LA SEGNALETICA DI SICUREZZA
|
|
|
- Alfonso Barbato
- 10 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 DOSSIER AMBIENTE SUPPLEMENTO AL N giugno 1998 LA SEGNALETICA DI SICUREZZA informazioni di base ai sensi del decreto legislativo n. 493 /96 Distribuzione gratuita, per gentile concessione dell ISPESL ASSOCIAZIONE AMBIENTE E LAVORO Viale Marelli Sesto San Giovanni Milano tel
2 Precisazione a lettura obbligatoria Il copyright di questa dispensa è dell ISPELS - Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza Lavoro La dispensa è stata realizzata dall Associazione Ambiente e Lavoro nell ambito progetto di ricerca ISPESL 1996 Linee guida per una corretta informazione e formazione ai sensi del decreto legislativo n. 626/94. Per consentire la massima informazione ed attuazione del decreto legislativo n. 493 del 15 agosto 1996, l ISPESL favorisce la distribuzione di questa dispensa, in forma gratuita, a tutti i lavoratori ed a tutti i soggetti interessati, anche attraverso la duplicazione da parte di terzi, purchè ciò avvenga nel più assoluto e rigoroso rispetto delle modalità riportate a pag 5. Per ogni ulteriore informazione rivolgersi a Ispesl Dipartimento documentazione, informazione e formazione, Via Alessandria n. 220 E Roma - Tel. 06/ xfax 06/
3 Dossier Ambiente Trimestrale di Ambiente e Lavoro Direttore Responsabile: Rino Pavanello DOSSIER AMBIENTE Direzione e Redazione: V.le Marelli, Sesto San Giovanni (MI) tel. 02/ / Fax 02/ Registrazione n 646 del 13/6/88 del Tribunale di Monza (MI) Stampa: tipo - litografia S.p.A. Tipografica Sociale Viale Europa, Monza tel. (039) Editore e Proprietà Associazione Ambiente e Lavoro PRECISAZIONE: Il copyright della dispensa La segnaletica di sicurezza è di proprietà dell ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza nei luoghi di Lavoro), che ne favorisce la distribuzione purchè gratuita e nell assoluto rispetto delle condizioni riportate nella precisazione a lettura obbligatoria, pubblicata a pag.5 3
4 LA SEGNALETICA DI SICUREZZA informazioni di base ai sensi del decreto legislativo n. 493 /96 L ISPESL favorisce la diffusione gratuita di questa dispensa per garantire la maggior conoscenza delle disposizioni relative alla segnaletica di sicurezza nei luoghi di lavoro, contenute nel decreto legislativo n. 493 del 15 agosto ISPESL ISTITUTO SUPERIORE PREVENZIONE E SICUREZZA LAVORO 4
5 PRECISAZIONE A LETTURA OBBLIGATORIA Il copyright di questa dispensa è dell ISPESL. La dispensa è stata realizzata dall Associazione Ambiente e Lavoro nell ambito progetto di ricerca ISPESL 1996 Linee guida per una corretta informazione e formazione ai sensi del decreto legislativo n. 626/94. Per consentire la massima informazione ed attuazione del decreto legislativo n. 493 del 15 agosto 1996, l ISPESL favorisce la distribuzione di questa dispensa, in forma gratuita, a tutti i lavoratori ed a tutti i soggetti interessati, anche attraverso la duplicazione da parte di terzi, purchè ciò avvenga nel più assoluto e rigoroso rispetto dei seguenti modalità: 1) E vietato ogni uso commerciale; 2) La dispensa può essere distribuita solo gratuitamente; 3) La dispensa deve essere riprodotta in forma integrale, senza apportare alcuna modifica dei contenuti in nessuna delle sue 20 pagine; 4) I soggetti che intendono distribuire gratuitamente la presente dispensa inserendovi il proprio logo, possono inserire il logo esclusivamente nell apposito riquadro in calce a pag. 20, preceduto dalla scritta: questa dispensa è distribuita gratuitamente da parte di... (logo del soggetto che la distribuisce). Il copyrigt della dispensa è e rimane di proprietà dell ISPESL. E vietata ogni forma di vendita e di uso commerciale. Chi si avvale di questa facoltà ha l obbligo di darne conoscenza all ISPESL, indicando il numero di copie distribuite ed inviando tre copie riprodotte, con il logo e la scritta, per plico raccomandato a: ISPESL, come sotto indicato. 5) I soggetti che intendono duplicare in proprio e distribuire sempre gratuitamente la presente dispensa, inserendo oltre al proprio logo anche altre eventuali scritte obbligatorie per legge, ovvero per adempiere ad obblighi richiesti da altri Enti (esempio l Ente Poste), devono richiedere la preventiva approvazione scritta dell ISPESL. Ogni abuso sarà perseguito e gli inadempienti non potranno invocare la buona fede vista la rilevanza data a questa precisazione a lettura obbligatoria Per ogni ulteriore informazione rivolgersi a Ispesl Dipartimento documentazione, informazione e formazione, Via Alessandria n. 220 E Roma Tel. 06/ xfax 06/
6 INTRODUZIONE Il fondamentale Decreto legislativo 626 del 1994 stabilisce delle misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Fra queste misure l uso dei segnali di avvertimento e sicurezza riveste una rilevanza non secondaria. Il recente D.Lgs. del 14 agosto 1996, n.493 istituisce un vero e proprio sistema formalizzato di comunicazione aziendale, codificando i principi generali integrati con quanto previsto dal D.Lgs.626/94. Le segnalazioni di avvertimento e di sicurezza non sono e non devono essere ritenute il fulcro delle misure di prevenzione: esse hanno la specifica funzione di completare le misure di prevenzione e protezione già in atto, richiamando in loco la formazione e le conoscenze che devono essere fornite in precedenza agli addetti interessati. Numerosi riferimenti all'obbligo di segnalare adeguatamente i pericoli e osservare comportamenti sicuri erano già presenti nella legislazione precedente. quali ad esempio: DPR 547/55 (Prevenzione Infortuni), 303/56 (Igiene del Lavoro), 164/55 (Prevenzione in Edilizia) D.Lgs. 277/91 (Tutela dagli Agenti Nocivi). OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO Nel nuovo sistema normativo integrato i passaggi richiesti al Datore di Lavoro per raggiungere gli standard ottimali sono schematizzabili nel modo esemplificato in figura 1. Innanzitutto il datore di lavoro deve identificare i pericoli e valutare i rischi. Dove i rischi non siano eliminabili, il datore di lavoro deve predisporre tutte le misure necessarie per evitare o limitare i rischi stessi al più basso livello possibile. L impiego della segnaletica è uno dei momenti di questa opera di prevenzione. Gli scopi della segnaletica di sicurezza sono i seguenti: Vietare comportamenti pericolosi Avvertire di rischi o pericoli Fornire indicazioni per la sicurezza o il soccorso Prescrivere comportamenti sicuri Indicare ulteriori elementi di prevenzione Secondo l all.i del D.Lgs. 493, E necessario che il datore di lavoro selezioni per le proprie necessità relative alla segnaletica gli strumenti comunicativi più adeguati, tra cartelli, segnali luminosi, acustici, gestuali e la comunicazione verbale. Compito specifico del datore di lavoro è informare i lavoratori e in particolare gli RLS. 6
7 Figura 1 IDENTIFICARE I PERICOLI VALUTARE I RISCHI art. 4/626 EVITARE O LIMITARE I RISCHI art. 3-4/626 IMPIEGARE LA SEGNALETICA art. 2/DLgs 493 VIETARE COMPORTAMENTI PERICOLOSI AVVERTIRE DI RISCHI O PERICOLI FORNIRE INDICAZIONI PER LA SICUREZZA O IL SOCCORSO PRESCRIVERE COMPORTAMENTI SICURI INDICARE ULTERIORI ELEMENTI DI PREVENZIONE SELEZIONARE LA SEGNALETICA NECESSARIA all. I/DLgs 493 CARTELLI SEGNALI ACUSTICI SEGNALI LUMINOSI SEGNALI GESTUALI COMUNICAZIONE VERBALE INFORMARE E FORMARE LAVORATORI E RLS art. DLgs 493 7
8 LE NOVITA DEL D.LGS. 493/96 Fra le novità di rilievo del D.Lgs 493 occorre sottolineare il raccordo fra la normativa inerente alla classificazione e all etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi con le prescrizioni di identificazione del contenuto dei recipienti e tubazioni nei luoghi di lavoro. Infatti secondo la nuova normativa vanno muniti dell'etichettatura, con il pittogramma o il simbolo sul colore di fondo, secondo le disposizioni citate: i recipienti utilizzati sui luoghi di lavoro e contenenti sostanze e preparati pericolosi; i recipienti utilizzati per il magazzinaggio di tali sostanze o preparati pericolosi; nonché le tubazioni visibili che servono a contenere o a trasportare dette sostanze o preparati pericolosi,. A questo scopo viene anche modificato l'articolo 355 del DPR547/55 e soppressa la relativa tabella A, oggi superata dai familiari simboli europei unificati. Tabella A - CONTRASSEGNI TIPICI AVVISANTI PERICOLO ADOTTATI DALL'UFFICIO INTERNAZIONALE DEL LAVORO Pericolo Pericolo Pericolo Pericolo d'esplosione d infiammabilità d'intossicazione di corrosione QUESTI SIMBOLI VANNO A SCOMPARIRE SOSTITUITI DAI SEGUENTI: RISCHI TOSSICOLOGICI T+ / T C Xn / Xi RISCHI CHIMICO-FISICI AMBIENTE (?) E F+ / F O N 8
9 L'etichettatura può essere sostituita da cartelli di avvertimento che riportino lo stesso pittogramma o lo stesso simbolo e sottoriportati. sostanze sostanze sostanze velenose corrosive o irritanti nocive materiale materiale materiale esplosivo infiammabile comburente L'etichettatura può essere completata da ulteriori informazioni, quali il nome o la formula della sostanza o del preparato pericoloso, e da dettagli sui rischi connessi, con le frasi di rischio e i consigli di sicurezza previsti dalle norme sull etichettatura. Per quanto riguarda il trasporto di recipienti sul luogo di lavoro, in alternativa è anche possibile adottare i cartelli utilizzati a livello comunitario per il trasporto di sostanze o preparati pericolosi. La disposizione inerente alla etichettatura dei recipienti non si applica ai contenitori utilizzati sui luoghi di lavoro per una breve durata, né a quelli il cui contenuto cambia frequentemente, ma solo a condizione che si prendano provvedimenti alternativi idonei, in particolare, si svolgano azioni di informazione o di formazione, degli addetti, che garantiscano un livello identico di protezione. 9
10 GLI ASPETTI PIU SIGNIFICATIVI DEL D.LGS. 493/96 La premessa generale - che vale la pena di sottolineare perchè meno ovvia di quanto si possa ritenere - è che la segnaletica è costituita NON SOLO DAI CARTELLI, ma da un complesso di strumenti, canali comunicativi e modalità di interazione che si inseriscono nel sistema di gestione aziendale della sicurezza. Definiamo con precisione le finalità comunicative che stanno a fondamento della segnaletica: Un DIVIETO ha la funzione di vietare un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo Un segnale di AVVERTIMENTO avverte di un rischio o pericolo Un segnale di PRESCRIZIONE prescrive un determinato comportamento Un segnale di SALVATAGGIO O DI SOCCORSO fornisce indiczioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio Un segnale di INFORMAZIONE fornisce indicazioni diverse GLI STRUMENTI DELLA SEGNALETICA L obiettivo generale della segnaletica è fornire una indicazione o una prescrizione utilizzando una serie di strumenti. Il cartello fornisce una indicazione determinata con visibilità garantita da illuminazione di intensità sufficiente mediante combinazione di forma geometrica, colori, simbolo o pittogramma che sono le immagini impiegate su un cartello (o su una superficie luminosa). I colori della sicurezza sono i seguenti: DIVIETO PERICOLO ALLARME ANTINCENDIO SALVATAGGIO SOCCORSO SICUREZZA AVVERTIMENTO PRESCRIZIONE Esistono diverse forme geometriche e dimensioni dei cartelli, come riportato nelle pagine seguenti. 10
11 Vediamo qualche esempio di cartelli secondo la loro forma e il loro colore, che variano a seconda della finalità. quelli di DIVIETO, che per principio hanno una forma rotonda Vietato fumare Vietato fumare Vietato ai pedoni o usare fiamme libere Divieto di spegnere Acqua non potabile Divieto di accesso con acqua alle persone non autorizzate I cartelli di AVVERTIMENTO hanno forma triangolare; vediamo qualche esempio: Sostanze corrosive Materiali radioattivi Carichi sospesi 11
12 I cartelli che hanno come scopo la PRESCRIZIONE hanno forma rotonda Protezione Casco protezione Protezione obbligatoriadegli occhi obbligatoria obbligatoria dell udito Ecco alcuni esempi di cartelli di SALVATAGGIO, che hanno forma rettangolare o quadrata Percorso/Uscita di emergenza 12
13 Anche i cartelli di SOCCORSO o ANTINCENDIO hanno forma rettangolare o quadrata P.S. Barella Doccia sicurezza Lavaggio occhi Tel. soccorso Lancia antincendio Scala Estintore Telefono per gli interventi antincendio Con cartelli di questo tipo si segnalano ed evidenziano gli OSTACOLI. 13
14 Un segnale luminoso può essere illuminato dall interno o dal retro ed ha caratteristiche di forma, colori e pittogrammi simili a quello dei cartelli semplici. Un segnale acustico E emesso e diffuso da un apposito dispositivo, senza impiego di voce umana o di sintesi vocale. Una comunicazione verbale impiega la voce umana o una sintesi vocale. Vediamo qualche esempio via: alt: ferma: solleva: abbassa: avanti: indietro: a destra: a sinistra: attenzione: presto: per indicare che si è assunta la direzione dell operazione; per interrompere o terminare un movimento: per arrestare le operazioni; per far salire un carico; per far scendere un carico; per avanzare; per arretrare; svoltare a destra svoltare a sinistra per ordinare un alt o un arresto d urgenza; per accelerare un movimento per sicurezza (se necessario, questi ordini andranno coordinati coi codici gestuali corrispondenti) 14
15 Un segnale gestuale consiste in un movimento o in una particolare posizione delle braccia o delle mani per guidare persone che effettuano manovre. Vediamo qualche esempio: A. Gesti generali Significato Descrizione Figura INIZIO Attenzione Presa di comando ALT Interruzione Fine del movimento FINE delle operazioni Le due braccia sono aperte in senso orizzontale, le palme delle mani rivolte in avanti Il braccio destro è teso verso l'alto, con la palma della mano destra rivolta in avanti Le due mani sono giunte all'altezza del petto B. Movimenti verticali Significato Descrizione Figura SOLLEVARE Il braccio destro, teso verso l'alto, con la palma della mano destra rivolta in avanti, descrive lentamente un cerchio ABBASSARE Il braccio destro, teso verso il basso, con la palma della mano destra rivolta verso il corpo, descrive lentamente un cerchio DISTANZA VERTICALE Le mani indicano la distanza 15
16 C. Movimenti orizzontali Significato Descrizione Figura AVANZARE RETROCEDERE A DESTRA rispetto al segnalatore A SINISTRA rispetto al segnalatore DISTANZA ORIZZONTALE Entrambe le braccia sono ripiegate, le palme delle mani rivolte all'indietro; gli avambracci compiono movimenti lenti in direzione del corpo Entrambe le braccia piegate, le palme delle mani rivolte in avanti; gli avambracci compiono movimenti lenti che s'allontanano dal corpo Il braccio destro, teso più o meno lungo l'orizzontale, con la palma della mano destra rivolta verso il basso, compie piccoli movimenti lenti nella direzione Il braccio sinistro, teso più o meno in orizzontale, con la palma della mano sinistra rivolta verso il basso, compie piccoli movimenti lenti nella direzione Le mani indicano la distanza D. Pericolo Significato Descrizione Figura PERICOLO Alt o arresto di emergenza Entrambe le braccia tese verso l'alto; le palme delle mani rivolte in avanti MOVIMENTO RAPIDO I gesti convenzionali utilizzati per indicare i movimenti sono effettuati con maggiore rapidità MOVIMENTO LENTO I gesti convenzionali utilizzati per indicare i movimenti sono effettuati molto lentamente 16
17 RIASSUMENDO L IMPIEGO DELLA SEGNALETICA ha in generale i seguenti scopi: avvertire di un rischio o di un pericolo le persone esposte; vietare comportamenti che potrebbero causare pericolo; prescrivere determinati comportamenti necessari ai fini della sicurezza; fornire indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio; fornire altre indicazioni in materia di prevenzione e sicurezza. Bisogna ancora una volta sottolineare che - in ogni caso, ma per la segnaletica nello specifico - per ottenere un efficace intervento di prevenzione è preliminare e indispensabile fornire l informazione e la formazione ai lavoratori ed ai loro rappresentanti sulle misure adottate nell impresa e sul significato della segnaletica di sicurezza. Inoltre va precisato che i mezzi e i dispositivi segnaletici devono essere regolarmente puliti, sottoposti a manutenzione, controllati e riparati e, se necessario, sostituiti, affinché conservino le loro proprietà intrinseche o di funzionamento. Le dimensioni e le proprietà colorimetriche e fotometriche dei cartelli devono essere tali da garantirne una buona visibilità e comprensione. Il numero e l ubicazione dei mezzi o dei dispositivi segnaletici da sistemare è in funzione dell entità dei rischi, dei pericoli o delle dimensioni dell area da coprire. I pittogrammi utilizzati possono differire leggermente dalle figure riportate dagli esempi di legge o presentare rispetto a esse un maggiore numero di particolari, purché il significato sia equivalente e non sia reso equivoco dagli adattamenti e dalle modifiche apportate. A superficie in m2 L distanza riconoscibilità in metri A>L2/2000 ESEMPI INDICATIVI DISTANZA (m) AREA (m2) DIAGONALE (cm) 10 0, , , , Ad esempio ad una distanza di 20 metri il segnale dovrà avere un diametro di almeno 60 cm, mentre a 30 metri il diametro dovrà raggiungere almeno un metro. 17
18 Direttore ISPESL: Antonio Moccaldi Direttore Dipartimento: Sergio Perticaroli Direttore Responsabile:Vincenzo Lucarelli Coordinatore Editoriale: Giuseppe Bedini Il copyright della dispensa La segnaletica di sicurezza è di proprietà dell ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro), che ne favorisce la distribuzione purchè gratuita e nell assoluto rispetto delle condizioni riportate nella precisazione a lettura obbligatoria pubblicata a pag 5. Il sottoscritto... dichiara di ricevere gratuitamente da... la dispensa LA SEGNALETICA DI SICUREZZA, il cui copyright è e rimane di proprietà dell ISPESL. Città...Data... Firma di chi riceve... L ISPESL favorisce la diffusione di questa dispensa per garantire la maggior conoscenza delle disposizioni relative alla segnaletica di sicurezza nei luoghi di lavoro, contenute nel decreto legislativo n. 493 del 15 agosto La diffusione avviene nell assoluto rispetto delle condizioni pubblicate a pag.5 di questa dispensa. Il copyright della dispensa è e rimane di proprietà dell ISPESL. Questa dispensa è distribuita gratuitamente da parte dell Associazione Ambiente e Lavoro, grazie all autorizzazione concessa in data 30 luglio 1998 da parte dell ISPESL. Associazione Ambiente e Lavoro Viale Marelli, Sesto San Giovanni (Milano) Tel. 02/ Fax 02/
19 Il copyright della dispensa La segnaletica di sicurezza è di proprietà dell ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro), che ne favorisce la distribuzione purchè gratuita e nell assoluto rispetto delle condizioni riportate nella precisazione a lettura obbligatoria, pubblicata a pag 5. Il sottoscritto... dichiara di ricevere gratuitamente da... la dispensa LA SEGNALETICA DI SICUREZZA, il cui copyright è e rimane di proprietà dell ISPESL. Città...Data... Firma di chi riceve... 20
Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro
Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro Decreto Legislativo 9 aprile 2008, nr. 81 Art. 161 Campo di applicazione 1. Il presente titolo stabilisce le prescrizioni per la segnaletica di sicurezza e
SEGNALETICA DI SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO
SEGNALETICA DI SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO IL D.Lgs. n 493 del 14/08/1996, IN ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 92/58/CEE, TRATTA LE PRESCRIZIONI MINIME PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA E/O DI SALUTE SUL LUOGO
SEGNALETICA GENERALE PREVISTA NEL CANTIERE
SEGNALETICA GENERALE PREVISTA NEL CANTIERE Cartelli di divieto Trasmettono un messaggio che vieta determinati atti, comportamenti o azioni che possano essere rischiosi. Il segnale è di forma rotonda, pittogramma
SEGNALETICA DI SICUREZZA
SEGNALETICA DI SICUREZZA Lo scopo della segnalazione di sicurezza è quello di attirare in modo rapido e facilmente comprensibile l'attenzione su oggetti e situazioni che possono determinare pericoli. La
Guida alla segnaletica di sicurezza (prima parte)
Guida alla segnaletica di sicurezza (prima parte) Pubblicato il: 16/06/2004 Aggiornato al: 16/06/2004 di Gianfranco Ceresini L utilizzo della segnaletica di sicurezza può sembrare a prima vista un elemento
Colorazioni della segnaletica in relazione alla indicazione che deve fornire
Segnaletica di sicurezza sul posto di lavoro prof F.Scinicariello Per il Biennio Itis Prescrizioni generali per la segnaletica di sicurezza Colorazioni della segnaletica in relazione alla indicazione che
Corso Operatore C.R.I. nel Settore Emergenza Antincendio e sostanze pericolose
Corso Operatore C.R.I. nel Settore Emergenza Antincendio e sostanze pericolose Sicurezza Antincendio La combustione è la reazione chimica tra due sostanze diverse: il COMBUSTIBILE (materiale capace di
SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO TITOLO V dlgs del 9 aprile 2008 81/08
SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO TITOLO V dlgs del 9 aprile 2008 81/08 Art. 161 : IL PRESENTE TITOLO STABILISCE LE PRESCRIZIONI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LUOGO DI LAVORO
Progetto Labor - Linea 4 Emersì Sicurezza nei luoghi di lavoro ed Emersione del lavoro irregolare
Progetto Labor - Linea 4 Emersì Sicurezza nei luoghi di lavoro ed Emersione del lavoro irregolare Prevenzione e promozione della sicurezza Lavoro sicuro 1 LAVORO SICURO 2 1. Sicurezza: i provvedimenti
La segnaletica di sicurezza
La segnaletica di sicurezza Nell ambito di una qualsiasi attività lavorativa, possono essere presenti diversi tipi di pericoli per la salute e l incolumità fisica dei lavoratori. La vigente normativa in
La segnaletica di sicurezza
La segnaletica di sicurezza 1/59 1/5 Normativa Cos è la segnaletica di sicurezza? La norma di riferimento è il D. Lgs 81/08 TITOLO V - SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO 2/59 2/5 Cos è la segnaletica
Mentre in passato con il termine "segnaletica" (cartelli segnaletici e contrassegni), attualmente, include tutte le forme di trasmissione di un
ing. Domenico Mannelli www.mannelli.info info La segnaletica nei cantieri i SIGNIFICATO DELL'ESPRESSIONE "SEGNALETICA" Mentre in passato con il termine "segnaletica" venivano compresi solamente i segnali
i cartelli Segnaletici Per la Sicurezza e le emergenze
i cartelli Segnaletici Per la Sicurezza e le emergenze LA FORMAZIONE VINCENTE. CFRM è la prima struttura in Italia ed una delle prime in Europa specializzata nella formazione ed addestramento all uso di
PRESCRIZIONI GENERALI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA
ALLEGATO XXIV PRESCRIZIONI GENERALI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA ALLEGATO XXIV PRESCRIZIONI GENERALI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA 1. CONSIDERAZIONI PRELIMINARI 1.1. La segnaletica di sicurezza deve
LA SEGNALETICA DI SICUREZZA
SCHEDA TECNICA N 23 LA SEGNALETICA DI SICUREZZA Servizio Prevenzione e Protezione V IA A LBERTONI, 15-40138 BOLOGNA! 051.63.61.371-FAX 051.63.61.358 E-mail: [email protected] I - DESCRIZIONE LA SEGNALETICA
ABC della sicurezza sul lavoro
Straniero, non estraneo ABC della sicurezza sul lavoro Opuscolo informativo per i lavoratori stranieri e le loro famiglie Edizione 2009 Questo opuscolo è stato realizzato da INAIL Direzione Centrale Comunicazione
Segnaletica di sicurezza negli ambienti di lavoro. D. Lgs. 493/96
Segnaletica di sicurezza negli ambienti di lavoro D. Lgs. 493/96 Segnaletica di sicurezza negli ambienti di lavoro Il D.Lgs. 626/94 stabilisce le misure generali di tutela della salute e della sicurezza
Segnaletica di sicurezza La segnaletica di sicurezza Titolo V D. Lgs. 81/08
Segnaletica di sicurezza La segnaletica di sicurezza Titolo V D. Lgs. 81/08 La norma di riferimento è il Titolo V del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.: SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO 1 2 Cos è la segnaletica
Segnaletica di sicurezza nei luoghi di lavoro - D.Lgs. 81/2008.
Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia Istituto Comprensivo Via Cavolecchia, 4 - Manfredonia (FG) Tel. 0884-585923 Fax
LA SEGNALETICA DI SICUREZZA. Fonti normative
Titolo V del D.Lgs 81/08 1 Fonti normative Attuazione della direttiva n. 92/58/CEE concernente le prescrizioni i i minime i per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro 2 1 Vocabolario
SIMBOLI DI PERICOLO. UNICAM Servizio di Prevenzione e Protezione CORROSIVO ESPLOSIVO FACILMENTE INFIAMMABILE ESTREMAMENTE INFIAMMABILE COMBURENTE
UNICAM Servizio di Prevenzione e Protezione SIMBOLI DI PERICOLO CORROSIVO ESPLOSIVO FACILMENTE INFIAMMABILE ESTREMAMENTE INFIAMMABILE COMBURENTE NOCIVO PER L AMBIENTE RISCHIO BIOLOGICO UNICAM Servizio
SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA
SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA La segnaletica svolge un ruolo importante ai fini della sicurezza: un appropriato segnale, infatti, trasmette con immediatezza un messaggio che fornisce unʹutile indicazione
ing. Domenico Mannelli segnaletica nei cantieri e nelle attività estrattive
ing. Domenico Mannelli segnaletica nei cantieri e nelle attività SIGNIFICATO DELL'ESPRESSIONE "SEGNALETICA" Mentre in passato con il termine "segnaletica" venivano compresi solamente i segnali grafici
Allegato G Schede segnaletica di sicurezza
Allegato G Schede segnaletica di sicurezza Schede SEGNALETICA 1 Segnaletica di sicurezza In cantiere dovrà essere posizionata la segnaletica di sicurezza, conforme al D. Lgs. 81/08. Quando nei luoghi di
ALLEGATO XXIV PRESCRIZIONI GENERALI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA
ALLEGATO XXIV PRESCRIZIONI GENERALI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA 1. CONSIDERAZIONI PRELIMINARI 1.1. La segnaletica di sicurezza deve essere conforme ai requisiti specifici che figurano negli allegati
Dispositivi di Protezione Individuale e Segnaletica
Dispositivi di Protezione Individuale e Segnaletica 1. Dispositivi di Protezione Individuale 2. Segnaletica di Sicurezza Rev. 2 ottobre 2009 Dispositivi di Protezione Individuale e Segnaletica slide 1
LA SEGNALETICA DI SICUREZZA
LA SEGNALETICA DI SICUREZZA ALLEGATO XXIV PRESCRIZIONI GENERALI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA Norme generali sull intercambiabilità o complementarità delle segnaletiche di sicurezza MODI DI SEGNALAZIONE
1. DISTRIBUZIONE Datore di Lavoro Direzione RSPP Responsabile Ufficio Tecnico Responsabile Ufficio Ragioneria (Ufficio Personale) Ufficio Segreteria
Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi SpA Sede legale in Cuneo, corso Nizza 9 [email protected] www.acquambiente.it SGSL Procedura Gestione dei documenti e del 06/05/2013 1. DISTRIBUZIONE Datore
LA SEGNALETICA DI SICUREZZA
LA SEGNALETICA DI SICUREZZA LA SEGNALETICA DI SICUREZZA La segnaletica di sicurezza fornisce un indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza sul luogo di lavoro. TIPOLOGIE: PERMANENTE Costituita
ALLEGATO G LINEE GUIDA PER LA POSA DI SEGNALETICA DI SICUREZZA IN CANTIERE
ALLEGATO G LINEE GUIDA PER LA POSA DI SEGNALETICA DI SICUREZZA IN CANTIERE La segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro è normata dal D.Lgs. 493/96 ed ha lo specifico compito di attirare
4. Essere informati sui rischi e le misure necessarie per ridurli o eliminarli;
Lezione 3 Le attribuzioni del Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza Il diritto alla salute Abbiamo già sottolineato che il beneficiario ultimo del testo unico è la figura del lavoratore. La cui
I SEGNALI GESTUALI GUIDA PRATICA
I SEGNALI GESTUALI GUIDA PRATICA per lavoratori La formazione vincente. Il CFRM, Centro Formazione e Ricerca Macchine del Gruppo Merlo, è la prima struttura in Italia ed una delle prime in Europa specializzata
CITTÀ DI AGROPOLI. Regolamento per la pubblicazione delle Determinazioni sul sito internet istituzionale dell Ente
CITTÀ DI AGROPOLI Regolamento per la pubblicazione delle Determinazioni sul sito internet istituzionale dell Ente Approvato con deliberazione della Giunta comunale n 358 del 06.12.2012 Regolamento per
IL Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)
1 IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS) Il RLS Materiale Didattico Azione Formativa on line di carattere Teorico-Normativo 2 PREMESSE Questa Dispensa Didattica è stata elaborata per l
Manuale della qualità. Procedure. Istruzioni operative
Unione Industriale 19 di 94 4.2 SISTEMA QUALITÀ 4.2.1 Generalità Un Sistema qualità è costituito dalla struttura organizzata, dalle responsabilità definite, dalle procedure, dai procedimenti di lavoro
Gestione dei documenti e delle registrazioni Rev. 00 del 11.11.08
1. DISTRIBUZIONE A tutti i membri dell organizzazione ING. TOMMASO 2. SCOPO Descrivere la gestione della documentazione e delle registrazioni del sistema di gestione 3. APPLICABILITÀ La presente procedura
ATTI AMMINISTRATIVI. Prefettura di Firenze - Protezione dei dati personali
Prefettura di Firenze - Protezione dei dati personali DOCUMENTI IL PREFETTO DELLA PROVINCIA DI FIRENZE VISTA la legge n. 675/96 e successive modificazioni e integrazioni relativa a tutela delle persone
Cgil - Friuli Venezia Giulia via Vidali 1-34121 Trieste. Tel. 040.662003 Fax 040.768844 [email protected] www.fvg.cgil.it
1 a cura di Associazione lavoratori emigrati del Friuli Venezia Giulia Via Malignani 8-33100 UDINE Tel. 0432.479562 Fax 0432.487119 [email protected] www.alef-fvg.it con la collaborazione di Questa guida
Segnaletica di sicurezza sul lavoro (D.Lgs 9 aprile 2008, nr. 81)
Segnaletica di sicurezza sul lavoro (D.Lgs 9 aprile 2008, nr. 81) AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL Abteilung 19 - Arbeit PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Ripartizione 19 - Lavoro Editrice: Provincia
REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE DELLE EMERGENZE ALL INTERNO DEGLI EDIFICI DELL UNIVERSITA
REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE DELLE EMERGENZE ALL INTERNO DEGLI EDIFICI DELL UNIVERSITA (Emanato con D.R. n. 1215 del 28 giugno 2007, pubblicato nel Bollettino Ufficiale n. 69) Sommario
«Gestione dei documenti e delle registrazioni» 1 SCOPO... 2 2 CAMPO DI APPLICAZIONE E GENERALITA... 2 3 RESPONSABILITA... 2 4 DEFINIZIONI...
Pagina 1 di 6 INDICE 1 SCOPO... 2 2 CAMPO DI APPLICAZIONE E GENERALITA... 2 3 RESPONSABILITA... 2 4 DEFINIZIONI... 2 5 RESPONSABILITA... 2 5.3 DESTINATARIO DELLA DOCUMENTAZIONE... 3 6 PROCEDURA... 3 6.1
Corso di formazione per la Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
Ente di formazione accreditato dalla Regione Siciliana Corso di formazione per la Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. Page1 Sommario 1. IL QUADRO NORMATIVO IN MATERIA
Tecniche di comunicazione e sensibilizzazione dei lavoratori, in particolare neoassunti, somministrati, stranieri
SECONDO IL D.LGS. 81/2008 S.M. E L ACCORDO DELLA CONFERENZA STATO-REGIONI PER LA FORMAZIONE DEL 21 DICEMBRE 2011 Corso di formazione Modulo aggiuntivo per Preposti Tecniche di comunicazione e sensibilizzazione
Il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza R.L.S. nel Decreto Legislativo 81/08 e 106/09 Articoli 48 e 50
Il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza R.L.S. nel Decreto Legislativo 81/08 e 106/09 Articoli 48 e 50 Beppe Baffert USR CISL Piemonte . Nelle aziende con più di 15 lavoratori il RLS è eletto,
REGOLAMENTO SUL DIVIETO DI FUMO NEI LOCALI DELL UNIVERSITA TELEMATICA e-campus
REGOLAMENTO SUL DIVIETO DI FUMO NEI LOCALI DELL UNIVERSITA TELEMATICA e-campus Art. 1 - Finalità e riferimenti normativi 1. Il presente Regolamento viene emanato al fine di disciplinare il divieto di fumo
MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6
MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6 INDICE GESTIONE DELLE RISORSE Messa a disposizione delle risorse Competenza, consapevolezza, addestramento Infrastrutture Ambiente di lavoro MANUALE DELLA QUALITÀ Pag.
UTILIZZATORI A VALLE: COME RENDERE NOTI GLI USI AI FORNITORI
UTILIZZATORI A VALLE: COME RENDERE NOTI GLI USI AI FORNITORI Un utilizzatore a valle di sostanze chimiche dovrebbe informare i propri fornitori riguardo al suo utilizzo delle sostanze (come tali o all
Regolamento per l installazione e l utilizzo di impianti di videosorveglianza del territorio
Regolamento per l installazione e l utilizzo di impianti di videosorveglianza del territorio ARTICOLO 1 FINALITA Le finalità che la Città di Desio intende perseguire con il progetto di videosorveglianza
PO 01 Rev. 0. Azienda S.p.A.
INDICE 1 GENERALITA... 2 2 RESPONSABILITA... 2 3 MODALITA DI GESTIONE DELLA... 2 3.1 DEI NEOASSUNTI... 3 3.2 MANSIONI SPECIFICHE... 4 3.3 PREPOSTI... 4 3.4 ALTRI INTERVENTI FORMATIVI... 4 3.5 DOCUMENTAZIONE
Università degli Studi di Palermo Servizio di Prevenzione e Protezione di Ateneo
NG Università degli Studi di Palermo REGOLAMENTO Per l individuazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e la definizione delle loro attribuzioni (approvato nella seduta di contrattazione
BREVI CENNI SULLE NOVITA INTRODOTTE NEL DM 19 MARZO 2015 STRUTTURA D.M. 19 MARZO 2015
BREVI CENNI SULLE NOVITA INTRODOTTE NEL DM 19 MARZO 2015 Sulla GU 2573/2015, n. 70 è stato pubblicato il D.M. 19 marzo 2015 recante "Aggiornamento della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione,
certificazione CE corrispondente a un modello tipo e ha effettuato il controllo di qualità sui DPI prodotti. I DPI devono:
Dispositivi individuali di protezione (DPI) Qualsiasi attrezzatura indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la salute o la sicurezza
La valutazione del rischio chimico
La valutazione del rischio chimico Introduzione Per sua stessa definizione, l agente chimico è una sostanza o un preparato di natura chimica. L agente chimico può presentarsi sotto forma di gas, vapore,
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA
C O M U N E D I B R U I N O PROVINCIA DI TORINO - C. A. P. 10090 REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL ALBO PRETORIO DIGITALE Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 34 del 14/4/2011 Depositato
Collaborazione con aziende terze: la cooperazione è garantita?
Collaborazione con aziende terze: la cooperazione è garantita? Lavorare contemporaneamente, successivamente, insieme, ma mai uno contro l altro. Perché la mancanza di coordinamento causa interruzioni di
b) Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi;
Lezione 6 La riunione periodica (art 35) La riunione periodica è un momento di discussione sui temi della prevenzione e della tutela della salute e dell integrità psicofisica dei lavoratori, prevista per
4.5 CONTROLLO DEI DOCUMENTI E DEI DATI
Unione Industriale 35 di 94 4.5 CONTROLLO DEI DOCUMENTI E DEI DATI 4.5.1 Generalità La documentazione, per una filatura conto terzi che opera nell ambito di un Sistema qualità, rappresenta l evidenza oggettiva
Segnaletica rischio chimico
Segnaletica rischio chimico Introduzione: La manipolazione delle sostanze chimiche, presuppone pericoli che in alcuni casi possono essere anche gravi; ogni sostanza chimica, ha un diverso rischio proveniente
I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità. ! I modelli normativi. ! I modelli per l eccellenza
1 I modelli di gestione per la qualità I modelli normativi I modelli per l eccellenza Entrambi i modelli si basano sull applicazione degli otto principi del TQM 2 I modelli normativi I modelli normativi
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
DECRETO LEGISLATIVO 14 agosto 1996, n. 493 Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro (G.U. 23 settembre 1996,
PROCEDURA DI GESTIONE DELLE PRESCRIZIONI LEGALI
legali 0 18/05/09 1 6 PROCEDURA DI GESTIONE DELLE PRESCRIZIONI LEGALI INDICE PROCEDURA DI GESTIONE DELLE PRESCRIZIONI LEGALI...1 INDICE...1 1 Scopo...2 2 Campo di applicazione...2 3 Terminologia ed abbreviazioni...2
della SICUREZZA e della SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO
M. LEPORE della SICUREZZA e della SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO Manuale ad uso dei lavoratori Informazione dei lavoratori ai sensi dell art. 36 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i. della SICUREZZA DEFINIZIONI...5
Corso di formazione 15 marzo 2013
Istituto Comprensivo di Ronco Scrivia a.s. 2012/13 Corso di formazione 15 marzo 2013 La sicurezza nei luoghi di lavoro Dirigente Scolastico: dott.silvio Peri RSPP: prof.ssa Perla Ferrari Argomenti del
B2-2. Gestione delle sostanze pericolose a scuola. CORSO DI FORMAZIONE RESPONSABILI E ADDETTI SPP EX D.Lgs. 195/03. MODULO B Unità didattica
SiRVeSS Sistema di Riferimento Veneto per la Sicurezza nelle Scuole Gestione delle sostanze pericolose a scuola MODULO B Unità didattica B2-2 CORSO DI FORMAZIONE RESPONSABILI E ADDETTI SPP EX D.Lgs. 195/03
PROCEDURA DI SICUREZZA
SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI Pagina 1 di 5 PROCEDURA DI SICUREZZA 1. NORME DI COMPORTAMENTO GENERALI 2. Revisione numero Data emissione e/o ultima modifica Approvata da Emessa da S.P.P.R.
REGOLAMENTO OPERATIVO PER L UTILIZZO DELL IMPIANTO ESTERNO DI VIDEOSORVEGLIANZA
REGOLAMENTO OPERATIVO PER L UTILIZZO DELL IMPIANTO ESTERNO DI VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con delibera consiglio comunale n. 175 del 22/11/2006 Modificato con delibera consiglio comunale n. 36 DEL 14/03/2013
della SICUREZZA NELLA SCUOLA
Informazione ai sensi del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, D.M. 382/98, D.M. 363/98 e Circolare Ministero Pubblica Istruzione n. 119 del 29/4/1999 A B C della SICUREZZA NELLA SCUOLA Manuale ad uso dei docenti,
PROCEDURA. Gestione del processo di radioprotezione per personale esterno all AOU Careggi esposto a radiazioni ionizzanti SOMMARIO 1. SCOPO...
SOMMARIO 1. SCOPO... 2 2. CAMPO DI APPLICAZIONE... 2 3. RIFERIMENTI... 2 4. DEFINIZIONI ED ABBREVIAZIONI... 3 5. RESPONSABILITÀ... 3 6. MODALITÀ OPERATIVE... 4 6.1. VALUTAZIONE DELLA RICHIESTA... 4 6.2.
La formazione degli addetti alle attività che comportano esposizione ad amianto
La formazione degli addetti alle attività che comportano esposizione ad amianto 1 Riferimenti normativi Decreto Legislativo 19 settembre 1994 n. 626 capo VI Decreto Ministeriale 16 gennaio 1997 Decreto
GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL MOD. OT/20
GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL MOD. OT/20 Domanda di riduzione del tasso medio di tariffa ai sensi dell art. 20 delle Modalità di Applicazione delle Tariffe dei Premi (D.M. 12.12.2000) nei primi due anni
CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO
CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO 20.1 PREMESSA... 255 20.2 COMITATO DI CONSULTAZIONE... 255 20.3 SOGGETTI TITOLATI A PRESENTARE RICHIESTE DI MODIFICA... 255 20.4 REQUISITI DI RICEVIBILITA
REGOLAMENTO PROCEDURE DI PUBBLICAZIONE ALBO PRETORIO ONLINE
REGOLAMENTO PROCEDURE DI PUBBLICAZIONE ALBO PRETORIO ONLINE ART.1 - CONTESTO NORMATIVO 1.Il presente Regolamento disciplina le modalità di pubblicazione sul sito informatico dell Istituto Comprensivo Statale
PROCEDURA DI INTERNAL DEALING RELATIVA ALLE OPERAZIONI SU AZIONI DI VISIBILIA EDITORE S.P.A. POSTE IN ESSERE DAGLI AMMINISTRATORI
PROCEDURA DI INTERNAL DEALING RELATIVA ALLE OPERAZIONI SU AZIONI DI VISIBILIA EDITORE S.P.A. POSTE IN ESSERE DAGLI AMMINISTRATORI In applicazione del combinato disposto degli articoli 11, 17 e 31 del Regolamento
Domanda di riduzione del tasso medio di tariffa ai sensi dell art. 20 MAT e domanda di riduzione del premio ai sensi della Legge 147/2013.
Nota 9 maggio 2014, n. 3266 Domanda di riduzione del tasso medio di tariffa ai sensi dell art. 20 MAT e domanda di riduzione del premio ai sensi della Legge 147/2013. Modulo di domanda Come noto (NOTA
Comune di Bracciano. Regolamento per la pubblicazione di atti e documenti amministrativi sul sito Internet Istituzionale
Comune di Bracciano Regolamento per la pubblicazione di atti e documenti amministrativi sul sito Internet Istituzionale (approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. del ) Indice Art. 1 Oggetto...
Effettuare gli audit interni
Scopo Definire le modalità per la gestione delle verifiche ispettive interne Fornitore del Processo Input Cliente del Processo Qualità (centrale) e Referenti Qualità delle sedi territoriali Direzione Qualità
COMUNE DI MELITO DI NAPOLI Provincia di Napoli
COMUNE DI MELITO DI NAPOLI Provincia di Napoli REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELLE PROCEDURE DI PUBBLICAZIONE ALL ALBO PRETORIO ON- LINE Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n.ro 154 del 28/10/2010
7.2 Controlli e prove
7.2 Controlli e prove Lo scopo dei controlli e delle verifiche è quello di: assicurare che l ascensore sia stato installato in modo corretto e che il suo utilizzo avvenga in modo sicuro; tenere sotto controllo
Organizzazioni di volontariato: quadro sintetico degli adempimenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.
Sede operativa via Ricasoli, 9-50122 Firenze Sede Legale via de' Martelli 8-50129 Firenze Tel. 055 271731 - Fax 055 214720 http://www.cesvot.it Organizzazioni di volontariato: quadro sintetico degli adempimenti
INTRODUZIONE AL MANUALE DELLA QUALITA
INTRODUZIONE AL MANUALE DELLA QUALITA Elaborazione Verifica Approvazione Il Responsabile Qualità Il Rappresentante della Direzione Il Dirigente Scolastico (.. ) (. ) ( ) Data Data Data Rev Causale (emis./revis.)
MIFID Markets in Financial Instruments Directive
MIFID Markets in Financial Instruments Directive Il 1 1 Novembre 2007 è stata recepita anche in Italia, attraverso il Decreto Legislativo del 17 Settembre 2007 n.164n.164,, la Direttiva Comunitaria denominata
DELL'ATTO DI NOTORIETA'
via iscritto in data incaricato dal Sig, in qualità di REDIGE LA SEGUENTE PERIZIA DI ASSEVERAMENTO SULL IMPIANTO ELETTRICO 1 via iscritto al della provincia di al N in data incaricato dal Sig, in qualità
SICUREZZA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO
SICUREZZA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO Dal 2008 è entrata in vigore una nuova legge, il Decreto Legislativo 81/2008 o TESTO UNICO SULLA SICUREZZA SUL LAVORO. IL D.Lgs. 81/08 ha introdotto anche in Italia
Progetto di Educazione Stradale per la Scuola Primaria. AMICI della STRADA. in collaborazione con. scuola famiglia polizia municipale
Progetto di Educazione Stradale per la Scuola Primaria AMICI della STRADA in collaborazione con scuola famiglia polizia municipale 1.quadro normativo 2.strategie d intervento 3.modalità operative : il
Collaborazione con aziende terze:
Collaborazione con aziende terze: la cooperazione è garantita? Lavorare contemporaneamente, successivamente, insieme, ma mai uno contro l altro. Perché la mancanza di coordinamento causa interruzioni di
GUIDA ALLA PREDISPOSIZIONE E ALLA GESTIONE DELLA NOTA INFORMATIVA SUI RISCHI (NIR) DEL CENTRO DI RACCOLTA
QUADERNO RAEE 5 GUIDA ALLA PREDISPOSIZIONE E ALLA GESTIONE DELLA NOTA INFORMATIVA SUI RISCHI (NIR) DEL CENTRO DI RACCOLTA Ai sensi dell Accordo di Programma tra ANCI e CdC RAEE del 28 marzo 2012, modificato
REGOLAMENTO PER LA PUBBLICAZIONE DI ATTI E PROVVEDIMENTI ALL ALBO CAMERALE. (Adottato con delibera della Giunta Camerale n.72, del 17 ottobre 2014)
REGOLAMENTO PER LA PUBBLICAZIONE DI ATTI E PROVVEDIMENTI ALL ALBO CAMERALE. (Adottato con delibera della Giunta Camerale n.72, del 17 ottobre 2014) Art.1 - Oggetto Il presente Regolamento disciplina, ai
REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE DELL ATTIVITA DI REPERIBILITA DEI SERVIZI VIABILITA ed EDILIZIA DELLA PROVINCIA DI CHIETI
REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE DELL ATTIVITA DI REPERIBILITA DEI SERVIZI VIABILITA ed EDILIZIA DELLA PROVINCIA DI CHIETI ARTICOLO N.1 DEFINIZIONE La reperibilità è l obbligo del lavoratore di porsi in
RSPP - CARATTERISTICHE
RSPP - CARATTERISTICHE Figura obbligatoria Consulente del Datore di Lavoro La designazione deve essere scritta ed accettata Deve aver frequentato corsi di formazione professionale specifici per il macro-settore
BREVE APPROFONDIMENTO SULLE PRINCIPALI MISURE DI SICUREZZA
BREVE APPROFONDIMENTO SULLE PRINCIPALI MISURE DI SICUREZZA MISURE DI SICUREZZA PASSIVA: Resistenza al fuoco delle strutture e delle porte Compartimentazione Comportamento al fuoco dei materiali MISURE
GESTIONE DELLE RISORSE UMANE
Titolo del pag. 1 di 6 Titolo del I N D I C E 1. SCOPO 2. GENERALITÀ 3. CAMPO DI APPLICAZIONE 4. LISTA DI DISTRIBUZIONE 5. DETERMINAZIONE DEL FABBISOGNO 6. SELEZIONE DEL PERSONALE 7. ITER DI INSERIMENTO
Scuola Digitale. Manuale utente. Copyright 2014, Axios Italia
Scuola Digitale Manuale utente Copyright 2014, Axios Italia 1 SOMMARIO SOMMARIO... 2 Accesso al pannello di controllo di Scuola Digitale... 3 Amministrazione trasparente... 4 Premessa... 4 Codice HTML
Corso di Formazione per Gestori Impianti Sportivi
Corso di Formazione per Gestori Impianti Sportivi La sicurezza sui luoghi di lavoro Il testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro Ing. Luca Magnelli Firenze 19 ottobre 2010 D.Lgs. 9 Aprile 2008 n.
COMUNE DI CARASCO (Provincia di Genova)
COMUNE DI CARASCO (Provincia di Genova) REGOLAMENTO PER LA TENUTA DELL ALBO PRETORIO ON-LINE Approvato con deliberazione C.C. n. 28 del 3 maggio 2011 ARTICOLO 1 Ambito di applicazione Il presente regolamento
UNIONE DEI COMUNI LOMBARDA DELLA VALLETTA Provincia di Lecco. Regolamento del Gruppo Intercomunale di Volontari di Protezione Civile della Valletta
UNIONE DEI COMUNI LOMBARDA DELLA VALLETTA Provincia di Lecco Regolamento del Gruppo Intercomunale di Volontari di Protezione Civile della Valletta APPROVATO CON DELIBERAZIONE DELL ASSEMBLEA DELL UNIONE
Seminario su D.Lgs.81/08
Seminario su D.Lgs.81/08 La Valutazione del Rischio Per individuare le Misure di Prevenzione e Protezione a tutela della Salute e Sicurezza dei lavoratori Piacenza, 17/11/2010 Anna Bosi Dipartimento Sanità
CARTA INTESTATA PREMESSA
REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEO SORVEGLIANZA AI FINI DI SICUREZZA, TUTELA DEL PATRIMONIO, CONTROLLO E MONITORAGGIO DEGLI ACCESSI, AI FINI DEL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI AI SENSI
