Financial Risk Management

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Financial Risk Management

Agenda Le molteplici dimensioni del rischio Le principali logiche di gestione dei rischi Hedging, ritenzione attiva e trasferimento assicurativo Ritenzione passiva e capital management Dal risk management tattico al risk management strategico Il risk management tattico Il risk management strategico Università degli Studi Roma Tre, 12 ottobre 2017

Le molteplici dimensioni del rischio Definizione di rischio: Eventualità che si manifesti una deviazione sfavorevole da un risultato atteso Occorre tuttavia tenere conto sia della distinzione tra rischi core (o necessari) e rischi non core (o accidentali)...sia della distinzione, all interno dei rischi non core, tra rischi puri (o assicurabili) e rischi speculativi (o finanziari)... La necessità di fronteggiare i rischi non core giustifica l esistenza, in seno alle imprese, della funzione di risk management 3/12

Le principali logiche di gestione dei rischi (1/5) Hedging, ritenzione attiva e trasferimento assicurativo Le strategie e gli strumenti di gestione del rischio variano a seconda che sia necessario fronteggiare un rischio speculativo (o finanziario) o un rischio puro (o assicurabile) Copertura del rischio speculativo - Stipula di contratti derivati Un'operazione di hedging si realizza mediante l'acquisto o la cessione di uno o più contratti il cui valore sia legato alla stessa fonte di rischio che condiziona il valore della posizione da coprire. Questi consistono solitamente in strumenti derivati (Borsa Italiana) soluzione esterna: ricorso ad un soggetto specializzato (banca d affari) soluzione interna: adattamento strategico-operativo (management) 4/12

Le principali logiche di gestione dei rischi (2/5) Hedging, ritenzione attiva e trasferimento assicurativo Le strategie e gli strumenti di gestione del rischio variano a seconda che sia necessario fronteggiare un rischio speculativo (o finanziario) o un rischio puro (o assicurabile) Copertura del rischio puro - Gestione di portafoglio E possibile minimizzare l incertezza legata all entità delle perdite mediante la costruzione di un portafoglio di esposizioni legate a rischi tra loro omogenei ed indipendenti, ossia mediante il procedimento assicurativo. soluzione esterna: trasferimento assicurativo (impresa di assicurazione) soluzione interna: adattamento delle logiche di portafoglio (ritenzione attiva) 5/12

Le principali logiche di gestione dei rischi (3/5) Ritenzione passiva e capital management E possibile adottare un approccio di gestione del rischio che è applicabile sia ai rischi puri che ai rischi speculativi, ossia una strategia di ritenzione passiva. Consiste nel (1) dotarsi di un risk capital e/o (2) emettere nuove passività. Risk capital eccedenza di risorse finanziarie costituite a scopo precauzionale (Forestieri) La strategia di ritenzione passiva è legata alle decisioni sulla struttura finanziaria d impresa, ossia alla funzione di capital management. 6/12

Le principali logiche di gestione dei rischi (4/5) Ritenzione passiva e capital management Il legame tra risk management e capital management si articola su due livelli: consistenza del passivo composizione del passivo Consistenza del passivo L ammontare del passivo (financial capital) deve essere almeno sufficiente a sostenere il finanziamento delle attività di investimento funzionali al core business aziendale. Un eventuale eccedenza può essere vista come risk capital o come signaling capital. 7/12

Le principali logiche di gestione dei rischi (5/5) Ritenzione passiva e capital management Composizione del passivo Il livello di indebitamento (o, in altri termini, la ripartizione tra debito ed equity) deve essere tale da avere un bilanciamento tra costi e benefici ad esso collegati. Un minor indebitamento, pur riducendo il complessivo capitale di funzionamento dell impresa, riduce il rischio a cui sono esposti gli azionisti in termini di minore incidenza dei costi fissi maggiore flessibilità della struttura dei costi minore probabilità di financial distress (ma anche un minore scudo fiscale del debito) 8/12

Dal Risk Mgmt Tattico al Risk Mgmt Strategico (1/4) Il risk management tattico Ogni tipologia di rischio viene gestita in modo indipendente su un orizzonte di breve termine (12 mesi) e all insegna di una marcata specializzazione professionale: consiglio di amministrazione - rischi core tesoreria - rischi finanziari singole divisioni - rischi operativi risk management - rischi puri funzione risorse umane - rischi legati alla forza lavoro 9/12

Dal Risk Mgmt Tattico al Risk Mgmt Strategico (2/4) Il risk management strategico Il rischio viene gestito in modo accentrato: ogni tipologia di rischio viene valutata alla luce del suo impatto sull impresa nel suo complesso e su un orizzonte sia breve che lungo. Assume particolare importanza la capacità di coordinamento nella gestione congiunta delle varie tipologie di rischio. Tale attività richiede competenze tali da rendere necessaria l attribuzione delle relative responsabilità ad un risk management team e talvolta ad un Chief Risk Officer (CRO). Tale approccio, rispetto al precedente, consente di effettuare le stime su orizzonti temporali più lunghi tenere conto della correlazione tra i rischi sviluppare operativamente il legame tra risk management e capital management 10/12

Dal Risk Mgmt Tattico al Risk Mgmt Strategico (3/4) Il risk management strategico La metodologia di valutazione che ne deriva produce una trasformazione del rischio, che passa per una sua scomposizione in componenti tra loro eterogenee. A. In caso di strategia di ritenzione attiva, verrebbero identificate le seguenti: rischio attuariale rischio di investimento rischio temporale rischio di credito B. In caso di strategia di trasferimento assicurativo, a carico dell impresa assicurata resterebbe il solo rischio di credito relativo all impresa di assicurazione. C. In caso di strategia di hedging, all impresa resterebbe il solo rischio di credito legato agli strumenti finanziari di copertura. 11/12

Dal Risk Mgmt Tattico al Risk Mgmt Strategico (4/4) Il risk management strategico si presta ad essere utilizzato nelle imprese della financial services industry in quanto: presentano elevati profili di perdite potenziali sono soggette ad una stringente regolamentazione speciale Inoltre, un approccio olistico è motivato da la disponibilità di una sempre maggiore potenza di calcolo per la misurazione del rischio in modo integrato sulla base di imponenti banche dati la capacità degli intermediari finanziari di formulare soluzioni di copertura dedicate (Alternative Risk Transfer, ART) lo sforzo di pervenire ad una definizione univoca di rischio e dunque ad una modalità di misurazione avente valenza generale per ogni categoria di rischio 12/12