LA RADICAZIONE AVVENTIZIA
|
|
|
- Elisa Berti
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 LA RADICAZIONE AVVENTIZIA
2 Dal punto di vista ontogenico si distinguono tre tipi di radici Radici primarie e secondarie * Radici primarie: si sviluppano dall apice radicale embrionale * Radici secondarie: si formano a partire dal periciclo delle radici primarie in struttura primaria (anche dette radici laterali) Radici avventizie * Si originano da radici mature in struttura secondaria (mai dal periciclo) * Si sviluppano da diversi tessuti dell ipocotile, del caule e delle foglie * Si ottengono tramite colture in vitro Formano radici laterali anche le radici avventizie
3 La capacità di formare radici avventizie è una caratteristica fondamentale per la propagazione vegetativa (es. tramite talee) in planta di molte piante, in particolar modo di piante legnose, ma anche per la loro micropropagazione in vitro. Spesso l impossibilità di sviluppare un apparato radicale avventizio per molte specie legnose di elevato interesse commerciale rappresenta un fattore limitante per la loro massiccia propagazione clonale. (v. anche la parte relativa ai mericloni nella Lezione sulla caulogenesi sperimentale).
4 Le piante vengono raggruppate in 3 classi in base alle loro capacità rizogeniche avventizie: 1) Piante che radicano facilmente La pianta ha un contenuto endogeno di sostanze (fitormoni inclusi) sufficiente all induzione ed allo sviluppo dei primordi radicali. Frequente è la rizogenesi diretta Es. Prunus avium, alcune varietà di melo 2) Piante che posseggono tutte le sostanze necessarie per la radicazione, ma bassi livelli di ormoni (auxine endogene insufficienti). E necessaria una somministrazione esogena di auxina per la radicazione. 3) Piante recalcitranti alla radicazione Impedimenti meccanici e/o carenze nutritive rendono la radicazione avventizia in queste piante estremamente difficile. Es. Olea europea, Juglans regia, Prunus amigdalus.
5 Le radici avventizie possono avere una genesi ENDOGENA (nella maggior parte dei casi) ed una genesi ESOGENA Endogene Tessuto di origine: periciclo caulinare parenchima associato ai raggi regione fra periciclo e cambio floema e cambio interfascicolare midollo del caule cellule parenchimatiche associate allo xilema secondario, in particolare a livello delle lacune fogliari Esogene tessuto epidermico e primi strati corticali di gemme ed ipocotili
6 COMPETENZA Capacità delle cellule a rispondere a specifici stimoli che innescano il processo di radicazione. Le cellule competenti possono essere presenti nel tessuto al momento della messa in coltura oppure alcune cellule possono diventare competenti durante la coltura in vitro. DETERMINAZIONE Cellule competenti vengono esposte ad un induttore per la radicazione (es. auxine e/o ferite) ed esprimono la loro competenza. Queste cellule raggiungono la piena determinazione quando, dopo rimozione dell induttore, continuano il processo di radicazione. La determinazione viene raggiunta prima della formazione dei meristemoidi radicali e rappresenta la canalizzazione irreversibile verso questa specifica organogenesi. ORGANIZZAZIONE DEI MERISTEMOIDI I meristemoidi precedono SEMPRE l organizzazione delle radici avventizie sia di genesi diretta che indiretta. La competenza e la determinazione vengono raggiunte durante la fase induttiva della radicazione.
7 E possibile attraverso biotecnologie che implicano la coltura in provetta fare esprimere a cellule differenziate la competenza rizogenica.
8 L auxina è il principale induttore della rizogenesi avventizia in molte piante e sistemi in vitro.
9 REGOLATORI DI CRESCITA CHE INFLUENZANO L INDUZIONE RADICALE AUXINA IAA IBA NAA a - fase sensibile all auxina. attivazione delle cellule competenti (induzione) b - fase indifferente all auxina. La presenza dell ormone non modifica lo sviluppo radicale. anzi, in alcuni casi può inibirlo. CITOCHININE Zeatina Kinetina 2iP 6-benziladenina Un rapporto auxina/citochinina a favore dell auxina può stimolare la radicazione. GIBBERELLINE Alte concentrazioni di gibberelline inibiscono in genere la radicazione; concentrazioni da a 10-7 M la promuovono in poche piante.
10 E stato dimostrato che cellule non in grado di formare radici avventizie in planta lo possono fare in vitro sotto stimolazione auxinica.
11 Radicazione avventizia DIRETTA Il primordio radicale si sviluppa direttamente dalle cellule in prossimità del sistema vascolare dell espianto primario (le cellule competenti sono presenti nel tessuto al momento della messa in coltura). Radicazione avventizia INDIRETTA La formazione delle radici è preceduta da una proliferazione cellulare che dà origine ad una massa di callo ed è all interno di questa massa che si organizzano i meristemoidi, prima, ed i primordi radicali, poi (le cellule diventano competenti a radicare durante la coltura in vitro).
12 Riso: esempio di rizogenesi avventizia diretta ed endogena (le frecce indicano i primordi radicali in formazione)
13 Marcatori biochimici della radicazione avventizia * Auxina * Poliammine * Perossidasi * Flavonoidi
14 L auxina endogena deve presentare un picco durante la fase induttiva, e questo deve avvenireprecocemente Le poliammine libere, soprattutto putrescina e spermidina, devono presentare un picco prima dell organizzazione dei meristemoidi radicali
15 Cambiamenti nella concentrazione endogena degli enzimi perossidasici, in particolare di quelli legati all ossidazione dell auxina, sono associati al processo di radicazione. E stato osservato un più alto contenuto di questi enzimi nelle specie che radicano facilmente rispetto a quelle che hanno il processo bloccato. Alti livelli di flavonoidi sono riscontrabili nei tessuti di piante legnose che radicano facilmente.
16 È possibile studiare il controllo ormonale sulla radicazione avventizia mediante coltura in vitro di porzioni di organo, di tessuti o proliferazioni cellulari. La capacità di rispondere agli ormoni, tuttavia diminuisce con l età della pianta e di conseguenza cala anche la capacità di formare radici avventizie. E del resto usuale che l organogenesi in vitro diminuisca con l invecchiamento dei tessuti che formano l espianto.
17 L origine delle radici avventizie in planta è simile a quella delle radici laterali ed è sotto il controllo auxinico, l organo parentale è però diverso. In Arabidopsis normalmente si formano 1 o 2 radici avventizie alla base dell ipocotile. Si originano dal periciclo dell ipocotile e si formano esattamente come le radici laterali.
18 Inoltre è stato dimostrato che almeno alcuni geni che controllano la formazione delle radici laterali sono implicati anche nella formazione delle radici avventizie, e in molti casi sembra che questi geni siano sotto controllo auxinico. I mutanti di Arabidopsis rooty (rty) e superoot (sur), hanno un elevato numero di radici sia laterali che avventizie ed anche un elevato contenuto endogeno di auxina.
19 Anche il gene LATERAL ROOT PRIMORDIUM1 (LRP1), di Arabidopsis, che si esprime nelle primissime fasi di formazione delle radici laterali ed avventizie, è considerato un marker precoce comune ai due tipi di radici, ed è indotto dall auxina. È stato identificato anche un altro gene, in riso, responsabile della genesi delle radici avventizie (che in questa pianta è il solo tipo di radici a formare l apparato radicale): ADVENTITIOUS ROOTLESS1 (ARL1). Questo gene codifica per una proteina sensibile all auxina e all etilene. L espressione di ARL1 è precedente alle divisioni delle cellule fondatrici del periciclo, per cui è considerato un marcatore precoce dello sdifferenziamento di queste ultime cellule.
20 Colture in vitro di strati cellulari sottili caulinari Es. tabacco Composizione del terreno di coltura sintetico utilizzato per indurre la formazione di radici in vitro Sali inorganici Murashige and Skoog 1962 Vitamine Mio-inositolo (100 mg/l) Tiamina (10 mg/l) Fitormoni IBA (auxina) (10-5 M) Kinetina (citochinina) (10-7 M) Carboidrato Saccarosio (30g/l) Agar (8 g/l) ph 5.8
21 Strato cellulare sottile (Thin cell layer TCL, espianto di epidermide e pochi strati di parenchima corticale) al momento della messa in coltura
22 TCL dopo 15 giorni di coltura
23 Condizioni colturali per ottenere radici avventizie da plantule di Arabidopsis thaliana Takahashi et al., 2003 presenza di saccarosio (bassi livelli) adesione dell ipocotile al mezzo agarizzato assenza di luce ½ MS + 0.5% saccarosio LD (8 giorni DAS) 6h luce + buio (22 giorni DAS) Ath Col, 22 g dalla stratificazione, 6h luce + buio Primordio radicale all interno dell ipocotile
24 Il TCL di Arabidopsis misura 5x3 mm ed è costituito da 6-7 strati cellulari
25 Eventi della formazione delle radici avventizie nei TCL di Arabidopsis a 7 e 15 giorni di coltura A 7 g 15 g D Formazione del primordio radicale Radici emergenti dall espianto a fine coltura eprimordi non ancora emersi entro l espianto (frecce bianche) Radice avventizia allungata
26 Nel sistema TCL specifici ormoni sono indispensabili per indurre la rizogenesi avventizia e l endodermide caulinare è il solo tessuto coinvolto nella formazione dei meristemi radicali.
27 Il fattore di trascrizione MYB11 è un regolatore negativo della radicazione avventizia. Espianto prelevato da piante mutate per knockout di MYB11 Espianto prelevato da piante che sovra esprimono MYB11 v. The AtMYB11 gene from Arabidopsis is expressed in meristematic cells and modulates growth in planta and organogenesis in vitro. Petroni K. et al., J. Experimental Botany 2008,vol.59:
28 Come si forma il centro quiescente Consulta: nelle radici avventizie? Auxin and cytokinin control formation of the quiescent centre in the adventitious root apex of arabidopsis Annals of Botany 2013 (l articolo sul sito)
29 Coltura in vitro di Espianti fogliari
30 Intere foglie o miniespianti fogliari (circa 2x2 mm) possono essere indotti a formare radici MS IAA 0,6 mm Saccarosio 2% Agar 0.8 %
31 Espianto fogliare dopo 10 giorni di coltura
32 Primordio radicale che parte dalla nervatura fogliare
33 Radici avventizie in microtalee di specie legnose
34 Specie in cui è stato sperimentato con successo il metodo dell INFEZIONE LOCALIZZATA per indurre la radicazione avventizia - melo - mandorlo - noce - quercia - pistacchio - ulivo - castagno - kiwi - nocciolo
35 JUGLANS REGIA (noce) Es. di specie recalcitrante alla radicazione E possibile indurre la radicazione avventizia mediante infezione localizzata con Agrobacterium rhizogenes
36 Caso di studio: Microtalee di Juglans regia cv. Sorrento furono infettate con A. rhizogenes e coltivate in vitro in presenza o assenza di auxina. SCOPO Migliorare la tecnica di micropropagazione per questa pianta a livello industriale e per un suo reinserimento nel territorio.
37 L infezione localizzata interagisce positivamente con l IBA nel promuovere la radicazione nel noce. Il passaggio chiave anche in questa specie è la formazione dei meristemoidi radicali.
38 Il trattamento IBA Ar (cioè IBA esogeno combinato ad infezione localizzata) è il migliore da un punto di vista di sfruttamento industriale della propagazione in vitro del noce, perché induce lo sviluppo di meristemoidi e infine di primordi radicali in un tempo ridotto rispetto al trattamento rizogenico HF Ar (cioè assenza di ormoni esogeni, ma presenza diinfezione localizzata).
39 Primordio radicale
40 Domande: Come si origina una radice avventizia rispetto ad una laterale? A che serve in planta la radicazione avventizia? Perché la radicazione avventizia è un importante biotecnologia? Qual è l ormone induttore? Qual è la differenza fra rizogenesi diretta ed indiretta? Cos è un meristemoide radicale?
COLTURA DI TESSUTI IN VITRO E RIGENERAZIONE DELLA PIANTA
COLTURA DI TESSUTI IN VITRO E RIGENERAZIONE DELLA PIANTA Caratteristica fondamentale delle cellule vegetali TOTIPOTENZA È possibile rigenerare un intera pianta da singole cellule differenziate Tranne quelle
Scoperte nel corso di studi per identificare sostanze in grado di stimolare le divisioni cellulari
LE CITOCHININE Scoperte nel corso di studi per identificare sostanze in grado di stimolare le divisioni cellulari Influenzano molti processi alcuni dei quali non hanno nulla a che vedere con le divisioni
il tessuto vascolare contiene una sostanza in grado di stimolare la divisione cellulare (tubero patata/ferita)
LE CITOCHININE 1913 Haberlandt il tessuto vascolare contiene una sostanza in grado di stimolare la divisione cellulare (tubero patata/ferita) 1930 White radici pomodoro crescono in terreno minimo fusti
La propagazione della vite Giancarlo Scalabrelli
La propagazione della vite Giancarlo Scalabrelli Principi generali: della propagazione La propagazione agamica Tipi di propagazione (margotta, propaggine, talea, innesto, micropropagazione La produzione
Lo sviluppo delle piante
Lo sviluppo delle piante IN COSA CONSISTE LO SVILUPPO DI UNA PIANTA? OGNI PIANTA HA IL SUO SVILUPPO LE FASI PRINCIPALI DELLO SVILUPPO ORIGINE DEI TESSUTI NELLE PIANTE LO SVILUPPO DELLE PIANTE PASSA ATTRAVERSO
differenziamento cellulare
DIFFERENZIAMENTO In un organismo pluricellulare, il processo che conduce alla formazione di differenti tipi di cellule si definisce differenziamento cellulare. Il destino di ciascuna cellula è la combinazione
LO SVILUPPO DEL FIORE
LO SVILUPPO DEL FIORE FIORE: complesso apparato di strutture funzionalmente specializzate e radicalmente diverse dall organismo vegetativo sia nella forma che nei tipi cellulari La transizione verso la
Coltura di cellule vegetali
BIOTECNOLOGIE CELLULARI modulo di Tecniche Cellulari Vegetali Inoculo nel mezzo di coltura liquido Controllo della crescita (eventuale sub-cultura) Il callo è un tessuto costituito da cellule indifferenziate,
Il vacuolo. Come organulo osmoregolatore, funzionale al. mantenimento del turgore cellulare
Il vacuolo Come organulo osmoregolatore, funzionale al mantenimento del turgore cellulare Movimento dell acqua e dei soluti acqua + soluti POTENZIALE CHIMICO POTENZIALE DI ENERGIA POTENZIALIE IDRICO acqua
regolazione morfogenesi accrescimento segnali chimici ORMONI VEGETALI
regolazione metabolismo morfogenesi accrescimento segnali chimici ORMONI VEGETALI ORMONI ANIMALI sono sintetizzati in organi o tessuti specifici sono trasportati attraverso il circolo sanguigno verso un
ANIMALI. Gli ormoni sono sostanze organiche naturali che, a basse concentrazioni, influenzano profondamente dei processi fisiologici
GLI ORMONI VEGETALI ANIMALI Gli ormoni sono sostanze organiche naturali che, a basse concentrazioni, influenzano profondamente dei processi fisiologici sono sintetizzati in organi o tessuti specifici sono
ANATOMIA VEGETALE. Morfologia microscopica
ANATOMIA VEGETALE Morfologia microscopica ANATOMIA DEL FUSTO ZONA EMBRIONALE ZONA DI DISTENSIONE E DIFFERENZIAMENTO ZONA DI STRUTTURA PRIMARIA E presente tutte le piante. E la struttura definitiva in tutte
alberi in prossimità dei lampioni stradali
1800 alberi in prossimità dei lampioni stradali perdita foglie sviluppo alterato 1901 l etilene è il gas responsabile degli effetti RISPOSTA TRIPLA riduzione allungamento fusto aumento crescita laterale
La propagazione della vite Giancarlo Scalabrelli
La propagazione della vite Giancarlo Scalabrelli Principi generali: della propagazione La propagazione agamica Tipi di propagazione (margotta, propaggine, talea, innesto, micropropagazione La produzione
TESSUTI MERISTEMATICI. Meristema apicale della radice di Allium cepa
TESSUTI MERISTEMATICI Meristema apicale della radice di Allium cepa CARATTERISTICHE DELLE CELLULE MERISTEMATICHE Cellule in attiva divisione cellulare Cellule piccole, isodiametriche Cellule con nucleo
FISIOLOGIA VEGETALE. Gli ormoni vegetali
FISIOLOGIA VEGETALE Gli ormoni vegetali Lo sviluppo delle piante in tutte le sue varie fasi (crescita, fioritura, fruttificazione, formazione e caduta delle foglie) è regolato dall integrazione di stimoli
RADICE. È la. prima struttura che emerge da un seme in germinazione. Le due funzioni principali sono l ancoraggio.
RADICE da: Biologia delle piante (P.H. Raven et alii) È la prima struttura che emerge da un seme in germinazione. Le due funzioni principali sono l ancoraggio e l assorbimentol assorbimento. Funzioni associate
Applicazione della coltura in vitro per la Salvaguardia di Gentiana pneumonanthe
ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE L. CASTIGLIONI Via Garibaldi, 115 LIMBIATE (MB) Applicazione della coltura in vitro per la Salvaguardia di Gentiana pneumonanthe Filippa Puglisi Rosalia Mantegazza [email protected]
18/01/2011. Apparato radicale. Da Stern.
Apparato radicale 1 Da Stern. 2 1 CORMO= RADICE+ FUSTO + FOGLIE APPARATO RADICALE Apparato/Sistema radicale: insieme di tutte le radici della pianta (radice principale e radici secondarie). La radice deriva
Caratteristica fondamentale delle cellule vegetali TOTIPOTENZA. È possibile rigenerare un intera pianta da singole cellule differenziate
Caratteristica fondamentale delle cellule vegetali TOTIPOTENZA È possibile rigenerare un intera pianta da singole cellule differenziate Tranne quelle che hanno perso il nucleo (tracheidi, elementi del
TRASFORMAZIONE GENETICA DI SPINACIO (SPINACIA OLERACEA L.) MEDIATA DA AGROBACTERIUM TUMEFACIENS
LABORATORIO DI BIOTECNOLOGIE VEGETALI (Prof. Alma Balestrazzi) TRASFORMAZIONE GENETICA DI SPINACIO (SPINACIA OLERACEA L.) MEDIATA DA AGROBACTERIUM TUMEFACIENS CHE COSA SONO LE PIANTE TRANSGENICHE? Le piante
Trasporto dei fotosintetati ai tessuti in crescita e di riserva.
Trasporto dei fotosintetati ai tessuti in crescita e di riserva. Via di traslocazione I fotosintetati sono traslocati attraverso il floema Epidermide Corteccia Midollo Xilema Floema Cambio vascolare Floema
regolazione segnali chimici ORMONI VEGETALI
regolazione metabolismo morfogenesi accrescimento segnali chimici ORMONI VEGETALI ORMONI ANIMALI sono sintetizzati in organi o tessuti specifici sono trasportati attraverso il circolo sanguigno verso un
In tutte le piante terrestri
In tutte le piante terrestri Embriogenesi Zigote Mitosi Embrione Mitosi Giovane pianticella Pianta adulta Nelle Spermatofite SEME Embrione nel SEME struttura costituita da: Embrione Sostanze di riserva
Tra le molecole segnale (stimoli interni) i fitormoni svolgono un ruolo primario
Tra le molecole segnale (stimoli interni) i fitormoni svolgono un ruolo primario Che cos è un ormone vegetale Sostanza organica sintetizzata in una parte della pianta e traslocata ad un altra parte dove
LO SVILUPPO DEL FIORE
LO SVILUPPO DEL FIORE FIORE: complesso apparato di strutture funzionalmente specializzate e radicalmente diverse dall organismo vegetativo sia nella forma che nei tipi cellulari La transizione verso la
La radice è un organo molto importante per la pianta. Serve alla pianta per restare attaccata alla terra e per assorbire, cioè prendere, dal terreno,
BOTANICA LA RADICE La radice è un organo molto importante per la pianta. Serve alla pianta per restare attaccata alla terra e per assorbire, cioè prendere, dal terreno, le sostanze (acqua e sali minerali)
Colture in vitro e microprogazione
PAS_C050: esercitazioni agrarie insegnamento Laboratorio di biotecnologie e biologia molecolare applicati alle Scienze Agrarie a.a. 2013/2014 Colture in vitro e microprogazione docente Claudio D Onofrio
Le gemme sono piccoli nuclei meristematici subconici o emisferici che si formano all ascella delle foglie disposte lungo l asse dei germogli La loro
Le gemme sono piccoli nuclei meristematici subconici o emisferici che si formano all ascella delle foglie disposte lungo l asse dei germogli La loro forma è inizialmente piuttosto SEMPLICE E POCO DIFFERENZIATA
PROGRAMMA DEL CORSO di Fisiologia e Principi di Biotecnologie vegetali. Prof. Renato D Ovidio tel:
PROGRAMMA DEL CORSO di Fisiologia e Principi di Biotecnologie vegetali Prof. Renato D Ovidio tel: 0761 357323 email: [email protected] Scopo del corso Come funziona una pianta Come le biotecnologie possono
23 luglio. 9 luglio. 27 settembre. 27 agosto. 6 agosto
9 luglio 23 luglio 6 agosto 27 agosto 27 settembre il tasso di sviluppo e la qualità delle gemme a fiore decresce con : stress idrico alte temperature carenze nutrizionali defogliazione danni da freddo
Il controllo della crescita e dello sviluppo di una pianta è di tipo genetico e dipende dagli ormoni vegetali.
Una pianta può rispondere ad uno stimolo esterno (es luce, gravità, temperatura-vernalizzazione) con una crescita direzionale che va sotto il nome di TROPISMO. Il controllo della crescita e dello sviluppo
Scoperte nel corso di studi per identificare sostanze in grado di stimolare le divisioni cellulari. Skoog 1950
LE CITOCHININE Scoperte nel corso di studi per identificare sostanze in grado di stimolare le divisioni cellulari Skoog 1950 Cellule vegetali formate dalle divisioni cellulari nei meristemi primari o secondari
Tessuti gruppi di cellule strutturalmente e/o funzionalmente distinte.
Tessuti Tessuti gruppi di cellule strutturalmente e/o funzionalmente distinte. Tessuti embrionali o meristemi Tessuti adulti (o definitivi) Meristemi primari Tessuti definitivi primari Meristemi secondari
Laboratorio n. 2 09/05/2010. Organografia del fusto e della radice. Esperienza n. 1 Organografia della radice
Nella struttura primaria, i sistemi di tessuti individuano tre cilindri concentrici: Laboratorio n. 2 Organografia del fusto e della radice tessuto tegumentale cilindro (fino all endodermide) cilindro
capacità di rigenerare un individuo completo partendo da cellule e/o tessuti differenziati. Pianta completa Le basi delle tecniche di coltura in vitro
LE COLTURE IN VITRO Per coltura in vitro s intende l applicazione biotecnologica in cui cellule, tessuti ed organi sono coltivati in un ambiente sterile ed artificiale ed in condizioni chimico fisiche
Esercitazione - Struttura anatomica della FOGLIA
Esercitazione - Struttura anatomica della FOGLIA La foglia ha una struttura organizzata in una porzione tegumentale, una fondamentale e una di conduzione. Essa è un organo laterale del fusto di origine
Dalle fonti naturali alle fonti rinnovabili dei farmaci: le piante e le biotecnologie
Dalle fonti naturali alle fonti rinnovabili dei farmaci: le piante e le biotecnologie Se il farmaco è ottenibile da fonti rinnovabili e diversificate il valore aggiunto aumenta Fonti rinnovabili Filiere
Possibile applicazione di endofiti batterici in qualità di elicitori biotici della tolleranza alla flavescenza dorata. Dr.
Possibile applicazione di endofiti batterici in qualità di elicitori biotici della tolleranza alla flavescenza dorata Dr.ssa Elisa Gamalero Da molti anni il nostro gruppo di ricerca si occupa 1. della
PECULIARITA DELLA RESPIRAZIONE CELLULARE DELLE PIANTE
La respirazione nelle piante è fondamentalmente simile a quella negli animali salvo alcune peculiarità: La succinil-coa sintasi produce ATP invece che GTP Il malato è decarbossilato a piruvato da un enzima
La nutrizione minerale. Ovvero gli ioni inorganici necessari alla pianta e loro modalità di assorbimento e assimilazione
La nutrizione minerale Ovvero gli ioni inorganici necessari alla pianta e loro modalità di assorbimento e assimilazione Necessita nutritive della pianta Non tutti gli elementi minerali presenti nella biosfera
Dinamica di crescita e maturazione di un germoglio transizione dalla struttura primaria alla struttura secondaria
Dinamica di crescita e maturazione di un germoglio transizione dalla struttura primaria alla struttura secondaria In condizioni favorevoli un germoglio è in grado di accrescersi di 3-4 cm al giorno in
La comunicazione intercellulare nello sviluppo
La comunicazione intercellulare nello sviluppo Le cellule durante lo sviluppo comunicano in continuazione: Cosa si dicono? e soprattutto: come si parlano? La comunicazione intercellulare nello sviluppo
DIFFERENZIAMENTO CELLULARE
DIFFERENZIAMENTO CELLULARE In un organismo pluricellulare, il processo che conduce alla formazione di differenti tipi di cellule si definisce differenziamento cellulare. Il destino di ciascuna cellula
Fotosintesi Traspirazione Respirazione Sintesi ormonale Accumulo temporaneo nutrienti
Le foglie sono coinvolte (direttamente o indirettamente) in tutti i processi fisiologici: Fotosintesi Traspirazione Respirazione Sintesi ormonale Accumulo temporaneo nutrienti Hanno, inoltre, anche capacità
I TESSUTI DELLE PIANTE
I TESSUTI DELLE PIANTE COS È UN TESSUTO? Gruppo di cellule, organizzate in una unità funzionale e strutturale LE CELLULE COSTITUENTI UN TESSUTO SONO TUTTE UGUALI? Tessuti semplici Un solo tipo cellulare
EMBRIOGENESI SOMATICA
EMBRIOGENESI SOMATICA Generazione di embrioni da cellule diverse dallo zigote Per APOMISSIA: da cellule uovo non fecondate da cellule dei tessuti materni dell ovulo Per TOTIPOTENZA in vitro: di alcune
Cod. VM4U1. Propagazione della vite Moltiplicazione
Cod. VM4U1 Propagazione della vite Moltiplicazione Propagazione della vite Propagazione della vite per via gamica Ibridazione Incrocio Propagazione della vite per via agamica Selezione Mutazione Biotecnologie
IL GERMOGLIO. parte epigea della pianta
IL GERMOGLIO parte epigea della pianta Funzioni foglie fotosintesi scambio di gas e traspirazione Funzioni fusto sostegno conduzione Germoglio: organizzazione strutturale più complessa della radice. E
Trasformazione genetica di cellule vegetali: introduzione ed inserzione nel genoma nucleare di un nuovo gene, senza utilizzare la fecondazione.
Trasformazione genetica di cellule vegetali: introduzione ed inserzione nel genoma nucleare di un nuovo gene, senza utilizzare la fecondazione. Problemi tipici dei vegetali: 1- Presenza della parete vegetale
TRASPORTO DI SOSTANZE NELLE PIANTE
TRASPORTO DI SOSTANZE NELLE PIANTE L acqua viaggia dal terreno all atmosfera e circola all interno della pianta trasportando con sé importanti soluti L'epidermide inferiore è ricca di aperture dette STOMI
Perchè tutte le piante hanno bisogno di ormoni?
Perchè tutte le piante hanno bisogno di ormoni? Gli ormoni consentono alle piante di Rispondere ai fattori ambientali Guidare i processi di sviluppo Perchè tutte le piante hanno bisogno di ormoni? Luce
INDUTTORE DI RESISTENZA ILSAC-ON
ILSAC-ON VITE INDUTTORE DI RESISTENZA ILSAC-ON per un uva di qualità 4 ILSAC-ON per un uva di qualità Il vino buono chiede grandi uve. Per ottenere grandi uve i vigneti devono potersi esprimere al massimo,
Propagazione e programmazione della fioritura nelle peonie erbacee
Propagazione e programmazione della fioritura nelle peonie erbacee U.O.: Dipartimento di Produzione Vegetale Università della Tuscia, Viterbo. Dott.ssa Mariateresa Cardarelli Università della Tuscia, Dipartimento
Elementi di Ingegneria Genetica Piante Geneticamente Modificate
Elementi di Ingegneria Genetica Piante Geneticamente Modificate Dipartimento di Scienze Agronomiche e Genetica Vegetale Agraria Corso di Genetica Agraria Giovanna Attene LA DEFINIZIONE LEGALE Direttiva
Caratterizzazione e propagazione in vitro di linee selezionate di carciofo di Montelupone
Comune di Fratte Rosa (PU) Comune di San Lorenzo in Campo (PU) Comune di Castelleone di Suasa (AN) PROGETTO REGIONALE: RILANCIO DELL ORTICOLTURA ATTRAVERSO LA VALORIZZAZIONE DI BIODIVERSITA AUTOCTONE Caratterizzazione
Innovazioni di prodotto relative al comparto piante grasse ottenute attraverso l applicazione di tecniche in vitro
INCONTRO INFORMATIVO PROGRAMMA REGIONALE DI SVILUPPO RURALE 2007-2013 Misura 111 azione B) informazione Innovazioni di prodotto relative al comparto piante grasse ottenute attraverso l applicazione di
Morfologia ed Anatomia delle Piante
Morfologia ed Anatomia delle Piante Fiore Foglia Nodo Internodo Fusto Radice Comparazione tra una monocotiledone (avena) e una dicotiledone (fagiolo) Ricorda che: Sia nel fusto sia nella radice si incontrano
Pluripotent Stem CellsiPSCs
La scoperta delle induced Pluripotent Stem CellsiPSCs e la riprogrammazione cellulare La storia della vita L ABC delle cellule staminali Cosa sono le cellule staminali? cellule dei tessuti cellula staminale
Uova, colesterolo e grassi saturi. La rivalsa. Wanda Rizza
Uova, colesterolo e grassi saturi. La rivalsa. Wanda Rizza Uova, colesterolo e grassi saturi. La rivalsa. Identikit del colesterolo. Colesterolo, alimentazione e malattie cardiovascolari. Grassi saturi:
RUOLO DEI FITOREGOLATORI NEL POST-RACCOLTA: IMPIEGHI E PROBLEMATICHE APERTE
RUOLO DEI FITOREGOLATORI NEL POST-RACCOLTA: IMPIEGHI E PROBLEMATICHE APERTE Angelo Ramina, Alessandro Botton, Claudio Bonghi Dipartimento di Agronomia Ambientale e Produzioni Vegetali. Università di Padova
ORGANISMI MULTICELLULARI
GLI ORMONI VEGETALI ORGANISMI MULTICELLULARI Le diverse funzioni fisiologiche (processi metabolici accrescimento etc) necessitano della regolazione e della integrazione delle funzioni dei diversi organi
Organi epigei. Organi ipogei Apparato radicale
L ALBERO Pianta perenne di consistenza legnosa, il cui fusto principale si sviluppa esternamente al terreno in senso verticale sino ad una certa altezza dal suolo Organi epigei Organi ipogei Apparato radicale
Tessuti parenchimatici
Tessuti parenchimatici Tessuti primari che derivano dal meristema fondamentale Costituiscono la massa principale del corpo della pianta Si trovano al di sotto dei tessuti tegumentali esterni e circondano
I GENI sono alla base delle Biotecnologie
Corso di BIOTECNOLOGIE VEGETALI Introduzione alle Biotecnologie 2 parte A cura di Pierdomenico Perata & Elena Loreti I GENI sono alla base delle Biotecnologie Trasformazione Metodi principali di cellule
BAKANAE (piantina sciocca) Malattia del riso diffusa in Asia causata dal fungo Gibberella fujikuroi (Fusarium moniliforme)
GIBBERELLINE BAKANAE (piantina sciocca) Malattia del riso diffusa in Asia causata dal fungo Gibberella fujikuroi (Fusarium moniliforme) 1930 (Giappone) Isolamento principio attivo 1950 (USA, GB) Struttura
Associazione Frutteto di Vezzolano Giornata delle «Foglie cascanti» Cenni di Fisiologia dello sviluppo
Associazione Frutteto di Vezzolano Giornata delle «Foglie cascanti» 3-12-2016 Cenni di Fisiologia dello sviluppo Come le piante crescono e si sviluppano e come questi processi possono essere influenzati
Sinergie e innovazioni nell orto-floricoltura SINEFLOR
Sinergie e innovazioni nell orto-floricoltura SINEFLOR PROGETTO DI SPERIMENTAZIONE PRE-COMPETITIVA I risultati dell attività di sperimentazione pre-competitiva applicabili in processi produttivi Responsabile
DIVERSITA DEI BATTERI RIZOSFERICI DEL RISO IN RELAZIONE AL CICLO DELL ACQUA E DEI NUTRIENTI
«Sistemi innovativi per una gestione sostenibile dell acqua in risaia» Centro Ricerche sul Riso, Castello D Agogna (PV) 30 Gennaio 2014 DIVERSITA DEI BATTERI RIZOSFERICI DEL RISO IN RELAZIONE AL CICLO
Fissazione dell azoto atmosferico. Conversione di N 2. in Ammoniaca: N 2 + 3 H 2 2 NH 3
Ciclo dell Azoto: insieme dei processi di trasformazione delle varie forme di azoto presenti nell ambiente Fissazione N 2 dell azoto atmosferico Conversione di N 2 in Ammoniaca: N 2 + 3 H 2 2 NH 3 Combustioni,
ACIDO ABSCISSICO. purificata una sostanza (foglie di sicomoro) in grado di promuovere la dormienza delle gemme DORMINA
ACIDO ABSCISSICO purificata una sostanza (foglie di sicomoro) in grado di promuovere la dormienza delle gemme DORMINA purificato un composto in grado di promuovere l abscissione del frutto del cotone ABSCISSINA
L ALIMENTAZIONE IL NOSTRO CORPO È UNA MACCHINA CHE HA BISOGNO CONTINUAMENTE DI ENERGIA ANCHE QUANDO È A RIPOSO.
L ALIMENTAZIONE IL NOSTRO CORPO È UNA MACCHINA CHE HA BISOGNO CONTINUAMENTE DI ENERGIA ANCHE QUANDO È A RIPOSO. L ENERGIA VIENE RICAVATA DAI PRINCIPI NUTRITIVI O NUTRIENTI ALIMENTARSI VUOL DIRE SODDISFARE
Es. BCR-ABL. Es. RAS Es. ERBB2. Es. MYC. Si riscontra frequentemente nei cancri degli animali, mentre è raro nell uomo.
Il cancro è associato a alterazioni dei meccanismi di controllo del ciclo cellulare. mutazioni del DNA a carico di oncogeni, geni oncosoppressori, geni del riparo del DNA, geni che regolano l apoptosi
Prof.R. Andrei. prof. Andrei R. 1
Prof.R. Andrei La riproduzione gamica e agamica nelle piante prof. Andrei R. 1 PROPAGAZIONE DELLE PIANTE La propagazione delle piante avviene secondo due indirizzi fondamentali: per via sessuata o gamica
tessuti meristematici tessuti definitivi o adulti.
Un tessuto è definibile come un insieme di cellule che svolgono la stessa funzione e che sono associate fra loro in modo congenito. Una prima classificazione : tessuti meristematici tessuti definitivi
TESSUTO FONDAMENTALE
TESSUTO FONDAMENTALE Deriva dal meristema fondamentale e dai meristemi laterali E formato da cellule generalmente vive a maturità, dotate della sola parete primaria Comprende: -Il tessuto fondamentale
CORSO DI FRUTTICOLTURA
COMUNE DI CAMPONOGARA ASSESSORATO ALLE POLITICHE AMBIENTALI DENIS COMPAGNO CORSO DI FRUTTICOLTURA 2006 ARGOMENTI ANATOMIA E FISIOLOGIA DELLE PIANTE ARBOREE TECNICHE DI PROPAGAZIONE POMACEE (MELO, PERO)
Leptina. Proteina di 167 aa per circa 16 kda
Leptina e grelina Leptina Proteina di 167 aa per circa 16 kda La leptina viene prodotta soprattutto negli adipociti del tessuto adiposo bianco. Inoltre è prodotta da tessuto adiposo bruno, placenta, ovaie,
A che servono le piante transgeniche?
A che servono le piante transgeniche? Ricerca di base Applicazioni Ricerca di base Favorire la comprensione e lo studio del ruolo fisiologico di molti geni Effetti correlati alla sovraespressione o alla
Active Chitosan. 100 Natural. Bioestimolante. Con. Per l utilizzo in tutti i tippi di colture. Sviluppato presso L'Università di Cambridge
Bioestimolante Per l utilizzo in tutti i tippi di colture Da estratti di gamberi Si attacca alla pianta creando un strato nutritivo Assorbimento e assimilazione veloce attraverso le foglie Alta attivazione
Morfologia ed Anatomia delle Piante
Morfologia ed Anatomia delle Piante Fiore Foglia Nodo Internodo Fusto Radice Comparazione tra una monocotiledone (avena) e una dicotiledone (fagiolo) Ricorda che: Sia nel fusto sia nella radice si incontrano
Un altro concetto fondamentale in fisiologia vegetale è il potenziale idrico
Un altro concetto fondamentale in fisiologia vegetale è il potenziale idrico In generale, la direzione di movimento dell acqua è determinato dal gradiente di energia libera dell acqua Energia libera: energia
MIGLIORAMENTO GENETICO TRADIZIONALE
MIGLIORAMENTO GENETICO TRADIZIONALE OGM ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI PGM PIANTA GENETICAMENTE MODIFICATA PIANTA TRANSGENICA UNA PIANTA NELLA QUALE, MEDIANTE INGEGNERIA GENETICA, SONO STATE INTRODOTTE
FISIOLOGIA VEGETALE. I movimenti dell acqua e dei soluti
FISIOLOGIA VEGETALE I movimenti dell acqua e dei soluti MOVIMENTI DELL ACQUA E DEI SOLUTI L acqua si muove seguente delle differenze di potenziali di energia Il potenziale di energia è l energia che viene
La micropropagazione oggi. Fasi della micropropagazione
La micropropagazione oggi La tecnica della micropropagazione o coltura in vitro rappresenta, da più di trent anni, il metodo di propagazione più efficiente nella produzione di piante in vivaio. Rispetto
Piante: Istologia e anatomia
Piante: Istologia e anatomia Il corpo della pianta è costituito da tre organi fondamentali: il fusto, la foglia e la radice. Questi organi sono prodotti in maniera ripetitiva dai meristemi apicali, cellule
Adattamento delle piante alle variazioni stagionali
Piante adattate a cambiamenti di clima: Tropofite Nelle Tropofite la morfologia ed il ritmo fisiologico endogeno si adattano al ritmo climatico annuale in funzione dei cambiamenti della disponibilità di
Tessuti adulti. 1.Tessuti tegumentali o di rivestimento 2.Tessuti parenchimatici 3.Tessuti meccanici 4.Tessuti conduttori 5.
Tessuti adulti Derivano da tessuti meristematici attraverso: - crescita per divisione - crescita per distensione - differenziamento 1.Tessuti tegumentali o di rivestimento 2.Tessuti parenchimatici 3.Tessuti
Tessuto (sistema) conduttore L evoluzione delle piante sulla terraferma è legata allo sviluppo di un efficiente sistema di conduzione interna dei
Tessuto (sistema) conduttore L evoluzione delle piante sulla terraferma è legata allo sviluppo di un efficiente sistema di conduzione interna dei liquidi. In una pianta terrestre i flussi principali sono:
1. INTRODUZIONE Colture in vitro vegetali Propagazione in vitro delle piante: EMBRIOGENESI SOMATICA SCOPO DELLA TESI.
Università degli Studi di Padova Corso di Laurea in Biotecnologie Elaborato di Laurea Embriogenesi somatica da espianti fiorali di portainnesti di vite Tutor: Prof. ssa Fiorella Lo Schiavo Dipartimento
BIOTECNOLOGIE VEGETALI
BIOTECNOLOGIE VEGETALI Colture cellulari Le cellule vegetali possono essere allevate in vitro, ossia in un ambiente asettico, in cui le condizioni chimico-fisiche sono sotto controllo del ricercatore Cellule
TRASDUZIONE DEL SEGNALE CELLULARE
TRASDUZIONE DEL SEGNALE CELLULARE RECETTORI I recettori ormonali sono proteine (spesso glicoproteine) capaci di riconoscere e legare l ormone L interazione tra ormone e recettore è estremamente specifica
ENZIMI. Un enzima è un catalizzatore (acceleratore) di reazioni biologiche.
ENZIMI ENZIMI Un enzima è un catalizzatore (acceleratore) di reazioni biologiche. Catalizzatore = sostanza in grado di accelerare lo svolgimento di una reazione chimica e quindi di aumentarne la sua velocità,
Il metodo consente di variare la composizione dei sali minerali delle soluzioni nutritive preparate per l allevamento idroponico delle piante
LA CONCIMAZIONE MINERALE DEL BONSAI I MICRONUTRIENTI ESSENZIALI Prof. Augusto Marchesini: libero docente di chimica agraria presso l Università degli Studi di Milano RIASSUNTO La nutrizione minerale del
La cellula vegetale: i PLASTIDI
La cellula vegetale: i PLASTIDI Vacuolo Parete Cloroplasti Plastidi Organuli peculiari della cellula vegetale Assomigliano alle cellule procariote (senza parete ed avvolte da una doppia membrana) Contengono
Il sistema di tessuti vegetali. Luca Dall Osto
Il sistema di tessuti vegetali Luca Dall Osto Cellule Mattoni che definiscono la struttura e la funzione della pianta Forme e dimensioni delle piante d ll i t diversità spettacolare! In realtà, tutte le
