DIRADAMENTO CHIMICO DEL MELO

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Notiziario ERSA 3/2009 rutticoltura Luca Benvenuto ERSA - Servizio ricerca e sperimentazione abrizio Totis ERSA - Servizio ricerca e sperimentazione Alberto Dorigoni, Jonathan Pasqualini IASMA - ondazione Edmund Mach, Centro Trasferimento Tecnologico DIRADAMENTO CHIMICO DEL MELO ALTERNATIVE ALL UTILIZZO DEL CARBARYL Nella stagione frutticola 2008 è stato possibile utilizzare per l ultima volta il carbaryl, sostanza attiva (s.a.) fondamentale per il diradamento chimico del melo. A seguito della revisione europea dei fitofarmaci molte s.a. sono state escluse e, tra queste, è compresa anche la principale molecola adottata per il diradamento chimico di molte varietà di melo. In Europa il carbaryl non poteva essere adoperato in molti stati come Germania, Austria, Danimarca, Norvegia, Olanda, Svezia, Slovenia, Svizzera e Ungheria già da alcuni anni. INTRODUZIONE Per la stagione 2008, il Servizio ricerca e sperimentazione dell ERSA ha realizzato, presso l Azienda Rinascita di Spilimbergo (PN), diverse prove sperimentali di diradamento chimico del melo in collaborazione con il Centro per il trasferimento tecnologico dell Istituto Agrario di San Michele all Adige (TN) ondazione Edmund Mach. Sono state testate diverse s.a. e loro combinazioni in miscela. DIRADAMENTO CHIMICO Il diradamento chimico su melo è un operazione fondamentale, in quanto determina la regolare produttività negli anni dei meleti, riduce l alternanza delle produzioni e influisce sulle caratteristiche quantitative e qualitative dei frutti. Le s.a. attive utilizzabili dalla stagione 2009 sono le seguenti: benziladenina, etephon, amide dell acido naftalenacetico (NAD), acido naftalenacetico (NAA). Oltre a queste s.a., il cui effetto diradadante è registrato in etichetta, sono in commercio concimi azotati fogliari a base di ammonio tiosolfato (ATS) che presentano effetto diradante dei fiori. Di seguito sono presentate brevemente le caratteristiche di ciascuna molecola. Benziladenina È un fitoregolatore appartenente al gruppo delle citochinine. In natura le citochinine sono fitormoni il cui effetto più evidente è quello di stimolare la moltiplicazione cellulare (citochinesi). Un altro effetto è quello di favorire lo sviluppo dei getti laterali interrompendo il fenomeno della dominanza apicale. Nel diradamento dei frutticini di melo, si è osservato che il fitoregolatore stimola la biosintesi di etilene, fitormone la cui concentrazione è correlata positivamente alla tendenza naturale dei frutti alla cascola, diversa a seconda della loro posizione nel mazzetto (maggiore in quelli laterali) o, in generale, legata al loro sviluppo relativo (Schiapparelli A. et al.). La benziladenina è risultata essere il partner ideale del carbaryl, infatti presenta minore efficacia e spettro varietale più ristretto; se viene abbinata a NAA può provocare la formazione di frutti pigmei su alcune varietà, come uji (Dorigoni A. et al.).

ERSA_news 03.2009-3 12-10-2009 10:04 Pagina 8 8 Mazzetto fiorale prima del trattamento con ATS 1 Mazzetti fiorali dopo il trattamento con ATS 2 Mazzetto fiorale dopo il trattamento con ATS 3 1 2 3 Etephon È un fitoregolatore appartenente al gruppo degli etilen-promotori o ethylene releasing, sostanze che, metabolizzandosi nei tessuti vegetali, liberano etilene, fitormone già presente in natura al quale si attribuisce un ruolo importante nel regolare numerosi processi fisiologici. L Etephon è stabile in soluzioni acquose con ph <5. Somministrato alle piante, le cui cellule hanno un ph superiore a tale valore, si decompone liberando etilene, ione cloro e ione fosfato. La presenza nelle cellule di etilene esogeno, provoca la sintesi di altro etilene per autocatalisi. Vengono così influenzati i processi fisiologici controllati dall etilene, primo fra tutti la maturazione (Schiapparelli A. et al.). NAD e NAA itoregolatori appartenenti al gruppo delle auxine di sintesi, insieme all acido betanaftossiacetico (BNOA). Nel diradamento del melo, le auxine NAA o NAD somministrate ai frutticini appena allegati interferiscono con il trasporto di nutrienti dai germogli ai frutti in accrescimento, portando alla morte i semi e causando di conseguenza la caduta anticipata di una parte dei frutti (Schiapparelli A. et al.). ATS L ammonio tiosolfato è un concime azotato fogliare. Se impiegato su melo precocemente, contrasta il fenomeno dell alternanza poiché agisce come diradante fiorale. Infatti il meccanismo d azione di ATS è riconducibile ad un azione diretta, non selettiva, sui fiori del mazzetto in quanto previene l impollinazione tramite disidratazione dei fiori aperti ma non ancora fecondati. L epoca di applicazione è fondamentale; l intervento mira infatti ad eliminare i fiori laterali, favorendo la presenza di quelli centrali. Ciò avviene quando i fiori centrali sono stati fecondati (periodo di apertura dei fiori laterali). Tale trattamento non compromette lo sviluppo del fiore centrale ormai fecondato, ma ha un effetto disidratante nei confronti dei fiori laterali non ancora impollinati. Per uniformare l effetto diradante fiorale su tutto il frutteto, viene eseguito un secondo intervento a distanza di 2 giorni. In questo modo sono interessate dal trattamento anche le piante con fioritura scalare.

Notiziario ERSA 3/2009 DESCRIZIONE DELL ATTIVITÀ La prova è stata eseguita in Azienda Rinascita a Spilimbergo (PN) sulle varietà Gala e Golden delicious. Nella prova sono state scelte le sostanze attive che potrebbero, per strategia di applicazione e complementarietà di esecuzione dei trattamenti, sostituire gli interventi di diradamento che prevedono l utilizzo del carbaryl. Le tesi a confronto per le due prove sono indicate nelle tabelle 1 e 2, dove è possibile prendere visione dei dosaggi e delle epoche di intervento. Tab.1 Trattamenti diradanti Prova Gala Momento di applicazione /G diametro frutticini 12-16 mm - Nome commerciale Principio attivo Dosaggio etichetta Gerbathin 2 LG BA 250-1000 ml/hl Diramid NAD 75-200 ml/hl Amidthin NAD 80-100 g/hl Sevin flow Carbaryl 50-80 ml/hl Non trattato - - Tesi T4 T5 T6 T3 T2 T1 Tab.2 Trattamenti diradanti Prova Golden delicious Momento di applicazione diametro frutticini 10 mm diametro frutticini 12 mm / /G diametro frutticini 10 mm diametro frutticini 12 mm diametro frutticini 12-16 mm Nome commerciale Principio attivo Dosaggio etichetta Gerbathin 2 LG BA 250-1000 ml/hl Diramid NAD 50-125 ml/hl Amidthin NAD 80-100 g/hl Sevin flow Carbaryl 50-80 ml/hl Non trattato Tesi T4 T5 T6 T3 T2 T1

10 4 Ruby gala - clone della varietà gala I trattamenti con NAD sono stati effettuati nella fase fenologica di ; quelli con BA con diametro dei frutticini prossimo ai 10 mm; quelli con (NAA+BA) con diametro dei frutticini di circa 12 mm; quelli con carbaryl con diametro dei frutticini compreso tra 12 e 16 mm. In piena fioritura, quando il fiore centrale dei corimbi è stato fecondato, sono stati eseguiti 2 interventi con ATS. Prima di questi ultimi due trattamenti sono stati effettuati 3 interventi (fasi: mazzetti divaricati, bottoni rosa, inizio fioritura) con prodotti a base di micronutrienti che favoriscono la gerarchizzazione dei fiori dei corimbi, favorendo lo sviluppo maggiore del fiore centrale rispetto a quelli laterali. Lo schema sperimentale adottato è a blocchi randomizzati con 3 ripetizioni. Ciascuna ripetizione è formata da 6 piante. I rilievi agronomici sono stati effettuati solo nelle quattro piante centrali, per un totale di 12 piante/tesi. I trattamenti sono stati eseguiti con atomizzatore a spalla. Sono stati eseguiti i rilievi agronomici su 4 branchette/pianta prima dei trattamenti, durante la stagione vegetativa e alla raccolta per valutare l indice di cascola (frutti non allegati/mazzetto fiorale), la produttività e le caratteristiche qualitative dei frutti, mentre all inizio dell annata successiva è stato rilevato il ritorno a fiore (gemme a fiore /gemme totali). CONSIDERAZIONI Le condizioni meteorologiche verificatesi nelle settimane successive alla fioritura hanno accentuato l effetto diradante delle sostanze attive ormonali. Per questo motivo in tutte le tesi si è verificato un sovradiradamento che non ha permesso di riscontrare evidenti e sostanziali differenze tra le diverse strategie diradanti. Tuttavia è stato possibile fare le seguenti osservazioni sulle strategie messe in atto e per semplificazione si riporta, di seguito, la media complessiva dei risultati ottenuti. Per quanto riguarda la varietà Gala i parametri quantitativi sono i seguenti: - Rapporto frutti/mazzetto: 0,7 - Indice di cascola: 86% - Produzione: 10 Kg/pianta - N frutti/sezione tronco: 8/cm 2 - Classi di pezzatura (70-80): circa 50% dei frutti. 4 Tra i parametri qualitativi viene considerato il sovraccolore per l importanza che assume in una varietà colorata come Gala. Tutte le tesi hanno presentato valori superiori all 80%. All inizio della stagione 2009 è stato misurato il ritorno a fiore di alcuni mazzetti rappresentativi delle piante oggetto della prova. È stato possibile verificare quindi la carica fiorale che viene condizionata dalla carica dei frutti della stagione precedente. Dai rilievi è emerso che le tesi T4 (54%) e T6 (53%) hanno presentato valori superiori al testimone (51%), mentre le tesi T2 (45%) e T5 (34%) hanno mostrato valori intermedi, ulteriormente ridotti nel caso della tesi T3 (26%). Per quanto riguarda la varietà Golden delicious i parametri quantitativi sono i seguenti: - Rapporto frutti/mazzetto: 0,4 - Indice di cascola: 92% - Produzione: 16 Kg/pianta - N frutti/sezione tronco: 5/cm 2 - Classi di pezzatura (70-80): 50% dei frutti

ERSA_news 03.2009-3 12-10-2009 10:04 Pagina 11 Notiziario ERSA 3/2009 5 Golden delicious clone B 5 Tra i parametri qualitativi viene considerata la rugginosità dei frutti a causa della sensibilità varietale della Golden delicious. Tutte le tesi ad esclusione di T4 hanno presentato valori inferiori al 10%. Tutte le tesi hanno presentato valori di ritorno a fiore superiori al testimone (15%); le tesi T2 (39%), T6 (41%), T5 (44%) e T4 (46%) hanno mostrato valori abbastanza simili tra di loro mentre la tesi T3 (26%) ha presentato la percentuale minore. CONCLUSIONI Dall analisi complessiva delle diverse tesi si è potuto osservare un comportamento abbastanza uniforme sia per i parametri quantitativi che qualitativi. In tutti i casi le strategie hanno determinato un eccessivo effetto diradante per le condizioni di carica fiorale e di allegagione delle piante. Da questa esperienza è stato possibile comprendere come i trattamenti diradanti siano molto influenzabili dalle condizioni meteorologiche e soprattutto dalle caratteristiche delle piante e dalla distribuzione della carica produttiva sulle stesse. Tutte le tesi studiate possono essere considerate buone alternative chimiche all utilizzo del carbaryl. Va ricordato che nei prossimi anni le molecole a disposizione potrebbero ulteriormente diminuire e quindi sarà fondamentale gestire gli impianti dal punto di vista agronomico con adeguate potature e rifiniture manuali nel mese di giugno. In questo contesto si inserisce il diradamento meccanico fiorale, che nelle ultime stagioni è stato sperimentato in diverse aree melicole del nord Italia, al quale possono essere abbinati anche interventi chimici per la regolazione della carica. A tal proposito, nelle prossime pubblicazioni del Notiziario ERSA, verranno presentati i risultati di una prova di diradamento meccanico su Golden delicious eseguita con la macchina diradante Darwin. Bibliografia Dorigoni Alberto, Dalla Betta Nicola, Lezzer Paolo Le alternative al carbaryl per il diradamento del melo: esperienze acquisite e prospettive. La frutticoltura delle valli del Noce, Cles 13 febbario 2008. Schiaparelli A., Schreiber G., Bourlot G. - ITOREGOLATORI IN AGRICOLTURA Storia, Prodotti, Impieghi, Normativa, Ricerca e Sviluppo Edagricole, 1995, Bologna, 319 pp.