Teoria della motivazione
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- Marcellino Lazzari
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1 Teoria della motivazione Scaglia Maurizio Convegno Nazionale SIAN 22 settembre 2012 Vicenza Workshop LA VALUTAZIONE DELLA MOTIVAZIONE AL CAMBIAMENTO IN AMBITO NUTRIZIONALE. IONALE.
2 COS È IL CAMBIAMENTO 1. Il cambiamento è un processo, non una condizione on-off. off. E un continuum caratterizzato da un aumento progressivo della spinta a cambiare. È un processo che si manifesta per fasi tipiche e differenziabili, durante il quale, il cambiamento e la motivazione attraversano tutti i territori intermedi e ibridi tra il Non cambio e il Sono stabilmente cambiato. Per ogni livello di motivazione, esiste un azione clinica congruente. 2. Il cambiamento è il mutamento di un sistema di fattori in equilibrio: origina da un accumulazione di fattori negativi (perdite, costi, pericoli) che sopravanzano quelli positivi (vantaggi, benefici, effetti piacevoli) per cui il comportamento stesso si era mantenuto. La presenza progressivamente più evidente dei fattori negativi finisce per portare l interessato ad assumere una decisione. 3. Il cambiamento è un processo influenzabile dall operatore e molto sensibile alla qualità della relazione di cura. 4. Il cambiamento avviene sempre in concomitanza con desiderio e nostalgia del non cambiamento.
3 QUATTRO COROLLARI 1. Il paziente è libero di cambiare e anche di non cambiare. L operatore si astiene dal proporre e prescrivere il cambiamento dello stile di vita dannoso se la persona non è pronta (naturalmente, non nasconde il suo parere a favore del cambiamento). 2. L obiettivo è aumentare la motivazione, non quello di produrre il cambiamento comportamentale al tempo deciso dall operatore: il cambiamento ha un andamento processuale e si può solo stimolare il suo procedere. Il cambiamento non è un evento che avviene in un momento preciso. In alcune condizioni, stimolare la persona a pensare più approfonditamente circa il cambiamento o mantenere il contatto paziente operatore, sono ottimi risultati. Non è vero che: Se la persona esce da qui senza avere deciso una dieta, il mio intervento è fallito. 3. L approccio duro raramente funziona. Usare la linea dura chiude l operatore in un circolo improduttivo: la persona si sentirà intrappolata e quindi si opporrà alle intenzioni dell operatore dicendo il classico Si, lei ha ragione, ma.... L operatore, allora, riterrà resistente la persona e aumenterà la forza del tentativo di persuasione. 4. Cambia il modo di intendere l expertise. L operatore è esperto di come si cercano, accolgono, favoriscono esperienze, conoscenze e il potere di decidere della persona che chiede aiuto. Autorevolezza e autorità dell operatore non si trasformano direttamente in comportamenti adeguati del paziente. Sono l esperto. La persona deve seguire i miei consigli non funziona.
4 IL MODELLO DEI 5 FATTORI Il grado di consapevolezza del problema e dei vantaggi del cambiamento, la volontà di modificare un comportamento o prendere una decisione e intraprendere passi nella direzione del cambiamento FRATTURA INTERIORE Il conflitto tra condizione attuale e condizione desiderata, la percezione di una minaccia contenuta in un proprio comportamento e rivolta verso parti di sé DISPONIBILITA AL CAMBIAMENTO TENTAZIONE CAMBIAMENTO Il valore attribuito dal soggetto ai comportamenti corretti Registro personale di priorità, mete ideali ed obiettivi pratici. Connessioni con il sistema dei valori e della morale, con l ideale dell io e con la costruzione rappresentativa personale dell individuo. IMPORTANZA DI VALORI IDEALI E METE AUTOEFFICACIA L attrazione che l oggetto esercita I cinque fattori si Influenzano reciprocamente La previsione, ragionevole e fondata nell esperienza, di attuare, in un tempo dato, un comportamento prestabilito e finalizzato al raggiungimento di un obiettivo specifico. Connessa ad un investimento affettivo nei confronti delle passate esperienze e all empatia nella relazione d aiuto
5 LA DISPONIBILITÀ AL CAMBIAMENTO È un costrutto che unisce due aspetti, sempre compresenti, ma in misura variabile: la consapevolezza dell esistenza di un problema e che è tempo di decidere di fare qualcosa per contrastare il problema.
6 IL MODELLO DI PROCHASKA E DICLEMENTE Determinazione Azione Contemplazione Mantenimento Uscita definitiva Ricaduta Precontemplazione
7 Prec. Cont. Det. Az. Mant. Ric. La persona non contempla l'idea di interrompere il comportamento disfunzionale perché non ritiene di avere un problema che richiede un cambiamento o di avere possibilità di modificarlo. Tale fase è dominata dalla negazione. In questa situazione, le persone, riguardo il comportamento disfunzionale, possono essere male informate o evitare di informarsi. Stadio caratterizzato dall'ambivalenza. La persona considera il cambiamento e in pari tempo lo rigetta. Oscilla tra le ragioni di preoccuparsi e le giustificazioni per non preoccuparsi, tra le ragioni per cambiare e quelle per mantenere lo stile disfunzionale. Il soggetto può richiedere una consultazione e provare ad attuare un cambiamento. La persona, in questo stadio, vede le ragioni del cambiamento, ma non è pronta a metterle in pratica e non sa prendere la decisione di cambiare. il soggetto apre, per un breve periodo, una finestra d opportunità in cui è attivamente ricercata una soluzione al problema. Il soggetto ha preso la decisione di smettere il comportamento problematico, ed è impegnato concretamente nell individuazione delle modalità. La persona ha acquisito la capacità di fare un piano. Il soggetto s impegna in azioni concrete volte al conseguimento di un cambiamento. L azione è lo stadio con cui frequentemente (e a torto) s identifica l'intero processo di recupero, dimenticandosi che esso è il risultato di un percorso che ha portato a quel punto. L azione non è necessariamente una trasformazione del comportamento disfunzionale ma anche tutto ciò che concorre indirettamente a modificarlo. Lo stadio caratterizzato dal consolidamento del cambiamento raggiunto e dalle attività di prevenzione delle ricadute. Il soggetto sperimenta nuovi stili di vita sani, consolida quelli già acquisiti, prende misure per non andare incontro a ricadute, cerca di integrare nella globalità del suo modo d essere i nuovi comportamenti. Prova forte coinvolgimento per il processo di trasformarsi in quel tipo di persona che vorrebbe essere. Si tratta di una possibilità difficilmente inevitabile, poiché il processo del cambiamento è un apprendimento e, come tale, non è esente da errori (ricadute).
8 LA FRATTURA INTERIORE È il grado di conflitto esistente tra come la persona percepisce di essere relativamente ad un aspetto di sé e come la persona vorrebbe essere. Implica la percezione di una preoccupazione, di un disagio o un malessere connesso ad un comportamento disfunzionale e, al tempo stesso, di un valore o un obiettivo in disaccordo con tale comportamento e che realizza un proposito d autoprotezione.
9 L IMPORTANZA L Importanza è il valore attribuito dal soggetto ai comportamenti corretti, che traducono quindi i suoi obiettivi e principi guida. L importanza fa riferimento alla visione personale, alla struttura morale della persona, ad un registro personale di priorità e importanza e all ideale dell io. E un costrutto connesso alla Frattura Interiore, alla parte positiva dei valori e obiettivi. Ai fini della probabilità del cambiamento, i mutamenti del grado di importanza dei valori della corretta alimentazione e attività fisica sono un fattore molto più significativo che non la loro semplice presenza.
10 L AUTOEFFICACIA Assomma la previsione di riuscire in un determinato compito, il ricordo di personali passate esperienze di successo e, nel cambiamento assistito professionalmente, una relazione empatica di sostegno con l operatore della relazione d aiuto. Questo elementi sono connessi alla probabilità del cambiamento.
11 LA TENTAZIONE L attrazione esercitata dall oggetto potrebbe essere descritta come la forza degli argomenti soggettivi che vedono nel comportamento disfunzionale la migliore soluzione trovata ad una condizione di bisogno /disagio. Una tentazione presenta il proprio oggetto comportamentale con le caratteristiche di un piacere senza uguali, assolutamente necessario e non raggiungibile diversamente. L autoefficacia dà conto della capacità di fronteggiamento (è un energia cosciente, volontaria, allenabile), la tentazione dà conto dell attrazione che l oggetto esercita e non invece della debolezza di fronte all oggetto.
12 Fornire opportunità praticabili Aiutare a determinare le scelte Negoziare un piano di cambiamento Sottolineare i risultati ottenuti Gestire tentazioni e ricadute Comprendere e approfondire l ambivalenza Esaminare i pro e contro Stabilizzazione dei nuovi comportamenti e loro integrazione con l modo globale della persona e il senso di sé. Valorizzazione della nuova immagine Determinazione Azione Precontemplazione Mantenere il contatto, Attenzione alla qualità della relazione Evocare la consapevolezza e i dubbi Fornire informazioni Contemplazione Ricaduta Mantenimento Uscita definitiva Ripensamento dei significati della ricaduta per operatore e paziente. Sostegno all autoefficacia.
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