LA CANTATA DA CAMERA
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- Enrichetta Moretti
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1 LA CANTATA DA CAMERA 1
2 Caratteri generali e diffusione della cantata da camera Nel Seicento un posto particolare va assegnato alla cantata solistica da camera. Tipo di musica destinata ad un pubblico selezionato di intenditori (prosperò nelle corti prelatizie romane, nelle accademie, nelle case patrizie veneziane). Nella fase iniziale,la cantata è, come il madrigale, una forma musicale aperta e mutevole rispetto agli elementi che la compongono Poiché si rivolge ad una cerchia ristretta di ascoltatori, i compositori puntano sulle sottigliezze compositive (nell opera invece troviamo situazioni drammatiche stabilite) Si fonda sull alternanza di recitativi e arie (come per l opera) e sull esibizione virtuosistica del cantante. Le prime raccolte di cantate furono stampate a Venezia tra il 1620 e il 1640, probabilmente ad uso delle accademie e delle case patrizie locali La maggior parte delle fonti manoscritte di cantate redatte da metà secolo in poi sono invece di provenienza romana. A Roma, infatti, si diffuse presso le corti private, cardinalizie e principesche. Sono romani di nascita o di adozione i principali compositori di cantate: Giacomo Carissimi, Luigi Rossi, Antonio Cesti, Alessandro Stradella, Alessandro Scarlatti. 2
3 Il termine cantata Il termine cantata sembra essere stato adoperato per la prima volta da Alessandro Grandi ( ) nel primo volume delle Cantade et arie stampato a Venezia nel Nella prima metà del secolo non fu impiegato il nome di cantata ma si parla di arie, ariette, madrigali, musiche, canzonette, scherzi, lamenti, concerti, capricci. 3
4 La cantata si definisce via via Negli ultimi anni del seicento la cantata adottò la forma di due arie unite e solitamente precedute da un recitativo. Fino alla metà del Seicento la maggior parte delle cantate richiedevano un solo cantante (di solito un Soprano) accompagnato dal basso continuo (realizzato da un chitarrone, dalla tiorba, dall organo o dal clavicembalo). L argomento che trattano è di solito l amore, quello malinconico e infelice (linguaggio poetico pieno di metafore). 4
5 Le cantate di Giacomo Carissimi e di Antonio Cesti Grande compositore di cantate fu Giacomo Carissimi (Marino, 18 aprile 1605 Roma, 12 gennaio 1674) Di lui ci sono pervenute 148 cantate, perlopiù per Soprano e basso continuo Numerose sono le sottigliezze che il compositore romano impiega nelle sue cantate: fioriture vocali, agilità, figurazioni arpeggiate, effetti armonici singolari e dissonanti 5
6 Il lamento di Maria di Scozia Il testo si riferisce ad un fatto storico: il regicidio di Maria Stuarda nel Il racconto dell evento è effettuato quasi tutto dalla protagonista stessa e si svolge perlopiù in un intenso stile recitativo che passa liberamente da episodi ariosi a sezioni di andamento melodico strettamente declamato 6
7 Antonio Cesti Antonio Cesti(Arezzo, 5 agosto 1623 Firenze, 14 ottobre 1669), scrive 61 cantate per Soprano e basso continuo. Alcune cantate sono molto brevi (Vaghi fiori) altre molto ampie (Pria ch adori) Numerose sono le sue cantate a ritmo ternario lento 7
8 Tu mancavi a tormentarmi - Cesti Tu mancavi a tormentarmi, Crudelissima speranza, E con dolce rimembranza Vuoi di nuovo avvelenarmi. Ancor dura La sventura D una fiamma incenerita, La ferita Ancora aperta Par m avverta nuove pene. Dal rumor delle catene Mai non vedo allontanarmi. 8
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