Elementi di viticoltura



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Elementi di viticoltura Primo corso per Sommelier F.I.S.A.R. Genova, 19 ottobre 2004 19/10/2004 1

Sommario Cenni di morfologia della vite e di storia della sua coltivazione Intermezzo: il problema della fillossera e la fine degli impianti su piede franco L innesto della vite su portainnesti Diversi metodi di innesto, particolarità e diffusione Scelta del portainnesto L impianto di vigneti Il ciclo annuale della vite Potature Malattie e trattamenti Vendemmia 19/10/2004 2

La coltivazione della vite da vino La coltura della vite da vino è stata introdotta in Italia dai Greci, che l avevano ricevuta dal Medio Oriente attraverso i Fenici La coltura della vite si è sviluppata presso gli Etruschi e soprattutto presso i Romani I Romani hanno esportato la coltura della vite in tutti i territori sotto il loro controllo dove il clima e il terreno lo permettessero Francia, Spagna, Germania Negli ultimi decenni la coltura della vite (con la cultura del vino) si è sviluppata in tutto il mondo Le varietà europee Vitis vinifera silvestris e sativa sono le sole coltivate in Italia e Europa per la vinificazione Le varietà americane, in particolare Vitis rupestris, berlandieri e riparia sono utilizzate come portainnesti (di cui si parlerà oltre) 19/10/2004 3

Sistematica della vite (i) La vite appartiene all ordine delle Ramnales, famiglia delle Vitacee, sottofamiglia delle Ampelidacee, genere Vitis Si presenta come cespuglio rampicante con corteccia rugosa, con cirri che fungono da organi di sostegno e fiori a corolla caduca Le foglie sono alternate, palmate intere o con 3-5 lobi, hanno margine seghettato e sono dette pampini Il frutto è una bacca, detta acino, contenente uno o più semi detti vinaccioli I fiori prima e i frutti poi sono riuniti in racemi detti grappoli 19/10/2004 4

L uva e il grappolo 19/10/2004 5

SISTEMATICA DEL GENERE VITIS (da Fregoni M., 1985) Sottogen. Muscadinia V. rotundifolia V. munsoniana Sistematica della vite (i bis) V. popenoei I SERIE ORIENTALE V. labrusca, V. aestivalis, V. lincecumii, V. bicoior Specie americane adattate ai climi temperati II SERIE CENTRALE V. riparia, V. berlandieii, V. rupestris, V. cordifolia, V. monticola, V. solonis (V. longii), V. champini, V. rubra (V. palmata), V. cinerea, V. candicans Specie americane adattate ai climi caldi, tropicali ed equatoriali III SERIE OCCIDENTALE V. californica, V. arizonica, V. girdiana I SERIE DELLA FLORIDA V. coriacea, V. gigas, V. simpsonii, V. smalliana II SERIE DELLE ZONE TROPICALI V. bourgoeana, V. Caribaea Sottogen. Euvitis Specie europeo- Vitis vinifera asiatiche adattate ai climi sottosp. silvestris temperati proles orientalis sottosp. sativa proles pontica proles occidentalis GRUPPO A: RESISTENTI AL FREDDO INVERNALE V. amurensis, V. coignetiae, V. thumbergii Specie asiaticoorientali GRUPPO B: SENSIBILI AL FREDDO INVERNALE I specie spinose V. armata, V. davidii, V. romaneti II altre specie V. flexuosa, V. piazeskii, V. reticulata 19/10/2004 6 III specie tropicali V. lanata

Sistematica della vite (ii) Le specie di uva da vino sono centinaia In Italia ne vengono autorizzate e raccomandate 243 In Francia la varietà è molto limitata (circa 20 specie) Sono riportate ad esempio le varietà autorizzate e raccomandate per la regione Liguria: a) A uva bianca raccomandate: b) A uva nera raccomandate: autorizzate: Albarola, Bianchetta genovese, Bosco, Pigato, Rollo, Vermentino. Buonamico, Ciliegiolo, Dolcetto, Rossese, Sangiovese. Barbera. 19/10/2004 7

L influenza del clima sulla vite La vite gela se la temperatura scende sotto i 15/ 18 C La vite non ha un ciclo vegetativo normale se fa troppo caldo La zona di prosperità va dal 30 al 50 parallelo circa La vite predilige alta insolazione L acqua è fondamentale per la vegetazione, ma l umidità è deleteria per l insorgenza di malattie È dannosa la pioggia durante la formazione dei frutti e alla vendemmia È necessaria pioggia durante la maturazione La nebbia è portatrice di muffe quando i frutti sono in maturazione Il vento influisce sui germogli e sui fiori Le brinate sui frutti sono normalmente deleterie, tranne in casi particolari (Eiswein) 19/10/2004 8

Il tipo di terreno Leggerezza Profumo Finezza Sabbia Calcare Vegetazione Humus Argilla Corpo Alcool Colore 19/10/2004 9

Fisiologia della vite I vigneti hanno una vita di circa 40 anni Due anni improduttivi Dal terzo al sesto/settimo anno aumento di produzione Produzione costante fino al trentesimo anno Produzione decrescente dal trentesimo anno in poi La vita del vigneto è limitata dalla necessità degli innesti Su piede franco la vite ha un ciclo vegetativo di oltre 100 anni Perché si innesta la vite, se porta, oltre al lavoro, tanti problemi? 19/10/2004 10

Intermezzo: la fillossera La fillossera è un afide che attacca la radice della vite, provocando la morte delle varietà europee Introdotta dall America alla metà dell 800, è tollerata dalla vite americana La malattia si manifesta, sulle viti americane, con la comparsa di galle sulle foglie, dove vengono deposte le uova in primavera Le larve migrano verso le radici dove provocano ferite all apparato radicale che portano la vite europea alla morte L unica soluzione alla fillossera è l innesto della vite europea su piede americano Rari casi di resistenza alla fillossera si verificano in terreni particolarmente sabbiosi o in climi molto freddi (Blanc de Morgex et de la Salle, per esempio) 19/10/2004 11

L innesto (i) L innesto della vite europea su piede americano è reso necessario dalla fillossera L innesto può essere effettuato: al banco su barbatelle In pieno campo Esistono diversi tipi di innesto, legnosi 19/10/2004 12

L innesto (ii) o erbacei I differenti tipi si usano a seconda del caso, per esempio: Su piede grande, spacco semplice, spacco laterale o Mayorchina Su barbatella doppio spacco inglese, saetta o Mayorchina Esistono molti altri tipi di innesto meno diffusi 19/10/2004 13

La scelta del portainnesto (i) La stragrande maggioranza della vite da vino nel mondo è allevata su piede americano innestato Esistono centinaia di tipi di portainnesto La scelta del tipo di portainnesto viene effettuata in base a Tipo del terreno su cui impiantare il vigneto Caratteristiche del clima Specie della vite con la quale sarà innestato Esistono tre tipi di portainnesti: Ibridi americani Ibridi americani complessi Ibridi euro-americani Le specie americane pure non sono (quasi) mai utilizzate 19/10/2004 14

La scelta del portainnesto (ii) Ibridi americani Vitis riparia x V. rupestris: vi appartengono il 3306, il 3309, il 101-14 e lo Schwarzmann: è un gruppo di portainnesti con vigore medio adatti a terreni fertili e freschi. Non resistono alle condizioni di siccità né a quelle di eccessiva umidità; Vitis berlandieri x Vitis riparia: a questo gruppo appartengono i portainnesti più diffusi in Italia. Sono individui abbastanza resistenti alla siccità ed al calcare ma hanno anche notevole vigoria tranne alcune eccezioni come il 420 A. Si ricordano fra questo gruppo il Kober 5BB, molto vigoroso e che induce notevole produttività, l's04, meno vigoroso del precedente, più resistente alla siccità ma che assorbe difficilmente il magnesio, il 225 Ruggeri ed il 34 EM diffusi soprattutto nel Meridione. Vitis ber1andieri x Vitis rupestris: comprende portinnesti caratterizzati da elevata vigoria, buona resistenza alla siccità ed al calcare. Il 99 Richter (R) ed il 110R sono i più resistenti alla siccità insieme al 140 Ruggeri che è anche resistente al calcare. Il 1103 Paulsenn, pur essendo sufficientemente resistente alla siccità non lo è molto nei confronti del calcare. 19/10/2004 15

La scelta del portainnesto (iii) Ibridi americani complessi Solonis x Riparia 16-16, 16-13 (Solonis x Othello) (Othello è un ibrido Vitis labrusca x Vitis riparia x Vitis vinifera) che sono entrambi portainnesti resistenti alla salsedine ed ai nematodi. Ibridi euro-americani nati con l'idea di creare degli ibridi produttori diretti, resistenti alla fillossera e a diverse crittogame che non hanno dato i risultati sperati, e cioè qualità della produzione, resistenza al calcare e alla siccità conferita dalla V. vinifera e resistenza alla fillossera delle viti americane. Il 41 B (Chasselas x V. berlandieri), il 333 EM (Cabernet S. x V. berlandieri) ed il Fercal (333 EM x BC1) (BC1 = V. berlandieri x Colombard 1) sono portinnesti oggi molto interessanti per la elevata resistenza al calcare che li caratterizza. 19/10/2004 16

L allevamento della vite: potatura corta Alberello: In uso in climi molto caldi, molto freddi o molto secchi Da un tronco di 20cm partono da 1 a 20 speroni Varianti: Alberello Ottavi: un capo a frutto lungo Alberello dello Champagne: un solo sperone Ventaglio: tutti gli speroni in un piano Cordone speronato Adatto ad ambienti asciutti e mediamente fertili Un cordone orizzontale con diversi speroni verticali Varianti: Bilaterale A piani sovrapposti Royat (con tralci lunghi) 19/10/2004 17

L allevamento della vite: potatura lunga (i) Guyot È il sistema più diffuso dai tempi di Roma antica Da un tronco alto 50cm parte il capo a frutto orizzontale Ogni anno si sopprime il vecchio capo a frutto, si lascia uno sperone e un tralcio Varianti: Archetto o capovolto Doppio capovolto o cappuccina Palmetta 19/10/2004 18

L allevamento della vite: potatura lunga (ii) Cazenave Simile al cordone speronato, prevede un tronco più alto È più adatto a climi più freschi Varianti: Sylvoz A spina di pesce A banchetto Più alto del Cazenave, prevede archetti sui tralci Non prevede speroni, i tralci sono rinnovati ogni anno È adatto a terreni fertili e freschi Varianti: Miotto: tralci dritti su gabbia triangolare Bilaterale 19/10/2004 19

L allevamento della vite: pergole Diversi tipi di allevamento prevedono tronchi di 2m o più e sviluppo della vegetazione su un piano Pergola Su base rettangolare, ogni vite ha due capi contrapposti Allevamento a raggi Dalle viti partono i tralci a raggiera Tendone Particolarmente usato per le uve da tavola, ogni vite a quattro tralci a croce 19/10/2004 20

L allevamento della vite: alberate Un cenno particolare va alle alberate Dai tempi remoti si è fatto uso di tutori vivi Diverse viti si appoggiano ad un albero Sistema ancora diffuso nell Appennino Tosco Emiliano 19/10/2004 21

Il tipo di impianto (i) La vite ha bisogno di sole per prosperare L esposizione migliore è nelle zone collinari e sui versanti rivolti a sud Occorre far sì che tutte le piante siano esposte in modo omogeneo Per viti allevate ad alberello si hanno impianti A maglia quadrata A quinconce A settonce Alta densità Nessuna struttura di sostegno Bassa produzione per ceppo La maggior parte della vite è allevata in filari Minore densità Necessità di strutture di sostegno Maggiore produzione per ceppo L impianto di un vigneto in pianura segue le direzioni EO o NS L impianto della vite in collina deve seguire la pendenza del terreno 19/10/2004 22

Il tipo di impianto (ii) Esistono due classi di impianti per zone collinari Di traverso Girapoggio (i filari seguono le curve di livello) Cavalcapoggio (i filari proiettano verticalmente rette sul profilo collinare) A terrazze (adatto alle forti pendenze) A spina (filari diritti che formano angoli secchi per seguire le isoipse) Permette un migliore drenaggio Permette di ottenere una copertura omogenea con maggiore facilità A ritocchino (i filari seguono la linea di massima pendenza) Permette una migliore esposizione Facilita l uso di mezzi meccanici per le lavorazioni 19/10/2004 23

Il ciclo annuale della vite 19/10/2004 24

Operazioni da effettuarsi sulla vite durante il ciclo vegetativo Esistono tre classi di interventi: Legatura Potature verdi Mondanatura, scacchiatura e spollonatura Castrazione e cimatura Ricimatura e sfemminellatura Strozzature e incisioni Sfogliatura Operazioni sul grappolo Sviticciamento Fecondazione artificiale e mungitura Diradatura e spuntatura Irrorazione 19/10/2004 25

Legatura La vite (tranne quella potata ad alberello) va legata a sostegni Si favorisce una esposizione omogenea al sole e all aria Si evitano i danni derivanti dal vento e dal contatto col terreno ai grappoli La legatura si effettua nel periodo della fioritura 19/10/2004 26

Potature verdi (i) Mondanatura, spollonatura e scacchiatura Consiste nella soppressione dei polloni e dei germogli sterili, è sicuramente l operazione più importante da effettuarsi durante l anno. È detta scacchiatura se effettuata sul capo a frutto, spollonatura se effettuata sul ceppo. A volte è opportuno non intervenire drasticamente se le viti sono deboli o molti capi sono sterili. Castrazione e cimatura Asportazione della punta o della sezione terminale del capo a frutto: serve a evitare una vegetazione troppo abbondante. Strozzature e incisioni sul tronco Possono essere effettuate per provocare la formazione di un nuovo capo qualora il tronco diventasse troppo lungo. 19/10/2004 27

Potature verdi (ii) Ricimatura e sfemminallatura Consistono nella eliminazione parziale o totale delle femminelle. In generale è preferibile la prima, e solo in caso di vegetazione abbondante Sfogliatura o spampinatura Consiste nell eliminazione di parte delle foglie prima della vendemmia È utile per trasferire nutrimento dalle foglie ai grappoli Se effettuata troppo in anticipo diventa deleteria Incisione anulare Consiste nell asportare un anello di corteccia alla base del capo a frutto Impedisce alla linfa elaborata di scendere alle radici, mentre la linfa grezza può salire alle foglie I pareri su questa pratica sono discordanti 19/10/2004 28

Operazioni sul grappolo (i) Sviticciamento Consiste nell eliminazione del viticcio che accompagna il grappolo Favorirebbe l allegagione e lo sviluppo del grappolo stesso Impollinazione artificiale Utile in caso di colatura o acinellatura Picolit Necessario su vitigni con fiori sterili Bicane Ohanez Zibibbo Mungitura Eliminazione manuale delle corolle Utile in caso di fiori non caduchi 19/10/2004 29

Operazioni sul grappolo (ii) Diradamento dei grappoli Eliminazione di parte dei grappoli primari e di tutti i secondari Necessario per ottenere vini di alta qualità Deve essere effettuato all inizio dell ingrossamento degli acini Diradamento degli acini È l eliminazione degli acini guasti o non maturati correttamente Spuntatura del grappolo Consiste nell eliminazione della punta del grappolo che matura in ritardo rispetto al resto Irrorazione dei grappoli Consigliata in caso di siccità prolungate, favorisce la maturazione e l accumulo di sostanze zuccherine 19/10/2004 30

Le avversità della vite (e alcune cure) (i) Attacchi da parte di animali Anomala o Carruga della vite Maggiolino Altica o pulce della vite Scrivano o bromio della vite Otiorinco della vite Sigaraio o rinchite della vite Apate della vite Tignola, pirale e antispilia Nottue Cecidomia Cocciniglie Erinosi Acari (ragnetti e ragni rossi) Nematodi Per tutti gli insetti: Eliminazione dei soggetti adulti Insetticidi chimici Necessaria la bonifica di tutta l area interessata, non dei soli vigneti Per gli acari: Sviluppati a causa dell uso eccessivo di insetticidi Acaricidi e ovocidi chimici Come prima, necessaria la bonifica di tutta l area interessata, non dei soli vigneti Per i nematodi: Cure chimiche, nessuna sicuramente efficace 19/10/2004 31

Le avversità della vite (e alcune cure) (ii) Attacchi da parte di funghi Oidio Peronospera Marciume grigio (Botrytis Cinerea) Marciume bianco Fumaggine Antracnosi Mal dell esca Tutti questi funghi sono legati all umidità Zolfo Poltiglia bordolese Polvere Caffaro e altri composti chimici Captano Combattere le cocciniglie Solfato ferrico in soluzione acida Arseniti e altri composti chimici 19/10/2004 32

Le avversità della vite (e alcune cure) (iii) Altre malattie possono essere portate da batteri Rogna o tubercolosi della vite o virus Degenerazione infettiva Flavescenza dorata La lotta a queste malattie è molto più difficile Spesso sono portate da insetti o altri organismi Sempre la disinfestazione deve coinvolgere aree molto vaste In ogni caso va tenuta in considerazione l interazione delle sostanze utilizzate nei trattamenti con l uomo: infatti si tratta spesso di sostanze tossiche che prevedono un tempo di sicurezza prima della raccolta 19/10/2004 33

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La vendemmia Arrivati alla fine si può tagliare e raccogliere l uva La raccolta dovrà essere effettuata al momento opportuno L uva deve aver raggiunto un buon grado zuccherino Il contenuto acidico deve essere sufficiente alla conservazione del vino Una maturazione eccessiva deprime i profumi varietali La raccolta dovrà avvenire in piccole ceste per evitare che l uva si schiacci Il tempo tra la raccolta e la pigiatura dovrà essere ridotto al massimo E qui finisce la viticoltura e comincia la vinificazione 19/10/2004 35

Bibliografia G. Dalmasso, Viticoltura moderna, Hoepli (Milano 1968) aa.vv., Frutticoltura, alpi-selvicoltura e genio rurale, Reda (Roma 1988) G. Vola, Principali avversità e trattamenti della vite, Universale Edagricole (Bologna 1977) E. Boffelli, La vite come, dove, quando, De Vecchi (Milano 1977) O. Bernini P. Parachini, L innestatore vivaista, Paravia (Torino 1961) 19/10/2004 36