Il veterinario aziendale
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- Ilaria Pini
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1 Il veterinario aziendale Giovanni Turriziani Veterinario l.p. Congresso S.I.B. Palermo 30 maggio 2014 Associazione Nazionale Veterinari Aziendali ANVAz
2 Domande Chi è il veterinario aziendale? Cosa fa? Quali sono le responsabilità? Chi valuta la sua attività? Chi lo paga? Chi lo tutela? Chi lo forma e come?
3 Chi è? E un veterinario libero professionista liberamente scelto dall allevatore, che opera in assenza di conflitti di interesse e di incompatibilità
4 Cosa fa? Compiti del veterinario aziendale Epidemiosorveglianza Assistenza zooiatrica Consulenza
5 Epidemiosorveglianza Il D. Lvo 117/2005 (Attuazione della direttiva 2002/99/CE che stabilisce norme di polizia sanitaria per la produzione, la trasformazione, la distribuzione e l'introduzione di prodotti di origine animale destinati al consumo umano) prevede che, al fine di assicurare che le attività degli operatori del settore alimentare in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione di prodotti di origine animale non conducano alla propagazione di malattie trasmissibili agli animali ( ) sia definito, un sistema di reti di sorveglianza con lo scopo di assicurare almeno che i prodotti di origine animale siano ottenuti solo da animali che soddisfino i requisiti di polizia sanitaria contenuti nella normativa in vigore. Articolo 3, punto 3, comma 1: Ferme restando le attività di sorveglianza e monitoraggio sanitario garantite dai servizi veterinari delle Aziende unità sanitarie locali per i fini di cui al comma 1, il decreto di cui al medesimo comma 1 definisce gli obblighi a carico degli operatori del settore alimentare e degli allevatori che possono avvalersi, per la loro esecuzione, di un veterinario aziendale; a tal fine con il medesimo decreto sono individuati, sentita la Federazione nazionale degli ordini dei veterinari italiani, i compiti e le responsabilità da attribuire a tale figura e i relativi requisiti professionali e di specifica formazione che devono essere correlati all'attività da svolgere.
6 Rete di sorveglianza epidemiologica Ai sensi della normativa vigente fanno parte del sistema : gli allevamenti; il proprietario dell'azienda, la persona fisica o giuridica responsabile; il veterinario ufficiale e il servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio; il veterinario aziendale gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali e qualsiasi altro laboratorio riconosciuto per la diagnosi veterinaria o per le analisi sui prodotti di origine animale (CRN o LRN); la banca dati dell anagrafe zootecnica il Ministero della Salute e le Regioni e P.A. in quanto autorità competenti
7 Assistenza zooiatrica Principali linee di azione Autocontrollo manuale di buone pratiche Tracciabilità- anagrafe Corretta prassi agronomica Alimentazione Gestione sanitaria Gestione del farmaco Benessere animale Gestione riproduttiva Qualità produzioni Formazione
8 Consulenza si basa sulle norme della condizionalità che determinano l attribuzione dei premi PAC o la possibilità di accesso ai PSR da parte delle aziende zootecniche Ambiente Sanità Benessere
9 Responsabilità Il Regolamento (CE) n. 852/2004 del 29 aprile 2004 attribuisce all operatore del settore alimentare la responsabilità delle derrate che immette in commercio Il veterinario l.p., nello svolgimento della propria attività professionale è gia soggetto alle normative vigenti ( reg. di Polizia Veterinaria, norme sul farmaco, riproduzione, codice deontologico, ecc.)
10 Chi lo valuta? Il veterinario aziendale è un l.p. liberamente scelto dall allevatore Le norme vigenti attribuiscono le responsabilità agli OSA ed ai Servizi Veterinari Pubblici il ruolo di controllo sia rispetto alle norme del pacchetto igiene che della condizionalità Allevatore
11 Chi lo paga? Considerazioni: Come riescono a finanziare gli altri Paesi Europei i vari piani di controllo? ( paratbc, IBR, uso antibiotici, SC, ecc.) L Europa destina il 40% del suo bilancio all agricoltura In Europa i Servizi Veterinari sono nei Ministeri dell Agricoltura L Italia ha un Servizio Veterinario Pubblico nella Sanità ed è giustificato dalla quantità e dalla qualità delle nostre filiere produttive Il veterinario aziendale deve essere il ponte che garantisca alla Veterinaria di accedere ai fondi europei, permettendo alle nostre produzioni di essere competitive come?
12 Piani di sviluppo rurale ( PSR ) novità del prossimo quinquennio Produzione e produttività sostenibili Gestione del rischio (calamità e calo del reddito) Ricerca e innovazione ( reti )
13 Programmi del PSR Dal 2014 Psr nazionali e/o regionali Le misure presenti in quelli nazionali non possono esserlo anche in quelli regionali e viceversa Non esisteranno più gli assi ( competitività, ambiente, diversificazione, partenariati pubblico-privato )
14 Chi lo tutela? Associazione Nazionale Veterinari aziendali Promuovere ruolo e competenze del veterinario aziendale in modo coerente al documento fondativo di questa figura, approvato dal Consiglio Nazionale della FNOVI in data 5/11/2010. Fornire ai colleghi uno strumento dinamico di adeguamento costante alle nuove funzioni del veterinario aziendale. Essere un Ente di tutela e rappresentanza diretta verso tutti gli Enti pubblici e privati che a vario titolo interagiscono con il ruolo professionale del veterinario aziendale. Armonizzare le pratiche veterinarie aziendali nei diversi settori e territori attraverso la costituzione di commissioni di filiera e la conoscenza delle diverse realtà territoriali, al fine di condividere un modello operativo che sia valido in tutto il Paese. Rivestire il ruolo di interlocutore per il SSN, per le Regioni e per i Ministeri di interesse al fine di concorrere a realizzare il completamento della rete di sorveglianza epidemiologica nazionale. Rivestire il ruolo di interlocutore per gli allevatori e le loro rappresentanze. Rappresentare e organizzare la partecipazione dei propri associati a bandi nazionali e regionali di assistenza tecnica. Essere interlocutore delle Università per l impostazione di piani di formazione e aggiornamento professionale nel settore zootecnico. Essere di riferimento per gli Ordini professionali nel corso del processo di sviluppo della figura del veterinario aziendale al fine di assicurare il rispetto dei requisiti previsti dalla Carta fondativa della figura del Veterinario Aziendale in Italia. Promuovere attività di informazione nei confronti dei consumatori. Essere interlocutore delle Società Scientifiche impegnate nel settore degli animali da reddito. Essere interlocutore riconosciuto per l attività legislativa nel settore di competenza. Essere riferimento per le nuove generazioni di veterinari che vogliano seguire il percorso professionale all interno delle filiere dei prodotti di origine animale.
15 Chi lo forma? Università: attivando corsi di studio appropriati Società scientifiche Ordini professionali Enti accreditati
16 Come?: Proposta argomenti 1 Modulo: La produzione primaria ed il Pacchetto Igiene Reg. Reg. CE 178, Reg. CE 852, Reg. CE 853,Reg. CE 854, Reg. 882, Reg. CE 183 Condizionalità e PSR Anagrafe zootecnica Tracciabilità. 1) parte: Alimenti 2 Modulo: La gestione dell'azienda di produzione primaria Compiti del Vet Az Principi generali dell autocontrollo basati sull HACCP Principali linee di intervento Manuali di corretta prassi igienica Biosicurezza e gestione ambientale Formazione del personale 3 Modulo: Sanità animale Elementi di epidemiologia e analisi del rischio Sistemi informativi Indagini epidemiologiche: materie oggetto Sorveglianza Misure di controllo e verifiche 4 Modulo: Benessere animale Benessere animale in azienda e durante il trasporto Analisi dei dati aziendali: produttivi, riproduttivi, riforma, mortalità, ecc. Farmaco: gestione, buone pratiche e tracciabilità 2) parte Qualità delle produzioni e tracciabilità 3) parte 5 Modulo: Ruolo, competenze, tutela e responsabilità del Vet. Az. Il contratto OSA-Vet.Az. La certificazione veterinaria Il sistema dei controlli dell Autorità Competente ed il Vet: Az.: ispezioni, audit Le anagrafi zootecniche e movimentazione degli animali
17 Grazie per l attenzione
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