di Enrico Petris Robert Capa: direzione ed equilibrio Fra la metà degli anni Trenta e i primi anni Cinquanta, troviamo Robert Capa presente su numerosi fronti di guerra, da quella civile spagnola del 1936-39 allo sbarco in Normandia, dall'ingresso di De Gaulle a Parigi nell'agosto 1944 al comizio di Trotzski in Svizzera, dall'africa all'indocina, dove trovò la morte saltando in aria per una bomba nel 1954. Ci sono almeno tre delle circa 180 foto di Capa esposte a Villa Manin (Robert Capa - la realtà di fronte) in cui i personaggi ritratti tengono in mano una asticella o una canna di bambù, per indicare qualcosa o per mantenere l'equilibrio. Una, forse la più famosa, è quella che ritrae un vecchio contadino o pastore siciliano con cuffia in testa, camicia bianca sotto il gilet
scuro, calzoni stretti e calzature artigianali. L'uomo, che ha il busto inclinato in avanti e le gambe divaricate, indica la direzione dello sguardo ad un soldato americano, che, accovacciato, ha gli occhi all'altezza della canna che il contadino tiene con il braccio destro teso verso la piana. La foto indica un altrove, indica qualcosa che sta fuori dalla foto. Il soldato si piega sulle ginocchia per individuare il punto esatto indicatogli dal contadino, che, quasi a trovare l'equilibrio per il peso dell'asta che lo sbilancia verso sinistra, protende il braccio libero fino ad abbracciare il militare. È una foto di guerra, ma la guerra non si vede, è fuori quadro. Come per molte altre foto di Capa, la guerra si intuisce più che vederla direttamente. Tra le foto di Villa Manin ce n'è una sola con una scena cruenta, quella divenuta nota come la morte dell'ultimo soldato della seconda guerra mondiale. Sono passati pochi giorni dallo sbarco degli alleati in Sicilia nel luglio del 1943. Dopo la mafia gli americani incontrano i siciliani i quali li guidano con la loro antica saggezza.
Un'altra immagine è quella che ritrae un possente Matisse nel suo studio. Anche l'artista ha un'asta in mano, gli serve per indicare qualcosa in un disegno di grandi dimensioni posato a terra sul pavimento ricoperto da giornali. Matisse, diversamente dal vecchio siciliano, ha un atteggiamento pedagogico, non indica un altrove che non si vede, ma un punto preciso sotto la gola della figura abbozzata. Forse Matisse sta raccontando qualcosa ad un gruppo di amici fra cui c'è Capa che gli scatta la foto. Ha un atteggiamento ed un abbigliamento domestico, un rassicurante gilet chiaro sopra la camicia bianca, larghi calzoni che lasciano scoperti i piedi nudi dentro le ciabatte. L'asta che indica è qui tutta dentro la foto, anzi non solo indica ma addirittura tocca il disegno, è il secondo punto d'appoggio del grande pittore dopo la mano sinistra chiusa a pugno sul fianco. Perciò qui l asta non solo indica
ma anche equilibra, fa star meglio in piedi il vecchio artista, che non solo indica ma istruisce.
La terza è stata scattata nella Sun Valley dell'idaho durante una battuta di caccia con Ernest Hemingway; è diversa dalle precedenti perché l'asticella è, lo si capisce dopo un po', una canna da pesca a mosca, ed inoltre non è rivolta in senso orizzontale, per indicare, ma in verticale. Vi è ritratto Gary Cooper che attraversa un rigagnolo d'acqua camminando in equilibrio sopra un tronco d'albero scorticato messo a cavallo delle rive del torrentello per rendere più facile il guado. Come per la canna del contadino e per l'asta di Matisse, anche in questa foto c'è un elemento ligneo che attraversa l immagine orizzontalmente. Questo legno, un albero, nella foto
con Cooper oltre ad andare da destra verso sinistra come nelle prime due, sembra anche puntare in profondità, bucando quasi il quadro della foto. L'attore tiene in mano una canna da pesca, che funge da rinforzo all'equilibrio cercato per l'attraversamento. In questa foto abbiamo una sintesi di verticale, canna da pesca, e orizzontale, tronco scorticato-passerella. Le due precedenti si sviluppavano in orizzontale ed erano il fermo immagine di figure ferme, questa invece si sviluppa in verticale, ha una figura in movimento equilibrato, forse è il caso di dire, considerato il soggetto, che è cinematica. La canna qui non indica un altrove o un dentro, una immanenza, serve per stabilizzare la posizione dell'attore longilineo che incede lesto e sicuro. Delle tre foto, lo sottolineo ancora, quest'ultima è l'unica che ha una figura in movimento, i due uomini, contadino e soldato, della prima sono fermi, Matisse sembra in souplesse, Cooper avanza; quando avrà percorso l'intero tronco, sarà uscito dalla foto. È una foto di una battuta di pesca durante una battuta di caccia, di un attore in perfetta forma fisica che posa per una foto che dovrebbe dare i brividi, per il senso di equilibrio precario, e che invece tranquillizza per la facilità del guado. Non c'è tensione nell'attoreeroe de Il sergente York, girato nello stesso anno in cui è stata scattata la foto, se non nel braccio sinistro teso e immobile.
Diceva Capa che le sue foto di guerra catturavano direttamente la verità della realtà di fronte, non c'era bisogno di troppo lavoro, bastava mettere lì la macchina fotografica e aspettare. E magari sorridere sornioni come fa lui stesso nella celebre foto, in cui è ritratto da Ruth Orkin, che apre la mostra. Tag.: Capa, direzione, equilibrio