L espropriazione per pubblica utilità. Gli aspetti procedurali ed estimativi 10.XII.2013
La definizione dell espropriazione Lo scopo dell'espropriazione è quello di trasferire coattivamente la proprietà di un bene da un privato all'ente espropriante il quale è tenuto t a erogare all'interessato un'indennità L'istituto dell'espropriazione espropriazione è regolato in via generale dall'articolo 42 della Costituzione che riconosce il diritto di proprietà ma anche la sua limitazione i i per effetto dell'espropriabilità per motivi di interesse generale e previo indennizzo Tutte le disposizioni legislative e regolamentari sono state inserite e opportunamente organizzate nell'ambito del Testo Unico sul tema
La proprietà e la Costituzione La Costituzione, all art art. 3, afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge All art. 42, la Costituzione afferma inoltre la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. La proprietà può essere, nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale
La materia è attualmente regolata da un nuovo Testo Unico DPR 8 giugno 2001, n. 327 - Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità Numerose sono le innovazioni di carattere procedurale Il Testo Unico Nella redazione del TU si è tenuta presente la necessita' del coordinamento tra materia urbanistica ed espropriativa Il procedimento espropriativo presuppone pp il piano urbanistico e non può essere considerato indipendente rispetto ad esso
I riferimenti legislativi precedenti Di particolare importanza è stata la legge n. 2359/1865 Disciplina delle espropriazioni forzate per causa di pubblica utilità Questa legge dispone la disciplina generale per la materia espropriativa ancora in vigore Inoltre devono essere ricordate: la legge 2892 del 1885 detta Legge di Napoli le legge 865 del 1971 la legge 10 del 1977 la legge 359 del 1992
Le fasi del procedimento Il procedimento espropriativo si articola in quattro fasi organiche rispetto ai processi di pianificazione e progettazione degli interventi: la sottoposizione del bene al vincolo preordinato all'esproprio la dichiarazione di pubblica utilità la determinazione, anche in via provvisoria, dell indennità il decreto di esproprio
Piani e apposizione del vincolo Il legame tra pianificazione e espropriazione appare netto un bene viene infatti sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio quando diventa efficace l'atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero una sua variante, che prevede la realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità" (art. 9, c. 1, TUL). Il vincolo ha tuttavia validità temporale limitata: entro 5 anni deve essere emanato l'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera In caso contrario il vincolo decade ed è ammessa la sua reiterazione i con atti adeguatamente t motivati ovvero mediante l'approvazione di un piano urbanistico generale o di una sua variante.
L indennizzabilità dei vincoli E' comunque acquisito in giurisprudenza isp che la reiterazione dei vincoli scaduti preordinati all'espropriazione comporta che «l'amministrazione stessa nel reiterare tali vincoli debba prevedere il relativo indennizzo» Di tale orientamento il TU ha tenuto conto riaffermando la necessità di procedere all'indennizzo dei vincoli reiterati Con l'art. 39, il legislatore stabilisce che la reiterazione del vincolo comporta il pagamento a favore del proprietario di una indennità commisurata all'entità del danno effettivamente prodotto e della cui somma non si terrà conto qualora l'area venga successivamente espropriata (art 39, c. 1 e 5, TU)
La dichiarazione di PU Il TU individua con chiarezza gli atti con cui la dichiarazione di pubblica utilità puo' essere disposta Se l'opera è coerente con gli strumenti ti di pianificazione ifi i ordinaria, oltre che con l'approvazione del progetto definitivo dell'opera, la dichiarazione di PU è disposta con l'approvazione di piani particolareggiati, di lottizzazione, di recupero, di ricostruzione, delle aree destinate a insediamenti produttivi e di zona (art. 12, c. 1, lett. a, TUL) e comunque di piani attuativi e di settore; con il rilascio di una concessione autorizzazione o atto equivalente oppure infine con l'approvazione del progetto concernente reti ferroviarie.
Le tipologie di beni La determinazione è regolata diversamente a seconda che l area sia considerata edificata edificabile oppure abbia destinazione agricola Per la valutazione dell edificabilità delle aree devono essere considerate le possibilità legali li ed effettive di edificazione
Cessione volontaria o decreto di esproprio Al fine di snellire la procedura espropriativa l'articolo 45 del nuovo testo unico ha confermato l'istituto della cessione volontaria La procedura espropriativa p non interrotta dalla cessione volontaria del bene da parte dell espropriato si conclude con l'emissione del decreto di esproprio con cui viene trasferito coattivamente il bene dal proprietario del bene all'ente espropriante a seguito della notifica e dell'esecuzione dello stesso
Esproprio totale e parziale Secondo la legge 2359/1865, art. 39 nei casi di occupazione totale, l indennità dovuta all espropriato consisterà nel giusto prezzo che avrebbe avuto l immobile in una libera contrattazione di compravendita All art. 40, la stessa legge afferma che: nei casi di occupazione parziale l indennità lindennità consisterà nella differenza fra il giusto prezzo che avrebbe avuto l immobile avanti l occupazione, ed il giusto prezzo che potrà avere la parte residua di esso dopo l occupazione
Indennità e legge 2359/1865 L esproprio totale deve essere indennizzato, secondo la legge 2359/1865 al valore di mercato mentre l esproprio parziale grazie alla stima del valore complementare Nelle leggi successive, si è derogato all impiego del valore di mercato per la stima dell indennizzo I limiti a tali deroghe sono stati fissati dalle sentenze della Corte Costituzionale
L indennità ità delle aree legalmente l edificate Nel caso di espropriazione di una costruzione legittimamente edificata, l'indennità è determinata nella misura pari al valore venale Alla proprietà è quindi riconosciuto il valore del bene immobile (rendita) per intero
L indennità delle aree agricole Nel caso di un area agricola, l indennità è determinata in base al criterio del valore agricolo del fondo sulla base della coltura effettivamente praticata t Le possibilità di trasformazione dell area non sono considerate Per i terreni incolti, l indennità di esproprio era commisurata al valore agricolo medio (Vam) corrispondente al tipo di coltura prevalente nella zona e al valore dei manufatti edilizi i legittimamente realizzati Il Vam è determinato dalla Commissione provinciale espropri
La sentenza 181/2011 della Corte Costituzionale La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali i commi 2 e 3 dell art art. 40 del DPR 327/2001 che stabilivano l impiego del VAM per la determinazione dell indennità di esproprio Nel caso di aree non edificabili e non coltivate il criterio per la stima dell indennità espropriativa è ora quello del valore di mercato Il VAM continua ad essere utilizzato per la determinazione delle indennità aggiuntive spettanti al coltivatore diretto e al fittavolo
Il caso della cessione volontaria Se il proprietario espropriando è coltivatore diretto,, sempre nell ipotesi di cessione volontaria del bene, l indennità di base è moltiplicata per 3 It = Vm + VAM Qualora a il terreno e da espropriare e sia coltivato da fittavolo o colono costretto ad abbandonarlo, ad esso compete un importo uguale all indennità di base determinata in favore del proprietario
L impiego i del VAM dopo la sentenza 181/2011 Il VAM continua ad essere utilizzato per la determinazione delle indennità aggiuntive spettanti al coltivatore diretto e al fittavolo: tali indennità infatti riguardano interessi che si differenziano da quelli proprietari
Indennità di esproprio e indennità aggiuntive delle aree agricole Stato di fatto delle aree agricole Criterio di stima dell indennità espropriativa Indennità aggiuntive in base alla posizione giuridica dei soggetti interessati Coltivate Criterio del valore agricolo in base Al proprietario coltivatore alla coltura effettivamente praticata diretto o imprenditore agricolo Non coltivate Criterio del valore di mercato e al fittavolo spetta una indennità aggiuntiva pari al VAM
L indennità delle aree edificabili Il DPR 327/2001 stabiliva il cosiddetto criterio della semisomma che determinava un indennità espropriativa sostanzialmente pari al 50% del valore di mercato Le sentenze della Corte Costituzionale 348 e 349 del 2007 hanno riconosciuto l incostituzionalità di tale criterio e l indennità di esproprio corrisponde ora al valore di mercato del bene
Il criterio della semisomma La determinazione dell indennità espropriativa p si basa sulla legge 359 del 1992, poi ripreso dal TU Il criterio di stima delle aree edificabili è derivato dalla legge 2892 del 1885 I = (Vm + 10 A) / 2 nel caso gli affitti non fossero accertabili, la semisomma doveva essere effettuata tenendo conto del valore imponibile degli immobili
Il criterio dell art. 5 bis della 359/92 La legge 359 del 1992 apporta delle modifiche all impianto della Legge di Napoli: il valore degli affitti è sostituito con il reddito dominicale Il criterio di stima è il seguente I = ((Vm + 10 Rd) / 2) * (1-0,4) l abbattimento del 40% avviene solo nel caso in cui il proprietario espropriato rifiuti la procedura della cessione volontaria del bene
La sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale La Corte europea dei diritti dell uomo ha invitato più volte l Italia a correggere il criterio di stima delle aree edificabili poiché l indennizzo risulta largamente inferiore al valore di mercato La sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il criterio introdotto dall art. 5 bis della legge 359/1992
Il nuovo criterio i di stima indicato dalla legge finanziaria 244/2007 La legge finanziaria 244/2007 sostituisce i commi 1 e 2 dell art. 37 del DPR 327/2001 e stabilisce il criterio di stima dell indennità delle aree edificabili che è determinata nella misura pari al valore venale del bene e è ridotta del 25% quando l espropriazione è finalizzata ad attuare interventi di riforma economico-sociale