IL PAZIENTE PEDIATRICO DMT1 Inf.Loredana Guidozzi Centro Regionale di Riferimento per la Diabetologia Pediatrica Responsabile Dott.ssa S. Toni
EDUCAZIONE TERAPEUTICA : L Educazione Terapeutica nasce negli anni 70 in Svizzera, come nuovo paradigma di cura per il diabete, grazie al Prof. Jean Philippe Assal. Nel 1998 l Organizzazione Mondiale della Sanità la definisce come uno strumento essenziale per migliorare la qualità di vita dei malati cronici e la considera parte fondamentale del trattamento a lungo termine di diverse patologie croniche.
EDUCAZIONE TERAPEUTICA: Rappresenta il cardine fondamentale su cui si basa la cura del diabete ed è parte integrante del piano di cura. L'educazione implica attività organizzate di sensibilizzazione,d'informazione, di apprendimento all'autogestione, di sostegno psicologico riguardo la malattia. Essa mira ad aiutare i pazienti e le loro famiglie a comprendere la malattia ed il trattamento, a conservare o migliorare la qualità della loro vita.
EDUCAZIONE TERAPEUTICA ESSENZIALE CONTINUA
EDUCAZIONE TERAPEUTICA
A CHI? Ai genitori/famiglia Al bambino/adolescente Al personale scolastico Al mondo dello sport Al servizio infermieristico (territoriale e ospedaliero)
IL RUOLO DELL'INFERMIERE ESPERTO Conosce le risorse a disposizione Conosce i piani assistenziali,le linee guida,i protocolli Interagisce con il team Garantisce l'educazione terapeutica a 360 Aggiorna mediante la formazione interna il personale infermieristico dei reparti coinvolti
AUTOGESTIONE Compilazione del diario glicemico Educare alla corretta esecuzione della glicemia Educare alla corretta somministrazione della terapia insulinica Educare alla corretta conservazione dell'insulina e del glucagone Educare al riconoscimento dell'ipo o iper glicemia Educare a mettere in atto interventi corretti in caso di ipo o iperglicemia Educare al corretto utilizzo del glucagone
AUTOGESTIONE PERCHE' IL DIARIO GLICEMICO? Sul diario vengono riportate le glicemie, la glicosuria, la terapia insulinica, le annotazioni (grado di attività fisica, eventuali eccessi alimentari, malattie intercorrenti, ecc.) La corretta compilazione del diario permette di visualizzare l'andamento glicemico e di imparare a RAGIONARE e DECIDERE eventuali modifiche da apportare.
AUTOGESTIONE COME SI MISURA LA GLICEMIA Lavarsi le mani o disinfettarle ASCIUGARLE Pungere il polpastrello con l'apposito pungidito Porre la goccia di sangue ADEGUATA a contatto con la striscia reattiva montata sul glucometro
AUTOGESTIONE POSSIBILI ERRORI NELL'ESECUZIONE DEL TEST Non avere asciugato il dito prima di pungerlo può dare: SANGUE DILUITO E VALORE GLICEMICO NON REALE Deporre una quantità insufficiente di sangue sulla striscia reattiva E' molto importante ridurre gli errori di esecuzione del test poiché su quel numerino si baseranno le decisioni/ interventi.
AUTOGESTIONE GLICEMIA CONTROLLANDO LA GLICEMIA SI POSSONO PREVENIRE/INDIVIDUARE SITUAZIONI DI EMERGENZA IPERGLICEMIA > 300 mg/dl con glicosuria e chetonuria IPOGLICEMIA < 70/80 mg/dl associata a sintomi
AUTOGESTIONE AUTOGESTIONE: dove si inietta l'insulina? L'insulina deve essere iniettata nel sottocute poiché viene assorbita dal circolo ematico ad una velocità costante Le zone migliori per la somministrazione di insulina sono: Parte superiore esterna del braccio Parte anteriore esterna delle cosce Quadrante superiore esterno dei glutei Parte bassa dell'addome
UTOGESTIONE COME SI INIETTA L'INSULINA? Prendere la penna e inserire l'ago Risospendere l'insulina premiscelata Effettuare una dose prova per verificare la fuoriuscita a getto dell'insulina Eliminare eventuali bolle d'aria Impostare la dose da iniettare ruotando l'indicatore numerico
AUTOGESTIONE Pizzicare la cute con due dita in modo da formare una plica cutanea (se si utilizza l'ago da 4 mm distendere leggermente la cute e NON PIZZICARE) Afferrare la penna Infilare l'ago nella cute con un angolo di iniezione di 90 COME SI INIETTA L'INSULINA? Mollare leggermente il pizzico Spingere il pistone e contare lentamente fino a dieci Ritirare metà ago e contare fino a cinque Ritirare il tutto e mollare il pizzico
UTOGESTIONE VERIFICA Se l'iniezione è stata praticata correttamente la cute deve essere asciutta Dalla penna non deve sgocciolare insulina
CAMPO SCUOLA L'esperienza dei campi scuola è nata nel 1925 a Detroit (Stati Uniti) grazie al dr. Wendt, da allora queste esperienze si sono moltiplicate ovunque, approdando in Italia nel 1973. Poche Regioni però hanno inserito il campo scuola fra le prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Pubblico. Il campo scuola rafforza l'autogestione e l'integrazione sociale e dall'altra parte permette agli operatori di entrare nel vivo della patologia cronica. L esperienza in gruppo aiuta a vedere in un altra prospettiva le difficoltà quotidiane,il confronto con coetanei rafforza : l' autostima, la soddisfazione,l' amicizia, che li accompagnerà nel corso della vita e a cui potranno attingere nei momenti di difficoltà.
AMBULATORIO INFERMIERISTICO DEDICATO E' indirizzato al paziente, alla sua famiglia e al caregiver, quando presente, e permette di adattare la malattia alla vita delle persone. E' centrato sull'educazione terapeutica. Permette di conseguire risultati di efficacia e di efficienza per la persona e per il Servizio Sanitario. L'infermiere diviene educatore-curante. Ambulatorio dedicato è aperto 7 ore settimanali Scheda di intervento /apprendimento Intervento è diretto al singolo paziente o al gruppo
GRAZIE PER L'ATTENZIONE Inf. Loredana Guidozzi