IL SUONO E LE SUE CARATTERISTICHE. Rumori e suoni
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- Silvia Pavone
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1 IL SUONO E LE SUE CARATTERISTICHE Rumori e suoni
2 Obiettivi didattici: 1. Prendere coscienza della realtà acustica che ci circonda. 2. Imparare ad ascoltare, analizzare e confrontare gli eventi sonori secondo le loro principali caratteristiche: altezza, durata, intensità, timbro.
3 L acustica e il suono Che cos è l acustica L acustica è una disciplina scientifica che si occupa delle caratteristiche dei suoni (il termine deriva dal greco akoúein, "ascoltare") Che cos è il suono Il suono è un fenomeno fisico che stimola il senso dell udito: esso è provocato dal rapido movimento (vibrazione) di un qualsiasi corpo (una corda, un elastico, un pezzo di legno, una colonna d aria, ecc.) Esso è una forma di energia in qualche modo paragonabile alla luco o all elettricità. I suoni sono semplicemente onde create da vibrazioni ottenute in migliaia di modi diversi: pizzicando la corda di una chitarra, soffiando nel bocchino di una tromba, sfregando un archetto sulle corde di un violino, percotendo un pezzo di legno o di metallo.
4 Suono e rumore Qual è la differenza tra suono e rumore? Le differenze possono essere di tipo soggettivo oppure oggettivo. Comunemente si tende a collegare la parola suono a qualcosa di piacevole e la parola rumore a qualcosa di fastidioso, ma questa differenza è piuttosto soggettiva e legata al contesto in cui un suono o un rumore sono inseriti. Il rombo del motore di un auto di formula 1 può essere un fastidioso rumore oppure un bellissimo suono: dipende se chi lo ascolta è un appassionato di corse automobilistiche oppure un amante della natura e della tranquillità. L acustica stabilisce comunque una differenza precisa (oggettiva) tra suono e rumore, basata sull analisi delle vibrazioni: se le vibrazioni sono regolari (uguali una all altra) abbiamo un suono; se sono irregolari (diseguali tra loro) abbiamo un rumore.
5 Differenza suono e rumore
6 Come si propaga il suono Il suono si trasmette attraverso le onde sonore. Le onde sonore si propagano sia nell aria che in altri elementi (acqua, metalli) La velocità del suono è di: o 340 metri/sec. nell aria o 1435 metri/sec. nell acqua o 5127 metri/sec. nel ferro
7 Il pendolo La vibrazione di un corpo elastico (una corda, una piastra di metallo, una colonna d aria) produce un movimento che possiamo definire di andata e ritorno. Infatti la vibrazione compie più volte un percorso di andata e ritorno attraverso l oggetto (ad esempio da un capo all altro di una corda di chitarra). Osservando il movimento di oscillazione di un pendolo possiamo individuare alcune caratteristiche presenti nelle vibrazioni che producono un suono.
8 Il pendolo Il pendolo viene spostato dalla sua posizione di riposo A per essere portato nella posizione B, dove avrà inizio il suo movimento oscillatorio. Liberato dal freno, il pendolo scende con velocità crescente verso A, consumando l energia che aveva accumulato ed acquisendone altra che gli consentirà di risalire verso la posizione opposta a quella di partenza C, raggiunta la quale invertirà il movimento scendendo di nuovo verso A. A questo punto avrà termine il primo periodo oscillatorio, al quale seguirà un nuovo periodo, quindi un terzo, un quarto e così via.
9 Il pendolo Questi movimenti oscillatori proseguiranno smorzandosi gradualmente fino a che il pendolo sarà tornato allo stato di riposo. Il graduale smorzamento delle oscillazioni produce una graduale diminuzione della loro ampiezza.
10 Il pendolo: La scoperta di Galileo Galilei Verso il 1580 lo scienziato Galileo Galilei scoprì la legge dell isocronismo pendolare. Osservando l oscillazione di una lampada nel duomo di Pisa lo scienziato constatò che il tempo impiegato per compiere un oscillazione era sempre uguale, nonostante la diversa ampiezza del movimento oscillatorio. Di conseguenza egli capì che il tempo di oscillazione era determinato dalla lunghezza del filo e non dalla forza con la quale il pendolo (la lampada) veniva fatta oscillare. Un pendolo più corto oscilla più velocemente di uno più lungo; la forza con la quale mettiamo in movimento il pendolo non influisce sul tempo impiegato a percorrere un oscillazione.
11 Il pendolo e gli strumenti musicali La stessa legge fisica che regola il movimento oscillatorio del pendolo può essere applicata agli strumenti musicali. Infatti: la lunghezza della corda o della colonna d aria negli strumenti musicali determina l altezza del suono; l ampiezza della vibrazione determina invece l intensità del suono (il volume sonoro).
12 L altezza del suono Anche i suoni hanno un altezza; nel linguaggio musicale le parole alto e basso vengono sostituite dai termini acuto e grave. L altezza dei suoni dipende dalla frequenza, cioè dalla velocità delle vibrazioni: dato un tempo costante (un secondo), quanto più numerose esse sono, tanto più acuto è il suono. Nel linguaggio musicale l altezza dei suoni viene rappresentata attraverso le note musicali. L altezza del suono si misura in hertz. Il termine hertz si riferisce al nome del fisico tedesco che per primo studiò questi fenomeni. Un hertz corrisponde ad un oscillazione completa di un corpo elastico nel tempo di un minuto secondo. Dire che un suono è di 300 hertz significa che il corpo che lo produce vibra 300 volte al secondo. In natura esistono suoni che vanno da un minimo di un hertz a un massimo di circa un milione di hertz. L orecchio umano può solo sentire i suoni compresi tra 16 e hertz.
13 L altezza del suono I suoni di frequenza inferiore ai 16 hertz vengono chiamati infrasuoni; quelli superiori ai hertz vengono chiamati ultrasuoni. Molti animali sono in grado di udire questi tipi di suono, perché dotati di un udito più sensibile di quello umano.
14 L altezza del suono e la scrittura musicale La posizione delle note sul pentagramma determina l altezza dei suoni rappresentati dalle note musicali. Le linee e gli spazi del pentagramma si contano sempre a partire dal basso verso l alto DO RE MI FA SOL LA SI DO RE MI FA SOL LA
15 L altezza del suono COMPRENDERE Ascolta per comprendere la differenza tra suoni acuti e gravi: nella prima sequenza ascolterai una serie di suoni sempre più acuti nella seconda sequenza ascolterai una serie di suoni sempre più gravi nella terza sequenza ascolterai una serie di suoni che salgono e scendono
16 L altezza del suono ESERCIZI Es. 1: ascolterai 5 sequenze sonore composte ciascuna da cinque suoni. Segna con una crocetta la casella corrispondente al suono più acuto. Es. 2: ascolterai 5 sequenze sonore composte ciascuna da cinque suoni. Segna con una crocetta la casella corrispondente al suono più grave.
17 L altezza del suono ESERCIZI Es. 3: osserva i seguenti grafici mentre ascolti le sequenza sonore e abbina ogni grafico ad una sequenza.
18 L intensità del suono L intensità è la caratteristica che ci permettere di distinguere i suoni forti da quelli deboli; in pratica quello che comunemente chiamiamo il volume del suono. L intensità è determinata dalla forza con la quale un corpo sonoro viene messo in movimento e, di conseguenza, dall ampiezza delle vibrazioni. Nel linguaggio musicale l intensità dei suoni (detta dinamica) viene rappresentata attraverso dei simboli grafici che suggeriscono all esecutore il corretto livello sonoro per ogni frase musicale. L intensità del suono si misura in decibel. Con i decibel si misura la pressione acustica provocata dal suono nel mezzo di propagazione (generalmente l aria).
19 L intensità del suono La pressione acustica necessaria perché un suono sia udibile dall orecchio umano varia a seconda della frequenza (altezza) dei suoni. Un suono di hertz è udibile a zero decibel, mentre scendendo a 30 hertz occorre un intensità di almeno 60 decibel perché il suono sia udibile. Esistono molte fonti potenziali capaci di produrre suoni a decibel elevati. Anche se tali suoni in piccole dosi non sono dannosi, è bene evitare una lunga esposizione a suoni di oltre 90 decibel. Tenete presente che, anche se breve, un suono intenso può produrre danni fisici. Per esempio, il suono prodotto da un martello pneumatico può provocare, al pari di una serata trascorsa in una discoteca, danni permanenti all udito.
20 L intensità del suono
21 L intensità del suono e la scrittura musicale In musica queste variazioni di intensità del suono vengono chiamate dinamiche. Spesso come sinonimo si utilizza anche il termine colori. Studiare un brano inserendo i colori significa studiare un brano inserendo le dinamiche. Un pezzo senza dinamiche è privo di colori, è una mera esecuzione meccanica. Le dinamiche danno, insieme al fraseggio, espressività alla frase
22 Segni dinamici principali I segni dinamici basilari della musica sono: p piano f forte mp mezzo piano, che sta per moderatamente piano. mf mezzo forte, che sta per moderatamente forte. ppp piano pianissimo o pianissimo piano o pianissimo possibile o pianississimo pp pianissimo, quindi molto piano ff fortissimo, quindi molto forte fff forte fortissimo o fortissimo possibile o fortississimo o fortissimissimo Infine, per indicare un passaggio graduale dal p al f e/o viceversa, si usano le «forchette»:
23 L intensità del suono COMPRENDERE Ascolta per comprendere la differenza tra suoni forti e deboli: nella prima sequenza ascolterai una serie di suoni della stesa intensità nella seconda sequenza ascolterai una serie di suoni sempre più forti nella terza sequenza ascolterai una serie di suoni sempre più deboli
24 L intensità del suono ESERCIZI Es. 1: ascolterai 10 coppie di suoni. Per ogni coppia, indica, con una crocetta, se il secondo suono è diverso dal primo per altezza o intensità. Coppia Il secondo suono è diverso Per altezza Per intensità
25 L intensità del suono ESERCIZI Es. 2 (collettivo): ascoltiamo la prima parte della Marcia di Radetzky di J. Strauss. Nel primo ascolto ciascuno di voi individua i momenti dove gli strumenti suonano forte e quelli dove suonano piano. Nel secondo ascolto accompagniamo il brano con il battere delle mani a tempo rispettando la differenza di intensità (dinamica). Es. 3 (collettivo): eseguiamo le seguenti sequenze sonore con il battito delle mani rispettando i segni dinamici
26 La durata del suono La durata del suono è determinata dal periodo di tempo in cui l oggetto sonoro emette vibrazioni. Quando un corpo sonoro smette di vibrare non produce più suono. Il perdurare delle vibrazioni dipende da vari fattori: Dall elasticità del corpo sonoro (una piastra di metallo risuona più a lungo che una di legno) Dalla forza impiegata per mettere in vibrazione il corpo sonoro (una piastra percossa debolmente esaurisce le vibrazioni prima di una percossa con forza) Dalla durata della sollecitazione (una corda pizzicata produce un suono di breve durata; se viene invece strofinata con un archetto di violino il suono può durare a lungo)
27 La durata del suono e la scrittura musicale Nel linguaggio musicale la durata dei suoni viene rappresentata attraverso le figure musicali.
28 La durata del suono COMPRENDERE 1. Ascolta questa melodia con suoni di durata differente. Una sequenza di suoni lunghi rende il brano lento. Una sequenza di suoni corti, rende il brano più veloce. 2. Ascolta la prossima sequenza sonora. Essa è composta da suoni di durata diversa. Osserva lo schema corrispondente disegnato di seguito: i suoni più lunghi sono rappresentati da un pallino bianco, mentre quelli più brevi da un pallino nero.
29 La durata del suono ESERCIZI Es. 1: Ascolta ora le sequenze (5 o 6* suoni) dell esercizio e, per ciascuna di esse, disegna nella tabella il grafico corrispondente (i suoni più lunghi vanno rappresentati da un pallino bianco, mentre quelli più brevi da un pallino nero. (Es grafico ) A B* C D* E* Es. 2: ascolta la melodia proposta. Ad ogni suono corrisponde un pallino. Fai un cerchio intorno ai pallini che rappresentano i suoni più lunghi.
30 La durata del suono ESERCIZI Es. 3: indica con una crocetta la velocità che ti sembra più adatta per eseguire i brani elencati. Ninna Nanna Marcia funebre Film comico Canzone d amore Carica della cavalleria Molto lento Tranquillo Veloce
31 Il timbro del suono Il timbro è la caratteristica che ci consente di distinguere il suono di uno strumento da quello di un altro. Quando ascoltiamo una canzone, distinguiamo il suono prodotto da una tromba rispetto a quello di un violino o di una chitarra, la stessa cosa succede quando dobbiamo distinguere la voce delle persone. In questo caso siamo più propensi a riconoscere il timbro di voce di un amico, di un parente, rispetto ad un individuo a noi sconosciuto. Tutto questo accade perché, ogni strumento che emette un suono, ha un timbro unico o quasi, che lo rende pressoché inconfondibile. Detto ciò, possiamo individuare il timbro come la vera qualità del suono, generato in base a vari fattori: Dalla forma e dimensione dell oggetto sonoro Dal materiale di cui esso è costituito (legno, metallo, vetro, carta) Dal modo in cui il suono è stato prodotto (percuotendo, pizzicando, strofinando ecc.)
32 Il timbro del suono e la scrittura musicale Nella partitura il timbro è indicato con il nome dello strumento con cui suonare. Non è possibile misurare il timbro e descriverlo con un numero. Per indicarlo, usiamo gli aggettivi più fantasiosi: chiaro, scuro, brillante, legate alla percezione visiva vellutato, morbido, legate alla sensazione tattile caldo, freddo, cioè che si riferiscono alle sensazioni che suscitano, metallico, legnoso, argentino, cristallino, cioè che nascono dai materiali che producono un suono/rumore simile, li definiamo anche nasale, o gutturale, confrontandolo col modo in cui quei suoni potrebbero essere creati dall'uomo. La definizione che diamo di un timbro è comunque personale ed esprime, quindi, un giudizio soggettivo.
33 Il timbro del suono ESERCIZI Es. 1: Ascolta gli stimoli sonori proposti e abbinali agli oggetti o strumenti scrivendo nella casella il numero corrispondente.
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