CANCRO COLORATO DEL PLATANO
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- Elvira Corradi
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1 CANCRO COLORATO DEL PLATANO La malattia nota con il nome volgare di Cancro colorato è causata dal fungo ascomicete Ceratocystis fimbriata (Ell. et Halst) Davidson f. sp. platani Walter. Unici ospiti di tale microrganismo sono le piante appartenenti al gen. Platanus. DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA Originario degli Stati Uniti d America, tale patogeno venne segnalato in Europa dopo la II Guerra Mondiale. Nel nostro paese la prima segnalazione risale al 1972 a Forte dei Marmi. Attualmente è diffuso in quasi tutto il Nord Italia, in Toscana, nel Lazio, nelle Marche e in Campania. In Lombardia è da considerarsi ubiquitario, interessando il territorio di tutte le 11 provincie.
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3 SINTOMI Il fungo può colpire l intera pianta. Sulla chioma: possono presentarsi due sintomatologie differenti: acuta o cronica. Acuta: in primavera-estate si manifestano improvvisi disseccamenti di alcune branche o dell intera chioma; le foglie seccano e possono rimanere attaccate ai rami anche per lungo tempo. Cronica: la pianta si presenta deperita, con foglie piccole e clorotiche. La ripresa vegetativa avviene in ritardo rispetto ai soggetti sani e dopo circa 2-3 anni la pianta entra precocemente in riposo vegetativo, non germogliando più nella primavera successiva. Sul tronco o sulle branche: si possono notare dei cancri più o meno estesi con fessurazione longitudinale della corteccia e, a volte, riscoppi di vegetazione al di sotto o a lato degli stessi. I margini della ferita non presentano callo di cicatrizzazione. Sui fusti è possibile, soprattutto nei platani a corteccia liscia (P. occidentalis), osservare anomale colorazioni rosso-bluastre. In corrispondenza delle necrosi, asportando la corteccia, sono osservabili alterazioni cromatiche scure dette a macchia di leopardo. Sezionando il tronco è possibile notare la colorazione anomala estendersi lungo i raggi midollari sino al midollo centrale.
4 DIFFUSIONE C. fimbriata penetra nella pianta attraverso ferite anche di piccolissime dimensioni. L uomo, quindi, risulta uno dei principali responsabili della diffusione della malattia: potare, provocare soluzioni di continuità o ferite di vario genere alle piante, disperdere nell ambiente materiale vegetale infetto sono azioni che aumentano notevolmente il rischio di contagio. Una volta penetrato all interno della pianta il fungo può trasmettersi ai soggetti vicini tramite anastomosi radicale (fusione di radici). Altro mezzo di contagio è rappresentato dall acqua dei fossati che trasporta l inoculo presente nelle radici di piante ammalate o nei residui vegetali derivanti dall abbattimento di piante infette.
5 DIFESA E PREVENZIONE Al momento attuale non esistono mezzi di lotta di tipo curativo. L unico mezzo di difesa è rappresentato dalla prevenzione. Risulta perciò estremamente importante rispettare determinate norme tecniche volte a limitare i rischi di diffusione della crittogama. A tale scopo la Regione Lombardia ha provveduto a emanare la circolare n. 27 del 15 aprile 1999 Modalità di applicazione del decreto di lotta obbligatoria al cancro colorato e misure di salvaguardia del platano in Lombardia precisando i criteri da adottare nel caso di rinvenimento di focolai della malattia e, in generale, nella gestione di alberate di platano. In particolare è necessario: abbattere le piante infette solamente nei mesi più freddi dell anno (dicembre-febbraio) in assenza di pioggia o vento; ricoprire tutta la zona interessata dagli abbattimenti con robusti teli di plastica allo scopo di raccogliere la maggior quantità di residui vegetali (segatura e ramaglie) utilizzando, ove possibile, un aspiratore; effettuare il minor numero possibile di tagli, soprattutto nelle zone di tessuto infetto;
6 estirpare le ceppaie disinfettando la buca con calce viva. Nel caso ciò non fosse possibile per la presenza di manufatti, è necessario procedere al taglio ad almeno 20 cm sotto il livello del suolo coprendo la parte residua con calce viva oppure procedere alla devitalizzazione della ceppaia mediante appositi diserbanti (gliphosate o picloram); al termine delle operazioni, disinfettare tutta la zona interessata dalla ricaduta di materiale legnoso mediante sali di ammonio quaternario all 1%, alcol etilico al 75% o ipoclorito di sodio al 2%. Inoltre, al fine di limitare il pericolo di diffusione mediante anastomosi radicale è necessario procedere all abbattimento dei platani contermini a quelli infetti. Il materiale di risulta, se non viene distrutto sul posto, deve essere allontanato dal cantiere di abbattimento entro un giorno dal taglio delle piante utilizzando camion chiusi o telonati, disinfettando preventivamente il materiale legnoso con soluzioni di sali di ammonio quaternario all 1%. Potature: non possono venire effettuate nelle aree in cui la malattia è stata accertata se non si è preventivamente proceduto ad eliminare il focolaio di infezione. Sono invece possibili in zone esenti da cancro colorato limitandole, però, ai casi di effettiva necessità. In ogni caso è necessario disinfettare accuratamente le superfici di taglio con fungicidi benzimidazolici (es. Benomyl), ricoprendo quelle di più grosse dimensioni con prodotti ad azioni cicatrizzante e fungistatica (es. colle viniliche + benzimidazolici al 2%). Andranno inoltre disinfettati tutti gli attrezzi utilizzati.
7 Trasporto e smaltimento del legname infetto: al fine di limitare i rischi di contagio è necessario allontanare il materiale di risulta entro un giorno dal taglio delle piante, ricorrendo a camion chiusi o telonati e disinfettando preventivamente il legname. Lo smaltimento potrà poi avvenire secondo una delle seguenti modalità: distruzione tramite il fuoco sul luogo di abbattimento o in aree appositamente individuate o in impianti di incenerimento dei rifiuti o centrali termiche; conferimento in discarica assicurandone l immediata copertura; conferimento all industria per la trasformazione in cartone, pannelli truciolari trinciati o sfogliati dopo adeguato trattamento termico atto a devitalizzare il fungo; conferimento all industria per il trattamento Kiln Dried (KD). A cura di Marcello Perucca Segnalare eventuali casi sospetti a: Regione Lombardia Servizio Fitosanitario Regionale P.zza IV novembre, Milano tel: 02/ fax 02/ [email protected]
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