Progettazione di edifici in legno Corso 20-PROGLEGNO Progetto e Collaudo
SITUAZIONE NORMATIVA ATTUALE... 1086 / 71 INIZIO! LEGGE 5 NOVEMBRE 1971, N. 1086 NORME PER LA DISCIPLINA DELLE OPERE DI CONGLOMERATO CEMENTIZIO ARMATO, NORMALE E PRECOMPRESSO ED A STRUTTURA METALLICA
Norme Tecniche sulle Costruzioni D.M. 14 Settembre 2005 Gazzetta Ufficiale n.222 del 23 settembre 2005 18 mesi 23 aprile 2007 ORDINANZA 3274 ORDINANZA 3431
NTC 2008
NTC 2008
Visto: DPR 380/2001 parla chiaramente di strutture in legname quali possibili sistemi costruttivi, quindi riconosce il legno come materiale da costruzione (Art. 54) All'art 83 poi dichiara che tutte le costruzioni (quindi anche quelle di legno) la cui sicurezza può interessare la pubblica incolumità in zone dichiarate sismiche, devono essere disciplinate da specifiche norme tecniche (quindi in questo momento le N.T.C. 2008) Nello stesso articolo si evidenzia che Ministeri e poi regioni e province devono individuare le zone dichiarate sismiche. All'art. 93 si evidenzia poi che nelle zone dichiarate sismiche è obbligatoria la denuncia dei lavori e la presentazione dei progetti al competente ufficio provinciale o comunale. Tale denuncia deve contenere il progetto con relazione tecnica, fascicolo dei calcoli delle strutture portanti, e disegni dei particolari costruttivi. Con Delibera 2813 del 2003 (Protocollo 610/2003C) la P.A.T. ha dichiarato nella carta di sintesi geologica che tutto il territorio provinciale è dichiarato sismico (con differenti zone a sismicità trascurabile o a bassa sismicità).
Si evince: che tutte le strutture in provincia di Trento, comprese quelle lignee, devono essere progettate, il loro progetto consegnato al competente ufficio provinciale, e collaudate...e questo dal 2003. Dal 2003 non era possibile effettuare il progetto delle strutture in legno perché non esisteva una norma di riferimento (decreto ministeriale) approvato. Nelle atre regioni, dichiarate sismiche, i progettisti utilizzavano le DIN1052. Conclusione: Visto che ora la norma vigente prevede il capitolo sulle strutture in legno, il deposito e il collaudo e obbligatorio e cogente, e penalmente rilevante.
LE STRUTTURE IN LEGNO DEVONO ESSERE CALCOLATE E COLLAUDATE
D.M. 9 MARZO 2007 Carico di incendio specifico g i massa dell i-esimo materiale combustibile [kg] H i potere calorifico inferiore dell i-esimo materiale combustibile [MJ/kg] I valori di H i dei materiali combustibili possono essere determinati per via sperimentale in accordo con UNI EN ISO 1716:2002 ovvero essere mutuati dalla letteratura tecnica m i fattore di partecipazione alla combustione dell i-esimo materiale combustibile pari a 0,80 per il legno e altri materiali di natura cellulosica e 1,00 per tutti gli altri materiali combustibili Y i fattore di limitazione della partecipazione alla combustione dell i-esimo materiale combustibile pari a 0 per i materiali contenuti in contenitori appositamente progettati per resistere al fuoco; 0,85 per i materiali contenuti in contenitori non combustibili e non appositamente progettati per resistere al fuoco; 1 in tutti gli altri casi A superficie in pianta lorda del compartimento [m 2 ]
NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI NTC 2008 Le prestazioni richieste alle strutture di una costruzione, in funzione degli obiettivi sopra definiti, sono individuate nei seguenti livelli di cui alla seguente tabella. Il livello III di prestazione Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per Il livello III di prestazione Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per un periodo congruo con la gestione dell emergenza può ritenersi adeguato per tutte le costruzioni soggette ai controlli del CNVVF. Le classi di resistenza al fuoco necessarie per garantire il livello III sono correlate al carico d incendio specifico di progetto (q f,d ) vedi D.M. 9 marzo 2007.
D.M. 9 MARZO 2007 Livello II determinazione della classe di resistenza al fuoco 30min per costruzioni ad un piano fuori terra, senza interrati 60min per costruzione fino a due piani fuori terra e un piano interrato P:S: sono consentite classi inferiori se compatibili con il livello III di prestazione Livello III determinazione della classe di resistenza al fuoco In caso di applicazione dell approccio prestazionale
Combinazioni di carico per la verifica di resistenza al fuoco Combinazione quasi permanente effettuando una verifica allo stato limite ultimo (DM 2008) Coefficienti di combinazione UNI 9504
Giunti legno legno tipo coda di rondine 28 La resistenza al fuoco può essere garantita: Aumentando lo spessore di fresatura sovradimensionando di molto la sezione della trave principale (diventerebbe sicuramente antieconomico) Aggiungendo all interno degli elementi metallici che garantiscano una portata sufficiente
Norme tecniche per le costruzioni 4.4 COSTRUZIONI DI LEGNO (statica) 7.7 COSTRUZIONI DI LEGNO (sismica) 11.7 MATERIALI E PRODOTTI A BASE DI LEGNO (mat. Costruzione) 9 COLLAUDO STATICO 3.6.1.2 Richieste di prestazione Fuoco Istruzioni per l applicazione C4.4 COSTRUZIONI DI LEGNO(STATICA) C11.7 MATERIALI E PRODOTTI A BASE DI LEGNO mat costruzioni C9. COLLAUDO STATICO
9 COLLAUDO STATICO 9.1 PRESCRIZIONI GENERALI Il collaudo statico riguarda il giudizio sul comportamento e le prestazioni delle parti dell opera che svolgono funzione portante. Il collaudo statico, tranne casi particolari, va eseguito in corso d opera quando vengono posti in opera elementi strutturali non più ispezionabili, controllabili e collaudabili a seguito del proseguire della costruzione. Le opere non possono essere poste in esercizio prima dell effettuazione del collaudo statico. Il collaudo statico di tutte le opere di ingegneria civile regolamentate dalle presenti norme tecniche, deve comprendere i seguenti adempimenti: a) controllo di quanto prescritto per le opere eseguite sia con materiali regolamentati dal DPR 6.6.2001 n. 380, leggi n. 1086/71 e n. 64/74 sia con materiali diversi; b) ispezione dell opera nelle varie fasi costruttive degli elementi strutturali ove il collaudatore sia nominato in corso d opera, e dell opera nel suo complesso, con particolare riguardo alle parti strutturali più importanti. L ispezione dell opera verrà eseguita alla presenza del Direttore dei lavori e del Costruttore, confrontando in contraddittorio il progetto depositato in cantiere con il costruito. Il Collaudatore controllerà altresì che siano state messe in atto le prescrizioni progettuali e siano stati eseguiti i controlli sperimentali. Quando la costruzione è eseguita in procedura di garanzia di qualità, il Collaudatore deve prendere conoscenza dei contenuti dei documenti di controllo qualità e del registro delle non-conformità. c) esame dei certificati delle prove sui materiali, articolato: - nell accertamento del numero dei prelievi effettuati e della sua conformità alle prescrizioni contenute al Cap. 11 delle presenti norme tecniche; - nel controllo che i risultati ottenuti delle prove siano compatibili con i criteri di accettazione fissati nel citato Cap. 11 ;
d) esame dei certificati di cui ai controlli in stabilimento e nel ciclo produttivo, previsti al Cap. 11; e) controllo dei verbali e dei risultati delle eventuali prove di carico fatte eseguire dal Direttore dei lavori. Il Collaudatore, nell ambito delle sue responsabilità, dovrà inoltre: f) esaminare il progetto dell opera, l impostazione generale, della progettazione nei suoi aspetti strutturale e geotecnico, gli schemi di calcolo e le azioni considerate; g) esaminare le indagini eseguite nelle fasi di progettazione e costruzione come prescritte nelle presenti norme; h) esaminare la relazione a strutture ultimate del Direttore dei lavori, ove richiesta; Infine, nell ambito della propria discrezionalità, il Collaudatore potrà richiedere: i) di effettuare tutti quegli accertamenti, studi, indagini, sperimentazioni e ricerche utili per formarsi il convincimento della sicurezza, della durabilità e della collaudabilità dell opera, quali in particolare: - prove di carico; - prove sui materiali messi in opera, anche mediante metodi non distruttivi; - monitoraggio programmato di grandezze significative del comportamento dell opera da proseguire, eventualmente, anche dopo il collaudo della stessa.
C9. COLLAUDO STATICO ist. C9.1 PRESCRIZIONI GENERALI Il Cap.9 delle NTC detta disposizioni minime per l esecuzione del collaudo statico, atto a verificare il comportamento e le prestazioni delle parti di opera che svolgono funzione portante e che interessano la sicurezza dell opera stessa e, conseguentemente, la pubblica incolumità. Le finalità del collaudo statico previsto dal T.U. dell Edilizia (D.P.R. 380/2001), che ne regola le procedure per le sole strutture in cemento armato normale e precompresso e metalliche, vengono estese a tutte le parti strutturali delle opere, indipendentemente dal sistema costruttivo adottato e dal materiale impiegato. In ogni caso il certificato di collaudo statico delle strutture di un opera é un documento autonomo che, comunque, fa parte integrante o del collaudo generale tecnico-amministrativo dell intera opera, quando previsto... Il collaudo statico comprende i seguenti adempimenti: - tecnici: volti alla formazione del giudizio del Collaudatore sulla sicurezza e stabilità dell opera nel suo complesso, includendo il volume significativo del terreno, le strutture di fondazione e gli elementi strutturali in elevazione, nonché sulla rispondenza ai requisiti prestazionali indicati in progetto con particolare riferimento alla vita nominale, alle classi d uso, ai periodi di riferimento e alle azioni sulle costruzioni; - amministrativi: volti ad accertare l avvenuto rispetto delle prescrizioni tecniche necessarie ad assicurare la pubblica incolumità e delle procedure previste dalle normative vigenti in materia di strutture. Il Collaudatore statico é tenuto, quindi, a verificare la correttezza delle prescrizioni formali della progettazione strutturale in conformità delle NTC e, quando ne ricorra la circostanza, anche il rispetto degli artt. 58 e 65 del D.P.R. n. 380/2001.
10 REDAZIONE DEI PROGETTI STRUTTURALI ESECUTIVI E DELLE RELAZIONI DI CALCOLO 10.1 CARATTERISTICHE GENERALI I progetti esecutivi riguardanti le strutture devono essere informati a caratteri di chiarezza espositiva e di completezza nei contenuti e devono inoltre definire compiutamente l intervento da realizzare. Restano esclusi i piani operativi di cantiere ed i piani di approvvigionamento. Il progetto deve comprendere i seguenti elaborati: - Relazione di calcolo strutturale, comprensiva di una descrizione generale dell opera e dei criteri generali di analisi e verifica. - Relazione sui materiali; - Elaborati grafici, particolari costruttivi; - Piano di manutenzione della parte strutturale dell opera; - Relazione sui risultati sperimentali corrispondenti alle indagini specialistiche ritenute necessarie alla realizzazione dell opera. Particolare cura andrà posta nello sviluppare le relazioni di calcolo, con riferimento alle analisi svolte con l ausilio del calcolo automatico, sia ai fini di facilitare l interpretazione e la verifica dei calcoli, sia ai fini di consentire elaborazioni indipendenti da parte di soggetti diversi dal redattore del documento. II progettista resta comunque responsabile dell intera progettazione strutturale..
CAPITOLATO PRESTAZIONALE DEL PROGETTO STRUTTURALE Cap. Pres. 1.Progetto preliminare La documentazione costituente il progetto preliminare deve comprendere: relazione tecnico-illustrativa; alcuni schemi grafici; una quantificazione di larga massima dei costi Progetto definitivo La documentazione costituente il progetto definitivo deve comprendere: relazione tecnico-descrittiva; relazione contenente i calcoli preliminari delle strutture; disegni generali; computo metrico estimativo delle opere strutturali. Progetto esecutivo La documentazione costituente il progetto esecutivo deve comprendere: La documentazione costituente il progetto esecutivo deve comprendere: relazione illustrativa delle strutture relazione di calcolo delle strutture; elaborati grafici; piano di manutenzione delle strutture; capitolato speciale d'appalto delle opere strutturali, prestazionale o descrittivo; computo metrico estimativo delle opere strutturali; elenco dei prezzi unitari delle opere strutturali.
Indice analitico Capitolo 1. Descrizione generale dell opera Capitolo 2. Normative di riferimento Capitolo 3. Caratteristiche meccaniche dei materiali Capitolo 4. Caratteristiche geotecniche del sito Capitolo 5. Analisi dei carichi Capitolo 6. Descrizione del modello strutturale e del codice di calcolo Capitolo 7. Verifiche degli elementi strutturali Allegati. Stampa dei risultati di input e output nel caso di utilizzo di codici di calcolo coordinate nodali; vincoli e sconnessioni; incidenze; caratteristiche meccaniche dei materiali; tipo e caratteristiche geometriche degli elementi; tipo e intensità delle azioni (carichi e distorsioni); combinazioni delle azioni; caratteristiche geometriche delle sezioni di verifica prescelte. curve di isosforzo; rappresentazioni di tensioni principali o sollecitazioni principali; diagrammi delle caratteristiche di sollecitazione; rappresentazioni di deformate; periodi propri, tipo di sovrapposizione modale utilizzato, deformate modali relative ai diversi modi di vibrare e masse partecipanti associate e coefficienti di partecipazione.
11 MATERIALI E PRODOTTI PER USO STRUTTURALE 11.1 GENERALITÀ I materiali ed i prodotti per uso strutturale, utilizzati nelle opere soggette alle presenti norme, devono rispondere ai requisiti indicati nel seguito. I materiali e prodotti per uso strutturale devono essere: - identificati univocamente a cura del produttore, secondo le procedure applicabili; - qualificati sotto la responsabilità del produttore, secondo le procedure applicabili; - accettati dal Direttore dei lavori mediante acquisizione e verifica della documentazione di qualificazione, nonché mediante eventuali prove sperimentali di accettazione. In particolare, per quanto attiene l identificazione e la qualificazione, possono configurarsi i seguenti casi: A) materiali e prodotti per uso strutturale per i quali sia disponibile una norma europea armonizzata il cui riferimento sia pubblicato su GUUE. Al termine del periodo di coesistenza il loro impiego nelle opere è possibile soltanto se in possesso della Marcatura CE, prevista dalla Direttiva 89/106/CEE Prodotti da costruzione (CPD), recepita in Italia dal DPR 21/04/1993, n.246, così come modificato dal DPR 10/12/1997, n. 499; B) materiali e prodotti per uso strutturale per i quali non sia disponibile una norma armonizzata ovvero la stessa ricada nel periodo di coesistenza, per i quali sia invece prevista la qualificazione con le modalità e le procedure indicate nelle presenti norme. E fatto salvo il caso in cui, nel periodo di coesistenza della specifica norma armonizzata, il produttore abbia volontariamente optato per la Marcatura CE; C) materiali e prodotti per uso strutturale innovativi o comunque non citati nel presente capitolo e non ricadenti in una delle tipologie A) o B). In tali casi il produttore potrà pervenire alla Marcatura CE in conformità a Benestare Tecnici Europei (ETA), ovvero, in alternativa, dovrà essere in possesso di un Certificato di Idoneità Tecnica all Impiego rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale sulla base di Linee Guida approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Ad eccezione di quelli in possesso di Marcatura CE, possono essere impiegati materiali o prodotti conformi ad altre specifiche tecniche qualora dette specifiche garantiscano un livello di sicurezza equivalente a quello previsto nelle presenti norme. Tale equivalenza sarà accertata attraverso procedure all uopo stabilite dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sentito lo stesso Consiglio Superiore. Per i materiali e prodotti recanti la Marcatura CE sarà onere del Direttore dei Lavori, in fase di accettazione, accertarsi del possesso della marcatura stessa e richiedere ad ogni fornitore, per ogni diverso prodotto, il Certificato ovvero Dichiarazione di Conformità alla parte armonizzata della specifica norma europea ovvero allo specifico Benestare Tecnico Europeo, per quanto applicabile. Sarà inoltre onere del Direttore dei Lavori verificare che tali prodotti rientrino nelle tipologie, classi e/o famiglie previsti nella detta documentazione. Per i prodotti non recanti la Marcatura CE, il Direttore dei Lavori dovrà accertarsi del possesso e del regime di validità dell Attestato di Qualificazione (caso B) o del Certificato di Idoneità Tecnica all impiego (caso C) rilasciato del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Il Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici potrà attivare un sistema di vigilanza presso i cantieri e i luoghi di lavorazione per verificare la corretta applicazione delle presenti disposizioni, ai sensi dell art. 11 del DPR n. 246/93. Le prove su materiali e prodotti, a seconda delle specifiche procedure applicabili, come specificato di volta in volta nel seguito, devono generalmente essere effettuate da: a) laboratori di prova notificati ai sensi dell art.18 della Direttiva n.89/106/cee; b) laboratori di cui all art.59 del DPR n.380/2001; c) altri laboratori, dotati di adeguata competenza ed idonee attrezzature, appositamente abilitati dal Servizio Tecnico Centrale; Qualora si applichino specifiche tecniche europee armonizzate, ai fini della marcatura CE, le attività di certificazione, ispezione e prova dovranno essere eseguite dai soggetti previsti nel relativo sistema di attestazione della conformità.
C11.1 GENERALITÀ ist. Per quanto riguarda le modalità di qualificazione ed identificazione dei materiali, viene opportunamente specificato quali siano i possibili casi di riferimento: 318 A) materiali e prodotti per uso strutturale per i quali sia disponibile una norma europea armonizzata; B) materiali e prodotti per uso strutturale per i quali sia prevista la qualificazione con le modalità e le procedure indicate nelle presenti norme; C) materiali e prodotti per uso strutturale innovativi o comunque non citati nel presente capitolo, per i quali il produttore potrà pervenire alla Marcatura CE in conformità a Benestare Tecnici Europei (ETA), ovvero, in alternativa, dovrà essere in possesso di un Certificato di Idoneità Tecnica all Impiego rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale sulla base di Linee Guida approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Circa i concetti sopraesposti, è bene riportare alcuni chiarimenti riguardo ai termini utilizzati. Produttore E colui che immette un determinato prodotto sul mercato, per un determinato impiego, assumendosene le relative responsabilità (di conformità, ecc.). Nel caso C) di cui al 11.1 delle NTC, il certificato di idoneità tecnica, da richiedere direttamente al Servizio Tecnico Centrale corredando la richiesta della necessaria documentazione, costituisce l autorizzazione all uso di cui al 4.6 delle NTC. Attestato di Qualificazione E il documento emesso dal Servizio Tecnico Centrale che attesta la positiva conclusione della procedura di qualificazione per materiali e prodotti ricadenti nel caso C di cui al 11.1 delle NTC.
11.7 MATERIALI E PRODOTTI A BASE DI LEGNO 11.7.1 GENERALITÀ Le prescrizioni contenute in questo paragrafo si applicano al legno massiccio ed ai prodotti a base di legno per usi strutturali. A seconda dei tipi di prodotti, ai materiali e prodotti a base di legno per uso strutturale si applicano, i punti punto A oppure C del 11.1. Negli altri casi si applicano, al produttore e al fornitore per quanto di sua competenza, le prescrizioni di cui al 11.7.10. I produttori di sistemi strutturali con struttura in legno, per i quali siano già disponibili Linee Guida ETAG, dovranno adeguarsi a quanto prescritto al punto C del 11.1. La produzione, fornitura e utilizzazione dei prodotti di legno e dei prodotti a base di legno per uso strutturale dovranno avvenire in applicazione di un sistema di assicurazione della qualità e di un sistema di rintracciabilità che copra la catena di distribuzione dal momento della prima classificazione e marcatura dei singoli componenti e/o semilavorati almeno fino al momento della prima messa in opera. Oltre che dalla documentazione indicata al pertinente punto del 11.1, ovvero nel 11.7.10, ogni fornitura deve essere accompagnata, a cura del produttore, da un manuale contenente le specifiche tecniche per la posa in opera. Il Direttore dei Lavori è tenuto a rifiutare le eventuali forniture non conformi a quanto sopra prescritto.
C.11.7.1 GENERALITÀ ist. Per quanto riguarda la qualificazione dei differenti materiali o prodotti a base di legno, si possono applicare i casi A), B) o C) previsti al 11.1 delle NTC; in particolare: - se il prodotto è coperto da una norma europea armonizzata per cui è terminato il periodo di coesistenza, allora è obbligatoria l applicazione della procedura di cui al caso A) del 11.1 (marcatura CE sulla base di norma armonizzata); in tal caso non si applica la procedura di qualificazione nazionale riportata nel 11.7.10 delle medesime NTC; - se il prodotto è coperto da una norma europea armonizzata, pubblicata su gazzetta Ufficiale dell Unione Europea per la quale non sia ancora terminato il periodo di coesistenza, il produttore può optare alternativamente per la procedura la procedura di qualificazione nazionale riportata nel 11.7.10 delle NTC, (caso B del 11.1), oppure per la marcatura CE (caso A); - se il prodotto è dotato di uno specifico Benestare Tecnico Europeo (ETA), rilasciato sulla base di una Linea Guida di Benestare Tecnico Europeo (ETAG) oppure di un CUAP, si può procedere alla marcatura CE secondo il caso C) oppure, alternativamente si può attuare la procedura di qualificazione nazionale riportata nel 11.7.10 delle NTC, (caso B del 11.1); - Negli altri casi si applica la procedura di qualificazione nazionale di cui al 11.7.10 delle NTC, (caso B del 11.1).
11.7.2 LEGNO MASSICCIO La produzione di elementi strutturali di legno massiccio a sezione rettangolare dovrà risultare conforme alla norma europea armonizzata UNI EN 14081 e, secondo quanto specificato al punto A del 11.1, recare la Marcatura CE. Qualora non sia applicabile la marcatura CE, i produttori di elementi di legno massiccio per uso strutturale, secondo quanto specificato al punto B del 11.1, devono essere qualificati così come specificato al 11.7.10. Il legno massiccio per uso strutturale è un prodotto naturale, selezionato e classificato in dimensioni d uso secondo la resistenza, elemento per elemento, sulla base delle normative applicabili. I criteri di classificazione garantiscono all elemento prestazioni meccaniche minime statisticamente determinate, senza necessità di ulteriori prove sperimentali e verifiche, definendone il profilo resistente, che raggruppa le proprietà fisico-meccaniche, necessarie per la progettazione strutturale. La classificazione può avvenire assegnando all elemento una Categoria, definita in relazione alla qualità dell elemento stesso con riferimento alla specie legnosa e alla provenienza geografica, sulla base di specifiche prescrizioni normative. Al legname appartenente a una determinata categoria,specie e provenienza, può essere assegnato uno specifico profilo resistente, utilizzando le regole di classificazione previste base nelle normative applicabili. La Classe di Resistenza di un elemento è definita mediante uno specifico profilo resistente unificato, a tal fine può farsi utile riferimento alle norme UNI EN 338:2004 ed UNI EN 1912:2005, per legno di provenienza estera, ed UNI 11035:2003 parti 1 e 2 per legno di provenienza italiana. Ad ogni tipo di legno può essere assegnata una classe di resistenza se i suoi valori caratteristici di resistenza, valori di modulo elastico e valore caratteristico di massa volumica, risultano non inferiori ai valori corrispondenti a quella classe. In generale è possibile definire il profilo resistente di un elemento strutturale anche sulla base dei risultati documentati di prove sperimentali, in conformità a quanto disposto nella UNI EN 384:2005. Le prove sperimentali per la determinazione di, resistenza a flessione e modulo elastico devono essere eseguite in maniera da produrre gli stessi tipi di effetti delle azioni alle quali il materiale sarà presumibilmente soggetto nella struttura.
11.7.4 LEGNO LAMELLARE INCOLLATO 11.7.4.1 Requisiti di produzione e qualificazione Gli elementi strutturali di legno lamellare incollato debbono essere conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 14080. I produttori di elementi di legno lamellare per uso strutturale, per cui non è ancora obbligatoria la procedura della marcatura CE ai sensi del DPR 246/93, per i quali si applica il caso B di cui al 11.1, devono essere qualificati così come specificato al 11.7.10, cui si deve aggiungere quanto segue. Il sistema di gestione della qualità del prodotto che sovrintende al processo di fabbricazione deve essere predisposto in coerenza con le norme UNI EN ISO 9001:2000 e certificato da parte di un organismo terzo indipendente, di adeguata competenza ed organizzazione, che opera in coerenza con le norme UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2006. Ai produttori di elementi in legno lamellare è fatto altresì obbligo di: a) Sottoporre la produzione, presso i propri stabilimenti, ad un controllo continuo documentato condotto sulla base della norma UNI EN 386:2003. Il controllo della produzione deve essere effettuato a cura del Direttore Tecnico di stabilimento, che deve provvedere alla trascrizione dei risultati delle prove su appositi registri di produzione. Detti registri devono essere disponibili al Servizio Tecnico Centrale e, limitatamente alla fornitura di competenza, per il Direttore dei Lavori e il collaudatore della costruzione. b) Nella marchiatura dell elemento, oltre a quanto già specificato nel 11.7.10.1, deve essere riportato anche l anno di produzione. Le dimensioni delle singole lamelle dovranno rispettare i limiti per lo spessore e l area della sezione trasversale indicati nella norma UNI EN 386:2003. I giunti a dita a tutta sezione devono essere conformi a quanto previsto nella norma UNI EN 387:2003.
11.7.8 ELEMENTI MECCANICI DI COLLEGAMENTO Per tutti gli elementi metallici che fanno parte di particolari di collegamento (metallici e non metallici, quali spinotti, chiodi, viti, piastre, ecc...) le caratteristiche specifiche verranno verificate con riferimento alle specifiche normative applicabili per la categoria di appartenenza. 11.7.9 DURABILITÀ DEL LEGNO E DERIVATI 11.7.9.1 Generalità La durabilità delle opere realizzate con prodotti in legno strutturali è ottenibile mediante un accurata progettazione dei dettagli esecutivi. Al fine di garantire alla struttura adeguata durabilità, si devono considerare i seguenti fattori tra loro correlati: - La destinazione d uso della struttura; - le condizioni ambientali prevedibili; - la composizione, le proprietà e le prestazioni dei materiali; - la forma degli elementi strutturali ed i particolari costruttivi; - la qualità dell esecuzione ed il livello di controllo della stessa; - le particolari misure di protezione; - la probabile manutenzione durante la vita presunta. adottando in fase di progetto idonei provvedimenti volti alla protezione dei materiali. 11.7.9.3 Resistenza alla corrosione I mezzi di unione metallici strutturali devono, di regola, essere intrinsecamente resistenti alla corrosione, oppure devono essere protetti contro la corrosione. L efficacia della protezione alla corrosione dovrà essere commisurata alle esigenze proprie della Classe di Servizio in cui opera la struttura.
11.7.10 PROCEDURE DI QUALIFICAZIONE E ACCETTAZIONE Le caratteristiche dei materiali, indicate nel progetto secondo le prescrizioni di cui ai precedenti paragrafi o secondo eventuali altre prescrizioni in funzione della specifica opera, devono essere garantite dai fornitori e/o produttori, per ciascuna fornitura, secondo le disposizioni che seguono. 11.7.10.1 Disposizioni generali Qualora non sia applicabile la procedura di marcatura CE (di cui ai punti A e C del 11.1), per tutti i prodotti a base di legno per impieghi strutturali valgono integralmente, per quanto applicabili, le seguenti disposizioni che sono da intendersi integrative di quanto specificato al punto B del 11.1. Per l obbligatoria qualificazione della produzione, i fabbricanti di prodotti in legno strutturale devono produrre al Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, per ciascun stabilimento, la documentazione seguente: - l individuazione dello stabilimento cui l istanza si riferisce; - il tipo di elementi strutturali che l azienda è in grado di produrre; - l organizzazione del sistema di rintracciabilità relativo alla produzione di legno strutturale; - l organizzazione del controllo interno di produzione, con l individuazione di un Direttore Tecnico della produzione qualificato alla classificazione del legno strutturale ed all incollaggio degli elementi ove pertinente; - il marchio afferente al produttore specifico per la classe di prodotti elementi di legno per uso strutturale. Il Direttore Tecnico della produzione, di comprovata esperienza e dotato di abilitazione professionale tramite apposito corso di formazione, assumerà le responsabilità relative alla rispondenza tra quanto prodotto e la documentazione depositata. I produttori sono tenuti ad inviare al Servizio Tecnico Centrale, ogni anno, i seguenti documenti: a) una dichiarazione attestante la permanenza delle condizioni iniziali di idoneità della organizzazione del controllo interno di qualità o le eventuali modifiche; b) i risultati dei controlli interni eseguiti nell ultimo anno, per ciascun tipo di prodotto, da cui risulti anche il quantitativo di produzione. Il mancato rispetto delle condizioni sopra indicate, accertato anche attraverso sopralluoghi, può comportare la decadenza della qualificazione.
C11.7.10 PROCEDURE DI QUALIFICAZIONE E ACCETTAZIONE ist. Le procedure riguardanti la qualificazione rilasciata dal Servizio Tecnico Centrale si applicano ai produttori di elementi base in legno massiccio e/o lamellare non ancora lavorati a formare elementi strutturali pronti per la messa in opera. Ai suddetti produttori, il Servizio Tecnico Centrale, ultimata favorevolmente l istruttoria, rilascia un Attestato di Qualificazione, recante il riferimento al prodotto, alla ditta, allo stabilimento, al marchio. Circa quest ultimo aspetto, si precisa che ogni produttore deve depositare presso il Servizio Tecnico Centrale il disegno del proprio marchio, che deve essere impresso in modo permanente (a caldo, con inchiostro indelebile, mediante punzonatura, etc.) su ogni elemento base prodotto. Gli stabilimenti nei quali viene effettuata la lavorazione degli elementi base per dare loro la configurazione finale in opera (intagli, forature, applicazione di piastre metalliche, etc), sia di legno massiccio che lamellare, sono da considerarsi a tutti gli effetti dei Centri di lavorazione. Come tali devono documentare la loro attività al Servizio Tecnico Centrale, il quale, ultimata favorevolmente l istruttoria, rilascia un Attestato di denuncia di attività, recante il riferimento al prodotto, alla ditta, allo stabilimento, al marchio. Circa quest ultimo aspetto, si precisa che ogni Centro di lavorazione deve depositare presso il Servizio Tecnico Centrale il disegno del proprio marchio, che deve essere impresso in modo permanente (anche mediante etichettatura etc.) su ogni elemento lavorato. Qualora nel medesimo stabilimento si produca legno base e si effettuino altresì le lavorazioni per ottenere gli elementi strutturali pronti per l uso, allo stesso saranno rilasciati, ove sussistano i requisiti, entrambi gli Attestati.
CONTROLLI COLLAUDO CARICHI -NEVE DIMINUITI DA 30 AL 15% cambiano coef u per la verifica delle falde. -Combinazione Fuoco quasi permanente coef car variabili 0 fino a 1000 m slm 0,2 oltre -Valutazioni accelerazioni in base alla posizione GPS -Cambia la Tabella dei pesi propri (ora il legno abete è tra i 4-6 kn/mq) Tipo di analisi lineare semplificata Multimodale -non lineare Classificati al fuoco e valutazione della corretta classe. Il Legno deve essere lavorato in centri di trasformazione Abilitati rilasciata dal Ministero Tutti i materiali da costruzione strutturali devono essere CE oppure in possesso di idonea abilitazione (Certificato di Idoneità Tecnica all impiego) rilasciata dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
CONTROLLI COLLAUDO Schemi semplificati - Gli incastri in legno sono difficili da fare e comunque hanno una deformabilità elevata. - Il completo ripristino è praticamente impossibile - I solai possono considerarsi appoggio-appoggio -i controventi ci vogliono -Il tavolato maschio femmina può essere considerato elemento rigido e di controvento. -I solai legno cls può essere considerato inf. rigido senza modellarli ciò non implica che altri sistemi lo siano. I problemi di deformazione vengono quasi sempre dai carichi permanenti Acciaio a vista arriva a R15. Stiamo attenti hai carichi asimmetrici neve su falda nord sud. I dettagli di durabilità le barbe dei travetti non sono solo estetiche. I perni disposti su altezze elevate possono indurre deformate e fessure importanti ortogonale alla fibratura. Il legno massiccio ha dei parametri di fessure ammissibili molto elevate e quindi controllate la norma prima di contestare il materiale.
Norme tecniche per le costruzioni 4.4 COSTRUZIONI DI LEGNO (statica) 7.7 COSTRUZIONI DI LEGNO (sismica) 11.7 MATERIALI E PRODOTTI A BASE DI LEGNO (mat. Costruzione) 9 COLLAUDO STATICO 3.6.1.2 Richieste di prestazione Fuoco Istruzioni per l applicazione C4.4 COSTRUZIONI DI LEGNO(STATICA) C11.7 MATERIALI E PRODOTTI A BASE DI LEGNO mat costruzioni C9. COLLAUDO STATICO
Tipologia: capriata con catena alta Elemento: Vincoli: due appoggi, fisso e mobile Posizione: Norma: NT 14-01-2008 Note: Capriata Catena alta 0 C p D E A α c B a b Geometria l = 20,00 m LEGNO LAMELLARE GL 28 h α = 20,00 Proprietà del legno secondo le normative europee h 1 = 1,00 m EN1194-2000 (lamellare), EN338-2003 (massiccio). h 2 = 2,64 m Valori caratteristici di rigidezza h tot = 3,64 m mod. elast. parall. medio E 0,mean 12600 MPa a = 2,75 m mod. elast. parall. caratt. E 0,05 10200 MPa Tirante (catena=2 tiranti) mod. elast. ortog. medio E 90,mean 420 MPa b = 140 mm modulo di taglio medio G mean 780 MPa h = 360 mm Valori caratteristici di resistenza l c = 14,51 m flessione f m,k 28,00 MPa Puntoni traz. parallela alle fibre f t,0,k 19,50 MPa b = 320 mm traz. ortog. alle fibre f t,90,k 0,45 MPa h = 900 mm compr. parallela alle fibre f c,0,k 26,50 MPa l p = 10,64 m compr. ortog. alle fibre f c,90,k 3,00 MPa l p divisa in n. 4 campi taglio e torsione f v,k 3,20 MPa
(per la stabilizzazione nel piano debole) peso prorio del legno 5,00 kn/m 3 l app = 400 mm q peso pr. catena = 0,50 kn/m Carichi distribuiti q peso pr. puntoni (in falda) = 1,44 kn/m q G (in falda) = 1,00 kn/m 2 q peso pr. puntoni (in piano) = 1,53 kn/m q G (in piano) = 1,06 kn/m 2 Sollecitazioni per le verifiche q N (in piano) = 2,00 kn/m 2 puntoni: V = 224,67 kn passo = 5,00 m puntoni: N = 484,87 kn q G = 6,85 kn/m puntoni: M = 568,20 knm q N = 10,00 kn/m catena: T = 452,88 kn Carichi concentrati al colmo catena: M = 1,40 q ( p. pr. c. ) l c 2 / 8 = 17,23 knm P G = 0,00 kn appoggi: R A = R B = 239,09 kn P N = 0,00 kn Classe di servizio: 1 Carichi accidentali: Nota: il carico di esercizio è il carico da neve Neve fino a 1000 m
Ricerca combinazione più gravosa per SLU Combinaz. 1) F d = 1,40 G k k mod = 0,60 Combinaz. 2) F d = 1,40 G k + 1,50 Q var,k k mod = 0,90 Esito ricerca: comb. 2) k mod = 0,90 carico di progetto uniforme q d = 23,91 kn/m carico di progetto puntuale P d = 0,00 kn Reazioni vincolari R A = R B = q d l / 2 + P d / 2 = 239,09 Catena (tesa) T = [ q d l 2 / 8 + P d l / 4 ] / h 2 = (trazione) 452,88 kn M = 1,40 q ( p. pr. c. ) l c 2 / 8 = (per peso proprio) 17,23 Puntoni (compressi) V A = R A=B cos α = 224,67 kn N A = R A=B sen α = 81,77 kn V D = ( R A=B - q d a ) cos α = (sotto la catena) 162,95 kn N D = ( R A=B - q d a ) sen α = (sotto la catena) 59,31 kn V D = ( R A=B - q d a ) cos α Tsenα = (sopra la catena) 8,05 kn N D = ( R A=B - q d a ) sen α + N DE cos α = (sopra la catena) 484,87 kn M D = R A=B a - q d a 2 / 2 = 566,66 knm V c = ( R A=B - q d l / 2 ) cos α - T sen α = -154,89 kn N c = ( R A=B - q d l / 2 ) sen α + T cos α = 425,57 kn V max = 224,67 kn N max = 484,87 kn M max = 568,20 knm Nota: a favore di sicurezza si verificano i puntoni sempre con la coppia di valori Nmax e Mmax, anche nel caso in cui i due valori non fossero relativi alla stessa sezione.
Verifiche puntoni b = 320 mm lg puntone = 10,64 m h = 900 mm (linea d' asse, dal colmo all' appoggio) A = b * h n = 288000 mm 2 l p divisa in n. 4 campi J 22 = bh 3 n /12 = 19440000000 mm 4 (per la stabilizzazione nel piano debole) J = h b 3 33 n /12 = 2457600000 mm 4 l app = 400 mm W 22 = bh 2 n /6 = 43200000 mm 3 W 33 = h n b 2 /6 = 15360000 mm 3 N = 484,87 kn 3 M 22 = 568,20 knm V 3 = 224,67 kn Coefficienti R appoggio = 239,09 kn k mod = 0,90 2 2 γ M = 1,45 k mod / γ M = 0,62 Resistenze di calcolo 3 Tensioni di progetto f c,90,d = f c,90,k k mod / γ M = 1,86 MPa σ c,o,d = N / A = 1,68 Mpa f c,0,d = f c,0,k k mod / γ M = 16,45 MPa σ m,2,d = M 22 / W 22 = 13,15 Mpa f m,d = f m,k k mod / γ M = 17,38 MPa τ d = 1,5 V 3 / A = 1,17 Mpa f v,d = f v,k k mod / γ M = 1,99 MPa σ c,α,d = R appoggio / (b l app ) = 1,87 Mpa f c,α,d = 2,08 MPa α = angolo verticale-fibre = 70,00 f c,α,d = [ f c,o,d / ( ( f c,o,d / ( k c,90 f c,90,d ) ) sen 2 α + cos 2 α ) ]
Verifica di resistenza a pressoflessione η = ( σ c,0,d / f c,0,d ) 2 + σ m,2,d / f m,d 1 η = 0,77?1 Verifica di stabilità a pressoflessione η = σ c,o,d / ( k c,2 f c,o,d ) + ( σ m,2,d / k crit ) / f m,d 1 η = 0,86?1 η = σ c,o,d / ( k c,3 f c,o,d ) + ( 0,7 σ m,2,d / k crit ) / f m,d 1 η = 0,63?1 Verifica di resistenza a taglio η = τ d / f v,d 1 η = 0,59?1 Verifica a compressione all'appoggio η = σ c,α,d / [ f c,α,d ] 1 η = 0,90?1 Parametri utilizzati nelle verifiche di stabilità a pressoflessione Calcolo del coefficiente di tensione critica k c,2 (piano forte 1-3) k c,2 = 1 / [ k 2 + ( k 2 2 - λ 2 rel,2 ) 0,5 ] = 0,97 secondo (4.4.15) di NT 14/01/2008 k 2 = 0,5 ( 1 + β c ( λ rel,2-0,5 ) + λ 2 rel,2 ) = 0,73 parametro di calcolo intermedio λ 0,5 rel,2 = ( f c,o,k / σ c,crit,2 ) = 0,66 snellezza relativa della sezione nel piano 1-3 σ c,crit,2 = π 2 E 0,05 / λ 2 2 = 60,14 Mpa tensione critica euleriana nel piano 1-3 β c = 0,10 coefficiente f c,o,k = 26,50 Mpa resistenza caratteristica a compr. parallela alle fibre E 0,05 = 10200 Mpa modulo elastico parallelo caratteristico λ 2 = l 02 / i 2 = 40,91 snellezza della sezione nel piano 1-3 l 02 = 10,64 m lunghezza di libera inflessione nel piano 1-3 i 2 = 0,289 h = 0,26 m raggio giratore della sezione nel piano 1-3
Calcolo del coefficiente di tensione critica k c,3 (piano debole 1-2) k c,3 = 1 / [ k 3 + ( k 2 3 - λ 2 rel,3 ) 0,5 ] = 1,00 secondo (4.4.15) di NT 14/01/2008 k 3 = 0,5 ( 1 + β c ( λ rel,3-0,5 ) + λ 2 rel,3 ) = 0,61 parametro di calcolo intermedio λ rel,3 = ( f c,o,k / σ c,crit,3 ) 0,5 = 0,47 snellezza relativa della sezione nel piano 1-2 σ c,crit,3 = π 2 E 0,05 / λ 2 3 = 121,64 Mpa tensione critica euleriana nel piano 1-2 β c = 0,10 coefficiente f c,o,k = 26,50 Mpa resistenza caratteristica a compr. parallela alle fibre E 0,05 = 10200 Mpa modulo elastico parallelo caratteristico λ 3 = l 03 / i 3 = 28,77 snellezza della sezione nel piano 1-2 l 03 = 2,66 m lunghezza di libera inflessione nel piano 1-2 i 3 = 0,289 b = 0,09 m raggio giratore della sezione nel piano 1-2 Calcolo del coefficiente di sbandamento laterale k crit (sbandamento nel piano debole 1-2) k crit = (formule in funzione di λ rel,m ) = 1,00 secondo (4.4.12) di NT 14/01/2008 λ rel,m = ( f m,k / σ m,crit ) 0,5 = 0,29 snellezza a flessione f m,k = 28,00 Mpa resistenza caratteristica a flessione σ m,crit = ( π b 2 / (l 3,eff h) ) E 0,05 (G mean / E mean ) 0,5 = 341 Mpa tensione di flessione critica l 3,eff = 2,66 m lunghezza efficace nel piano 1-2 E 0,05 = 10200 Mpa modulo elastico parallelo caratteristico G mean = 780 Mpa modulo di taglio medio E 0,mean = 12600 Mpa modulo elastico parallelo medio Calcolo del coefficiente di compressione ortogonale a livello dell'appoggio k c,90 k c,90 = (2,38 - l app / 250)(1 + h / (12 l app ))? 4 1 calcolato con le formule in 6.1.5 (3) EC5
Verifiche catena orizzontale (due tiranti uguali) Dati del singolo tirante Trazione totale nella catena b = 140 mm T = 452,88 kn h = 360 mm A = b * h = 50400 mm 2 Sollecitazioni sul singolo tirante, sezione di unione tir.-punt. J 22 = bh 3 /12 = 544320000 mm 4 T = 226,44 kn W 2 22 = bh /6 = 3024000 mm 3 M 22 = 0,00 knm A fori = 11200 mm 2 σ t,o,d = T / A netta = 5,78 Mpa (Riduzione massima di sezione a causa dei fori per l'unione con perni, nella peggiore ipotesi di fori Sollecitazioni sul singolo tirante, sezione di mezzeria allineati lungo una stessa sezione del tirante). T = 226,44 kn A netta = 39200 mm 2 M 22 = 8,62 knm (peso proprio) 3 σ t,o,d = T / A = 4,49 Mpa σ m,2,d = M 22 / W 22 = 2,85 Mpa 2 3 2 Coefficienti k mod = 0,90 γ M = 1,45 k mod / γ M = 0,62 Resistenze di calcolo f t,0,d = f t,0,k k mod / γ M = 12,10 MPa f m,d = f m,k k mod / γ M = 17,38 MPa Verifica di resistenza a trazione semplice, sezione di unione tirante - puntone η = σ t,o,d / f t,o,d 1 η = 0,48?1 Verifica di resistenza a tensoflessione, sezione di mezzeria η = σ t,o,d / f t,o,d + σ m,2,d / f m,d 1 η = 0,54?1
Verifica unione catena orizzontale-puntone I due tiranti sono collegati al puntone passante con spinotti o bulloni di acciaio. Tiranti (laterali) Puntone (passante) b = 140 mm b = 320 mm h = 360 mm h = 900 mm b* = 80 mm pendenza = 20,00 b* = lunghezza degli spinotti nei tiranti (nel caso siano previsti tappi in legno per motivi estetici o di resistenza al fuoco) Direzione delle fibre Nei due elementi del tirante: Nel puntone: parallele all'asse parallele all' asse Connettori Tipologia di connettore 2 [1 = bullone, 2 = spinotto] φ = 20 mm diametro del connettore f u,k = 400 MPa resistenza caratteristica a trazione dell' acciaio n. connettori = 7 numero di connettori allineati in ogni fila distanza fra i connettori = 100 mm deve essere non minore di: 100 mm n. file = 4 numero di file sovrapposte previsto distanza fra i connettori = 60 mm deve essere non minore di: 60 mm sono previsti quindi in totale n. 28 connettori 900 60 760 20 80 Zona utile per la disposizione dei perni 60 360 240 60 Trazione totale nella catena T = 452,88 kn Resistenza totale della connessione R d, totale = n righe n ef R d, connettore = 462,29 kn 234 2222 175 2631
Verifica di capacità portante η = T / R d,tot 1 η = 0,98?1 Verifica dello spazio richiesto per la disposizione dei perni tirante: altezza della zona utile per la posa delle file di perni = 240 mm distanza necessaria fra le due file di perni più distanti (0 se fila unica) = 180 mm puntone: lunghezza del tratto utile per la posa dei perni = 2222 mm distanza necessaria fra i due perni allineati più distanti = 600 mm OK OK Calcolo della capacità portante Coefficienti k mod = 0,90 γ M,connessione = 1,30 Parametri ρ k = 410,00 kg/m 3 densità caratteristica del legno f h,0,k = 0,082 (1-0,01φ) ρ k = 26,90 MPa resistenza caratteristica a rifollamento di base k 90 = 1,35 + 0,015 φ = 1,65 parametro M y,k = 0,3 f u,k φ 2,6 = 289640 Nmm momento caratteristico di snervamento del connettore Legno 1: elementi laterali t 1 = 80 mm min {spessore degli elementi esterni; profondità di penetrazione} α 1 = 0,00 angolo tra sforzo e fibre negli elementi laterali f h,1,k = f h,o,k / (k 90 sen 2 α 1 + cos 2 α 1 ) = 26,90 MPa resistenza caratteristica a rifollamento nel legno Legno 2: elemento centrale t 2 = 320 mm spessore dell'elemento centrale α 2 = 20,00 angolo tra sforzo e fibre nell'elemento centrale f h,2,k = f h,o,k / (k 90 sen 2 α 2 + cos 2 α 2 ) = 25,00 MPa resistenza caratteristica a rifollamento nel legno
Capacità portante di progetto di un connettore La capacità portante di progetto per ciascun mezzo di unione ad un piano di taglio è il valore minimo tra i seguenti: (si ipotizza, a favore di sicurezza, di poter trascurare l'effetto fune nelle giunzioni con bulloni in quanto non si conoscono le dimensioni precise delle rondelle e non si ha il controllo sulla corretta posa in opera dei connettori) R k = min f h,1,k t 1 φ = 43,03 kn 0,5 f h,2,k t 2 φ = 79,99 kn [ 1,05 f h,1,k t 1 φ / (2+β) ] [ [2 β (1+β) + 4 β (2+β) M y,k / (f h,1,k φ t 2 1 )] 0,5 - β ] = 18,39 kn 1,15 [ 2 β / (1 + β) ] 0,5 ( 2 M y,k f h,1,k φ ) 0,5 = 19,93 kn β = f h,2,k / f h,1,k = 0,93 parametro R k, connettore = 18,39 kn capacità portante caratteristica per un piano di taglio R d, connettore = 12,73 kn capacità portante di progetto per un piano di taglio R d = k mod R k,conn / γ m n piani di taglio 2 R d, connettore = n piani di taglio * R d = 25,47 kn capacità portante di progetto di un connettore Capacità portante di progetto di più connettori La capacità portante di più elementi di collegamento allineati è in generale minore della somma delle capacità portanti dei singoli elementi. R d, totale = n file n ef R d, connettore = 462,29 kn capacità portante totale di progetto dei connettori dove: n = 7 numero di connettori allineati in ogni fila n file,min = 4 numero minimo di file di connettori allineati =T / (n ef R d,connettore ) n file = 4 numero di file di connettori allineati a 1 = 100 mm spaziatura fra i connettori in direzione della fibratura (minima ammessa) d = 20 mm diametro del connettore n ef = 4,54 numero di connettori efficaci (per carichi ortogonali alla fibratura n ef = n) R d, connettore = 25,47 kn capacità portante (non ridotta) di progetto del singolo connettore Nel caso di unione con bulloni o spinotti, per una serie di elementi di collegamento allineati lungo la direzione dello sforzo, il numero efficace di connettori n ef si calcola come segue: n ef = min { n ; n 0,9 ( a 1 /(13d)) 1/4 } Distanze minime per bulloni (*) semplificate per eccesso, quindi a favore di sicurezza tra i connettori parallelamente alle fibre: 5 φ bulloni = 100 mm tra i connettori ortogonalmente alle fibre: 4 φ bulloni = 80 mm dall'estremità sollecitata (minimo 8 cm): 7 φ bulloni = 140 mm dall'estremità non sollecitata: (*) 7 φ bulloni = 140 mm dal bordo sollecitato: (*) 4 φ bulloni = 80 mm dal bordo non sollecitato: 3 φ bulloni = 60 mm Distanze minime per spinotti (*) semplificate per eccesso, quindi a favore di sicurezza tra i connettori parallelamente alle fibre: 5 φ bulloni = 100 mm tra i connettori ortogonalmente alle fibre: 3 φ bulloni = 60 mm dall'estremità sollecitata (minimo 8 cm): 7 φ bulloni = 140 mm dall'estremità non sollecitata: (*) 7 φ bulloni = 140 mm dal bordo sollecitato: dal bordo non sollecitato: (*) 4 φ bulloni = 80 mm 3 φ bulloni = 60 mm
Verifiche in condizione di incendio Normativa: UNI EN 1995 : 2005 parte 1-2 Metodo della sezione efficace Resistenza al fuoco richiesta: R 60 β 0 = 0,7 mm/min t fi,req = 60,0 min LEGNO LAMELLARE GL 28 h d char = β 0 t fi,req = 42,0 mm Valori di calcolo dei moduli di elasticità k 0 = 1,00 mod. elast. parall. E 0,fi,d = 11730 MPa d 0 = 7,0 mm mod. elast. ortog. E 90,fi,d = 483 MPa d ef = d char + k 0 d 0 = 49,0 mm modulo di taglio G fi,d = 897 MPa Valori di calcolo di resistenza Combinazione di carico flessione f m,fi,d = 32,20 MPa F d = 1,00 G k + Ψ 2,i Q var,k traz. parallela alle fibre traz. ortog. alle fibre f t,0,fi,d = 22,43 MPa f t,90,fi,d = 0,52 MPa Ψ 2,i = 0,00 compr. parallela alle fibre f c,0,fi,d = 30,48 MPa? q d = 6,85 kn/m compr. ortog. alle fibre f c,90,fi,d = 3,45 MPa? P d = 0,00 kn taglio f v,fi,d = 3,68 MPa Coefficienti di calcolo utilizzati: R A = R B = 68,53 kn k mod,fi = 1,00 k fi = 1,15 k mod,fi k fi / γ M,fi = 1,15 γ M,fi = 1,00 Verifiche puntoni Sezione integra b = 320 mm h = 900 mm 3 N. superfici esposte al fuoco lateralmente: 2 fuoco riduzione di b: 2 d ef 3 inferiormente e superiormente: 1 b ef riduzione di h: 1 d ef fuoco Sezione efficace b ef = 222,0 mm Sollecitazioni h ef = 851,0 mm V 3 = 64,40 knm A = b ef h ef = 188922 mm 2 N = 138,98 knm J 22 = b ef h 3 ef /12 = 11401458444 mm 4 M 22 = 162,87 knm W 22 = b ef h 2 ef /6 = mm 3 26795437 Tensioni di progetto σ c,o,d = N / A = 0,74 Mpa σ m,2,d = M 22 / W 22 = 6,08 Mpa τ d = 1,5 V 3 / A = 0,51 Mpa 2 2 h ef fuoco
Verifica di resistenza a pressoflessione η = ( σ c,0,d / f c,0,d ) 2 + σ m,2,d / f m,d 1 η = 0,19?1 Verifica di stabilità a pressoflessione η = σ c,o,d / ( k c,2 f c,o,d ) + ( σ m,2,d / k crit ) / f m,d 1 η = 0,21?1 η = σ c,o,d / ( k c,3 f c,o,d ) + ( 0,7 σ m,2,d / k crit ) / f m,d 1 η = 0,16?1 Verifica di resistenza a taglio η = τ d / f v,d 1 η = 0,14?1
Parametri utilizzati nelle verifiche di stabilità a pressoflessione Calcolo del coefficiente di tensione critica k c,2 (piano forte 1-3) k c,2 = 1 / [ k 2 + ( k 2 2 - λ 2 rel,2 ) 0,5 ] = 0,97 secondo (4.4.15) di NT 14/01/2008 k 2 = 0,5 ( 1 + β c ( λ rel,2-0,5 ) + λ 2 rel,2 ) = 0,72 parametro di calcolo intermedio λ rel,2 = ( f c,o,k / σ c,crit,2 ) 0,5 = 0,65 snellezza relativa della sezione nel piano 1-3 σ c,crit,2 = π 2 E 0,05 / λ 2 2 = 61,83 Mpa tensione critica euleriana nel piano 1-3 β c = 0,10 coefficiente f c,o,k = 26,50 Mpa resistenza caratteristica a compr. parallela alle fibre E 0,05 = 11730 Mpa modulo elastico parallelo caratteristico λ 2 = l 02 / i 2 = 43,27 snellezza della sezione nel piano 1-3 l 02 = 10,64 m lunghezza di libera inflessione nel piano 1-3 i 2 = 0,289 h = 0,25 m raggio giratore della sezione nel piano 1-3 Calcolo del coefficiente di tensione critica k c,3 (piano debole 1-2) k c,3 = 1 / [ k 3 + ( k 2 3 - λ 2 rel,3 ) 0,5 ] = 0,98 secondo (4.4.15) di NT 14/01/2008 k 3 = 0,5 ( 1 + β c ( λ rel,3-0,5 ) + λ 2 rel,3 ) = 0,70 parametro di calcolo intermedio λ rel,3 = ( f c,o,k / σ c,crit,3 ) 0,5 = 0,63 snellezza relativa della sezione nel piano 1-2 σ c,crit,3 = π 2 E 0,05 / λ 2 3 = 67,33 Mpa tensione critica euleriana nel piano 1-2 β c = 0,10 coefficiente f c,o,k = 26,50 Mpa resistenza caratteristica a compr. parallela alle fibre E 0,05 = 11730 Mpa modulo elastico parallelo caratteristico λ 3 = l 03 / i 3 = 41,47 snellezza della sezione nel piano 1-2 l 03 = 2,66 m lunghezza di libera inflessione nel piano 1-2 i 3 = 0,289 b = 0,06 m raggio giratore della sezione nel piano 1-2 Calcolo del coefficiente di sbandamento laterale k crit (sbandamento nel piano debole 1-2) k crit = (formule in funzione di λ rel,m ) = 1,00 secondo (4.4.12) di NT 14/01/2008 λ rel,m = ( f m,k / σ m,crit ) 0,5 = 0,37 snellezza a flessione f m,k = 28,00 Mpa resistenza caratteristica a flessione σ m,crit = ( π b 2 / (l 3,eff h) ) E 0,05 (G mean / E mean ) 0,5 = 200 Mpa tensione di flessione critica l 3,eff = 2,66 m lunghezza efficace nel piano 1-2 E 0,05 = 11730 Mpa modulo elastico parallelo caratteristico G mean = 780 Mpa modulo di taglio medio E 0,mean = 12600 Mpa modulo elastico parallelo medio
E LE TENSIONI AMMISSIBILI? In generale le NTC impongono di adottare il metodo agli stati limite. E tuttavia ammesso l impiego della tradizionale verifica alle tensioni ammissibili per costruzioni di minore importanza (tra cui tipo 2 e Classe d uso II), cui risulta riconducibile tanta parte dell edilizia residenziale. Per tali verifiche si deve fare riferimento al DM 14.02.92 (strutture in calcestruzzo e in acciaio), al DM 20.11.87 (strutture in muratura) ed al DM 11.03.88 (per le opere e i sistemi geotecnica). Le azioni sismiche debbono essere valutate assumendo il grado di sismicità S=5 con riferimento al DM 16.01.1996 e relativa Circolare del 10.04.97. Tali norme si debbono in tal caso applicare integralmente, salvo per i materiali e i prodotti, le azioni e il collaudo statico, per i quali valgono le prescrizioni riportate nelle NTC. Il metodo in questione non é previsto per le strutture in legno.
MATERIALI PER USO STRUTTURALE I materiali e prodotti per uso strutturale devono essere: identificati univocamente a cura del produttore, secondo le procedure applicabili; qualificati sotto la responsabilità del produttore, secondo le procedure applicabili; accettati dal Direttore dei lavori mediante acquisizione e verifica della documentazione di qualificazione, nonché mediante eventuali prove sperimentali di accettazione. Il Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici potrà attivare un sistema di vigilanza presso i cantieri e i luoghi di lavorazione per verificare la corretta applicazione delle presenti disposizioni, ai sensi dell art. 11 del DPR n. 246/93. Le prove su materiali e prodotti, a seconda delle specifiche procedure applicabili, come specificato di volta in volta nel seguito, devono generalmente essere effettuate da: a) laboratori di prova notificati ai sensi dell art.18 della Direttiva n.89/106/cee; b) laboratori di cui all art.59 del DPR n.380/2001; c) altri laboratori, dotati di adeguata competenza ed idonee attrezzature, appositamente abilitati dal Servizio Tecnico Centrale;
GERARCHIA DELLE ATTESTAZIONI DI CONFORMITÀ DEI PRODOTTI Marcatura CE: conformità del prodotto a Direttive europee di nuovo approccio, recepite all interno delle regolamentazioni nazionali (es: Marcatura CE dei prodotti da costruzione Direttiva 89/106/CEE, recepita in Italia dal DPR 246/1993). Nata per ridurre le barriere tecniche al commercio (date dalle diverse regolamentazioni degli stati). La Marcatura CE deve essere intestata ad un produttore con sede sulla Comunità Europea. La Marcatura non riguarda la posa in opera. Ogni prodotto soggetto alla Marcatura CE deve essere accompagnato dalla Marcatura CE ad ogni consegna, a richiesta la dichiarazione di conformità del produttore. LA MARCATURA CE PREVALE SULLE REGOLAMENTAZIONI NAZIONALI PER LA CONFORMITA DEI PRODOTTI! La marcatura CEnon è un codice identificativo della provenienza del prodotto, non è un marchio di qualità del prodotto ma è un marchio di conformità del prodotto alla direttiva di riferimento. La marcatura CE stabilisce i requisiti minimi che un prodotto deve soddisfare. La direttiva di riferimento può essere: unanormaarmonizzata(es.en14592perviti) oppure un ETAG (European Technical Approval Guideline = Linee Guide del Benestare Tecnico europeo (es. ETAG 015- Piastre chiodate tridimensionali L idoneità all ETAG (corrispondenza ad alcuni requisiti essenziali) si chiamaeta(es.staffaalu ETA09/0361secondoETAG015) Un CUAP (Common Understandement of Assesment Procedure) Esso designa la procedura per la redazionediunetainmancanzadiunetag,aisensidiquantoprevistoall art.9.2dellacpd
NORMATIVE DI PRODOTTO VIGENTI A LIVELLO EUROPEO (ad es. EN14592) A questo link si possono trovare le norme di prodotto con le relative date (http://ec.europa.eu/enterprise/newapproach/nando/index.cfm?fuseaction=cpd.hs#) La penultima colonna rappresenta la data in cui la norma entra in vigore ed ha un periodo di coesistenza con le altre norme nazionali vigenti L ultima colonna rappresenta la data definitiva di entrata in vigore della norma (01/08/2010) per la quale le altre normative e certificazioni di prodotto nazionali non hanno più nessuna validità. Per tanto in tutta Europa dal 01/08/2010 tutte le viti per legno (ed elementi a gambo cilindrico in generale ) commercializzate nella Comunità Europea hanno l obbligo della marcatura CE
Qualificazione secondo le norme tecniche: attività richiesta dal cap. 11 del DM 14.01.2008 nuove Norme Tecniche per le Costruzioni per materiali e prodotti per uso strutturale (es: acciaio d armatura, legno massiccio ). In questo caso il Servizio Tecnico Centrale del Ministero dei Lavori Pubblici, rilascia un attestazione per quel prodotto e stabilimento (elenco disponibile sul sito www.cslp.it). Certificato: documento formale rilasciato dall'autorità o dall'ente che ne ha competenza per attestare un fatto, una condizione, un diritto di un soggetto indipendente dal certificatore (Zulassung, certificato di prodotto dell Università di Trento). Dichiarazione: documento formale rilasciato da un soggetto per attestare un fatto, una condizione, un diritto da parte dello stesso soggetto(autocertificazione).
ESEMPIO 1: Viti da legno con marcatura CE in accordo la EN 14592 Le informazioni obbligatorie da mettere in etichetta sono riportate in normativa Nella confezione (con foglio allegato per noi) ci deve essere la marcatura CE accompagnatoria del prodotto La marcatura CE vera e propria consiste nella dichiarazione di conformità del prodotto alla norma di riferimento in seguito all entrata in possesso dei certificati ITT (che sono in visione in azienda per i clienti) e con un controllo di qualità continuo me documentato
ESEMPIO 2: Staffa ALU con marcatura CE mediante ETA (secondo ETAG 015) Le informazioni obbligatorie da mettere in etichetta sono riportate in normativa e sono relative a: Anno dell entrata in possesso Numero di identificazione dell ente notificato Numero del certificato per l ispezione di fabbrica Numero di ETA Altre informazioni come la misura etc. Il documento ETA (Benestare Tecnico Europeo) che molti scambiano per la marcatura CE del prodotto altro non è che un documento (molto costoso ) dove vengono indicate le caratteristiche tecniche, i campi di impiego, le modalità di calcolo del prodotto etc Grazie a questo documento è possibile effettuare la marcatura CE del prodotto da costruzione. La marcatura CE vera e propria consiste nella dichiarazione di conformità al documento ETA e l adempimento dei controlli di fabbrica da parte dell ente notificato nonché è sempre obbligatorio un controllo di qualità continuo. I documenti che si rilasciano al cliente sono in genere: Dichiarazione di Conformità (DOC) Documento che attesta il controllo di fabbrica (FPC) Prima pagina del documento ETA
GERARCHIA DELLE NOSTRE ATTESTAZIONI DI CONFORMITÀ PRODOTTO Marcatura CE Omologazione tedesca (Zulassung) Certificati di prove realizzate presso laboratori abilitati italiani (es Università di Trento, Politecnico di Milano etc ) Dichiarazioni interne quali ad esempio alle norme DIN, della tipologia di acciaio e zincatura etc )
Il Progettista Deve indicare nel progetto le caratteristiche dei materiali da impiegare in relazione alle esigenze strutturali, esecutive ed ambientali dell opera (ad esempio per il calcestruzzo devo essere certamente precisati: classe di resistenza, classe di consistenza, diametro max dell aggregato in conformità con il copriferro, classe di esposizione). Deve dichiarare nel progetto, e di concerto con il Committente, la vita utile VR della struttura (VR = vita nominale*classe d uso = VR*CU). Tale assunto rappresenta un significativo cambiamento rispetto alle precedenti norme di legge. Da esso dipende la definizione di alcune delle azioni di progetto da considerare nel dimensionamento (sisma, vento, piene, ) Se il Committente è una pubblica amministrazione, un ente pubblico o un industria, non avrà difficoltà nell indicare al Progettista con quale Classe di costruzione debba essere identificata la struttura in corso di progettazione. Se invece il Committente è privato, si deve intendere che sia il Progettista ad intervistare il Committente per interpretarne la volontà circa la vita attesa di servizio in base alle esigenze espresse sull attività destinata a queste costruzioni. In ogni modo, alla scadenza della vita utile di servizio dichiarata in progetto e valutata a partire dalla fine della costruzione ovvero dalla data del collaudo statico, la struttura dovrà essere sottoposta ad una nuova valutazione della sicurezza così come descritto dettagliatamente nel cap.8 delle NTC Costruzioni esistenti.
REDAZIONE DEI PROGETTI STRUTTURALI ESECUTIVI E DELLE RELAZIONI DI CALCOLO Le norme, disciplinando la redazione dei progetti esecutivi delle strutture, contengono criteri guida per il loro esame ed approvazione da parte degli Uffici preposti nonché criteri per la loro verifica e validazione. L introduzione del paragrafo 10.2 ( Analisi e verifiche svolte con l ausilio di codici di calcolo, aspetto era già introdotto in precedenza dalle CNR 10024/86) si è resa necessario per disciplinare un ambito nel quale la crescente complessità dei sistemi studiati e progettati, delle metodologie di calcolo e di verifica, e dei modelli, spesso non lineari, posti a base delle medesime, richiede un inquadramento e la definizione di linee guida e riferimenti generali. La disciplina dei contenuti della progettazione esecutiva trova riferimento nelle seguenti norme: nel DPR 380/2001 (TU dell Edilizia) di cui vanno osservate modalità e procedure; nel D.Lgs n. 163/2006, Codice dei contratti pubblici e nel relativo regolamento. In ogni caso la finalità é quella di assicurare la perfetta stabilità e sicurezza delle strutture e di evitare qualsiasi pericolo per la pubblica incolumità escludere la necessità di variazioni in corso di esecuzione. La progettazione esecutiva delle strutture è quindi effettuata unitamente alla progettazione esecutiva delle opere civili. Il progetto strutturale é informato a caratteri di chiarezza espositiva di completezza nei contenuti, che definiscano compiutamente l intervento da realizzare - restando esclusi soltanto i piani operativi di cantiere, i piani diapprovvigionamento, nonché i calcoli e i grafici relativi alle opere provvisionali.
La relazione di calcolo strutturale Descrizione generale dell opera; Normativa di riferimento; Modelli adottati (strutturale e geotecnica) e criteri generali di analisi e verifica; La valutazione della sicurezza e delle prestazioni della struttura; La presentazione e la sintesi dei risultati. La relazione sui materiali Descrizione dei materiali; Procedure di accettazione; Caratteristiche di durabilità. Gli elaborati grafici. Classe e le caratteristiche di ogni materiale e prodotto da impiegarsi e la tipologia dei solai indicati su ogni tavola; I particolari costruttivi... devono essere illustrativi di ogni tipo di sezione e di nodo
Il piano di manutenzione delle strutture Il piano di manutenzione delle strutture é il documento complementare al progetto strutturale che ne prevede, pianifica e programma, tenendo conto degli elaborati progettuali esecutivi dell intera opera, l attività di manutenzione dell intervento al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità, l efficienza ed il valore economico. Relazioni specialistiche (complementari) Sono previste le seguenti relazioni specialistiche: la relazione geologica sulle indagini, caratterizzazione e modellazione geologica del sito la relazione geotecnica sulle indagini, caratterizzazione e modellazione del volume significativo di terreno la relazione sulla modellazione sismica concernente la pericolosità sismica di base del sito di costruzione
Affidabilità e la validazione dei codici utilizzati esame preliminare, a cura del progettista, dell affidabilità e dell idoneità del programma nel caso specifico di applicazione; esame della documentazione fornita dal produttore sulle modalità e procedure seguite per la validazione del programma. la validazione indipendente del calcolo Nel caso di opere di particolare importanza e complessità, ritenute tali dal Committente, questi assumerà ogni onere dell effettuazione di un controllo incrociato sui risultati delle calcolazioni attraverso la ripetizione dei calcoli da parte di un soggetto qualificato, prescelto dal Committente, diverso dal progettista originario delle strutture, eseguita mediante l impiego di programmi di calcolo diversi da quelli impiegati originariamente; mediante l impiego, da parte del progettista e/o del soggetto validatore, di programmi che possiedano i requisiti richiesti dall NTC diversi da quelli impiegati originariamente, che consentano la impostazione, la lettura e l analisi del modello al loro interno, possibilmente attraverso file di trasferimento. Modalità di presentazione dei risultati I risultati costituiscono una sintesi completa ed efficace, presentata in modo da riassumere il comportamento della struttura, per ogni tipo di analisi svolta. I valori numerici di ogni elaborazione, preceduta dall indicazione della convenzione sui segni e delle unità di misura, vanno sintetizzati mediante disegni, schemi grafici rappresentativi almeno delle parti più sollecitate della struttura, delle configurazioni delle deformate, la rappresentazione grafica delle principali caratteristiche di sollecitazione, delle componenti degli sforzi, nonché dei diagrammi di inviluppo associati alle combinazioni di carichi considerate, degli schemi grafici con la rappresentazione delle azioni applicate e delle corrispondenti reazioni vincolari. Al fine delle verifiche della misura della sicurezza, di tali grandezze e del comportamento complessivo della struttura vanno chiaramente evidenziati i valori numerici necessari nei punti e nelle sezioni significative della struttura stessa.
COLLAUDO STATICO Le finalità del collaudo statico previsto dal T.U. dell Edilizia (D.P.R. 380/2001), che ne regola le procedure per le sole strutture in cemento armato normale e precompresso e metalliche, vengono estese a tutte le parti strutturali delle opere, indipendentemente dal sistema costruttivo adottato e dal materiale impiegato. Le NTC detta disposizioni minime per l esecuzione del collaudo statico, volto a verificare il comportamento e le prestazioni delle parti di opera che svolgono funzione portante e che interessano la sicurezza dell opera stessa e, conseguentemente, la pubblica incolumità. Il collaudo statico comprende adempimenti sia tecnici che amministrativi volti a: formare il giudizio del Collaudatore sulla sicurezza e stabilità dell opera nel suo complesso, le strutture di fondazione e gli elementi strutturali in elevazione, nonché sulla rispondenza ai requisiti prestazionali indicati in progetto con particolare riferimento alla vita nominale, alle classi d uso, ai periodi di riferimento e alle azioni sulle costruzioni; accertare l avvenuto rispetto delle prescrizioni tecniche necessarie ad assicurare la pubblica incolumità e delle procedure previste dalle normative vigenti in materia di strutture. In particolare Il Collaudatore deve:controllare i documenti attestanti il possesso delle necessarie autorizzazioni, la denuncia di inizio lavori, eventuali variazioni in corso d opera, la relazione del DL a fine lavori; esaminare il progetto dell opera ed in particolare i livelli di sicurezza e di durabilità adottati in relazione alla vita utile di progetto dichiarata, i modelli geologico, dei materiali, delle azioni e di calcolo adottati, nonché le verifiche numeriche condotte nei calcoli strutturali dal progettista ed i piani di manutenzione previsti; ispezionare l opera nelle fasi costruttive principali, alla presenza del Direttore dei Lavori e dell Appaltatore, confrontando il progetto con la costruzione realizzata;