuzione degli output secondo una funzione di distribuzione predefinita f(x): di solito si richiede una distribuzione uniforme su un intervallo specificato (equidistribuzione)

14 Indipendenza Indipendenza tra elementi successivi della sequenza, ovvero tra 2 output successivi

15 Esempio La sequenza 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 Non si può definire pseudo-casuale E certamente equidistribuita sull'intervallo [1,10], ma le coppie di elementi successivi non sono uniformemente distribuite sull'insieme di tutte le possibili coppie di numeri da 1 a 10, ma sono tutte della forma (n,n+1). Non è quindi soddisfatto il criterio di indipendenza

16 Provare la casualità Il problema principale dei RNG è che l'output fornito non è propriamente una variabile casuale ma una approssimazione di una variabile casuale con distribuzione uniforme ed indipendente

17 Provare la casualità Se l output è, come avviene spesso, una sequenza di bit con valori 0 o 1, ogni bit deve assumere con uguale probabilità 0 o 1 e tutti i bit devono essere tra di loro indipendenti.

18 Provare la casualità Questo comportamento desiderato non può essere provato a ex-ante ma deve essere testato ex-post mediante test statistici che provino che la variabile in osservazione abbia realmente il comportamento casuale desiderato.

19 RNG in formula Indipendentemente dal funzionamento particolare di ciascun algoritmo, tutti gli RNG possono essere descritti come composti da: (",µ, f,u,g)

20 RNG in formula " : Insieme finito di stati (spazio degli stati) µ : f : U : g : Distribuzione di probabilità utilizzata per selezionare dall insieme lo stato iniziale (detto Seme) Funzione di transizione che, partendo da determina. In formula: s i+1 = f (s i ) Spazio degli output, solitamente comprende i valori tra 0 e 1 Funzione di output. Dato uno stato Gli output dal RNG " s i+1 u i = g(s i ) " U u 0,u 1,u 2... s 0 s i s i sono i Numeri casuali prodotti

21 Periodo massimo di un RNG Dato che l insieme degli stati è finito, per qualsiasi seme (stato iniziale) esisterà un valore l " tale per cui s 1 s i+l = s i

22 Periodo massimo di un RNG Dato che le funzioni di transizione e di output f e g sono deterministiche, allora anche per l output vale la formula: u i+l = u i

23 a parole Significa che, partendo da un qualsiasi stato iniziale, dopo un certo numero di l iterazioni, il sistema torna allo stato iniziale, ovvero al seme. Quindi, tutti gli algoritmi RNG generano sequenze finite di numeri casuali e dopo un numero l di iterazioni tornano allo stato iniziale.

24 Proprietà del periodo Il valore di l più piccolo per cui è avviene il ritorno allo stato iniziale è chiamato periodo del RNG ed è indicato con ". " è minore o uguale a ", ovvero all'insieme finito di stati (spazio degli stati).

25 Proprietà del periodo Se gli stati sono rappresentati in un computer da una stringa di k bit, allora: " # 2 k Buoni RNG hanno valore di tendente a. " dipende anche dal seme. RNG efficienti hanno possibili stati iniziali. " " uguale per tutti i "

26 Altre caratteristiche dei RNG Criteri di qualità utilizzati per valutare la qualità di un RNG sono: Lunghezza del periodo: periodi lunghi, prossimi a ", assicurano che il sistema non entri in cicli prevedibili.

27 Altre caratteristiche dei RNG Efficienza: buoni RNG devono utilizzare una quantità ridotta di risorse (memoria) Ripetibilità: partendo dallo stesso seme, devono essere in grado di riprodurre la stessa sequenza di numeri casuali Portabilità: devono essere indipendenti dal contesto hardware software

28 Alcuni esempi di RNG Analizziamo ora 2 famiglie di RNG, tra le più utilizzate. Generatori lineari congruenziali Mersenne Twister

29 Generatori lineari congruenziali I generatori di numeri casuali di tipo lineare congruenziale sono tra i più semplici e più diffusi. La formula base per questa famiglia di RNG è del tipo: s i+1 = a " s i + c(modm)

30 nel dettaglio s i+1 : stato al tempo i+1 s i : stato al tempo i s i+1 = a " s i + c(modm) a c m : parametro Moltiplicatore : parametro Incremento. Se, allora l RNG è detto Moltiplicativo : numero di stati possibili c = 0

31 Esempio Poniamo i valori dei parametri pari a: a = 3 c = 6 m = 5 s 0 =1 " s i+1 = 3" s i + 6(mod5)

32 s 0 =1 Esempio

33 s 0 =1 s 1 = 3"1+ 6(mod5) = 4 Esempio

34 s 1 = 3"1+ 6(mod5) = 4 s 0 =1 s 2 = 3" 4 + 6(mod5) = 3 Esempio

35 s 1 = 3"1+ 6(mod5) = 4 s 0 =1 s 2 = 3" 4 + 6(mod5) = 3 s 3 = 3" 3+ 6(mod5) = 0 Esempio

36 s 1 = 3"1+ 6(mod5) = 4 s 0 =1 s 2 = 3" 4 + 6(mod5) = 3 s 3 = 3" 3+ 6(mod5) = 0 s 4 = 3" 0 + 6(mod5) =1 Esempio

37 s 1 = 3"1+ 6(mod5) = 4 s 0 =1 s 2 = 3" 4 + 6(mod5) = 3 s 3 = 3" 3+ 6(mod5) = 0 s 4 = 3" 0 + 6(mod5) =1 s 5 = 3"1+ 6(mod5) = 4 Esempio

38 Esempio s 0 =1 s 1 = 3"1+ 6(mod5) = 4 s 2 = 3" 4 + 6(mod5) = 3 s 3 = 3" 3+ 6(mod5) = 0 s 4 = 3" 0 + 6(mod5) =1 s 5 = 3"1+ 6(mod5) = 4 Periodo di lunghezza 4 4 < 5 " < m " < # in simboli: riprendendo la formula generale:

39 Pro e contro dei RNG lineari congruenziali Pro Semplici da implementare Velocità di esecuzione Contro Sequenza periodica di periodo al più pari a m Ogni valore di " è completamente determinato dai 4 parametri a,c,m,s 0 Correlazione tra chiamate successive del generatore

40 Cosa si intende per correlazione? Se k numeri consecutivi della sequenza vengono utilizzati come coordinate di punti in uno spazio k-dimensionale, se i numeri fossero assolutamente non-correlati, i punti tenderebbero a coprire tutto lo spazio. In realtà i punti vanno a cadere in piani (k-1) dimensionali, il cui numero è al massimo: m 1 k

41 Correlazione Consideriamo ad esempio k=2. Utilizziamo ogni coppia di numeri pseudo-casuali generati da un RNG come coordinate di punti all interno di un piano cartesiano. Un buon RNG dovrebbe dar luogo ad un grafico dove i punti sono disposti uniformemente nello spazio (figura di sinistra)

42 Correlazione

43 Mersenne Twister RNG in grado di generare numeri casuali di qualità elevata ed in tempi ridotti. Sviluppato nel 1997 da Makoto Matsumoto e Takuji Nishimura.

44 Mersenne Twister Tra i vantaggi di questo RNG vi sono: Periodo lungo: pari a Correlazione: Correlazione trascurabile tra valori successivi della sequenza Velocità: La velocità di generazione è paragonabile a quella della funzione Rand() dell ANSI C Efficienza: Utilizzo delle risorse ridotto

45 Valutare la qualità di un RNG Come accennato in precedenza, per valutare la qualità di un RNG è necessario studiare le proprietà statistiche delle sequenze generate.

46 Test di uniformità o del " 2 Test in grado di valutare l uniformità della distribuzione di una sequenza di variabile discrete.

47 Test di uniformità o del " 2 k : numero di eventi possibili E 1, E 2,..., E k : evento 1, evento 2,, evento k p 1, p 2,..., p k : probabilità evento 1, probabilità evento 2,, probabilità evento k n : numero di esperimenti y 1,y 2,...,y k : numero di volte che si realizza l evento 1, numero di volte che si realizza l evento 2,,, numero di volte che si realizza l evento k

48 Test di uniformità o del " 2 Quindi, la sommatoria di tutti gli eventi che si realizzano sarà pari al numero di esperimenti: " k i=1 y i = n Introduciamo la variabile V, definita come: V = k " (y # np i i )2 i=1 np i

49 Test di uniformità o del " 2 Per verificare l uniformità di un generatore nel fornire numeri random distribuiti uniformemente in [0,1]: Tra 0 e 1, si creano k-sottointervalli di 1 ampiezza k Si genera un gran numero di istanze della v.a. uniforme e si conta per ogni intervallo il numero y i di istanze che sono cadute all interno dell intervallo

50 Poichè il generatore è uniforme si ha p i = 1 k

51 Test di uniformità o del " 2 Si calcola qundi il valore di V utilizzando la formula descritta in precedenza: V = " k (y i # np i ) 2 i=1 np i Se il generatore è efficace, la variabile V risulta avere distribuzione " 2 con k "1 gradi di libertà.

52 Test di uniformità o del " 2 Il test è superato se, fissato un certo valore critico 2 " 1#$ V non risulta maggiore a tale valore Solitamente si pone " = 0.05

53

54 Riferimenti web e bibliografia Computational statistic Marsenne Twister Home page pdf

Random number generators

Random number generators Statistica computazionale Random number generators www.cash-cow.it Distribuito sotto licenza Creative Common, Share Alike Attribution 2 Indice I. Introduzione II. Processi fisici per la creazione di numeri

Dettagli

Numeri Random. D.E.I.S. Università di Bologna DEISNet

Numeri Random. D.E.I.S. Università di Bologna DEISNet Numeri Random D.E.I.S. Università di Bologna DEISNet http://deisnet.deis.unibo.it/ Introduzione Può sembrare assurdo usare un computer per generare numeri casuali: Il computer è una macchina deterministica

Dettagli

2.3.1 Generazione di numeri pseudocasuali con distribuzione uniforme

2.3.1 Generazione di numeri pseudocasuali con distribuzione uniforme GENERAZIONE DI OSSERVAZIONI CASUALI 145 2.3 GENERAZIONE DI OSSERVAZIONI CASUALI Una volta determinate le distribuzioni di input, la simulazione dovrà generare durante ogni esecuzione osservazioni casuali

Dettagli

Generazione di numeri random. Distribuzioni uniformi

Generazione di numeri random. Distribuzioni uniformi Generazione di numeri random Distribuzioni uniformi I numeri random Per numero random (o numero casuale) si intende una variabile aleatoria distribuita in modo uniforme tra 0 e 1. Le proprietà statistiche

Dettagli

NUMERI CASUALI E SIMULAZIONE

NUMERI CASUALI E SIMULAZIONE NUMERI CASUALI E SIMULAZIONE NUMERI CASUALI Usati in: statistica programmi di simulazione... Strumenti: - tabelle di numeri casuali - generatori hardware - generatori software DESCRIZIONE DEL PROBLEMA

Dettagli

CALCOLO NUMERICO. Prof. Di Capua Giuseppe. Appunti di Informatica - Prof. Di Capua 1

CALCOLO NUMERICO. Prof. Di Capua Giuseppe. Appunti di Informatica - Prof. Di Capua 1 CALCOLO NUMERICO Prof. Di Capua Giuseppe Appunti di Informatica - Prof. Di Capua 1 INTRODUZIONE Quando algoritmi algebrici non determinano la soluzione di un problema o il loro «costo» è molto alto, allora

Dettagli

Probabilità e Statistica

Probabilità e Statistica Probabilità e Statistica Non faremo una trattazione sistematica di probabilità e statistica (si veda in proposito il corso di Esperimentazioni III) Richiameremo alcuni argomenti che avete già visto quando

Dettagli

Probabilità e Statistica

Probabilità e Statistica Probabilità e Statistica Non faremo una trattazione sistematica di probabilità e statistica (si veda in proposito il corso di Esperimentazioni III) Richiameremo alcuni argomenti che avete già visto quando

Dettagli

Introduzione alla probabilità. Renato Mainetti

Introduzione alla probabilità. Renato Mainetti Introduzione alla probabilità Renato Mainetti Esperimenti sulla probabilità: Vedremo come utilizzare semplici funzioni di matlab per avvicinarci al mondo della probabilità, iniziando così ad introdurre

Dettagli

Laboratorio di Calcolo I. Applicazioni : Metodo Monte Carlo

Laboratorio di Calcolo I. Applicazioni : Metodo Monte Carlo Laboratorio di Calcolo I Applicazioni : Metodo Monte Carlo 1 Monte Carlo Il metodo di Monte Carlo è un metodo per la risoluzione numerica di problemi matematici che utilizza numeri casuali. Si applica

Dettagli

- noise di conteggio ; f[m] è un numero intero che è la realizzazione di una variabile aleatoria con valor medio (valore atteso) f 0 [m].

- noise di conteggio ; f[m] è un numero intero che è la realizzazione di una variabile aleatoria con valor medio (valore atteso) f 0 [m]. Segnali con noise Sia f [m], m,,..., N-, il campionamento del segnale in arrivo sul rivelatore; il segnale campionato in uscita f[m] differisce da f [m] per quantità che variano in modo casuale. Si hanno

Dettagli

Statistica - metodologie per le scienze economiche e sociali /2e S. Borra, A. Di Ciaccio - McGraw Hill

Statistica - metodologie per le scienze economiche e sociali /2e S. Borra, A. Di Ciaccio - McGraw Hill Statistica - metodologie per le scienze economiche e sociali /e S. Borra A. Di Ciaccio - McGraw Hill s. 9. Soluzione degli esercizi del capitolo 9 In base agli arrotondamenti effettuati nei calcoli si

Dettagli

Scuola di Calcolo Scientifico con MATLAB (SCSM) 2017

Scuola di Calcolo Scientifico con MATLAB (SCSM) 2017 Scuola di Calcolo Scientifico con MATLAB (SCSM) 2017 Palermo 24-28 Luglio 2017 www.u4learn.it Arianna Pipitone Introduzione alla probabilità MATLAB mette a disposizione degli utenti una serie di funzioni

Dettagli

Metodi Computazionali della Fisica Secondo Modulo: C++

Metodi Computazionali della Fisica Secondo Modulo: C++ Metodi Computazionali della Fisica Secondo Modulo: C++ Seconda Lezione Andrea Piccione () Metodi Comptazionali della Fisica - Secondo Modulo: C++ Milano, 09/1/08 1 / 9 La lezione di oggi Obiettivo: implementare

Dettagli

Metodi Computazionali. Generazione di numeri pseudocasuali

Metodi Computazionali. Generazione di numeri pseudocasuali Metodi Computazionali Generazione di numeri pseudocasuali A.A. 2009/2010 Pseudo random numbers I più comuni generatori di numeri random determinano il prossimo numero random di una serie come una funzione

Dettagli

Simulazione dei dati

Simulazione dei dati Simulazione dei dati Scopo della simulazione Fasi della simulazione Generazione di numeri casuali Esempi Simulazione con Montecarlo 0 Scopo della simulazione Le distribuzioni di riferimento usate per determinare

Dettagli

Generatore random. Laboratorio di Architetture degli Elaboratori I Corso di Laurea in Informatica, A.A Università degli Studi di Milano

Generatore random. Laboratorio di Architetture degli Elaboratori I Corso di Laurea in Informatica, A.A Università degli Studi di Milano Laboratorio di Architetture degli Elaboratori I Corso di Laurea in Informatica, A.A. 2018-2019 Università degli Studi di Milano Generatore random Nicola Basilico Dipartimento di Informatica Via Comelico

Dettagli

Teoria dei Fenomeni Aleatori AA 2012/13

Teoria dei Fenomeni Aleatori AA 2012/13 Simulazione al Calcolatore La simulazione al calcolatore (computer simulation), (nel caso qui considerato simulazione stocastica) si basa sulla generazione, mediante calcolatore, di sequenze di numeri

Dettagli

Distribuzioni campionarie. Antonello Maruotti

Distribuzioni campionarie. Antonello Maruotti Distribuzioni campionarie Antonello Maruotti Outline 1 Introduzione 2 Concetti base Si riprendano le considerazioni fatte nella parte di statistica descrittiva. Si vuole studiare una popolazione con riferimento

Dettagli

Algoritmi in C++ (prima parte)

Algoritmi in C++ (prima parte) Algoritmi in C++ (prima parte) Alcuni algoritmi in C++ Far risolvere al calcolatore, in modo approssimato, problemi analitici Diverse tipologie di problemi generazione di sequenze di numeri casuali ricerca

Dettagli

Teoria dei Fenomeni Aleatori AA 2012/13

Teoria dei Fenomeni Aleatori AA 2012/13 Simulazione al Calcolatore La simulazione al calcolatore (computer simulation), (nel caso qui considerato simulazione stocastica) si basa sulla generazione, mediante calcolatore, di sequenze di numeri

Dettagli

Il metodo Monte Carlo. Esempio di transizione al caos. Numeri (pseudo)casuali. λ 1. Analisi dati in Fisica Subnucleare

Il metodo Monte Carlo. Esempio di transizione al caos. Numeri (pseudo)casuali. λ 1. Analisi dati in Fisica Subnucleare Analisi dati in Fisica Subnucleare Introduzione al metodo Monte Carlo (N.B. parte di queste trasparenze sono riciclate da un seminario di L. Lista) Il metodo Monte Carlo È una tecnica numerica che si basa

Dettagli

Generazione di numeri casuali

Generazione di numeri casuali Generazione di numeri casuali Abbiamo già accennato all idea che le tecniche statistiche possano essere utili per risolvere problemi di simulazione di processi fisici e di calcoli numerici. Dobbiamo però

Dettagli

Generazione di numeri pseudo-casuali

Generazione di numeri pseudo-casuali Generazione di numeri pseudo-casuali Perchè è difficile? Il computer esegue deterministacamente le istruzioni fornite dal programma Questo comporta che è molto difficile ottenere vera casualità (ossia

Dettagli

Corso di Matematica per la Chimica. Dott.ssa Maria Carmela De Bonis a.a

Corso di Matematica per la Chimica. Dott.ssa Maria Carmela De Bonis a.a Dott.ssa Maria Carmela De Bonis a.a. 2013-14 Programmi Un elaboratore riceve dei dati in ingresso, li elabora secondo una sequenza predefinita di operazioni e infine restituisce il risultato sotto forma

Dettagli

Calcolo delle Probabilità e Statistica Matematica Fisciano, 10/1/2012

Calcolo delle Probabilità e Statistica Matematica Fisciano, 10/1/2012 Fisciano, 10/1/2012 Esercizio 1 Un esperimento consiste nel generare a caso un vettore di interi (x 1, x 2, x 3, x 4 ), dove x i {1, 2, 3, 4, 5, 6} i. (i) Si individui lo spazio campionario, determinandone

Dettagli

Corso di laurea in Scienze Motorie Corso di Statistica Docente: Dott.ssa Immacolata Scancarello Lezione 15: Metodi non parametrici

Corso di laurea in Scienze Motorie Corso di Statistica Docente: Dott.ssa Immacolata Scancarello Lezione 15: Metodi non parametrici Corso di laurea in Scienze Motorie Corso di Statistica Docente: Dott.ssa Immacolata Scancarello Lezione 15: Metodi non parametrici 1 Metodi non parametrici Statistica classica La misurazione avviene con

Dettagli

STIMA DELLA VARIANZA CAMPIONARIA

STIMA DELLA VARIANZA CAMPIONARIA STIMA DELLA VARIANZA CAMPIONARIA Abbiamo visto che una stima puntuale corretta per il valore atteso µ delle variabili aleatorie X i è x n = (x 1 +.. + x n )/n. Una stima puntuale della varianza σ 2 delle

Dettagli

Politecnico di Milano Dipartimento di Elettronica e Informazione. - 1 - Introduzione. Laboratorio di Reti di Telecomunicazione

Politecnico di Milano Dipartimento di Elettronica e Informazione. - 1 - Introduzione. Laboratorio di Reti di Telecomunicazione Politecnico di Milano Dipartimento di Elettronica e Informazione - 1 - Introduzione Laboratorio di Reti di Telecomunicazione Programma Introduzione al concetto di simulazione Simulazionediretiditelecomunicazioni

Dettagli

Corso di Laboratorio 2 Programmazione C++ Silvia Arcelli. 9 Novembre 2015

Corso di Laboratorio 2 Programmazione C++ Silvia Arcelli. 9 Novembre 2015 Corso di Laboratorio 2 Programmazione C++ Silvia Arcelli 9 Novembre 2015 1 Generazione di numeri casuali Numeri casuali: valore assunto da una variabile aleatoria, il cui valore è per definizione impredicibile

Dettagli

Piattaforma AlmaChannel e laboratori virtuali

Piattaforma AlmaChannel e laboratori virtuali Piattaforma AlmaChannel e laboratori virtuali Tecnologie per la Sicurezza L-S AA 2005-2006 Anna Riccioni [email protected] Laboratori virtuali Supporto alla didattica tradizionale Simulatore come

Dettagli

Tecniche di simulazione

Tecniche di simulazione SMID a.a. 2005/2006 Corso di Statistica per la Ricerca Sperimentale Tecniche di simulazione 8/3/2006 Metodo di Monte Carlo Risoluzione di problemi numerici determinazione parametro F di una popolazione

Dettagli

DI IDROLOGIA TECNICA PARTE III

DI IDROLOGIA TECNICA PARTE III FACOLTA DI INGEGNERIA Laurea Specialistica in Ingegneria Civile N.O. Giuseppe T. Aronica CORSO DI IDROLOGIA TECNICA PARTE III Idrologia delle piene Lezione XIX: I metodi indiretti per la valutazione delle

Dettagli

PROBABILITÀ SCHEDA N. 5 SOMMA E DIFFERENZA DI DUE VARIABILI ALEATORIE DISCRETE

PROBABILITÀ SCHEDA N. 5 SOMMA E DIFFERENZA DI DUE VARIABILI ALEATORIE DISCRETE PROBABILITÀ SCHEDA N. 5 SOMMA E DIFFERENZA DI DUE VARIABILI ALEATORIE DISCRETE 1. Distribuzione congiunta Ci sono situazioni in cui un esperimento casuale non si può modellare con una sola variabile casuale,

Dettagli

Lezione 21 e 22. Valentina Ciriani ( ) Laboratorio di programmazione. Laboratorio di programmazione. Lezione 21 e 22

Lezione 21 e 22. Valentina Ciriani ( ) Laboratorio di programmazione. Laboratorio di programmazione. Lezione 21 e 22 Lezione 21 e 22 - Allocazione dinamica delle matrici - Generazione di numeri pseudocasuali - Funzioni per misurare il tempo - Parametri del main - Classificazione delle variabili Valentina Ciriani (2005-2008)

Dettagli

X = X 1 + X 2 +... + X n. dove. 1 se alla i-esima prova si ha un successo 0 se alla i-esima prova si ha un insuccesso. X i =

X = X 1 + X 2 +... + X n. dove. 1 se alla i-esima prova si ha un successo 0 se alla i-esima prova si ha un insuccesso. X i = PIU DI UNA VARIABILE CASUALE Supponiamo di avere n variabili casuali, X 1, X 2,..., X n. Le n variabili casuali si dicono indipendenti se e solo se P(X 1 x 1 X 2 x 2... X n x n ) = = P(X 1 x 1 ) P(X 2

Dettagli

Appunti del corso di Informatica 1 (IN110 Fondamenti) 3 Modelli di calcolo

Appunti del corso di Informatica 1 (IN110 Fondamenti) 3 Modelli di calcolo Università Roma Tre Dipartimento di Matematica e Fisica Corso di Laurea in Matematica Appunti del corso di Informatica 1 (IN110 Fondamenti) 3 Modelli di calcolo Marco Liverani ([email protected])

Dettagli

La simulazione è l'imitazione di un processo o di un sistema reale per un

La simulazione è l'imitazione di un processo o di un sistema reale per un 1 2 La simulazione è l'imitazione di un processo o di un sistema reale per un determinato periodo di tempo. La simulazione è l'imitazione di un processo o di un sistema reale per un determinato periodo

Dettagli

Test delle ipotesi. Le differenze che vengono riscontrate possono essere ovviamente ricondotte a due possibilità:

Test delle ipotesi. Le differenze che vengono riscontrate possono essere ovviamente ricondotte a due possibilità: Test delle ipotesi Test delle ipotesi Nel cercare di costruire un legame tra dati osservati e ipotesi teoriche sulle caratteristiche dell intera popolazione si deve, in genere, prendere una decisione per

Dettagli

Numeri casuali o pseudocasuali

Numeri casuali o pseudocasuali Numeri casuali o pseudocasuali I generatori di numeri casuali (RNGs) costiutiscono una componente fondamentale per diverse applicazioni Esperimenti statistici analisi di algoritmi- Simulazione di sistemi

Dettagli

RETI DI TELECOMUNICAZIONE

RETI DI TELECOMUNICAZIONE RETI DI TELECOMUNICAZIONE TEORIA DELLE CODE Teoria delle code Obiettivo Avere uno strumento analitico per determinare le condizioni di funzionamento di una rete in termini prestazionali La teoria delle

Dettagli

Distribuzioni di Probabilità

Distribuzioni di Probabilità Distribuzioni di Probabilità Distribuzioni discrete Distribuzione uniforme discreta Distribuzione di Poisson Distribuzioni continue Distribuzione Uniforme Distribuzione Gamma Distribuzione Esponenziale

Dettagli

ALGORITMI: PROPRIETÀ FONDAMENTALI

ALGORITMI: PROPRIETÀ FONDAMENTALI ALGORITMI: PROPRIETÀ FONDAMENTALI Non si può risolvere un problema senza prima fissare un insieme di azioni, i di mosse elementari possibili per l'esecutore. Bisogna conoscerne le caratteristiche, le mosse

Dettagli

Teorema del limite centrale TCL

Teorema del limite centrale TCL Teorema del limite centrale TCL Questo importante teorema della statistica inferenziale si applica a qualsiasi variabile aleatoria che sia combinazione lineare di N variabili aleatorie le cui funzioni

Dettagli

MODELLISTICA DI IMPIANTI E SISTEMI Syllabus e Testi di Riferimento Prof. Giuseppe Iazeolla

MODELLISTICA DI IMPIANTI E SISTEMI Syllabus e Testi di Riferimento Prof. Giuseppe Iazeolla Syllabus e Testi di Riferimento MIS 1 di 7 MODELLISTICA DI IMPIANTI E SISTEMI Syllabus e Testi di Riferimento Prof. Giuseppe Iazeolla Syllabus da testo 1 (la numerazione fa riferimento ai capitoli del

Dettagli

CAMPIONAMENTO - ALCUNI TERMINI CHIAVE

CAMPIONAMENTO - ALCUNI TERMINI CHIAVE CAMPIONAMENTO - ALCUNI TERMINI CHIAVE POPOLAZIONE = qualsiasi insieme di oggetti (unità di analisi) di ricerca N = ampiezza della popolazione PARAMETRI = caratteristiche della popolazione [media, proporzione

Dettagli

Algoritmi in C++ (seconda parte)

Algoritmi in C++ (seconda parte) Algoritmi in C++ (seconda parte) Introduzione Obiettivo: imparare a risolvere problemi analitici con semplici programmi in C++. Nella prima parte abbiamo imparato: generazione di sequenze di numeri casuali

Dettagli