scheda 5.5 ecodotti, sottopassi faunistici e fasce arboree Ai fini della funzionalità delle reti ecologiche, il problema posto dalle infrastrutture trasportistiche lineari è quello della frammentazione degli e- comosaici, con perdite di permeabilità ecologica e conseguenti rischi impoverimento della biodiversità. Gli effetti ambientalmente indesiderati di una strada sono: divisione delle associazioni vegetali attraversate alterazione dei flussi bio-geochimici tra aree limitrofe disturbi sulle popolazioni animali presenti riduzione delle dimensioni delle aree naturali morte diretta per investimenti da traffico di animali che attraversano le infrastrutture stradali In termini generali i diversi fattori di impatti variano con la distanza dalla strada e con la differente natura degli ecosistemi laterali. L'effetto barriera dipende dalla larghezza della strada e, naturalmente, dai volumi di traffico. La dimensione della strada (il numero di corsie previsto) sarà quasi sempre decisivo per la rilevanza della frammentazione indotta. Ai fini della permeabilità ecologica trasversale, profondamente differenti sono evidentemente gli impatti prodotti dalle varie tipologie costruttive. Tipologie intrinsecamente in grado di garantire attraversamenti trasversali da parte degli esseri viventi (animali ed esseri umani) sono le gallerie ed i viadotti, per i quali vanno peraltro valutati anche altri impatti di settore (sulle acque sotterranee, sul paesaggio ecc.). INTERVENTI SPECIFICI PER RIDURRE GLI IMPATTI DA FRAMMENTA- ZIONE Recinzioni. Una categoria di opere atte a ridurre gli scontri diretti tra fauna e veicoli, ed a ridurre quindi le morti da attraversamento, sono le recinzioni. Evidentemente una recinzione costituisce a sua volta una barriera, di cui andranno analizzati gli effetti. La collocazione di una barriera dovrà essere opportunamente posizionata e dimensionata in relazione alla distanza ed alla posizione degli habitat laterali, tenendo conto che la natura tecnica ottimale delle recinzioni varia a seconda delle specie animali più significative presenti negli habitat laterali. Il ruolo della recinzione potrà poi essere migliorato, dal punto di vista ecologico, affiancando linee di arbusti opportunamente scelti e collocati. 61 Viadotti. Le modalità di progettazione e di realizzazione di un viadotto saranno determinanti ai fini della riduzione degli impatti sulla frammentazione ecologica. Compatibilmente con altre esigenze, la luce tra i piloni dovrà essere la maggiore possibile. Qualora si preveda anche l'attraversamento da parte della viabilità locale, una parte significativa della sezione dovrà essere mantenuta o ricostruita ad habitat naturale. Un punto
di specifica attenzione progettuale per i viadotti (ma soprattutto per i ponti) sarà costituito dalla spalle di appoggio. A seconda delle situazioni, nei punti di appoggio sulle spalle laterali si potranno prevedere recinzioni, fasce arbustive, microhabitat particolari, ed in generale opere che consentano un ampliamento delle fasce naturali o naturaliformi. Sottopassi faunistici. Le attenzioni tecniche indicate acquistano evidentemente importanza ancora maggiore nei casi in cui non si tratti di viadotto, ma di semplice sottopasso per la viabilità locale. In questi casi è comunque di estrema importanza poter prevedere, accanto alla strada di attraversamento, fasce laterali che possano consentire il passaggio alla fauna. Fasce arboreo-arbustive ai lati delle strade. Un settore particolare di impatto ambientale e di risposta tecnica è quello relativo all'avifauna che, volando rasoterra attraverso la strada, può restare uccisa nello scontro con gli autoveicoli. La realizzazione di fasce arboreo-arbustive ai lati delle strade può alzare la linea di volo degli uccelli e ridurre più o meno significativamente i casi di impatto. La presenza di vegetazione arboreo-arbustiva ai lati della strada per limitare gli impatti con l'avifauna, avrà caratteristiche differenti di struttura ed altezza a seconda della tipologia costruttiva della strada (rilevato, trincea, viadotto). In alcuni casi le ricostruzioni di vegetazione laterale possono avere valenze multiple. Nell'esempio le macchie arboree hanno anche la capacità di limitare i processi erosivi (ad esempio quelli causati dall'azione del vento) in punti particolarmente vulnerabili. Valenze tradizionali della vegetazione ai lati delle strade sono quelle estetico-percettive fornite dai filari alberati, di cui si possono prevedere diverse tipologie. La presenza di fasce laterali va considerata anche in funzione delle specifiche meteoclimatiche della zona (venti laterali, possibilità di accumuli di neve ecc.). Una funzione sempre più frequentemente richiesta alle fasce laterali alle strade è la protezione dell'ambiente esterno dal rumore e dagli scarichi prodotti dal traffico. L'affiancamento delle infrastrutture stradali con fasce laterali a vegetazione spontanea può servire a collegare tra loro unità naturali intersecate dalla nuova opera e che altrimenti resterebbero separate. Si vengono cosi' a formare corridoi lungo la strada che potranno essere usati da piccoli animali (es. Coleotteri Carabidi, alcuni Rettili ecc.) per lo scambio di individui tra le popolazioni dei frammenti rimasti. Anche nel caso di uso di strutture antirumore tecnologiche (es. pannelli fonoassorbenti) si deve cercare per quanto possibile di abbinare elementi viventi (es. arbusti) in modo da creare microhabitat con valenze ecologiche. 62 Interventi complementari a lato delle strade. Un settore di opere che merita una particolare attenzione progettuale è quello dei consolidamenti
laterali su versante. Al fine di creare micro-corridoi laterali, il progetto dovrà abbinare una scelta adeguata delle sezioni con l'uso di tecniche ottimali di ingegneria naturalistica. Un settore particolare di intervento per i corridoi laterali è quello delle fasce spartitraffico. Le performances attese e le specifiche realizzative potranno variare a seconda delle situazioni. Le performances ecologiche attese per le fasce vegetate spartitraffico saranno differenti a seconda della loro ampiezza e della natura dell'ambiente ai lati della strada. Anche ad aree di svincolo di dimensione relativamente piccola possono essere assegnati obiettivi ecologici di qualche interesse (per es. la presenza ed il mantenimento di specie erbacee rare) per la biodiversità. Le aree intercluse, ovvero quelle di limitata estensione poste all'interno di porzioni di territorio circoscritte da barriere artificiali (es.autostrade, ferrovie ecc.) o naturali (es. corsi d'acqua) costituiscono zone quasi sempre abbandonate a se stesse; esse invece bene si presterebbero per la realizzazione di interventi di recupero ambientale utilizzando neo-ecosistemi in grado di contribuire all'inserimento paesaggistico ed ecosistemico delle infrastrutture lineari. L'organizzazione delle fasce laterali potrà avvenire in modo da produrre funzioni multiple, sia ecologiche (connettività longitudinale) sia territoriali (es. percorsi ciclopedonali). 63 Esempio di ponte biologico realizzato su una superstrada in Olanda, al fine di incanalare il transito degli animali, permettendo loro di superare infrastrutture lineari che spesso rappresentano barriere insormontabili. Si potrà inoltre prevedere di rialzare i bordi della struttura mediante un tavolato, in modo di ridurre l'elemento di disturbo generato dal traffico sottostante.
Corridoio faunistico Birchiwald sopra l'autostrada A 1 e Ferrovia 2000, Comuni di Kernenried e Lyssach 64 Su di un asse stradale posto in trincea, un ecodotto dal ricco equipaggiamento vegetale può assumere una notevole valenza nel ricucire gli ecosistemi, oltre che porsi come elemento di contestualizzazione paesistica della strada.
Il notevole impatto ambientale, prodotto da un asse autostradale, per le popolazioni di flora e fauna locale è in parte attenuato da un ecodotto a prato. Gli studi svolti sull efficacia naturalistica di questi manufatti consigliano, mediamente, un attraversamento ogni 2.000 metri. 65