CReSO Graziano Vittone Luca Nari
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1 [Digitare il testo] 2014 CReSO Graziano Vittone Luca Nari Settore fitosanitario Piemonte Chiara Morone Giovedì 28 agosto 2014 Nota Tecnica N 4 ERWINIA AMYLOVORA SU POMACEE: Si presentano di seguito le misure di profilassi e gli accorgimenti necessari da adottare al fine di limitare la diffusione del patogeno Erwinia Amylovora su melo e pero.
2 IL COLPO DI FUOCO BATTERICO SU POMACEE Da inizio giugno di quest anno, hanno iniziato a giungere segnalazioni della presenza, su giovani meleti impiantati nel 2014, del colpo di fuoco batterico (agente causale: Erwinia amylovora) già noto, in passato su alcuni impianti di pero della zona. Qualunque sia la provenienza di questo patogeno, al momento attuale, la cosa più urgente è quella di adottare tutte le precauzioni al fine di controllare la diffusione di questo pericoloso patogeno. DIFFUSIONE E la più grave malattia delle Rosacee Pomoidee. Le piante ospiti di E. amylovora comprendono almeno 150 specie in 37 generi. Le specie colpite di maggiore interesse frutticolo appartengono ai genere Pyrus (pero), Malus (melo), Cydonia (cotogno) e Mespillus (nespolo). Sono inoltre numerose le Rosacee ornamentali e spontanee suscettibili al colpo di fuoco. Originario degli Stati Uniti, dove è ampiamente diffuso, in Europa il colpo di fuoco è stato segnalato per la prima volta nel 1957 nel Regno Unito e dal nord dell Europa si è poi diffuso verso sud-est fino ai paesi del bacino mediterraneo. Attualmente è presente in tutti i paesi europei, fatta eccezione per il Portogallo e la Finlandia. In Italia, il colpo di fuoco è stato segnalato per la prima volta in Puglia nel 1990, e in seguito in Sicilia (1991), Emilia Romagna (1994), Campania (1996), Lombardia e Veneto (1997). SINTOMI I danni che E. amylovora causa sulla produzione sono molto seri. In parecchi casi questa batteriosi è diventata il fattore limitante per la coltivazione del pero, causando una forte riduzione della specie coltivata. E. amylovora è generalmente meno distruttiva su melo e cotogno. I sintomi possono comparire in tutte le parti aeree della pianta e durante tutto il ciclo vegetativo. Alla ripresa della stagione si possono osservare l avvizzimento e annerimento dei fiori, e più tardi, dopo l allegagione, imbrunimento e disseccamento dei giovani germogli e frutti da cui l infezione si può estendere poi al ramo (vedi Fiori colpiti su melo foto); le foglie colpite della malattia avvizziscono, ripiegandosi a doccia verso l alto ed imbruniscono. Giovane germoglio di melo colpito Disseccamento apicale (melo) Fiori, giovani frutti e foglie avvizziti ed anneriti rimangono tenacemente al ramo spesso anche fino alla fine della stagione vegetativa. I germogli colpiti della malattia avvizziscono, assumendo una colorazione bruno-nerastra e possono ripiegarsi tipicamente ad uncino. La progressione dell infezione sui rami, sulle branche e sul tronco
3 causa la formazione di cancri più o meno espansi: aree corticali a contorno irregolare, di colore scuro, talvolta di aspetto vescicoloso, talora delimitate o percorse da fessurazioni. L asportazione di uno strato sottile di corteccia, in prossimità della linea di confine tra il tessuto alterato e quello apparentemente sano, mette in evidenza una colorazione rosso-mattone sottocorticale. Quando il cancro interessa l intera circonferenza di un ramo è causa del disseccamento del ramo stesso; se interessa il tronco o il colletto può causare la morte della pianta. E possibile osservare sulle piante infette della pianta gocciole di essudato batterico, un liquido lattiginoso di colore inizialmente biancastro, poi ambrato, che contiene milioni di cellule vive di E. amylovora. L essudato batterico può fuoriuscire dai tessuti infetti anche sotto forma di filamenti di consistenza semi solida, che, come le gocciole, possono diffondere i batteri nell ambiente. Recentemente sono stati descritti deperimenti di piante di melo imputabili a E. amylovora, associati ad alterazioni necrotiche che dal portinnesto si estendono al colletto della Tessuto malato e sano a confronto (pero) pianta. EPIDEMIOLOGIA Le principali fonti d infezione di E. Essudato batterico (pero) Pianta colpita (pero) Branca colpita con frutto avvizzito (pero) DIFFUSIONE La causa iniziale della diffusione del patogeno in un territorio deriva sovente dal materiale di propagazione asintomatico, ma contaminato dal batterio. In un area con storia di malattia, le sorgenti d inoculo più importanti sono i cancri, sedi di moltiplicazione dei batteri che alla ripresa vegetativa evadono sotto forma di essudato. Altre fonte d infezione sono i frutti infetti o le parti infette di rami e branche in cui il batterio può mantenersi per più anni. E. amylovora può sopravvivere anche a lungo, senza causare malattia, sia sulle superfici degli organi della pianta che entro le sue strutture vascolari; da queste sedi di sopravvivenza il patogeno può con modalità non ancora chiarite, riprendere a moltiplicarsi, evadere all esterno dell ospite e dare origine ai sintomi tipici della batteriosi. Anche le gemme e le cicatrici di caduta delle foglie, contaminatesi durante un ciclo vegetativo, possono costituire le sedi di svernamento per il batterio. La diffusione di E. amylovora a breve distanza è successivamente affidata agli agenti atmosferici, principalmente al vento, alle piogge e agli insetti. L uomo può contribuire alla diffusione del patogeno attraverso le operazioni colturali (potatura) e attraverso il commercio di materiale di propagazione infetto. Il periodo della fioritura (sia principale sia soprattutto quella secondaria) è ritenuto il periodo più critico per quanto riguarda sia la recettività della pianta all infezione sia la diffusione dell inoculo ma affinché sia il più critico anche in Piemonte occorre che durante la fioritura ci siano temperature eccezionalmente elevate. Gli insetti pronubi, tra cui le api che visitano i fiori, possono contribuire alla disseminazione dei batteri; le fioriture secondarie aumentano i rischi di malattia allungando il periodo di recettività della pianta al patogeno.
4 Le condizioni climatiche predisponenti la moltiplicazione dei batteri e la comparsa dei sintomi della malattia sono umidità relativa superiore al 60 % e temperature di C, associate a nebbia, rugiada, piogge e grandine. Su questi fattori climatici predisponenti lo sviluppo della malattia si basano i modelli previsionali per il colpo di fuoco batterico elaborati in USA e in Europa. ATTENZIONE A NON CONFONDERE I SINTOMI!! E possibile che la sintomatologia del colpo di fuoco batterico possa essere confusa la presenza di nectria o cancro delle pomacee (vedi foto a sinistra). In questo caso il patogeno è un fungo ascomicete che penetra nei rami attraverso ferite conseguenti a gelate, grandinate, ad attacchi di insetti xilofagi, al distacco delle foglie o attraverso le lenticelle. Trasportati dal vento o dall acqua i conidi (perché è prevalente la sua forma non sessuata denominata Cylidrocarpon mali) o le ascospore germinano originando un micelio che penetra all interno del fusto con conseguente necrosi dei tessuti. Si giunge così alla formazione di cancri aperti di varia grandezza che possono interessare l intera circonferenza del ramo (vedi foto). Quindi a differenza di E. amylovora la Nectria provoca cancri e fessurazioni della corteccia senza formazione di essudato, con segni di sfogliatura e necrosi che si approfondisce a cuneo nel legno. PREVENZIONE E DIFESA La lotta al colpo di fuoco è basata sulla prevenzione. Fondamentale è l uso di materiale di propagazione sano, prodotto in aree esenti da E. amylovora. La sorveglianza del territorio è fondamentale per individuare precocemente i focolai della malattia ed eliminare con la massima tempestività le fonti d infezione. In ogni regione italiana il Servizio fitosanitario è impegnato nel controllo della batteriosi attraverso ispezioni sistematiche dei vivai, ai sensi del D. lgs 214/2005, al fine del rilascio dell autorizzazione all uso del passaporto delle piante e nei punti della rete di monitoraggio regionale istituita nel 1991 per il controllo globale del territorio, come previsto dal D.M. 10 settembre 1999, n. 356 Regolamento recante misure per la lotta obbligatoria contro il colpo di fuoco batterico (Erwinia Amylovora) nel territorio della Repubblica. Questo decreto affida al Servizio fitosanitario il compito di realizzare iniziative a carattere informativo e monitoraggi nelle aree ritenute a maggior rischio di colpo di fuoco batterico, oltre a individuare precisi criteri d intervento nella zona in cui sia stato accertato un focolaio della batteriosi, a cui devono seguire l immediata asportazione e distruzione con il fuoco di germogli, frutti, rami, branche e intere piante colpite. I tagli devono essere fatti a una distanza di almeno 50 cm al di sotto dell alterazione visibile; i frutti infetti possono essere interrati e ricoperti di calce. Nei casi in cui si intercetta la prima infezione (vale a la manifestazione iniziale in un territorio indenne) devono essere abbattute anche le piante sane vicine a quelle colpite dalla batteriosi; nei vivai risultati colpiti deve essere prescritta l estirpazione anche di tutte le piante anche sane del campo di produzione e delle immediate vicinanze. Inoltre in materiale di moltiplicazione rimanente non è più idoneo all ottenimento del Passaporto delle piante ZP cioè destinato alle zone protette. Al termine di queste operazioni è necessario disinfettare (con ipoclorito di sodio o Sali di ammonio quaternario) gli attrezzi usati e ripulire con cura o bruciare gli effetti personali (guanti e altro) che siano venuti a contatto con le parti infette; è inoltre opportuno effettuare sulle piante un trattamento con prodotti a base di rame. L uso di prodotti rameici può contribuire al contenimento della malattia. Si consiglia di effettuare durante la stagione vegetativa, alla dose di g/hl di rame metallo, trattamenti entro 24 ore da eventi atmosferici predisponenti la manifestazione della malattia quali piogge, temporali e grandinate, e alla dose di g/hl di rame metallo dopo la raccolta dei frutti, 2 3 trattamenti nel periodo della caduta foglie e 1 trattamento nella fase di ingrossamento delle gemme. La lotta chimica, tuttavia, non è sufficiente ad ottenere un buon controllo del colpo di fuoco batterico. L adozione di idonee tecniche di coltivazione può contribuire a limitare i rischi di
5 malattia. Si consiglia pertanto: di non eccedere con le concimazione azotate di non eseguire la potatura verde di eliminare le fioriture secondarie di evitare l irrigazione sopra chioma di effettuare la potatura durante il riposo vegetativo (fatta seguire da un trattamento con rame metallo) e di bruciare il legno di potatura. si sconsigliano pratiche che possano indurre le fioriture secondarie. PRODOTTI UTILIZZABILI Fra i prodotti utilizzabili registrati nessun di essi svolge un azione risolutiva. Gli stessi antibiotici, assolutamente vietati in quasi tutti i paesi europei, sviluppano in breve tempo resistenze da parte del patogeno che col tempo si dimostra invulnerabile. Fra i prodotti consigliati si riportano quelli normalmente utilizzati nelle zone in cui il patogeno è diffuso e sono: In pre-fioritura nelle aree a rischio n 1-2 trattamenti con sali rameici (ossicloruro, idrossido di rame, poltiglia bordolese) e nella fase di caduta foglie. Ad integrazione dei prodotti rameici possono essere utilizzati altri prodotti quali i batteri antagonisti (Amilo-X o Serenade) o induttori di resistenza a base di acibenzolar-s-metile (Bion 50WG) o fungicida sistemico a base di Fosetyl Alluminio a partire da prima della seconda fioritura con intervalli regolari.
ERWINIA AMYLOVORA. Foto 1 - Disseccamenti con annerimento dei frutticini su pianta di pero colpita da E. amylovora (foto Perucca)
ERWINIA AMYLOVORA Avversità: Origine: Diffusione in Europa: Colpo di fuoco batterico Stati Uniti Presente in tutti i paesi europei fatta eccezione per Portogallo e Finlandia Diffusione in Italia: Puglia
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