ASSOCIAZIONE CURE PALLIATIVE
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- Arnaldo Cattaneo
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1 ASSOCIAZIONE CURE PALLIATIVE BERGAMO - 11 NOVEMBRE 2010 CONVEGNO INTENSITA E CONTINUITA TERAPEUTICA ED ASSISTENZIALE LA CONTINUITA DELLE CURE PALLIATIVE Relazione del dr. Benigno Carrara Responsabile del Servizio Cure Domiciliari ASL di Bergamo 1. La situazione delle Cure palliative in provincia di Bergamo. 1.1 dati generali La rete delle cure palliative è costituita dagli hospice sanitari dell USC Cure palliative dell A.O. OO.RR. e l hospice della Clinica Palazzolo; poi l hospice socio-sanitario di Gorlago e gli 8 posti letto per malati terminali della struttura riabilitativa extraospedaliera della Fondazione card. Gusmini di Vertova. Poi c è la sperimentazione dell ospedalizzazione domiciliare dell USC Cure palliative per i residenti nel comune di Bergamo e comuni limitrofi e infine le cure palliative domiciliari del sistema ADI/VSS. Per quanto riguarda le cure palliative domiciliari del sistema ADI/VSS nel 2009 l attività è stata la seguente: Assistenza ad elevato grado di protezione Utenza TOTALE assistita nel 2009 per profilo di cura MASCHI FEMMINE Totale % Estemporanea Voucher/Credit Totale % 37,0% 63,0% Utenza assistita 0,2% 48,0% 51,8% Assistenza ad elevato grado di protezione Estemporanea Voucher/Credit 1
2 Sono stati assistiti persone, di cui in maniera continuativa, con prestazioni estemporanee senza la definizione di un piano assistenziale e 23 pazienti con assistenza ad elevato grado di protezione, che sono i pazienti più gravi e con maggiore necessità di lungo assistenza. Utenza CON EMISSIONE PAI assistita nel 2009 Numero pazienti per patologia Se esaminiamo i pazienti seguiti in maniera continuativa divisi per la diagnosi, vediamo che la diagnosi più rappresentata è quella tumorale quasi 31% - la demenza - quasi 16% - e le malattie neurologiche per 9,2%. Utenza CON EMISSIONE PAI assistita nel 2009 Numero pazienti per patologia e classe d età Se esaminiamo il numero di pazienti per fascia di età; è evidente che l ADI è un servizio fondamentalmente per gli anziani: infatti i pazienti > 65 anni costituiscono il 84% degli utenti dell ADI. 2
3 Anche per la patologia tumorale i > 65 anni sono quasi il 77%, mentre i >80 anni sono il 34% degli assistiti. Utenza CON EMISSIONE PAI assistita nel 2009 Numero pazienti per fascia d età Trend Utenza CON EMISSIONE PAI assistita nel 2009 PIANI per classi e costo medio Costo medio PAI 700,00 600,00 500,00 400,00 300,00 200,00 100,00 0,00 CREDIT Cure palliative Voucher 1 Voucher 2 Voucher 3 Costo medio piani costo medio generale Nel 2009 i piani assistenziali erogati (sono uno al mese per tutto il periodo di erogazione dell assistenza) sono stati quasi 22 mila, per un valore economico dell assistenza in tutto l anno di Il costo medio di ciascun piano mensile è stato di 309 euro. Se esaminiamo i piani divisi per il valore del titolo economico (classe) si va dalle classi di valore inferiore per i pazienti con minori necessità (Credit) fino ai piani per i pazienti terminali (Cure Palliative) e ai piani di valore maggiore (voucher 3), il costo medio maggiore è per i piani rivolti ai malati terminali (662 euro). 3
4 Utenza CON EMISSIONE PAI assistita nel 2009 PIANI per patologia e costo medio Utenza CON EMISSIONE PAI assistita nel 2009 Numero medio PAI 10,0 8,0 6,0 4,0 2,0 0,0 4,0 4,3 DEMENZA DIAGNOSI INDIFF 5,6 NEUROLOGICHE SLA 7,7 SVP 9,4 2,7 TUMORI Numero medio PAI media Costo medio PAI 600,00 500,00 400,00 300,00 200,00 100,00 0,00 286,52 298,47 315,91 DEMENZA DIAGNOSI IND... NEUROLOGICHE 516,50 SLA 476,11 SVP 325,27 TUMORI Costo medio PAI media Se si analizza il costo medio dei piani per diagnosi, a parte quelli rivolti ai pazienti con necessità lungo assistenziali (SLA e Stato Vegetativo Persistente), quelli con costo medio maggiore sono quelli dei pazienti tumorali, che hanno un numero medio di PAI inferiore per la durata di presa in carico rispetto alle due categorie di pazienti precedentemente citati. 4
5 Utenza CON EMISSIONE PAI assistita nel 2009 Accessi erogati per patologia ACCESSI 100% 80% 60% 40% 20% 0% DEMENZA DIAGNOSI INDIFFERENZIATE NEUROLOGICHE SLA SVP TUMORI Totale complessivo Infermieri Fisioterapisti ASA/OSS Gli accessi nel 2009 sono stati più di , la maggior parte erogati da infermieri 78% - 13% da fisioterapisti e 9% da ASA/OSS. L ADI si occupa prevalentemente di problemi sanitari, per cui prevalgono gli accessi di figure sanitarie. Gli accessi di ASA/OSS sono più frequenti per i pazienti con elevati bisogni assistenziali: con malattie neurologiche, SLA e SVP. Per questi pazienti c è anche una collaborazione con il SAD per completare con le stesse figure la copertura delle necessità assistenziali dei pazienti. Utenza CON EMISSIONE PAI assistita nel 2009 ACCESSI 25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 0,0 Media accessi piani 16,6 9,9 10,2 11,3 DEMENZA DIAGNOSI INDIFFERENZIAT E NEUROLOGICHE SLA 19,4 SVP 10,0 TUMORI media accessi/piano media (10,4) La media di accessi per piano è di 10,4, con punte elevate di accessi per i pazienti presi in carico per lungo tempo (lungo assistenza) e con elevati bisogni assistenziali. 5
6 1.2 Focus su pazienti con patologia oncologica FOCUS SU TUMORI Per quanto riguarda esclusivamente i dati dei pazienti tumorali, il numero totale di piani è stato di per un costo complessivo di Il costo medio del paino aumenta con l aumentare dell impegno assistenziale. La durata media del piano è invece più bassa per i piani di maggior valore, perché i pazienti vengono assistiti con questa classe di piani nella fase di maggiore criticità, cioè quella finale, che in questo tipo di malati è di breve durata. FOCUS SU TUMORI 6
7 FOCUS SU TUMORI 3,8% ACCESSI PER FIGURA PROFESSONALE 8,3% 0,5% 87,4% accessi IP Accessi FKT Accessi ASA/OSS Accessi psicologo Per quanto riguarda gli accessi il maggior numero è effettuato dagli infermieri, che si conferma come la figura fondamentale per l assistenza a questi malati e quella che garantisce la buona qualità dell assistenza. Marginale l intervento dello psicologo, che nell assistenza ai malati tumorali viene utilizzato molto di più come sostegno e supporto all équipe. FOCUS SU TUMORI 7
8 FOCUS SU TUMORI FOCUS SU TUMORI Quasi il 53% dei pazienti ha una durata di presa in carico minore di un mese. Il costo medio per paziente cresce ovviamente con la durata dell assistenza, mentre il costo medio del piano è maggiore per i pazienti assistiti per meno giorni, perché questi sono anche i pazienti più critici e che muoiono in tempi più brevi. 1.3 Palliazione: non solo oncologica PALLIAZIONE Palliazione: NON SOLO PER TUMORI non solo oncologica Ci sono anche 97 pazienti non oncologici che hanno usufruito delle cure palliative. Essendo pazienti in condizioni critiche e terminali il numero di giornate di assistenza è molto elevato. Per lo stesso motivo sono anche molto numerosi gli accessi di ASA/OSS rispetto ad altre tipologie di pazienti. 8
9 Palliazione: non solo oncologica La durata media dell assistenza è maggiore per i pazienti con patologie lungo assistenziali. 2. Standard assistenziali raggiunti Standard relativi all assistenza dei malati terminali in trattamento palliativo Mortalità per sesso e luogo del decesso per tumore maligno Trend 2007 e 2008 Il numero di morti per tumore in provincia è lievemente aumentato dal 2007 al 2008 (ultimo anno con dati completi). Rimane pressoché invariato il luogo di decesso, con ancora il 43% di malati che muore in ospedale. 9
10 Standard relativi all assistenza nel 2009 dei malati terminali in trattamento palliativo (Decreto n. 43 del 22/2/2007) 01_Numero di malati deceduti per tumore assistiti dalla rete Cure Palliative (domicilio e hospice) / n. di malati deceduti per tumore = 65% N. di malati deceduti per tumore a domicilio: n. malati deceduti per tumore in hospice: 674 = N. malati deceduti per tumore: / * 100 = 67,1% Standard relativi all assistenza nel 2009 dei malati terminali in trattamento palliativo (Decreto n. 43 del 22/2/2007) standard indicatore assistenziale 67,5% 67,0% 66,5% 66,0% + 1,5% 67,1% 65,5% 65,0% 65,6% 64,5% anno 2008 anno 2009 La copertura della rete delle cure palliative (hospice e ADI) in provincia ha raggiunto nel 2009 il 67,1% dei decessi per tumore, in lieve aumento rispetto al 2008 (65,6%). Se a questi aggiungiamo anche i malati seguiti in ospedalizzazione domiciliare (circa 120) la copertura raggiunge il 71%. 10
11 Standard relativi all assistenza dei malati terminali in trattamento palliativo Numero di pazienti tumorali assistiti in ADI e luogo del decesso Trend 2008 e 2009 Come nel 2008 l 82% dei malati seguiti in ADI muore al proprio domicilio, confermando la buona qualità del servizio. Standard relativi all assistenza dei malati terminali in trattamento palliativo Durata di presa in carico trend 2008 e 2009 ANDAMENTO DURATA DI PRESA IN CARICO - ANNI % 75% 52,7% 17,2% 9,1% 21,0% 50% 25% 58,3% 18,0% 7,9% 15,7% 0% 1-30 GG GG gg 91 gg e oltre DURATA ASSISTENZA % DI PZ 2008 % DI PZ 2009 Nel 2009 è diminuita la percentuale di pazienti assistiti solo per meno di 30 giorni. Questo indica che la presa in carico inizia lentamente ad essere più precoce, anche se restano ancora troppi 52,7%. 11
12 Anche il ricorso alla figura del palliativista nell assistenza domiciliare nel 2009 è un po aumentato rispetto al 2008: da una media di accessi per assistito di 0,9 si è passati a una media di 2,1. Rimane però ancora molto diseguale nei vari distretti l utilizzo di questo specialista: è discreto nei distretti con una tradizione consolidata Bergamo, Dalmine e Valle Brembana in deciso progresso Treviglio, ma ancora molto insufficiente nei distretti di Albino, Clusone e tutta l area est della provincia. 3. La continuità delle cure per i malati terminali La continuità delle cure per i malati terminali, tema che è al centro del convegno di quest anno, nell ADI presenta ancora delle criticità, che in questi mesi si sta cercando di affrontare con la costituzione di 3 gruppi di lavoro specifici che affrontano i 3 momenti essenziali del percorso di assistenza: le dimissioni dalle cure attive alle cure palliative domiciliari, l erogazione dell assistenza a domicilio e l assistenza di fine vita. 12
13 trattamenti specifici La continuità delle cure per i malati terminali Il passaggio cure palliative è una tappa critica nel percorso di cura. Integrazione tra oncologi, palliativisti, malati e le loro famiglie per evitare il senso di abbandono, di insicurezza, di vuoto assistenziale Un integrazione fra tutti gli attori del sistema è indispensabile per evitare il senso di abbandono, di vuoto e di insicurezza dei malati e delle loro famiglie. La continuità delle cure per i malati terminali In assenza di supporto adeguato, la situazione può deteriorarsi con conseguente peggioramento della sintomatologia e ricorso a ricoveri impropri Indispensabile la tempestiva attivazione dell A.D.I. Per questo è indispensabile la tempestiva attivazione dell ADI. Questa attivazione al momento della dimissione deve essere preparata in modo da garantire la continuità delle cure. Per far questo è indispensabile una completa trasmissione di informazioni tra l ospedale che dimette e i servizi territoriali che accolgono il paziente. 13
14 La continuità delle cure per i malati terminali Strumento per aiutare questo percorso è la creazione del portale Health Portal che mette in rete: distretti erogatori ADI MMG servizi sociali comunali e di Ambito U.O. per le dimissioni protette Lo strumento che permette questo costante collegamento è il portale internet Health Portal che mette in connessione le Unità ospedaliere, il Centro per l Assistenza Domiciliare distrettuale (CeAD), i medici di famiglia, i soggetti erogatori dell ADI e servizi sociali comunali e di Ambito. La continuità delle cure per i malati terminali Definita una scheda provinciale unica per la continuità delle cure ospedaleterritorio a disposizione delle U.O. ospedaliere per trasmettere le informazioni necessarie a garantire un adeguata presa in carico post dimissione All interno del portale è stata definita una scheda unica provinciale per la continuità delle cure ospedale-territorio che consente al reparto ospedaliero che dimette il paziente di raccogliere le informazioni di base sulla situazione sanitaria e sociale dello stesso da trasmettere ai servizi territoriali che dovranno farsi carico dell assistenza. 14
15 Ruolo del Ce.A.D. Riferimento per l équipe Supervisione dell assistenza Supporto al malato e alla famiglia A livello distrettuale si sono costituiti i Centri per l Assistenza Domiciliare (CeAD) che sono delle centrali operative dove operano in maniera integrata operatori ASL e degli Ambiti territoriali che coordinano l attivazione di tutti i servizi per la domiciliarità. Nello specifico dei malati terminali garantiscono un riferimento costante per l équipe di cure palliative domiciliari, la supervisione del processo assistenziale e il supporto alla famiglia e al malato. L erogazione delle cure palliative domiciliari Composizione minima dell èquipe cure palliative domiciliari: MAP infermiere ente accreditato palliativista Nell erogazione delle cure palliative domiciliari l équipe minima che deve essere garantita a tutti i cittadini è composta dal medico di famiglia, l infermiere della struttura erogatrice scelta dall interessato e lo specialista palliativista. A questi operatori possono affiancarsi, in caso di bisogno, il fisioterapista, l ASA/OSS e lo psicologo delle strutture erogatrici e il nutrizionista o il rianimatore messi a disposizione dell ASL. 15
16 L erogazione delle cure palliative domiciliari In caso di dimissioni protette di malati terminali: attivazione diretta di tutta l équipe minima dell ADI e colloquio iniziale con la famiglia In caso di dimissioni protette attivate con le modalità previste automaticamente viene attivata l ADI cure palliative con l équipe prevista descritta prima. L assistenza prende avvio con un primo colloquio con la famiglia per raccogliere le informazioni sulla situazione e descrivere le modalità di attuazione del servizio. L erogazione delle cure palliative domiciliari Definizione del PAI: I componenti dell équipe si contattano e definiscono il PAI CONTENUTI: Obiettivi Come procedere in caso di criticità prestazioni di ciascuno verifiche Il passaggio successivo è la definizione del Piano Assistenziale Individuale definito dai 3 componenti dell équipe e proposto al paziente e alla sua famiglia. Il Piano contiene gli obiettivi dell assistenza, le prestazioni che ciascun componente dell équipe, sulla base dei problemi e dei bisogni, erogherà a domicilio, le verifiche periodiche della situazione per adeguarlo alle eventuali modifiche delle necessità e tutte le indicazioni alla famiglia su come comportarsi di fronte a qualsiasi evenienza che si presenti. 16
17 L erogazione delle cure palliative domiciliari Assistenza continuativa: Dalle 8 alle 20 infermiere con scheda rilevazione sintomi. Negli orari di servizio MMG e palliativista. L erogazione delle cure palliative domiciliari La notte Continuità Assistenziale Dotazione a domicilio farmaci essenziali per criticità Supervisione e reperibilità hospice Le cure palliative devono essere continue e quindi devono essere garantite tutti i giorni: l infermiere garantisce la sua presenza e disponibilità dalle 8 alle 20, il medico d famiglia e il palliativista nei loro orari di servizio. Per gli orari notturni vengono lasciate a domicilio adeguate istruzioni su come comportarsi in caso di criticità. Nonché una dotazione minima di farmaci per l emergenza. Inoltre è sempre possibile utilizzare il servizio di continuità assistenziale. Il medico troverà a domicilio tutte le informazioni sulla situazione del paziente e potrà in caso di bisogno contattare l hospice che garantisce la supervisione e può dare utili indicazioni. 17
18 L erogazione delle cure palliative domiciliari Unitarietà e continuità assistenza: diario clinico a domicilio con tutte le informazioni accesso alle informazioni sul portale (MMG, palliativista, infermiere, hospice) Infatti a domicilio viene lascito un diario clinico dove tutti gli operatori riportano i dati dei loro interventi, e anche sono annotate tutte le informazioni sull andamento dell assistenza e le indicazioni utili: numeri di telefono degli operatori, istruzioni pratiche, ecc. Inoltre gli operatori interessati accedono al portale per essere informati e scambiarsi informazioni. L erogazione delle cure palliative domiciliari Assistenza di fine vita Accessi quotidiani anche plurigiornalieri Se opportuno assistenza alla fase agonica Utilizzo protocollo sedazione palliativa Partecipazione al lutto La continuità delle cure deve essere garantita in particolare nella fase di fine vita con accessi quotidiani anche purigiornalieri dell infermiere se necessario, l assistenza alla fase agonica con l utilizzo del protocollo per la sedazione palliativa, recentemente predisposto, quando opportuna. Infine l équipe garantisce il supporto e la partecipazione al lutto. 18
19 L erogazione delle cure palliative domiciliari Malati con patologie non oncologiche Adeguato approccio palliativo: dall inizio da MMG e personale ADI In caso di criticità e fine vita da tutta l équipe domiciliare c. p Anche ai malati inguaribili con necessità assistenziali a domicilio, devono essere garantite le cure palliative: sin dall inizio dell assistenza domiciliare attraverso un adeguato approccio palliativo e in presenza di criticità particolari e in fase di fine vita attraverso l intervento di tutta l équipe di cure palliative domiciliari. 19
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