IL PRIMO SOCCORSO NELLE SCUOLE
|
|
|
- Linda Poggi
- 10 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 CORSO PER ADDETTI PRIMO SOCCORSO IL PRIMO SOCCORSO NELLE SCUOLE Asti, Modulo A
2 Introduzione (1) Testo Unico Sicurezza 2008 e D.M. 388 del 2003 In generale l entrata in vigore del D.M. 388/03 (che regolamenta alcuni aspetti del pronto soccorso aziendale) non ha creato particolari problemi al mondo della Scuola. Da sempre la Scuola è un luogo di lavoro atipico, dove la presenza dei minori amplifica le problematiche legate al soccorso (che negli altri luoghi di lavoro sono spesso collegate al concetto di emergenza), integrandole con un gran numero di interventi legati all urgenza, al piccolo disturbo, al piccolo e medio infortunio. D.M. n. 388/2004 del (Gazzetta Ufficiale del ) D.Lgs. 626/94
3 Introduzione (2) La formazione La formazione degli Addetti al Primo Soccorso presenti nelle Scuole deve essere svolta da personale medico e deve rispettare contenuti e tempi minimi previsti per le aziende di gruppo B (in pratica 12 ore di formazione, di cui 8 ore di teoria e 4 di interventi pratici). I corsi eventualmente già svolti, ma anche quelli seguiti con le nuove indicazioni date dal D.M. 388/03, andranno ripetuti con cadenza triennale, almeno per quanto attiene alle attività pratiche.
4 Introduzione (3) Finalità metodologiche dell intervento formativo SAPERE: acquisizione delle conoscenze teoriche indispensabili SAPER FARE: acquisizione di abilità manuali e di schemi operativi SAPER ESSERE: acquisizione di un approccio comportamentale adeguato a gestire le principali procedure di Primo Soccorso
5 Introduzione (4) Obiettivi pratici dell intervento formativo Riconoscere le situazioni di emergenza e di urgenza; Valutare la gravità del caso; Allertare il sistema di Emergenza Sanitaria territoriale 118; Fornire un adeguato Primo Soccorso.
6 Primo soccorso riferimenti normativi Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro D.Lgs. 09 aprile 2008 n. 81 coordinato con il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 Art. 45 comma 1 Il datore di lavoro, tenendo conto della natura delle attività e delle dimensioni dell azienda o della unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati. NELLE SCUOLE: DIPENDENTI, STUDENTI E VISITATORI GLI STUDENTI DURANTE LE ATTIVITA DI LABORATORIO SONO CONSIDERATI LAVORATORI A TUTTI GLI EFFETTI
7 Primo soccorso riferimenti normativi Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro D.Lgs. 09 aprile 2008 n. 81 coordinato con il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 Art. 45, comma 2 Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione, individuati in relazione alla natura dell attività, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio sono individuati dal Decreto Ministeriale 15 luglio 2003, n. 388
8 Primo soccorso riferimenti normativi Decreto 15 luglio 2003, n. 388 Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni. Dizione di Primo Soccorso (T.U. 81/08)
9 Definizione di Primo soccorso D.Lgs n. 81/08: Primo soccorso Per primo soccorso si intende l insieme delle azioni che permettono di aiutare una o più persone in difficoltà, nell attesa dell arrivo dei soccorsi qualificati. Nessuna azione deve essere svolta senza aver valutato la scena dell evento. Appena possibile, dopo aver compiuto un esame primario inerente i parametri vitali, è necessario effettuare una chiamata di emergenza per attivare la catena del soccorso, adeguatamente predisposta dal datore di lavoro e finalizzata ad assicurare l arrivo di personale specializzato e l eventuale trasporto presso il più vicino centro medico con possibilità anche di ricovero.
10 Pronto Soccorso vs. Primo soccorso Il Pronto Soccorso è un insieme di attività complesse che hanno come obiettivo la diagnosi e terapia che spettano unicamente al personale sanitario (ACLS + farmaci). Il Primo Soccorso, invece, è rappresentato da manovre orientate a mantenere in vita l infortunato e a prevenire le complicazioni senza l uso di farmaci e/o strumentazioni. Il Primo Soccorso è praticabile da qualsiasi persona, che in caso di omissione, è perseguibile (Art. 593 c.p.).
11 Primo soccorso riferimenti normativi Decreto 15 luglio 2003, n. 388 Art. 1 classificazione delle aziende (luoghi di lavoro): le scuole di ogni ordine e grado rientrano nel Gruppo B In quanto: sono considerate aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A; presentano un indice di inabilità permanente pari a 1,11 (1,1 infortuni con inabilità permanente/1000 addetti). Allegato A Fonte: INAIL
12 Primo soccorso riferimenti normativi Decreto 15 luglio 2003, n. 388 Art. 2 organizzazione del primo soccorso: presso ciascun luogo di lavoro deve essere presente la cassetta di pronto soccorso contenente la dotazione minima. Inoltre: Il medico competente dovrà collaborare con il datore di lavoro per individuare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro (scuole) eventuali integrazioni ai contenuti minimi della cassetta di pronto soccorso.
13 Primo soccorso riferimenti normativi Decreto 15 luglio 2003, n. 388 Art. 3 Formazione degli addetti al pronto soccorso: gli addetti al pronto soccorso, attualmente individuati con il termine di incaricati di primo soccorso, dovranno essere formati con corsi teorici e pratici svolti da personale medico e se possibile in collaborazione con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale e per la parte pratica con personale infermieristico. I corsi dovranno essere ripetuti ogni tre anni (per la parte pratica).
14 Primo soccorso riferimenti normativi Decreto 15 luglio 2003, n. 388 Art. 4 Attrezzature minime per gli interventi di pronto soccorso: il datore di lavoro ha la responsabilità di individuare, sulla base dei rischi specifici presenti all interno dell azienda, in collaborazione con il medico competente, le attrezzature minime di equipaggiamento ed i dispositivi di protezione individuale per gli addetti al primo intervento interno e al primo soccorso provvedendo anche alla loro costante manutenzione, efficienza e custodia in luogo idoneo e accessibile.
15 Contenuto minimo della cassetta di pronto soccorso (D.M. 388/03) GUANTI STERILI MONOUSO (5 PAIA) VISIERA PARASCHIZZI FLACONE DI SOLUZIONE CUTANEA DI IODOPOVIDONE AL 10% DI IODIO DA 1 LITRO (1) FLACONI DI SOLUZIONE FISIOLOGICA (SODIO CLORURO 0,9%) DA 500 ML (3) COMPRESSE GARZE STERILI 10 X 10 CM IN BUSTE SINGOLE (10) COMPRESSE GARZE STERILI 18 X 40 CM IN BUSTE SINGOLE (2) TELI STERILI MONOUSO (2) PINZETTE DA MEDICAZIONE STERILI MONOUSO (2) CONFEZIONE DI RETE ELASTICA DI MISURA MEDIA (1) CONFEZIONE DI COTONE IDROFILO (1) CONFEZIONE DI CEROTTI DI VARIE MISURE PRONTI ALL USO (2) ROTOLI DI CEROTTO ALTO CM 2,5 (2) UN PAIO DI FORBICI LACCI EMOSTATICI (3) GHIACCIO PRONTO USO (2) TERMOMETRO SACCHETTI MONOUSO PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI SANITARI (2) APPARECCHIO PER LA MISURAZIONE DELLA PRESSIONE Pocket mask Bende per medicazioni oculari Lavaocchi portatili Disinfettante mani
16 Contenuto minimo del pacchetto di medicazione (D.M. 388/03) Le aziende che hanno lavoratori che prestano la loro attività in luoghi diversi dalla sede principale, il datore di lavoro è tenuto a fornire il pacchetto di medicazione (e un mezzo di comunicazione idoneo per chiamare il 118). GUANTI STERILI MONOUSO (2 PAIA) FLACONE DI SOLUZIONE CUTANEA DI IODOPOVIDONE AL 10% DI IODIO DA 125 ml (1) FLACONE DI SOLUZIONE FISIOLOGICA (SODIO CLORURO 0,9%) DA 250 ml (1) COMPRESSE GARZE STERILI 10 X 10 CM IN BUSTE SINGOLE (3) COMPRESSE GARZE STERILI 18 X 40 CM IN BUSTE SINGOLE (1) PINZETTE DA MEDICAZIONE STERILI MONOUSO (1) CONFEZIONE DI COTONE IDROFILO (1) CONFEZIONE DI CEROTTI DI VARIE MISURE PRONTI ALL USO (1) ROTOLO DI BENDA ORLATA ALTO cm 2,5 (1) UN PAIO DI FORBICI LACCI EMOSTATICI (1) CONFEZIONE GHIACCIO PRONTO USO (1) SACCHETTI MONOUSO PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI SANITARI (1) ISTRUZIONI SUL MODO DI USARE I PRESIDI SUDDETTI E DI PRESTARE I PRIMI SOCCORSI IN ATTESA DEL SERVIZIO DI EMERGENZA
17 Valigetta e cassette di P.S. Nella stesura del Piano di Primo Soccorso è necessario definire: il numero delle cassette di P.S. e la loro localizzazione (almeno nei laboratori e palestre) integrazione del contenuto della valigetta di P.S. sulla base dei rischi identificati nella scuola (va costantemente assicurato in collaborazione, ove previsto, con il medico competente la completezza e corretto stato d uso di prodotti e strumenti di medicazione e dei presidi sanitari) Segnaletica I presidi di Primo Soccorso devono essere contrassegnati con segnaletica appropriata ed essere conservati in luoghi facilmente accessibili
18 La camera di medicazione (D.M. 388/03) Sono obbligate a tenere la camera di medicazione le aziende industriali che occupano più di 5 dipendenti quando siano ubicate lontano dai posti pubblici permanenti di pronto soccorso e le attività che in esse si svolgono presentino rischi di scoppio, di asfissia, di infezione o di avvelenamento. Sono obbligate a tenere la camera di medicazione anche le aziende industriali che occupano più di 50 dipendenti soggetti all obbligo delle visite mediche preventive e periodiche a norma dell articolo 40 del presente decreto. Gli istituti scolastici non sono tenuti ad avere la camera di medicazione, tuttavia se presente, può essere utilizzata per le procedure di Primo Soccorso.
19 La somministrazione dei farmaci nelle scuole Raccomandazioni del MIUR e Ministero della Salute 25/11/05 Tipologia degli interventi La somministrazione di farmaci deve avvenire sulla base delle autorizzazioni specifiche rilasciate dal competente servizio delle AUSL; tale somministrazione non deve richiedere il possesso di cognizioni specialistiche di tipo sanitario, né l esercizio di discrezionalità tecnica da parte dell adulto. Tipologia degli Soggetti coinvolti - La somministrazione di farmaci agli alunni in orario scolastico coinvolge, ciascuno per le proprie responsabilità e competenze: - le famiglie degli alunni e/o gli esercenti la potestà genitoriale; - la scuola: dirigente scolastico, personale docente ed ATA; - i servizi sanitari: i medici di base e le AUSL competenti territorialmente; - gli enti locali: operatori assegnati in riferimento al percorso d integrazione scolastica e formativa dell alunno. Asma, diabete, epilessia, shock anafilattico Gestione delle emergenze/urgenze Le emrgenze/urgenze non prevedibili rientrano nelle procedure di PS e non richiedono la somministrazione di farmaci.
20 N Infortuni Fenomeno degli infortuni scolastici in Italia La valutazione della probabilità di accadimento di un infortunio deve essere effettuata non solo sulla base degli eventi registrati nel singolo edificio scolastico, ma anche utilizzando le statistiche compilate dall INAIL relativamente all anno Infortuni denunciati anno Insegnanti Maschi Femmine Totale Piemonte V. D'aosta Lombardia E. Romagna Veneto Lazio Campania Sicilia Totale Italia: (1.951 maschi, femmine)
21 N Infortuni Fenomeno degli infortuni scolastici in Italia Un attenta attività di monitoraggio degli infortuni e delle malattie professionali che si verificano è essenziale per migliorare la sicurezza dei lavoratori e degli utenti presenti nella scuola. Infortuni denunciati anno Studenti Maschi Femmine Totale Piemonte V. D'aosta Lombardia E. Romagna Veneto Lazio Campania Sicilia Totale Italia: ( maschi, femmine)
22 Fenomeno degli infortuni scolastici in Italia Anche le scuole sono tenute a registrare ed elaborare una serie di dati (infortuni e malattie professionali) che i dirigenti scolastici devono comunicare al RSPP/consulente esterno per la sicurezza. Infortuni denunciati anno 2007 per sede di lesione - Insegnanti Sede della lesione Maschi Femmine Totale TESTA 322 1'710 2'032 TORACE E ORGANI INTERNI COLONNA VERTEBRALE 315 2'143 2'458 ARTI SUPERIORI 348 1'627 1'975 di cui mano ARTI INFERIORI 562 3'400 3'962 di cui caviglia 173 1'213 1'386 INDETERMINATA 222 1'311 1'533 TOTALE 1'951 10'961 12'912
23 Fenomeno degli infortuni scolastici in Italia In modo che l RSPP possa studiare il fenomeno infortunistico e/o potenzialmente infortunistico e stabilirne una quantificazione, in termini di probabilità e di danno, utile alla valutazione dei rischi ed alla relativa individuazione delle misure preventive e protettive da adottare Infortuni denunciati anno 2007 per tipologia di lesione - Insegnanti Natura della lesione Maschi Femmine Totale FERITA CONTUSIONE 523 3'551 4'074 LUSSAZIONE 762 4'200 4'962 FRATTURA 268 1'424 1'692 PERDITA ANATOMICA DA AGENTI INFETT DA ALTRI AGENTI DA CORPI ESTRANEI DA SFORZO INDETERMINATA 222 1'311 1'533 TOTALE 1'951 10'961 12'912
24 Fenomeno degli infortuni scolastici in Italia Ogni Dirigente Scolastico, per finalità preventive, è tenuto a conoscere la situazione contingente nella propria scuola e pertanto ad effettuare regolarmente l elaborazione e la valutazione dei dati relativi agli infortuni occorsi o prevedibili nella propria azienda. Infortuni denunciati anno 2007 per sede di lesione - Studenti Sede della lesione Maschi Femmine Totale TESTA 6'351 3'079 9'430 TORACE E ORGANI INTERNI 1' '152 COLONNA VERTEBRALE 832 1'074 1'906 ARTI SUPERIORI 16'604 13'697 30'301 di cui mano 10'578 9'783 20'631 ARTI INFERIORI 12'445 9'741 22'186 di cui caviglia 5'793 5'210 11'003 INDETERMINATA 14'431 10'072 24'503 TOTALE 52'088 38'390 90'478
25 Fenomeno degli infortuni scolastici in Italia Considerata la variabilità e la distribuzione degli infortuni desumibile dai dati statistici dell INAIL, che indica una maggiore incidenza di infortuni degli allievi durante lo svolgimento delle attività ludico sportive, sono state approntate due tabelle specifiche per la raccolta dei dati relativi agli infortuni avvenuti in palestra e nell area cortiva. Tali tabelle considerano i 3 fattori C : Chi Come Cosa. Infortuni denunciati anno 2007 per tipologia di lesione - Studenti Natura della lesione Maschi Femmine Totale FERITA 3'773 1'318 5'091 CONTUSIONE 12'427 9'569 21'996 LUSSAZIONE 12'441 12'258 24'699 FRATTURA 8'679 4'961 13'640 PERDITA ANATOMICA DA AGENTI INFETT DA ALTRI AGENTI DA CORPI ESTRANEI DA SFORZO INDETERMINATA 14'431 10'072 24'503 TOTALE 52'088 38'390 90'478
26 La raccolta dei dati relativi agli infortuni Esempio di tabella per la raccolta cronologica degli infortuni Allegato 1
27 La raccolta dei dati relativi agli infortuni Esempio di documento per la raccolta cronologica degli infortuni in palestra CHI Anno Scol Allievi Maschi Allieve Femmine Prime Classi Ultime Classi Docenti ATA N % N % N % N % N % N % 2010 COME Anno Scol Giochi di squadra Palla Urto tra compagni Attrezzo Piede mal appoggiato Altro N % N % N % N % N % N % 2010
28 La raccolta dei dati relativi agli infortuni Esempio di documento per la raccolta cronologica degli infortuni in palestra COSA Anno Scolastico: 2007 Contusione Ferita Distorsione, lussazione Frattura, infrazione Strappo muscolare TOTALE Cosa è lesionato N % Capo, collo Occhi Tronco Spalla, braccio Mani. Polsi Gambe Piede, caviglia TOTALE N %
29 La valutazione degli infortuni La valutazione della probabilità di accadimento di un infortunio e l entità del danno viene realizzata in due fasi. La prima fase è quella iniziale, finalizzata all individuazione delle misure preventive e protettive volte a ridurre il rischio risultante, la seconda e quella conclusiva, volta al controllo del contenimento del rischio, meglio noto come rischio residuo. EVENTO DATORE DI LAVORO CAUSE E CIRCOSTANZE TESTIMONI MISURE PREVENTIVE Allegato 1
30 La sorveglianza sanitaria Consiste nel valutare i possibili rischi presenti nella scuola, anche in base alle tipologie di attività svolte, e di conseguenza di provvedere o meno alla sorveglianza sanitaria di determinate categorie di lavoratori. Il documento di valutazione deve descrivere per quali rischi e per quali mansioni è prevista. Di seguito vengono riportati i fattori e le situazioni di rischio presenti frequentemente nelle scuole italiane: utilizzo di VDT per almeno 20 ore settimanali movimentazione manuale di carichi prodotti chimici rumore rischio infettivo amianto Allegato 2
31 La sorveglianza sanitaria Lavoratrici gestanti e puerpere Le lavoratrici in stato di gravidanza che svolgono lavori pericolosi, faticosi e insalubri, così come identificati dal D.Lgs 151/01, sono per definizione temporaneamente non idonee a svolgere quelle lavorazioni. Spetta al dirigente scolastico, nella valutazione dei rischi effettuata ai sensi degli artt. 17 e 28 del D.Lgs 81/08, considerare anche quelli per la salute e la sicurezza delle lavoratrici in gravidanza o in allattamento, definendo le condizioni di lavoro non compatibili e le misure di prevenzione e protezione che intende adottare a tutela delle lavoratrici madri, dandone comunicazione alle dipendenti e al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Vengono di seguito riportati i fattori di rischio, presenti nelle scuole, che potrebbero motivare l astensione anticipata di gravidanza, e, successivamente, quelli che motivano l astensione protratta a 7 mesi dopo il parto. postazione eretta spostamento e sollevamento carichi traumatismi agenti biologici utilizzo professionale di mezzi di trasporto rumore esposizione a sostanze chimiche esposizione a VDT astensione anticipata dal lavoro per allattamento Allegato 3
32 Il Piano di Primo Soccorso Stesura e contenuti (ai sensi del D.Lgs. 388/03) Il presente Piano di primo soccorso standard deve essere considerato una integrazione da allegare al Piano di gestione delle emergenze. La proposta si riferisce ad un Piano "minimale" i cui contenuti possono essere compresi ed ampliati sulla base delle esigenze e delle esperienze maturate presso ciascuna scuola. Allegato 4
33 Allertare il sistema di soccorso Cause e circostanze dell infortunio REGOLE GENERALI: COSA NON FARE Mettere a repentaglio la propria vita Lasciare l infortunato prima dell arrivo del personale sanitario Prestare interventi superiori alle proprie capacità Somministrare liquidi, specialmente alcool Farsi prendere dal panico
34 Allertare il sistema di soccorso Cause e circostanze dell infortunio REGOLE GENERALI: COSA FARE Esaminare l infortunato Telefonare al 118 Praticare le prime cure Confortare e rassicurare il paziente (se cosciente) Mantenere la calma Valutare la dinamica dell incidente o raccolta delle informazioni Allontanare i curiosi Presentarsi come addetto al P.S. e fornire informazioni
35 Allertare il sistema di soccorso Cause e circostanze dell infortunio COMPITI DEL PRIMO SOCCORITORE Attivare il "Pronto Soccorso in modo adeguato Valutare la vittima e mantenere le funzioni vitali se queste sono alterate Arrestare una emorragia esterna Proteggere ferite e ustioni Preservare la vittima da eventuali ulteriori danni Immobilizzare eventuali fratture
36 Allertare il sistema di soccorso Cause e circostanze dell infortunio IL BUON ESITO DI UN INTERVENTO DI PRIMO SOCCORSO E LEGATO ALLA: a) tempestività dell intervento b) capacità tecniche dei soccorritori Sulla scena di eventuali situazioni di pericolo devono agire soccorritori adeguatamente preparati per intervenire correttamente e tempestivamente
37 Allertare il sistema di soccorso Cause e circostanze dell infortunio LUOGO DELL INFORTUNIO: Pericoloso (incendio, crollo di edifici, sviluppo di gas tossici) Sfavorevole o disagiato (rumore, scarsa illuminazione, condizioni microclimatiche avverse) NUMERO DELLE PERSONE COINVOLTE E STATO DEGLI INFORTUNATI: Identificare nel caso di infortuni multipli il numero dei feriti Identificare la tipologia di infortunio/i
38 Allertare il sistema di soccorso Comunicazione con i sistemi di emergenza (118) CHIAMARE IL 118 FORNENDO: 1) indirizzo del luogo dell evento 2) numero di infortunati 3) tipo/i di infortunio verificatosi 4) condizioni di salute dell infortunato/i ATTENZIONE!!! Non riagganciate per primi Fornite un vostro recapito telefonico Chiedete eventuali consigli
39 Allertare il sistema di soccorso Comunicazione con i sistemi di emergenza (118) CHIAMATA AL 118: gli istituti devono fornire un mezzo di comunicazione idoneo per attivare rapidamente il 118 (in pratica, una linea telefonica che non deve passare per il centralino e che non deve essere soggetta a restrizioni).
40 Allertare il sistema di soccorso Comunicazione con i sistemi di emergenza (118) Procedura da seguire (esempio) Comporre il numero tel. 118, attendere la risposta e ripetere la frase Qui. (nome scuola, luogo dell evento, vie di accesso) Chiediamo il vostro intervento per il soccorso di.. (indicare il numero degli infortunati) Gli stessi presentano.. (descrivere la tipologia di emergenza) Gli infortunati sono.. Non riagganciare per primi (coscienti, incoscienti) Inviare una persona ad accogliere i soccorsi
41 Allertare il sistema di soccorso Comunicazione con i sistemi di emergenza (118) La catena della sopravvivenza (esempio) ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO PERSONALE MEDICO 1) ALLERTARE IMMEDIATAMENTE IL SISTEMA 118 2) AVVIARE IL PRIMO SOCCORSO INIZIANDO LA PROCEDURA BLS
42 Aspetti medico legali del soccorso L Art. 593 C.P. definisce il reato di omissione di soccorso Il reato è consumato da chiunque...trovando abbandonato...persona incapace di provvedere a sé stessa omette di darne avviso all Autorità. Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l assistenza occorrente o di darne immediato avviso alle Autorità.
43 Aspetti medico legali del soccorso Il codice penale sostiene lo stato di necessità come sostegno all opera di soccorso: l Art. 54 non punisce chi abbia commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare se o gli altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo non da lui volontariamente causato né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionale al pericolo. L Art. 55 prevede l eccesso colposo per atti commessi in situazioni eccedenti i limiti imposti dalla legge, dall autorità e dalla necessità, per negligenza, imprudenza o imperizia.
44 Il soccorritore e le manovre sanitarie Manovre eseguibili da un soccorritore valutazione parametri vitali e principali alterazioni massaggio cardiaco esterno e ventilazione artificiale immobilizzazione rachide e arti emostasi, protezione e medicazione ferite sottrazione di un ferito o di un malato da situazioni di immediato pericolo
45 Riconoscere un emergenza sanitaria Distinzione tra emergenza/urgenza e gravità PARLIAMO DI EMERGENZA: quando ci si trova dinnanzi ad eventi (arresto cardiaco e respiratorio, perdita di coscienza, coma, gravi emorragie arteriose, gravi traumi, l intrasportabilità, ecc.) dove la tempestività e la validità dell intervento possono impedire la morte del soggetto e richiede sempre l intervento del 118 (si tratta di un evento non differibile). PARLIAMO DI URGENZA: quando siamo di fronte ad eventi che permettono un margine di tempo di intervento senza compromettere la vita dell infortunato, e che richiedono l intervento o meno del 118 se è presente/assente il requisito dell intrasportabilità.
46 Riconoscere un emergenza sanitaria Distinzione tra emergenza/urgenza e gravità Tipo d infortunio Valutazione del caso Tipo di risposta Frattura della colonna vertebrale È una situazione grave ma non urgente L infortunato può essere lasciato sul luogo dell incidente in attesa del trasporto qualificato Ingestione di un corpo estraneo Urgenza non differibile o emergenza sanitaria Se non si applicano le opportune manovre può esserci pericolo di vita
47 Scala di gravità delle emergenze/urgenze Rapidità con cui si deve inviare l infortunato in ospedale Emergenza (l'infortunato deve raggiungere l'ospedale nel più rapido tempo possibile: anche piccoli ritardi possono compromettere grandemente la possibilità di sopravvivenza). 1. Emorragie gravi che non si arrestano. 2. Emorragie interne. 3. Politraumatismi (gran numero di ferite e tratture in tutto il corpo). 4. Traumi del torace. 5. Amputazioni di parti del corpo. 6. Shock. 7. Arresto respiratorio e o cardiaco. 8. Tutti gli stati di incoscienza.
48 Scala di gravità delle emergenze/urgenze Rapidità con cui si deve inviare l infortunato in ospedale Urgenze primarie (l'infortunato deve giungere in ospedale entro un'ora) 1. Emorragie controllabili. 2. Schiacciamento di parti del corpo. 3. Ferite dell'addome senza situazione di shock.
49 Scala di gravità delle emergenze/urgenze Rapidità con cui si deve inviare l infortunato in ospedale Urgenze secondarie (l'infortunato deve giungere in ospedale entro 3 ore) 1. Fratture craniche senza perdita di coscienza. 2. Fratture del bacino. 3. Fratture della colonna vertebrale. 4. Fratture esposte degli arti. 5. Ferite profonde.
50 Scala di gravità delle emergenze/urgenze Rapidità con cui si deve inviare l infortunato in ospedale Senza urgenza 1. Fratture non esposte degli arti. 2. Ferite lievi. 3. Svenimenti e colpi di calore.
51 Riconoscere un emergenza sanitaria Scena dell infortunio RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI: il/i paziente/i i presenti ambiente ove è occorso l evento la dinamica dell evento le caratteristiche delle lesioni
52 Riconoscere un emergenza sanitaria Scena dell infortunio PREVISIONE DEI PERICOLI EVIDENTI E DI QUELLI PROBABILI Si deve spostare un paziente quando: il luogo dell'incidente è pericoloso e pone il paziente e/o i soccorritori in pericolo di vita (traffico incontrollato, minaccia d 'incendio, folgorazione, gas tossici); l intervento da eseguire sulla vittima ne richiede un diverso posizionamento.
53 Riconoscere un emergenza sanitaria Accertamento delle condizioni psico-fisiche del ferito FUNZIONI VITALI: polso (valutazione della frequenza e ritmo del battito cardiaco e dei polsi periferici) pressione (misurazione dei valori pressori) respiro (frequenza e condizioni della ventilazione polmonare) sistema nervoso (valutazione dello stato di coscienza)
Le nuove regole del pronto soccorso nei luoghi di lavoro
NUOVE NORME SUL PRONTO SOCCORSO AZIENDALE Obbligatorio in tutte le aziende dal 3 febbraio 2005 1 Sintesi degli obblighi del datore di lavoro Il datore di lavoro deve adeguare la documentazione del sistema
D.M. 388/2003 GRUPPO B GRUPPO C
La cassetta di pronto soccorso D.M. 388/2003 Ai sensi di questo D.M. le aziende sono distinte a seconda dell attività svolta, del numero dei lavoratori e e dei fattori di rischio in tre gruppi: GRUPPO
SICUREZZA ED IGIENE SUL LAVORO NELLE AUTOCARROZZERIE
SICUREZZA ED IGIENE SUL LAVORO NELLE AUTOCARROZZERIE INDICE 2. LE PRINCIPALI FIGURE INDIVIDUATE DAL T.U. SICUREZZA..... pag 3 IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE..... pag 3 ADDETTI ALL
Primo soccorso in azienda
Primo soccorso in azienda Articolo 15 D. Lgs. 626/94 1) Il datore di lavoro (omissis).. prende provvedimenti necessari in materia di pronto soccorso e di assistenza medica di emergenza.(omissis) 2) Il
IL PRIMO SOCCORSO QUALI REGOLE RISPETTARE DALLA FORMAZIONE DEL PERSONALE AI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
IL PRIMO SOCCORSO NELLE SCUOLE QUALI REGOLE RISPETTARE DALLA FORMAZIONE DEL PERSONALE AI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE LE NORME DEL D.M. 388/03 LE RESPONSABILITA DEL PERSONALE SCOLASTICO PRESENZA
E importante rimarcare la distinzione tra paziente grave e paziente urgente.
IL PRIMO SOCCORSO Il Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 mette in capo al Datore di Lavoro l obbligo di prendere i provvedimenti necessari in tema di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza
LA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO cominciamo a SCUOLA
LA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO cominciamo a SCUOLA PROCEDURE ORGANIZZATIVE PER IL PRIMO SOCCORSO protocollo d intesa 5 febbraio 2015 ASL Brescia ASL Vallecamonica Sebino - Direzione Territoriale del
CORSO di FORMAZIONE per ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO in attività classificate nei Gruppi A, B o C (D.M. 388/2003)
CORSO di FORMAZIONE per ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO in attività classificate nei Gruppi A, B o C (D.M. 388/2003) Corso di Formazione conforme ai criteri prescritti dal D.M. 388/2003 1/21 INQUADRAMENTO NORMATIVO
DOCUMENTO ORGANIZZAZIONE PRIMO SOCCORSO E REGISTRO DEI CONTROLLI
Anno Scolastico 2013 / 2014 ALLEGATO O Comune COMUNE DI VERONA Provincia Verona Istituto Scolastico I.P.S.E.O.A. A BERTI Servizio Prevenzione e Protezione A. Berti Istituto Professionale Servizi per l
EMERGENZA E PRIMO SOCCORSO
ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI VITERBO CORSO DI AGGIORNAMENTO 40 h per C.S.P. e C.S.E. AI SENSI DELL ALLEGATO XIV del D.LGS. 81/08 e smi In collaborazione con CEFAS IL PRIMO SOCCORSO A cura
PIANO DI PRONTO SOCCORSO
ISTITUTO COMPRENSIVO G. MAZZINI PORTO S. STEFANO PIANO DI PRONTO SOCCORSO ( D.M. 15 luglio 2003, n.388 ) 1 INDICE PAG. 1. GENERALITA 3 2. PRESIDI SANITARI 4 3. ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO 5 4. IL MEDICO
PRIMO SOCCORSO IN AZIENDA
Angelo Sacco Matteo Ciavarella Collana A B C INFORMAZIONE ESSENZIALE PRIMO SOCCORSO IN AZIENDA Manuale ad uso dei lavoratori Ai sensi dell art. 36 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e del Decreto n. 388 del
Corso teorico pratico per i lavoratori addetti al Pronto Soccorso Aziendale Aziende di gruppo A (D.Lgs. 626/94 D.M. 15 luglio 2003 n.
TITOLO Corso teorico pratico per i lavoratori addetti al Pronto Soccorso Aziendale Aziende di gruppo A (D.Lgs. 626/94 D.M. 15 luglio 2003 n.388) OBIETTIVI GENERALI Saper riconoscere tempestivamente le
IL PRIMO SOCCORSO A SCUOLA QUALI REGOLE RISPETTARE
IL PRIMO SOCCORSO A SCUOLA QUALI REGOLE RISPETTARE Da sempre la Scuola è un luogo di lavoro atipico, dove la presenza dei minori amplifica le problematiche legate al soccorso (che negli altri luoghi di
Registro controlli antincendio e PS. (D.Lgs. 626/94 DM 10 03 98 DPR 37/98 DM 388/03)
Istituto Comprensivo di Porto Venere "Giovanni di Giona" SEDE: (19022) LE GRAZIE, VIA ROMA, 1 LA SPEZIA - C. F. 80003280114 TEL. (0187) 790358 FAX (0187) 790021 - WEB: www.portovenerescuole.it - E.mail
P4 FORMAZIONE DEI. Formazione specifica dei lavoratori: GESTIONE INFORTUNI E PIANO DI PS
Formazione specifica dei lavoratori: GESTIONE INFORTUNI E PIANO DI PS P4 FORMAZIONE DEI LAVORATORI EX D.Lgs. 81/08 (art. 37) E ACCORDO STATO-REGIONI 21/12/2011 GESTIONE DEGLI INFORTUNI e INCIDENTI Occorre
Il corso sarà attivato al raggiungimento del numero minimo di partecipanti con date, orari e sedi DA DEFINIRE.
PREISCRIZIONE AL CORSO DI FORMAZIONE PER ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO AZIENDALE PER A Data inizio : 2014-01-01 Prezzo per partecipante : 190 EUR Località : Da definire DATE, ORARI E SEDI Il corso sarà attivato
PIANO DI PRIMO SOCCORSO
PIANO DI PRIMO SOCCORSO Squadra di sicurezza In Istituto sono presenti n.18 persone addestrate e formate al Primo Soccorso L addetto di primo soccorso (PS) è una persona formata ed opportunamente addestrata
PROCEDURA PRIMO SOCCORSO E PRONTO INTERVENTO
PROCEDURA PRIMO SOCCORSO E PRONTO INTERVENTO INDICE Premessa pag. 2 Addetti al Primo Soccorso pag. 3 Procedure impartite agli addetti al Primo Soccorso pag. 3 Attivazione del soccorso: procedura pag. 4
RSPP - CARATTERISTICHE
RSPP - CARATTERISTICHE Figura obbligatoria Consulente del Datore di Lavoro La designazione deve essere scritta ed accettata Deve aver frequentato corsi di formazione professionale specifici per il macro-settore
PIANO DELLE MISURE PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI ( DLgs 9 aprile 2008, n. 81 ed integrazione DLgs 3 agosto 2009, n. 106 )
Allegato 06 REGISTRO CONTROLLI PRESIDI E SISTEMI ANTINCENDIO CASSETTA DI PRIMO SOCCORSO DLgs 9 aprile 2008, n. 81 ed integrazioni DLgs 3 agosto 2009, n. 106 PIANO DELLE MISURE PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI
PO 01 Rev. 0. Azienda S.p.A.
INDICE 1 GENERALITA... 2 2 RESPONSABILITA... 2 3 MODALITA DI GESTIONE DELLA... 2 3.1 DEI NEOASSUNTI... 3 3.2 MANSIONI SPECIFICHE... 4 3.3 PREPOSTI... 4 3.4 ALTRI INTERVENTI FORMATIVI... 4 3.5 DOCUMENTAZIONE
PIANO DI PRIMO SOCCORSO
ISTITUTO COMPRENSIVO DI OSPITALETTO PIANO DI PRIMO SOCCORSO xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx INDICE 1. GENERALITÀ 2 2. ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO 2 3. PROCEDURE IMPARTITE
della SICUREZZA e della SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO
M. LEPORE della SICUREZZA e della SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO Manuale ad uso dei lavoratori Informazione dei lavoratori ai sensi dell art. 36 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i. della SICUREZZA DEFINIZIONI...5
Decreto 15 Luglio 2003, n. 388
Decreto 15 Luglio 2003, n. 388 Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell'articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni.
CIRCOLARE CLIENTI - N 08/2005
CIRCOLARE CLIENTI - N 08/2005 DATA: 27/01/2005 A/TO CA: Titolare dell attività / Responsabile Personale / Resp. Servizio Prevenzione e Protezione / Resp. Formazione / Addetti Primo Soccorso DA/FROM: TECNOLARIO
pubblicato su: Gazzetta Ufficiale Italiana n 27 del 03/02/2004 TESTO VIGENTE SOMMARIO
D.M. n 388 del 15/07/2003 Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell'articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni.
DECRETO LEGISLATIVO 81/2008 NOZIONI DI BASE
DECRETO LEGISLATIVO 81/2008 NOZIONI DI BASE D.Lgs.81 - Introduzione D.Lgs.81 - Introduzione TITOLO I: PRINCIPI COMUNI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1: Finalità; Art. 2: Definizioni; Art. 3: Campo di
CORSO PER ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO 1 (ex D. Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 integrato dal D. Lgs. n. 106 del 3 agosto 2009 ed ex D.M.
CORSO PER ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO 1 (ex D. Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 integrato dal D. Lgs. n. 106 del 3 agosto 2009 ed ex D.M. 388/03) ORGANIZZAZIONE: Responsabile del progetto formativo Ing. Giacinto
Le nuove norme sulla organizzazione del pronto soccorso aziendale
Le nuove norme sulla organizzazione del pronto soccorso aziendale Graziano Frigeri 1 [email protected] Con sei mesi di ritardo rispetto alla scadenza originaria, il 3 Febbraio 2005bentra definitivamente
Decreto del Ministero della Salute 15 luglio 2003, n. 388
Decreto del Ministero della Salute 15 luglio 2003, n. 388 Normativa - Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell'articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19
Seminario su D.Lgs.81/08
Seminario su D.Lgs.81/08 La Valutazione del Rischio Per individuare le Misure di Prevenzione e Protezione a tutela della Salute e Sicurezza dei lavoratori Piacenza, 17/11/2010 Anna Bosi Dipartimento Sanità
FIGURE PREVISTE DAL D.Lgs 81/08
FIGURE PREVISTE DAL D.Lgs 81/08 DATORE DI LAVORO (RETTORE) SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE S.P.P. MEDICO COMPETENTE M.C. -DIRIGENTI -RESPONSABILI DELL ATTIVITA DIDATTICA E DI RICERCA -PREPOSTI LAVORATORI
Istruzioni operative per la gestione degli infortuni
Istruzioni operative per la gestione degli infortuni SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE La presente procedura si applica a tutti gli eventi definiti infortuni che si verificano a carico dei lavoratori dipendenti,
Catalogo corsi Formazione E-Learning FORMAZIONE GENERALE
Catalogo corsi Formazione E-Learning FORMAZIONE GENERALE Obiettivi del corso: Fornire i concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti, doveri
La formazione degli addetti alle attività che comportano esposizione ad amianto
La formazione degli addetti alle attività che comportano esposizione ad amianto 1 Riferimenti normativi Decreto Legislativo 19 settembre 1994 n. 626 capo VI Decreto Ministeriale 16 gennaio 1997 Decreto
Corso RSPP Modulo C. Ing. Vincenzo Staltieri
TEST VERIFICA INTERMEDIO 1. Il Datore di Lavoro è: a. La persona che in azienda paga gli stipendi b. La persona che dispone di pieni poteri decisionali e di spesa c. Il capoufficio, il capofficinao colui
Procedura 1-001 PIANO DI PRIMO SOCCORSO
Pag. 1 di 8 Procedura 1-001 PIANO DI PRIMO SOCCORSO Sommario GENERALITÀ... 2 STRUMENTI DI PRIMO SOCCORSO... 2 REQUISITI E FORMAZIONE DEGLI ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO... 3 GESTIONE PROCESSO DI PRIMO SOCCORSO...
PIANO DI PRONTO SOCCORSO
PIANO DI PRONTO SOCCORSO INDICE 1 - GENERALITÀ 2 - ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO 3 - PROCEDURE IMPARTITE AGLI ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO 4 - PROCEDURE IMPARTITE AI LAVORATORI 5 - CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO
Organizzazione della prevenzione aziendale
Organizzazione della prevenzione aziendale La normativa e le figure coinvolte Sicurezza sul lavoro? Non solo 81/08 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA la Repubblica tutela la salute come fondamentale
N O M I N A INCARICATI DELLE MISURE DI PREVENZIONE INCENDI, LOTTA ANTINCENDIO E GESTIONE DELLE EMERGENZE
DESIGNAZIONE DEI LAVORATORI INCARICATI DELL'ATTUAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE INCENDI E LOTTA ANTINCENDIO, DI EVACUAZIONE DEI LUOGHI DI LAVORO IN CASO DI PERICOLO GRAVE E IMMEDIATO, DI SALVATAGGIO
Corso di formazione per Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
In collaborazione con: Con il coordinamento scientifico di: Tabella 1. Prospetto delle Classi di Laurea Corso di formazione per Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Normativa Con l'introduzione
TU art. 45. IL DATORE DI LAVORO prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza
Sistema di Riferimento Veneto per la Sicurezza nelle Scuole PRIMO SOCCORSO: Aspetti organizzativi 7.13 CORSO DI FORMAZIONE RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA EX D.Lgs. 81/08 Primo soccorso
Istituto d'istruzione Superiore Giuseppe Peano CORSO VENEZIA, 29 10147 TORINO. PIANO DI PRIMO SOCCORSO ( D.M. 388/2003, D.
Istituto d'istruzione Superiore Giuseppe Peano CORSO VENEZIA, 29 10147 TORINO PIANO DI PRIMO SOCCORSO ( D.M. 388/2003, D.Lgs 81/08 e smi) OGGETTO: PIANO PRIMO SOCCORSO DATA: 15/11/2010 IL DIRIGENTE SCOLASTICO
CONVEGNO regionale DIRIGENTI SCOLASTICI LA GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE ISTTITUZIONI SCOLASTICHE: 1 Dicembre 2014
CONVEGNO regionale DIRIGENTI SCOLASTICI LA GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE ISTTITUZIONI SCOLASTICHE: RUOLI E RESPONSABILITÀ 1 Dicembre 2014 IS E. MOLINARI Via Crescenzago, 110 - Milano Formazione ed informazione
ESTRATTO DEL DOCUMENTO DI CUI ALL ART. 28 COMMA 2 D.LGS. N 81/2008 RELATIVO AL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA SUL LAVORO
ESTRATTO DEL DOCUMENTO DI CUI ALL ART. 28 COMMA 2 D.LGS. N 81/2008 RELATIVO AL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA SUL LAVORO GLI ASPETTI ORGANIZZATIVI NEL LICEO Si riportano, quale esempio e non esaustivi,
PROGRAMMA DEL CORSO INCARICATO DI PRIMO SOCCORSO AZIENDA GRUPPO A
PROGRAMMA DEL CORSO INCARICATO DI PRIMO SOCCORSO AZIENDA GRUPPO A (Decreto Legislativo coordinato 81/2008 e 106/2009 art. 45 e DM 15/07/03, n.388) Durata del corso Date e orari del corso Sede del corso
INTESA TRA COMUNE DI MILANO E AZIENDA SANITARIA LOCALE CITTA DI MILANO PER LA SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI NEI SERVIZI ALL INFANZIA (0-6 ANNI)
INTESA TRA COMUNE DI MILANO E AZIENDA SANITARIA LOCALE CITTA DI MILANO PER LA SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI NEI SERVIZI ALL INFANZIA (0-6 ANNI) Al fine di garantire un approccio coordinato alla gestione
La valutazione del rischio chimico
La valutazione del rischio chimico Introduzione Per sua stessa definizione, l agente chimico è una sostanza o un preparato di natura chimica. L agente chimico può presentarsi sotto forma di gas, vapore,
PIANO DI PRONTO SOCCORSO
DIREZIONE DIDATTICA DI STATALE II CIRCOLO DI BOLLATE PIANO DI PRONTO SOCCORSO II CIRCOLO DIDATTICO DI BOLLATE - Scuola dell infanzia V. BACHELET - Scuola dell infanzia B. MUNARI - Scuola primaria M. MONTESSORI
PIANO DI PRIMO SOCCORSO
I.Comprensivo " Villa Verrocchio " Montesilvano PIANO DI PRIMO SOCCORSO D.M. n. 388/2003 e D.Lgs 81/08 DATA: IL DIRIGENTE SCOLASTICO Prof.Leo Di Fabio DSGA Giuseppe Barrara IL MEDICO COMPETENTE dott. IL
MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6
MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6 INDICE GESTIONE DELLE RISORSE Messa a disposizione delle risorse Competenza, consapevolezza, addestramento Infrastrutture Ambiente di lavoro MANUALE DELLA QUALITÀ Pag.
IL PRIMO SOCCORSO IN CANTIERE. ed TU. Titolo IV. Cantieri temporanei o mobili PRIMO SOCCORSO IN CANTIERE. il titolo IV del Dl.gs 81/2008+106/2009
IL PRIMO SOCCORSO IN CANTIERE ed TU Titolo IV Cantieri temporanei o mobili 1 PRIMO SOCCORSO IN CANTIERE il titolo IV del Dl.gs 81/2008+106/2009 dove parla del primo soccorso 2 Dlgs 81/2008+106/2009 allegato
ANATOMIA DELL ORECCHIO UMANO
ANATOMIA DELL ORECCHIO UMANO Approccio all infortunato 1) Protezione del soccorritore 2) Valutazione rischio ambientale si Il paziente va rimosso no 3) Valutazione delle condizioni dell infortunato Approccio
Domanda di riduzione del tasso medio di tariffa ai sensi dell art. 20 MAT e domanda di riduzione del premio ai sensi della Legge 147/2013.
Nota 9 maggio 2014, n. 3266 Domanda di riduzione del tasso medio di tariffa ai sensi dell art. 20 MAT e domanda di riduzione del premio ai sensi della Legge 147/2013. Modulo di domanda Come noto (NOTA
LA RESPONSABILITA CIVILE E PENALE DEL SOCCORRITORE VOLONTARIO
LA RESPONSABILITA CIVILE E PENALE DEL SOCCORRITORE VOLONTARIO ARGOMENTI DELLA LEZIONE IL RUOLO GIURIDICO DEL VOLONTARIO NEL SOCCORSO SANITARIO LE CAUSE DI NON PUNIBILITA (LO STATO DI NECESSITA E IL T.S.O.)
Istruzioni operative per la gestione degli infortuni
Istruzioni operative per la gestione degli infortuni SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE La presente procedura si applica a tutti gli eventi definiti infortuni che si verificano a carico dei lavoratori dipendenti,
IS DIR 09 ISTRUZIONE SICUREZZA DOCENTI
IS DIR 09 ISTRUZIONE SICUREZZA DOCENTI I docenti non possono mettere a repentaglio la sicurezza degli alunni e devono pertanto: sorvegliare gli alunni conoscere e informare gli alunni loro affidati sulle
FORMAZIONE A COSTO ZERO PER FAR CRESCERE LA SICUREZZA PER LE IMPRESE DI TUTTI I SETTORI
PROGRAMMA CORSI: FORMAZIONE A COSTO ZERO PER FAR CRESCERE LA SICUREZZA PER LE IMPRESE DI TUTTI I SETTORI CORSO DI FORMAZIONE OBBLIGATORIA E AGGIORNAMENTO PER PREPOSTI E PER DIRIGENTI Art. 37 D. Lgs. 81/08
Documento Valutazione Rischi
ISTITUTO TECNICO STATALE COMMERCIALE E PER GEOMETRI In Memoria dei Morti per la Patria CHIAVARI Succursale: via Castagnola 15A Documento Valutazione Rischi (art.28 Decreto Legislativo n 81/2008) ISTITUTO
PIANO DI PRONTO SOCCORSO. ITCG G. Maggiolini. via Spagliardi 19 - Parabiago (MI)
PIANO DI PRONTO SOCCORSO ITCG G. Maggiolini via Spagliardi 19 - Parabiago (MI) xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx INDICE 1. GENERALITÀ 2 2. ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO
Concetti generali in tema di PREVENZIONE e SICUREZZA del lavoro
kiker Concetti generali in tema di PREVENZIONE e SICUREZZA del lavoro Collana PREVENZIONE E PROTEZIONE Collana PREVENZIONE E PROTEZIONE IL D.LGS.81/2008: TESTO UNICO SICUREZZA SUL LAVORO L evoluzione Normativa
SCHEMI LETTERE DI NOTIFICA SCHEMA DI AUTOCERTIFICAZIONE SCHEMI LETTERE DI DESIGNAZIONE SCHEMA LETTERA DI INFORMAZIONE AI LAVORATORI
SCHEMI LETTERE DI NOTIFICA SCHEMA DI AUTOCERTIFICAZIONE SCHEMI LETTERE DI DESIGNAZIONE SCHEMA LETTERA DI INFORMAZIONE AI LAVORATORI SCHEMA DEL VERBALE DI RIUNIONE PERIODICA Modello A) BOZZA DI LETTERA
Cosa deve fare il SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE COMPITI
Rappresenta lo spazio organizzativo che all interno dell impresa agricola deve occuparsi della gestione della sicurezza. Il responsabile del SPP viene nominato dal datore di lavoro tra i propri dipendenti
INFORTUNI E PREVENZIONE
Analisi degli infortuni in ambito scolastico 3.3 CORSO DI FORMAZIONE PER DIRIGENTI SCOLASTICI E PER DIRETTORI DEI SERVIZI GENERALI ED AMMINISTRATIVI Analisi del fenomeno infortunistico INFORTUNI E PREVENZIONE
LA FORMAZIONE OBBLIGATORIA INGENIA Group
LA FORMAZIONE OBBLIGATORIA INGENIA Group Obblighi e sanzioni del datore di lavoro Manuale commerciale 11/2013 Per informazioni: [email protected] LA FORMAZIONE OBBLIGATORIA OBBLIGHI E SANZIONI
RUOLI E FUNZIONI DEI SOGGETTI DEL SISTEMA PREVENZIONISTICO
RUOLI E FUNZIONI DEI SOGGETTI DEL SISTEMA PREVENZIONISTICO QUALIFICA RUOLO FUNZIONI E MANSIONI DIRIGENTE SCOLASTICO DATORE DI LAVORO Definisce gli interventi, le priorità, le necessità finanziarie, riguardo
Anpas - Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze SERVIZIO CIVILE NAZIONALE SOCIO C.N.E.S.C. CONFERENZA NAZIONALE ENTI SERVIZIO CIVILE
(Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: A.N.P.AS. (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) 2) Codice di accreditamento:
PIANO DI INFORMAZIONE E FORMAZIONE D.Lgs. 81/08, Artt. 36, 37
PIANO DI INFORMAZIONE E FORMAZIONE D.Lgs. 81/08, Artt. 36, 37 ALLEGATO REV DATA 19..26 IV INDICE PIANO DI INFORMAZIONE E FORMAZIONE 1 INTRODUZIONE... 3 2 CLASSIFICAZIONE AZIENDA... 3 3 LUOGO DI SVOLGIMENTO
PIANO DI PRIMO SOCCORSO (art. 46 DLgs. 81/2008 e decreto n.388/2003)
ISTITUTO COMPRENSIVO VIA SCIALOIA 21 PIANO DI PRIMO SOCCORSO (art. 46 DLgs. 81/2008 e decreto n.388/2003) DELLA SCUOLA PRIMARIA CALVINO via Scialoia 19 Milano DELLA SCUOLA SECONDARIA I BUONARROTI via Scialoia
Programma di formazione, informazione e. addestramento del personale addetto
Programma di formazione, informazione e addestramento del personale addetto Approvato dal Dirigente Scolastico: ing. Michele Nicastri Verificato dal RSPP: ing. Di Pietro Angelo Presa visione del RLS aziendale:
Corso di formazione per Addetto al Servizio di Primo Soccorso (corso di aggiornamento)
Corso di formazione per Addetto al Servizio di Primo Soccorso (corso di aggiornamento) - AZIENDE GRUPPO A - B - C - Studio di Consulenza e Formazione Consulting Professional Napoli - Corso Arnaldo Lucci
DIREZIONE DIDATTICA STATALE Viale Carlo Alberto dalla Chiesa, 1 Tel. 011/9882714 - fax 9829280- e-mail: [email protected] 10088 VOLPIANO (TO)
DIREZIONE DIDATTICA STATALE Viale Carlo Alberto dalla Chiesa, 1 Tel. 011/9882714 - fax 9829280- e-mail: [email protected] 10088 VOLPIANO (TO) Prot. n. 2484 Volpiano, 02.09.2013 Circ.n. 5 Agli insegnanti
ABC della sicurezza sul lavoro
Straniero, non estraneo ABC della sicurezza sul lavoro Opuscolo informativo per i lavoratori stranieri e le loro famiglie Edizione 2009 Questo opuscolo è stato realizzato da INAIL Direzione Centrale Comunicazione
b) Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi;
Lezione 6 La riunione periodica (art 35) La riunione periodica è un momento di discussione sui temi della prevenzione e della tutela della salute e dell integrità psicofisica dei lavoratori, prevista per
Progetto Labor - Linea 4 Emersì Sicurezza nei luoghi di lavoro ed Emersione del lavoro irregolare
Progetto Labor - Linea 4 Emersì Sicurezza nei luoghi di lavoro ed Emersione del lavoro irregolare Prevenzione e promozione della sicurezza Lavoro sicuro 1 LAVORO SICURO 2 1. Sicurezza: i provvedimenti
REGOLAMENTO SUL PRONTO SOCCORSO AZIENDALE
REGOLAMENTO SUL PRONTO SOCCORSO AZIENDALE SuIla Gazzetta Ufficiale n.27 del 3 febbraio 2004 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale n.388 del 15 luglio 2003 Regolamento recante disposizioni sul pronto
Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 pubblicato sulla G.U. n. 101 - Supplemento Ordinario - del 30 aprile 2008
Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 pubblicato sulla G.U. n. 101 - Supplemento Ordinario - del 30 aprile 2008 INFERMIERE AREA CRITICA 16/12/2011 - Dott. G. Guastella - www.formatori.veneto.it 2
SIGNIFICATO DEI SIMBOLI UTILIZZATI NELLE SCHEDE 07
SIGNIFICATO DEI SIMBOLI UTILIZZATI NELLE SCHEDE 07 LA NORMATIVA l Primo Soccorso in azienda 10 l D.Lgs. 81/2008 10 l Decreto 388/2003 12 l Contenuto della cassetta di Primo Soccorso e contenuto del pacchetto
PIANO DI PRIMO SOCCORSO D.M. 388/2003
Dott. Giulio Angelo Boario Medico Chirurgo, Specialista in Medicina del Lavoro Str. Ronchi Cunioli Alti 63/12-10024 Moncalieri (TO) tel. 0116612547 - cell.3397233693 e-mail [email protected]
CATALOGO TEMATICA SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO CATALOGO OFFERTA FORMATIVA TEMATICA SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO
CATALOGO OFFERTA FORMATIVA TEMATICA SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO LA FORMAZIONE DEI LAVORATORI E DEI PREPOSTI SECONDO L ACCORDO STATO REGIONI 21.12.2011 FORMAZIONE GENERALE Lavoratori definiti secondo
Università degli Studi di Palermo Servizio di Prevenzione e Protezione di Ateneo
NG Università degli Studi di Palermo REGOLAMENTO Per l individuazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e la definizione delle loro attribuzioni (approvato nella seduta di contrattazione
LA PROMOZIONE DELLA SICUREZZA NELLA SCUOLA. Alessandro PALESE Direzione Sanità Regione Piemonte
LA PROMOZIONE DELLA SICUREZZA NELLA SCUOLA Alessandro PALESE Direzione Sanità Regione Piemonte Il Decreto legislativo 81/2008 Il TU sulla sicurezza prevede l inserimento in ogni attività scolastica di
1. DISTRIBUZIONE Direzione, RSPP, RLS, preposti 2. SCOPO
Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi SpA Sede legale in Cuneo, Corso Nizza 9 [email protected] www.acquambiente.it SGSL Procedura Monitoraggio salute e del 16/09/09 1. DISTRIBUZIONE, RSPP,
STUDIO BD e ASSOCIATI Associazione Professionale Cod. Fisc. e Partita Iva 01727930354 web: www.bdassociati.it e-mail: info@bdassociati.
Circolare n. 5/2013 Pagina 1 di 6 A tutti i Clienti Loro sedi Circolare n. 5/2013 del 7 marzo 2013 SICUREZZA SUL LAVORO OBBLIGHI IN VIGORE E DI PROSSIMA SCADENZA PER I DATORI DI LAVORO Come noto, il D.Lgs
L OSS NEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA. L integrazione dell alunno con disabilità: l operatore socio sanitario
L OSS NEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA L integrazione dell alunno con disabilità: l operatore socio sanitario L OSS NEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA Il Servizio di Integrazione Scolastica
4. Essere informati sui rischi e le misure necessarie per ridurli o eliminarli;
Lezione 3 Le attribuzioni del Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza Il diritto alla salute Abbiamo già sottolineato che il beneficiario ultimo del testo unico è la figura del lavoratore. La cui
Conoscere i parametri vitali valutabili dal soccorritore Conoscere le tecniche di valutazione dei parametri vitali Riconoscere le situazioni di
Corso Base per Aspiranti Volontari della CROCE ROSSA ITALIANA VALUTAZIONE PARAMETRI VITALI INSUFFICIENZA CARDIACA - RESPIRATORIA OBIETTIVO DELLA LEZIONE Conoscere i parametri vitali valutabili dal soccorritore
PIANO DI PRIMO SOCCORSO
SCUOLA DELL'INFANZIA L'AQUILONE 9 Istituto Comprensivo - PADOVA PIANO DI PRIMO SOCCORSO IL PRIMO SOCCORSO È RIVOLTO A QUALSIASI PERSONA PRESENTE NELLA SCUOLA CHE INCORRA IN INFORTUNIO O MALORE. Insegnanti
IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E TRASPORTI IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI IL MINISTRO DELLA SALUTE
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DECRETO 24 gennaio 2011, n. 19 Regolamento sulle modalita' di applicazione in ambito ferroviario, del decreto 15 luglio 2003, n. 388, ai sensi dell'articolo
SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO Valutazione dei rischi
1. DISTRIBUZIONE A tutti i membri dell organizzazione ING. TOMMASO 2. SCOPO Lo scopo di questa procedura è di descrivere i criteri, le modalità operative e le responsabilità per: effettuare la valutazione
La valutazione dei rischi. La valutazione dei rischi -- Programma LEONARDO
La valutazione dei rischi La valutazione del rischio è lo strumento fondamentale che permette di individuare le misure di prevenzione e pianificarne l attuazione, il miglioramento ed il controllo al fine
Organizzazione della sicurezza nell Università degli Studi di Pavia
Organizzazione della sicurezza nell Università degli Studi di Pavia MAGNIFICO RETTORE Servizio di Prevenzione e Protezione MC EQ TSL RESPONSABILE SERVIZIO PREVENZIONE e PROTEZIONE ASPP ASPP ASPP ASPP RESPONSABILE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL MOD. OT/20
GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL MOD. OT/20 Domanda di riduzione del tasso medio di tariffa ai sensi dell art. 20 delle Modalità di Applicazione delle Tariffe dei Premi (D.M. 12.12.2000) nei primi due anni
