PIANO PARCELLARE D ESPROPRIO

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1 UFFICIO TECNICO DEL GENIO CIVILE di Area Vasta Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo Prevenzione sismica Sede di Arezzo PROGETTO DEFINITIVO SISTEMAZIONE IDRAULICA DEL TORRENTE ESSE DI MONTE SAN SAVINO (AR) PIANO PARCELLARE D ESPROPRIO COMMITTENTE Regione Toscana - Giunta Regionale D.G. Politiche ambientali, energia e cambiamenti climatici Settore: U.T. del Genio Civile Area Vasta di Firenze Prato Pistoia e Arezzo Sede di Arezzo Dir. Resp. Ing. Giancarlo Fianchisti PROGETTISTI Ing. Marianna Bigiarini Dott. Geol. Antonella Bellotti Dott. Geol. Barbara Strillozzi IL RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO Ing. Alessandro Boganini COLLABORATORI ALLA PROGETTAZIONE P.I. Giulio Frasconi DIRETTORI DEI LAVORI Ing. Marianna Bigiarini Geom. Claudio Grazi COORDINATORE DELLA PROGETTAZIONE PD_F_PPE_01B_00 Ing. Anna Valoriani COLLABORATORI alla D.LL P.I. Giulio Frasconi Geom. Claudio Grazi DATA: 30/06/2014 1

2 1 PREMESSE Il presente piano particellare è redatto ai sensi del D.L.vo 163/2006 ed a termine dei contenuti dell art. 31 del regolamento di attuazione D.P.R. n 207/10 al fine di eseguire i lavori previsti dal progetto definitivo di sistemazione idraulica del torrente Esse a Monte San Savino. Esso illustra la consistenza delle aree e degli immobili necessari alla realizzazione del progetto in argomento e la valutazione dei prevedibili oneri. Infatti, per la realizzazione delle opere, cioè il sovralzo e ringrosso delle arginature nel tratto compreso tra il ponte della linea ferroviaria Arezzo - Sinalunga ed il ponte della S.P. 25, occorre espropriare terreni di proprietà privata ricadenti tutti nel territorio del Comune di Monte San Savino. Il presente piano particellare di esproprio é costituito da: - presente relazione con l elenco delle Ditte catastali degli immobili da espropriare, asservire, e/o occupare, così come risultanti dai registri catastali e immobiliari, dai dati catastali identificativi delle aree (foglio, particella, superficie, natura), nonché la superficie interessata dalla realizzazione delle opere (PD_F_PPE_01A_00); - n.1 elaborato grafico, redatto su mappe catastali aggiornate, su cui sono individuate le aree da espropriare e/o occupare per la realizzazione delle opere (DEF-4: PD_F_PPE_01B_05); - n.1 elaborato grafico con l indicazione del vincolo idraulico ai sensi del R.D. 523/1904 in conseguenza della realizzazione delle opere (DEF-5: PD_F_PPE_01C_00). Le indennità di espropriazione, di asservimento, di occupazione temporanea preordinata e non all espropriazione, necessarie per l'acquisizione delle aree utili all esecuzione dei lavori in argomento, sono state determinate sulla scorta del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità di cui al D.P.R. 8/06/2001 n. 327 e s.m.i. 2 PROCEDURA DI ESPROPRIO La normativa di riferimento della procedura di esproprio è la seguente: - D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i. Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità; - L.R. n. 30 del 18/02/2005 e s.m.i. Disposizioni in materia di espropriazione per pubblica utilità; - L.R. 79 del 27/12/2012: Nuova disciplina in materia di consorzi di bonifica. Modifiche alla l.r. 69/2008 e alla l.r. 91/1998. Considerato che il presente progetto è compreso nel documento annuale per la difesa del suolo 2014, ci si può avvalere dell articolo 44 della L.R. 79/2012, che al comma 7 recita: Qualora per la realizzazione di un'opera pubblica finalizzata alla riduzione del rischio idraulico e idrogeologico e prevista nel documento annuale per la difesa del suolo, siano necessarie variazioni o integrazioni agli strumenti urbanistici, l'approvazione del progetto definitivo in sede di conferenza di servizi costituisce variante agli stessi e apposizione del vincolo preordinato all'esproprio. A tal fine la conferenza di servizi, che si esprime motivatamente entro i successivi quindici giorni, garantisce la partecipazione degli interessati secondo le disposizioni di cui all articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità). Dette varianti sono efficaci, senza la necessità di ulteriori adempimenti, una volta divenuta esecutiva la determinazione conclusiva positiva del procedimento, purché la proposta di variante sia stata pubblicata per almeno quindici giorni nell'albo dei comuni interessati e siano decorsi ulteriori quindici giorni per la presentazione delle osservazioni, che sono riportate in conferenza di servizi. 2

3 A seguito dell apposizione del vincolo preordinato all esproprio, si provvederà alla dichiarazione di pubblica utilità, che costituisce il presupposto indispensabile per le successive fasi della procedura espropriativa (decreto di esproprio, decreto di occupazione, ecc.) e delimita, con riferimento al Piano particellare di esproprio del progetto definitivo, la massima estensione delle aree per le quali si può procedere all espropriazione. In merito alla modalità di espropriazione il riferimento normativo è costituito dal D.P.R. n 327/2001 che prevede, oltre ad un iter ordinario, anche procedure in deroga in ragione di particolari presupposti. L'articolo 22 bis del DPR 327/2001 contempla infatti la possibilità che in caso di particolare urgenza, tale da non consentire l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 20, il decreto di occupazione anticipata possa essere emanato ed eseguito in base alla determinazione urgente dell'indennità, senza particolari indagini o formalità. Tale articolo, consentendo una procedura derogatoria all ordinario iter che segue l approvazione del progetto definitivo, ha come presupposto l indifferibilità e l urgenza delle opere, appunto dichiarata con il documento annuale per la difesa del suolo 2014, o che il numero dei destinatari della procedura espropriativa sia superiore a 50. Inoltre l art. 10 comma 2 della L.R. 30/2005 consente il ricorso alla procedura dell art. 22bis del D.P.R. 327/2001 anche per la realizzazione di opere di infrastrutture a rete previste dai piani e programmi regionali. Da un punto di vista tecnico la tipologia delle opere da realizzare e la oggettiva difficoltà di stabilire con assoluta esattezza l effettivo ingombro delle opere previste ha portato a preferire l ipotesi di avvalersi della procedura dell occupazione d urgenza preordinata all esproprio di cui all art. 22 bis del D.P.R. n 327/2001. Il tracciato del rilevato arginale, dell estensione complessiva di quasi 2 km, si snoda, infatti, su un rilevante numero di particelle catastali e interessa aree dove l effettivo ingombro delle costruende opere in terra mal si presta a tracciamenti e conseguenti frazionamenti preliminari all effettiva esecuzione delle opere. Si ritiene pertanto che la procedura di cui all art. 22 bis del D.P.R. n 327 sia tecnicamente preferibile e permetta un avvio dei lavori coerente con la tempistica dettata dal Documento annuale difesa del suolo del 20/12/2014; inoltre consente di limitare le superfici da espropriare nell eventualità che l effettivo ingombro delle opere sia minore di quello preventivato, salva l erogazione della sola indennità di occupazione. Il presente piano prevede quindi l occupazione d urgenza preordinata all esproprio di tutte le aree interessate dai lavori per una durata presuntiva di anni due quale periodo intercorrente tra la data dell immissione in possesso e quella della redazione dei frazionamenti catastali post-operam e conseguente completamento della procedura espropriativa. In considerazione della necessità di attuare l opera con la massima celerità possibile infatti, il Piano particellare prefigura l immissione in possesso di tutte le aree interessate dai lavori con la procedura della occupazione d urgenza mentre le pratiche espropriative verranno completate all avvenuta esecuzione delle opere, quando sarà possibile procedere all esecuzione dei frazionamenti catastali delle effettive superfici di ingombro delle costruende opere. Si è prevista inoltre anche l occupazione temporanea di alcune aree necessarie alla cantierizzazione dell opera che coprono una fascia adiacente la zona di ingombro delle nuove arginature della larghezza di almeno 10 m. Il presente Piano Particellare di esproprio individua pertanto, per ogni particella, la superficie presunta di esproprio e di occupazione temporanea finalizzate alla attivazione delle procedure di occupazione d urgenza. 3

4 3 QUANTIFICAZIONE DELLE SUPERFICI L identificazione delle proprietà immobiliari è riportata in appendice ove sono indicate le particelle, il foglio di mappa di riferimento e gli altri dati necessari. L elaborato è stato redatto sulla base dei dati catastali, in alcuni casi aggiornati a seguito della verifica con visure immobiliari dell effettiva proprietà per successioni, o compravendite o mancanza di volture. Sono stati stimate le seguenti voci: - la superficie presunta da espropriare; - la superficie presunta da asservire; - superficie presunta di occupazione temporanea (sia per presa in possesso anticipata che per sola cantierizzazione). Le superfici indicate per espropri e occupazioni fanno riferimento al presunto ingombro delle opere e del cantiere come risultante dal presente progetto definitivo. 4 CRITERI DI STIMA DELLE INDENNITÀ ESPROPRIATIVE E stata considerata, prima di procedere alla stima del valore dei beni, la possibilità edificatoria con riferimento alla situazione di fatto delle aree, prescindendo quindi dalla destinazione conferita dagli strumenti urbanistici. Nel nostro caso, considerati i vincoli presenti nell area quali: - fascia di rispetto dai corsi d acqua di cui al R.D. 523/ area di pertinenza fluviale di cui al D.P.C.M. 5/11/99 - vincolo ferroviario di cui all art. 49 del D.P.R. 753/ la mancanza di opere di urbanizzazione (per le aree agricole); - l entità delle opere necessarie per collegarsi alle reti esistenti (per le aree agricole). si è ritenuto che per nessuna delle aree da espropriare possa ragionevolmente essere assegnata una suscettività edificatoria. Nel caso di esproprio di un'area non edificabile, l'indennità è determinata in base al criterio del valore agricolo, tenendo conto delle colture effettivamente praticate sul fondo e del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati, anche in relazione all'esercizio dell'azienda agricola, senza valutare la possibile o l'effettiva utilizzazione diversa da quella agricola. Se l'area non è effettivamente coltivata, l'indennità è commisurata al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura prevalente nella zona fondo e del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati. I VAM sono regolamentati dalla seguente normativa: D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 art "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità (Testo A)" L n. 865 art.16 "Programmi e coordinamento dell'edilizia residenziale pubblica, norme sulla espropriazione per pubblica utilità". II Valore agricolo medio è determinato ogni anno, entro il 31 gennaio, dalla Commissione Provinciale Espropri nell'ambito delle singole regioni agrarie, con riferimento ai valori dei terreni considerati liberi da vincoli di contratti agrari, secondo i tipi di coltura effettivamente praticati, e rilevati nell'anno solare precedente. I Valori sono espressi in Euro per ettaro. L'entità delle compensazioni monetarie da corrispondere alle singole Ditte è stata valutata inoltre in conformità alla recente sentenza della Corte Costituzionale n.181 anno 2011 che, pur non 4

5 imponendo di commisurare integralmente l indennità di espropriazione dei suoli agricoli e non edificabili al valore di mercato del bene ablato, prevede che sia conservato un «ragionevole legame» con il valore venale, a garanzia di un «serio ristoro». Pertanto, per le varie tipologie di destinazione dei beni da espropriare e asservire sono stati individuati dei criteri di valorizzazione provvisori che tengono conto del valore mediamente ricorrente più prossimo a quello di mercato e che permetta di disporre di un margine contrattuale e favorisca la cessione volontaria, diminuendo così i tempi di acquisizione e di accesso alle aree, oltre che la riduzione dei costosi e lunghi contenziosi con i proprietari espropriandi. I terreni ubicati lungo il torrente Esse sono gravati dai vincoli di cui al RD 523/1904 mentre quelli lungo la ferrovia sono gravati dal vincolo di cui all art. 49 del DPR 753/1980. Nella scelta infine del valore di stima si è tenuto conto di: accessibilità qualità al contorno suscettività di vendita suscettività di locazione 5 SINTESI DEI COSTI PER LE ATTIVITÀ ESPROPRIATIVE II quadro di spesa è riferito alle quantità riportate nelle apposite tabelle allegate ed ammonta a complessivi euro , risultanti dal seguente riepilogo: A) Espropriazioni (per complessivi mq circa) euro ,56 B) Occupazioni temporanee (per complessivi mq circa) euro ,50 D) Danni e frutti pendenti (20% di A) euro ,51 E) Soprassuolo euro - F) Somme a disposizione (per accordi, reliquati, fittavoli, ecc.) euro ,00 G) Spese tecniche per: euro ,00 Espletamento dell'intera procedura espropriativa, dalla redazione dei necessari frazionamenti, all'aggiornamento dei dati catastali fino all'acquisizione definitiva dei beni interessati, compresa la domanda di voltura e la registrazione alla Conservatoria dei Registri Immobiliari. Importo totale euro ,57 Arrotondato a euro ,00 6 SUCCESSIVE FASI DI PRESA IN POSSESSO DEI BENI Per addivenire al pieno possesso delle aree necessarie alla realizzazione delle opere in progetto prima dell inizio dei lavori, occorre redigere le perizie di stima dei singoli beni con la stima dell indennità provvisoria di esproprio per disporre l occupazione anticipata, tenendo conto delle seguenti indicazioni: A) AREA NON EDIFICABILE Indennità base, determinata in relazione al valore agricolo relativo alla coltura effettivamente praticata al momento della redazione dello stato di consistenza ed alla superficie occupata (art. 40, comma 1 DPR 327/01); B) IMPOSTE RELATIVE ALL'ULTIMO TRASFERIMENTO DELL'IMMOBILE L indennità, definita secondo quanto previsto dai punti precedenti, sarà aumentata delle somme pagate dall'espropriato per qualsiasi imposta relativa all'ultimo trasferimento dell'immobile, debitamente documentata. 5

6 Tale importo, definito proporzionalmente alla parte in esproprio, sarà attualizzato in base all indice ISTAT del costo della vita. D) RELIQUATI Su richiesta del proprietario, il proponente potrà acquisire le frazioni residue d immobili che non siano state prese in considerazione dall esproprio, qualora per esse, data la loro ampiezza o conformazione, risulti una disagevole utilizzazione ovvero siano necessari considerevoli lavori per disporne una agevole utilizzazione. L indennizzo sarà determinato con gli stessi criteri della frazione principale. E) DANNI DERIVANTI DA ESPROPRIO PARZIALE Sarà riconosciuta una diminuzione del valore che per effetto della realizzazione delle opere verranno a trovarsi completamente all interno della fasce di rispetto stabilite per legge. L indennizzo per la diminuzione del valore sarà definito per le specifiche situazioni. F) RIMESSA IN PRISTINO DELLE AREE Verrà riconosciuto integralmente l onere documentato dei lavori di ripristino di eventuali recinzioni e gli interventi sulla parte del fondo non espropriato necessari a ristabilire le condizioni di scorrimento delle acque precedenti l intervento, ove non provveda il proponente. G) FRUTTI PENDENTI e ANTICIPAZIONI COLTURALI I frutti pendenti presenti sulle aree soggette ad esproprio saranno indennizzati al coltivatore in base alla coltura effettivamente in atto secondo i valori della borsa merci. Nel caso di assenza di frutti pendenti, sarà indennizzata l anticipazione colturale sulla base della documentazione dei costi sostenuti o dei costi medi di dette lavorazioni, sempre nei limite massimo del futuro frutto pendente. 6

7 In allegato alla presente relazione si trovano: - ALLEGATO 1: piano particellare di esproprio con elenco delle ditte e dei terreni da sottoporre a vincolo preordinato all esproprio (art. 10 del D.P.R. 327/2001) e elenco dei terreni da sottoporre ad occupazione temporanea (art. 49 del D.P.R. 327/2001); - ALLEGATO 2: elenco sintetico dei destinatari proprietari dei beni secondo quanto contenuto nei registri catastali (art. 3 comma 2 del D.P.R. 327/2001); Nello specifico si riportano in aggiunta a quanto contenuto nell allegato 2 due situazioni di peculiarità: Foglio Part. Proprietà al registro catastale Qualità classe mq anomalia PAFFETTI Antonio nato a Monte San Savino il 21/10/1971 PFFNTN10R29F628D Prato Presenza voltura di intestatario in favore di Paffetti Antonio da Demanio dello stato (vedi visura catastale) ERRORE DI VOLTURA PAFFETTI Antonio nato a Monte San Savino il 21/10/1910 PFFNTN10R29F628D Seminativo Arborato Presenza voltura di intestatario in favore di Paffetti Antonio da Demanio dello stato (vedi visura catastale) - ERRORE DI VOLTURA SACCOCCI Simone nato a Monte San Savino il 28/10/1928 SCCSMN28R28F628V Seminativo Arborato Presente agli atti dell EAUT scrittura privata di passaggio di proprietà Reg. 14/10/1977 n Vol L Trascritto il 20/10/1977 N.Reg. Ord Reg part Rep del 29/09/1977 MANCANZA DI VOLTURA 7

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