AZIENDA ULSS 20 - VERONA
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- Marianna Damiano
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1 AZIENDA ULSS 20 - VERONA ORDINE DEI MEDICI DI VERONA Verona 5 maggio 2010 INCONTRO CON I MEDICI COMPETENTI E SPISAL DI VERONA Attualità in tema di valutazione dello stress lavoro correlato Dr. Marco Renso Direttore SPISAL ULSS 22
2 LO STRESS AL LAVORO A seconda delle ricerche effettuate, è il primo o il secondo problema di salute legato all attività lavorativa riferito più frequentemente. Interessa quasi un lavoratore europeo su quattro. Dagli studi condotti emerge che una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress OMS - entro il 2020 la depressione diventerà la causa principale di inabilità al lavoro (Bruxelles, ) Il luogo di lavoro costituisce l ambiente privilegiato per la prevenzione dei disturbi psicologici e la promozione di una migliore salute mentale rif:
3 Perché è un problema di così vasta portata? Se ci sono sempre più numerose le persone colpite da problemi di stress sul luogo di lavoro. I motivi sono: innovazioni apportate alla progettazione, all organizzazione e alla gestione del lavoro; precarietà del lavoro; aumento del carico di lavoro e del ritmo di lavoro; elevate pressioni emotive esercitate sui lavoratori; violenza e molestie di natura psicologica; scarso equilibrio tra lavoro e vita privata;.
4 Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e Decreto legislativo n. 106/2009 Articolo 28 Oggetto della valutazione dei rischi 1. La valutazione., deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavorocorrelato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004, entro il 1 agosto 2010
5 Articolo 29 - Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente nei casi in cui è obbligatoria la sorveglianza sanitaria Le attività realizzate previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
6 ACCORDO EUROPEO SULLO STRESS SUL LAVORO (Accordo siglato da CES - sindacato Europeo; UNICE- confindustria europea ; UEAPME - associazione europea artigianato e PMI; CEEP - associazione europea delle imprese partecipate dal pubblico e di interesse economico generale) Lo stress NON È UNA MALATTIA ma una esposizione prolungata allo stress può ridurre l efficienza sul lavoro e causare problemi di salute L obiettivo è offrire ai datori di lavoro e ai lavoratori un modello che consenta di individuare e di prevenire o gestire i problemi di stress da lavoro
7 LO STRESS LEGATO ALL ATTIVITÀ LAVORATIVA Lo stress diventa un rischio per la sicurezza e la salute quando è prolungato nel tempo Lo stress può portare a problemi di salute mentale e fisica. Lo stress si manifesta quando le persone percepiscono uno squilibrio tra: le richieste avanzate nei loro confronti e le risorse a loro disposizione per far fronte a tali richieste
8 DOMANDA PERCEPITA PERCEZIONE DELLE PROPRIE CAPACITA DISEQUILIBRIO (imbalance) STRESS
9 ACCORDO EUROPEO (Art. 1 Introduzione) Potenzialmente lo stress può riguardare: ogni luogo di lavoro ed ogni lavoratore indipendentemente dalle dimensioni dell azienda indipendentemente dal settore di attività indipendentemente dalla tipologia del contratto o del rapporto di lavoro Ciò non significa che tutti i luoghi di lavoro e tutti i lavoratori ne siano necessariamente interessati Lo stress influisce: sulla salute e la sicurezza delle singole persone sulla salute delle imprese sulla salute delle economie
10 ACCORDO EUROPEO (Art. 2 Finalità) Contributo del Medico Competente 1. accrescere la consapevolezza e la comprensione dello stress lavoro-correlato da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei loro rappresentanti, e attirare la loro attenzione sui segnali che potrebbero denotare problemi di stress lavoro-correlato. 2. offrire ai datori di lavoro ed ai lavoratori un quadro di riferimento per individuare e prevenire o gestire problemi di stress lavoro-correlato. Non è invece quello di attribuire la responsabilità dello stress all individuo 3. non concerne la violenza, le molestie e lo stress post - traumatico.
11 Agenzia Europea Salute e Sicurezza sul Lavoro CARATTERISTICHE STRESSANTI DEL LAVORO CONTESTO LAVORATIVO Funzione e cultura organizzativa Ruolo nell ambito dell organizzazione Evoluzione della carriera Autonomia decisionale/controllo Rapporti interpersonali sul Lavoro Interfaccia casa/lavoro CONTENUTO DEL LAVORO Ambiente di lavoro ed attrezzature di lavoro Pianificazione dei compiti Carico di lavoro/ritmo di lavoro Orario di lavoro
12 La guida operativa del Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro Decreto Legislativo 81/2008 s.m.i. VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO GUIDA OPERATIVA Coordinatore: Fulvio d Orsi Antonia Ballottin, Maria Pia Cancellieri, Francesco Chicco, Domenico Cocomazzi, Fabrizio Franco, Raffaele Latocca, Maria Gabriella Mavilia, Franco Pugliese, Marco Renso, Domenico Sallese, Dimitri Sossai, Enzo Valenti. marzo 2010
13 Punti fermi Nel caso dello stress lavoro-correlato il pericolo potenziale esiste sempre. La valutazione deve basarsi su elementi oggettivi che consentono di orientarsi da subito verso le azioni preventive La valutazione deve addentrarsi ad analizzare gli aspetti dell organizzazione del lavoro che possono essere affrontati e migliorati con azioni correttive il processo di valutazione/gestione deve essere promosso e gestito direttamente dal datore del lavoro e dal top management, perché sia chiara la volontà dell azienda di intervenire sull organizzazione del lavoro. gli strumenti di valutazione devono essere utilizzabili e gestibili direttamente dai soggetti aziendali (responsabile del servizio di prevenzione e protezione e medico competente) perché deve essere garantita la gestione del rischio e non una valutazione episodica Il processo deve vedere il coinvolgimento dei lavoratori e/o dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, consultati dalle fasi iniziali dell intervento all individuazione delle misure correttive La valutazione deve essere orientata alle soluzioni, soprattutto quelle di tipo collettivo
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15 1 fase: indicatori oggettivi di rischio Lista degli elementi da considerare: indici infortunistici, assenze per malattia, ricambio del personale, procedimenti e sanzioni, segnalazioni del medico competente funzione e cultura organizzativa ruolo nell ambito dell organizzazione l evoluzione e lo sviluppo di carriera, autonomia decisionale e controllo rapporti interpersonali al lavoro interfaccia casa-lavoro ambiente di lavoro ed attrezzature pianificazione dei compiti carichi, ritmi di lavoro orario di lavoro, turni La valutazione della prima fase deve consentire di quantificare il livello di rischio secondo una scala parametrica basso/medio/alto
16 2 fase: indagine della soggettività La seconda fase deve essere effettuata quando dall esame degli elementi oggettivi il rischio non risulta basso Questionari standardizzati Focus group Interviste semi-strutturate Inserimento professionalità specifiche
17 Completare l indagine oggettiva/verificabile con la valutazione soggettiva dello stress lavoro-correlato permette una lettura più completa e affidabile delle condizioni di vita e di lavoro. LA VALUTAZIONE SOGGETTIVA NON E MAI SUFFICIENTE E DEVE ESSERE PRECEDUTA DALLA VALUTAZIONE DEGLI INDICATORI OGGETTIVI
18 STRUMENTI DI VALUTAZIONE CHE RISPONDONO AI CRITERI INDICATI
19 PROPOSTA DI METODO ISPESL FASE 1. Valutazione indicatori oggettivi di stress al lavoro (compilazione della check list) FASE 2. Identificazione della condizione di rischio (BASSO, MEDIO, ALTO) e pianificazione delle azioni di miglioramento FASE 3. Valutazione percezione dello stress al lavoro dei lavoratori, attraverso compilazione di questionari di percezione, analizzati in modo aggregato, obbligatoria solo per rischio alto.
20 VALUTAZIONE INDICATORI OGGETTIVI STRESS LAVORO CORRELATO INDICATORI AZIENDALI CONTESTO DEL LAVORO CONTENUTO DEL LAVORO Indici Infortunistici Assenteismo Assenza per malattia Ferie non godute Funzione e cultura organizzativa Ruolo nell ambito dell organizzazione Ambiente di lavoro ed attrezzature di lavoro Pianificazione dei compiti Rotazione del personale Evoluzione della carriera Carico di lavoro ritmo di lavoro Cessazione rapporti di lavoro/turnover Procedimenti/ Sanzioni disciplinari Richieste visite mediche straordinarie Segnalazioni stress lavoro Istanze giudiziarie Autonomia decisionale controllo del lavoro Rapporti interpersonali sul lavoro Interfaccia casa lavoro conciliazione vita/lavoro Orario di lavoro
21 Legge regionale 22 gennaio 2010, n. 8 (BUR n. 8/2010) PREVENZIONE E CONTRASTO DEI FENOMENI DI MOBBING E TUTELA DELLA SALUTE PSICO-SOCIALE DELLA PERSONA SUL LUOGO DEL LAVORO
22 Art. 7 Centri di riferimento per il benessere organizzativo Compiti Ogni azienda ULSS del comune capoluogo di provincia istituisce un centro di riferimento per il benessere organizzativo al lavoro a) accertamento dello stato di disagio psico sociale o di malattia del lavoratore ed eventuale indicazione del percorso terapeutico di sostegno, cura e riabilitazione. b) individuazione delle eventuali misure di tutela da adottarsi da parte dei datori di lavoro nelle ipotesi di rilevati casi di disagio lavorativo. c) supporto agli SPISAL nelle verifiche sui luoghi di lavoro in tema di valutazione dei rischi psico sociali ai sensi dell'articolo 28 del decreto legislativo n. 81 del 2008 e successive modificazioni.
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