COMMITTENTE: RCR S.R.L
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1 COMUNE DI CAMPLI (PROVINCIA DI TERAMO) COMMITTENTE: RCR S.R.L REALIZZAZIONE DI UN CENTRO RESIDENZIALE CURE PALLIATIVE HOSPICE IN LOCALITA PIANE A CANFORA DI PAGANNONI STUDIO DI MICROZONAZIONE SISMICA LOCALE (LIVELLO I) GENNAIO 2014 Dott. Geol. Giuliano Ruoppolo Via Montauti, TE Tel:
2 INDICE 1. PREMESSA E INQUADRAMENTO TOPOGRAFICO DEFINIZIONE DELLA PERICOLOSITA DI BASE E DEGLI EVENTI DI RIFERIMENTO ASSETTO GEOLOGICO, GEOMORFOLOGICO E IDROGEOLOGICO DELL AREA GEOLOGIA GEOMORFOLOGIA IDROGEOLOGIA DATI GEOTECNICI E GEOFISICI UNITÀ GEOTECNICHE UNITÀ GEOFISICHE MODELLO DEL SOTTOSUOLO STRATIGRAFIA LOCALE CATEGORIA DI SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE CONSIDERAZIONI E RISULTATI ELABORATI CARTOGRAFICI CARTA GEOLOGICA E GEOMORFOLOGICA (SCALA 1:2.000) CARTA LITOTECNICA (SCALA 1:2.000) CARTA DELLE ACCLIVITA (SCALA 1:2.000) CARTA DELLE INDAGINI (SCALA 1:2.000) CARTA DELLE MICROZONE OMOGENEE IN PROSPETTIVA SISMICA (SCALA 1:2.000) ALLEGATI... 18
3 2 1. PREMESSA E INQUADRAMENTO TOPOGRAFICO Il presente studio è stato eseguito su incarico della società RCR S.r.l. (rappresentata dal dott. Roberto Petrella) ed è inerente il progetto di realizzazione di un centro residenziale per cure palliative. In ottemperanza all art. 19 della L.R. n. 28/2011 comma 5 (come modificato dalla L.R. n. 53 del 14/11/2012, pubblicata sul BURA Ordinario n. 62 del 21/11/2012) è stato eseguito uno studio di Microzonazione Sismica relativo alle aree interessate dal progetto. La finalità dello studio, svolto in conformità alle linee guida illustrate negli Indirizzi E Criteri Generali per la Microzonazione Sismica redatti a cura del Dipartimento della Protezione Civile, è pervenire ad un aprrofondimento di LIVELLO I, finalizzato al l individuazione di microzone a comportamento sismico omogeneo. Per portare a termine tale studio ci si è avvalsi di: - un rilevamento geologico-geomorfologico; - una campagna di indagini geognostiche e geofisiche eseguita nel novembre 2013 e consistita nell esecuzione di tre Prove Penetrometriche Dinamiche (DPSH) e di una prospezione sismica con metodologia MASW; - raccolta di dati e notizie da studi pregressi ed indagini realizzate precedentemente in aree limitrofe a quella di intervento o appartenenti allo stesso contesto geologico; - informazioni ricavabili dalla letteratura geologica della zona. L area in esame, di proprietà del committente, è situata nel territorio comunale di Campli (TE), in località C.da Piane a Canfora della frazione Pagannoni. Essa è ubicata all interno Quadrante 133-II della Carta Topografica Regionale in scala 1: e nella CTR in scala 1:5.000 alla tavola n , come da stralci planimetrici riportati nella pagina seguente. Il sito di progetto è ubicato ad una quota media di circa 263 m s.l.m. e le sue coordinate geografiche sono Lat. 42, Long. 13, nel sistema WGS84.
4 3 Stralcio planimetrico 1: con ubicazione area di studio (CTR Quadrante 133-II) SCALA 1: N Stralcio Planimetrico 1:5.000 con ubicazione area di studio (CTR Tavola339052) SCALA 1: 5.000
5 4 2. DEFINIZIONE DELLA PERICOLOSITA DI BASE E DEGLI EVENTI DI RIFERIMENTO Per quanto riguarda la storia sismica di Campli, è stata svolta una ricerca interrogando il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti di area italiana al di sopra della soglia del danno (DBMI11, a cura di Giancarlo Monachesi e Massimiliano Stucchi), consultabile sul sito web dell Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanismo ( Dal suddetto database risulta che il territorio comunale di Campli è stato interessato da 24 eventi sismici dal 1915 al 2004; per semplicità, nella seguente tabella, si riportano i terremoti aventi le maggiori intensità locali (Is>4). Data Effetti in occasione del terremoto di: Ye Mo Da Ho Mi Is (MCS) Area epicentrale Io Mw : Avezzano ± : GRAN SASSO ± :33: Maiella ± :28: Marche meridionali-abruzzo ± : Gran Sasso ± :03: MONTEFORTINO ± :35: Valnerina ± :49:43 5 Appennino abruzzese ± :33:13 5 Appennino umbro-marchigiano 5.70 ± :40: Appennino umbro-marchigiano ± :24: Appennino umbro-marchigiano 5.46 ± :23: Appennino umbro-marchigiano ± :07:04 4 L'Aquila ± :34:52 4 Irpinia-Basilicata ± :21:58 4 PORTO SAN GIORGIO 5.09 ± :55:22 4 Appennino umbro-marchigiano 5.25 ± :44:25 4 Zona Teramo ±0.09 Tabella 1 - Osservazioni sismiche disponibili per Campli(Is>4)
6 Dallo stesso database è possibile costruire il seguente grafico tempo/intensità, anch esso tenente conto degli eventi caratterizzati da maggiore intensità macrosismica (Is>4): 5 In base al D.M. 14 Gennaio 2008, il territorio comunale di Campli risulta classificato come Zona Sismica 2. Per quanto riguarda la pericolosità sismica, espressa in termini di accelerazione massima del suolo (PGA) con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni riferita a suoli rigidi (Ordinanza PCM del 28 aprile 2006 n.3519, All.1b), per l area in esame è previsto un PGA compreso tra 0,175g e 0,200g (vedi mappa sottostante).
7 6 3. ASSETTO GEOLOGICO, GEOMORFOLOGICO E IDROGEOLOGICO DELL AREA 3.1 GEOLOGIA Dal punto di vista geologico, come risulta anche dallo stralcio della carta geologica riportata in basso, l area in esame è caratterizzata dalla presenza di depositi continentali del Pleistocene superiore, rappresentati da terreni alluvionali terrazzati con eteropici apporti di conoide. Come visibile dai numerosi affioramenti presenti lungo le scarpate che bordano il terrazzo alluvionale, tali depositi continentali sono costituiti prevalentemente da ghiaie eterometriche in matrice sabbioso-limosa, molto addensate e/o parzialmente cementate alternate a strati con prevalente contenuto sabbioso. Le ghiaie sono composte da clasti arrotondati e/o sub-arrotondati di dimensioni prevalentemente centimetriche, a stratificazione incrociata o massive e contenenti frequenti lenti sabbioso-limose. Le sabbie sono laminate o massive e spesso inglobano lenti ghiaiose. A giudicare dalla morfologia del terrazzo alluvionale e dagli affioramneti visibili lungo le scarpate, si deduce che tale corpo sedimentario presenti, nell area in esame, uno spessore complessivo di almeno m. CARTA GEOLOGICA SCALA 1: (Carg Abruzzo Foglio Teramo)
8 7 I depositi alluvionali poggiano in discordanza sul substrato geologico dell area, ivi rappresentato dalla formazione conosciuta nella letteratura geologica col nome di Marne del Vomano, rinvenibile a profondità maggiori di 30 m. Trattasi di una successione prevalentemente pelitica, costituita da marne argillose o argille siltose di colore grigio, databile intorno al Pliocene inferiore, strutturalmente disposta secondo una struttura a pieghe, ad asse circa N-S. Gli strati, quindi, presentano una direzione generale circa meridiana ma con immersione ed inclinazione variabile per via della struttura a pieghe. 3.2 GEOMORFOLOGIA Dal punto di vista geomorfologico, il sito di progetto è inserito in corrispondenza di un terrazzo alluvionale e quindi presenta una tipica morfologia sub-pianeggiante o leggermente inclinata, delimitata da scarpate morfologiche generate dall attività erosiva dei corsi d acqua. Il corpo alluvionale in questione si estende per circa 2 km in direzione NW-SE, in destra idrografica rispetto al corso del T. Fiumicino, che rappresenta la principale asta fluviale del locale sistema idrografico. L area in esame è ubicata nella parte mediana del margine occidentale del terrazzo e termina in corrispondenza della scarpata morfologica creata dall erosione del fosso affluente di destra del T. Fiumicino. La scarpata, in questa zona, presenta pendenze variabili (scarpata multipla), tendenzialmente molto acclivi, a luoghi sub-verticali. I tratti con inclinazione maggiore di 45 presentano una certa continuità per un altezza complessiva generalmente compresa tra 15 e 30 metri. L elevata acclività della scarpata è un chiaro sintomo di un ottimo stato di addensamento generale dei materiali che le costituiscono. L intero fronte appare nel complesso in buone condizioni di stabilità ed è rivestito da una fitta vegetazione spontanea comprendente anche alberi ad asto fusto, pur notandosi limitati fenomeni di instabilità gravitativa localizzati nelle aree a maggiore acclività e/o a maggiore esposizione agli agenti atmosferici. La scarpata può essere geneticamente classificata nella categoria erosiva, in quanto creatasi per incisione di un corpo sedimentario tipo terrazzo fluviale (cfr. Cat. C2, allegato F delle Norme Tecniche di Attuazione del PAI). La stessa è cartografata nella Carta Geomorfologica del Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico (PAI -, foglio 339 O, di cui si riporta uno stralcio di seguito) come orlo di scarpata di erosione fluviale o torrentizia, con stato di attività quiescente. Per quanto riguarda le zone interne del terrazzo alluvionale, l assetto geomorfologico pianeggiante, unitamente alla mancanza sul terreno di indizi di dissesti in atto o potenziali inducono ad escludere la possibilità che si possano verificare dissesti geomorfologici di natura gravitativa all interno dello stesso.
9 Ciò risulta anche dai seguenti stralci tratti dalle cartografie del Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico (PAI) IDROGEOLOGIA Dal punto di vista idrogeologico, l elevata permeabilità dei sedimenti alluvionali fa sì che essi possano essere sede di una falda acquifera di proporzioni strettamente legate alla geometria degli stessi. La falda è sorretta dalla sottostante formazione marnosa e la sua entità è variabile stagionalmente in quanto legata all entità delle precipitazioni; essa, in ogni caso, presenta una direzione di deflusso verso l asse fluviale.
10 9 La natura marnoso-argillosa dei terreni del substrato, invece, fa si che la presenza di acqua presente nella formazione di base sia da collegarsi più a fenomeni di imbibizione e saturazione dei terreni, con cessioni e movimenti lenti, che a vere e proprie falde acquifere; quest ultime possono invece instaurarsi laddove c è una rilevante presenza di discontinuità strutturali che causano alti valori di porosità secondaria. In ogni caso, durante l esecuzione delle indagini, non è stata riscontrata la presenza di una falda freatica nei primi 8.0 metri di profondità. L elevazione del sito rispetto all attuale quota dei corsi d acqua circostanti pone lo stesso in condizioni di non pericolosità nei confronti di eventuali esondazioni.
11 10 4. DATI GEOTECNICI E GEOFISICI Per la caratterizzazione geotecnica e geofisica dei terreni che caratterizzano il sito di studio si è fatto affidamento ai risultati della campagna di indagini eseguita nel novembre 2013 nell area di studio e comprendente l esecuzione di n.3 prove penetrometriche dinamiche DPSH e n.1 prospezione sismica effettuata con metodologia MASW. L ubicazione di dette indagini è visibile nella Carta delle Indagini, riportata nel capitolo n. 7, mentre i risultati delle indagini sono riportati in allegato e ad essi si rimanda per ulteriori particolari. Di seguito si sintetizzano le principali risultanze emerse, le quali hanno permesso di riconoscere le seguenti unità. 4.1 UNITÀ GEOTECNICHE UNITÀ 1: alluvioni sabbiose. Comprende i depositi più superficiali del terrazzo alluvionale per uno spessore di circa 8.0m. Sono costituiti da sedimenti a granulometria essenzialmente sabbiosa o sabbioso-limosa a diverso grado di addensamento, inglobanti livelli e lenti a granulometria più grossolana (ghiaie). Il loro comportamento geotecnico è nel complesso di tipo attritivo e le caratteristiche fisico-meccaniche, pur denotando una certa dispersione dei valori in virtù della granulometria e dello stato di addensamento, possono essere considerate discrete. UNITÀ 2: alluvioni ghiaiose. Comprende i depositi ghiaioso-sabbiosi costituenti il corpo profondo del terrazzo alluvionale pleistocenico. Essi sono costituiti per lo più da ghiaie e ciottoli a clasti arrotondati e/o sub-arrotondati, a stratificazione incrociata o massive e contenenti frequenti lenti sabbioso-limose. Il loro spessore supera localmente i 20 m e l elevato grado di addensamento gli conferisce ottime caratteristiche geotecniche. UNITÀ 3: substrato geologico. Costituita da sedimenti a granulometria fine di medio-bassa plasticità e di consistenza elevata, presenta un comportamento di tipo coesivo e ottime caratteristiche di resistenza. 4.2 UNITÀ GEOFISICHE UNITÀ 1: alluvioni sabbiose. L eterogeneità di tali terreni si riflette nella variabilità delle velocità con cui le onde di taglio (Vs) attraversano tali terreni, le quali, escludendo le lenti ghiaiose, sono di norma comprese tra 200 e 300 m/s. UNITÀ 2: alluvioni ghiaiose. Anch esse caratterizzate da Vs variabili in funzione dello stato di addensamento ma mediamente superiori rispetto all unità precedente (Vs tra 350 e 550 m/s). UNITÀ 3: substrato geologico. La velocità di propagazione delle onde di taglio varia in funzione dello stato di fratturazione dell ammasso roccioso e del livello di alterazione. Generalmente presenta velocità superiori a m/s ma in ogni caso raramente non gli 800 m/s all interno dei primi 30 m di profondità.
12 11 5. MODELLO DEL SOTTOSUOLO 5.1 STRATIGRAFIA LOCALE La stratigrafia dei terreni del sito di studio può essere così schematizzata: - DEPOSITI ALLUVIONALI: presentano uno spessore complessivo > 30 m e sono costituiti essenzialmente da ghiaie e ciottoli in matrice sabbiosa con lenti sabbioso-limose; i primi 8 metri sono invece caratterizzati principalmente da sedimenti sabbiosi con lenti ghiaiose. - SUBSTRATO GEOLOGICO: costituito da argille marnose grigie, nell area si rinviene a profondità superiori a 30 m. 5.2 CATEGORIA DI SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE In considerazione della sismostratigrafia scaturita dall elaborazione dell indagine MASW, è possibile ottenere una stima della media della velocità onde s nei primi trenta metri, considerando una quota di riferimento coincidente col piano campagna, pari a vs 30 = 371 m/s. Sulla base di tale valore, per quanto concerne la classificazione della categoria di suolo di fondazione prevista nel nuovo Testo Unico sulle Norme Tecniche per le Costruzioni, i terreni che caratterizzano il sito in esame sarebbero ascrivibili alla categoria B (terreni con valori di Vs30 compresi tra 360 m/s e 800 m/s). Tuttavia, dal momento che essi rientrano in tale categoria per un intervallo di velocità inferiore al margine di errore normalmente insito nelle indagini geofisiche indirette, è preferibile considerare i terreni presenti come appartenenti alla categoria C, ossia depositi di terreni a grana grossa mediamente addensati con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un graduale miglioramento delle proprietà meccaniche con la profondità e da valori di Vs30 compresi tra 180 m/s e 360 m/s. Per quanto riguarda la Categoria Topografica, dal momento che l area in esame si trova in corrispondenza di un area sub-pianeggiante, esso può essere considerata appartenente alla categoria T1, cui corrisponde un fattore di amplificazione topografica S T = 1,0. In corrispondenza della scarpata morfologica, invece, il fattore di amplificazione è più elevato (S T 1,2).
13 12 6. CONSIDERAZIONI E RISULTATI Dall analisi delle risultanze emerse a seguito dello studio ed in conformità a quanto esposto in precedenza, sono stati analizzati i probabili effetti di sito che potrebbero verificarsi nell area di studio in occasione di un evento sismico. Per effetti di sito si intendono le conseguenze dovute al comportamento del terreno in caso di evento sismico, per la presenza di particolari condizioni lito-stratigrafiche e morfologiche che determinano fenomeni di instabilità del terreno ed amplificazioni locali. Per quanto riguarda i fenomeni di instabilità del terreno, si ritiene che i terreni costituenti il sito di studio non siano suscettibili di sensibili modificazioni permanenti del terreno dovute al sisma. In particolare si ritiene che, per le caratteristiche granulometriche e di addensamento dei terreni e per l assenza di falda superficiale, non sia verificabile il rischio di liquefazione dei terreni, in quanto essa è un fenomeno che interessa i depositi sabbiosi sciolti e saturi per effetto di un rapido e significativo aumento della pressione interstiziale. Inoltre, non risultano noti elementi che possano riattivarsi per effetto di un evento sismico, quali frane quiescenti o faglie superficiali, che interessino direttamente l area in esame. La presenza di forti spessori di depositi alluvionali poggianti sul substrato marnoso può invece dare luogo ad amplificazione sismica locale (intesa come la modificazione in ampiezza, frequenza e durata dello scuotimento sismico che si avrebbe alla superficie del sito rispetto a quella che si osserverebbe per lo stesso evento su un ipotetico affioramento di roccia rigida con morfologia orizzontale) per effetti di natura stratigrafica. Ulteriori fenomeni di amplificazione sismica locale possono verificarsi in corrispondenza della scarpata, per effetti di natura topografica. Per tali motivi l area in esame è stata classificata come zona stabile suscettibile di amplificazione locale, a sua volta distinta a seconda che l amplificazione sia di natura stratigrafica o topografica. Quanto detto è espresso nella Carta delle Microzone Omogenee in Prospettiva Sismica riportata tra gli elaborati cartografici visibili nel successivo capitolo. Teramo, gennaio 2014 Il Geologo Dott. Giuliano Ruoppolo
14 13 7. ELABORATI CARTOGRAFICI 7.1 CARTA GEOLOGICA E GEOMORFOLOGICA (SCALA 1:2.000)
15 CARTA LITOTECNICA (SCALA 1:2.000)
16 CARTA DELLE ACCLIVITA (SCALA 1:2.000)
17 CARTA DELLE INDAGINI (SCALA 1:2.000)
18 CARTA DELLE MICROZONE OMOGENEE IN PROSPETTIVA SISMICA (SCALA 1:2.000)
19 18 8. ALLEGATI PROVE PENETROMETRICHE DINAMICHE DPSH PROSPEZIONE SISMICA MASW
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