Breve storia dell agricoltura

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1 Breve storia dell agricoltura 1800 agricoltura mista 1920 sintesi dell ammoniaca 1924 Rudolf Steiner in Germania tiene 12 lezioni sull agricoltura biodinamica Sir Albert Howard e le piantagioni in India 1932 Hansi Muller in Svizzera fonda una scuola di specializzazione in agricoltura biologica 1948 Fondazione di Soil Association e pubblicazione di The living soil Eve Balfour 1950 prodotti chimici per l agricoltura 1962 Primavera silenziosa di Rachel Carson 1969 nasce l Associazione Suolo e Salute 1970 agricoltura chimica 1990 agricoltura biologica

2 Un ecosistemaè una porzione di biosfera delimitata naturalmente. Ogni ecosistema è costituito da una comunità (detta anche biocenosi) (componente biotica) e dall'ambiente fisico circostante, il geotopo (componente abiotica), con il quale si vengono a creare delle interazioni reciproche in equilibrio dinamico. Ecosistema

3 Agro-ecosistema E una struttura ecologica creata dall uomo dove si sviluppa una specie che fornisce una produzione. Tutte le altre specie vegetali e animali che vivono nel sistema sono considerate nemiche e pertanto combattute con pratiche sia di tipo agronomico che di tipo chimico. Non è possibile la sopravvivenza dell agro-ecosistema senza l intervento dell UOMO!!

4 Biodiversità

5 Agroecosistema Interventi dell uomo -UTILI per produzione -DISASTROSI perché comportano squilibri e instabilità dell ecosistema naturale

6 Agricoltura biologica Obiettivo Mantenimento della complessità dell'ecosistema agricolo attraverso il rispetto di principi fondamentali.

7 Agricoltura biologica Metodo di coltivazione e di allevamento certificato che ammette solo l'impiego di sostanze chimiche naturali, presenti cioè in natura, escludendo l'utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi) e di OGM.

8 Principi dell AB la progettazione e la gestione appropriate dei processi biologici fondate su sistemi ecologici che impiegano risorse naturali interne ai sistemi stessi con metodi che: utilizzano organismi viventi e metodi di produzione meccanici; praticano la coltura di vegetali legate alla terra; escludono l uso di OGM e dei prodotti derivati o ottenuti da OGM; si basano su valutazione del rischio e, se del caso, si avvalgono di misure precauzione e di prevenzione; la limitazione dell uso di fattori di produzione esterni. Qualora fattori di produzione esterni siano necessari ovvero non esistano le pratiche e i metodi di gestione appropriati di cui alla lettera a), essi si limitano a: fattori di produzione provenienti da produzione biologica; sostanze naturali o derivate da sostanze naturali; concimi minerali a bassa solubilità;

9 Principi dell AB ove necessario l adattamento, nel quadro del presente regolamento, delle norme che disciplinano la produzione biologica per tener conto delle condizioni sanitarie, delle diversità climatiche regionali e delle condizioni locali, dei vari stadi di sviluppo e delle particolari pratiche zootecniche. mantenere e potenziare la vita e la fertilità naturale del suolo, la salute del suolo e la sua biodiversità, prevenire e combattere la compattazione e l erosione del suolo, e nutrire le piante soprattutto attraverso l ecosistema del suolo; ridurre al minimo l impiego di risorse non rinnovabili e di fattori di produzione di origine esterna; riciclare i rifiuti e i sottoprodotti di origine vegetale e animale come fattori di produzione perle colture; tener conto dell equilibrio ecologico locale o regionale quando si operano scelte produttive; tutelare la salute delle piante mediante misure profilattiche, quali scelta di specie appropriate e di varietà resistenti ai parassiti e alle malattie vegetali, appropriate rotazioni delle colture, metodi meccanici e fisici e protezione dei nemici naturali dei parassiti.

10 Obbiettivi a) stabilire un sistema di gestione sostenibile per l agricoltura che: rispetti i sistemi e i cicli naturali e mantenga e migliori la salute dei suoli, delle acque, delle piante e l equilibrio tra di essi; contribuisca a un alto livello di diversità biologica; assicuri un impiego responsabile dell energia e delle risorse naturali come l acqua, il suolo, la materia organica e l aria; b) mirare a ottenere prodotti di alta qualità; c) mirare a produrre un ampia varietà di prodotti agricoli che rispondano alla domanda dei consumatori di prodotti ottenuti con procedimenti che non danneggiano l ambiente, la salute umana, la salute dei vegetali o la salute e il benessere degli animali.

11 L ambiente e il territorio Valutazione dei confini Diversificazione dell agroecosistema

12 Produzioni miste Azienda bio/convenzionale Separazione Varietà diverse e facilmente distinguibili SPG -L intera azienda agricola è gestita secondo le norme di produzione biologica

13 Periodo di conversione Le norme di produzione biologica devono essere state applicate per almeno 2 anni prima della semina o, nel caso di pascoli o prati permanenti, per almeno 2 anni prima della loro utilizzazione come foraggio biologico. Per le colture perenni diverse dai foraggi, le norme di produzione biologica devono essere applicate per almeno 3 anni prima del primo raccolto di prodotti biologici.

14 Programmazione agricola Piano delle misure concrete e precauzionali PRP PAPV PAPZ PAPT Piano di Gestione Aziendale

15 Rotazioni No monosuccessione PRP L operatore mantiene un adeguata copertura vegetale del terreno (vegetazione spontanea, colture intercalari o colture di copertura)

16 Decreto Ministeriale / n La medesima specie puo essere coltivata sulla stessa superficie solo dopo l'avvicendarsi di almeno due cicli colturali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa o a coltura da sovescio

17 Decreto Ministeriale / n.18354

18 Rotazioni E consentito il ritorno sullo stesso terreno della medesima coltura di leguminosaanche dopo lo svolgimento di un solo ciclo colturale con altra specie purché: le colture che succedono alla leguminosa siano coltivate quali colture principali, quindi non in coltivazione intercalare; nell arco dell intero avvicendamento colturale poliennale, oltre il 50% della Saudegli appezzamenti interessati deve essere dedicata alla coltivazione di leguminose; tali appezzamenti devono ricadere in aree svantaggiate, collinari o di montagna per come classificate dalle competenti autorità regionali il complesso della rotazione poliennale deve prevedere la coltivazione di almeno tre specie vegetali differenti.

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20 Lavorazioni L operatore esegue lavorazioni profonde, con rovesciamento del terreno, oltre i 30 cm? Le lavorazioni sono minime Attrezzature a basso impatto ambientale

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24 Sementi e materiale propagativo No OGM Deroga Ex ENSE materiale non trattato

25 Sementi e materiale propagativo SPG - Devono essere usate sementi e materiali di propagazione ottenuti con metodo biologico o da aziende del circuito SPG in equivalenza. E permesso, per le sole varietà di conservazione (vecchie varietà locali, non registrate presso l ENSE), lo scambio di semente tra produttori, anche non biologici, a patto che le sementi stesse non siano state conciate. Per la produzione di piantine da trapianto, sono utilizzati soltanto sementi e materiali di moltiplicazione vegetativa prodotti biologicamente o del circuito SPG in equivalenza. A questo scopo, la pianta madre da cui provengono le sementi e la pianta genitrice da cui proviene il materiale di moltiplicazione vegetativa sono prodotte secondo le norme stabilite nel presente regolamento per almeno una generazione o, nel caso di colture perenni, per due cicli vegetativi;

26 Fertilità del terreno La produzione biologica vegetale si basa sul principio che le piante debbano essere essenzialmente nutrite attraverso l'ecosistema del suolo.

27 Fertilità del terreno Analisi del terreno Riporto a fertilità non basta 170 kg/ha anno (Tale limite si applica a: letame; letame essiccato e pollina; effluenti di allevamenti compostati, inclusa la pollina; letame compostato ed effluenti di allevamento liquidi) All.1 Reg. CE 889/08 E consentito l uso di preparati biodinamici; Non è consentito l uso di concimi minerali azotati;

28 Tecniche colturali Le cure colturali rispettano le caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche del terreno e conservano o esaltano la fertilità naturale Per le operazioni meccaniche, incluse le irrorazioni, l operatore utilizza macchinari dedicati esclusivamente alla produzione biologica? L operatore verifica l efficacia delle misure di pulizia dei macchinari Il materiale plastico utilizzato per la pacciamatura è riciclabile?

29 Difesa fitosanitaria PREVENZIONE -L operatore garantisce la difesa dai parassiti e dalle malattie mediante adeguati interventi agronomici (scelta di specie e varietà adeguate, rotazioni appropriate, lavorazioni meccaniche del terreno, tecniche di potatura, protezione dei nemici naturali, processi termici, ecc.), in modo da limitare le popolazioni di parassiti e la loro dannosità e/o facilita una diversificazione dell ecosistema (ad es. siepi, superfici inerbite, posti per nidificare, diffusione di predatori etc.), in cui possano trovare rifugio i nemici naturali dei parassiti.

30 Difesa fitosanitaria la prevenzione dei danni provocati da parassiti, malattie e infestanti è ottenuta principalmente attraverso la protezione dei nemici naturali, la scelta delle specie e delle varietà, la rotazione delle colture, e le tecniche colturali All. 2 Reg CE 889/08 Cu 6kg/ha anno (deroga per le perenni 30kg/ha 5anni)

31 Diserbo Nessun diserbante ammesso L operatore garantisce il controllo delle piante infestanti mediante adeguati interventi agronomici (rotazioni appropriate, lavorazioni meccaniche o manuali del terreno, false semine, pacciamatura, pirodiserbo, solarizzazione, ecc.)

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