Codifica video scalabile a bassa complessità
|
|
|
- Bruno Rosi
- 10 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Codifica video scalabile a bassa complessità M. Cagnazzo, A. Caputo, G. Poggi, L. Verdoliva Università Federico II di Napoli Dipartimento di Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Via Claudio, Napoli [cagnazzo, caputo, poggi, verdoliv]@unina.it ABSTRACT Nell ambito della realizzazione di un sistema integrato d apprendimento si riscontra l esigenza di trasmettere su rete delle sequenze video, in tempo reale ed in modo efficiente, per una platea d utenti molto eterogenea in termini di risorse disponibili (banda e potenza di calcolo). Per soddisfare tale esigenza è stato adottato un algoritmo di codifica video [2] scalabile e caratterizzato da bassissima complessità. L algoritmo originario, basato sulla quantizzazione vettoriale gerarchica, è stato ottimizzato sotto vari aspetti, riducendo i tempi di calcolo e migliorando le prestazioni. Si è quindi realizzato un codec che, potendo operare sia in modalità unicast che multicast, garantisce ad ogni utente l accesso in tempo reale e la massima qualità della sequenza ricevuta, in relazione alle risorse disponibili localmente. 1 Introduzione La possibilità di trasferire informazioni multimediali è una delle caratteristiche più interessanti del networking, sia dal punto di vista tecnico, dove si prefigura l'impegnativa sfida di fornire servizi avanzati e interattivi ad un gran numero d utenti, sia dal punto di vista economico, dove altrettanto chiaramente si prevede lo sviluppo di un nuovo e vasto mercato. In particolare, nell ambito della teledidattica, esistono diverse possibili applicazioni: si pensi ad esempio alle lezioni a distanza, alla videoconferenza, oppure alla possibilità di accedere da remoto, da parte di studenti o ricercatori, a strutture (laboratori, aule, ecc.) altamente complesse e costose, distribuite sul territorio nazionale. Il problema che ci si pone è allora quello di rendere disponibile un sistema software che consenta ad un insieme eterogeneo d utenti di trasmettere e ricevere sequenze multimediali in tempo reale ed in modo efficiente, cioè con la migliore qualità possibile compatibilmente con le risorse di banda e potenza di calcolo disponibili localmente. Per soddisfare questi requisiti, l'algoritmo di codifica da usare deve essere scalabile e a bassa complessità. La bassa complessità è un requisito che richiede pochi commenti: è chiaro, infatti, che per funzionare in tempo reale su macchine non particolarmente potenti, l'algoritmo deve essere computazionalmente economico. L'uso di un algoritmo scalabile (o stratificato) è un approccio comune per affrontare il problema di un insieme eterogeneo d utenti che ricevono flussi multimediali [1], [2]. Un flusso (video) codificato si dice scalabile quando è decomponibile in sottoflussi dai quali è ancora possibile decodificare la sequenza video, seppure con una qualità di riproduzione inferiore. In pratica, un flusso scalabile è costituito da un flusso base, caratterizzato da parametri di qualità minimi, e da più sottoflussi aggiuntivi, che migliorano gradualmente la qualità complessiva. Queste caratteristiche del flusso codificato possono essere sfruttate in fase di trasmissione per garantire un uso efficiente delle risorse disponibili, sia nel caso di trasmissione punto-punto (es., accesso di uno studente ad un laboratorio remoto), in cui si usa la modalità di trasmissione unicast, sia nel caso di trasmissione punto-multipunto (es., lezioni a distanza), in cui invece la tecnica di trasmissione è di tipo multicast.
2 Nei prossimi paragrafi saranno illustrate le tecniche usate per garantire la scalabilità e la bassa complessità dell algoritmo di codifica; si parlerà poi di come è stato possibile migliorare le prestazioni del codec video grazie ad un insieme di tecniche innovative; infine saranno illustrati problemi e soluzioni relativi alla trasmissione del flusso codificato sulla rete. 2 Il codificatore video In ogni algoritmo di codifica video la compressione del segnale d ingresso è ottenuta sfruttando la ridondanza spaziale e la ridondanza temporale del segnale video. Con la prima espressione s intende che le varie parti di un fotogramma sono simili tra loro. Con la seconda, ci si riferisce invece alla somiglianza tra fotogrammi consecutivi. Gli algoritmi che sfruttano questi tipi di ridondanza sono detti algoritmi di compressione spaziale e di temporale, rispettivamente. La scalabilità viene supportata in tre forme: scalabilità in frame-rate (numero di fotogrammi al secondo), in risoluzione, in qualità (valutata tramite il rapporto segnale rumore). 2.1 Tecniche di compressione spaziale: la quantizzazione vettoriale gerarchica tabellare La quantizzazione vettoriale (VQ) La VQ si può vedere come una generalizzazione dell operazione di quantizzazione dal caso scalare, in cui si tratta un campione per volta, al caso vettoriale in cui più campioni d ingresso vengono quantizzati congiuntamente. Tale operazione si può riguardare come un applicazione di R k in C={y 1,y 2,,y N }, un insieme discreto di elementi di R k, detto codebook. Nel caso del segnale video, i campioni d ingresso sono i valori di luminanza dei fotogrammi che costituiscono la sequenza, quindi i vettori sono blocchi di pixel. Il codebook è costituito da vettori campione detti codeword. In codifica, ogni vettore d ingresso x è confrontato con tutti i vettori y i del codebook, per individuare quale tra questi è più simile ad esso. A questo scopo si calcola la distanza euclidea tra x ed ognuno degli y i. L output del codificatore è l indirizzo della codeword più vicina a x. Tale indirizzo viene trasmesso al decodificatore, che accede al codebook e preleva la codeword ad esso corrispondente. La compressione viene ottenuta perché invece di trasmettere tutti i valori di luminanza del vettore vengono trasmessi soli i bit rappresentativi dell indirizzo della codeword. Descritta in questi termini, la VQ non è adatta ad un applicazione in tempo reale, visto che il calcolo della distanza di ogni vettore d ingresso da ogni codeword può essere molto oneroso La VQ tabellare gerarchica Per ridurre la complessità, nella VQ tabellare si decide a priori come ogni possibile vettore di ingresso debba essere quantizzato, e quindi si memorizza il risultato in una tabella. Al momento della codifica non sarà necessaria nessun operazione matematica, ma basterà accedere alla tabella per ottenere l indirizzo che codifica il vettore. Questa tecnica, sebbene interessante, va sicuramente affinata. Infatti, se si volessero quantizzare immagini con 256 toni di grigio, usando vettori di 8 pixel, bisognerebbe costruire una tabella con campi (circa 16 miliardi), uno per ogni possibile vettore d ingresso. Si può superare quest ostacolo computazionale grazie ad un approccio gerarchico [2], [3]. Per comprenderne in funzionamento, si consideri l esempio di figura 1. Un vettore di 8 pixel viene suddiviso in coppie, ed ognuna è codificata con la VQ tabellare, che in questo caso richiede tabelle di soli 64 kb (ogni campo corrisponde a un solo byte se si usano codebook di 256 elementi). Le uscite di queste tabelle sono raggruppate in coppie, ognuna delle quali rappresenta quindi 4 pixel dell immagine originaria. Tali coppie possono essere ulteriormente quantizzate con tabelle sempre di 64 kb. Si possono quindi usare ulteriori stadi, ognuno dei quali raddoppia il rapporto di compressione. La complessità dell algoritmo, al crescere del numero degli stadi, si riduce ad un accesso in tabella per ogni
3 campione, molto inferiore a quella della VQ convenzionale, a costo di una lieve degradazione delle prestazioni, dovuta al fatto che ogni stadio introduce rumore di quantizzazione. 2.2 Tecniche di compressione temporale: il Conditional Replenishment (CR) Questa tecnica consente una buona compressione temporale (almeno per sequenze video di tipo videoconferenza, in cui il movimento è limitato), ed ha una complessità ridotta rispetto ad algoritmi di Motion Compensation. Nel CR, ogni fotogramma della sequenza è suddiviso in blocchi di pixel, detti macroblocchi, ognuno dei quali è confrontato con quello nella stessa posizione in una frame di riferimento (normalmente, quella precedente). Se i due macroblocchi sono abbastanza simili (la loro distanza euclidea è inferiore ad una soglia prefissata), si può evitare di trasmettere quello nuovo, e si comunica al ricevitore di recuperare le informazioni relative ad esso dal fotogramma di riferimento. Questo compito è assolto dai cosiddetti bit di sincronizzazione che, per ogni macroblocco, indicano l esito del test. Se il CR fallisce, oltre ai bit di sincronizzazione, bisogna trasmettere tutti gli indirizzi che codificano il macroblocco. 2.3 La scalabilità in frame-rate La scalabilità in frame rate consiste nella possibilità di ricevere solo una frame ogni N ed essere comunque in grado di decodificare correttamente la sequenza video. Bisogna però ricordare che il CR introduce dipendenza nella codifica e nella decodifica delle frame, quindi bisogna assicurare che in ogni caso l utente sia in grado di decodificare le frame che riceve. Il problema è stato risolto usando i livelli temporali illustrati in figura 2. Sono disponibili tre livelli temporali. Un utente può decidere se ricevere solo una frame ogni quattro, una ogni due, oppure tutte, e, corrispondentemente, riceverà solo il primo livello temporale, solo i primi due, oppure tutti. Le frame sono raggruppate quattro alla volta e quindi codificate: si codificano le frame da k+1 a k+4, poi quelle da k+5 a k+8 e così via. La codifica della frame k+4 non può avvenire usando come riferimento nessuna delle frame k+1, k+2 e k+3, perché chi riceve solo il primo livello non ne dispone. Allora si usa, come riferimento per il CR, la frame k. La frame k+2 può essere codificata dopo la k+4. Allora è possibile effettuare un CR bidirezionale 1, usando come riferimenti le frame k e k+4 (ma non k+1 e k+3). Infine, le due frame del terzo livello temporale possono essere codificate per ultime, ed entrambe con il CR bidirezionale. 2.4 La scalabilità in risoluzione La scalabilità in risoluzione è ottenuta utilizzando la codifica piramidale (vedere la figura 3). L obiettivo è quello di permettere all utente di ricavare dal flusso codificato una sequenza video alla stessa risoluzione dell originale, a risoluzione più bassa oppure a risoluzione maggiore. Dato un fotogramma a risoluzione originale, la versione a bassa risoluzione si ottiene facilmente con filtraggio e sottocampionamento. I fotogrammi a bassa risoluzione vanno a costituire il livello base, che tutti gli utenti ricevono. L utente che vuole una maggiore risoluzione deve ricevere anche il livello enhancement, nel quale l immagine a risoluzione originale è codificata con una tecnica predittiva a partire dall immagine a bassa risoluzione. La predizione è ottenuta semplicemente interpolando l immagine del livello base. Come in tutti gli schemi predittivi, si trasmette l errore di predizione, cioè la differenza tra i dati predetti e quelli veri. In questo caso l errore di predizione è costituito dai dettagli che si sono persi nella fase di filtraggio e sottocampionamento, e che ovviamente non possono essere recuperati tramite l interpolazione. Infine, se in ricezione si dispone di abbondante potenza di calcolo è possibile effettuare un ulteriore passo d interpolazione, ottenendo la sequenza a risoluzione più alta di quella originale. 1 Il CR bidirezionale è una semplice estensione dell algoritmo descritto nel paragrafo 2.2: ogni macroblocco da codificare viene confrontato con due macroblocchi di riferimento, tra i quali si considera solo quello più simile.
4 2.5 La scalabilità in qualità (SNR) La scalabilità in qualità è ottenuta facendo uso di un opportuna gerarchia di codebook con struttura ad albero (TSVQ) [4]. In questo modo si rende possibile la decodifica del flusso video anche usando un numero di bit minore di 8 per codificare gli indirizzi delle codeword. Per capire come si raggiunge questo risultato, consideriamo come si codifica un vettore nella TSVQ. Si hanno n codebook, con cardinalità da 2 1 a 2 n, ognuno dei quali corrisponde ad un livello di un albero binario. I nodi dell albero sono associati alle codeword. Il vettore d ingresso è confrontato prima con i due vettori che costituiscono il codebook di cardinalità 2. In base al risultato si stabilisce il primo bit di codifica e si scende nell albero al livello successivo. A questo punto l algoritmo si ripete, confrontando il vettore d ingresso con i due vettori figli della prima codeword scelta: la codifica consiste quindi in una sequenza di decisioni binarie, che consentono di accedere a codebook di cardinalità via via maggiore, raffinando gradualmente la codifica del vettore d ingresso. In decodifica si può usare un qualsiasi prefisso dell indirizzo della codeword: maggiore il numero di bit utilizzati, migliore (in media) la qualità della sequenza decodificata. 3 L ottimizzazione del codificatore Le tecniche descritte in precedenza sono tutte ben assestate nella letteratura scientifica, e consentono di realizzare un codec video scalabile ed a bassa complessità, che garantisce delle prestazioni accettabili, tenuto conto dei forti vincoli di progetto. Queste tecniche sono state ulteriormente migliorate, usando strategie di codifica innovative, ed in particolare ricorrendo ad elaborazioni nello spazio degli indirizzi. L osservazione di partenza è che si dispone di un codebook ordinato, perché dotato di struttura ad albero, nel quale cioè le codeword con indirizzi vicini sono anche simili tra loro. Questo fenomeno permette diverse utili modifiche. Anzitutto, se consideriamo due macroblocchi già codificati, possiamo stabilire se sono simili anche senza decodificarli, ma solo osservando gli indirizzi che li rappresentano. In questo modo il test per il CR è molto più veloce, perché si opera sui dati già compressi; tuttavia, lavorando sugli indirizzi si perde sensibilità sull errore effettivamente introdotto dal CR. Gli esperimenti condotti tuttavia hanno accertato che la perdita di prestazioni è trascurabile, mentre l aumento di velocità è sostanziale. In secondo luogo, quando il codebook è ordinato, il codificatore VQ emette simboli correlati: infatti, per codificare una regione relativamente omogenea (come frequentemente accade nella codifica d immagini), saranno usate codeword simili tra loro, quindi con indirizzi vicini. La correlazione degli indici può essere usata per ottenere un ulteriore compattazione [5]. Si usa una codifica predittiva, secondo la quale l indirizzo corrente è predetto come quello precedente sulla stessa riga o sulla stessa colonna (la scelta è affidata ad un semplice algoritmo adattativo) e l errore di predizione è poi codificato con un codice di Huffman. Questa tecnica consente una rilevante riduzione del tasso (15 20%) a livello base. Vista l importanza dell ordinamento del codebook, si è cercato di migliorare le prestazioni del codec enfatizzando tale proprietà. Sono state seguite due strade: il riordino dei codebook esistenti e la generazione di nuovi codebook con algoritmi finalizzati all ordinamento. Quest ultima tecnica si è dimostrata la più efficace. I nuovi codebook sono stati generati usando l algoritmo di Kohonen [6]. L ottimizzazione è stata perseguita anche con una serie di modifiche meno strutturali (come ad esempio l uso di una metrica semplificata per il test del CR), ma comunque incisive sulle prestazioni. Alcuni risultati sono riportati nei grafici di figura 4. Rispetto al codec di riferimento, descritto nella sezione 2, il tempo di elaborazione è quasi dimezzato (da 55 a 30 ms/fotogramma su un PC Pentium III a 800 MHz) mentre il PSNR aumenta di quasi un db a tutti i bit-rate.
5 4 La trasmissione del flusso codificato Nei precedenti paragrafi è stata descritta la struttura del codec, la cui caratteristica saliente è senza dubbio l elevata scalabilità (nonché la possibilità di funzionare in tempo reale). Questa peculiarità viene ovviamente sfruttata nel sistema di trasmissione su rete. Sono stati implementati due prototipi che si differenziano per la modalità di trasmissione utilizzata, unicast (trasmissione uno ad uno) nel primo caso multicast (uno a molti) nel secondo. Il flusso codificato viene diviso in diversi layer così come mostrato dalla figura 5 (si noti che in questa figura si trascura la scalabilità in qualità). Le frecce indicano in che modo si susseguono le varie operazioni di codifica. I blocchi scuri, che rappresentano i sei layer, racchiudono al loro interno i blocchi di codifica che producono il bit-stream dei vari layer. Il modo in cui questi layer vengono inoltrati verso i client destinazione è diverso a seconda del prototipo utilizzato. 4.1 Il prototipo unicast Il prototipo unicast è in grado di sfruttare appieno la scalabilità offerta dal codec permettendo di variare il bit-rate. Come protocollo di trasporto si è scelto di utilizzare RTP su UDP. Sono state realizzate due applicazioni, un server ed un client, il primo si occupa di leggere le frame non codificate da disco, codificarle e trasmetterle sulla rete, mentre il client riceve queste frame, le decodifica e le visualizza in una finestra, riproducendo quindi la sequenza video, il tutto in tempo reale. I due host si accordano sui parametri della trasmissione (risoluzione, frame rate e qualità), e i layer corrispondenti vengono convogliati in un unico flusso destinato al ricevitore. 4.2 Il prototipo multicast Quando si utilizza il multicast sorge un ulteriore problema, che i diversi host che ricevono hanno caratteristiche diverse tra di loro. Trasmettendo il flusso codificato su un unico gruppo multicast si va incontro al problema indicato come scenario del minimo comune denominatore, se invece si dispone di un codec che produce un output suddiviso in layer è possibile aggirare il problema utilizzando la tecnica detta Multiple Multicast Group (MMG). Nel nostro lavoro si è optato per quest ultima soluzione Lo scenario del minimo comune denominatore Utilizzando un semplice sistema di codifica con tasso variabile il trasmettitore dovrebbe scegliere i parametri di codifica che producono il flusso che si adatta alle caratteristiche dell'host dalle prestazioni peggiori. In figura 6a è mostrata una situazione di questo tipo: accanto ai link in grassetto è indicata la loro capacità, le linee tratteggiate invece rappresentano il flusso prodotto dal codificatore ed il valore accanto a esse è l'ampiezza di banda occupata da questo flusso. Come si vede tutti gli host sono costretti a ricevere un flusso a 128 kbit/s, anche se la loro rete di accesso permetterebbe di sostenere tassi superiori, situazione tipicamente indicata come scenario del minimo comune denominatore Multiple Multicast Group (MMG) Abbiamo anticipato che il codificatore è dotato di tre diversi tipi di scalabilità ed è in grado di combinarli in un flusso codificato embedded; l'idea allora consiste nel suddividere questo flusso in più sottoflussi, di cui uno è indispensabile mentre gli altri contengono le informazioni di miglioramento. Associando ciascuno di questi sottoflussi ad un diverso gruppo multicast si rendono possibili situazioni nelle quali ciascun host sceglie quali gruppi sottoscrivere, indipendentemente da quelli scelti dagli altri host, e quindi sceglie a quale tasso ricevere. Lo schema ottenuto prende il nome di Multiple Multicast Group (MMG), o anche di Receiverdriven Layered Multicast (RLM) [1] in quanto la scelta è appunto effettuata dal ricevitore e non più dal trasmettitore che in questo caso trasmetterà sempre alla massima qualità possibile senza
6 nemmeno sapere cosa hanno scelto i ricevitori. In figura 6b è mostrata una situazione in cui si applica la tecnica MMG. Ogni host è libero di decidere la qualità del flusso ricevuto in modo indipendente dagli altri. In questo modo si riesce a soddisfare le richieste di host dalle caratteristiche eterogenee. Non sono state implementate particolari tecniche per la protezione degli errori, anche perché la stessa tecnica del CR mostra una certa robustezza nei confronti delle perdite di pacchetti. Entrambi i prototipi sono stati dotati di un interfaccia grafica (Fig.7) che permette di modificare in modo semplice ed intuitivo i parametri di codifica e allo stesso tempo, nell ottica di un uso anche didattico, permette di valutare in tempo reale i risultati delle scelte effettuate. 5 Conclusioni e sviluppi futuri Il codec di Chaddha e Gupta, basato sulla VQ tabellare gerarchica, permette di soddisfare molti dei requisiti della trasmissione video su reti eterogenee. In questo lavoro si sono proposte e analizzate alcune modifiche rispetto all algoritmo originale [2] che hanno permesso di ridurre i tempi di calcolo e migliorare le prestazioni di codifica. Esistono certamente altri margini di miglioramento: ad esempio è possibile effettuare per via tabellare anche campionamento ed interpolazione che, allo stato attuale, restano le operazioni più complesse. Inoltre, si pensa di sperimentare in futuro l uso della decomposizione wavelet al posto della piramide gaussiana, in quanto non ridondante e quindi, presumibilmente, più efficiente. Bibliografia [1] S. McCanne, M. Vetterli, and V. Jacobson, Low-Complexity Video Coding for Receiver-Driven Layered Multicast, IEEE Journal Select. Areas Commun., vol. 15 pp , August [2] N. Chaddha, and A. Gupta, A Frame-work for Live Multicast of Video Streams over the Internet, International Conference on Image Processing, [3] N. Chaddha, M. Vishvanath, and P. A. Chou, Hierarchical Vector Quantization of Perceptually Weighted Block Transforms, Proc. of data Compression Conference, March 1995 [4] N. Chaddha, P. A. Chou, and R. M. Gray, Constrained and recursive Hierarchical Table-Lookup Vector Quantization, Proc. of data Compression Conference, April 1996 [5] G. Poggi, Address-Predictive Vector Quantization of Images by Topology-Preserving Codebook Ordering, Euro. Trans. Telecommun., vol. 4, pp , July-August [6] T. Kohonen. Self-Organization and Associative Memory, 2 nd ed., Springer Verlaf, 1988.
7 1 livello 1 livello 1 livello 1 livello 2 livello 2 livello 3 livello Figura 1. Schema della VQ gerarchica tabellare k k+4 k+8 k+2 k+6 k+1 k+3 k+5 k+7 CR Figura 2. Livelli temporali e scalabilità in frame rate. Risoluzione Originaria Filtraggio e decimazione Livello Base Risoluzione bassa (180x144 pixel/frame) Interpolazione Interpolazione Livello Enhancement + Risoluzione intermedia (360x288 pixel/frame) Interpolazione Codificatore Decodificatore Risoluzione alta (720x576 pixel/frame) Figura 3. Codifica piramidale , ,8 26,6 26,4 26,2 Ottimizzato Iniziale , ,6 20 Codificatore di partenza CR sugli indirizzi Metrica semplficata 25, tasso - kbps Figura 4. Prestazioni del codec ottimizzato
8 Figura 5: La separazione in layer. (a) (b) Figura 6. Caso Multicast. (a) Scenario del minimo comun denominatore; (b) scenario MMG Figura 7: L'interfaccia grafica
ARCHITETTURA DI RETE FOLEGNANI ANDREA
ARCHITETTURA DI RETE FOLEGNANI ANDREA INTRODUZIONE È denominata Architettura di rete un insieme di livelli e protocolli. Le reti sono organizzate gerarchicamente in livelli, ciascuno dei quali interagisce
La Videosorveglianza Criteri per il dimensionamento dello storage
La Videosorveglianza Criteri per il dimensionamento dello storage Serie vol 1005/2010 L importanza di registrare le immagini video Il valore di un sistema di videosorveglianza non dipende solo dall abilità
Compressione del Segnale (Audio)
Compressione del Segnale (Audio) Carlo Caini e Alessandro Vanelli Coralli Argomenti della Presentazione Introduzione Perché comprimere Come comprimere Esempi di Algoritmi di compressione Codifiche predittive
Introduzione. Classificazione di Flynn... 2 Macchine a pipeline... 3 Macchine vettoriali e Array Processor... 4 Macchine MIMD... 6
Appunti di Calcolatori Elettronici Esecuzione di istruzioni in parallelo Introduzione... 1 Classificazione di Flynn... 2 Macchine a pipeline... 3 Macchine vettoriali e Array Processor... 4 Macchine MIMD...
Strutturazione logica dei dati: i file
Strutturazione logica dei dati: i file Informazioni più complesse possono essere composte a partire da informazioni elementari Esempio di una banca: supponiamo di voler mantenere all'interno di un computer
Reti di Telecomunicazione Lezione 6
Reti di Telecomunicazione Lezione 6 Marco Benini Corso di Laurea in Informatica [email protected] Lo strato di applicazione protocolli Programma della lezione Applicazioni di rete client - server
VideoStreaming su IP
VideoStreaming su IP Anno Accademico 2007/2008 Agenda Principi di video Streaming Come prevenire gli errori e come mascherarli Appendice Come si realizza la codifica/decodifca Protocollidirete Overview
Siamo così arrivati all aritmetica modulare, ma anche a individuare alcuni aspetti di come funziona l aritmetica del calcolatore come vedremo.
DALLE PESATE ALL ARITMETICA FINITA IN BASE 2 Si è trovato, partendo da un problema concreto, che con la base 2, utilizzando alcune potenze della base, operando con solo addizioni, posso ottenere tutti
Librerie digitali. Video. Gestione di video. Caratteristiche dei video. Video. Metadati associati ai video. Metadati associati ai video
Video Librerie digitali Gestione di video Ogni filmato è composto da più parti Video Audio Gestito come visto in precedenza Trascrizione del testo, identificazione di informazioni di interesse Testo Utile
Codifica video. Il video digitale. Sistemi Multimediali. Il video digitale. Il video digitale. Il video digitale.
Sistemi Multimediali Codifica video La definizione di video digitale corrisponde alla codifica numerica di un segnale video. Esso eredita numerosissimi concetti dal video analogico, e li trasporta in digitale.
Codifiche a lunghezza variabile
Sistemi Multimediali Codifiche a lunghezza variabile Marco Gribaudo [email protected], [email protected] Assegnazione del codice Come visto in precedenza, per poter memorizzare o trasmettere un
A intervalli regolari ogni router manda la sua tabella a tutti i vicini, e riceve quelle dei vicini.
Algoritmi di routing dinamici (pag.89) UdA2_L5 Nelle moderne reti si usano algoritmi dinamici, che si adattano automaticamente ai cambiamenti della rete. Questi algoritmi non sono eseguiti solo all'avvio
Concetti di base di ingegneria del software
Concetti di base di ingegneria del software [Dalle dispense del corso «Ingegneria del software» del prof. A. Furfaro (UNICAL)] Principali qualità del software Correttezza Affidabilità Robustezza Efficienza
Lezione 8: La rappresentazione dell informazione Multimediale Suoni e Video Venerdi 6 Novembre 2009
Università di Salerno Corso di FONDAMENTI DI INFORMATICA Corso di Laurea Ingegneria Meccanica & Ingegneria Gestionale Mat. Pari Docente : Ing. Secondulfo Giovanni Anno Accademico 2009-2010 Lezione 8: La
Progettaz. e sviluppo Data Base
Progettaz. e sviluppo Data Base! Progettazione Basi Dati: Metodologie e modelli!modello Entita -Relazione Progettazione Base Dati Introduzione alla Progettazione: Il ciclo di vita di un Sist. Informativo
Guida Compilazione Piani di Studio on-line
Guida Compilazione Piani di Studio on-line SIA (Sistemi Informativi d Ateneo) Visualizzazione e presentazione piani di studio ordinamento 509 e 270 Università della Calabria (Unità organizzativa complessa-
MANUALE MOODLE STUDENTI. Accesso al Materiale Didattico
MANUALE MOODLE STUDENTI Accesso al Materiale Didattico 1 INDICE 1. INTRODUZIONE ALLA PIATTAFORMA MOODLE... 3 1.1. Corso Moodle... 4 2. ACCESSO ALLA PIATTAFORMA... 7 2.1. Accesso diretto alla piattaforma...
Capitolo 13. Interrogare una base di dati
Capitolo 13 Interrogare una base di dati Il database fisico La ridondanza è una cosa molto, molto, molto brutta Non si devono mai replicare informazioni scrivendole in più posti diversi nel database Per
Informatica grafica e Multimedialità. 4 Immagini grafiche
Immagini raster e vettoriali Le immagini grafiche si distinguono in due classi differenti: immagini raster e immagini vettoriali. Le immagini raster, dette anche pittoriche o pixel-oriented, dividono l
Obiettivo Principale: Aiutare gli studenti a capire cos è la programmazione
4 LEZIONE: Programmazione su Carta a Quadretti Tempo della lezione: 45-60 Minuti. Tempo di preparazione: 10 Minuti Obiettivo Principale: Aiutare gli studenti a capire cos è la programmazione SOMMARIO:
Come si misura la memoria di un calcolatore?
Come si misura la memoria di un calcolatore? Definizione Il byte è definito come unità di misura di memoria. I multipli del byte sono: KiloByte (KB) - 1 KB = 2 10 byte = 1024 byte MegaByte (MB) - 1 MB
Introduzione all analisi dei segnali digitali.
Introduzione all analisi dei segnali digitali. Lezioni per il corso di Laboratorio di Fisica IV Isidoro Ferrante A.A. 2001/2002 1 Segnali analogici Si dice segnale la variazione di una qualsiasi grandezza
MODELLO CLIENT/SERVER. Gianluca Daino Dipartimento di Ingegneria dell Informazione Università degli Studi di Siena [email protected]
MODELLO CLIENT/SERVER Gianluca Daino Dipartimento di Ingegneria dell Informazione Università degli Studi di Siena [email protected] POSSIBILI STRUTTURE DEL SISTEMA INFORMATIVO La struttura di un sistema informativo
Appunti sulla Macchina di Turing. Macchina di Turing
Macchina di Turing Una macchina di Turing è costituita dai seguenti elementi (vedi fig. 1): a) una unità di memoria, detta memoria esterna, consistente in un nastro illimitato in entrambi i sensi e suddiviso
La memoria centrale (RAM)
La memoria centrale (RAM) Mantiene al proprio interno i dati e le istruzioni dei programmi in esecuzione Memoria ad accesso casuale Tecnologia elettronica: Veloce ma volatile e costosa Due eccezioni R.O.M.
PowerSchedo. Un sistema di supporto alla decisione nel settore dell'oil&gas. For further information: www.mbigroup.it
PowerSchedo Un sistema di supporto alla decisione nel settore dell'oil&gas For further information: Introduzione PowerSchedO è uno strumento software di supporto alle decisioni per problemi nel settore
SOFTWARE PER LA RILEVAZIONE DEI TEMPI PER CENTRI DI COSTO
SOFTWARE PER LA RILEVAZIONE DEI TEMPI PER CENTRI DI COSTO Descrizione Nell ambito della rilevazione dei costi, Solari con l ambiente Start propone Time&Cost, una applicazione che contribuisce a fornire
RIDURRE I COSTI ENERGETICI!
Otto sono le azioni indipendenti per raggiungere un unico obiettivo: RIDURRE I COSTI ENERGETICI! www.consulenzaenergetica.it 1 Controllo fatture Per gli utenti che sono o meno nel mercato libero il controllo
Macchine sequenziali
Corso di Calcolatori Elettronici I A.A. 2010-2011 Macchine sequenziali Lezione 14 Università degli Studi di Napoli Federico II Facoltà di Ingegneria Automa a Stati Finiti (ASF) E una prima astrazione di
Sommario. Definizione di informatica. Definizione di un calcolatore come esecutore. Gli algoritmi.
Algoritmi 1 Sommario Definizione di informatica. Definizione di un calcolatore come esecutore. Gli algoritmi. 2 Informatica Nome Informatica=informazione+automatica. Definizione Scienza che si occupa dell
Architettura hardware
Architettura dell elaboratore Architettura hardware la parte che si può prendere a calci Sistema composto da un numero elevato di componenti, in cui ogni componente svolge una sua funzione elaborazione
Excel. A cura di Luigi Labonia. e-mail: [email protected]
Excel A cura di Luigi Labonia e-mail: [email protected] Introduzione Un foglio elettronico è un applicazione comunemente usata per bilanci, previsioni ed altri compiti tipici del campo amministrativo
Protocollo di tracciamento e valutazione degli studenti dei corsi di italiano ICoNLingua A.A. 2013-2014
Progetto ICoNLingua Scienza senza Frontiere CsF- Italia Protocollo di tracciamento e valutazione degli studenti dei corsi di italiano ICoNLingua A.A. 2013-2014 1. Introduzione La valutazione sia in itinere
Codifica delle Informazioni
Codifica delle Informazioni Luca Bortolussi Dipartimento di Matematica e Informatica Università degli studi di Trieste Panoramica Le informazioni gestite dai sistemi di elaborazione devono essere codificate
Manuale di Aggiornamento BOLLETTINO. Rel. 5.20.1H4. DATALOG Soluzioni Integrate a 32 Bit
Manuale di Aggiornamento BOLLETTINO Rel. 5.20.1H4 DATALOG Soluzioni Integrate a 32 Bit - 2 - Manuale di Aggiornamento Sommario 1 2 PER APPLICARE L AGGIORNAMENTO... 3 1.1 Aggiornamento Patch Storica...
Lezione 28 Maggio I Parte
Lezione 28 Maggio I Parte La volta scorsa abbiamo fatto un analisi dei fenomeni di diafonia e avevamo trovato che per la diafonia vicina il valore medio del quadrato del segnale indotto dalla diafonia
COMUNICAZIONI ELETTRICHE + TRASMISSIONE NUMERICA COMPITO 13/7/2005
COMUNICAZIONI ELETTRICHE + TRASMISSIONE NUMERICA COMPITO 13/7/005 1. Gli esercizi devono essere risolti su fogli separati: uno per la prima parte del compito (esercizi 1/4), uno per la seconda parte (esercizi
QUANTIZZAZIONE diverse fasi del processo di conversione da analogico a digitale quantizzazione
QUANTIZZAZIONE Di seguito lo schema che illustra le diverse fasi del processo di conversione da analogico a digitale. Dopo aver trattato la fase di campionamento, occupiamoci ora della quantizzazione.
e-dva - eni-depth Velocity Analysis
Lo scopo dell Analisi di Velocità di Migrazione (MVA) è quello di ottenere un modello della velocità nel sottosuolo che abbia dei tempi di riflessione compatibili con quelli osservati nei dati. Ciò significa
CORSO DI CALCOLATORI ELETTRONICI I CdL Ingegneria Biomedica (A-I)
CORSO DI CALCOLATORI ELETTRONICI I CdL Ingegneria Biomedica (A-I) DIS - Università degli Studi di Napoli Federico II Codifica delle Informazioni T insieme delle informazioni da rappresentare E insieme
Classificazione delle applicazioni multimediali su rete
Universita' di Verona Dipartimento di Informatica Classificazione delle applicazioni multimediali su rete Davide Quaglia a.a. 2006/2007 1 Sommario Architettura di riferimento Classificazione per funzionalità
Informatica per la comunicazione" - lezione 8 -
Informatica per la comunicazione - lezione 8 - I multipli 1 KB (kilo) = 1000 B 1 MB (mega) = 1 mln B 1 GB (giga) = 1 mld B 1 TB (tera) = 1000 mld B Codifica binaria dei numeri Numerazione con base 10:
uadro Soluzioni software per L archiviazione elettronica dei documenti Gestione Aziendale Fa quadrato attorno alla tua azienda
Fa quadrato attorno alla tua azienda Soluzioni software per L archiviazione elettronica dei documenti Perché scegliere Q Archiviazione Elettronica dei Documenti? Tale applicativo si pone come obbiettivo
Introduzione agli Algoritmi Genetici Prof. Beatrice Lazzerini
Introduzione agli Algoritmi Genetici Prof. Beatrice Lazzerini Dipartimento di Ingegneria della Informazione Via Diotisalvi, 2 56122 PISA ALGORITMI GENETICI (GA) Sono usati per risolvere problemi di ricerca
Automazione Industriale (scheduling+mms) scheduling+mms. [email protected]
Automazione Industriale (scheduling+mms) scheduling+mms [email protected] Introduzione Sistemi e Modelli Lo studio e l analisi di sistemi tramite una rappresentazione astratta o una sua formalizzazione
SISTEMI INFORMATIVI AVANZATI -2010/2011 1. Introduzione
SISTEMI INFORMATIVI AVANZATI -2010/2011 1 Introduzione In queste dispense, dopo aver riportato una sintesi del concetto di Dipendenza Funzionale e di Normalizzazione estratti dal libro Progetto di Basi
Capitolo V : Il colore nelle immagini digitali
Capitolo V : Il colore nelle immagini digitali Lavorare con il colore nelle immagini digitali L uso dei colori nella visione computerizzata e nella computer grafica implica l incorrere in determinate problematiche
Le fattispecie di riuso
Le fattispecie di riuso Indice 1. PREMESSA...3 2. RIUSO IN CESSIONE SEMPLICE...4 3. RIUSO CON GESTIONE A CARICO DEL CEDENTE...5 4. RIUSO IN FACILITY MANAGEMENT...6 5. RIUSO IN ASP...7 1. Premessa Poiché
Application note. CalBatt NomoStor per i sistemi di accumulo di energia
1. Panoramica Application note CalBatt NomoStor per i sistemi di accumulo di energia Gli Energy Management Systems () sono dispositivi atti al controllo dei flussi di energia dalle sorgenti di produzione
Dispensa di Informatica I.1
IL COMPUTER: CONCETTI GENERALI Il Computer (o elaboratore) è un insieme di dispositivi di diversa natura in grado di acquisire dall'esterno dati e algoritmi e produrre in uscita i risultati dell'elaborazione.
Dispositivi di rete. Ripetitori. Hub
Ripetitori Dispositivi di rete I ripetitori aumentano la distanza che può essere ragginta dai dispositivi Ethernet per trasmettere dati l'uno rispetto all'altro. Le distanze coperte dai cavi sono limitate
Il database management system Access
Il database management system Access Corso di autoistruzione http://www.manualipc.it/manuali/ corso/manuali.php? idcap=00&idman=17&size=12&sid= INTRODUZIONE Il concetto di base di dati, database o archivio
Creare una Rete Locale Lezione n. 1
Le Reti Locali Introduzione Le Reti Locali indicate anche come LAN (Local Area Network), sono il punto d appoggio su cui si fonda la collaborazione nel lavoro in qualunque realtà, sia essa un azienda,
Ufficio Scolastico Regionale per l Abruzzo. Rapporto dal Questionari Studenti
Rapporto dal Questionari Studenti SCUOLA xxxxxxxxx Anno Scolastico 2014/15 Le Aree Indagate Il questionario studenti ha lo scopo di indagare alcuni aspetti considerati rilevanti per assicurare il benessere
GUIDA ALLA PROMOZIONE SUL SITO
GUIDA ALLA PROMOZIONE SUL SITO Introduzione L attività di promozione è un momento molto importante per la crescita dell organismo. Specialmente nella fase iniziale, dove maggiore è il peso della concorrenza,
Informatica 3. Informatica 3. LEZIONE 10: Introduzione agli algoritmi e alle strutture dati. Lezione 10 - Modulo 1. Importanza delle strutture dati
Informatica 3 Informatica 3 LEZIONE 10: Introduzione agli algoritmi e alle strutture dati Modulo 1: Perchè studiare algoritmi e strutture dati Modulo 2: Definizioni di base Lezione 10 - Modulo 1 Perchè
Reti di Telecomunicazioni Mobile IP Mobile IP Internet Internet Protocol header IPv4 router host indirizzi IP, DNS URL indirizzo di rete
IP Analizziamo con sufficiente dettaglio il sistema denominato IP, usato per consentire a due computer mobili di spostarsi liberamente in altre reti pur mantenendo lo stesso indirizzo IP. In particolare,
Documentazione illustrativa
Documentazione illustrativa 1. INTRODUZIONE... 3 2. DESCRIZIONE SOMMARIA DEL SOFTWARE... 3 2.1 L aiuto fornito dalle tabelle... 3 2.2 Gestione dei manifesti di arrivo e di partenza... 4 2.3 Stampa del
I MODULI Q.A.T. PANORAMICA. La soluzione modulare di gestione del Sistema Qualità Aziendale
La soluzione modulare di gestione del Sistema Qualità Aziendale I MODULI Q.A.T. - Gestione clienti / fornitori - Gestione strumenti di misura - Gestione verifiche ispettive - Gestione documentazione del
Lezione 1. Introduzione e Modellazione Concettuale
Lezione 1 Introduzione e Modellazione Concettuale 1 Tipi di Database ed Applicazioni Database Numerici e Testuali Database Multimediali Geographic Information Systems (GIS) Data Warehouses Real-time and
ATTIVITÀ DI STAGE PRESSO STMICROELECTRONICS
ATTIVITÀ DI STAGE PRESSO STMICROELECTRONICS Argomento: Durata: Titolo: Scalable Video Coding 6 mesi Studio e sviluppo di un algoritmo di Constant Bit-Rate Control per la codifica video scalabile secondo
Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore
Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore 13.1: Introduzione L analisi dei due capitoli precedenti ha fornito tutti i concetti necessari per affrontare l argomento di questo capitolo:
Tecniche di Prototipazione. Introduzione
Tecniche di Prototipazione Introduzione Con il termine prototipo si intende il primo esempio di un prodotto che deve essere sviluppato e che consente di poter effettuare considerazioni preliminari prima
TECNICHE DI SIMULAZIONE
TECNICHE DI SIMULAZIONE INTRODUZIONE Francesca Mazzia Dipartimento di Matematica Università di Bari a.a. 2004/2005 TECNICHE DI SIMULAZIONE p. 1 Introduzione alla simulazione Una simulazione è l imitazione
LA TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI QUARTA PARTE 1
LA TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI QUARTA PARTE 1 I CODICI 1 IL CODICE BCD 1 Somma in BCD 2 Sottrazione BCD 5 IL CODICE ECCESSO 3 20 La trasmissione delle informazioni Quarta Parte I codici Il codice BCD
Prova di Esame - Rete Internet (ing. Giovanni Neglia) Lunedì 24 Gennaio 2005, ore 15.00
Prova di Esame - Rete Internet (ing. Giovanni Neglia) Lunedì 24 Gennaio 200, ore 1.00 NB: alcune domande hanno risposta multipla: si richiede di identificare TUTTE le risposte corrette. Cognome: Nome:
Dimensione di uno Spazio vettoriale
Capitolo 4 Dimensione di uno Spazio vettoriale 4.1 Introduzione Dedichiamo questo capitolo ad un concetto fondamentale in algebra lineare: la dimensione di uno spazio vettoriale. Daremo una definizione
Elementi di teoria dei segnali /b
Elementi di teoria dei segnali /b VERSIONE 29.4.01 Filtri e larghezza di banda dei canali Digitalizzazione e teorema del campionamento Capacità di canale e larghezza di banda Multiplexing e modulazioni
Parole e espressioni del testo
Unità 7 Istruzione e scuola In questa unità imparerai: a leggere un testo informativo sull iscrizione online nelle scuole italiane nuove parole ed espressioni l uso dei periodo ipotetico della realtà come
Un ripasso di aritmetica: Rappresentazione binaria - operazioni. riporti
Un ripasso di aritmetica: Rappresentazione binaria - operazioni A queste rappresentazioni si possono applicare le operazioni aritmetiche: riporti 1 1 0 + 1 0 = 1 0 0 24 Un ripasso di aritmetica: Rappresentazione
Algoritmi e strutture dati. Codici di Huffman
Algoritmi e strutture dati Codici di Huffman Memorizzazione dei dati Quando un file viene memorizzato, esso va memorizzato in qualche formato binario Modo più semplice: memorizzare il codice ASCII per
MAPPE DI KARNAUGH. Nei capitoli precedenti si è visto che è possibile associare un circuito elettronico o elettrico ad una funzione logica.
MAPPE DI KARNAUGH 1. Generalità Nei capitoli precedenti si è visto che è possibile associare un circuito elettronico o elettrico ad una funzione logica. E ovvio che più semplice è la funzione e più semplice
Volume GESTFLORA. Gestione aziende agricole e floricole. Guidaall uso del software
Volume GESTFLORA Gestione aziende agricole e floricole Guidaall uso del software GESTIONE AZIENDE AGRICOLE E FLORICOLE Guida all uso del software GestFlora Ver. 2.00 Inter-Ware Srl Viadegli Innocenti,
IL SISTEMA INFORMATIVO
IL SISTEMA INFORMATIVO In un organizzazione l informazione è una risorsa importante al pari di altri tipi di risorse: umane, materiali, finanziarie, (con il termine organizzazione intendiamo un insieme
NAS 259 Proteggere i dati con la sincronizzazione remota (Rsync)
NAS 259 Proteggere i dati con la sincronizzazione remota (Rsync) Creare ed eseguire un processo di backup Rsync A S U S T O R C O L L E G E OBIETTIVI DEL CORSO Al termine di questo corso si dovrebbe essere
Guida Software GestioneSpiaggia.it
Caratteristiche Guida Software GestioneSpiaggia.it 1. Gestione prenotazioni articoli (ombrellone, cabina, ecc ) ed attrezzature (sdraio, lettino ecc ) 2. Visualizzazione grafica degli affitti sia giornaliera
La piattaforma di lettura targhe intelligente ed innovativa in grado di offrire servizi completi e personalizzati
La piattaforma di lettura targhe intelligente ed innovativa in grado di offrire servizi completi e personalizzati Affidabilità nel servizio precisione negli strumenti Chanda LPR Chanda LPR è una piattaforma
Reti di Telecomunicazione Lezione 8
Reti di Telecomunicazione Lezione 8 Marco Benini Corso di Laurea in Informatica [email protected] Livello di trasporto Programma della lezione relazione tra lo strato di trasporto e lo strato
C M A P M IONAM A E M NT N O
IMMAGINE DIGITALE Nelle immagini digitali, il contenuto fotografico (radiometria) viene registrato sotto forma di numeri. Si giunge a tale rappresentazione (RASTER) suddividendo l immagine fotografica
Magazzino Virtuale Clienti
Magazzino Virtuale Clienti Servizio RICAMBI STORICI Manuale Utente Marzo 2009 RICAMBI STORICI MANUALE UTENTE 2 Sommario 1. INTRODUZIONE... 3 2. ACCESSO ALLA SEZIONE GESTIONE VENDITE DI RICAMBI STORICI...
Università di Roma Tor Vergata Corso di Laurea triennale in Informatica Sistemi operativi e reti A.A. 2014-15. Pietro Frasca. Parte II Lezione 5
Università di Roma Tor Vergata Corso di Laurea triennale in Informatica Sistemi operativi e reti A.A. 2014-15 Parte II Lezione 5 Giovedì 19-03-2015 1 Intensità del traffico e perdita dei pacchetti La componente
La progettazione centrata sull utente nei bandi di gara
Progetto PerformancePA Ambito A - Linea 1 - Una rete per la riforma della PA La progettazione centrata sull utente nei bandi di gara Autore: Maurizio Boscarol Creatore: Formez PA, Progetto Performance
2) Codici univocamente decifrabili e codici a prefisso.
Argomenti della Lezione ) Codici di sorgente 2) Codici univocamente decifrabili e codici a prefisso. 3) Disuguaglianza di Kraft 4) Primo Teorema di Shannon 5) Codifica di Huffman Codifica di sorgente Il
Stefania Marrara - Esercitazioni di Tecnologie dei Sistemi Informativi. Integrazione di dati di sorgenti diverse
Politecnico di Milano View integration 1 Integrazione di dati di sorgenti diverse Al giorno d oggi d la mole di informazioni che viene gestita in molti contesti applicativi è enorme. In alcuni casi le
Base di dati e sistemi informativi
Base di dati e sistemi informativi Una base di dati è un insieme organizzato di dati opportunamente strutturato per lo svolgimento di determinate attività La base di dati è un elemento fondamentale per
Fasi di creazione di un programma
Fasi di creazione di un programma 1. Studio Preliminare 2. Analisi del Sistema 6. Manutenzione e Test 3. Progettazione 5. Implementazione 4. Sviluppo 41 Sviluppo di programmi Per la costruzione di un programma
connessioni tra i singoli elementi Hanno caratteristiche diverse e sono presentati con modalità diverse Tali relazioni vengono rappresentate QUINDI
Documenti su Internet LINGUAGGI DI MARKUP Internet permette (tra l altro) di accedere a documenti remoti In generale, i documenti acceduti via Internet sono multimediali, cioè che possono essere riprodotti
Mon Ami 3000 Multimagazzino Gestione di più magazzini fisici e/o logici
Prerequisiti Mon Ami 3000 Multimagazzino Gestione di più magazzini fisici e/o logici L opzione Multimagazzino è disponibile per le versioni Azienda Light e Azienda Pro. Introduzione L opzione Multimagazzino
ELETTRONICA DIGITALE
ELETTRONICA DIGITALE Ebbe praticamente inizio nel 1946 con il calcolatore elettronico chiamato ENIAC, realizzato con 18.000 valvole termoioniche, occupava 180 mq e consumava 200 kw. Ma l'idea che sta alla
Architettura dei computer
Architettura dei computer In un computer possiamo distinguere quattro unità funzionali: il processore (CPU) la memoria principale (RAM) la memoria secondaria i dispositivi di input/output Il processore
V= R*I. LEGGE DI OHM Dopo aver illustrato le principali grandezze elettriche è necessario analizzare i legami che vi sono tra di loro.
LEGGE DI OHM Dopo aver illustrato le principali grandezze elettriche è necessario analizzare i legami che vi sono tra di loro. PREMESSA: Anche intuitivamente dovrebbe a questo punto essere ormai chiaro
II.f. Altre attività sull euro
Altre attività sull euro II.f È consigliabile costruire modelli in carta o cartoncino di monete e banconote, e farli usare ai bambini in varie attività di classe fin dal primo o al più dal secondo anno.
Analisi e diagramma di Pareto
Analisi e diagramma di Pareto L'analisi di Pareto è una metodologia statistica utilizzata per individuare i problemi più rilevanti nella situazione in esame e quindi le priorità di intervento. L'obiettivo
Colorare coi numeri La rappresentazione delle immagini
Attività 2 Colorare coi numeri La rappresentazione delle immagini Sommario I computer memorizzano i disegni, le fotografie e le altre figure usando solo numeri. Questa attività mostra come fanno. Competenze
