STRUMENTI ORGANIZZATIVI IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (spp) IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (rspp) IL RAPPRESENTANTE DELLA SICIREZZA DEI LAVORATORI (rls) IL MEDICO COMPETENTE (mc) GLI ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO GLI ADDETTI ALL EMERGENZA GLI ADDETTI ALL ANTINCENDIO
STRUMENTI GESTIONALI VALUTAZIONE DEI RISCHI INDIVIDUAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE PROGRAMMA DI ATTUAZIONE PROCEDURE AZIENDALI INFORMAZIONE FORMAZIONE CONSULTAZIONE RIUNIONI PERIODICHE
CONCETTI GENERALI DEFINIZIONI PERICOLO FONTE DI POSSIBILI LESIONI O DANNI ALLA SALUTE (da UNI EN 292-1) RISCHIO COMBINAZIONE DI PROBABILITà E GRAVITà DI POSSIBILI LESIONI O DANNI ALLA SALUTE IN SITUAZIONI PERICOLOSE (da UNI EN 292-1)
FATTORI DI RISCHIO OCCUPAZIONALE RISCHIO INFORTUNI RISCHIO CHIMICO RISCHIO FISICO RISCHIO legato a ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO RISCHIO BIOLOGICO
FATTORI CHE CARATTERIZZANO IL RISCHIO IMPIANTI E LORO UTILIZZO UOMO RISCHIO AMBIENTE
RAPPORTO RISCHIO-DANNO CAUSA RISCHIO EFFETTO DANNO CHIMICO INFORTUNIO FISICO BIOLOGICO MALATTIA PROFESSIONALE INFORTUNI ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO MALATTIA ASPECIFICA
DANNO Lesione fisica o alterazione dello stato di salute INFORUNIO Incidente determinato da una causa violenta in occasione di lavoro dal quale derivi la morte o l invalidità permanente o l inabilità temporanea
Es: Asbestosi Saturnismo Ipoacusia DANNO MALATTIA PROFESSIONALE Malattia causata da attività lavorativa dalla quale derivi la morte o l invalidità permanente o l inabilità temporanea Per provocare una malattia professionale i fattori di rischio devono essere presenti nell ambiente in determinata quantità MALATTIA ASPECIFICA Insieme di malattie fisiche o psichiche non direttamente collegabili ad una causa determinata, ma riconducibili almeno in parte ad uno o più fattori dell ambiente di lavoro Es: Stanchezza Insonnia
DEFINIZIONE DI MALATTIA PROFESSIONALE (o tecnopatia) : Non è il risultato di un episodio singolo, subitaneo, improvviso, ma la conseguenza di una serie di AZIONI NOCIVE CHE MATURANO LENTAMENTE nell organismo del lavoratore per trasformarsi poi in forma morbosa. I fattori di base che determinano la comparsa di una malattia professionale sono la concentrazione ambientale della sostanza pericolosa e il tempo in cui il lavoratore è esposto, con un grado di influenza minore possono influire anche le caratteristiche personali di ciascun lavoratore. AZIONI NOCIVE IN OCCASIONE DI LAVORO INABILITA O MORTE Elemento determinante Elemento circostanziale Elemento consequenziale MALATTIA PROFES- SIONALE Queste tre componenti che sono state individuate e che sono richieste dalle leggi specifiche in materia affinché si possa parlare di infortunio sul lavoro e di malattia professionale, possono essere viste come la conseguenza di un rapporto sbagliato tra l uomo, la macchina e l ambiente.
Il DPR 1124 del 30/06/965 non dà una vera e propria definizione di infortunio ma, all articolo 2, quando intende regolamentare l oggetto da assicurare, cita L Assicurazione comprende i casi di infortunio avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro, da cui derivi la morte o l inabilità permanente o temporanea. Da ciò si può ricavare la definizione di infortunio. DEFINIZIONE DI INFORTUNIO: Menomazione della capacità lavorativa o morte provocata da CAUSA VIOLENATA in occasione di lavori, la menomazione può essere grave o permanente. CAUSA VIOLENTA IN OCCASIONE DI LAVORO INABILITA O MORTE Elemento determinante Elemento circostanziale Elemento consequenziale INFOR- TUNIO
PREVENZIONE Insieme di azioni che hanno lo scopo di mantenere lo stato di salute, inteso come benessere psicofisico dell uomo PRIMARIA SECONDARIA
PREVENZIONE PRIMARIA Insieme di azioni-interventi per la riduzione dei rischi negli ambienti di lavoro INTERVENTI ALLA SORGENTE ELIMINAZIONE SOSTANZA NOCIVA MODIFICA PROCESSO PRODUTTIVO MODIFICA IMPIANTO MODIFICA ORGANIZZ. LAVORO MANUTENZIONE PULIZIA CONTROLLO RITMI PRODUTTIVI INTERVENTI SULLA PROPAGAZIONE ASPIRAZIONE LOCALIZZATA VENTILAZIONE GENERALE MODIFICA ORGANIZZ. LAVORO SPAZIO LAY-OUT INTERVENTI SULL UOMO DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVID. ASPIRAZIONE LOCALIZZATA MODIFICA ORGANIZZ. LAVORO RIDUZIONE TEMPO ESPOSIZIONE INFORMAZIONE
PREVENZIONE SECONDARIA Ricerca di alterazioni precoci negli organi, prima che si manifesti la malattia SORVEGLIANZA SANITARIA Per gli esposti a fattori di rischio professionali -Accertamenti Sanitari Preventivi: prima dell assunzione per il rilascio dell idoneità -Accertamenti Sanitari Periodici: per la verifica e il controllo dello stato di salute
ELEMENTI CHIAVE DELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO La valutazione del rischio è un esame sistematico di tutti gli aspetti del lavoro al fine di prendere in considerazione ciò che causa un danno fisico e materiale, se i pericoli possono essere eliminati, o altrimenti quali misure di protezione e/o prevenzione sono state introdotte per prevenire e se queste misure sono soddisfacenti nella teoria e nella pratica. LA VALUTAZIONE DEI RISCHI E ARTICOLATA COME SEGUE Identificazione dei pericoli Identificazione dei lavoratori (o di terzi) esposti a rischi potenziali Valutazione dei rischi, dal punto di vista qualitativo e quantitativo Studio della possibilità di eliminare i rischi e, in caso contrario decisione sulla necessità di introdurre ulteriori provvedimenti per eliminare o limitare i rischi
è una funzione della e della RISCHIO GRAVITA PROBABILITA DI ACCADIMENTO RELATIVO AL FENOMENO PERICOLOSO CONSIDERATO DEL DANNO POSSIBILE PER IL FENOMENO PERICOLOSO CONSIDERATO DEL DANNO COSIDERATO Frequenza e durata di esposizione Probabilità di accadimento di un evento pericoloso - Elementi funzione del rischio Possibilità di evitare o di limitare il danno
Tabella Scala delle probabilità (P) Valore Livello Definizioni / Criteri 4 Altamente probabile Esiste una correlazione diretta fra la mancanza rilevata e il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori. Si sono già verificati danni per la stessa mancanza rilevata nella stessa azienda o in azienda simile o in situazioni operative simili (consultare le fonti di dati su infortuni e malattie professionali, dell azienda, dell USSL, dell ISPESI, etc.). Il verificarsi del danno conseguente la mancanza rilevata non susciterebbe alcuno stupore in azienda. 3 Probabile la mancanza rilevata può provocare un danno, anche se non in modo automatico e diretto. E noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito un danno. Il verificarsi del danno ipotizzato, susciterebbe una moderata sorpresa in azienda. 2 Poco probabile La mancanza rilevata può provocare un danno, solo in circostanze sfortunate di eventi. Sono noti solo pochissimi episodi già verificatesi. Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe grande sorpresa 1 Improbabile La mancanza rilevata può provocare un danno, solo in circostanze sfortunate di eventi poco probabili, indipendenti. Non sono noti episodi già verificatisi. Il verificarsi del danno susciterebbe incredulità.
Tabella Scala dell entità del danno (D) Valore Livello Definizioni / Criteri 4 Gravissimo Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti letali o di invalidità totale. Esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente invalidanti. 3 Grave Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità parziale. Esposizione cronica con effetti irreversibili e/o parzialmente invalidanti. 2 Medio 1 Lieve Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità reversibile. Esposizione cronica con effetti reversibili. Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità rapidamente reversibile. esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili.
Matrice di valutazione del Rischio: R = P x D P 4 3 2 1 4 8 12 16 3 6 9 12 2 4 6 8 1 2 3 4 1 2 3 4 D R > 8 Azioni correttive indilazionabili 4 <= R <= 8 Azioni correttive necessarie da programmare con urgenza 2 <= R <= 3 R = 1 Azioni correttive e/o migliorative da programmare nel brevemedio termine Azioni migliorative da valutare in fase di programmazione