La Comunicazione Filosofica

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1 Domenico Massaro La Comunicazione Filosofica NUOVA EDIZIONE in linea con le Indicazioni nazionali della Riforma 3 Il IL MANUALE con Laboratori di Verifica pensiero A contemporaneo da Schopenhauer al pragmatismo

2 Domenico Massaro La Comunicazione Filosofica NUOVA EDIZIONE in linea con le Indicazioni nazionali della Riforma 3 Il IL MANUALE con Laboratori di Verifica pensiero A contemporaneo da Schopenhauer al pragmatismo

3 Coordinamento editoriale: Chiara Sottile Revisione del testo e redazione: Maria Cristina Bertola Progetto grafico: Massimo Alessio Coordinamento grafico: Giuseppe Stefanelli Copertina: Sunrise Advertising, Torino Impaginazione elettronica: Progedit & Consulting S.r.l., Torino Controllo qualità: Giuseppe Stefanelli Segreteria di redazione: Enza Menel A Maria Cristina Bertola ha realizzato le schede La filosofia nel cinema e gli inserti Filosofia e arte. In copertina: intenso traffico autostradale a Berna (foto Shutterstock images). Per le opere di Ernst, Grosz, Heckel, Lebedev, Magritte e Schmidt-Rottluff by SIAE 2012 Salvador Dalì, Gala-Salvador Dalì Foundation by SIAE 2012 Successió Mirò by SIAE 2012 The Munch Museum/The Munch-Ellingsen Group by SIAE 2012 Succession Picasso by SIAE 2012 Tutti i diritti riservati 2012, Pearson Italia, Milano Torino Per i passi antologici, per le citazioni, per le riproduzioni grafiche, cartografiche e fotografiche appartenenti alla proprietà di terzi, inseriti in quest opera, l editore è a disposizione degli aventi diritto non potuti reperire nonché per eventuali non volute omissioni e/o errori di attribuzione nei riferimenti. È vietata la riproduzione, anche parziale o ad uso interno didattico, con qualsiasi mezzo, non autorizzata. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n Le riproduzioni effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, corso di Porta Romana n. 108, Milano, [email protected] e sito web Stampato per conto della casa editrice presso Lego, Lavis (TN), Italia Ristampa Anno

4 PRESENTAZIONE PRESENTAZIONE Questa nuova edizione di La comunicazione filosofica si pone un duplice obiettivo. Da un lato, intende porsi in linea di continuità rispetto all edizione precedente, che all uso si è dimostrata didatticamente efficace e funzionale; dall altro, propone diversi elementi di novità, anche per rispondere alle mutate esigenze legate ai cambiamenti del contesto della scuola e alla Riforma. La continuità Come nell edizione precedente, il manuale presenta gli autori, i temi e i testi della disciplina secondo un impianto storico-cronologico. Il corso si articola in tre volumi, dedicati rispettivamente: 1) al pensiero antico e medievale, 2) al pensiero moderno, 3) al pensiero contemporaneo. Ogni volume è suddiviso in unità, ciascuna a sua volta costituita da una parte di inquadramento di un autore o di una corrente filosofica, Le linee generali, da una parte analitica che rappresenta il cuore della trattazione, I temi e gli argomenti, e da una parte dedicata ai testi degli autori affrontati, I percorsi testuali. Ogni unità è autonoma e autosufficiente, in quanto contiene l intero sviluppo del pensiero di un autore o di un tema; si è preferito, in linea di massima, dedicare un unità specifica agli autori di maggior rilievo, mentre gli altri pensatori sono stati raggruppati all interno di un comune orizzonte tematico. Al manuale si affiancano i volumetti di Il pensare critico, destinati ai primi due anni di corso e dedicati rispettivamente ai ragionamenti deduttivi e a quelli induttivi, e quello delle Lezioni di etica, che, destinato all ultimo anno, presenta una panoramica dell etica contemporanea esplicitando le strategie argomentative specifiche dei discorsi etici. Questi testi hanno, dunque, la funzione di chiarire e illustrare i metodi razionali di cui i filosofi si sono serviti (e si servono) nella pratica della loro disciplina, ma anche di formare negli studenti abilità e competenze logico-argomentative, in vista dell acquisizione di un autonomo senso critico. Le novità La trattazione è stata accuratamente e sistematicamente rivista, corretta e aggiornata, in particolare per gli autori maggiori, spesso approfonditi e potenziati (si considerino a titolo di esempio in questo terzo volume Nietzsche, Freud, Wittgenstein, Popper...). Si è inoltre dato spazio ai temi di Cittadinanza e Costituzione (come richiesto dalle Indicazioni nazionali della Riforma) in alcune unità di argomento sociopolitico e specificamente nella sezione finale Filosofare oggi che affronta i principali nodi del vivere civile contemporaneo mediante l apporto che la filosofia può dare in termini di riflessione critica. In ogni unità è stato inserito Lo spazio dei filosofi, ossia una carta di contestualizzazione geografica che permette di visualizzare nello spazio i principali luoghi in cui i pensatori sono vissuti e hanno operato. Le schede Lessico, in cui si evidenziano e spiegano le parole chiave proprie del lessico filosofico (contrassegnate in colore nel corpo del testo), propongono, laddove in-

5 teressante o utile, un confronto con il significato più attuale e comune che i termini hanno assunto nel corso dell evoluzione della lingua ( Il termine oggi ). Le Mappe visive, collocate alla fine di ciascuno dei temi e argomenti individuati nell unità per schematizzarne i nodi contenutistici, sono state tutte riviste, semplificate e meglio organizzate dal punto di vista dei nessi gerarchici tra concetti. Sono state introdotte alcune schede dal titolo La filosofia nel cinema, che forniscono suggerimenti per la visione di film concettualmente pertinenti agli argomenti trattati nelle unità. Nella scelta dei film si è seguito un criterio tematico, in modo da offrire un ulteriore occasione di approfondimento e di attualizzazione delle principali problematiche filosofiche di volta in volta affrontate. Gli esercizi di verifica di unità (prima contenuti in fascicoli intitolati Laboratorio ) sono stati inseriti all interno del manuale e collocati rispettivamente: - a conclusione della sezione I temi e gli argomenti per controllarne l acquisizione delle conoscenze e competenze; - nei Percorsi testuali in corrispondenza di testi particolarmente significativi e interessanti dal punto di vista contenutistico e argomentativo (segnalati come Testo palestra per l analisi e il commento ), per guidare e abituare gradualmente lo studente al lavoro di analisi testuale. Alla fine di ciascun volume del manuale è stata inserita La competenza filosofica. Si tratta di una sezione nuova, articolata in alcune schede metodologiche che guidano operativamente lo studente all acquisizione e allo sviluppo graduale delle competenze filosofiche di base. L obiettivo è quello di aiutare nei tre anni gli allievi a leggere, scrivere, discutere in modo argomentato su temi filosofici. Sono stati introdotti alcuni inserti a colori dal titolo Filosofia e arte, in cui si fanno dialogare le due discipline affrontando, nelle varie epoche, temi di rilevanza tale da rappresentarne esemplarmente la temperie culturale. Attraverso il confronto tra le dottrine dei filosofi e le opere degli artisti si cerca di mettere in risalto la comune visione del mondo, ossia quella medesima sensibilità e mentalità che permea ogni aspetto ed espressione della cultura di un determinato periodo storico. Tale spirito, emerso già dallo studio della filosofia che rimane punto di partenza centrale dell indagine, viene ulteriormente illustrato mediante una selezione significativa di immagini, e dunque esemplificato attraverso la presentazione di opere che usano diverse forme espressive. Gli inserti proposti costituiscono pertanto aperture interpluridisciplinari utili anche in vista della preparazione all esame di Stato. Per ogni annualità vengono proposti diversi materiali on line per l approfondimento, l attualizzazione e il confronto interdisciplinare, che sono scaricabili collegandosi al sito Internet Si tratta di: - ulteriori schede La filosofia nel cinema ; - ulteriori percorsi interdisciplinari Filosofia e arte ; - ulteriori esercizi ( Passato Presente e Intersezioni ), mirati all approfondimento, alla problematizzazione e alla riflessione; - videolezioni tenute da Domenico Massaro su alcuni tra i più significativi autori e temi della storia della filosofia. Gennaio 2012 L Editore

6 INDICE GENERALE UNITÀ 1 L analisi dell esistenza in Schopenhauer e Kierkegaard 2 LE LINEE GENERALI 4 L opposizione all ottimismo idealistico 4 Il contesto storico: la società industriale del primo Ottocento 4 Una nuova concezione della realtà e del ruolo della filosofia 5 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 5 I TEMI E GLI ARGOMENTI 6 1. Schopenhauer: il dolore dell esistenza e le possibili vie di liberazione 6 L ambiente familiare e la formazione 6 I riferimenti culturali 6 La duplice prospettiva sulla realtà 7 La realtà fenomenica come illusione e inganno 8 LESSICO rappresentazione 8 Le condizioni soggettive della conoscenza 9 LESSICO principio di individuazione, principio di ragion sufficiente 9 La metafora della vita come sogno 10 Il mondo come volontà 11 LESSICO volontà di vivere 11 La vita come continuo oscillare tra desiderio e noia 12 L esperienza estetica come prima via di liberazione dal dolore dell esistenza 13 La morale come seconda via di liberazione 13 La filosofia nel cinema Nirvana 14 L ascesi come atto estremo di negazione della volontà di vivere 16 PER SAPERNE DI PIÙ L inutilità del suicidio 17 Mappa Visiva Schopenhauer: il dolore dell esistenza e le possibili vie di liberazione Kierkegaard: l esistenza come scelta e la fede come paradosso 19 La tormentata giovinezza 19 L indagine filosofica come impegno personale 20 Il fondamento religioso della filosofia di Kierkegaard 20 La scelta della vita estetica 21 La scelta della vita etica 22 PER SAPERNE DI PIÙ Kierkegaard e le sue maschere 22 La scelta della vita religiosa 23 L uomo come progettualità e possibilità 24 PER SAPERNE DI PIÙ La scelta di Abramo 24 La fede come unico antidoto alla disperazione 25 LESSICO possibilità, angoscia, disperazione 25 Mappa Visiva Kierkegaard: l esistenza come scelta e la fede come paradosso 27 SINTESI VERIFICA I PERCORSI TESTUALI 36 A. La visione pessimistica dell esistenza: Schopenhauer, Leopardi e la letteratura dell Ottocento 36 L esistenza tra dolore e noia 36 T 1 da Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione Testo palestra per l analisi e il commento 36 L inconsapevole trascorrere della vita 39 T 2 da Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione 39 Il nirvana, ovvero l estinzione della volontà di vivere 40 T 3 da Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione 40 Schopenhauer e Leopardi 41 T 4 da Leopardi, Zibaldone di pensieri 43 T 5 da Leopardi, Dialogo di Torquato Tasso e del suo genio familiare 43 La visione pessimistica e disincantata di Flaubert 44 T 6 da Flaubert, Madame Bovary 44 B. Scelta e possibilità nella riflessione di Kierkegaard 45 Il carattere assoluto della scelta 45 T 7 da Kierkegaard, Aut-Aut Testo palestra per l analisi e il commento 46 La strategia del seduttore intellettuale 48 T 8 da Kierkegaard, Diario di un seduttore 48 Le tattiche del seduttore sensuale 49 T 9 da Kierkegaard, Don Giovanni 49 V

7 L universalità dell individuo etico 51 T 10 da Kierkegaard, Aut-Aut 51 Il paradosso della fede 52 T 11 da Kierkegaard, Timore e tremore 52 Kierkegaard e Dostoevskij 53 T 12 da Dostoevskij, Delitto e castigo 53 SPAZIO AL DIBATTITO 1. Il dolore del mondo La perdita della ragione nella fede 57 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 59 LA FILOSOFIA NEL CINEMA Uomini di Dio on line ESERCIZI Intersezioni: on line filosofia e letteratura UNITÀ 2 Il progetto di emancipazione dell uomo in Feuerbach e Marx 60 LE LINEE GENERALI 62 La molteplicità degli interessi di Marx 62 La passione rivoluzionaria 62 Il contesto storico 63 Destra e sinistra hegeliana 63 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 64 I TEMI E GLI ARGOMENTI Il materialismo naturalistico di Feuerbach 65 Uno spirito libero 65 L indagine sull uomo come essere sensibile e naturale 66 L essenza della religione 67 L alienazione religiosa 67 LESSICO alienazione 68 Mappa Visiva Il materialismo naturalistico di Feuerbach La formazione di Marx e l origine del suo pensiero rivoluzionario 70 Gli studi giuridici e filosofici 70 L impegno politico e filosofico degli anni di Parigi e Bruxelles 71 PER SAPERNE DI PIÙ Il migliore amico e collaboratore di Marx: Friedrich Engels 71 Dal Manifesto del Partito comunista alla stesura del Capitale 72 Mappa Visiva La formazione di Marx e l origine del suo pensiero rivoluzionario L analisi dell alienazione operaia e l elaborazione del materialismo storico 74 La riflessione sulla religione: con e oltre Feuerbach 74 Il fenomeno dell alienazione 74 LESSICO alienazione 75 Le cause dell alienazione e il loro possibile superamento 76 CITTADINANZA E COSTITUZIONE I diritti dei lavoratori 76 PER SAPERNE DI PIÙ Il socialismo secondo Marx: dall utopia alla scienza 78 Il distacco dalla sinistra hegeliana 79 La concezione materialistica della storia 80 LESSICO materialismo storico 80 I rapporti fra struttura e sovrastruttura 81 LESSICO ideologia, modo di produzione, struttura 81 La dialettica materiale della storia 82 LESSICO sovrastruttura 82 Mappa Visiva L analisi dell alienazione operaia e l elaborazione del materialismo storico L analisi del sistema produttivo capitalistico e il progetto del suo superamento 85 La critica agli economisti classici 85 PER SAPERNE DI PIÙ Gli esponenti dell economia classica 85 L analisi della merce 86 LESSICO valore d uso, valore di scambio 86 Il concetto di plusvalore 87 LESSICO plusvalore 87 I punti deboli del sistema capitalistico di produzione 88 LESSICO capitale costante, capitale variabile, caduta tendenziale del saggio di profitto 88 La critica dello Stato borghese 89 La rivoluzione e l obiettivo di una società senza classi 90 LESSICO dittatura del proletariato 90 LESSICO comunismo 91 Mappa Visiva L analisi del sistema produttivo capitalistico e il progetto del suo superamento La diffusione del marxismo dopo Marx 93 Le vicende della Seconda internazionale 93 Lenin, i socialisti rivoluzionari e la Terza internazionale 94 Antonio Gramsci e la nascita del Partito comunista italiano 95 Il concetto di «egemonia culturale» 96 LESSICO egemonia culturale 96 VI

8 Il «moderno principe» 97 LESSICO intellettuali organici, intellettuali tradizionali 97 La filosofia nel cinema Good bye Lenin 98 Mappa Visiva La diffusione del marxismo dopo Marx 100 SINTESI 101 VERIFICA 105 I PERCORSI TESTUALI 111 A. L alienazione dell operaio e le sue condizioni di lavoro nella nascente società capitalistica 111 Feuerbach: l essenza della religione 111 T 13 da Feuerbach, L essenza del cristianesimo 111 Marx: l abbrutimento dell operaio 113 T 14 da Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844 Testo palestra per l analisi e il commento 113 B. Il materialismo storico 115 Dalla critica della religione alla critica della società 115 T 15 da Marx, Annali franco-tedeschi 116 La filosofia della prassi 117 T 16 da Marx, Tesi su Feuerbach 117 La concezione materialistica della storia 119 T 17 da Marx, L ideologia tedesca 119 I concetti di struttura e sovrastruttura 121 T 18 da Marx, Per la critica dell economia politica Testo palestra per l analisi e il commento 121 Il ruolo della borghesia e la missione del proletariato 124 T 19 da Marx, Manifesto del Partito comunista 124 C. Partito comunista e rivoluzione nel dibattito marxista del Novecento 126 Lenin: la democrazia come forma dello Stato borghese 126 T 20 da Lenin, Stato e rivoluzione 127 L opposizione alla guerra imperialista in Rosa Luxemburg 128 T 21 da Luxemburg, I compiti della socialdemocrazia 129 Gramsci: il ruolo degli intelletuali nella società civile 131 T 22 da Gramsci, Quaderni del carcere 131 SPAZIO AL DIBATTITO Gli spettri di Marx 133 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 135 ESERCIZI Intersezioni: on line filosofia ed estetica UNITÀ 3 La scienza dei fatti. Positivismo ed evoluzionismo: Comte, Mill, Darwin e Spencer 136 LE LINEE GENERALI 138 La celebrazione del primato della scienza 138 Significato e valore del termine positivo 138 L origine del movimento positivista in Francia 139 Il legame tra positivismo e Illuminismo in Inghilterra 139 Il positivismo in Germania e in Italia 140 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 140 I TEMI E GLI ARGOMENTI Comte: la filosofia positiva e la nuova scienza della società 142 La fiducia nel sapere e nell organizzazione delle conoscenze 142 La legge dei tre stadi 143 LESSICO legge dei tre stadi 143 Il sistema generale delle scienze 145 La fondazione della sociologia 146 LESSICO sociologia 146 Il culto della scienza 147 Mappa Visiva Comte: la filosofia positiva e la nuova scienza della società Mill: la logica della scienza 149 L itinerario spirituale del giovane Mill 149 PER SAPERNE DI PIÙ L utilitarismo di Bentham 150 Il metodo induttivo 151 Le scienze dell uomo 152 I principi dell etica utilitarista 152 La concezione economica e politica 153 Mappa Visiva Mill: la logica della scienza L evoluzionismo di Darwin 155 Una nuova figura di scienziato 155 L evoluzione delle specie 156 LESSICO specie, evoluzione 156 PER SAPERNE DI PIÙ Sulle rotte di Darwin 157 La conferma dell ipotesi dell evoluzionismo 158 La teoria della selezione naturale 159 LESSICO selezione naturale 159 Gli sviluppi della ricerca genetica dopo Darwin 160 Alcune conseguenze filosofiche del darwinismo 160 Mappa Visiva L evoluzionismo di Darwin 162 VII

9 4. Il darwinismo sociale di Spencer 163 L estensione della legge dell evoluzione a tutta la realtà 163 L analisi dello sviluppo sociale 163 Mappa Visiva Il darwinismo sociale di Spencer 164 SINTESI VERIFICA I PERCORSI TESTUALI 171 A. Comte e Zola: un indagine scientifica della società 171 Il significato del termine positivo 171 T 23 da Comte, Discorso sullo spirito positivo 171 La legge dei tre stadi 172 T 24 da Comte, Corso di filosofia positiva Testo palestra per l analisi e il commento 173 Positivismo e letteratura: il caso di Zola 175 T 25 da Zola, Il romanzo sperimentale 175 B. Il metodo della scienza secondo Mill 177 Il problema dell induzione 177 T 26 da Mill, Sistema di logica 177 Il principio dell uniformità della natura 178 T 27 da Mill, Sistema di logica Testo palestra per l analisi e il commento 178 C. La teoria darwiniana della selezione naturale 180 La testimonianza di Darwin sulla genesi e il significato dell evoluzionismo biologico 180 T 28 da Darwin, Autobiografia 180 La derivazione della specie umana da quella animale 181 T 29 da Darwin, L origine dell uomo e la selezione sessuale 181 SPAZIO AL DIBATTITO L uomo come modesta varietà della scimmia 182 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 183 ESERCIZI PassatoPresente on line UNITÀ 4 Diritti civili, emancipazione femminile e critica sociale nel dibattito filosofico 184 LE LINEE GENERALI 186 Libertà e spontaneità dell uomo 186 L attenzione per l individuo 186 L eredità di Humboldt 186 Diritti civili ed emancipazione femminile 187 Le ragioni della minoranza 187 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 188 I TEMI E GLI ARGOMENTI Mill: la libertà civile e politica 189 La salvaguardia dell individuo e della sua autonomia 189 La tutela della libertà d opinione e d espressione 190 La critica del dogmatismo 190 La libertà d azione 191 CITTADINANZA E COSTITUZIONE La democrazia parlamentare e la rappresentanza 192 Mappa Visiva Mill: la libertà civile e politica Mill e Taylor: le prime rivendicazioni dei diritti delle donne 195 A favore dell emancipazione femminile 195 Il contributo delle donne 196 PER SAPERNE DI PIÙ All origine del pensiero femminista 196 L esclusione delle donne dalla vita politica 198 Il contrasto tra progresso e subordinazione femminile 198 Il principio moderno dell autodeterminazione dell individuo 199 Il matrimonio 199 CITTADINANZA E COSTITUZIONE I diritti delle donne 200 PER SAPERNE DI PIÙ Sul divorzio 202 Mappa Visiva Mill e Taylor: le prime rivendicazioni dei diritti delle donne Tocqueville: la democrazia e i suoi pericoli 204 L omologazione degli individui 204 Il modello americano di democrazia nelle analisi di Tocqueville 204 Il trionfo dell uguaglianza 205 Accentramento politico e decentramento amministrativo 206 I rischi della democrazia americana 207 Mappa Visiva Tocqueville: la democrazia e i suoi pericoli 208 SINTESI 209 VERIFICA 210 I PERCORSI TESTUALI 213 A. Le libertà civili 213 Una nuova concezione della libertà 213 T 30 da Mill, Sulla libertà 213 VIII

10 Elogio della libertà di opinione 214 T 31 da Mill, Sulla libertà Testo palestra per l analisi e il commento 214 La libertà nell istruzione 217 T 32 da Mill, Sulla libertà 217 B. Differenza sessuale ed emancipazione femminile 219 L ingiusta condizione delle donne nella società moderna 219 T 33 da Taylor, L emancipazione delle donne Testo palestra per l analisi e il commento 219 L esclusione delle donne come causa di impoverimento per la società 221 T 34 da Mill, Sulla servitù delle donne 221 La libertà nel matrimonio 221 T 35 da Mill, Sulla servitù delle donne 222 C. Il dispotismo della maggioranza 222 La tendenza dell Europa all omologazione 223 T 36 da Mill, Sulla libertà 223 Una nuova tirannide 224 T 37 da Tocqueville, La democrazia in America 224 SPAZIO AL DIBATTITO 1. La relazione di amicizia tra i coniugi L esclusione delle donne dalla sfera pubblica 230 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 231 ESERCIZI Intersezioni: filosofia e storia on line UNITÀ 5 Nietzsche e i nuovi orizzonti del pensiero 232 LE LINEE GENERALI 234 Il diagramma della crisi 234 L ambiente famigliare e la formazione di Nietzsche 234 Gli anni dell insegnamento e il crollo psichico 235 Le particolari forme della comunicazione filosofica 235 Le opere del primo periodo 236 Le opere del secondo periodo 237 Le opere del terzo periodo 237 PER SAPERNE DI PIÙ Il viaggio come condizione esistenziale 238 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 240 Le fasi della filosofia di Nietzsche 241 I TEMI E GLI ARGOMENTI La prima metamorfosi dello spirito umano: il cammello, ossia la fedeltà alla tradizione 242 La filosofia del sospetto 242 PER SAPERNE DI PIÙ Nietzsche e la filologia 242 Apollineo e dionisiaco 243 La nascita della tragedia 244 LESSICO apollineo e dionisiaco 244 La rottura dell armonia: Euripide 245 Socrate e l esaltazione del concetto 245 Mappa Visiva La prima metamorfosi dello spirito umano: il cammello, ossia la fedeltà alla tradizione La seconda metamorfosi: il leone, ossia l avvento del nichilismo 248 La fase illuministica del pensiero nietzscheano 248 PER SAPERNE DI PIÙ Nietzsche e il problema della verità 248 La filosofia del mattino 249 LESSICO filosofia del mattino 249 La «morte di Dio» 250 L annuncio dell «uomo folle» 250 LESSICO nichilismo 250 La decostruzione della morale occidentale 251 L analisi genealogica della morale 252 Ascetismo, obbedienza e umiltà: la morale degli schiavi contro quella dei signori 252 LESSICO metodo genealogico 252 Oltre il nichilismo 253 Mappa Visiva La seconda metamorfosi: il leone, ossia l avvento del nichilismo La terza metamorfosi: il fanciullo, ossia l uomo nuovo e il superamento del nichilismo 255 Il volto inquietante del nulla e della possibilità 255 L oltreuomo 255 LESSICO oltreuomo 255 L eterno ritorno: un pensiero «abissale» 256 I significati della dottrina dell eterno ritorno 256 LESSICO eterno ritorno dell uguale 256 PER SAPERNE DI PIÙ La considerazione della storia 257 La volontà di potenza 258 LESSICO volontà di potenza 258 Volontà e creatività 259 La trasvalutazione dei valori 259 LESSICO trasvalutazione dei valori 259 IX

11 La filosofia nel cinema Fitzcarraldo 261 Mappa Visiva La terza metamorfosi: il fanciullo, ossia l uomo nuovo e il superamento del nichilismo 263 SINTESI 264 VERIFICA 266 I PERCORSI TESTUALI 270 A. Il conflitto tra apollineo e dionisiaco all origine della tragedia greca 270 Apollo e Dioniso: la misura e l ebbrezza 271 T 38 da La nascita della tragedia 271 L origine della tragedia greca 272 T 39 da La nascita della tragedia Testo palestra per l analisi e il commento 272 Il declino della tragedia 273 T 40 da La nascita della tragedia 273 B. La critica della cultura occidentale e l annuncio della «morte di Dio» 274 La storia dell Occidente come storia del nichilismo 275 T 41 da Crepuscolo degli idoli 276 T 42 da Frammenti postumi 277 T 43 da Frammenti postumi 277 La «morte di Dio» e la dissoluzione della metafisica 278 T 44 da La gaia scienza Testo palestra per l analisi e il commento 279 C. La genealogia della morale 281 Importanza e significato del metodo genealogico 281 T 45 da Umano, troppo umano 282 Il rovesciamento del valore di buono 282 T 46 da Genealogia della morale 283 L illusione dell amore eterno 284 T 47 da Umano, troppo umano 284 La morale dei signori e la morale degli schiavi 285 T 48 da Al di là del bene e del male 285 D. L eterno ritorno e l «oltreuomo» 287 Il peso più grande 287 T 49 da La gaia scienza 287 La visione e l enigma 288 T 50 da Così parlò Zarathustra 288 SPAZIO AL DIBATTITO L invito a sospettare di tutto 291 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 292 FILOSOFIA E ARTE on line La volontà di potenza nella visione futurista dell arte ESERCIZI PassatoPresente on line UNITÀ 6 Freud e la psicoanalisi 294 LE LINEE GENERALI 296 La psicoanalisi: una disciplina rivoluzionaria 296 La formazione di Freud e il rapporto con la medicina del tempo 296 Le ricerche sui casi d isteria 297 LESSICO isteria 297 Il caso di Anna O. e il metodo catartico 298 PER SAPERNE DI PIÙ L indole passionale del dottor Freud 298 La scoperta dei meccanismi di difesa del soggetto 299 L origine sessuale delle nevrosi e la rottura con Breuer 300 L abbandono della pratica dell ipnosi 301 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 301 I TEMI E GLI ARGOMENTI Sogni, lapsus e atti mancati: la via d accesso all inconscio 302 L autoanalisi di Freud 302 LESSICO rimozione 302 Il significato dei sogni 303 LESSICO sogno 303 Il lavoro onirico 304 LESSICO lavoro onirico 304 La Psicopatologia della vita quotidiana 305 LESSICO lapsus, atti mancati 305 Mappa Visiva Sogni, lapsus e atti mancati: la via d accesso all inconscio La struttura della psiche umana e le nevrosi 307 La complessità della psiche 307 LESSICO coscienza, inconscio, preconscio 307 Es, Super-Io, Io 308 Le cause della nevrosi 309 LESSICO nevrosi 309 Il metodo delle libere associazioni 310 LESSICO sintomo 310 La terapia psicoanalitica 311 La filosofia nel cinema Shutter Island 312 LESSICO transfert 314 Mappa Visiva La struttura della psiche umana e le nevrosi La teoria della sessualità 316 La pulsione sessuale 316 X

12 La libido 316 LESSICO libido 316 La sessualità infantile 317 Il complesso di Edipo 317 PER SAPERNE DI PIÙ La vicenda di Edipo 318 Mappa Visiva La teoria della sessualità L origine della società e della morale 320 Totem e tabù 320 La storia dell «orda primitiva» 320 LESSICO totem, tabù 320 Il fine della civiltà 321 LESSICO principio di piacere, principio di realtà 321 Il disagio della civiltà 322 PER SAPERNE DI PIÙ Eros e Thánatos nell ultimo periodo della riflessione freudiana 322 Mappa Visiva L origine della società e della morale Gli sviluppi della psicoanalisi 325 La diffusione, le prime critiche e gli allievi dissidenti 325 Adler e il complesso di inferiorità 325 Jung: la formazione eclettica e l interesse per il mito 326 Il distacco da Freud 328 L inconscio collettivo e gli archetipi 328 LESSICO inconscio collettivo, archetipo 329 Il processo di individuazione 330 PER SAPERNE DI PIÙ Jung e la funzione prospettica del sogno 330 Mappa Visiva Gli sviluppi della psicoanalisi 332 SINTESI 333 VERIFICA 336 I PERCORSI TESTUALI 341 A. Il sogno e la sua interpretazione 341 T 51 da Sul sogno 341 T 52 da Sul sogno 344 B. La situazione analitica 346 T 53 da Psicoanalisi 346 T 54 da Psicoanalisi Testo palestra per l analisi e il commento 347 T 55 da Psicoanalisi 348 T 56 da Psicoanalisi 350 C. La scoperta della sessualità infantile 351 T 57 da Psicoanalisi 351 T 58 da Psicoanalisi Testo palestra per l analisi e il commento 353 T 59 da Psicoanalisi 355 SPAZIO AL DIBATTITO Lo specchio invertito: una critica femminista della psicoanalisi 357 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 358 ESERCIZI PassatoPresente on line UNITÀ 7 La reazione al positivismo: Bergson, Dilthey, Croce e Gentile 360 LE LINEE GENERALI 362 La critica all egemonia della scienza 362 I principali esponenti del nuovo clima culturale 362 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 363 I TEMI E GLI ARGOMENTI Bergson e la vita dello spirito 364 Un maestro del pensiero 364 L analisi del concetto di tempo 365 Le caratteristiche del tempo interiore 366 La concezione della memoria 366 LESSICO memoria 366 PER SAPERNE DI PIÙ Tempo e memoria in Proust e Joyce 367 Lo slancio vitale e l evoluzione creatrice 368 LESSICO élan vital 368 Il problema della conoscenza 369 LESSICO evoluzione creatrice 369 Intelligenza e intuizione 370 La morale e la religione 370 Mappa Visiva Bergson e la vita dello spirito Dilthey e la fondazione delle scienze dello spirito 373 La distinzione tra le scienze dello spirito e le scienze della natura 373 LESSICO esperienza vissuta 373 La storia e le manifestazioni esteriori della vita 374 LESSICO comprensione 374 PER SAPERNE DI PIÙ Il neocriticismo tedesco 374 Relativismo e libertà dell individuo 375 PER SAPERNE DI PIÙ Lo storicismo tedesco, Simmel e la visione pessimistica della cultura 376 Mappa Visiva Dilthey e la fondazione delle scienze dello spirito 377 XI

13 3. Croce e lo storicismo assoluto 378 Tutto è storia 378 L articolazione della vita dello spirito 379 La dialettica dei distinti 380 L arte 380 LESSICO nesso dei distinti 380 LESSICO intuizione lirica 381 PER SAPERNE DI PIÙ Poesia e non poesia 381 L identità di filosofia e storia e la svalutazione della scienza 382 Mappa Visiva Croce e lo storicismo assoluto L attualismo di Gentile 384 La centralità dell atto del pensare 384 Il soggetto del pensare 384 LESSICO atto del pensiero, Io puro 384 La dialettica dello spirito 385 LESSICO autoctisi 385 PER SAPERNE DI PIÙ Lo Stato etico 386 Mappa Visiva L attualismo di Gentile 388 SINTESI 389 VERIFICA 392 I PERCORSI TESTUALI 396 A. Bergson: il tempo della vita e l evoluzione creatrice 396 Tempo oggettivo e tempo soggettivo 396 T 60 da Bergson, Saggio sui dati immediati della coscienza 396 T 61 da Bergson, Introduzione alla metafisica 397 Ricordo e percezione 398 T 62 da Bergson, Materia e memoria Testo palestra per l analisi e il commento 398 Lo slancio vitale 400 T 63 da Bergson, L evoluzione creatrice 400 T 64 da Bergson, L evoluzione creatrice 400 B. Dilthey: le scienze dello spirito e la teoria del comprendere storico 402 La specificità delle scienze dello spirito e del loro metodo 402 T 65 da Dilthey, Critica della ragione storica 402 L uomo come essere storico 403 T 66 da Dilthey, Critica della ragione storica 403 C. Il neoidealismo italiano: Croce e Gentile 403 Croce: la religione della libertà 404 T 67 da Croce, La storia come pensiero e come azione 404 Croce: che cos è l arte? 405 T 68 da Croce, Breviario di estetica Testo palestra per l analisi e il commento 405 Gentile: la realtà come pensiero 408 T 69 da Gentile, Introduzione alla filosofia 408 T 70 da Gentile, Sistema di logica come teoria del conoscere 410 SPAZIO AL DIBATTITO 1. Tra filosofia e letteratura: uno sguardo sulla memoria Il problema del bello 413 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 414 ESERCIZI Intersezioni: on line filosofia e letteratura UNITÀ 8 La teoria critica della società da Weber alla Scuola di Francoforte 416 LE LINEE GENERALI 418 La ragione strumentale 418 Qual è il senso della scienza? 418 La burocratizzazione della società 419 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 419 I TEMI E GLI ARGOMENTI Weber: il mondo nell epoca del «disincantamento» 420 Un articolato percorso di formazione 420 Il metodo delle scienze storico-sociali 421 LESSICO avalutatività, giudizio di valore, relazione ai valori 422 L analisi della causalità storica 423 L analisi del mondo capitalistico 423 L etica della responsabilità 424 LESSICO disincantamento 424 LESSICO Beruf 425 L etica dell intenzione 426 Mappa Visiva Weber: il mondo nell epoca del «disincantamento» Horkheimer e Adorno: la critica della civiltà occidentale 429 La Scuola di Francoforte e i suoi rappresentanti 429 Horkheimer: la concezione dialettica della realtà sociale 429 La Dialettica dell illuminismo 431 Ulisse e il destino dell Occidente 431 Adorno: la formazione e il carattere asistematico 432 La dialettica negativa 433 La critica dell industria culturale e l arte come denuncia 434 XII

14 LESSICO industria culturale 434 PER SAPERNE DI PIÙ La musica dodecafonica 435 Mappa Visiva Horkheimer e Adorno: la critica della civiltà occidentale Marcuse e Benjamin: repressione e speranza nella società tecnocratica 437 L asservimento dell uomo al principio di prestazione 437 PER SAPERNE DI PIÙ Il Sessantotto e l utopia di un mondo più libero 437 Le tre vie di uscita dalla repressione della società 438 Benjamin e il bisogno di emancipazione dell uomo 439 L arte nell epoca della riproducibilità tecnica 440 Mappa Visiva Marcuse e Benjamin: repressione e speranza nella società tecnocratica 442 SINTESI 443 VERIFICA 445 I PERCORSI TESTUALI 448 A. Weber: l etica protestante e il suo influsso sul capitalismo 448 L ascesi intramondana 448 T 71 da Weber, L etica protestante e lo spirito del capitalismo Testo palestra per l analisi e il commento 448 Etica dell intenzione ed etica della responsabilità 451 T 72 da Weber, La politica come professione 451 B. La Scuola di Francoforte e l indagine sull uomo nella civiltà della tecnica 451 Horkheimer e Adorno: le ambiguità dell «illuminismo» 452 T 73 da Horkheimer e Adorno, Dialettica dell illuminismo 452 Marcuse: la falsa libertà sessuale della nostra società 454 T 74 da Marcuse, L obsolescenza della psicoanalisi 454 L arte nell epoca della tecnica 455 T 75 da Benjamin, L opera d arte nell epoca della sua riproducibilità tecnica 455 SPAZIO AL DIBATTITO Mass media e manipolazione delle coscienze 457 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 458 FILOSOFIA E ARTE I simboli di un mondo ridotto a merce nella pop art americana LA FILOSOFIA NEL CINEMA on line La meglio gioventù on line ESERCIZI Intersezioni: on line filosofia e sociologia UNITÀ 9 Il valore pratico della conoscenza. Peirce e il pragmatismo americano 460 LE LINEE GENERALI 462 Il programma del pragmatismo 462 L origine del nome 462 PER SAPERNE DI PIÙ Un movimento di pensiero genuinamente americano 462 Le idee di fondo 463 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 464 I TEMI E GLI ARGOMENTI Peirce e il pragmatismo metodologico 465 La conoscenza come attività di ricerca 465 LESSICO credenza 465 Come si forma una credenza? 466 Il fallibilismo e le regole dell abduzione 467 LESSICO fallibilismo, abduzione 467 La scienza dei segni 468 LESSICO segno 468 La semiosi infinita 469 PER SAPERNE DI PIÙ Semiotica e semiologia 470 Mappa Visiva Peirce e il pragmatismo metodologico James e il pragmatismo metafisico 472 L utilità pratica come criterio di valutazione delle teorie e delle azioni 472 Il movente pratico come fattore di ordine nell universo 472 PER SAPERNE DI PIÙ Tra Peirce e James: affinità, ma anche differenze 473 La credenza religiosa 474 Mappa Visiva James e il pragmatismo metafisico Dewey e lo strumentalismo 475 Il pensiero come strumento 475 La complessa nozione di esperienza 475 LESSICO strumentalismo, esperienza 475 Il carattere problematico dell esistenza e il compito della ragione 476 Il percorso dell indagine 477 Una teoria generale della ricerca 478 La visione democratica della scuola e della società 479 LESSICO attivismo 479 Mappa Visiva Dewey e lo strumentalismo 481 SINTESI 482 VERIFICA 484 XIII

15 I PERCORSI TESTUALI 487 A. Che cos è il pragmatismo? Le risposte di Peirce, James e Dewey 487 Peirce: l origine del pragmatismo 487 T 76 da Peirce, Che cos è il pragmatismo 487 Peirce: i quattro metodi per il consolidarsi della credenza 488 T 77 da Peirce, Il fissarsi della credenza 488 James: il pragmatismo come metodo 490 T 78 da James, Pragmatismo 490 James: l origine del pragmatismo 491 T 79 da James, Pragmatismo 491 James: le teorie come strumenti per agire 492 T 80 da James, Pragmatismo Testo palestra per l analisi e il commento 492 Dewey: dal dubbio alla credenza 494 T 81 da Dewey, Come pensiamo 494 Dewey: l importanza della valutazione delle conseguenze 495 T 82 da Dewey, Teoria della valutazione 496 B. Dewey e la rivoluzione copernicana in pedagogia 497 T 83 da Dewey, Il mio credo pedagogico Testo palestra per l analisi e il commento 497 T 84 da Dewey, Esperienza e educazione 501 SPAZIO AL DIBATTITO Alcune difficoltà insite nel pragmatismo 504 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 505 ESERCIZI Intersezioni: on line filosofia e pedagogia INDICE DEI NOMI 507 INDICE LESSICO 511 INDICE Per saperne di più e Cittadinanza e Costituzione 512 INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI 513 XIV

16 IL PENSIERO CONTEMPORANEO da Schopenhauer al pragmatismo UNITÀ 1 L analisi dell esistenza in Schopenhauer e Kierkegaard UNITÀ 2 Il progetto di emancipazione dell uomo in Feuerbach e Marx UNITÀ 3 La scienza dei fatti. Positivismo ed evoluzionismo: Comte, Mill, Darwin e Spencer UNITÀ 4 Diritti civili, emancipazione femminile e critica sociale nel dibattito filosofico UNITÀ 5 Nietzsche e i nuovi orizzonti del pensiero UNITÀ 6 Freud e la psicoanalisi UNITÀ 7 La reazione al positivismo. Bergson, Dilthey, Croce e Gentile UNITÀ 8 La teoria critica della società da Weber alla Scuola di Francoforte UNITÀ 9 Il valore pratico della conoscenza. Peirce e il pragmatismo americano

17 UNITÀ 1 L analisi dell esistenza in Schopenhauer e Kierkegaard Questa unità ha per oggetto la riflessione sulla condizione umana, vista nel continuo oscillare tra dolore e noia, angoscia e disperazione, e l analisi delle possibili vie di liberazione da tale situazione di sofferenza. Sono temi affrontati da due autori fondamentali: Schopenhauer e Kierkegaard. Questi pensatori, per quanto differenti tra loro, sono accomunati dal rifiuto del sistema hegeliano, giudicato sterile, astratto e falso. In un divertente pamphlet di Schopenhauer, Sulla filosofia delle università, viene bersagliata con fine ironia la filosofia accademica, Hegel in particolare, definito un «goffo e disgustoso ciarlatano» che «ha rovinato i cervelli di tutta una generazione di giovani». La posizione di questi due pensatori risulta dunque singolare nel panorama della filosofia sistematica della prima metà dell Ottocento; essi, con la loro visione pessimista, anticipano posizioni che saranno riprese nel Novecento e sono interpreti raffinati e sensibili delle inquietudini dell epoca, causate anche dall attivismo sfrenato e dallo spirito di sopraffazione dei protagonisti della nascente società industriale (uomini d affari, borghesi e capitalisti). In contrasto con l ottimismo idealistico, nella loro analisi si coglie una nuova considerazione del singolo individuo e del suo destino, lucidamente considerato in tutta la sua fragilità e drammaticità: dei sette giorni della settimana affermava con accenti decisamente cupi Schopenhauer «sei sono dolore e bisogno, e il settimo è noia»; motivi che si ritrovano anche in Kierkegaard, benché secondo una prospettiva cristiana. Le domande all origine della riflessione di questi filosofi sono le seguenti: che cos è la vita e in che cosa consiste la sua essenza profonda, al di là di ciò che è mera apparenza? perché esistono il dolore e la noia? 2

18 LE LINEE GENERALI I TEMI E GLI ARGOMENTI I PERCORSI TESTUALI L opposizione all ottimismo idealistico Il contesto storico: la società industriale del primo Ottocento Una nuova concezione della realtà e del ruolo della filosofia 1. Schopenhauer: il dolore dell esistenza e le possibili vie di liberazione 2. Kierkegaard: l esistenza come scelta e la fede come paradosso A. La visione pessimistica dell esistenza: Schopenhauer, Leopardi e la letteratura dell Ottocento B. Scelta e possibilità nella riflessione di Kierkegaard SOMMARIO quale terapia si può prospettare per i mali da cui è afflitto l uomo della nuova società industriale? la ragione riesce a spiegare davvero l esistenza e le sue contraddizioni o è necessario ricorrere a strumenti diversi di comprensione per accedere alla verità? I temi trattati in questa unità si configurano anche come un introduzione alla contemporaneità, di cui costituiscono un chiaro sintomo, con motivi e spunti di grande originalità rispetto alle precedenti filosofie sistematiche. Schopenhauer e Kierkegaard rappresentano, infatti, una svolta significativa nella storia del pensiero, perché mettono in crisi l idea che la ragione possa spiegare e giustificare tutti gli aspetti della realtà.

19 LE LINEE LE LINEE GENERALI GENERALI L OPPOSIZIONE ALL OTTIMISMO IDEALISTICO I temi che proponiamo in questa unità esprimono una nuova visione del mondo che rifiuta l ottimismo delle filosofie precedenti, in particolare dell idealismo, considerate come mistificazioni consolatorie della vera essenza della vita. Agli occhi di Schopenhauer, ad esempio, Hegel, il massimo filosofo dell idealismo tedesco, appare come un «accademico mercenario» che, per ambizione, ha elaborato una filosofia ingannatrice al fine di convincere gli uomini che la realtà è permeata di razionalità e che ogni evento, anche drammatico, trova una sua giustificazione nel processo di sviluppo dello spirito. Per Schopenhauer l ottimismo di coloro che vedono unicamente il bene in questa nostra esistenza non è soltanto un errore teorico, ma anche un iniquità morale, perché gli uomini, che sono profondamente infelici, vengono paradossalmente persuasi del contrario. Anche il poeta e letterato italiano Giacomo Leopardi ( ) elaborava all incirca negli stessi anni una visione pessimistica e disincantata della vita, reagendo in tal modo ai miti del progresso, della perfettibilità del genere umano e della felicità a tutti i costi e apparendo anch egli autore straniero e inattuale agli occhi dei suoi contemporanei. La posizione di Kierkegaard è differente, in quanto illuminata dalla fede cristiana, ma comunque anch essa sofferta e drammatica. La sua analisi dell esistenza, l accesa opposizione all idealismo e la caratterizzazione della condizione umana come angoscia e disperazione «un eterno morire senza tuttavia morire» rivelano i tratti comuni e inconfondibili della nuova stagione filosofica. IL CONTESTO STORICO: LA SOCIETÀ INDUSTRIALE DEL PRIMO OTTOCENTO Il carattere pessimistico del pensiero degli autori analizzati in questa unità trova una giustificazione sia nella loro storia personale (di cui parleremo in seguito), sia nei problemi dell epoca. Siamo nella prima metà dell Ottocento, periodo in cui l Europa attraversa una profonda trasformazione dal punto di vista tecnico, economico e sociale, a prezzo però di pesanti sacrifici. La nascente società industriale, infatti, fa intravedere grandi possibilità di progresso e di soddisfacimento delle esigenze, ma presenta anche risvolti opposti e inquietanti. In primo luogo, tale progresso non è a vantaggio di tutti e, in secondo luogo, ingenera nuovi e drammatici conflitti di carattere morale. Non a caso le filosofie che ci apprestiamo ad analizzare rivelano una chiara connotazione etica e spirituale: Schopenhauer, pur nel suo ateismo, si richiama alle antiche religioni orientali, l induismo e il buddismo; Kierkegaard fa appello al cristianesimo. L etica del profitto, che connota l operare della borghesia, con l inevitabile corollario dell attivismo, dell intraprendenza individuale e dell egoismo, viene a scontrarsi con la morale dell interiorità e della solidarietà. Il conflitto tra i due modelli di vita, in un epoca scossa da una forte tensione segnata anche dalle guerre antinapoleoniche (conclusesi nel 1815), comporta scelte radicali. Nella visione pessimistica di Schopenhauer e di Kierkegaard ma anche in quella di poeti come Giacomo Leopardi si riflette il crollo delle speranze che l Illuminismo settecentesco aveva nutrito (e l idealismo ripreso) circa un mondo retto dalla ragione e avviato in modo irreversibile sulla strada del benessere, del progresso tecnico e scientifico e della felicità degli uomini; speranze che si rivelano illusorie, smentite dall avvento di una società conflittuale e sempre più inumana. 4 Unità 1 L analisi dell esistenza in Schopenhauer e Kierkegaard

20 UNA NUOVA CONCEZIONE DELLA REALTÀ E DEL RUOLO DELLA FILOSOFIA Nella carta sono indicati i principali centri di vita e di attività dei pensatori trattati nell unità: Danzica, dove Schopenhauer nacque, Weimar, città in cui il filosofo visse dopo che vi si era trasferita la madre, Berlino, dove ottenne la libera docenza, e Francoforte sul Meno, dove morì; quindi Copenaghen, città dove nacque e visse Kierkegaard. M ARE DE L NO RD Copenaghen Kierkegaard Schopenhauer LO SPAZIO DEI FILOSOFI La polemica serrata che contraddistingue il pensiero di Schopenhauer e di Kierkegaard quest ultimo, come vedremo, entrerà in aperto dissenso con la Chiesa protestante, accusandola di impoverimento spirituale è soprattutto volta a criticare la fiducia idealistica nella razionalità del mondo e la pretesa, altrettanto illusoria, delle possibilità illimitate del sapere. A partire dalla loro appassionata e sofferta ricerca filosofica si fa strada la consapevolezza che la realtà non sia tutta razionale e che esista una sostanziale eterogeneità tra l ordine delle cose e quello dei concetti, dimensioni che la dialettica hegeliana aveva creduto di poter ottimisticamente conciliare. Muta anche la considerazione del soggetto del sapere, che non è più un ente astratto, ma un soggetto concreto, incarnato, che scopre dentro di sé dimensioni inquietanti e conflittuali non riducibili alla chiarezza e alla serenità della ragione. Con questi pensatori, e la loro lucida e incalzante analisi, cambia profondamente il ruolo stesso della filosofia: da ricerca di fondamenti e pretesa di sistematizzazione della realtà nella sua globalità, essa diviene approfondimento della finitezza della condizione umana e tentativo di liberazione dai pregiudizi che ne condizionano la comprensione. Naturalmente, la ragione non viene esautorata, lasciando prevalere una concezione irrazionalistica; piuttosto, se ne mette in discussione l assolutizzazione, operata dalle filosofie precedenti e dal pensiero scientifico, ovvero la pretesa di spiegare la totalità del reale. Di conseguenza si aprono spazi all indagine filosofica nella direzione di quelle dimensioni della persona che trascendono i confini della razionalità, quali la condizione desiderante e mancante dell uomo, l affettività, la corporeità, i concetti di possibilità e di angoscia a essa conseguente ecc.; su queste tematiche la riflessione novecentesca concentrerà la propria attenzione facendosi ricerca, drammatica e sofferta, del senso dell esistenza umana e interpretazione, più che spiegazione, di una realtà sempre più complessa e pluridimensionale. Danzica Berlino Weimar Francoforte Le linee generali Una nuova concezione della realtà e del ruolo della filosofia 5

21 I TEMI TEMI E GLI ARGOMENTI E GLI ARGOMENTI Passiamo ora all analisi degli argomenti che saranno oggetto specifico di questa unità e di cui abbiamo parlato in linea generale nei paragrafi precedenti. La nostra trattazione sarà scandita in due parti: la prima relativa a Schopenhauer e al percorso da lui seguito per giungere alla scoperta della volontà come essenza profonda della realtà; la seconda dedicata a Kierkegaard e all indagine da lui condotta relativamente ai tre stadi della vita: estetico, etico e religioso. Affronteremo pertanto i seguenti temi: 1. SCHOPENHAUER: IL DOLORE DELL ESISTENZA E LE POSSIBILI VIE DI LIBERAZIONE 2. KIERKEGAARD: L ESISTENZA COME SCELTA E LA FEDE COME PARADOSSO Una condizione privilegiata, un sentire dolente L insofferenza per l ambiente borghese e mercantile L interesse per Platone e Kant 1. SCHOPENHAUER: IL DOLORE DELL ESISTENZA E LE POSSIBILI VIE DI LIBERAZIONE L ambiente familiare e la formazione Arthur Schopenhauer nasce nel 1788 da una ricca famiglia borghese. La sua città natale, Danzica che è oggi in Polonia, faceva parte della Prussia occidentale e, grazie alla sua posizione strategica sul mar Baltico, era una città di ricchi commercianti, dediti ai traffici e soggiogati da quella «volontà di vivere» che il filosofo giudicherà come il peggior male degli uomini. Il padre era un mercante abile e intraprendente, che, durante la Rivoluzione francese e l ascesa al potere di Napoleone, riuscì ad accrescere il già cospicuo patrimonio di famiglia. Il giovane Arthur, dunque, può considerarsi un privilegiato, grazie alla fortunata condizione familiare che gli consente di viaggiare e conoscere paesi e ambienti stimolanti sul piano umano e culturale. Questo tipo di esperienza non lo indirizza tuttavia verso i traffici e i commerci, ma contribuisce ad acuire la sua naturale tendenza a chiudersi in se stesso e a nutrire una visione dolente e pessimistica della vita, non disgiunta da un severo disprezzo per la stupidità del mondo e la miseria degli uomini. I temi dominanti delle sue meditazioni giovanili sono infatti quelli sulla morte e sul mistero dell eternità, sullo smarrimento di fronte alla grandiosa maestà e potenza della natura, argomenti non dissimili da quelli che Leopardi affronterà nelle pagine dello Zibaldone. Senza inoltrarci in analisi psicologiche sulle cause di tale apparentemente immotivata inquietudine del giovane Schopenhauer, quello che possiamo dire con certezza è che egli nutre fin da piccolo una crescente insofferenza per il mondo borghese da cui è circondato. Dopo la morte del padre (1805), il distacco da tale mondo si fa sempre più profondo e, grazie alla madre (l allora famosa scrittrice di romanzi sentimentali Johanna Trosiener), che aveva anch essa voltato le spalle all arido ambiente mercantile, può dedicarsi agli studi classici, in particolare alla filosofia e all arte greca. I riferimenti culturali In questi anni di studio e di meditazione (dal 1805 al 1818) Schopenhauer avverte il bisogno di chiarire la propria visione del mondo, in particolare attraverso la filosofia. 6 Unità 1 L analisi dell esistenza in Schopenhauer e Kierkegaard

22 Platone accende il suo interesse, perché risponde al sincero bisogno di evadere dalla prigione del mondo sensibile per sollevarsi al mondo delle idee; Kant lo appassiona, diventando il suo punto di riferimento privilegiato. In questo pensatore egli trova la più lucida critica al realismo, cioè alla teoria secondo cui le cose hanno una realtà e un significato indipendenti dal soggetto. Di Kant, poi, apprezza la tesi secondo cui nell uomo c è una forte aspirazione alla metafisica, ossia ad andare oltre il mondo mutevole e limitato dei fenomeni per attingere la «cosa in sé» o «noumeno», vale a dire la vera essenza della realtà. Per completare il quadro dei riferimenti culturali a cui possiamo far risalire la formazione del giovane Schopenhauer, dobbiamo ricordare l incontro con l antichissima sapienza orientale delle Upanishad e dei testi buddisti. In questi testi da una parte egli ritrova la dolente consapevolezza del carattere effimero dell esistenza, dell apparire e del rapido scomparire delle cose, in un perenne fluire senza fine; dall altra intravede la via di liberazione che queste religioni suggeriscono all uomo saggio che voglia attingere la realtà immutabile, una volta svincolatosi dalle illusioni e dalle apparenze. Non è da escludere che, nel suo richiamarsi ai temi e alle metafore suggestive dell Oriente, Schopenhauer avvertisse il bisogno di rimarcare ancora una volta la propria contrapposizione a Hegel, che aveva considerato estranee alla vera filosofia tutte le esperienze culturali precedenti la riflessione dei Greci, e dunque anche la sapienza orientale. Al contrario, Schopenhauer la giudica superiore al cristianesimo, in quanto capace di andare alla radice del mistero dell esistenza (Buddha resterà sempre per lui il più alto esempio di moralità). L influenza delle dottrine orientali La duplice prospettiva sulla realtà Schopenhauer non è stato tenero con gli uomini del suo tempo. Abbiamo già detto dell avversione per Hegel e per la filosofia accademica; ma il suo malumore si estende all intero genere umano ed è tale da portarlo ad autodefinirsi «spregiatore dell uomo». Egli, tuttavia, riserva a se stesso una missione importante che, a suo dire, rimarrà nella storia, sebbene non compresa dai contemporanei. Il filosofo rivela così un alta stima di sé, che lo porta ad affermare che chi dimostrerà di non conoscere le sue dottrine «farà Schopenhauer Arthur Schopenhauer nasce a Danzica il 22 febbraio del 1788 da Heinrich Floris Schopenhauer e da Johanna Trosiener. A differenza della maggior parte dei pensatori tedeschi contemporanei che si formavano in ambienti tradizionali, come le università o i seminari protestanti (si pensi allo Stift di Tubinga frequentato da Hegel e Schelling), Schopenhauer a soli dieci anni visita con il padre la Francia e trascorre il periodo dal 1797 al 1799 a Le Havre, importante città mercantile del Nord del paese, presso un commerciante (corrispondente e amico del padre). Più tardi, tra il 1803 e il 1804, gira l Europa, visitando l Olanda, l Inghilterra, la Svizzera, l Austria e la Germania, fermandosi insomma nelle città europee più importanti dal punto di vista economico e politico. Nel 1805 muore, forse suicida, il padre. La madre si trasferisce allora a Weimar, dove dopo qualche tempo si stabilisce anche il filosofo. A partire dal 1807 abbandona definitivamente le attività commerciali, che non aveva mai amato, e si dedica allo studio della letteratura, dell arte e della filosofia. Studia filosofia a Berlino, attratto dalla fama di Fichte che vi insegnava: ne resta profondamente deluso e quindi chiarisce la sua opposizione radicale all ottimismo di cui era intrisa la filosofia idealistica tedesca. Nel 1818 pubblica il suo capolavoro: Il mondo come volontà e rappresentazione. L opera non riscuote successo e viene mandata, in buona parte, al macero. Nel 1820 Schopenhauer ottiene la libera docenza a Berlino, dove ha un duro scontro con Hegel. Deve sospendere le lezioni, perché non ha allievi disposti a seguire i suoi corsi. Tra il 1831 e il 1833 si trasferisce a Francoforte sul Meno, dopo alcuni viaggi e dopo aver abbandonato Berlino, colpita da un epidemia di colera. Nel 1851 pubblica un libro di aforismi che ha un buon successo, Parerga e paralipomena. Il 21 settembre del 1860 muore a Francoforte sul Meno. IDATI I temi e gli argomenti Schopenhauer: il dolore dell esistenza e le possibili vie di liberazione 7

23 Soggetto e oggetto come due aspetti correlati La critica al realismo e all idealismo I caratteri della realtà fenomenica LESSICO la figura dell ignorante». Precisato che un simile atteggiamento va inserito nel clima dell infuocata polemica contro l idealismo e il suo dominio incontrastato nella cultura accademica tedesca dell epoca, rivolgiamo ora la nostra attenzione al pensiero di Schopenhauer, che ha riscosso (e continua a riscuotere) grande interesse. Esso è affidato prevalentemente all opera Il mondo come volontà e rappresentazione (1818), la quale nelle intenzioni dell autore avrebbe dovuto diffondere «la verità sul mondo vile e meschino» della filosofia tedesca, ma che non ebbe alcun successo alla sua pubblicazione. Anticipando in estrema sintesi i motivi essenziali dell opera, diciamo che Schopenhauer in essa intende rispondere alla domanda «che cos è il mondo?» ponendosi da una duplice prospettiva: 1) quella della scienza; 2) quella della filosofia. Si tratta di due visioni che conducono a soluzioni differenti. Secondo la prima il mondo è una mia rappresentazione; secondo l altra (che, nell ottica dell autore, è la più vera e profonda), il mondo è volontà di vivere, un impeto cieco e tenace che coinvolge tutti gli esseri e li condanna alla sofferenza: il volere, infatti, coincide con il dolore perché è ricerca senza sosta di un piacere che non si può mai appagare completamente. Seguiamo dunque le due vie di ricerca indicate, iniziando da quella della scienza o rappresentazione intellettuale. La realtà fenomenica come illusione e inganno Il capolavoro di Schopenhauer si apre con la celebre affermazione «il mondo è una mia rappresentazione»: una verità certa ed evidente, che non ha bisogno di essere provata e che riguarda tutti gli esseri viventi, anche se soltanto l uomo è capace di averne coscienza. Dire che il mondo è una mia rappresentazione significa avere la consapevolezza che come già aveva rilevato Kant non è possibile sapere come le cose siano in se stesse, ma soltanto come esse si presentino nella mia esperienza, cioè in relazione ai miei organi di senso e alle mie facoltà conoscitive. Per fare un esempio, non posso sapere che cosa sia un albero, ma soltanto come esso si mostri ai miei occhi, come la sua corteccia si offra al contatto delle mie mani, e come tale immagine venga elaborata attraverso le categorie del mio intelletto. Il mondo non esiste se non nel rapporto tra soggetto e oggetto che caratterizza la rappresentazione. Ciò implica anche che il soggetto e l oggetto non possano sussistere indipendentemente l uno dall altro, ma solo come due aspetti correlati della rappresentazione stessa. A partire da tali premesse Schopenhauer critica sia il realismo sia l idealismo: erroneamente il realismo fa dipendere il soggetto dall oggetto, partendo da una realtà materiale esterna che condiziona la soggettività; ma altrettanto erroneamente l idealismo risolve l oggetto nel soggetto, come sua produzione interna. Per il filosofo né il soggetto può prevalere sull oggetto né l oggetto sul soggetto: la conoscenza, infatti, è data dall unione di entrambi, intesi come le due componenti indissolubili e paritetiche della rappresentazione. È in questo senso che per Schopenhauer tutte le cose sono fenomeni : esse si identificano con la realtà che è elaborata nella relazione tra soggetto e oggetto (la rappresentazione), e non hanno esistenza se non in rapporto alla soggettività e alle sue forme a priori. Analogamente a Kant, il filosofo fa dunque coincidere l ambito della rappresentazione e della conoscenza con il mondo fenomenico; tuttavia, a differenza di Kant che considerava rappresentazione La rappresentazione è il mondo nel suo essere oggetto della conoscenza da parte di un soggetto; è l oggetto in relazione al soggetto. Come tale implica sempre la correlazione di questi due termini, che non possono sussistere separatamente. Schopenhauer fa coincidere l ambito della rappresentazione e della conoscenza con il mondo fenomenico, ma, a differenza di Kant che considerava quest ultimo come l unica conoscenza certa e oggettiva per l uomo, identificata con la scienza, Schopenhauer lo concepisce come una dimensione illusoria e ingannevole, indicandola con l espressione maya, illusione, magia, un velo che si interpone nella conoscenza della vera essenza della realtà. 8 Unità 1 L analisi dell esistenza in Schopenhauer e Kierkegaard

24 quest ultimo come l unica conoscenza certa e oggettiva per l uomo, Schopenhauer lo intende come una dimensione onirica e ingannevole. Riprendendo una dottrina appartenente all antica tradizione induista, per definire il mondo fenomenico egli utilizza l espressione maya, illusione, magia, la quale allude a un velo che si interpone nella conoscenza della vera essenza della realtà. Facendo riferimento ad alcuni passi dei Veda e dei Purana (scritti sacri dell induismo), Schopenhauer dice che «Maya» è il velo ingannatore, che avvolge gli occhi dei mortali e fa loro vedere un mondo del quale non può dirsi né che esista, né che non esista; perché ella [Maya] rassomiglia al sonno, rassomiglia al riflesso del sole sulla sabbia, che il pellegrino da lontano scambia per acqua; o anche rassomiglia alla corda gettata a terra che egli prende per un serpente. Il mondo come volontà e rappresentazione, I, 3, trad. it. di P. Savj Lopez - G. De Lorenzo, Laterza, Roma-Bari 1991, p. 35 Le condizioni soggettive della conoscenza Sostenendo che tutte le cose sono soltanto fenomeni, Schopenhauer resta fedele al suo maestro Kant, il quale aveva affermato che non sono gli oggetti a essere in sé spaziali, temporali, causati o causanti, ma lo è lo sguardo che l uomo indirizza su di essi. In altri termini, lo spazio, il tempo e la causalità non esistono nella realtà, ma sono le forme a priori della rappresentazione, ossia le condizioni soggettive in base alle quali la nostra mente può conoscere gli oggetti. È infatti attraverso le forme dello spazio e del tempo che noi organizziamo il materiale percettivo ed è grazie ad esse che le rappresentazioni appaiono ordinate in una successione temporale e reciprocamente disposte secondo precisi rapporti spaziali. Se, ad esempio, riconosco la figura di un cane che corre lungo la spiaggia in un mattino d autunno, quando il sole comincia a far capolino tra le nubi e il mare agita minaccioso le sue acque, io, nel rappresentarmi questa scena, utilizzo le forme a priori della sensibilità disponendo gli oggetti che la costituiscono nello spazio e nel tempo: il cane, la spiaggia, il mattino, l autunno Non posso percepire, sentire o conoscere nessuna cosa o avvenimento senza collocarli in uno spazio e in un tempo determinati. In questo senso, spazio e tempo fungono da «principio di individuazione» delle cose, che in virtù di tali forme a priori risultano differenziate le une dalle altre, appaiono isolate e distinte. Gli oggetti così individuati dal soggetto ricevono al tempo stesso dall intelletto umano un ordine che, secondo Schopenhauer, è quello della causalità. Mentre Kant aveva riconosciuto dodici categorie attraverso cui l intelletto organizza e conosce il mondo fenomenico, Schopenhauer riduce tali categorie a una sola, la causalità, a cui tutte le altre possono essere ricondotte come sue manifestazioni particolari. La nostra mente, infatti, collega un fenomeno all altro secondo un nesso di causa-effetto, e tutta la realtà ci appare come una connessione di fenomeni ordinati dalla relazione causale. Quest ultima, definita anche «principio di ragion sufficiente», si presenta Spazio e tempo La causalità come unica categoria principio di individuazione È il principio che presiede alla rappresentazione degli oggetti attraverso le forme a priori dello spazio e del tempo. Da esso dipende appunto l individuazione delle cose, cioè la loro differenziazione in elementi isolati e distinti. principio di ragion sufficiente Secondo Schopenhauer è il principio grazie a cui gli uomini organizzano il mondo fenomenico collegando un evento a un altro secondo un nesso di causa-effetto. Esso si presenta in quattro configurazioni diverse: 1) come principio del divenire, in quanto spiega la connessione tra la causa e l effetto fisici; 2) come principio del conoscere, in quanto regola il rapporto logico tra premesse e conseguenze; 3) come principio dell essere, in quanto ordina le connessioni spazio-temporali e i rapporti tra enti geometrici e matematici; 4) come principio dell agire, in quanto stabilisce la connessione causale tra le azioni che si compiono e i motivi per cui sono compiute. LESSICO I temi e gli argomenti Schopenhauer: il dolore dell esistenza e le possibili vie di liberazione 9

25 Il rigido determinismo del mondo fenomenico I precedenti letterari Il modo per superare il velo di Maya in quattro configurazioni diverse: 1) come principio del divenire, in quanto spiega la connessione tra la causa e l effetto fisici; 2) come principio del conoscere, in quanto regola il rapporto logico tra premesse e conseguenze; 3) come principio dell essere, in quanto ordina le connessioni spazio-temporali e i rapporti tra enti geometrici e matematici; 4) come principio dell agire, in quanto stabilisce la connessione causale tra le azioni che si compiono e i motivi per cui sono compiute. Per Schopenhauer, dunque, è nella causalità che va ricercato il fondamento della realtà sensibile (o fenomenica), la quale è essenzialmente attività, azione reciproca delle cose. Il mondo fenomenico cioè il mondo che è la mia rappresentazione appare dominato da un rigido determinismo, perché non è altro se non un reticolo di rapporti causali colti in relazione a un soggetto conoscente. Esso, come già aveva rilevato Kant, coincide con il dominio della scienza. A differenza di Kant, però, che considerava tale dimensione oggettiva in quanto fondata sulle categorie a priori della soggettività, che per lui erano garanzia di necessità e universalità, Schopenhauer intende mostrarla in tutta la sua illusorietà e ingannevolezza: per il filosofo, infatti, la conoscenza scientifica dei fenomeni non esaurisce l intero ambito del sapere, ma deve essere superata per attingere la vera essenza della vita e dell esistenza, quella «cosa in sé» o «noumeno» che per Kant era «pensabile» ma non «conoscibile». La metafora della vita come sogno Da quanto esposto fin qui si comprende come il mondo delineato da Schopenhauer sia costituito di apparenze, cioè un universo di immagini generalmente coerenti e rigorose nella loro connessione, ma nella sostanza tutte ugualmente illusorie, come quelle che popolano i sogni. Un interpretazione, questa, avvalorata dalla presenza nell opera di Schopenhauer di riferimenti espliciti ai poeti e agli scrittori che hanno utilizzato la metafora della vita come sogno. Uno di questi è Shakespeare ( ), il grande drammaturgo inglese del Seicento che in una sua tragedia sostiene: «noi siamo della stessa materia di cui son fatti i sogni, e la nostra breve vita è chiusa in un sonno». Ma Schopenhauer va oltre e, dopo aver citato il poeta spagnolo Calderón de la Barca ( ), autore del dramma La vita è sogno, si concede anch egli un paragone, notando come la vita e i sogni non siano altro che pagine di un medesimo libro. Certo, ai sogni mancano l ordine e la connessione che i fatti presentano, ma si tratta pur sempre di esperienze analoghe, simili a quanto accade di fronte a un libro, che può essere letto ordinatamente oppure sfogliato a caso. La vita, come la sperimentiamo attraverso la rappresentazione, è illusoria e ingannevole. Esiste, allora, un modo per coglierne la vera essenza, andando al di là del velo di Maya? Come abbiamo accennato, Schopenhauer, diversamente da Kant che aveva ritenuto inconoscibile la cosa in sé, pensa che l uomo possa superare la trama superficiale dell esperienza (possa, cioè, uscire dal sogno ) per attingere la vera realtà. Se l uomo fosse solo il soggetto della conoscenza, del sapere raggiunto mediante la rappresentazione, allora non potrebbe andare oltre: tutto sarebbe contenuto nell ambito di tale orizzonte, limitato dai principi di individuazione e di ragion sufficiente. Egli, però, è anche un soggetto corporeo, ed è proprio attraverso il corpo che può accedere all essenza più profonda delle cose. Il corpo, infatti, ha una duplice valenza: da un lato è un oggetto tra gli oggetti, che non sfugge alle leggi della rappresentazione e dunque rientra pienamente nel mondo fenomenico; dall altro è anche la sede in cui si manifesta una forza assolutamente irriducibile alla rappresentazione, una forza primigenia che sfugge a ogni determinazione causale: sotto questo aspetto il corpo è espressione di volontà. Attraverso il corpo, le sue gioie e le sue sofferenze, ognuno di 10 Unità 1 L analisi dell esistenza in Schopenhauer e Kierkegaard

26 noi sente che l intima essenza del proprio io è costituita dalla volontà di vivere, un impulso forte e irresistibile che ci spinge a esistere e ad agire, di cui la corporeità stessa non è altro che la manifestazione esteriore. Schopenhauer, poi, ragionando per analogia, arriva a sostenere che la volontà scoperta a fondamento del proprio essere è la radice noumenica di ogni realtà fenomenica, l essenza profonda di tutto l universo. Nel corpo e nel rapporto immediato che l uomo intrattiene con esso, dunque, egli scopre la possibilità di un esperienza che travalica i confini della rappresentazione e del sapere intellettuale, un esperienza intuitiva e intima che permette di squarciare il velo di Maya che separa l uomo dalla verità. Prima di passare ad analizzare più approfonditamente questo importante concetto della filosofia di Schopenhauer, proponiamo di seguito una visualizzazione schematica delle due prospettive che egli ha delineato e che conducono alla concezione del mondo come rappresentazione e come volontà di vivere: Il mondo è una mia rappresentazione Il mondo è volontà di vivere tutte le cose sono fenomeni (elaborati sulla base del principio di individuazione e correlati in virtù del principio di ragion sufficiente) il corpo è oggetto tra gli oggetti ma anche espressione di volontà ogni cosa non è che manifestazione o oggettivazione di tale cieco impulso a esistere e ad agire l intero universo umano è sogno e illusione (velo di Maya) la volontà è il noumeno, la cosa in sé, la vera essenza della realtà Il mondo come volontà Tutte le attività che mirano all affermazione della propria individualità sono considerate da Schopenhauer come manifestazioni della brama di vivere, che si evidenzia attraverso le pulsioni del corpo: ad esempio l impulso che ci porta a mangiare e a provare piacere per il cibo non è se non l espressione del bisogno di mantenerci in vita; il desiderio sessuale deriva dalla medesima volontà di vivere che, tramite i nostri istinti, assicura la continuazione della specie. La soddisfazione dell istinto sessuale, precisa a tal proposito l autore, risponde a qualcosa di più del semplice istinto volontà di vivere È la «cosa in sé», il «noumeno», ossia l essenza nascosta della realtà di cui tutto ciò che esiste è manifestazione o oggettivazione. Essa è impulso, forza cieca e irrazionale che spinge l uomo a desiderare sempre cose nuove, generando, inevitabilmente, inquietudine e dolore. Le pulsioni del corpo come manifestazioni della volontà di vivere LESSICO I temi e gli argomenti Schopenhauer: il dolore dell esistenza e le possibili vie di liberazione 11

27 La volontà di vivere come essenza dell universo Le caratteristiche della volontà La natura carente dell uomo Il piacere come intervallo tra un dolore e l altro La noia T 1 T 2 di autoconservazione, in quanto, attraverso la riproduzione, si manifesta il desiderio di prolungare l esistenza individuale oltre il suo limite naturale. In tale prospettiva l uomo e la donna non sono che strumenti della volontà, la quale, attraverso i loro gesti e i loro bisogni, persegue la propria aspirazione cieca e irrazionale al potenziamento di sé. Una volta squarciato il velo di Maya cioè usciti dalla prospettiva della rappresentazione, scopriamo dunque che l essenza del nostro essere è volontà, desiderio di vivere, di autoconservazione. Tale volontà non è circoscritta alla natura umana, ma si estende e domina tutte le cose. Tutto dipende da quest unico principio, da questo irresistibile impeto, che pervade l universo intero e ogni singola cosa, dalla più umile e insignificante fino alla più nobile. La volontà di vivere si esprime nella forza che fa crescere e vegetare la pianta, in quella che dà forma al cristallo, in quella che orienta verso nord l ago della calamita, nella gravità, che agisce con tanta potenza e attrae i corpi verso la terra In breve, la volontà è la sostanza intima di ogni cosa e l essenza stessa del mondo. Dopo averla individuata attraverso il sentire intimo del proprio vissuto corporeo, Schopenhauer ne delinea le caratteristiche. Innanzitutto, la volontà è inconsapevole, un impulso naturale antecedente la coscienza; poi è eterna, al di là del tempo, indistruttibile, e unica, cioè non individuale (di questa o quella cosa), ma sempre la medesima sottesa a tutti i fenomeni; infine essa è cieca, non ha nessuno scopo o fine, non segue altri fini che la pura e semplice affermazione di sé: esiste e basta, senza una ragione che la giustifichi. La vita come continuo oscillare tra desiderio e noia Dal fatto che la volontà è l essenza del mondo deriva una conseguenza drammatica per l esistenza umana: se infatti la vita è cieco impulso a potenziare se stessa, essa è anche, necessariamente, dolore. Si tratta di una conclusione a cui Schopenhauer giunge approfondendo la fenomenologia del volere, il quale rinvia necessariamente al desiderio e a una condizione di privazione di ciò che si vorrebbe possedere. Gli esseri viventi, in particolare l uomo, sono per natura carenti, perché in essi la volontà si oggettiva sempre e soltanto in modi finiti, che non permettono di raggiungere mai la quiete dell appagamento definitivo. Per questo l uomo è destinato a una ricerca della felicità continua e insaziabile, che è fonte di perenne inquietudine e quindi di sofferenza. Data la sua natura carente, l uomo non può raggiungere che una soddisfazione di breve durata, dalla quale sorge immediatamente un nuovo desiderio. Il piacere è il fugace intervallo tra un dolore e un altro, il brevissimo istante dell attenuazione di una mancanza che subito si ripresenta, l allentarsi momentaneo di una tensione. Nella concezione di Schopenhauer il piacere presenta dunque una connotazione negativa, essendo cessazione di dolore, il fragile corollario di una vita caratterizzata dalla mancanza e dal desiderio. Oltre che dalla persistenza del dolore, l esistenza è caratterizzata dalla noia, una condizione esistenziale di vuoto, di stasi, che subentra quando si allenta l ansia provocata dal desiderio, dalle preoccupazioni costanti, dalle attività frenetiche per soddisfarlo. La vita è dunque un vano oscillare tra desiderio e noia, tra cui si colloca il fugace appagamento di un piacere che però, come abbiamo detto, è sempre parziale e transitorio. L amara conclusione del filosofo è dunque che nel mondo prevale il dolore: soffre il fiore, che appassisce per mancanza d acqua; soffre l animale, che insegue la sua preda mosso dalla fame diventando, a sua volta, preda di altri cacciatori; soffre il bambino, che fin dalla nascita avverte la paura dell abbandono e della perdita; soffre il vecchio, che rimpiange la vita che fugge fino all ora della morte Si tratta di un dolore tanto più grande quanto maggiore è la consapevolezza della propria condizione, motivo per cui gli uomini soffrono più delle altre creature. 12 Unità 1 L analisi dell esistenza in Schopenhauer e Kierkegaard

28 L esperienza estetica come prima via di liberazione dal dolore dell esistenza Dalla consapevolezza della triste condizione dell esistenza emerge, però, anche una possibile via d uscita. Quando infatti l uomo arriva a capire che l essenza della vita è la volontà, allora diventa capace di intraprendere il percorso della propria redenzione; un percorso che può attuarsi soltanto se egli si impegna a sradicare il volere che riconosce dentro di sé e che è alla base di ogni azione e sentimento. Ma in che modo questo è possibile? Secondo Schopenhauer attraverso l arte, la morale e l ascesi, che sciolgono l uomo dalla catena infinita dei bisogni (e dei desideri), rendendolo pronto a compiere il passo decisivo: il completo annullamento della volontà. Vediamo dunque in che modo l esperienza estetica possa costituire la prima forma di liberazione dal dolore dell esistenza. Secondo il filosofo, osservando un bel quadro, leggendo un bel libro o ascoltando un brano musicale, l uomo dimentica se stesso e il proprio dolore, si sottrae alla catena degli eventi e della causalità. La sua contemplazione è infatti disinteressata, fuori dal tempo, dallo spazio e dai legami di causalità: essa mira alla pura idealità della cosa e non al suo essere fenomenico, e pertanto non è soggetta al desiderio. È infatti il rapporto interessato con il mondo ad alimentare continuamente la brama e la volontà, calandoci nel ciclo della sofferenza senza fine. L esperienza artistica, al contrario, ci fa guardare la realtà nella sua dimensione ideale e pertanto rappresenta un quietivo per la volontà, che in essa cessa di esercitare la sua influenza. L esperienza estetica ha poi un importante funzione catartica. Schopenhauer porta come esempio la tragedia, che secondo lui è la forma più elevata di arte. Essa, presentando scene di grande tensione, raffigurando le passioni più profonde (l amore e la morte, le guerre e i tradimenti, la perfidia e l ingiustizia), in qualche modo oggettiva il dolore, lo rende universale e, pertanto, libera da esso, permettendo di vederlo come dall esterno. Attraverso la tragedia gli uomini possono comprendere che il proprio dolore non è che il riflesso del dolore di ogni essere vivente, della sofferenza cosmica, superando la propria individualità e dunque attenuando la propria intima emozione. Inoltre, partecipando al dramma, ma in una forma distaccata, essi scaricano gli effetti più negativi delle passioni e depotenziano la stessa volontà. Un posto di grande rilievo nella riflessione di Schopenhauer occupa la musica, di cui egli parla nel terzo libro del suo capolavoro. Riprendendo in maniera originale spunti presenti nella concezione romantica, l autore ritiene che la musica sia del tutto indipendente dal mondo dei fenomeni, al punto che potrebbe sussistere anche se il mondo non ci fosse: essa è infatti espressione immediata della volontà, antecedente alle sue oggettivazioni visibili. La musica, al pari delle idee (che, come aveva detto Platone, sono le forme nella loro pura essenza), non esprime questa o quella singola gioia, questo o quel singolo turbamento o terrore, bensì la gioia, il turbamento, il terrore in se stessi. Nessun altro mezzo espressivo allontana di più l uomo dal mondo fenomenico, facendogli raggiungere la verità delle cose. È in questo senso che Schopenhauer la definisce una «metafisica in suoni», in quanto consente di superare i limiti della conoscenza razionale per attingere, in modo immediato, la dimensione noumenica della realtà. La morale come seconda via di liberazione Sebbene l arte sia importante, perché ci affranca dalle preoccupazioni della vita quotidiana attenuando l impeto della volontà, tuttavia il suo effetto è limitato nel tempo e, dunque, non ci sottrae in modo definitivo alla catena del dolore. Una più duratura liberazione dai mali della vita può derivare, invece, dalla morale. I temi e gli argomenti Schopenhauer: il dolore dell esistenza e le possibili vie di liberazione L emergere della consapevolezza come inizio della redenzione L esperienza artistica come sospensione del desiderio La funzione catartica dell arte La musica come espressione immediata della volontà Il superamento del principio di individuazione 13

29 Quest ultima, come già l arte, consente di oltrepassare le manifestazioni fenomeniche della volontà, rendendo l uomo consapevole delle dolorose conseguenze a cui essa conduce; a differenza dell esperienza artistica, però, non si limita a una contemplazione disinteressata e individuale di un mondo ideale, ma implica un impegno pratico a favore del prossimo. Nell etica, infatti, l uomo supera il principio di individuazione e cessa di considerare se stesso come un individuo contrapposto ad altri, cioè come espressione di bisogni e interessi che lo portano necessariamente al conflitto; al contrario, opera in modo da far convergere il proprio io e quello dei suoi simili, riconoscendo al di là delle separazioni e delle divisioni della realtà fenomenica la sua volontà come espressione dell unica volontà universale che accomuna tutti gli esseri. La filosofia nel cinema Trama Nirvana REGIA: Gabriele Salvatores INTERPRETI: Diego Abatantuono (Solo), Christopher Lambert (Jimi Dini), Sergio Rubini (Joystick), Stefania Rocca (Naima), Amanda Sandrelli (Maria), Emmanuelle Seigner (Lisa) GENERE: fantascienza SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Gabriele Salvatores, Pino Cacucci MUSICHE: Mauro Pagani, Federico De Robertis PRODUZIONE: Italia 1997 DURATA: 114 minuti Il protagonista del film, Jimi, inventa videogiochi di grande successo per una multinazionale informatica giapponese, la Okosama Starr, un entità astratta e simbolica che incarna lo spirito più spregiudicato e amorale del capitalismo; è un uomo ricco, vive in un quartiere protetto dell Agglomerato del Nord, una città avveniristica, in cui le case sono gestite da centraline elettroniche in grado di interagire con i proprietari, arrivando a interpretare le loro esigenze e prodigando consigli e suggerimenti sulle attività da svolgere. Tutt intorno si estendono sterminate periferie etniche Marrakech, Shanghai Town, Bombay City, in cui convivono tradizioni antichissime e stili di vita psichedelici, saggi religiosi e delinquenti, avventurieri, trafficanti di organi, uomini tecnologicamente modificati e prostitute virtuali. A questa realtà si affianca, nel film, quella del videogioco Nirvana, a cui Jimi sta lavorando e in cui il protagonista, Solo, ha subìto una trasformazione radicale: a causa di un virus, infatti, ha sviluppato una sorta di coscienza che lo rende consapevole della illusorietà del mondo in cui vive, del fatto, cioè, che si tratta di un gioco, in cui tutto accade sempre secondo schemi ripetitivi e preordinati e in cui i personaggi sono invenzioni virtuali, strumenti di una volontà esterna. Jimi e Solo diventano amici e le loro vicende, in qualche modo, si intrecciano nel comune tentativo di trovare una via di uscita dall infelicità: Solo, in attesa dell estinzione del gioco, affronta il ciclo inesorabile di morte e rinascita previsto dal software; Jimi abbandona la sua esistenza comoda e protetta e si immerge nelle viscere della città con l obiettivo di cercare la donna che ama e, nello stesso tempo, di aiutare Solo, cancellando il videogioco Nirvana custodito negli archivi segreti della Okosama Starr. Per far questo si avvale dell aiuto di due personaggi, simbolo di una gioventù ribelle, nauseata dalla realtà, animata dal sogno di evasione, di avventura e di verità: Joystick, un hacker perseguitato da nemici e creditori, mezzo cieco perché ha venduto le cornee sostituendole con protesi elettroniche, ma abilissimo e in grado di volare attraverso i circuiti senza farsi individuare; e Naima, pirata informatica dai capelli blu, rimasta priva di memoria ma capace di inserire nella sua mente ricordi altrui. Solo desidera uscire dal gioco; Jimi, forse, insegue il medesimo obiettivo e per questo intraprende un percorso insieme autodistruttivo e liberatorio, che lo porterà a navigare nei recessi più profondi della propria mente. Su tutti, continua e ossessiva, scende la neve, che indistintamente ricopre ogni cosa e persona cancellandone l identità. 14 Unità 1 L analisi dell esistenza in Schopenhauer e Kierkegaard

30 Questo obiettivo è conseguito innanzitutto in negativo, limitandosi a non compiere azioni che possano ledere la volontà degli altri; si ha così l affermazione della virtù della giustizia, che si realizza esteriormente nel diritto. Ma può essere conseguito anche in positivo attraverso la carità, cioè la volontà di fare del bene al prossimo: tale virtù comporta un sentimento di compassione (dal latino cum + patior, soffro insieme ), che può nascere solamente in colui che, riconoscendo il proprio dolore come analogo a quello degli altri, supera l egoismo. Egli sviluppa un amore disinteressato e un atteggiamento di pietà universale. Le virtù della giustizia e della carità si limitano però a negare la volontà individuale, eliminando il conflitto tra uomo e uomo. Un più alto grado del processo di liberazione Giustizia e carità come virtù fondamentali Spunti di riflessione La perdita del confine tra apparenza e realtà Fin dalle prime scene, il film di Salvatores disorienta lo spettatore, facendogli attraversare diversi livelli di realtà e richiamando la sua attenzione sul tema dell apparenza e della realtà come sogno o finzione. Le prime parole che si sentono, fuori campo, mentre ancora scorrono i titoli di testa, provengono da un videomessaggio lasciato a Jimi da Lisa, la sua donna, prima di andarsene per sempre: sono parole dolci ma amare, malinconiche, pronunciate da una giovane in crisi di identità, confusa di fronte alle scelte da compiere, alla difficoltà nel trovare un senso alla vita quotidiana, all amore che sente ma di cui le sfugge il significato più autentico, al di là del bisogno e della dipendenza. Jimi ascolta la voce di Lisa e ne rimane sconvolto; nella sua esistenza si crea come una sospensione, un varco da cui può osservare l assurdità delle sue giornate, trascorse in una condizione di privilegio ma senza verità, nell inganno e nell illusione di una felicità impossibile. A rafforzare l effetto straniante sono i dialoghi con Solo, il quale scardina le residue certezze del protagonista, mettendo in dubbio la distinzione tra virtuale e reale, apparire ed essere. Jimi, come gli altri personaggi del film, si muove al confine tra la consapevolezza e l ingenuità, tra il bisogno profondo e umano di amore e l esigenza lucida di evadere da ogni pensiero e desiderio, proprio come gli angeli virtuali, i quali possono volare nel mondo dei circuiti elettronici soltanto riuscendo a fare il vuoto nella propria mente. La necessità di sospendere il gioco Si tratta di temi sui quali, come abbiamo visto, è incentrata la filosofia di Schopenhauer: l idea che il mondo sia soltanto «una mia rappresentazione», una costruzione artificiosa e fallace della mente, che è portata dalla sua stessa natura a incatenare i fenomeni in un ordine deterministico, efficace e oppressivo al tempo stesso; ma anche la consapevolezza della tristezza della condizione umana, del dolore che deriva dalla volontà, l impulso cieco e irrazionale che spinge le persone a desiderare cose sempre nuove, rinnovando continuamente la tensione, la mancanza e l infelicità. I personaggi del film ne sono l incarnazione più evidente, nella loro diversa ma comune ansia di sopravvivenza, che li spinge a muoversi nella dimensione virtuale del gioco e in quella, non meno illusoria, della realtà come un branco di animali affamati per le vie della città buia, nel tentativo incessante di trovare qualcosa che possa attenuare l insoddisfazione. Essi sono sopraffatti da bisogni e desideri che, nel mondo del futuro descritto dal regista, vengono immaginati ancora più urgenti, imperiosi, esasperati da una realtà tecnologica e consumistica che ha raggiunto esiti estremi, in cui ogni ambito della vita privata e collettiva è sottoposto al controllo da parte di un autorità repressiva e ogni valore o diritto sembra ormai esautorato dalla logica del mercato globale. Schopenhauer indica alcune vie di liberazione dal dolore: l arte, la morale e l ascesi; nel film l unica vera soluzione sembra essere quella dell interruzione del gioco, della sospensione dell attività e della volontà. Chi continua la partita come Joystick, Naima e Maria (la compagna di Solo nel videogioco) deve sviluppare una straordinaria capacità di adattamento, diventare leggero, un angelo appunto, in modo tale da non lasciarsi bruciare il cervello; chi è più fragile, o forse soltanto più consapevole come Solo e Jimi, non ha altra possibilità che lasciare tutto, andarsene, riconoscere l inconsistenza della realtà e smettere di giocare: «un fiocco di neve», ecco quello che Solo diventerà quando Jimi avrà cancellato il software di Nirvana; «un fiocco di neve che scende e non si posa in nessun posto». I temi e gli argomenti Schopenhauer: il dolore dell esistenza e le possibili vie di liberazione 15

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