Indice. 1 La germania di bismarck -------------------------------------------------------------------------------- 3



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INSEGNAMENTO DI STORIA CONTEMPORANEA LEZIONE II LE POTENZE MONDIALI E L IMPERIALISMO PROF. MANRICO GESUMMARIA

Indice 1 La germania di bismarck -------------------------------------------------------------------------------- 3 2 L inghilterra post-vittoriana ---------------------------------------------------------------------------- 5 3 Gli stati uniti si affermano come potenza mondiale ------------------------------------------------ 6 4 La terza repubblica francese ---------------------------------------------------------------------------- 8 5 L italia crispina ------------------------------------------------------------------------------------------ 10 6 La crisi del 1873-1896: l età dell imperialismo ---------------------------------------------------- 12 2 di 13

1 La germania di bismarck La costituzione dell Impero tedesco del 1871, seppur fondata su caratteri liberali, ne era solo parzialmente improntata; anche se il Reichstag, la Camera che aveva il ruolo legislativo, era eletto a suffragio universale, alcuni meccanismi elettorali, oltre alle limitate possibilità di condizionare l esecutivo, circoscrivevano ancora la potenzialità democratica di tale suffragio. Pertanto il potere decisionale restava saldamente nelle mani dell imperatore e, soprattutto, del cancelliere. Il Governo era allora suddiviso in due filoni: uno delle grandi famiglie proprietarie prussiane legava i conservatori col partito dell Impero, mentre l altro filone politico, quello nazional-liberale, era dalla parte di Ottone von Bismarck. Il 1871, inoltre, aveva determinato una importante novità nello scenario politico tedesco: ai tradizionali partiti, quello conservatore espressione degli Junker, quello nazional-liberale rappresentante della borghesia industriale e commerciale, quello degli intellettuali liberalprogressisti, si aggiunse il Centro di chiara ispirazione cattolica. La prima mossa di Bismarck per ottenere il consolidamento fu la lotta proprio contro il Partito di Centro; questo infatti dominava i territori meridionali, con la roccaforte in Baviera, che Bismarck sperava di unire al proprio filone, poggiando su una base sociale variegata, dagli agricoltori delle campagne ai ceti medi urbani. La lotta che Bismarck condusse, quindi, fu proprio contro la Chiesa cattolica, lotta che prese il nome di Kulturkampf, cioè lotta per la civiltà, e che mirava, dunque, a sottrarre una parte rilevante della borghesia tedesca all influenza del Papato romano, estraneo dal realizzare un blocco di forze sociali moderne ma centraliste, su cui fare perno per lo sviluppo economico e politico della Germania. Nel 1873, Bismarck avviò così la sua politica anti ecclesiastica che, inaspettatamente, anziché piegare i cattolici tedeschi al compromesso ne suscitò la reazione orgogliosa. Sotto la guida di un leader di indiscusse capacità, Ludwig Windthorst, i cattolici riuscirono addirittura a raddoppiare i consensi ed i propri rappresentanti, ottenendo un grande successo alle elezioni del 1874 con ben 94 seggi, costringendo Bismarck ad abbandonare i suoi propositi e a cedere, anzi, ad una legislazione ecclesiastica molto più moderata della precedente.. Nel 1875, in occasione del Congresso di Gotha che sancì l accordo tra i seguaci di Marx e quelli di Lassalle, nacque il partito Socialdemocratico tedesco (SPD), che si proponeva la tutela dei diritti dei lavoratori. 3 di 13

Nel 1879 il Governo approvò quindi la riforma sull abolizione del liberoscambismo (in Inghilterra fu introdotta tra il 1884 e il 1889) e si passò al protezionismo del mercato interno, con l accordo degli imprenditori di non ostilità fra loro. Per contrastare le crescenti dimensioni del nuovo partito socialista, Bismarck riuscì a fare approvare in Parlamento una serie di incredibili provvedimenti contro i socialdemocratici, provvedimenti che vietavano associazioni tendenti a mutare l ordine sociale e proibivano la stampa di orientamento socialista. Nel 1884 e nel 1889 vennero rispettivamente approvate leggi sui fondi assicurativi per malattie ed infortuni e imposte per l assicurazione per la vecchiaia. Nel 1891, col Congresso di Erfurt, venne approvato un ordine del giorno di Kausky, che indicava come principale obbiettivo della socialdemocrazia, la crescita politica ed elettorale per giungere ad un diretto controllo delle istituzioni. Lo sviluppo economico si fondò soprattutto sulla siderurgia, l elettricità e sulla chimica; furono proprio questi crescenti progressi nello sviluppo che determinarono il declino della politica di Bismarck. Il primo segnale si ebbe in politica estera, quando dopo che Bismarck ottenne una nuova Triplice Alleanza con Austria e Russia ed un accordo segreto con la stessa Russia contro la Francia (1887), sul trono salì Guglielmo II che detestava completamente l ormai vecchio cancelliere. Nel 1890 Bismarck rassegnò le dimissioni ma il nuovo orientamento tedesco fece cadere, in qualche modo, il trattato segreto con la Germania del 1887, lasciando la possibilità alla Francia di concludere un accordo con la Russia dello Zar Alessandro III nel 1893. Sul piano politico, la Germania si trovava ora nella situazione che Bismarck era sempre riuscito ad evitare, ovvero accerchiata da est e da ovest. 4 di 13

2 L inghilterra post-vittoriana Fra i due secoli, gli anni della fine dell età vittoriana, l Inghilterra fu governata dalla coalizione fra i conservatori ed i liberali unionisti, con Chamberlain ministro per le colonie. Fra il 1897 ed il 1905 furono varate leggi che stabilivano la responsabilità degli imprenditori in materia di infortuni sul lavoro, leggi che aumentavano i finanziamenti per le scuole ed altre che prendevano misure atte a favorire il collocamento dei disoccupati. A mettere in crisi l egemonia conservatrice fu il progetto di Chamberlain di introdurre il protezionismo doganale, sconvolgendo così una tradizione liberoscambista che durava da mezzo secolo. Nelle elezioni del 1906 i liberali, opposti al progetto, conquistarono la maggioranza, mentre per la prima volta faceva il suo ingresso alla Camera il gruppo dei laburisti. I governi liberali si impegnarono in un organica politica di riforme sociali: riduzione dell orario di lavoro a otto ore per i minatori, istituzione di uffici di collocamento. Ma l aspetto più nuovo fu il tentativo di sopperire alle spese per le riforme con una politica fiscale mirante a colpire i ceti più abbienti; il tentativo si scontrò inevitabilmente con la Camera dei Lords. Quando nel 1909 questi ultimi respinsero il bilancio preventivo presentato dal governo liberale, ne nacque un conflitto che opponeva la Camera alta, dominata dai conservatori, e la Camera bassa, a maggioranza liberale. Quest ultima presentò allora un progetto di legge parlamentare, il Parliamentary Bill, che negava ai Lords il diritto di respingere leggi di bilancio. Nel 1911 i Lords, grazie alle pressioni del nuovo re Giorgio V, si piegarono ad accettare la legge che limitava i loro privilegi. Il progetto liberale fu così approvato nel 1914, ma la sua applicazione fu immediatamente bloccata dallo scoppio del conflitto mondiale. 5 di 13

3 Gli stati uniti si affermano come potenza mondiale Negli ultimi decenni dell 800, gli Stati Uniti conobbero un periodo di grandi trasformazioni interne e di rapido sviluppo territoriale. Chiuso il capitolo della guerra di secessione, che aveva insanguinato il Paese diviso tra stati del Nord industriale e quelli del Sud agricolo e schiavista, riprese con slancio la colonizzazione dei territori dell Ovest; vittime principali dei pionieri che spostavano periodicamente le frontiere, non esistendo confini verso il West, furono le tribù dei pellirosse. Contro di essi il Governo federale condusse una serie di campagne militari che avevano lo scopo di proteggere le vie di comunicazione e di rendere più sicura l opera di colonizzazione dei pionieri, ma che in sostanza causarono il confino dei pellirossa, dopo il quasi totale sterminio, in poche sparpagliate riserve. La crescita più imponente si verificò nell industria, specialmente nei settori siderurgico, meccanico, elettrico e petrolifero. Per contrastare le tendenze monopolistiche e la conseguente lievitazione dei prezzi, fu varata nel 1890 una legge innovativa che avrebbe fatto storia, lo Sherman Antitrust Act, che vietava accordi di cartello sui prezzi fra imprese operanti nello stesso settore. Gli Stati Uniti, quindi, non solo avevano superato l Inghilterra e la Germania nel volume della produzione industriale, ma erano anche diventati un Paese prevalentemente esportatore di capitali e di prodotti industriali. Questo sviluppo economico fu reso possibile soprattutto dall esistenza di un mercato in continua espansione dovuto al continuo afflusso di immigrati dall Europa, e quindi di nuovi potenziali acquirenti. L espansionismo statunitense si esercitò in due direzioni. La prima, verso il Pacifico, rappresentava il prolungamento della corsa all Ovest; la seconda, verso l America Latina, costituiva un aggiornamento della dottrina Monroe 1 (penetrazione economica e tutela politica dell intero continente). La prima importante manifestazione di politica di potenza degli Stati Uniti si ebbe con l intervento a Cuba, dal 1895, era in atto una violenta rivolta contro i dominatori spagnoli. Nel 1898, l affondamento di una corazzata americana nel porto dell Avana portò alla guerra con gli Spagnoli che furono rapidamente sconfitti. Cuba divenne una Repubblica indipendente sotto tutela (dottrina Monroe) degli U.S.A. La Spagna fu inoltre costretta a cedere 1 Nel 1823 gli Stati Uniti avevano affermato il loro ruolo di custodi dell equilibrio del continente contro qualsiasi ingerenza esterna, intesa soprattutto in senso difensivo. (Cfr. G. Sabbatucci V. Vidotto, Storia contemporanea dell Ottocento, Ed. Laterza, Roma-Bari 2003, p. 243). 6 di 13

Portorico e l intero arcipelago delle Filippine. Si andava rafforzando, perciò, nel continente americano, il ruolo egemonico degli Stati Uniti. Fino alla prima guerra mondiale, l imperialismo statunitense si rivolse non tanto verso il Sud America però, quanto verso l America centrale. Qui la presenza degli Stati Uniti si fece sentire in forme pesanti, soprattutto negli anni della presidenza di Theodore Roosevelt, esponente del Partito Repubblicano, eletto nel 1901. Mostrò grande decisione nella difesa degli interessi americani nel mondo alternando pressione economica a minacce di interventi armati. L occasione di mettere in pratica l una e l altra fu offerta dalla questione del canale di Panama. Nel 1901 gli Stati Uniti ottennero dal governo della Colombia l autorizzazione a costruire ed a gestire, per un periodo di cento anni, un canale che tagliasse l istmo di Panama. Quando però nel 1903 il Parlamento colombiano rifiutò di ratificare l accordo, gli Stati Uniti non esitarono ad organizzare una sommossa a Panama ed a minacciare un intervento armato. Panama divenne una repubblica indipendente sotto tutela Monroe americana. Imperialista ed aggressiva all estero, la linea di Roosevelt si caratterizzò in politica interna per un apertura ai problemi sociali. A Roosevelt si devono i primi provvedimenti della legislazione sociale: limitazioni dell orario lavorativo, tutela del lavoro minorile ed assicurazioni contro gli infortuni. Una volta terminati i due mandati, nel 1908, T. Roosevelt lasciò la presidenza e le successive elezioni del 1912 consegnarono la vittoria al democratico Wilson, intellettuale di solide convinzioni democratiche. Wilson riprese l impegno sociale di Roosevelt, ma si dimostrò assolutamente contrario ad ogni limitazione dell autonomia dei singoli Stati dell Unione. 7 di 13

4 La terza repubblica francese A seguito della guerra Franco-Prussiana nel 1871, stretta d assedio, Parigi era caduta, ed il 18 gennaio dello stesso anno, a Versailles i tedeschi avevano proclamato Guglielmo I imperatore del nuovo Impero federale germanico. Thiers, il capo del governo francese firmò la pace di Francoforte; questa prevedeva la cessione, da parte della Francia alla Germania, delle ricche regioni dell Alsazia e della Lorena, e un indennizzo di guerra pari a 5 miliardi di franchi d oro. Il 18 marzo del 1871 Parigi scoppiò in rivolta; era la quarta volta dopo quella del 1789/95, luglio 1830 e del 1848. Le elezioni del 1871 avevano espresso una maggioranza moderata guidata da Theirs, con evidente ritorno alla monarchia. Il governo rivoluzionario della comune di Parigi (il municipio), provò ad attuare il primo esempio di autogoverno del popolo: unificazione dei poteri legislativo ed esecutivo, controllo della magistratura, eleggibilità e revocabilità dei funzionari pubblici, soppressione dell esercito a favore di una milizia volontaria. La repressione della Comune da parte del governo do Thiers fu durissima e nella settimana di sangue dal 21 al 28 maggio 1871, si contarono oltre 20.000 vittime tra i cittadini. Nel 1873 la maggioranza legittimista dell Assemblea costringeva Thiers alle dimissioni, affidando il potere al generale Mac Mahon. Questi avrebbe dovuto aprire la strada per l ascesa al trono del nipote di Carlo X. L insistenza di un ripristino della sovranità portò all unione di un nuovo filone composto da orleanisti, bonapartisti e repubblicani, che rese impossibile il ritorno alla monarchia, e così il 2 febbraio del 1875 fu, per un voto, proclamata la nascita della Terza Repubblica. Il potere legislativo era affidato ad una Camera eletta a suffragio universale, e ad un Senato, i cui rappresentanti erano votati nei vari dipartimenti in numero uguale. Primo presidente fu Mac Mahon, che tese a dare un ruolo fortemente autoritario; dopo aver costretto alle dimissioni il ministro progressista Simon, sciolse le Camere nel 1877 sfiorando il colpo di Stato. Le elezioni del 1877 riportarono, però, alla formazione di maggioranze repubblicane. In Francia prevalse la guida dei moderati, il cui leader, Ferry, rimase alla guida del governo dal 1879 al 1885. Il Paese conobbe in quell arco di tempo un importante periodo di assestamento della sua vita 8 di 13

politica e sociale (l approvazione delle leggi dell insegnamento). Nacque così sotto il governo Ferry la Terza Repubblica, che portò rapidamente alla variazione di leggi sul diritto di stampa e di associazione, sull elezione dei sindaci da parte dei consigli municipali e leggi sulla completa eleggibilità del Senato, fino ad allora rappresentato in larga misura da nomine governative. L avversario diretto di questa democratizzazione era la Chiesa, che con le nuove leggi sull istruzione vedeva ridursi i propri poteri nell organizzazione della società. L adozione di un nuovo sistema elettorale, nel quale i candidati erano inseriti in liste, aumentò la presenza dei radicali di Clemancaeu. In questo clima di confusione sfumò il colpo di Stato del generale Boulanger, ministro della Guerra nel 1886, che aspirava ad un ritorno del governo alle tradizioni bonapartiste. Nasceva intanto un nuovo partito socialista, che si presentava come una via di mezzo tra il gruppo di intransigenti di Guesde e quello favorevole alla collaborazione coi partiti borghesi di Brousse. Appariva perciò necessario un immediato rafforzamento del potere radicale per contrastare il neonato, ma già fortissimo, Partito Socialista. L evento che maggiormente contribuì al radicamento dei caratteri democratici della Terza Repubblica fu l affare Dreyfus; Dreyfus, capitano dell esercito di origini ebraiche, fu, nel 1894, accusato di spionaggio a favore della Germania, così venne deportato in esilio in Guinea. Le elezioni del 1899, portarono al Governo una maggioranza composta dall alleanza tra socialisti, radicali e repubblicani moderati, che consentì la formazione di un ministero radicalsocialista guidato dal radicale Rousseau, e presto appoggiato dal socialista Millerand. Tra il 1902 e il 1905 furono stabiliti da Combes il divieto di insegnamento per le congregazioni religiose, molte delle quali furono anche sciolte, e l espropriazione di beni ed edifici di proprietà della Chiesa. 9 di 13

5 L italia crispina Negli anni della CRISI AGRARIA, in Italia si formò un nuovo blocco sociale contemporaneamente alla scelta protezionistica ed ai primi tentativi di espansione coloniale. Si trattò di un alleanza fra la borghesia industriale, di recente formazione, ed i grandi proprietari terrieri del Nord e del Sud. Sul piano politico l uomo di spicco di questo nuovo blocco sociale fu Francesco Crispi, vero leader politico dei pochi gruppi imprenditoriali del Sud. Crispi giunse a capo del Governo nel 1887 ed avviò una politica autoritaria accentrando su di sé quasi tutti i poteri. Inizialmente era stato fortemente animato da ideali mazziniani, quindi aveva accettato l idea monarchica; i suoi ideali mazziniani avevano assunto le caratteristiche del nazionalismo e dell autoritarismo. In politica interna, giunse all utilizzo di misure repressive contro le agitazioni sociali, in politica estera cercò l affermazione dell Italia come grande potenza attraverso l intensificazione dei tentativi di espansione coloniale. Sebbene, infatti, fosse stato varato il nuovo codice penale, noto come codice Zanardelli dal nome del Ministro della Giustizia dell epoca, che aboliva la pena di morte e riconosceva implicitamente la legittimità, la nuova legge di pubblica sicurezza garantiva alla polizia ampi poteri discrezionali dei quali, i governi retti da Crispi, si avvalsero frequentemente. Fu represso con grande fermezza ogni movimento popolare che in quei giorni era rappresentato soprattutto dai lavoratori che diedero vita a scioperi ed a vasti movimenti di piazza per protestare contro il rincaro dei prezzi dei generi di prima necessità, dovuto alla politica protezionistica crispina. Crispi usò il pugno di ferro per reprimere il malcontento popolare. Nel 1893 inasprì la legislazione contro le organizzazioni operaie, intervenne contro i Fasci siciliani, ottenne del Parlamento poteri speciali per controllare la stampa e arrivò a sciogliere il partito socialista di Turati, Bissolati e Costa. Tuttavia venne colpito anche il MOVIMENTO SOCIALE CATTOLICO; infatti, nel decennio crispino si assistette all ingresso dei cattolici nella vita politica e sociale della nazione. In realtà, tenuto conto del divieto del Papa ai fedeli di partecipare alla politica, l azione cattolica si sviluppò prevalentemente in campo sociale. Il 15 maggio 1891, il Papa Leone XIII emanò la famosa enciclica RERUM NOVARUM (o delle cose nuove), nella quale, non solo veniva riconosciuta l esigenza di una più equa distribuzione della ricchezza, ma anche la legittimità per i lavoratori di riunirsi ed organizzarsi in sindacati. Sulla 10 di 13

scorta di queste idee, il movimento cattolico registrò un notevole aumento degli aderenti, rivaleggiando addirittura col movimento socialista. Si vennero sempre più attenuando le chiusure imposte dalla Chiesa per la partecipazione alla vita politica. Una delle linee guida del governo crispino concerneva l acquisizione di nuove colonie, divenute ormai indispensabili per il bisogno di mercati di sbocco e d approvvigionamento del nuovo capitalismo italiano. Riprese così l espansione coloniale in Abissinia, che però segnò la sconfitta italiana ad Amba Alagi, a Makallè e ad Adua: Crispi rassegnò le dimissioni e si esaurì la 2^ fase della politica coloniale italiana. Cominciò così una lunga crisi che si protrasse per 5 anni. Il malcontento non tardò ad esplodere prima nelle campagne, poi nelle città. La risposta del Governo fu durissima: Nel 1898 l Italia fu arsa da moti popolari, così l esercito fu impiegato su tutto il territorio nella repressione dei moti, tra i quali spiccano i fatti di Milano dove il generale Bava Beccaris, inviato dal successore di Crispi, Antonio Starrabba marchese di Rudinì, a sedare il tumulto operaio, dopo aver ucciso 80 dimostranti a cannonate, fu addirittura decorato al merito dal re buono Umberto I. L atteggiamento di Umberto I che decorò al valor militare Bava Beccaris, suscitò la protesta dell opinione pubblica, di fronte alla quale di Rudinì si dimise. Il re allora chiamò alla guida del Governo il generale Luigi Girolamo Pelloux; questi decise immediatamente di limitare la libertà di stampa e di riunione e, di fronte all opposizione parlamentare, che ricorse anche all ostruzionismo per impedire l approvazione delle leggi liberticide, sciolse le Camere e si appellò agli elettori. Ma le elezioni fecero registrare una decisa avanzata della Sinistra. Pelloux si dimise ed il nuovo Presidente del Consiglio, Saracco, cercò di avviare una politica di riconciliazione nazionale. Il 29 luglio 1900 Umberto I fu assassinato a Monza dall anarchico Gaetano Bresci, e ad egli succedette al trono il figlio Vittorio Emanuele III, che nominò Primo Ministro Zanardelli, leader della sinistra parlamentare. 11 di 13

6 La crisi del 1873-1896: l età dell imperialismo Fu questo il periodo della prima grande crisi del capitalismo, il cui motivo occasionale fu l ondata speculativa del 1871-73. Le manifestazioni più evidenti della crisi furono il crollo dei prezzi ed il blocco degli investimenti; questi però avevano delle cause più profonde. La principale causa consisteva nella sproporzione tra quantità di beni prodotti da un industria ormai mondiale e la limitata capacità di assorbimento del prodotto. La crisi fu tale che cambiò radicalmente l organizzazione della società industriale; cambiò il ruolo dello Stato, che da liberista divenne protezionista per chiudere i mercati interni alla concorrenza straniera. Cambiò la configurazione del sistema produttivo: se prima era composto da un gran numero di piccole e medie imprese poi fu dominato da un numero limitato di monopoli e cartelli. Cambiò infine il sistema mondiale dell economia: sino ad allora il predominio economico dell Occidente si era basato su strumenti prevalentemente economici, ora tale predominio si avviava a diventare militare e politico. Era nato l IMPERIALISMO, finalizzato a creare nuovi sbocchi ai prodotti dei Paesi colonialisti. Ad avviare tale processo di colonizzazione fu l Inghilterra, già da un secolo dominatrice di un vasto Impero fino a raggiungere il dominio assoluto su un quarto del mondo. Alle colonie precedenti si erano aggiunte il Canada, l Australia, la Nuova Zelanda; in ASIA dominava la Birmania, la Malesia, Hong Kong, i territori dell India e del Pakistan; in AFRICA possedeva le colonie del Golfo di Guinea, la Nigeria, la Costa d Oro, la Sierra Leone ed il Gambia a cui si aggiunse il controllo di una larga fascia di territori dal Mediterraneo al Capo di Buona Speranza, l Egitto, il Sudan, l Uganda, il Kenya e la Rhodesia. Inoltre si costituì l Unione Sudafricana, uno Stato autonomo sottoposto al controllo inglese. Altro Paese colonizzatore fu la Francia che già possedeva in AFRICA il Senegal, l Algeria e la Costa d Avorio a cui annesse il protettorato sulla Tunisia, il Congo occidentale, il Sudan occidentale, il Madagascar; a ciò si aggiunse, raggruppati nell Unione indocinese, l Annam ed il Laos. Anche l Italia tenterà le conquiste coloniali in Eritrea ed in una parte della Somalia. La Germania, a partire dagli anni 80, stabilì rapidamente il suo dominio nel Togo, nel Camerun, Africa sud-occidentale tedesca ed Africa orientale tedesca, diventando il terzo impero coloniale. Diversa fu la penetrazione nel continente asiatico; se in Africa non avevano incontrato quasi resistenza, più difficoltà vi incontrarono qui, dove si trovarono società più evolute e quindi più difficili da conquistare e soprattutto più numerosi furono coloro che ambivano alle conquiste; ai 12 di 13

Paesi Europei si aggiunsero infatti Russia, Giappone e Stati Uniti. L imperialismo delle grandi nazioni, giustificato con l ideologia delle missione civilizzatrice e con l apertura degli sbocchi all immigrazione, innescò tra i popoli colonizzati un iniziativa di rivalsa e fece nascere un nuovo nazionalismo. 13 di 13