Tipi orticoltura e sistemi colturali
|
|
|
- Cecilia Orsini
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Tipi orticoltura e sistemi colturali Giuseppe Colla Dip. DAFNE [email protected] Tipologie di orticoltura Orti famigliari ( m 2 ) Autoconsumo Orti stabili ( m 2 ) Mercati nazionali o esteri Orticoltura specializzata (aziende medio-piccole 1-10 ha) In coltura protetta In piena aria Orticoltura non specializzata (aziende medio-grandi) Avvicendamenti con colture cerealicole e foraggere 1
2 Orti urbani Orto famigliare ( m 2 ) L orto famigliare è tipico della tradizionale economia contadina basata anche sullo scambio di merci tra famiglie si trova in prossimità delle abitazioni, vocato alla produzione di ortaggi (specie quelli a lunga conservazione) in armonia con la stagione e non forzato alla produzione di primizie ma frammisto a piante aromatiche, alberi da frutto e fiori recisi. Il prodotto è destinato prevalentemente all autoconsumo. Un numero crescente di amministrazioni comunali soprattutto nel Nord e Centro Italia mette a disposizione dei cittadini lotti per orti con finalità sociali (autoconsumo e scopo ricreativo). Orti stabili ( m 2 ) A conduzione famigliare i cui prodotti sono destinati prevalentemente al mercato locale Finalità dell orto urbano 1) Alimentare (piccolo contributo all economia famigliare) 2) Erboristico-farmaceutico (erbe aromatiche e salutistiche) 3) Estetico-filosofico (giardini ornamentali e meditativi come fonte di energia riequilibrante) 4) Psico-terapeutiche: per psico-labili, anziani e carcerati 5) Didattico-educative: conoscenza delle colture, apprendimento delle tecniche agronomiche, osservazioni della natura, comprensione dei cicli biologici in relazione alle stagioni, rispetto per l ambiente 6) Scientifiche (salvaguardia delle biodiversità) 7) Valorizzazione delle varietà autoctone e tipicizzazione dei prodotti di nicchia 2
3 Aspetti di un regolamento per l assegnazione di orti urbani Provincia di Bolzano 3
4 Orto didattico 4
5 5
6 Aspetti progettuali e gestionali di un orto urbano 1) Dimensioni tali da assicurare il massimo risultato nel minimo spazio ( m 2 ) 2) Schema di organizzazione delle piante con esposizione tale da evitare l ombreggiamento 3) Disponibilità idrica e sistemi irrigui automatici a microportata per limitare il consumo d acqua 4) Conoscenza delle caratteristiche chimico-fisiche del terreno 5) Scelta delle colture e delle cultivar 6) Pianificazione dei cicli colturali nel tempo e nello spazio (rotazioni) 7) Tecnica di impianto (semina diretta, trapianto, consociazioni) 8) Sistema di allevamento (privilegiando l allevamento in verticale) 9) Impostazione di sistemi vegetali (es. siepi) per favorire la formazione di microambienti atti all insediamento di insetti pronubi e organismi utili per il controllo delle avversità biotiche e abiotiche 10) Controllo avversità biotiche (privilegiando sistemi di lotta biologica) 11) Recupero e valorizzazione delle biomasse vegetali (es. compostaggio) 6
7 Orticoltura non specializzata Ortive in avvicendamento con colture erbacee e foraggere sia come colture principali che intercalari La produzione è indirizzata sia all industria che al mercato fresco 7
8 Orticoltura specializzata In aree molto vocate per l orticoltura lungo le pianure costiere del Nord e del Sud Italia comprese le isole e le aree urbane e periurbane (orti stabili) Si coltivano solo ortive in piani colturali con 2-3 specie per anno spesso ci si avvale di mezzi di protezione per rendere più sicure le produzioni, anticipare e prolungare l offerta Sistema colturale Il sistema colturale è definito dall insieme dei mezzi di produzione (concimi, agrofarmaci e sementi), delle tecniche colturali (concimazione, irrigazione e diserbo) e di difesa antiparassitaria adottati per conseguire precisi obiettivi produttivi Orticoltura convenzionale Orticoltura integrata Orticoltura biologica Orticoltura sostenibile 8
9 Orticoltura sostenibile Requisiti indicati dall OCSE - produrre reddito per l agricoltore - garantire produzioni di elevata sicurezza e qualità alimentare - assicurare una durata indefinita delle risorse ambientali e della produttività del suolo Orticoltura convenzionale Si caratterizza per la produzione ortaggi per il mercato italiano o estero o industria secondo gli standard commerciali correnti Non esistono disciplinari e l impiego di agrofarmaci presenta solo le limitazioni di legge 9
10 Orticoltura integrata Modello di agricoltura sostenibile più incentivato a livello europeo (Reg. CEE 2078 del 1992, direttiva CEE 91/676) per garantire maggiori livelli di qualità e sicurezza alimentare e tutela dell ambiente. Le coltivazioni devono rispettare disciplinari di produzione integrata elaborati dalle diverse Regioni Punti principali dei disciplinari - Rinuncia alla monocoltura e adozione di rotazioni lunghe con utilizzo di colture differenziate per esigenze nutrizionali e suscettibilità ai patogeni e parassiti - Impiego di semente certificata e cultivar resistenti a malattie - Corretta gestione della fertilizzazione attraverso la redazione di piani di concimazione - Difesa antiparassitaria integrata con registrazione dei trattamenti effettuati - Rinuncia all impiego di fitoregolatori Sono previsti controlli da parte degli Ispettorati Regionali sul rispetto del disciplinare e l accesso a un marchio di qualità che garantisce l origine del prodotto 10
11 Orticoltura biologica Si è sviluppata in Italia dal 1980 ed è regolamentata dal Reg. UE n. 834/2007 Si caratterizza per: - bando dei prodotti chimici di sintesi - mantenimento della fertilità del terreno con l impiego di concimi organici naturali, compost, sovesci, sali minerali naturali - adozione di rotazioni o avvicendamenti lunghi e di sovesci autunno-vernini - bando diserbanti chimici e utilizzo di pirodiserbo, diserbo meccanico e pacciamatura biodegradabile - lotta ai parassiti animali e vegetali con impiego funghi antagonisti, predatori, prodotti naturali, repellenti naturali e trappole - riduzione densità di impianto -utilizzo semi e piantine certificate biologiche -impiego cultivar resistenti (no OGM) -predisposizione di barriere frangivento e siepi che fungono da rifugio per insetti utili -utilizzo di un registro di campagna in cui annotare tutte le operazioni colturali 11
12 12
Il regolamento europeo prevede alcune regole principali per la coltivazione dei prodotti biologici:
La normativa [ ] L A NORMAT I VA L N LA LEGGE CHE REGOLA IL SETTORE Il diffondersi dell agricoltura biologica e l incremento dei consumi di prodotti biologici ha fatto sì che anche le Istituzioni europee
Convegno MANI NELLA TERRA, CERVELLI IN AZIONE 26 novembre Progetto ERSAF/ Regione Lombardia Orti a scuola
Convegno MANI NELLA TERRA, CERVELLI IN AZIONE 26 novembre 2015 Progetto ERSAF/ Regione Lombardia Orti a scuola a cura di Pio Rossi Scuola Agraria del Parco di Monza L ORTO SECONDO NATURA Una proposta per
IL SERVIZIO AGROMETEOROLOGICO DELL ASSAM A SUPPORTO DELLE SCELTE AZIENDALI
IL SERVIZIO AGROMETEOROLOGICO DELL ASSAM A SUPPORTO DELLE SCELTE AZIENDALI SEMINARIO: RISCHIO MICOTOSSINE NELLA FILIERA CEREALICOLA MARCHIGIANA Osimo (AN) 12 aprile 2013 Dott. Agr.. Angela Sanchioni Centro
orticoltura take-away
presenta orticoltura Dispense della lezione 23 maggio 2015 - Orti al Centro 2 L orto biologico, biodinamico e sinergico AGRICOLTURA BIOLOGICA Il termine agricoltura biologica indica un metodo di coltivazione
AGRICULTURA. Il mondo vegetale alimenta l uomo. l arte alimenta l uomo
NUTRImentum l arte alimenta l uomo 23 aprile 2013 Marco Fabbri Presidente Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano AGRICULTURA Il mondo vegetale alimenta l uomo La pianta, un sistema
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > Rucola pieno campo
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > Rucola pieno campo CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e
SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
FINOCCHIO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
Visite presso aziende agrarie per prendere visione delle varie tecniche agronomiche e sistematorie
Elementi di base Agronomia generale Simone Orlandini Dipartimento di Scienze delle Produzioni vegetali, del Suolo e dell Ambiente Agroforestale tel. 0553288257 email: [email protected] Francesca
Corso di orticoltura. Docente Dr. Luigi Ledda
Corso di orticoltura Docente Dr. Luigi Ledda PARTE GENERALE Programma di orticoltura Tecniche di conservazione dei prodotti orticoli Aziende orticole e piani colturali Condizioni climatiche e produzione
Regione Emilia-Romagna -Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > COLZA
Regione Emilia-Romagna -Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > COLZA CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2017 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > CETRIOLO
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2017 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > CETRIOLO CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
La Regione Piemonte per la riduzione dell uso dei prodotti fitosanitari
La Regione Piemonte per la riduzione dell uso dei prodotti fitosanitari Giancarlo Bourlot Assessorato Agricoltura Settore Fitosanitario Laboratorio Agrochimico Terminologia Un minimo di chiarezza per i
La tecnica di coltivazione dell ASPARAGO in Italia. Marco_09
La tecnica di coltivazione dell ASPARAGO in Italia 1 1 La tecnica di coltivazione dell asparago L Asparago destinato alla produzione di turioni per il mercato fresco è l Asparagus Officinalis Appartiene
VALUTAZIONE DELLA DIDATTICA A.A. 2011/12 D.D. 10 giugno 2008 n.61 - Requisiti di trasparenza. Facoltà di Agraria
VALUTAZIONE DELLA DIDATTICA A.A. 2011/12 D.D. 10 giugno 2008 n.61 - Requisiti di trasparenza VERDE ORNAMENTALE E PAESAGGIO (Classe L 25) BOTANICA GENERALE 8,4 8 IRRIGAZIONE E DRENAGGIO 8,2 7 DIFESA DELLE
Breve storia dell agricoltura
Breve storia dell agricoltura 1800 agricoltura mista 1920 sintesi dell ammoniaca 1924 Rudolf Steiner in Germania tiene 12 lezioni sull agricoltura biodinamica 1925-30 Sir Albert Howard e le piantagioni
INDICE GENERALE PDF. Copertina (home) Introduzione. Premessa (INIPA/AGER) 1 Cos è l agricoltura biologica
home >> indice generale PDF INDICE GENERALE PDF Copertina (home) Introduzione Premessa (INIPA/AGER) 1 Cos è l agricoltura biologica 1.1 origini ed evoluzioni dell A.B. 1.2 Cenni storici 1.3 Rudolf Steiner
BASILICO, PREZZEMOLO E RUCOLA
BASILICO, PREZZEMOLO E RUCOLA Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee >PISELLO PROTEICO
CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità Mantenimento dell'agroecosistema naturale Scelta varietale e materiale di moltiplicazione Sistemazione e preparazione
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > BIETOLA DA COSTE e DA FOGLIE
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > BIETOLA DA COSTE e DA FOGLIE CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione
Cenni di orticoltura biologica
Cenni di orticoltura biologica Coltivare: effettuare tutti i lavori necessari perché le piante diano buon frutto La coltivazione può avvenire in pieno campo, oppure con altri metodi fuori suolo, quali
Cipolla di Treschietto: da risorsa ad opportunità per lo sviluppo del territorio
Convegno su: Cipolla di Treschietto: da risorsa ad opportunità per lo sviluppo del territorio Comune di Bagnone 22 novembre 2008 Presentazione del Progetto triennale di recupero, caratterizzazione, conservazione
Mais e vite: Tecniche di coltivazione
Mais e vite: Tecniche di coltivazione TECNICA TRADIZIONALE DI COLTIVAZIONE DEL MAIS SCELTA DELLA VARIETÀ La scelta della varietà è una delle più importanti condizioni dalle quali dipende il successo della
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture da seme> SOIA DA SEME
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture da seme> SOIA DA SEME CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Deafal e l Agricoltura Organica e Rigenerativa (AOR)
Deafal e l Agricoltura Organica e Rigenerativa (AOR) DEAFAL ONG (Delegazione Europea per l Agricoltura Famigliare in Asia Africa e America Latina, ONG) Osservare Studiare e ricercare Decodificare Semplificare
Università degli Studi di Perugia Valutazione della Didattica A.A Facoltà di Agraria
VERDE ORNAMENTALE E PAESAGGIO (Classe L 25) FLOROVIVAISMO E TAPPETI ERBOSI 9,4 7 PROGETTAZIONE AREE VERDI CON ELEMENTI DI DISEGNO 9,3 6 BOTANICA E BENI CULTURALI 8,6 7 DIFESA DELLE PIANTE ORNAMENTALI 8,4
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2017 Norme tecniche di coltura > Colture frutticole > NOCE DA FRUTTO
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2017 Norme tecniche di coltura > Colture frutticole > NOCE DA FRUTTO CAPITOLO DELLE NORME GENERALI NORMA REGIONALE NOTE Scelta dell'ambiente
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > FAGIOLO
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > FAGIOLO CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
MAIS. Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura.
MAIS Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non è
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture frutticole > NOCE DA FRUTTO
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture frutticole > NOCE DA FRUTTO CAPITOLO DELLE NORME GENERALI NORMA REGIONALE NOTE Scelta dell'ambiente
SORGO. Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura.
SORGO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2017 Norme tecniche di coltura > Colture da seme> CORIANDOLO DA SEME
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2017 Norme tecniche di coltura > Colture da seme> CORIANDOLO DA SEME CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture da seme> CORIANDOLO DA SEME
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture da seme> CORIANDOLO DA SEME CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > FAGIOLINO
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > FAGIOLINO \CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture da seme> GIRASOLE DA SEME
Regione EmiliaRomagna Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture da seme> GIRASOLE DA SEME CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Controllo integrato dei parassiti compatibili con la tutela dell'ambiente
Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 Regione Calabria. Pagamenti per impegni agro-climatico-ambientali - Misura 10.1.1 Agricoltura integrata. Prevenzione Intervento Monitoraggio Utilizzo ottimale delle risorse
I PRINCIPI DELLA AGRICOLTURA CONSERVATIVA
I PRINCIPI DELLA AGRICOLTURA CONSERVATIVA Stefano Brenna UN INQUADRAMENTO STATISTICO MILANO, 19 OTTOBRE 2016 La produzione agricola è strettamente legata alla UN INQUADRAMENTO STATISTICO del suolo gestione
Agricoltura sostenibile: agricoltura biologica, integrata, salvaguardia del paesaggio rurale, della biodiversità e della tipicità delle produzioni
REGIONE PIEMONTE Assessorato all agricoltura, tutela della fauna e della flora CORSO DI FORMAZIONE PER OPERATORI DI "FATTORIE DIDATTICHE Torino, 17 e 18 novembre 2009 Agricoltura sostenibile: agricoltura
Allegato 4 NORME TECNICHE AGRONOMICHE PER LE PRODUZIONI AGRICOLE INTEGRATE DELLA REGIONE TOSCANA
Allegato 4 NORME TECNICHE AGRONOMICHE PER LE PRODUZIONI AGRICOLE INTEGRATE DELLA REGIONE TOSCANA (Regolamento CE 1257/1999 - Piano di Sviluppo Rurale 2000-2006 Misura 6 azione 6.2 Agricoltura integrata
Peronospora sp. Nuovo parassita fogliare. del basilico. Peronospora sp. su basilico. Nuove informazioni sulla
Centro Regionale di Sperimentazione ed Assistenza Agricola (CeRSAA) Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Savona REGIONE LIGURIA Piano di Sviluppo Rurale - Progetti dimostrativi
BASILICO, PREZZEMOLO E RUCOLA
BASILICO, PREZZEMOLO E RUCOLA Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE
Carmelo Sigliuzzo CHECK FRUIT/NSF Italy
"STRATEGIA DI DIFESA INTEGRATA FRAGOLA E APPLICAZIONE DEI DISCIPLINARI DI PRODUZIONE INTEGRATA - (All. III del d.lgs n.150/2012)" LA CERTIFICAZIONE DI PRODOTTO, STRUMENTO PER LA VALORIZZAZIONE DELLA FRAGOLA
BIOTECNOLOGIE SOSTENIBILI PER L AGRICOLTURA ITALIANA
BIOTECNOLOGIE SOSTENIBILI PER L AGRICOLTURA ITALIANA Perché un nuovo programma di miglioramento genetico? il miglioramento genetico delle piante agrarie rappresenta lo strumento potenzialmente più idoneo
COMUNE DI S.AGATA SUL SANTERNO (Provincia di Ravenna)
COMUNE DI S.AGATA SUL SANTERNO (Provincia di Ravenna) REGOLAMENTO PER L ASSEGNAZIONE, LA CONDUZIONE E LA GESTIONE DEI TERRENI DA COLTIVARE AD ORTO TESTO COORDINATO Approvato con delibera di Consiglio Comunale
Perché si avvicendano le colture (1)
SISTEMI COLTURALI SISTEMI COLTURALI Differente combinazione nello spazio e nel tempo delle diverse colture, ognuna con i proprii itinerari tecnici Tipi di base: Sistemi monocolturali Sistemi policolturali
Cereali biologici di qualità
Cereali biologici di qualità Scelta varietale ed interventi agronomici per il miglioramento quanti-qualitativo e la valorizzazione della produzione cerealicola biologica marchigiana e dei prodotti derivati.
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > PREZZEMOLO
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > PREZZEMOLO CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
BARBABIETOLA DA ZUCCHERO
BARBABIETOLA DA ZUCCHERO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
PATATA. Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura.
PATATA Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > AGLIO
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > AGLIO CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Il sistema QV -Qualità Verificata della Regione del Veneto nell ambito dei Sistemi qualità nazionali
Il sistema QV -Qualità Verificata della Regione del Veneto nell ambito dei Sistemi qualità nazionali Legnaro - 25 giugno 2014 Sezione Competitività Sistemi Agroalimentari 1 LEGGE REGIONALE 31 MAGGIO 2001,
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2017 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > MAIS DOLCE
Regione EmiliaRomagna Disciplinari di produzione integrata 2017 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > MAIS DOLCE CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
ALLEGATO 8 BOZZA DI DISCIPLINARE DI PRODUZIONE
ALLEGATO 8 BOZZA DI DISCIPLINARE DI PRODUZIONE CERTIFICAZIONE DI PRODOTTO DELLA TRIFOLLA DE L HAUTE VALLEE DU GRAND ST. BERNARD/ PATATA DELL ALTA VALLE DEL GRAN SAN BERNARDO C:\Documents and Settings\dd\Documenti\grand-combain\4
IMPIANTO FRUTTETO AMMORTIZZARE IN BREVE TEMPO GLI INVESTIMENTI IMPEGNATI EFFETTUARE LA PIÙ IDONEA MECCANIZZAZIONE DELLE OPERAZIONI COLTURALI
IMPIANTO FRUTTETO Per ritenersi economicamente valido deve: AMMORTIZZARE IN BREVE TEMPO GLI INVESTIMENTI IMPEGNATI EFFETTUARE LA PIÙ IDONEA MECCANIZZAZIONE DELLE OPERAZIONI COLTURALI CONTENERE NOTEVOLMENTE
BASILICO, PREZZEMOLO E RUCOLA
BASILICO, PREZZEMOLO E RUCOLA Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DEL COLZA
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DEL COLZA REGIONE UMBRIA COLZA - SCHEDA TECNICO-AGRONOMICA La scheda colturale deve essere integrata con le prescrizioni obbligatorie e i consigli enunciati nell Allegato
