Pur essendo un lavoro che richiede molta cura, la realizzazione di un buon prato è alla portata anche di chi, per hobby, si dedica con passione al giardinaggio. Al giardiniere fai da te sono necessarie attenzione e pazienza, nonché la conoscenza della tecnica, della successione delle fasi di realizzazione e dei materiali adatti. PREPARAZIONE DEL SITO I lavori preparatori, comuni alle diverse tipologie di prato, rivestono grande importanza e condizionano la riuscita di un buon prato ornamentale. Vanno svolti secondo una successione di fasi che vengono di seguito illustrate. PRATO PREESISTENTE Per ripulire un area ricoperta di prato fine mantenendo però intatto il tappeto erboso (da utilizzare magari su un altra superficie) basta rimuoverlo con una vanga tagliente, asportando assieme 3 cm di terra. La zolla va poi suddivisa in ampie strisce
di 30-40 cm, che andranno lasciate all aperto su una superficie piana e ombreggiata: se mantenute regolarmente umide, si conservano per giorni. Nel caso invece non si intenda riutilizzare il tappeto erboso, si può eliminarlo con un trattamento erbicida a base di glyphosate (diserbante). Il tappeto erboso rimosso va quindi suddiviso in zolle e irrorato con fertilizzante o letame tra gli strati; una volta decomposto potrà essere utilizzato come compost per l orto e le aiuole. LAVORAZIONI PROFONDE Dopo aver ripulito il terreno da eventuali detriti ed erbe infestanti, vanno studiate le quote della superficie e calcolati i riporti di terra idonei a realizzare i livelli e la conformazione finale prevista. La terra di riporto deve essere adatta alle colture agrarie e utilizzata per ripianare buche o realizzare dossi e terrazzamenti. Il terreno deve essere, quindi, lavorato per smuovere il suolo e ripristinare una struttura grumosa che favorisca migliori condizioni per lo sviluppo delle piante. Se il suolo è di buona costituzione e struttura, la sua lavorazione deve raggiungere la profondità di 25 cm; se invece è la prima volta che su quel terreno si realizza un prato, è meglio arrivare a una profondità minima di 40 cm, per garantire una buona vegetazione e una migliore e pronta risposta ad eventuali condizioni metereologiche difficili. Se poi si intende preparare il suolo per ospitare un prato che permetta la pratica di attività sportive, garantendo comunque durata ed efficienza, è necessario programmare una lavorazione profonda almeno 50cm. Nei casi di terreno molto compatto e in luoghi con abbondanti precipitazioni, con il rischio di ristagni idrici, è meglio approfondire le lavorazioni fino a 60cm. Il lavoro consiste in un taglio verticale del suolo, a cui segue una frantumazione minuta e il rimescolamento delle zolle mediante fresatura per ottenere frazioni di terra sempre più piccole e coerenti. REGOLAZIONE DELL ACQUA In fase di preparazione del prato è necessario regolare l acqua presente nel suolo con i sistemi di drenaggio. Questa operazione deve essere svolta sia in superficie sia in profondità, poiché il rapido allontanamento delle acque in eccesso garantisce alle piante migliori condizioni di sviluppo ed evita il rischio di saturazione ed asfissia.
L asfissia delle radici, infatti, indebolisce le piante, provocando il loro diradamento, e favorisce un peggioramento del manto erboso con il rischio di sollevamento delle zolle e la comparsa di ristagni superficiali. Per favorire lo smaltimento dell acqua in profondità si può migliorare la struttura del suolo con correzione granulometrica (con percentuali maggiori di sabbia) e installare in profondità, a una quota facilmente raggiungibile dall acqua (circa 50 60 cm) strutture di scolo chiamate dreni. L acqua si muove sul terreno in senso orizzontale per scorrimento e in senso verticale per infiltrazione. Per un efficace drenaggio, devono funzionare simultaneamente sia il sistema orizzontale, sia il sistema verticale. Il Drenaggio verticale sfrutta tubi di raccolta posti a circa 50 cm di profondità (a seconda dei costituenti del suolo) e alloggiati in strati molto permeabili allo scopo di raccogliere facilmente l acqua di infiltrazione di per gravità. Il Drenaggio Orizzontale si ottiene calcolando le pendenze del suolo verso i lati del prato o del giardino, dove possono essere localizzati i canaletti di raccolta e scorrimento delle acque piovane. Il Drenaggio Combinato reso molto efficiente soprattutto nei prati in cui vengono praticate attività sportive o ad alta fruizione di pubblico, sfrutta i due tipi di movimento dell acqua orizzontale e verticale, in rapporto sia alla struttura del suolo sia ai dreni profondi, molto fitti e posti a maglia quadrata o romboidale, con pendenze dal centro del prato verso i lati esterni. Per ottimizzare il deflusso idrico è importante sistemare la superficie del terreno durante la fase costruttiva o di livellamento con pendenze che possono facilitare lo scorrimento superficiale. La tradizionale sistemazione con baulatura spiovente verso il lato più corto risulta sempre un efficace sistema di drenaggio. CONCIMAZIONE INIZIALE Per dare al terreno del giardino fertilità e una buona riserva di minerali è necessario distribuire, durante la fase di lavorazione iniziale, un buon nutrimento organico e un concime di fondo a lenta cessione. Il trattamento viene eseguito con concimi composti di azoto fosforo e potassio. Le specie erbacee da prato richiedono un valore PH compreso tra 5,5 e 7,5 con predilezione per indici inferiori a 7. È possibile aumentare o diminuire il PH di un terreno, nel caso in cui non corrisponda ai valori
ottimali della coltivazione, con sostanze correttive, rappresentate da concimi a reazione acida o alcalina, e seconda della necessità. SISTEMAZIONE DELLA SUPERFICIE E RIFINITURE Le operazioni di sistemazione superficiale del terreno devono essere eseguite con la massima precisione; per queste operazioni di finissaggio è consigliabile usare macchine piccole o lavorare il terreno a mano se la superficie del prato è modesta, per evitare il calpestio e la compressione della superficie che dovrà ospitare le piante. Per i piccoli giardini i livelli possono essere segnati con un filo teso al piano desiderato o con una livella posizionata su un asse posta all altezza desiderata. Lo spostamento della massa di terra per creare dossi, terrezzamenti o altri movimenti sulla superficie viene effettuato con pala meccanica quando il volume e l estensione sono considerevoli, con semplice pala manuale nei piccoli giardini domestici. Quando gli spazi a disposizione sono modesti, è preferibile realizzare la massima superficie pianeggiante possibile per rendere più ampi gli spazi intorno alla casa e creare una migliore fruibilità. Tutte le lavorazioni devono lasciare la superficie del suolo ben livellata, finemente frantumata e moderatamente rullata; sarebbe meglio dire: ben coerente. Per ottenere questo risultato gli ultimi passaggi sul terreno vengono eseguiti con fresa a media velocità di rotazione delle lame o dei dischi, mediante un erpice o con rastrelli. Infine, un rullo è in grado di rendere le particelle superficiali coerenti, ma di lasciarle abbastanza morbide per ospitare la semente. Il suolo, in funzione di una maggiore o minore intensità di sfruttamento, può presentare la necessità di una correzione. Eventuali riporti per questa operazione vengono effettuati con la terra da coltivo, sostanza organica e sabbia. Nell impianto iniziale del prato ornamentale da giardino normalmente sfruttato, si deve calcolare un riporto di almeno 1cm per mq, cioè 10 l/mq di sabbia e 1cm/mq (10l/mq) di torba e sostanza organica. Il riporto della terra da coltivo, riempiti gli spazi vuoti e raggiunta la quota prevista per la rifinitura finale, viene calcolato in base alle necessità di uno strato di almeno
35 cm di buona terra su tutta la superficie. La fase di preparazione viene chiusa dalla scelta delle essenze vegetali da seminare. SEMINA E POSA DI ERBA IN ZOLLE Per ricoprire di erba la superficie del terreno adeguatamente preparato, si può ricorrere a due metodi: la semina (operazione molto comune, ma molto delicata) o la posa di zolle erbose precedentemente coltivate in un vivaio specializzato (sistema di rinverdimento che sta conoscendo una rapida diffusione). La scelta del periodo migliore per la semina è dettata da: Temperature ottimali per la germinazione dei semi, che per le microterme (le graminacee adatte ai climi temperati freschi) sono comprese fra 13 e 25 C; Minore competizione con altre piante, nel nostro caso quelle antagoniste; Minor presenza di semente di piante infestanti diffusa dal vento; Disponibilità di acqua. In linea di principio, la semina è realizzabile nella maggior parte delle nostre regioni da fine marzo a metà ottobre; tuttavia per i prati ornamentali e sportivi è consigliabile la semina tra la fine dell estate e l inizio dell autunno (settembre). In questo periodo infatti si ha il suolo umido, temperature medio alte e assenza di semi o rizomi vegetativi di infestanti e ciò consente di avere un prato robusto e puro. Su ampie superfici si esegue una semina meccanica, distribuendo contemporaneamente semente, concimazione di partenza e leggera copertura con terra e torba. Questa operazione viene seguita da una soffice rullatura per favorire una migliore adesione fra semente e suolo. La semina manuale si pratica solo su piccole superfici, con passaggi a distribuzione incrociata; per migliorare la distribuzione uniforme del seme è buona norma miscelare semente e sabbia in rapporto 1:1. Il secondo metodo di semina consiste, invece, nel rinverdimento mediante zolle erbose o tappeto erboso in rotoli. Questo sistema, importato dagli USA, è molto valido, di effetto immediato e presenta minori rischi per quanto riguarda le infestanti. Praticato anche in altri paesi, si sta diffondendo in Italia per la realizzazione sia di prati ornamentali sia di campi sportivi.
Installando i rotoli di zolle erbose, si ha l effetto di copertura immediata e si ottiene un prato sufficientemente stabilizzato dopo solo 3 settimane (il prato tradizionale richiede invece un intervento di tempo più lungo, di tre o quattro mesi). La zolla erbosa ha uno spessore di 4-5cm, con radici fitte e con una porzione di qualche centimetro di suolo in tempera ben aderente. La posa deve essere eseguita entro poche ore dal prelievo dal vivaio di produzione (36 ore al massimo), se l ambiente di stoccaggio non è climatizzato. L impianto deve avvenire su un suolo soffice, misto di terra e sabbia, umido e ricco di sostanza organica; una leggera pressione garantirà un buon contatto fra le zolle e il suolo. Al termine della posa occorre una leggera rallatura prima di procedere a colmare le fenditure di confine poste tra le zolle con sabbia mista a torba, onde favorire anche il futuro sviluppo radicale. Nei successivi 10 giorni sarà necessario praticare una regolare ed equilibrata irrigazione.