LUMINESCENZA. semiconduttore
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- Renzo Mattei
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1 LUMINESCENZA
2 LUMINESCENZA Elettroluminescenza Radioluminescenza Chemiluminescenza Bioluminescenza Termoluminescenza Triboluminescenza Sonoluminescenza Fotoluminescenza corrente elettrica in gas ionizzato o semiconduttore materiale radioattivo reazione chimica reazione enzimatica temperatura rottura di cristalli onde sonore in liquidi assorbimento di luce IR, visibile, U.V.
3 FLUORESCENZA Assorbimento da parte di una molecola di una radiazione con emissione di un altra radiazione a lunghezza d onda > עc/n λ = ע E = h E un caso particolare di luminescenza che cessa quando termina la causa di eccitazione.
4 SPOSTAMENTO DI STOKES Assorbimento da parte di una molecola di una radiazione con emissione di un altra radiazione a lunghezza d onda > Tale aumento è definito spostamento (shift) di Stokes. Assorbimento di un quanto di energia (עh ) che porta la molecola in uno stato eccitato da cui può tornare nello stato fondamentale con 1 o più transizioni successive.
5 SPOSTAMENTO DI STOKES Dipende dalla «natura elettronica» della sostanza.
6 EFFETTO DELL AMBIENTE Fluorescenza del triptofano di una proteina in diversi ambienti Dipende anche dall influenza dell intorno chimico-fisico del fluoroforo, sulla stabilizzazione dello stato eccitato.
7 MISURA DELLA FLUORESCENZA Quando gli spettri non siano così ben separati occorre misurare anche a λ diverse dal picco di massima emissione.
8 RIASSUMENDO: L assorbimento porta la molecola in uno stato elettronico eccitato. Intensità luminosa FOSFORESCENZA s La molecola rilascia una parte dell energia in modo non radiativo scendendo verso lo stato vibrazionale piu basso dello stato elettronicamente eccitato. Le molecole circostanti non possono accettare la grossa quantità di energia necessaria per rilassare FLUORESCENZA elettronicamente la molecola ed s essa emette spontaneamente tempo radiazione.
9 DIFFERENZE Luminescenza Fluorescenza Da non confondere con l Assorbimento I 0 Stessa λ I Stessa λ
10 SUBSTRATI FLUOROGENICI
11 Ca 2+ FVa SUBSTRATI FLUOROGENICI PER LO STUDIO DI ATTIVITA FXa TF Ca 2+ FXa PT TF Ca 2+ FXa FVa Thr FVa STUDIO DELLA ATTIVITA ENZIMATICA IN VITRO FXa Substrato fluorogenico FXa
12 Fluorescenza APPLICAZIONE DELLA FLUORIMETRIA Risposta lineare Bianco Risposta sigmoidale
13 Si calcola la derivata prima per poter individuare i massimi, i minimi e l andamento della funzione. C C
14 Conti di laboratorio più frequenti Molarità (M) = n moli soluto/litro di soluzione n moli = massa/pm % p/p: 10% p/p di KCl 10 g di soluto in 100 g di soluzione, ovvero 10 g di KCl + 90 g di solvente (es. H 2 O). % p/v: 10% p/v di KCl 10 g di soluto in 100 ml di soluzione, cioè 10 g di sale portati a volume sino a 100 ml, con H 2 O % p/v = % p/p. d (densità) d = Massa/Volume DILUIZIONI : C1.V1 = C2.V2
15 Soluzione A Soluzione B X ml C1.V1=C2.V2 X ml C1 = 4X V1 = ml C2 = 1X V2 = 200 ml
16 SAGGIO FUNZIONALE
17 ELETTROFORESI CAPILLARE
18 ELETTROFORESI CAPILLARE VANTAGGI Uso di quantità molto ridotte di campioni (fmoli e nl!). Applicabilità a molte tipologie di molecole. Velocità di analisi, rilevazione in tempo reale. Alto rapporto superficie/volume. Migrazione in fase libera. Elevata sensibiltà. t = L µv µm 50 µm Elettroforesi condotta in tubi di Ø interno di pochi µm.
19 ELETTROFORESI CAPILLARE t = Tempo di permanenza del soluto nel capillare L = lunghezza del capillare µ = mobilità elettroforetica del soluto V = differenza di potenziale (ddp) t = L µv µm 50 µm Elettroforesi condotta in tubi di Ø interno di pochi µm.
20 GRADIENTE DI TEMPERATURA IN UN CAPILLARE SVANTAGGI E LIMITI Elevate ddp applicate ( Volt). Per dissipare il calore prodotto i capillari non posson esser inferiori a cm. Pareti del capillare spesse facilitano una omogenea dispersione del calore. Tali gradienti originano locali differenze di viscosità nel tampone e dunque una migrazione non uniforme.
21 DIREZIONE DEL FLUSSO Le sostanze si spostano tutte da anodo verso catodo.
22 STRUMENTAZIONE 1. Serbatoi del tampone e del campione. 2. Generatore di ddp. 3. Tubo capillare. 4. Un rivelatore solo, dal catodo. Campione introdotto sempre all estremità anodica.
23 FLUSSO ELETTROENDOSMOTICO (EOF) PER ELETTROFORESI CAPILLARE Movimento di fluido in un capillare immerso in un campo elettrico agevolato dall applicazione di alto voltaggio I gruppi silanolici (-) della parete del capillare attirano uno strato di controioni (+) del tampone creando un doppio strato diffuso.
24 FLUSSO ELETTROENDOSMOTICO (EOF) PER ELETTROFORESI CAPILLARE All applicazione di tensione, le cariche positive del doppio strato migrano in direzione del catodo trasportando molecole d acqua Anodo (+) Catodo (-)
25 FLUSSO ELETTROENDOSMOTICO (EOF) In soluzione libera Carta, Acetato di cellulosa, Silice, Allumina Agar L uso di un tampone neutro o basico, rende il EOF più forte del campo elettrico così da trascinare tutte le molecole (e ovviamente gli ioni) verso il catodo (-).
26 MODIFICAZIONI DEL FLUSSO ELETTROENDOSMOTICO Tensioattivi ph Temperatura EOF Forza Ionica Campo elettrico EOF Vs Flusso laminare
27 Come migrano dunque gli analiti? - + N + -
28 ELETTROFORESI SU MICROCHIP Miniaturizzazione dei sistemi elettroforetici capillari. Velocità di analisi elevate Basse ddp Riduzione dei volumi di campione da utilizzare Elevatissima sensibilità t = L µv 2
29 LAB ON A CHIP Experion Automate Electrophoresis System
30 EXPERION
31 Chip Experion Chip di vetro all interno di un supporto di plastica La plastica crea i pozzetti in cui caricare i campioni/reagenti
32 Zoom su un Chip Experion
33 Chip Experion
34 Movimento dei campioni
35 Movimento dei campioni
36 Movimento dei campioni
37 Movimento dei campioni
38 Movimento dei campioni
39 Movimento dei campioni
40 FLUORESCENZA Risultato di una analisi Elettroferogramma Visualizzazione a gel (virtuale)
41 Kit per analisi su proteine Kit per analisi su RNA
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