COMUNE DI REALMONTE PROVINCIADI AGRIGENTO
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- Gianmaria Biagi
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1 COMUNE DI REALMONTE PROVINCIADI AGRIGENTO PROGETTO PER L INSTALLAZIONE DI UN IMPIANTO DI BETONAGGIO, PRODUZIONE CALCESTRUZZO PRECONFEZIONATO DA FORNIRE A TERZI, IN COMUNE DI REALMONTE LOCALITÀ PARPAGLIONE, CON PROCEDURA DI VARIANTE ALLO STRUMENTO URBANISTICO E CONVOCAZIONE CONFERENZA DI SERVIZI EX ART. 14 E SEGUENTI DELLA LEGGE 241/1990 E SS. MM. E II. -- AMPLIAMENTO IMPIANTO -- LOTTO DI TERRENO RICADENTE NEL VIGENTE P. DI F. COMUNALE ALL INTERNO DELLA ZONA TERRITORIALE OMOGENEA E AGRICOLA ED INDIVIDUATO CATASTALMENTE AL F 17 CON LE PARTICELLE DOMANDA UNICA in bollo; 2. Computo metrico estimativo delle opere da realizzare e dich. del progettista; 3. Calcolo Vers. 0,1% dell importo + Decreto Assessoriale + Ricevuta del Vers.; 4. Dichiarazioni varie: Intendi, Conformità, Inesistenza di contributi pubblici e Destinazione d uso intervento; 5. Relazione paesaggistica con Riprese fotografiche, Profili terreno, Schede tecniche, particolari e Fotomontaggio; 6. Relazione Geologica con Indagini Geognostiche in situ e prove di laboratorio; 7. Scheda di cui alla Circolare Assessoriale n. 4/2000; 8. Elaborati Tecnici contenenti: 8.1 Elaborati Grafici: aerofotogrammetrie e catasto, planimetrie e disegni stato attuale, planimetrie stato futuro, disegni stato futuro con particolari e servizio fotografico; 8.2 Relazione tecnico-illustrativa; 8.3 Relazione sul ciclo produttivo; 8.4 Pianta particolareggiata sui servizi igienici; 8.5 Lay-out dei macchinari ed attrezzature; 8.6 Schede tecniche su attrezzature e prodotti utilizzati, Relazione agenti inquinanti; 8.7 Quadri sintetici (calcolo superficie aerata, illuminazione e rumorosità); 9) Progetto Impianto Elettrico; 10) Calcolo Oneri Concessori dovuti per legge; 11) Relazione tecnica di esclusione alla procedura VIA/VAS; 12) Relazione ed Elaborato Tecnico sull accesso da strada pubblica; IL RICHIEDENTE IL TECNICO
2 Relazione sul ciclo produttivo Ad espletamento dell incarico conferitomi dal Sig. ZAMBITO Onofrio nato a Agrigento il 03/ e residente a Realmonte nella via Venere in località Capo Rossello, nella qualità di proprietario di un lotto sito il località Parpaglione zona E del vigente P.d.F. del Comune di Realmonte, individuato catastalmente al foglio di mappa n. 17 con le particelle , è stata redatta la presente relazione per l installazione di un impianto di betonaggio (produzione calcestruzzo preconfezionato) da fornire a terzi, sul lotto suindicato, con procedura di variante allo strumento urbanistico e CONVOCAZIONE CONFERENZA DI SERVIZI ex art. 14 e seguenti della Legge 241/1990 e ss. mm. e ii., ad ampliamento dell impianto preesistente e di cui all Autorizzazione Comunale n. 30/2006. Premessa Il progetto prevede l installazione di uno stabilimento di produzione di calcestruzzo preconfezionato da fornire a terzi su commessa sorgerà su un area complessiva di circa mq, di cui parte destinati alla produzione ed uffici e parte al deposito di materiale e attrezzature da cantiere edile nonché di automezzi. Sarà costituito da una centrale di betonaggio premontata presso lo stabilimento di produzione, trasporta tramite automezzo e montata su opere murarie estremamente contenute. I processi di lavorazione saranno completamente automatizzati, e potranno raggiungere una produzione oraria variabile da 60 a 80 mc/ora di dosi secche. Detto impianto per la produzione con processo industrializzato del calcestruzzo sarà conforme a quanto disciplinato dalle vigenti norme tecniche per le costruzioni e dovrà essere
3 idoneo ad una produzione costante, disporre di apparecchiature adeguate per il confezionamento nonché di personale esperto e di attrezzature idonee a provare, valutare e mantenere la qualità del prodotto. Sarà dotato di un sistema permanente di controllo interno della produzione allo scopo di assicurare che il prodotto risponda ai requisiti previsti dalle stesse norme e che tale rispondenza sia costantemente mantenuta fino all impiego. Il sistema di controllo della produzione di calcestruzzo confezionato con processo industrializzato dovrà fare riferimento alle specifiche indicazioni contenute nelle Linee guida sul calcestruzzo preconfezionato elaborato dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei LL.PP. Informazioni generali. L azienda nello specifico stabilimento avrà sotto le proprie dipendenze n. 2 operai tutti di sesso maschile (di cui n. 1 addetto al materiale, alle attrezzature da cantiere edile ed agli automezzi e n. 1 addetto alla produzione di calcestruzzo preconfezionato) ed in più n. 1 amministrativa addetta alla segreteria-uffici. Il personale risulterà in regola dal punto di vista lavorativo e presterà servizio per n. 8 ore lavorative giornaliere, per una settimana lavorativa LUN VEN dalle ore 08:00 alle ore 12:00 e dalle ore 13:00 alle ore 17:00. Lo stesso seguirà le procedure lavorative di cui al Documento di valutazione dei rischi (ai sensi del nuovo DLgs. 81/2008) in possesso dell azienda e sarà dotato dei relativi D.P.I. (dispositivi di protezione individuale), quali tuta in cotone, guanti in lattice, occhiali in plexiglass, cuffie insonorizzate, scarpe antinfortunio, maschera con filtri intercambiabili, etc. L impianto elettrico, conformemente al D.M. n. 37/2008, sarà previsto di tipo industriale con interruttore generale di sovraccarico, linee dimensionate ai carichi previsti, attraversamenti protetti, cavi trifase, interruttori, prese, quadri elettrici, impianto di messa a terra, interruttori di sgancio, gruppo elettrogeno che in caso di mancanza di luce ENEL consenta la sopravvivenza dei servizi ausiliari, etc., il tutto realizzato con materiale isolante e con componenti elettrici autodeflagranti o autoestinguenti. Sarà successivamente redatto il certificato di conformità per l impianto elettrico una volta realizzato l impianto stesso e messo in esercizio.
4 L impianto sarà dotato delle attrezzature necessarie per lo svolgimento delle attività previste. Tutti i locali saranno dotati di impianto elettrico e di impianto di illuminazione artificiale. All esterno si provvederà all istallazione di fari a grande potenza per l illuminazione fissa dell intera area dello stabilimento soprattutto nelle ore notturne e o non lavorative. Layout produttivo. Da un analisi dello stabilimento e dalle informazioni/documentazioni assunte dall impresa committente, la struttura del ciclo produttivo può riassumersi nelle seguenti fasi: a) richiesta di ordinazione da parte del cliente; b) confezionamento del calcestruzzo; c) trasporto/consegna ai clienti direttamente sul luogo di cantiere pattuito. La prima fase corrisponde ad un attività di tipo amministrativo: - segreteria; - ricezione-elaborazione-archiviazione di documentazione; - rapporti con la clientela. La seconda fase corrisponde ad un attività produttiva: - ingresso materie prime; - deposito materie prime; - caricamento inerti, tramite mezzo meccanico su rampa, nella bilancia dosatrice; - dosatura cemento standard, da apposito silos, tramite condotta pneumatica direttamente su autobetoniera; - dosatura cemento pozzolanico, da apposito silos, tramite condotta pneumatica direttamente su autobetoniera; - dosatura acqua potabile, da apposito serbatoio idrico, tramite pompa idrica-autoclave direttamente su autobetoniera; - scarico su autobetoniera tramite tramoggia e nastro trasportatore degli inerti già dosati per tipologia e granulometria, unitamente all acqua pompata; - confezionamento del calcestruzzo così miscelato dentro la betoniera rotante; - controllo dell impasto su betoniera (viscosità, fluidità, colore, consistenza, etc.);
5 La terza fase rappresenta la chiusura del ciclo produttivo con la consegna del prodotto a terzi tramite autobetoniera e getto dello stesso in cantiere, anche con l ausilio di eventuale autopompa. Attrezzature meccaniche. Componente principale dell impianto produttivo è il Gruppo tramoggia-inerti che ha la funzione di garantire il carico, la pesatura e lo scarico degli inerti: - EUROMEC sas EURO 4V/L: gruppo vasche ad estrazione centrale con struttura portante interamente realizzata con travi HEA 160, n. 4 vasche di carico inerti, capacità di stoccaggio a cumulo da 85 mc con sovrasponde da 500 mm, n. 8 bocchette di scarico con parte rotante in lamiera abrasiva da 8 mm, apertura garantita da n. 4 cilindri pneumatici a doppio effetto con rivestimento esterno in alluminio e vibratore a doppia piastra da 300 kg, dosatore inerti da lt con vibratore da 200kg, sistema di pesatura a monocella da kg divisione 20 kg, produzione oraria max 80 mc/h; lunghezza gruppo vasche 11,36 ml, lunghezza telaio 9 ml. Seguono: - SILOS ancorati sui pilastri predisposti, per lo stoccaggio del cemento in polvere; - NASTRO CARICATORE collocato sotto i nastri estrattori del gruppo vasche grazie ad opportuni cavalletti e fino a raggiungere l altezza prevista per lo scarico in autobetoniera; - IMPIANTO PNEUMATICO che ha la funzione di fornire la quantità di aria compressa necessaria all azionamento dei cilindri di tutta la componentistica elettropneumatica; - IMPIANTO IDRAULICO che ha la funzione di erogare la quantità di acqua stoccata nei serbatoi e necessaria al dosaggio del calcestruzzo; - BILANCIA DEL CEMENTO posizionata in prossimità delle coclee estrattrici; - COCLEA DI ESTRAZIONE silos-tramoggia cemento per l estrazione del cemento dai silos e l immissione dello stesso nella tramoggia di pesatura; - COCLEA DI CARICO tramoggia cemento-doccione per l estrazione del cemento dalla tramoggia di pesatura ed il convogliamento verso il doccione di carico in autobetoniera; - COCLEA RECUPERATRICE che assolve la funzione di effettuare l estrazione del cemento dalla tramoggia di recupero posta sotto il filtro (EURO CLP 64/50 SILOTOP R01) per
6 abbattimento delle polveri del silos e convogliarlo verso la tramoggia di pesatura del cemento; - CABINA DI CONTROLLO posizionata entro i 50 ml poiché vincolata dalla lunghezza del cavo di collegamento, al quale si aggiunge il cavo di tensione elettrica, il cavo di trasmissione dati telematici e le tubazioni per l acqua e gli additivi; realizzata in materiale coibentato ignifugo con relative aperture per l operatore, alloggia il quadro elettrico per il completo funzionamento dell impianto. Tutte le attrezzature meccaniche sono dotate di protezioni/interruttori di sicurezza in accordo alla normativa antinfortunistica vigente e saranno oggetto di una manutenzione straordinaria programmata. I macchinari utilizzati durante le fasi produttive, ad eccezione del mezzo meccanico per il caricamento degli inerti, sono assimilabili solamente al tipo impianto fisso. I macchinari da utilizzare, durante le varie fasi produttive, saranno omologati e certificati CEI IMQ e saranno collaudati dalle rispettive ditte costruttrici che ne cureranno anche la corretta installazione. Schema di lavorazione. INGRESSO/DEPOSITO MATERIE PRIME: consiste nella fornitura da parte di ditte terze delle materie prime occorrenti per il confezionamento del calcestruzzo e del relativo stoccaggio, e cioè: - inerte: sabbia di frantoio depositata all aperto in cumuli; - inerte: ghiaia 15/30 depositata all aperto in cumuli; - inerte: pietrischetto 15/25 depositato all aperto in cumuli; - acqua potabile contenuta in serbatoio idrico in c.a.; - cemento sfuso di tipo standard depositato in apposito silos a circuito chiuso dotato di sistema per il recupero delle polveri; - cemento sfuso di tipo pozzolanico depositato in apposito silos a circuito chiuso dotato di sistema per il recupero delle polveri. (Tutti i cementi, in conformità alla direttiva 89/106/CEE del 21/12/88, sono muniti di Certificato di Conformità Europea CE e sono rispondenti ai requisiti delle specifiche di Qualità della norma europea). CARICAMENTO INERTI: consiste nel prelevamento tramite mezzo meccanico (pala gommata) dei vari inerti depositati all aperto in cumuli, facilitando le operazioni previo
7 innaffiamento con acqua a forte pressione/nebulizzata per l abbattimento delle polveri, e nel trasporto tramite apposita rampa, per il superamento del dislivello, dentro la bilancia dosatrice dotata di copertura coibentata in modo da contenere le emissioni di polveri e di rumore. DOSATURA CEMENTI: consiste nella dosatura, tramite telecontrollo da pannello elettronico e software presenti nel box-cabina di controllo, dei due diversi cementi che dai rispettivi silos vengono pompati, tramite condotta pneumatica, direttamente sull autobetoniera in sosta nel boxpunto di carico; l aria di spostamento utilizzata per il trasporto pneumatico verrà trattata in un sistema per l abbattimento delle polveri con filtri a tessuto. DOSATURA ACQUA: consiste nella dosatura, tramite telecontrollo da pannello elettronico e software presenti nel box-cabina di controllo, di acqua esclusivamente ad uso potabile che dalla relativa vasca di riserva idrica viene pompata, tramite pompa-autoclave, direttamente sull autobetoniera in sosta nel box-punto di carico. CARICAMENTO SU BETONIERA: consiste nel trasporto tramite nastro trasportatore dei vari inerti pesati/dosati e mescolati a secco nella tramoggia, direttamente sull autobetoniera in sosta nel box-punto di carico (coibentato in modo da contenere le emissioni di polveri e di rumore). CONFEZIONAMENTO DEL CALCESTRUZZO: consiste nel confezionamento dell impasto premiscelato e predosato direttamente all interno della betoniera rotante che permette l aggregazione dei materiali in modo tale da produrre calcestruzzi a prestazione garantita (UNI UNI EN 206-1). CONTROLLO DELL IMPASTO SU BETONIERA: consiste nel controllo principalmente visivo e tattile del calcestruzzo umido confezionato (viscosità, fluidità, colore, consistenza, plasticità, etc.) prima del TRASPORTO E DELLA CONSEGNA AI CLIENTI IN CANTIERE e a cadenza periodica nel prelevamento di una certa quantità dello stesso impasto (a campione) per i controlli di laboratorio presso ditte specializzate che ne attestino la corretta esecuzione e le proprietà fisico-meccaniche richieste dalla normativa di settore vigente. Come previsto dal Testo delle Norme Tecniche per le Costruzioni, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 settembre 2005 e ss. mm. e ii, l impianto di produzione di calcestruzzo di cui alla presente sarà altresì dotato di adeguate procedure di controllo di produzione in fabbrica certificate da un organismo esterno indipendente. Nel processo di produzione del calcestruzzo non viene in alcun modo utilizzato amianto, sotto qualsivoglia forma.
8 Scarichi idrici. L approvvigionamento idrico dello stabilimento avverrà tramite acquisto e trasporto in loco da parte di ditte specializzate con autobotti di acqua potabile, in attesa di futura realizzazione dell acquedotto comunale per il collegamento diretto. Lo scarico per i servizi igienici sarà recapitato direttamente nella fognatura pubblica, servita da appositi pozzetti di ispezione. Le acque di scarico saranno del tipo domestico residenziale, con la sola presenza di servici igienici e simili. Non sarà presente alcuno scarico di acque reflue industriali (cioè derivanti dall attività produttiva). Risulta assente il rischio di contaminazione del suolo. Nel rispetto dei requisiti dei servizi igienici da asservire, sarà realizzato quanto segue: - accesso al servizio igienico attraverso un antibagno; - collocazione di water in numero non inferiore ad 1 ogni 10 persone occupate e contemporaneamente presenti; - bagni distinti per sesso, in caso che gli addetti siano maggiore di 10; - collocazione di 1 lavandino ogni 5 persone contemporaneamente presenti; - realizzazione di docce e spogliatoi, nel caso che l attività svolta comporti l esposizione a prodotti e materiali insudicianti, pericolosi o nocivi; le docce devono avere dimensioni adeguate, pavimenti e pareti lavabili, essere individuali, in numero non inferiore ad 1 ogni 10 persone occupate, e collocate in comunione con gli spogliatoi; questi ultimi devono essere dimensionati per contenere gli arredi (armadietti personali, sedie o panche, ecc.) per tutto il personale occupato e per consentire la fruizione degli stessi arredi; - dotazione di sistemi termici per la distribuzione di acqua calda sanitaria; - impianti di ventilazione forzata per i locali eventualmente privi di finestre di areazione. Atmosfera. In virtù del ciclo produttivo su-descritto le uniche emissioni in atmosfera, di carattere comunque non diffuso, derivano dalle seguenti due fasi: - punto di emissione E1: carico cemento sfuso su betoniera tramite doccione altezza 4 mt dal piano di calpestio;
9 - punto di emissione E2: stoccaggio cemento sfuso nei silos altezza 6 mt dal piano di calpestio. Non sarebbero da eccepire le polveri di silicati contenute nella sabbia o pietrisco usati come inerti. La dispersione di queste polveri avviene principalmente durante le operazioni di carico e scarico per il trasporto sul Gruppo vasche/bilancia dosatrice, ma avrebbero un contenuto di silice libera cristallina inferiore all 1% secondo il tipo specifico di impianto produttivo, tanto più che verranno prese le tradizionali misure di prevenzione quali: le lavorazioni saranno eseguite a umido, bagnando convenientemente i materiali interessati; fare uso, qualora possibile, di impianti di aspirazione localizzata con abbattimento delle polveri raccolte; fare uso di maschere per polveri da parte degli operai interessati; le maschere dovranno essere periodicamente sostituite; razionalizzare lo stoccaggio delle materie prime. Per i punti di emissione farà fede uno specifico studio della qualità degli inquinanti atmosferici e in tal caso il titolare dell impresa adotterà tutte le precauzioni dovute in materia di tutela ambientale e sicurezza dei lavoratori operando sempre in sistemi di confinamento per tutte quelle operazioni che comportino la dispersione in atmosfera di polveri, come, ad esempio, la collocazione di cabina dotata di impianti di captazione degli affluenti ed abbattimento degli stessi tramite appositi filtri ecologici d adeguata portata, abbinati a cappe d aspirazione, con lo specifico compito di assicurare emissioni in atmosfera di materiale pulvirente ed inquinante al di sotto delle percentuali massime previste dalla normativa vigente. Eventuali immobili abitabili esterni al perimetro dello stabilimento comunque sono situati a distanza superiore a 50 metri. Le emissioni derivanti dalle fasi di pulizia delle attrezzature sono da considerare inevece trascurabili. La pulizia ordinaria degli spazi esterni e dei mezzi/macchinari usati nella produzione, verrà effettuata con l uso di lance a pressione collegate alla rete dell impianto idrico, delle idropulitrici elettriche portatili e dei compressori elettrici a getto d aria. Durante la normale attività produttiva non sarà impiegato alcun agente chimico, pertanto, non risulterà la presenza di alcuna sostanza tossico-nociva, caratterizzate dalle frasi di rischio R26, R33, R45, R46, R47, R49.
10 Unico elemento chimico impiegato potrebbe essere, su specifica richiesta, l uso di additivo fluidificante per calcestruzzi tipo MAPEPLAST N10 (vedasi scheda tecnica allegata), da aggiungere direttamente dentro la betoniera al momento della rotazione dell impasto, fornito da terzi in confezioni monouso. L azienda conserverà, per almeno un anno, le fatture di acquisto di tali prodotti chimici. Il sistema di abbattimento delle polveri: verrà impiegato durante le due fasi distinte della lavorazione (punto di emissione E1 e E2), in entrambe delle quali avviene emissione in atmosfera di polveri di cemento. Il primo impiego si avrà durante il carico delle autobetoniere. In tal caso il filtro verrà accoppiato ad una cappa convogliatrice, il tutto confinato in un box costruito attorno al doccione di scarico e compatibile anche con il carico delle betonpompe. L autobetoniera pronta al carico verrà dunque fatta posizionare con l imbuto completamente protetto dalla cappa. Nella parte sommitale della cappa si potranno notare dei condotti d aspirazione, opportunamente dislocati, che convoglieranno le particelle in sospensione di cemento verso il filtro, tramite una tubazione in lamiera zincata di diametro adeguato. Ad agevolare il percorso della cappa verso il filtro dell aria satura di particelle verrà installato un elettroventilatore centrifugo di portata e tipologia opportuna. L elettroventilatore creerà una depressione all interno dei condotti di aspirazione favorendo la risalita dell aria. All interno del cilindro saranno presenti i corpi filtranti realizzati in feltro agugliato che tratterranno le particelle di polveri di cemento facendosi invece attraversare dall aria filtrata. Ad evitare intasamenti all interno dei corpi filtranti, questi verranno trattati con getti intermittenti d aria compressa al alta pressione che consentiranno la ricaduta delle polveri trattenute all interno del cono di raccolta. Il cono di raccolta dotato di vibratore e valvola a farfalla si chiude l imbocco verso una coclea per il recupero del cemento, il cui scarico sarà direttamente collegato alla tramoggia del cemento. Nel secondo caso invece il filtro sarà adoperato durante le fasi di scarico del cemento dai siluri trasportatori ai silos di stoccaggio. I siluri trasportatori scaricheranno il cemento dentro il silos utilizzando una pompa ad alta pressione. Il silos presenta una tubazione di sfiato per smaltire l eccessiva pressione creatasi all interno, dalla quale oltre all aria fuoriesce anche un discreto quantitativo di polvere di cemento. Ad evitare l emissione diretta in atmosfera di queste polveri di cemento il tubo di sfiato del silos verrà raccordato, tramite un condotto in materiale plastico corrugato, all imbocco del filtro. Il filtro presenterà lo stesso funzionamento che nel caso precedente a meno dell azionamento dell elettroventilatore che si rileva non necessario viste le pressioni in gioco all interno dei silos di stoccaggio. L aria pulita verrà in entrambi i casi espulsa
11 tramite un camino posto ad altezza opportuna alla sommità del filtro stesso e collegato alla mandata dell elettroventilatore. Sul camino sarà inoltre presente un tronchetto filettato di opportune dimensioni, per il prelievo dei campioni di aria filtrata. La pulizia degli elementi filtranti avverrà tramite controsoffiaggio d aria e sarà gestito da una logica sequenziale che attiverà ciclicamente le elettrovalvole installate. Rifiuti. Durante il processo produttivo non verrà prodotta alcuna tipologia di rifiuto né speciali non pericolosi, né speciali pericoli. Eventuale materiale inerte che fuoriuscirà dal normale processo meccanizzato produttivo, verrà successivamente raccolto e reimpiegato. Parimenti, eventuale cemento sfuso che fuoriuscirà dal normale processo pneumatico produttivo, verrà altresì successivamente raccolto e reimpiegato. Caso contrario, per eventuale materiale impastato umido che fuoriuscirà dalla betoniera e che non sarà reimpiegabile per saturazione avvenuta della stessa betoniera ma che comunque sarà collocato in casseri prefabbricati presenti in stabilimento, e ad essiccazione avvenuta sarà possibile utilizzarlo come stabilizzante per il contenimento di scarpate o comunque sempre nel campo delle opere edili. Parimenti, le autobetoniere al rientro dal cantiere in cui si è effettuato il getto di calcestruzzo, saranno lavate con acqua ed il relativo calcestruzzo residuo verrà riciclato come sopra, nel rispetto della Legge Merli n. 319/1976 e Legge n. 650/1979 riguardanti le acque della difesa del sottosuolo. Qual ora le quantità residue di lavorazione nel tempo saturassero il succitato ciclo di riciclaggio, l impresa è disponibile a provvedere all installazione di un accessorio impianto di trattamento del calcestruzzo residuo di fine ciclo di lavorazione, attraverso un sistema a coclea separatrice e vasche dotate di agitatori che dividerà inerti, acqua, sospensione di cemento e particelle di limo, al fine di essere reimmessi nel ciclo produttivo. Rumore. Le principali fonti di rumore identificabili in sito saranno riconducibili a:
12 - mezzo meccanico (pala gommata) durante le operazioni di stoccaggio e di caricamento della bilancia dosatrice; - automezzi in entrata e in uscita dal sito; - funzionamento dei motori elettrici di pompaggio. Mentre all esterno dell area di cantiere l impatto acustico sarà poco significativo considerata la distanza dal centro abitato, la collocazione in area depressa e parzialmente schermata da vegetazione, l impatto acustico interno varierà in funzione del numero di mezzi operanti e del quantitativo di materiale in lavorazione. La fonte di rumore più importante sarà rappresentata dal caricamento della bilancia dosatrice, ma comunque limitata, visto che una volta caricata in ragione di un alto volume, l attività di dosaggio verrà effettuata automaticamente e durevole nel tempo. Il traffico deriverà dal transito degli automezzi in entrata e in uscita dal sito provenienti dalla Strada Circonvallazione Est. Il transito all interno del sito verrà effettuato in parte su pavimentazione in conglomerato cementizio ed interesserà anche i mezzi operativi da cantiere edile. La durata del traffico comunque sarà limitata nel tempo e saltuaria, in base ai quantitativi di materiale producibile ed in funzione del bacino d utenza. La valutazione della rumorosità all interno dell ambiente di lavoro verrà comunque effettuata, da parte di tecnici specialisti del settore, con l impianto a regime e verranno realizzati interventi necessari per rendere eventuali situazioni acustiche anomale compatibili con la normativa vigente, secondo le tre diverse tipologie d intervento: - interventi sulle macchine (montaggio su supporti antivibranti, insonorizzazione delle parti meccaniche, isolamento con cabine e/o pareti antirumore); - interventi sull ambiente (rivestimenti fonoassorbenti, barriere acustiche fisse e/o mobili); - interventi sugli operatori (dispositivi di protezione individuale). Il valore massimo di emissione nell ambiente lavorativo, comunque, non dovrà superare il limite di 70 db(a), tenendo conto dell effetto combinato dell intensità sonora e del tempo di esposizione a livelli variabili nel tempo e cioè del Livello Sonoro Continuo Equivalente (Leq), ai fini della tutela della salute dei lavoratori. I macchinari, comunque, saranno utilizzati in fasi produttive alterne, cioè durante la fase di stoccaggio e deposito, le fasi di dosatura e pompaggio materie prime non saranno operative e viceversa.
13 Rischio incendio. Sebbene in sito non esistano fonti di pericolo rilevanti, è possibile che accidentalmente, durante lo svolgimento dell attività, si verifichino casi di emergenza per il cui trattamento si rimanda al Piano di prevenzione e protezione a cura del datore di lavoro. L attività non rientra tra le attività soggette a rilascio di nulla osta da parte dei Vigili del Fuoco ai sensi del D.M. 16/02/82. Presso lo stabilimento insisterà, altresì, la segnaletica di sicurezza (in prossimità degli accessi, delle zone a rischio elettrico, dei luoghi sicuri come punto di raccolta e dei pericoli in genere) e gli estintori portatili da 6 Kg di tipo a schiuma in classe A (materiali comuni) e in polvere in classe E (apparecchiature elettriche) posizionati, in numero sufficientemente adeguato. Per ciò che concerne la classificazione a resistenza al fuoco, dal calcolo del carico di incendio si è potuto determinare una classe pari a 15. Pertanto, gli elementi strutturali dell impianto in questione non necessiteranno di alcuna protezione antincendio, quindi l impianto verrà realizzato considerando l attività non a maggior rischio d incendio (AD). Vi sarà stoccaggio di gasolio in loco al fine di garantire il rifornimento di carburante agli automezzi dell impianto, per mezzo di contenitore-distributore metallico mobile di categoria C denominato TANK FUEL costruito in conformità alle prescrizioni del Ministero dell Interno (vedasi certificato di collaudo) di capacità lt ed installato a norma del D.M. 19/03/1990 e successivo D.M. 12/09/2003 (deposito di gasolio ad uso privato di capacità non superiore a 9 mc). Conclusioni. Si evidenzia, in fine, che prima di attivare l impianto di produzione si procederà a quanto necessario per ottenere il rilascio dell autorizzazione in via generale per le emissioni in atmosfera provenienti da impianti di betonaggio, produzione calcestruzzo preconfezionato, ai sensi del D.P.R. n. 203/1988 e del D.P.R. 25 luglio 1991, della D.C.R. n del 13 dicembre 1994 e della D.G.R. n del , come modificata con D.D. n. 347 del e ss.mm.e ii. Ll azienda è disposta qual ora necessario alla realizzazione di eventuali diversi impianti di convogliamento per la canalizzazione ed il contenimento delle emissioni in atmosfera, su indicazione dell Autorità competente, nonché alla rilevazione ed analisi delle emissioni (derivanti da apparecchiature e/o da operazioni funzionali al proprio ciclo produttivo).
14 Quanto sopra affinché le emissioni eventualmente inquinanti non siano superiori ai limiti di legge (DM 12/07/90 e ss. Mm. ed ii.). L'impresa, infine, una volta acquisite le autorizzazioni del caso, comunicherà, nei termini di legge, alla Provincia, al Sindaco, e al Dipartimento provinciale dell A.R.P.A. territorialmente competenti, la data in cui intende dare inizio alla messa in esercizio degli impianti, indicando la potenzialità dell impianto, precisando la quantità di calcestruzzo che si prevede di produrre mediamente al giorno e all anno, indicando per ciascun materiale il volume di stoccaggio (all aperto o nei silos) e indicando le caratteristiche dei punti di emissione, nel rispetto delle prescrizioni di cui all allegato 2, punto 2.1, della D.G.R. n del 17/02/1997, come modificata dalla D.D. n. 347 del 3/7/2000 e ss.mm.e ii. Realmonte, lì Il Tecnico
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