Capitolo 9: Le Particelle Elementari II
|
|
|
- Franco Valentino
- 10 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 Capitolo 9: Le Particelle Elementari II Corso di Fisica Nucleare e Subnucleare I Professor Carlo Dionisi A.A
2 Le Risonanze Adroniche ed il Modello a Quark 1) Le Risonanze Nucleari; 2) La Formazione e la Produzione di Risonanze; 3) Risonanze Mesoniche e Barioniche; 4) La Classificazione Eightfold Way: la scoperta dell Ω- 5) Il Modello a Quark. 2
3 Risonanze Nucleari Diagramma dei livelli energetici dell 17 O sotto soglia gli stati eccitati non possono disintegrarsi in nuclei piu leggeri e decadono quindi elettromagneticamente, per esempio con emissione di fotoni,a stati energetici piu bassi ed, alla fine, sullo stato fondamentale. Sezione d urto totale della reazione n + 16 O che mostra le risonanze che corrispondono alla formazione degli stati eccitati di 17 O 3
4 Risonanze Nucleari I picchi risonanti sono associati alla formazione di stati eccitati del 239 U. Mentre off-risonanza possiamo avere produzione di particelle α. 4
5 Eccitazioni Nucleari Anelastiche Come detto, nel caso della diffusione elastica di elettroni su nuclei, l unica energia trasferita e quella di rinculo ed il bersaglio NON viene eccitato ad un livello di energia superiore. Come ricavato in precedenza e fissato l angolo di diffusione, le energie delle particelle entranti e di quelle uscenti sono connesse in maniera univoca dalla: E ' = E Mc 1+ 2 E ( 1 cosθ ) Guardando lo spettro sperimentale di energia degi elettroni diffusi, vedi figura in basso, si nota che l energia trasferita e piu grande di quanto uno si aspetterebbe dal semplice rinculo: abbiamo reazioni di tipo anelastico. I picchi, a parte quello elastico a E = 482 MeV, sono dovuti a stati nucleari eccitati del 12 C e + 12 C e + 12 C* E = 495 MeV ; θ =
6 La Diffusione Quasi-Elastica La Diffusione Quasi-Elastica Abbiamo fino ad ora considerato lo scattering elastico di elettroni su protoni (neutroni) liberi (quasi liberi). In questo tipo di reazione, per una fissata energia E del fascio e per un fissato angolo di scattering θ, gli elettroni emergono con una energia definita dalla: E ' = E Mc 1+ 2 E ( 1 cosθ ) Ripetendo l esperimento con stessa E e θ, ma su nuclei con diversi nucleoni, si trovano spettri di energia molto piu complessi: nella figura di seguito e mostrato il caso su una targhetta di H 2 O. Diffusione elastica e-p dove I protoni sono quelli quasi liberi dell idrogeno Diffusione elastica di elettroni su nucleoni di 16 O Coda della Δ Eccitazioni nucleari 6
7 La diffusione inelastica elettrone-protone La diffusione inelastica elettrone-protone Consideriamo ora lo scattering di elettroni su atomi di idrogeno. Nella Fig. 2 di seguito sono mostrati risultati ottenuti all elettrosincrotone di Desy da Bartel et al. Questi dati sono a valori molto piu alti di Q 2 di quelli appena analizzati su nuclei di elio ma la somiglianza con le Fig. 1a ed 1b e innegabile. Accanto al picco elastico a x=1, sono chiaramente visibili a valori di x piu bassi I picchi che corrispondono alla eccitazione delle risonanze del protone attraverso I processi: e + p e + Δ(1232) e + N(1450) e + Δ(1688) l esistenza di questi stati dimostra che il protone e un sistema composto. Al di la delle risonanze, a piu alte energie trasferite al protone ( valori piu bassi di x ), vediamo un larga zona continua che, in analogia con lo scattering elettronenucleo di elio interpretiamo come scattering incoerente con I costituenti del protone. A valori ancora piu alti di Q 2 il picco elastico e quelli delle risonanze diminuiscono ma lo scattering quasi elastico, che abbiamo chiamato inclusivo, non cambia: la sezione d urto inclusiva scala indicando che lo scattering avviene con costituenti puntiformi. Si osserva una grande produzione di adroni ma NON dei costituenti del protone: NON c e analogia con il picco quasi elastico dovuto all urto con I costituenti del nucleo che, a causa dell urto, vengono espulsi dallo stesso: qualsiasi siano gli oggetti dentro il protone essi NON vengono mai buttati fuori: sono confinati nel protone. Il protone si e rotto Stati eccitati del protone: risonanze Fig. 2 7
8 Le Risonanze Adroniche Abbiamo gia visto, Povh par. 5.5, 17.1, 17.3 e appunti capitolo sul Nucleo, la presenza di picchi associati ad eccitazioni del nucleo. Spettri simili si osservano nel caso della diffusione di elettroni su nucleoni, Povh par. 7.1, e corrispondono a stati eccitati del nucleone che chiameremorisonanze Nucleoniche. L esistenza di questi stati eccitati dimostra che il nucleone e un sistema composto. Nel caso di atomi e nuclei gli stati eccitati possono decadere emettendo fotoni: il quanto del campo elettromagnetico. Allo stesso modo le risonanze adroniche, hadros = forte da αδροs, decadono emettendo mesoni: γn N e. m. Nγ analogamente πn N hadr. Nπ Questi sono chiamati processi di formazione delle risonanze. Avremo anche processi di produzione delle stesse con diagrammi simili a quelli di figura 1a ed 1b. Come abbiamo gia visto nel capitolo degli appunti sui metodi di misura, le larghezze tipiche di queste risonanze quando decadono forte sono Γ M π c 2 e a queste corrispondono vite medie τ = h/m π c 2 = s. Le risonanze possono essere stati eccitati barionici con spin semi-intero oppure stati eccitati mesonici con numero barionico nullo e spin intero. 8
9 Le risonanze πp La prima risonanza adronica fu scoperta da Anderson e Fermi al Ciclotrone di Chicago nel 1952 studiando il processo di formazione π+p Δ++ π+p. La dipendenza dall energia e data dalla formula di Breit-Wigner 2 Γ ++ Δ 2 4π 2J σ = p 2 cm 2 ( 2S + 1) ( 2S + 1) ( ) π p E CdM M Δ ++ 2 ΓΔ + 2 Si trova M Δ++ = 1232 MeV ; Γ Δ MeV. Sapendo che al picco p CdM = 230 MeV/c, misurando la σ al picco si ricava 2J+1=4 da cui ricaviamo lo spin della Δ ++ : J = 3/
10 K+p risonanze 10
11 Produzione delle risonanze eta ed omega La risonanza eta e' stata scoperta nel 1961 prodotta nello stato finale della reazione: π + D p + p + π π π ± Γ ± 2 M η = MeV/c ; η = KeV 11
12 Scoperta della risonanza omega La risonanza omega e' stata scoperta nel 1961 prodotta nello stato finale della reazione :_ p + p π + π + π + π + π 2 M ω = ± 0.11 MeV /c ; Γ = 8.49 ± 0.08 MeV ω 12
13 Gli Adroni sono Particelle Elementari? Gli Adroni sono Particelle Elementari? Un po di storia Il proliferare delle risonanze adroniche, nella figura che segue sono mostrate le particelle scoperte dal 1898 al 1964 in ordine di massa crescente, rendeva stringente una loro sistemazione che tenesse conto di eventuali regolarita come, per esempio, quelle sottolineate per I barioni ed I mesoni quando vengono classificati in funzione della carica e della stranezza ( vedi dispense del corso di Fisica Nucleare e Subnucleare I di C. Dionisi). Fermi e Yang proposero di riprodurre TUTTE le risonanze allora note pensandole composte di stati legati protone-neutrone. Nel 1956 Sakata, per descrivere le risonanze dotate di stranezza, estese questa idea aggiungendo a p e n la Λ: tutte le risonanze sono fatte di I p, n, Λ > e le loro antiparticelle. 13
14 Lo Zoo degli Adroni Lo Zoo degli Adroni Nel 1961 M. Gell-Mann e, indipendentemente, Y. Ne eman proposero uno schema che metteva ordine nella giungla delle risonanze. Lo schema, Eighfold Way, era basato sulle proprieta del gruppo di simmetria SU(3) SENZA fare ricorso a nessuna struttura interna. Il nome fu coniato da Gell-Mann che prese lo spunto da un detto Buddista: si deve condurre la propria vita in conformita con gli otto comandamenti della religione Buddista. Le particelle scoperte ad oggi: 14
15 Eightfold Way ( ) Eightfold Way ( ) L idea di Gell-Mann, novello Mendeleev delle particelle elementari, fu quella di classificare tutti gli adroni usando la loro carica, I 3, e l ipercarica forte, Y. L aggiunta della stranezza, attraverso l ipercarica, rendeva naturale allargare il gruppo di simmetria dell isospin, SU(2), ad uno piu largo di rango 2: SU(3): Special Unitarity group di dimensione 3. Questa simmetria e chiamata SU(3) di sapore per distinguerla da SU(3) di colore : la simmetria esatta che forma la base della cromodinamica quantistica (QCD) vedi piu avanti nel corso. Le particelle vanno a formare I multipletti di SU(3) e ciascun moltipletto contiene particelle che devono avere lo stesso valore di spin e parita. L entita basica del modello e l ottetto: otto particelle. Tutte le particelle e/o le risonanze appartengono all ottetto o ai multipletti che si ottengono combinando tra loro gli ottetti seguendo regole analoghe a quelle con cui si sommano I momenti angolari. Con due ottetti di SU(3) si possono avere solo multipletti di dimensione 1, 8, 10 e 27. Il multipletto 27, corrispondendo a valori di stranezza +1 mai trovati in natura, viene per questo scartato. La gestazione di SU(3) fu lunga e difficile. Fu un trionfo per gli autori, non solo trovare che alcuni multipletti riproducevano le particelle/ risonanze fino ad allora conosciute, ma soprattutto fare delle previsioni di esistenza di particelle/risonanze prima che esse fossero scoperte come verra ricordato in seguito. Mentre il fatto che il protone ed il neutrone hanno valori della massa quasi identiche rende la simmetria di isospin poco approssimata, la simmetria SU(3), raggruppando insieme particelle strane a quelle non strane e una simmetria molto piu approssimata. Di seguito vengono mostrati come esempio alcuni multipletti: Y = 15
16 Eightfold Way ( ) Eightfold Way ( ) Y = predisse un muovo mesone di massa ~ 570 mev, trovato da Alvarez nel 1961: η π + π - π 0 predisse che il barione Ξ aveva spin ½ : confermato nel Y 1 = 16
17 Eightfold Way ( ) Eightfold Way ( ) Y 1 = 17
18 Risonanze Barioniche (3/2) + Notiamo di nuovo anche per queste risonanze una simmetria rispetto allo isospin I 3 ed alla ipercarica Y. Viene predetto un nuovo multipletto di risonanze Ξ con S = -2 ed una nuova risonanza con S = -3 (??? ). Conferenza Internazionale del 1962 : Come ricordato,l esistenza del barione Ω - prevista da Gell-Mann nel 1962, fu scoperta due anni dopo a Brookhaven da Samios et al nella camera a bolle ad idrogeno di 80-inch. Vedi fig.1. Inoltre con S=-3 Ω - puo decadere solo debole poiche l unica possibile via di decadimento con S=-3, e data da Ω - Λ K 0 K che, avendo massa dello stato finale 2100 MeV piu grande della massa della Ω- ( 1700 MeV ), non conserva l energia e quindi NON e possibile. Anche l interazione elettromagnetica conserva la stranezza per cui NON ci puo essere un decadimento di tipo elettromagnetico: l unica via di decadimento e quella debole: Ω τ Ω Ξ π ; Ξ π ; Λ K sec 18
19 La scoperta dell Ω La scoperta dell Ω 19
20 Modello statico a Quark Modello statico a Quark Una comprensione piu profonda di SU(3) e del suo successo nel descrivere cosi bene le proprieta degli adroni emerse nel 1964 quando M. Gell-Mann e G. Zweig proposero indipendentemente l ipotesi che tutti gli adroni sono composti di tre costituenti basici che Gell-Mann chiamo quark. Il nome cosi stravagante era tratto dalla ormai famosa citazione Three quarks for Muster Mark contenuta nella novella di James Joyce Finnegan s wake. In questo schema: I barioni sono formati da tre quark u, d, e s quarks (up, down, strange) I mesoni da coppie quark-antiquark I quark hanno spin ½ e carica frazionaria 1/3, 2/3 con segno opportuno I tre quark u, d e s formano un tripletto che e una rappresentazione fondamentale del gruppo. I quark sono fermioni di spin ½ quindi, secondo la teoria di Dirac, esistono gli stati coniugati di carica, gli antiquark. I quark si possono presentare in una forma vettoriale ed allora le loro combinazioni sono le somme dei vettori: d u s s u d M. Gell-Mann Non era pero chiaro se il tutto fosse: a mathematical convenience, or reality 20
21 Simmetrie e Multipletti ( 1 ) Simmetrie e Multipletti ( 1 ) Abbiamo visto, come conseguenza della conservazione dello spin isotopico nelle interazioni forti, che gli stati adronici si raggruppano in multipletti con spin isotopico totale determinato. Inoltre all interno di ogni multipletto i diversi stati sono contraddistinti dal valore di I 3. In assenza di effetti che rompono la simmetria,i membri di ogni multipletto sono degeneri in massa. Le interazioni Elettromagnetiche, NON rispettando la simmetria di isospin, rimuovono la degenerazione in massa dando differenze di massa al livello del per cento nei multipletti di isospin. Gli operatori di isospin commutano con la Hamiltoniana H delle interazioni forti e, quindi, ANCHE con gli operatori che a loro volta commutano con l Hamiltoniana forte. In particolare tra questi con gli operatori Momento Angolare e Parita. Come conseguenza: TUTTI i membri di un multipletto di isospin hanno LO STESSO SPIN e LA STESSA PARITA! L hamiltoniana delle interazioni forti e inoltre invariante rispetto alle rappresentazioni unitarie di SU(2). I numeri quantici che individuano i componenti dei multipletti saranno tanti quanti sono I generatori che, commutando tra di loro, possono essere diagonalizzati simultaneamente. Tale numero e il rango del gruppo. Nel casi di SU(2) il rango e 1 e si diagonalizza I 3. Valendo inoltre: [ Ik; Il ] = iε klmim Ognuno dei generatori commuta con: I = I1 + I2 + I 2 3 Quindi I 2, ovviamente hermitiano, puo essere diagonalizzato contemporaneamente a I 3 e quindi i suoi autovalori, con quelli di I 3, possono etichettare I vettori di stato e quindi, le particelle. Da questo deriva la possibilita di raggruppare gli stati di una particella in multipletti con un dato valore di I. All interno di ogni multipletto gli operatori saranno rappresentati da matrici (2I + 1) (2I + 1). Nel linguaggio della teoria dei gruppi si dice che esse realizzano delle Rappresentazioni Irriducibili di dimensione (2I + 1) (2I + 1) del gruppo di trasformazioni. 21
22 Simmetrie e Multipletti ( 2 ) Simmetrie e Multipletti ( 2 ) Possiamo generalizzare quanto detto per l isospin: se realizziamo che l hamiltoniamo e invariante rispetto a qualche tipo di trasformazione, allora: i) si cerca un gruppo di simmetria opportuno, ii) si individuano le sue rappresentazioni irriducibili da cui ricavare I possibili multipletti, iii) si verifica se questi descrivono effettivamente gli stati fisici esistenti. Questo suggeri l idea che i barioni ed i mesoni si raggruppassero in due ottetti composti di multipletti di spin isotopico. Dovrebbe quindi esserci anche un gruppo di simmetria per l hamiltoniana delle interazioni forti che contenga gli ottetti e decupletti mostrati nelle figure appena mostrate. In realta, essendo le differenze di masa tra i membri dei multipletti di circa il 20%, la simmetria e rotta cioe approssimata. Poiche i membri dell ottetto sono caratterizzati da due Numeri quantici Additivi, il gruppo di simmetria va cercato tra quelli di rango = 2: cioe tali che due dei generatori commutino tra di loro. Siamo interessati alle rappresentazioni irriducibili :tali che da un membro qualsiasi di un multipletto si possono ottenere tutti gli altri mediante le trasformazioni del gruppo. La rappresentazione non banale, diversa quindi dal singoletto, di dimensione piu bassa viene chiamata rappresentazione fondamentale. Nella simmetria SU(3) I generatori sono otto e di questi DUE sono DIAGONALI: uno e associato a I 3 l altro a Y. Le rappresentazioni FONDAMENTALI sono dei TRIPLETTI. Da esse si ricavano I multipletti: 3 3*=1+8; 3 3 3= Nel seguito ci limiteremo a riportare I punti essenziali di SU(3) che permettano di capire le rappresentazioni degli adroni nei vari multipletti. Per una trattazione completa rimandiamo a Burcham and Jobes, capitolo 10 pagina
23 Modello Statico a Quark Modello Statico a Quark 23
24 Mesoni e Barioni nel modello a quark Mesoni e Barioni nel modello a quark I mesoni sono costituiti da una coppia quark-antiquark ed accoppiati in onda s, p, d etc.hanno spin intero e numero barionico nullo; i barioni sono costituiti da tre quark q 1 q 2 q 3. Hanno spin semiintero e numero barionico B=+1; gli antibarioni sono costituiti da tre antiquark ed hanno numero barionico B=-1. Mesoni Le combinazioni q-antiq sono 9 e formano un ottetto ed un singoletto la cui rappresentazione grafica e data in figura. I mesoni pseudoscalari (J P =0 - ) hanno q-qbar accoppiati in onda s e con spin opposti. 24
25 Costruzione Grafica dell ottetto dei mesoni Costruzione Grafica dell ottetto dei mesoni 25
26 I Mesoni Leggeri I Mesoni Leggeri 26
27 27
28 I Barioni Costruzione Grafica dell ottetto e decuplettodei barioni. Fig 1 Fig 1 28
29 Ottetto e Decupletto dei Barioni Ottetto e Decupletto dei Barioni S = Y - B 29
30 Un Nuovo Numero Quantico : il Colore (1) Consideriamo la risonanza Δ ++ : J = 3/2 e P = +1 ed e formata da tre quark di sapore u. Essendo il barione piu leggero con spin J = 3/2, possiamo quindi assumere che il suo momento angolare orbitale e L = 0, il che corrisponde ad una funzione d onda spaziale simmetrica. Per poter avere J = 3/2 I tre spin dei tre quark u devono essere paralleli: ++ Δ = uuu Ne consegue che anche la funzione d onda di spin e simmetrica come lo e quella di sapore : La funzione d onda totale della Δ++, che e formata da tre quark, quindi da tre fermioni, sarebbe cosi totalmente simmetrica! Tuttavia i quark sono FERMIONI, quindi, se NON si vuole violare il Principio di Pauli,la funzione DEVE essere ANTISIMMETRICA per lo scambio di qualsiasi coppia di quark! Soluzione: nel 1964 Greenberg, piu tardi anche Han e Nambu, suggerirono l idea di assegnare un nuovo numero quantico ai quark identici tra loro per tutti gli altri numeri quantici. 30
31 Un Nuovo Numero Quantico : il Colore (2) Si introdusse quindi un nuovo grado di liberta chiamato COLORE. Viene postulato: i) che I quark esistono in tre colori, red green e blue; ii) gli anti-quark sono dotati di ANTI-COLORE; iii) che I mesoni e I barioni, che sono costruiti di quark, NON hanno colore: sono colour singlet. In questo modo I tre quark possono essere distinti e la funzione d onda totale diventa: Come abbiamo detto TUTTI gli adroni sono : E la funzione d onda totale del Δ++ e quindi ANTISIMMETRICA come deve essere! Vedremo nel seguito diverse evidenze sperimentali della esistenza del colore! 31
32 Sezioni d urto nei processi di collisione e+ e- Ia sezione d urto differenziale per la reazione e : 2 dσ α 2 2 dω ( c) ( 1 cos ϑ) = + 4s 2 ( 1+ cos ϑ) Dove il termine deriva dal decadimento del fotone, che ha spin 1, in due fermioni di spin ½ ( vedi lezioni di QED ). Integrando su tutto l angolo solido Ω, si ottiene la sezione d urto totale: 2 2 σ = 4πα 3s ( c) = 21.7 nbarn ( E 2 / GeV 2 ) Iasciando la derivazione formale ai testi di QED, ricaviamo il risultato con semplici considerazioni: i) il fotone si accoppia a due cariche elementari, e questo da e 2 = α, il modulo quadro da e 4, ovvero α 2 ; c ( ) ii) la scala delle lunghezze e proporzionale a, il quale interviene due volte visto che la σ ha le dimensioni di un area; iii) dobbiamo poi dividere per una quantita che abbia le dimensioni di [ Energia 2 ]. Essendo la massa dell elettrone e del muone trascurabili, l unica scelta e s. 32
33 Sezioni d urto nei processi di collisione e+ e- Produzione di Risonanze da collisioni e+ e- 33
34 Evidenza Sperimentale del Colore : R μ Una evidenza sperimentale diretta dell esistenza del colore e data dal rapporto, R μ, delle sezioni d urto delle reazioni e+e- : Se trascuriamo le masse dello stato finale ( quark/muoni ) allora la SOLA differenza nel rapporto e data dalle cariche tra le particelle degli stati finali ( Per un quark di un certo sapore e di un dato colore, abbiamo : Tuttavia, si misura e+e- adroni e NON e+e- q-qbqr. Dobbiamo quindi sommare su tutti I sapori cinematicamente accessibili per una data e, se il colore esiste, su tutti I colori. 34
35 Evidenza Sperimentale del Colore : R μ FORTE EVIDENZA PER IL COLORE 35
36 Mesoni hanno parita intrinseca opposta. Parita : Coniugazione di Carica : Per I Mesoni C e equivalente alla successione dell operatore parita P seguito dall operatore scambio di spin S : Scambia gli spin di q e q-bar 36
37 La parita, come visto, da il fattore : Lo scambio di spin S da il fattore : ANTISIMMETRICA SIMMETRICA Percio otteniamo I seguenti set di nonetti di mesoni: 37
38 38
39 Riassunto Predizioni Modello a quark Riassunto Predizioni Modello a quark Le predizioni danno valori raggionevolmente consistenti per Le Masse dei quark costituenti 39
40 Riassunto ( 1 ) Riassunto ( 1 ) L Isospin e la simmetria SU(3) e usata per : Classificare I quark e gli stati adronici; Calcolare le funzioni d onda adroniche; Dedurre relazioni tra rate di decadimenti adronici o di sezioni d urto. Pro Memoria : 40
41 Riassunto ( 2 ): proprieta dei mesoni osservati 41
42 L Isospin Forte e l Isospin Debole NON hanno nessuna connessione o significato fisico in comune! Solo la stessa matematica!! Idem per SU(3) di sapore rispetto a SU(3) di colore!!! L Isospin debole e una simmetria di gauge SU(2) delle interazioni deboli ( rotta dal meccanismo di Higgs ). SU(3) di colore e una simmetria di gauge ESATTA delle interazioni forti (QCD). 42
43 Facoltativo 43
44 Facoltativo 44
45 Facoltativo 45
Capitolo 1: Modello a quark Statico
Capitolo 1: Modello a quark Statico Corso di Fisica Nucleare e Subnucleare II Professor Carlo Dionisi A.A. 2008-2009 15-04-2009 A.A 2008-2009 1 Gli Adroni sono Particelle Elementari? Gli Adroni sono Particelle
1. PRIME PROPRIETÀ 2
RELAZIONI 1. Prime proprietà Il significato comune del concetto di relazione è facilmente intuibile: due elementi sono in relazione se c è un legame tra loro descritto da una certa proprietà; ad esempio,
Fermione. Particella a spin semintero, che obbedisce alla statistica di Fermi-Dirac.
Particelle ed Interazioni fondamentali Fermione. Particella a spin semintero, che obbedisce alla statistica di Fermi-Dirac. Bosone. Particella a spin intero, che obbedisce alla statistica di Bose-Einstein.
Particelle identiche : schema (per uno studio più dettagliato vedi lezione 2) φ 1
Particelle identiche : schema (per uno studio più dettagliato vedi lezione ) Funzioni d onda di un sistema composto Sistema costituito da due particelle (eventualmente identiche) H φ q H φ H ψ φ φ stato
8.16.1 Forme bilineari di fermioni di Dirac...231 8.16.2 Interazione debole corrente-corrente...235
Indice 1 Introduzione. Note storiche e concetti fondamentali... 1 1.1 Introduzione... 1 1.2 Notizie storiche. La scoperta delle particelle... 3 1.3 Il concetto di atomo. Indivisibilità... 5 1.4 Il Modello
Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore
Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore 13.1: Introduzione L analisi dei due capitoli precedenti ha fornito tutti i concetti necessari per affrontare l argomento di questo capitolo:
LEZIONE 23. Esempio 23.1.3. Si consideri la matrice (si veda l Esempio 22.2.5) A = 1 2 2 3 3 0
LEZIONE 23 231 Diagonalizzazione di matrici Abbiamo visto nella precedente lezione che, in generale, non è immediato che, data una matrice A k n,n con k = R, C, esista sempre una base costituita da suoi
GIROSCOPIO. Scopo dell esperienza: Teoria fisica. Verificare la relazione: ω p = bmg/iω
GIROSCOPIO Scopo dell esperienza: Verificare la relazione: ω p = bmg/iω dove ω p è la velocità angolare di precessione, ω è la velocità angolare di rotazione, I il momento principale d inerzia assiale,
EMISSIONE E ASSORBIMENTO DI LUCE DA PARTE DELLA MATERIA
EMISSIONE E ASSORBIMENTO DI LUCE DA PARTE DELLA MATERIA Poiché la luce è energia trasportata da oscillazioni del campo elettrico (fotoni) e la materia è fatta di particelle elettricamente cariche (atomi
Forze come grandezze vettoriali
Forze come grandezze vettoriali L. Paolucci 23 novembre 2010 Sommario Esercizi e problemi risolti. Per la classe prima. Anno Scolastico 2010/11 Parte 1 / versione 2 Si ricordi che la risultante di due
Lezione 9: Cambio di base
Lezione 9: Cambio di base In questa lezione vogliamo affrontare uno degli argomenti piu ostici per lo studente e cioè il cambio di base all interno di uno spazio vettoriale, inoltre cercheremo di capire
GEOMETRIA DELLE MASSE
1 DISPENSA N 2 GEOMETRIA DELLE MASSE Si prende in considerazione un sistema piano, ossia giacente nel pian x-y. Un insieme di masse posizionato nel piano X-Y, rappresentato da punti individuati dalle loro
9. Urti e conservazione della quantità di moto.
9. Urti e conservazione della quantità di moto. 1 Conservazione dell impulso m1 v1 v2 m2 Prima Consideriamo due punti materiali di massa m 1 e m 2 che si muovono in una dimensione. Supponiamo che i due
Dimensione di uno Spazio vettoriale
Capitolo 4 Dimensione di uno Spazio vettoriale 4.1 Introduzione Dedichiamo questo capitolo ad un concetto fondamentale in algebra lineare: la dimensione di uno spazio vettoriale. Daremo una definizione
APPUNTI SU PROBLEMI CON CALCOLO PERCENTUALE
APPUNTI SU PROBLEMI CON CALCOLO PERCENTUALE 1. Proporzionalità diretta e proporzionalità inversa Analizziamo le seguenti formule Peso Lordo = Peso Netto + Tara Ricavo = Utile + Costo Rata = Importo + Interesse
Logica Numerica Approfondimento 1. Minimo Comune Multiplo e Massimo Comun Divisore. Il concetto di multiplo e di divisore. Il Minimo Comune Multiplo
Logica Numerica Approfondimento E. Barbuto Minimo Comune Multiplo e Massimo Comun Divisore Il concetto di multiplo e di divisore Considerato un numero intero n, se esso viene moltiplicato per un numero
APPUNTI DI MATEMATICA LE FRAZIONI ALGEBRICHE ALESSANDRO BOCCONI
APPUNTI DI MATEMATICA LE FRAZIONI ALGEBRICHE ALESSANDRO BOCCONI Indice 1 Le frazioni algebriche 1.1 Il minimo comune multiplo e il Massimo Comun Divisore fra polinomi........ 1. Le frazioni algebriche....................................
13. Campi vettoriali
13. Campi vettoriali 1 Il campo di velocità di un fluido Il concetto di campo in fisica non è limitato ai fenomeni elettrici. In generale il valore di una grandezza fisica assegnato per ogni punto dello
Siamo così arrivati all aritmetica modulare, ma anche a individuare alcuni aspetti di come funziona l aritmetica del calcolatore come vedremo.
DALLE PESATE ALL ARITMETICA FINITA IN BASE 2 Si è trovato, partendo da un problema concreto, che con la base 2, utilizzando alcune potenze della base, operando con solo addizioni, posso ottenere tutti
Capitolo 7: Simmetrie e Numeri Quantici
Capitolo 7: Simmetrie e Numeri Quantici Corso di Fisica Nucleare e Subnucleare I Professor Carlo Dionisi A.A. 2004-2005 1 Simmetrie Invarianza Leggi di Conservazione 1) Principi di Invarianza e leggi di
Parte 3. Rango e teorema di Rouché-Capelli
Parte 3. Rango e teorema di Rouché-Capelli A. Savo Appunti del Corso di Geometria 203-4 Indice delle sezioni Rango di una matrice, 2 Teorema degli orlati, 3 3 Calcolo con l algoritmo di Gauss, 6 4 Matrici
Determinazione della composizione elementare dello ione molecolare. Metodo dell abbondanza isotopica. Misure di massa esatta
Determinazione della composizione elementare dello ione molecolare Metodo dell abbondanza isotopica Misure di massa esatta PREMESSA: ISOTOPI PICCHI ISOTOPICI Il picco dello ione molecolare è spesso accompagnato
La distribuzione Normale. La distribuzione Normale
La Distribuzione Normale o Gaussiana è la distribuzione più importante ed utilizzata in tutta la statistica La curva delle frequenze della distribuzione Normale ha una forma caratteristica, simile ad una
1 Applicazioni Lineari tra Spazi Vettoriali
1 Applicazioni Lineari tra Spazi Vettoriali Definizione 1 (Applicazioni lineari) Si chiama applicazione lineare una applicazione tra uno spazio vettoriale ed uno spazio vettoriale sul campo tale che "!$%!
x 1 + x 2 3x 4 = 0 x1 + x 2 + x 3 = 0 x 1 + x 2 3x 4 = 0.
Problema. Sia W il sottospazio dello spazio vettoriale R 4 dato da tutte le soluzioni dell equazione x + x 2 + x = 0. (a. Sia U R 4 il sottospazio dato da tutte le soluzioni dell equazione Si determini
ESERCIZI DI ALGEBRA LINEARE E GEOMETRIA
ESERCIZI DI ALGEBRA LINEARE E GEOMETRIA Francesco Bottacin Padova, 24 febbraio 2012 Capitolo 1 Algebra Lineare 1.1 Spazi e sottospazi vettoriali Esercizio 1.1. Sia U il sottospazio di R 4 generato dai
MODELLI ATOMICI. Modello Atomico di Dalton
MODELLI ATOMICI Gli atomi sono i piccoli mattoni che compongono la materia. Circa 2500 anni fa, il filosofo DEMOCRITO credeva che tutta la materia fosse costituita da piccole particelle che chiamò atomi.
Atomo: Particelle sub atomiche (appunti prof. Paolo Marchesi)
Atomo: Particelle sub atomiche (appunti prof. Paolo Marchesi) Il presente documento schematizza le principali particelle sub atomiche. Lo scopo di questa dispensa è fornire una schematizzazione sintetica
April 11, 2011. Fisica Nucleare. Monica Sambo. Sommario. Introduzione. Radioattivitá. Fisica del nucleo. Bibliografia. Esempio. Raggi emessi Esempio
April 11, 2011 1 2 3 4 Indicando con Z il numero dei protoni (numero atomico dell atomo) e con N il numero dei neutroni si definisce A il numero di massa del : A = Z + N (1) Nei nuclei leggeri si ha la
Esercizio 1 Dato il gioco ({1, 2, 3}, v) con v funzione caratteristica tale che:
Teoria dei Giochi, Trento, 2004/05 c Fioravante Patrone 1 Teoria dei Giochi Corso di laurea specialistica: Decisioni economiche, impresa e responsabilità sociale, A.A. 2004/05 Soluzioni degli esercizi
Na (T 1/2 =15 h), che a sua volta decade β - in 24 12
Esercizio 1 Il 24 10 Ne (T 1/2 =3.38 min) decade β - in 24 11 Na (T 1/2 =15 h), che a sua volta decade β - in 24 12 Mg. Dire quali livelli sono raggiungibili dal decadimento beta e indicare lo schema di
Grandezze scalari e vettoriali
Grandezze scalari e vettoriali Esempio vettore spostamento: Esistono due tipi di grandezze fisiche. a) Grandezze scalari specificate da un valore numerico (positivo negativo o nullo) e (nel caso di grandezze
CALCOLO COMBINATORIO
CALCOLO COMBINATORIO 1 Modi di formare gruppi di k oggetti presi da n dati 11 disposizioni semplici, permutazioni Dati n oggetti distinti a 1,, a n si chiamano disposizioni semplici di questi oggetti,
Appunti sulla Macchina di Turing. Macchina di Turing
Macchina di Turing Una macchina di Turing è costituita dai seguenti elementi (vedi fig. 1): a) una unità di memoria, detta memoria esterna, consistente in un nastro illimitato in entrambi i sensi e suddiviso
Bosone. Particella a spin intero, che obbedisce alla statistica di Bose-Einstein, che è opposta a quella di Fermi-Dirac.
Particelle ed Interazioni fondamentali Fermione. Particella a spin semintero, che obbedisce alla statistica di Fermi-Dirac, cioè due fermioni con gli stessi numeri quantici non possono coesistere in uno
LE SUCCESSIONI 1. COS E UNA SUCCESSIONE
LE SUCCESSIONI 1. COS E UNA SUCCESSIONE La sequenza costituisce un esempio di SUCCESSIONE. Ecco un altro esempio di successione: Una successione è dunque una sequenza infinita di numeri reali (ma potrebbe
SCHEDA M MOSAICI CLASSIFICARE CON LA SIMMETRIA
SCHEDA M MOSAICI CLASSIFICARE CON LA SIMMETRIA Qui sotto avete una griglia, che rappresenta una normale quadrettatura, come quella dei quaderni a quadretti; nelle attività che seguono dovrete immaginare
Sommario. Definizione di informatica. Definizione di un calcolatore come esecutore. Gli algoritmi.
Algoritmi 1 Sommario Definizione di informatica. Definizione di un calcolatore come esecutore. Gli algoritmi. 2 Informatica Nome Informatica=informazione+automatica. Definizione Scienza che si occupa dell
2.1 Definizione di applicazione lineare. Siano V e W due spazi vettoriali su R. Un applicazione
Capitolo 2 MATRICI Fra tutte le applicazioni su uno spazio vettoriale interessa esaminare quelle che mantengono la struttura di spazio vettoriale e che, per questo, vengono dette lineari La loro importanza
Il Modello Standard. Giuseppe Salamanna Università Roma Tre Master Classes 27 marzo 2015
Il Modello Standard Giuseppe Salamanna Università Roma Tre Master Classes 27 marzo 2015 1 Sommario I costituenti elementari della materia Tre famiglie di mattoni elementari Quattro forze fondamentali:
4 3 4 = 4 x 10 2 + 3 x 10 1 + 4 x 10 0 aaa 10 2 10 1 10 0
Rappresentazione dei numeri I numeri che siamo abituati ad utilizzare sono espressi utilizzando il sistema di numerazione decimale, che si chiama così perché utilizza 0 cifre (0,,2,3,4,5,6,7,8,9). Si dice
4. Operazioni elementari per righe e colonne
4. Operazioni elementari per righe e colonne Sia K un campo, e sia A una matrice m n a elementi in K. Una operazione elementare per righe sulla matrice A è una operazione di uno dei seguenti tre tipi:
APPLICAZIONI LINEARI
APPLICAZIONI LINEARI 1. Esercizi Esercizio 1. Date le seguenti applicazioni lineari (1) f : R 2 R 3 definita da f(x, y) = (x 2y, x + y, x + y); (2) g : R 3 R 2 definita da g(x, y, z) = (x + y, x y); (3)
Macroeconomia, Esercitazione 2. 1 Esercizi. 1.1 Moneta/1. 1.2 Moneta/2. 1.3 Moneta/3. A cura di Giuseppe Gori (giuseppe.gori@unibo.
acroeconomia, Esercitazione 2. A cura di Giuseppe Gori ([email protected]) 1 Esercizi. 1.1 oneta/1 Sapendo che il PIL reale nel 2008 è pari a 50.000 euro e nel 2009 a 60.000 euro, che dal 2008 al
Le funzioni continue. A. Pisani Liceo Classico Dante Alighieri A.S. 2002-03. A. Pisani, appunti di Matematica 1
Le funzioni continue A. Pisani Liceo Classico Dante Alighieri A.S. -3 A. Pisani, appunti di Matematica 1 Nota bene Questi appunti sono da intendere come guida allo studio e come riassunto di quanto illustrato
Come visto precedentemente l equazione integro differenziale rappresentativa dell equilibrio elettrico di un circuito RLC è la seguente: 1 = (1)
Transitori Analisi nel dominio del tempo Ricordiamo che si definisce transitorio il periodo di tempo che intercorre nel passaggio, di un sistema, da uno stato energetico ad un altro, non è comunque sempre
1 Giochi a due, con informazione perfetta e somma zero
1 Giochi a due, con informazione perfetta e somma zero Nel gioco del Nim, se semplificato all estremo, ci sono due giocatori I, II e una pila di 6 pedine identiche In ogni turno di gioco I rimuove una
Matematica generale CTF
Successioni numeriche 19 agosto 2015 Definizione di successione Monotonìa e limitatezza Forme indeterminate Successioni infinitesime Comportamento asintotico Criterio del rapporto per le successioni Definizione
Elementi di Psicometria con Laboratorio di SPSS 1
Elementi di Psicometria con Laboratorio di SPSS 1 12-Il t-test per campioni appaiati vers. 1.2 (7 novembre 2014) Germano Rossi 1 [email protected] 1 Dipartimento di Psicologia, Università di Milano-Bicocca
Probabilità discreta
Probabilità discreta Daniele A. Gewurz 1 Che probabilità c è che succeda...? Una delle applicazioni della combinatoria è nel calcolo di probabilità discrete. Quando abbiamo a che fare con un fenomeno che
SPC e distribuzione normale con Access
SPC e distribuzione normale con Access In questo articolo esamineremo una applicazione Access per il calcolo e la rappresentazione grafica della distribuzione normale, collegata con tabelle di Clienti,
Calcolo del Valore Attuale Netto (VAN)
Calcolo del Valore Attuale Netto (VAN) Il calcolo del valore attuale netto (VAN) serve per determinare la redditività di un investimento. Si tratta di utilizzare un procedimento che può consentirci di
Parte 6. Applicazioni lineari
Parte 6 Applicazioni lineari A Savo Appunti del Corso di Geometria 203-4 Indice delle sezioni Applicazioni fra insiemi, 2 Applicazioni lineari tra spazi vettoriali, 2 3 Applicazioni lineari da R n a R
Il concetto di valore medio in generale
Il concetto di valore medio in generale Nella statistica descrittiva si distinguono solitamente due tipi di medie: - le medie analitiche, che soddisfano ad una condizione di invarianza e si calcolano tenendo
F (x) = f(x) per ogni x I. Per esempio:
Funzioni Primitive (Integrali Indefiniti) (l.v.) Pur essendo un argomento che fa parte del Calcolo Differenziale, molti autori inseriscono funzioni primitive nel capitolo sul Calcolo Integrale, in quanto
Capitolo 2. Operazione di limite
Capitolo 2 Operazione di ite In questo capitolo vogliamo occuparci dell operazione di ite, strumento indispensabile per scoprire molte proprietà delle funzioni. D ora in avanti riguarderemo i domini A
risulta (x) = 1 se x < 0.
Questo file si pone come obiettivo quello di mostrarvi come lo studio di una funzione reale di una variabile reale, nella cui espressione compare un qualche valore assoluto, possa essere svolto senza necessariamente
Il campionamento. La digitalizzazione. Teoria e pratica. La rappresentazione digitale delle immagini. La rappresentazione digitale delle immagini
ACQUISIZIONE ED ELABORAZIONE DELLE IMMAGINI Teoria e pratica La digitalizzazione La digitalizzazione di oggetti legati a fenomeni di tipo analogico, avviene attraverso due parametri fondamentali: Il numero
LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA
LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA (Fenomeno, indipendente dal tempo, che si osserva nei corpi conduttori quando le cariche elettriche fluiscono in essi.) Un conduttore metallico è in equilibrio elettrostatico
1 Serie di Taylor di una funzione
Analisi Matematica 2 CORSO DI STUDI IN SMID CORSO DI ANALISI MATEMATICA 2 CAPITOLO 7 SERIE E POLINOMI DI TAYLOR Serie di Taylor di una funzione. Definizione di serie di Taylor Sia f(x) una funzione definita
Esercizi su lineare indipendenza e generatori
Esercizi su lineare indipendenza e generatori Per tutto il seguito, se non specificato esplicitamente K indicherà un campo e V uno spazio vettoriale su K Cose da ricordare Definizione Dei vettori v,,v
Esercitazione #5 di Statistica. Test ed Intervalli di Confidenza (per una popolazione)
Esercitazione #5 di Statistica Test ed Intervalli di Confidenza (per una popolazione) Dicembre 00 1 Esercizi 1.1 Test su media (con varianza nota) Esercizio n. 1 Il calore (in calorie per grammo) emesso
Energia potenziale elettrica
Energia potenziale elettrica Simone Alghisi Liceo Scientifico Luzzago Novembre 2013 Simone Alghisi (Liceo Scientifico Luzzago) Energia potenziale elettrica Novembre 2013 1 / 14 Ripasso Quando spingiamo
Strutturazione logica dei dati: i file
Strutturazione logica dei dati: i file Informazioni più complesse possono essere composte a partire da informazioni elementari Esempio di una banca: supponiamo di voler mantenere all'interno di un computer
Appunti di informatica. Lezione 2 anno accademico 2015-2016 Mario Verdicchio
Appunti di informatica Lezione 2 anno accademico 2015-2016 Mario Verdicchio Sistema binario e logica C è un legame tra i numeri binari (0,1) e la logica, ossia la disciplina che si occupa del ragionamento
2. Leggi finanziarie di capitalizzazione
2. Leggi finanziarie di capitalizzazione Si chiama legge finanziaria di capitalizzazione una funzione atta a definire il montante M(t accumulato al tempo generico t da un capitale C: M(t = F(C, t C t M
LE FUNZIONI A DUE VARIABILI
Capitolo I LE FUNZIONI A DUE VARIABILI In questo primo capitolo introduciamo alcune definizioni di base delle funzioni reali a due variabili reali. Nel seguito R denoterà l insieme dei numeri reali mentre
Appunti sul corso di Complementi di Matematica - prof. B.Bacchelli. 03 - Equazioni differenziali lineari omogenee a coefficienti costanti.
Appunti sul corso di Complementi di Matematica - prof. B.Bacchelli 03 - Equazioni differenziali lineari omogenee a coefficienti costanti. Def. Si dice equazione differenziale lineare del secondo ordine
Strane anomalie di un motore omopolare Di Valerio Rizzi e Giorgio Giurini
Strane anomalie di un motore omopolare Di Valerio Rizzi e Giorgio Giurini Gli scriventi, in qualità di studiosi del generatore omopolare hanno deciso di costruire questo motore per cercare di capire le
Capitolo 7 Le particelle dell atomo
Capitolo 7 Le particelle dell atomo 1. La natura elettrica della materia 2. La scoperta delle proprietà elettriche 3. Le particelle fondamentali dell atomo 4. La scoperta dell elettrone 5. L esperimento
Consideriamo due polinomi
Capitolo 3 Il luogo delle radici Consideriamo due polinomi N(z) = (z z 1 )(z z 2 )... (z z m ) D(z) = (z p 1 )(z p 2 )... (z p n ) della variabile complessa z con m < n. Nelle problematiche connesse al
Matematica e Statistica
Matematica e Statistica Prova d esame (0/07/03) Università di Verona - Laurea in Biotecnologie - A.A. 0/3 Matematica e Statistica Prova di MATEMATICA (0/07/03) Università di Verona - Laurea in Biotecnologie
Statistica. Lezione 6
Università degli Studi del Piemonte Orientale Corso di Laurea in Infermieristica Corso integrato in Scienze della Prevenzione e dei Servizi sanitari Statistica Lezione 6 a.a 011-01 Dott.ssa Daniela Ferrante
Luigi Piroddi [email protected]
Automazione industriale dispense del corso 10. Reti di Petri: analisi strutturale Luigi Piroddi [email protected] Analisi strutturale Un alternativa all analisi esaustiva basata sul grafo di raggiungibilità,
ESEMPIO 1: eseguire il complemento a 10 di 765
COMPLEMENTO A 10 DI UN NUMERO DECIMALE Sia dato un numero N 10 in base 10 di n cifre. Il complemento a 10 di tale numero (N ) si ottiene sottraendo il numero stesso a 10 n. ESEMPIO 1: eseguire il complemento
( x) ( x) 0. Equazioni irrazionali
Equazioni irrazionali Definizione: si definisce equazione irrazionale un equazione in cui compaiono uno o più radicali contenenti l incognita. Esempio 7 Ricordiamo quanto visto sulle condizioni di esistenza
Polli e conigli. problemi Piano cartesiano. Numeri e algoritmi Sistemi e loro. geometrica. Relazioni e funzioni Linguaggio naturale e
Polli e conigli Livello scolare: primo biennio Abilità Interessate Calcolo di base - sistemi Risolvere per via grafica e algebrica problemi che si formalizzano con equazioni. Analizzare semplici testi
Moto circolare uniforme
Moto circolare uniforme 01 - Moto circolare uniforme. Il moto di un corpo che avviene su una traiettoria circolare (una circonferenza) con velocità (in modulo, intensità) costante si dice moto circolare
Cosa dobbiamo già conoscere?
Cosa dobbiamo già conoscere? Insiemistica (operazioni, diagrammi...). Insiemi finiti/numerabili/non numerabili. Perché la probabilità? In molti esperimenti l esito non è noto a priori tuttavia si sa dire
Analisi dei Dati 12/13 Esercizi proposti 3 soluzioni
Analisi dei Dati 1/13 Esercizi proposti 3 soluzioni 0.1 Un urna contiene 6 palline rosse e 8 palline nere. Si estraggono simultaneamente due palline. Qual è la probabilità di estrarle entrambe rosse? (6
Energia e Lavoro. In pratica, si determina la dipendenza dallo spazio invece che dal tempo
Energia e Lavoro Finora abbiamo descritto il moto dei corpi (puntiformi) usando le leggi di Newton, tramite le forze; abbiamo scritto l equazione del moto, determinato spostamento e velocità in funzione
LA FORZA. Il movimento: dal come al perché
LA FORZA Concetto di forza Principi della Dinamica: 1) Principio d inerzia 2) F=ma 3) Principio di azione e reazione Forza gravitazionale e forza peso Accelerazione di gravità Massa, peso, densità pag.1
Il fotone. Emanuele Pugliese, Lorenzo Santi URDF Udine
Il fotone Emanuele Pugliese, Lorenzo Santi URDF Udine Interpretazione di Einstein dell effetto fotoelettrico Esistono «particelle»* di luce: i fotoni! La luce è composta da quantità indivisibili di energia
I database relazionali sono il tipo di database attualmente piu diffuso. I motivi di questo successo sono fondamentalmente due:
Il modello relazionale I database relazionali sono il tipo di database attualmente piu diffuso. I motivi di questo successo sono fondamentalmente due: 1. forniscono sistemi semplici ed efficienti per rappresentare
MATEMATICA DEL DISCRETO elementi di teoria dei grafi. anno acc. 2009/2010
elementi di teoria dei grafi anno acc. 2009/2010 Grafi semplici Un grafo semplice G è una coppia ordinata (V(G), L(G)), ove V(G) è un insieme finito e non vuoto di elementi detti vertici o nodi di G, mentre
Teoria delle code. Sistemi stazionari: M/M/1 M/M/1/K M/M/S
Teoria delle code Sistemi stazionari: M/M/1 M/M/1/K M/M/S Fabio Giammarinaro 04/03/2008 Sommario INTRODUZIONE... 3 Formule generali di e... 3 Leggi di Little... 3 Cosa cerchiamo... 3 Legame tra N e le
f(x) = 1 x. Il dominio di questa funzione è il sottoinsieme proprio di R dato da
Data una funzione reale f di variabile reale x, definita su un sottoinsieme proprio D f di R (con questo voglio dire che il dominio di f è un sottoinsieme di R che non coincide con tutto R), ci si chiede
Schemi delle Lezioni di Matematica Generale. Pierpaolo Montana
Schemi delle Lezioni di Matematica Generale Pierpaolo Montana Al-giabr wa al-mukabalah di Al Khuwarizmi scritto approssimativamente nel 820 D.C. Manuale arabo da cui deriviamo due nomi: Algebra Algoritmo
MODELLO RELAZIONALE. Introduzione
MODELLO RELAZIONALE Introduzione E' stato proposto agli inizi degli anni 70 da Codd finalizzato alla realizzazione dell indipendenza dei dati, unisce concetti derivati dalla teoria degli insiemi (relazioni)
Anche nel caso che ci si muova e si regga una valigia il lavoro compiuto è nullo: la forza è verticale e lo spostamento orizzontale quindi F s =0 J.
Lavoro Un concetto molto importante è quello di lavoro (di una forza) La definizione di tale quantità scalare è L= F dl (unità di misura joule J) Il concetto di lavoro richiede che ci sia uno spostamento,
Lezione 1. Gli Insiemi. La nozione di insieme viene spesso utilizzata nella vita di tutti i giorni; si parla dell insieme:
Lezione 1 Gli Insiemi La nozione di insieme viene spesso utilizzata nella vita di tutti i giorni; si parla dell insieme: degli iscritti ad un corso di laurea delle stelle in cielo dei punti di un piano
Esempi di funzione. Scheda Tre
Scheda Tre Funzioni Consideriamo una legge f che associa ad un elemento di un insieme X al più un elemento di un insieme Y; diciamo che f è una funzione, X è l insieme di partenza e X l insieme di arrivo.
Capitolo 25: Lo scambio nel mercato delle assicurazioni
Capitolo 25: Lo scambio nel mercato delle assicurazioni 25.1: Introduzione In questo capitolo la teoria economica discussa nei capitoli 23 e 24 viene applicata all analisi dello scambio del rischio nel
APPUNTI DI RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE Dr. Claudio Santi. CAPITOLO 1 NMR Risonanza Magnetica Nucleare
APPUNTI DI RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE Dr. Claudio Santi CAPITOLO 1 NMR Risonanza Magnetica Nucleare INTRODUZIONE Nel 1946 due ricercatori, F. Block ed E.M.Purcell, hanno indipendentemente osservato per
Algoritmi e strutture dati. Codici di Huffman
Algoritmi e strutture dati Codici di Huffman Memorizzazione dei dati Quando un file viene memorizzato, esso va memorizzato in qualche formato binario Modo più semplice: memorizzare il codice ASCII per
Rette e piani con le matrici e i determinanti
CAPITOLO Rette e piani con le matrici e i determinanti Esercizio.. Stabilire se i punti A(, ), B(, ) e C(, ) sono allineati. Esercizio.. Stabilire se i punti A(,,), B(,,), C(,, ) e D(4,,0) sono complanari.
L ANALISI ABC PER LA GESTIONE DEL MAGAZZINO
L ANALISI ABC PER LA GESTIONE DEL MAGAZZINO È noto che la gestione del magazzino è uno dei costi nascosti più difficili da analizzare e, soprattutto, da contenere. Le nuove tecniche hanno, però, permesso
Spettrofotometria. Le onde luminose consistono in campi magnetici e campi elettrici oscillanti, fra loro perpendicolari.
Spettrofotometria. Con questo termine si intende l utilizzo della luce nella misura delle concentrazioni chimiche. Per affrontare questo argomento dovremo conoscere: Natura e proprietà della luce. Cosa
